Rassegna Stampa Quotidiani
Casapesenna, esplosa una bomba: danni ad una cornetteria inaugurata ieri
5 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:49

Nuova bomba carta a Casapesenna. È esplosa causando danni della cornetteria ?Incornettami? inaugurata ieri sera. Sui fatti indagano i carabinieri della Compagnia di Casal di...

Torna il vero maltempo: oltre 100 mm di pioggia e un metro di neve, ecco dove
14 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:40

Una forte perturbazione provocherà abbondanti e persistenti fenomeni da Nord a Sud: le località più colpite e la tendenza successiva

La benzina a due euro e il premio Bastoni
16 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:38

C’è qualcosa di sinistro se la politica, spesso accusata di non avere etica, fa passare il messaggio che chi sbaglia viene premiato

Miracolo in via della Reginella, il “piccolo museo del Louvre”
19 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:35

Miracolo in via della Reginella, nel cuore del quartiere ebraico o, come usano ancora oggi dire i romani, del Ghetto. Sorge qui un ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti

“Il cinema non mi rendeva più felice, ero insoddisfatto. Con mio padre nessun rapporto, la sua mancanza è stata riempita da mio nonno”: così Nicolas Vaporidis
20 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:33

“A un certo punto ho capito che il sistema mi stava stretto. Le persone spesso cambiano radicalmente quando la loro vita non le soddisfa più”. Nicolas Vaporidis si racconta a Ciao maschio nella puntata in onda sabato 14 marzo alle 17.05 su Rai 1. Tra i temi principali, l’addio al cinema: “Io avevo cercato nel […] L'articolo “Il cinema non mi rendeva più felice, ero insoddisfatto. Con mio padre nessun rapporto, la sua mancanza è stata riempita da mio nonno”: così Nicolas Vaporidis proviene da Il Fatto Quotidiano.

Scomparso da Imola ragazzo di 30 anni: ricerche in corso con cani e droni
21 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:33

Vigili del fuoco, Carabinieri e Croce Rossa impegnati da venerdì sera nelle campagne nella zona di San Prospero con unità cinofile, droni e personale specializzato

Il racconto della settimana in foto
22 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:32

Riforma della giustizia, un voto per cambiare: il confronto della Fondazione An sulle ragioni del Sì
23 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:31

«Quando giochiamo a calcio vogliamo che l’arbitro sia equidistante dalle due squadre. Una metafora semplice, che riassume l’intero nodo della riforma dell giustizia moderna. Da una parte l’accusa, dall’altra la difesa. In mezzo il giudice. O almeno così dovrebbe essere. È su questo equilibrio che si è concentrato il convegno “Sì riforma – Giustizia più […] L'articolo Riforma della giustizia, un voto per cambiare: il confronto della Fondazione An sulle ragioni del Sì sembra essere il primo su Secolo d'Italia.

Da Bin Laden ad Al Baghdadi, le taglie Usa tornano sui nemici di Washington: ora nel mirino ci sono i vertici iraniani
25 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:29

Il programma Reward for Justice ha già segnato la caccia ai grandi ricercati del terrorismo. Adesso gli Stati Uniti offrono fino a 10 milioni per informazioni sui fedelissimi di Teheran

Gp di Cina, Antonelli in pole. Ferrari bene, ma è lite tra Leclerc e Hamilton: “Lasciami spazio!”. Il video
25 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:28

Andrea Kimi Antonelli, il pilota della Mercedes, ha fatto segnare il miglior tempo nelle qualifiche di oggi nel secondo appuntamento del Mondiale di Formula 1, conquistando così la prima pole della sua giovanissima carriera. Accanto a lui ci sarà il compagno di squadra George Russell, che dopo aver trionfato nella gara Sprint di Shanghai, ha […] L'articolo Gp di Cina, Antonelli in pole. Ferrari bene, ma è lite tra Leclerc e Hamilton: “Lasciami spazio!”. Il video sembra essere il primo su Secolo d'Italia.

