https://video.italpress.com/play/mp4/video/3m5n
https://video.italpress.com/play/mp4/video/2l5P
https://video.italpress.com/play/mp4/video/kW1Y
https://video.italpress.com/play/mp4/video/Rvx0
https://video.italpress.com/play/mp4/video/XBEl
https://video.italpress.com/play/mp4/video/Pqvl
https://video.italpress.com/play/mp4/video/LmoW
Le gomme da masticare sono tra i prodotti più diffusi al mondo per rinfrescare l’alito e dare una sensazione immediata di pulizia in bocca. Negli ultimi anni diversi studi scientifici hanno analizzato il loro impatto sulla salute orale, evidenziando che alcune