Una magistratura che esce comunque indebolita dall’appuntamento con le urne
26 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:28

Bussola & Timone

Dal Consiglio della Difesa al piano del Viminale: vigilanza rafforzata nelle zone turistiche anche in vista di Pasqua
28 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:26

Dal monitoraggio del web alla sorveglianza fisica sul territorio, la macchina della sicurezza accelera per prevenire rischi di radicalizzazione, azioni isolate e possibili ripercussioni interne del conflitto mediorientale

Tragedia e giustizia. La separazione delle carriere spiegata dalle Eumenidi
28 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:26

L’ipotesi più affascinante sulla nascita della tragedia attica resta quella di Aristotele e Nietzsche: il teatro affonderebbe le radici nei cori in onore di Dioniso. La spiegazione più probabile, oggigiorno, è meno ebbra: Jean-Pierre Vernant, Pierre Vidal-Naquet, Nicole Loraux, Walter Burkert, convergono sull’idea che la tragedia è costruita su un agon, un confronto tra due parti portatrici di prospettive inconciliabili, la cui struttura assomiglia a un’udienza: accusa, difesa, turni di parola. La tragedia non è emersa dai flutti della musica – come pensava Nietzsche – ma è fin da subito “verbosa”. Inoltre, il suo lessico è zeppo di categorie giuridiche: dike, giustizia, krisis, decisione, nomos, legge, hybris, violazione. Paradigmatiche, da questo punto di vista, sono le Eumenidi di Eschilo, una specie di metatragedia che, mettendo a tema se stessa, racconta la nascita del processo giudiziario. Per vendicare la morte del padre Agamennone, Oreste ha ucciso la madre Clitennestra. Le Erinni, figlie della Notte e custodi dei legami di sangue, che lo perseguitano, hanno già emesso la sentenza: “Perfette giustiziere ci stimiamo”. Atena frena il loro ardore e crea il primo tribunale della polis: le Erinni rappresenteranno l’accusa, Apollo la difesa, ma nessuna delle due parti pronuncerà il verdetto su Oreste. Non saranno né gli inferi né l’Olimpo a decidere, ma una parte terza: gli uomini riuniti nell’Areopago. I giudici non possono essere della stessa razza dell’accusa, o della difesa. Accusa e difesa sono entrambe “divine”, perché non conoscono i tormenti del dubbio. Le Erinni non esitano mai, Apollo nemmeno. Sono abitati da Peitho, la Persuasione, che trascina e non fa domande. Accusare e difendere sono impulsi arcaici, irresistibili come una tempesta. Ciascuno a senso unico. “Siete due qui in causa: finora, odo mezza verità”, dice Atena alle Erinni. La norma del nostro Codice penale, per cui “il pubblico ministero svolge accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini” avrebbe fatto sorridere le talassocrazie amanti della libertà, Atene e Gran Bretagna, che riconoscono il pm per quello che è: non certo un organo imparziale. I legulei inglesi, educati ai classici, lo hanno sempre saputo: il prosecutor è un advocate. Il giudice è di tutt’altra pasta. Non persegue né protegge, perché sa esitare. I giudici dell’Areopago sono chiamati a interrogarsi e contare i voti. Il loro compito è arbitrare una lotta e trovare una qualche chiaroscurale verità. Solo chi non è cresciuto alla scuola della persuasione può mordersi la lingua dieci volte prima di decidere. L’opinione dei Greci è inequivocabile: il giudice non deve essere imparentato, nemmeno alla lontana, con uno dei due impulsi divini. Altrimenti la sua terzietà non è una cosa seria. La giustizia è giusta quando difesa, accusa e giudizio sono funzioni assegnate a stirpi diverse, e restano tali.

Trump pubblica video dei bombardamenti sull'isola petrolifera iraniana di Kharg
30 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:23

Il presidente Usa: "Uno dei piu' potenti raid aerei nella storia del Medio Oriente"

Il Marsala, così famoso e così sconosciuto: ecco perché è un vino storico e speciale
30 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:23

Il Marsala è uno dei vini italiani più celebri al mondo e, allo stesso tempo, un vino che tutti credono di conoscere e che invece quasi nessuno beve sul serio....

Scoperto un batterio vecchio di 5 mila anni resistente agli antibiotici moderni: ecco di che cosa si tratta e perché gli scienziati sono preoccupati
32 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:22

Nelle profondità della grotta di Scărișoara, in Romania, il tempo sembra essersi fermato. Eppure, all’interno di un blocco di ghiaccio antico 5.000 anni, la vita microbica non solo è sopravvissuta, ma ha rivelato un segreto inquietante: la capacità di resistere ai farmaci della medicina moderna molto prima che questi venissero inventati. Un team di scienziati […] L'articolo Scoperto un batterio vecchio di 5 mila anni resistente agli antibiotici moderni: ecco di che cosa si tratta e perché gli scienziati sono preoccupati proviene da Il Fatto Quotidiano.

Cybersicurezza al referendum, il Viminale blinda i dati: doppio binario contro gli attacchi
33 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:21

Il ministero dell’Interno rafforza i sistemi informatici per mettere in sicurezza la trasmissione dei dati, mentre la proclamazione dei risultati resterà affidata alle procedure tradizionali, considerate non modificabili sul piano sostanziale

Vigor, porte girevoli: domenica Perini titolare
33 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:20

"Finita l’astinenza, si torna al Bianchelli, si torna a tifare la Vigor". Sono proprio i tifosi rossoblu a scriverlo nei...

Prof ha una relazione con la studentessa 16enne: sospeso. La mamma ha scoperto video e messaggi
34 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:20

Una presunta relazione tra una studentessa di 16 anni e un insegnante del suo istituto sarebbe emersa nei giorni scorsi in una scuola superiore dell?area fiorentina. La vicenda,...

La solitudine dei numeri uno. McCartney dalla fine dei Beatles ai Wings
36 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:18

Bisogna essere addentro alla parabola beatlesiana per godere del racconto di “Paul McCartney: Man on the Run”, doc appena uscito su Amazon Prime che racconta il tormentato decennio... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti

Spariti i caccia cinesi intorno a Taiwan: cosa c'è dietro lo stop
37 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:17

Per quasi due settimane la PLAAF ha fermato le sortite vicino a Taipei. Sul tavolo ci sono tre ipotesi: tregua con gli Usa, epurazioni interne o nuove mosse militari

Kharg, perché Trump ha attaccato e perché l'isola è strategica per l'Iran
37 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:17

Gli Usa hanno preso di mira la strategica isola iraniana di Kharg, distruggendo esclusivamente i suoi obiettivi militari. Donald Trump ha annunciato che gli Usa hanno sferrato pesanti...

Obiezioni alle obiezioni sulla riforma della Giustizia
37 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:17

Nel dibattito sul referendum sulla giustizia si stanno moltiplicando le obiezioni. E’ normale: ogni riforma della giustizia, in Italia, scatena passioni ideologiche molto forti. Il problema non sono le critiche. Il problema è quando le critiche si basano su argomenti che suonano convincenti ma non reggono a un controllo dei fatti.   Testo realizzato con AI   Prendiamo una delle obiezioni più diffuse: l’idea che i membri laici del Consiglio superiore della magistratura verrebbero scelti dal governo e quindi finirebbero sotto il controllo dell’esecutivo. E’  semplicemente falso. La Costituzione stabilisce che i membri laici del Csm siano eletti dal Parlamento con maggioranza qualificata. Questo significa che non basta la maggioranza politica del momento: servono voti più ampi, che inevitabilmente coinvolgono anche l’opposizione.  E’  una garanzia istituzionale pensata proprio per evitare che il Csm diventi il braccio di una sola parte politica. C’è poi una seconda obiezione che circola spesso: la riforma ridurrebbe il peso dei magistrati dentro il Csm. Anche questa è una rappresentazione fuorviante. La proporzione tra membri togati e membri laici non cambia: due terzi restano magistrati eletti dai magistrati e un terzo resta composto da membri laici scelti dal Parlamento.  Parlare di “presa di controllo della politica sulla magistratura” non è quindi una descrizione realistica del meccanismo previsto. Un terzo argomento molto diffuso riguarda invece la questione del sorteggio. Secondo alcuni critici sarebbe uno scandalo che i magistrati incaricati di occuparsi delle carriere dei colleghi possano essere scelti attraverso un’estrazione a sorte. Qui la domanda da porsi è molto semplice: perché? Se un magistrato ha superato un concorso pubblico durissimo, che lo rende idoneo a prendere decisioni capaci di limitare la libertà dei cittadini, è difficile sostenere che non sia idoneo a partecipare alla gestione delle carriere dei colleghi.   Il sorteggio, inoltre, non avviene nel vuoto. Avviene dentro una platea qualificata: quella dei magistrati che possiedono i requisiti per far parte dell’organo di autogoverno. Non si estraggono nomi da un elenco casuale di cittadini, ma da un corpo professionale che ha già superato selezioni rigorose. E qui emerge un altro paradosso. Nessuno si scandalizza quando il Tribunale dei ministri viene formato attraverso un meccanismo di sorteggio tra magistrati del distretto competente.  Quando però si propone un meccanismo simile per limitare il peso delle correnti nella gestione delle carriere dei magistrati, improvvisamente diventa uno scandalo. Si può discutere sulle soluzioni, naturalmente. Ma sostenere che qualsiasi tentativo di riforma rappresenti un attacco alla magistratura significa confondere due cose diverse: l’indipendenza della giustizia e l’intangibilità delle sue istituzioni.

Luxuria a La Confessione di Gomez (Rai3): “La transfobia patologica di Trump nasconde qualcosa. Mi ricorda quando venivo bullizzata”
38 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:16

“La transfobia è un’ossessione patologica che nasconde altre magagne. Aspettiamo l’esito di molte indagini per capire quanto Trump ha rispettato le donne”. Così Vladimir Luxuria a La Confessione di Peter Gomez, in onda sabato 14 marzo alle 20.20 su Rai 3, commentando il video in cui il presidente Usa deride e imita le atlete transgender. […] L'articolo Luxuria a La Confessione di Gomez (Rai3): “La transfobia patologica di Trump nasconde qualcosa. Mi ricorda quando venivo bullizzata” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Curzio Malaparte e il suo alter ego pronto a dominare la realtà con un motto di spirito
40 minuti fa | Sab 14 Mar 2026 08:14

Esteta del concetto alla Papini, D’Annunzio aggiornato al ’900 di Hemingway e di Malraux, a quasi settant’anni dalla morte Curzio Malaparte non ha ancora trovato un suo posto sicuro nel canone della letteratura italiana. Troppe doti? Troppa dispersione? Ci ripropone oggi il problema il "Giornale di uno straniero a Parigi" uno scartafaccio malapartiano curato ottimamente per Adelphi da Michelangelo Fagotti e Monica Zanardo. Le sue pagine sono state scritte tra il 1947 e il ’48, in gran parte in un francese impuro, nella capitale che Malaparte non vedeva da quattordici anni: anni “d’esilio in Italia”, come li definisce con una delle sue acutezze – cioè di carcere, confino, guerra, equivoci. La Francia è davvero un’altra patria. Per lui lo è diventata nel 1914, quando ancora adolescente si è gettato nella Grande guerra; ma forse molti di noi, ogni volta che svegliandosi a un passo dal Louvre fiutano l’odore tiepido di pane tostato descritto nel Giornale, si sentono almeno un po’ a casa. Eppure, muovendosi tra salotti e periferie, Curzio si accorge che anche là qualcosa di essenziale è cambiato. Umiliati dalla recente occupazione, i francesi o sembrano apatici o le oppongono la Resistenza in un modo troppo arrogante. Secondo Malaparte, il maquis non ha riscattato l’onta della sconfitta, ma ha continuato coerentemente la lotta del ’40 contro i tedeschi: i combattenti erano gli stessi, dice riecheggiando il suo esordio di Viva Caporetto!, la differenza stava solo nei capi. D’altra parte, è pur vero che la vecchia Francia appare ormai travolta: ma da una folla piccolo-borghese (di cui Sartre è la maschera filosofica) che in metropolitana non si ferma nemmeno di fronte a chi cade. “Ho l’impressione di essere un francese, perduto in una folla di stranieri” scrive a questo punto l’italiano con la consueta verve paradossale. La nuova folla, però, gli si rivela anche come una nuova “razza marxista” che a conti fatti lo seduce. I suoi bersagli fissi rimangono invece il cartesianesimo, che avrebbe tolto ai “galli” la magia, e la metafisica come produttrice di crudeltà. Curzio conosce meglio una diversa crudeltà: quella universalmente umana che viene dalla coscienza di dover morire. E a proposito di ciò che lo tocca da vicino, lo scrittore deve respingere di continuo l’accusa di collaborazionismo. Con compiacimento, al solito, si ritrae vincitore negli incontri-scontri con intellettuali inaspettatamente gretti, poco importa che si chiamino Mauriac o Camus. In fondo, il suo tono resta quello del frondista. E infatti nel Giornale risaltano molti dei tipici tratti malapartiani. Anche qui Curzio svela a francesi o polacchi chi sono davvero; anche qui i grandi personaggi (vedi Roosevelt) sono malati o folli; anche qui i dittatori hanno un aspetto femmineo; anche qui i ritratti delle amiche sono appena i riflessi di un autoritratto; anche qui l’autore sovrappone alla Storia maiuscola la sua storia personale, e in questo senso sottolinea l’affinità con Chateaubriand; anche qui trionfano la cristologia decadente, l’animalizzazione meccanica dei personaggi, e le anafore che smorzano le analogie troppo crude in una nenia sonnolenta. Lo scartafaccio parigino è un ponte tra Kaputt e La pelle, uscito di lì a poco in Francia; e torna perfino, dal primo libro, il conte de Foxa, qui protagonista di una beffa macabra. Nelle loro note, Fagotti e Zanardo sottolineano che il Giornale si assottiglia via via che il poligrafo fallisce nel suo tentativo di rilancio pubblico oltralpe. Respinto a Parigi come a Roma, rientra allora in Italia. L’opera, insomma, non è autonoma: cosa che però, in una certa misura, vale per tutto Malaparte. E’ anzi questo il problema critico che ci si pone fin dall’abbozzo prefatorio. Un giornale, vi scrive l’autore, non è una mera raccolta di note diaristiche, ma esige “la logica di un racconto”. Purtroppo il risultato della commistione è che Malaparte rischia di perdere a un tempo la verità documentaria e la verità poetica, a vantaggio delle mezze verità della retorica. Ed è, ahimè, appunto una tale retorica a sollecitare i nostri letterati, specie perché si unisce alla falsa onnipotenza di un alter ego che non viene mai colto di sorpresa dalla realtà, che è sempre pronto a dominarla con un motto di spirito. Anche per questo, forse, mi sembra al contrario così liberatoria l’autoironia di un appunto preso a Chamonix: “Salgo al Brévent. Sulla teleferica, il macchinista mi chiede: ‘Lei è lo scrittore italiano che abita al Vieux Châlet, vero?’. / ‘Sì’ rispondo. / ‘Come va in Italia?’. / ‘Non c’è male. Più o meno come qui. Ci sono scioperi, rivolte, la vita è cara, la confusione è massima. Ma ne usciremo. Il popolo italiano ha buonsenso. Proprio come il popolo francese’. / ‘Non si tratta di questo. Vorrei sapere come vanno, in Italia, le teleferiche’”.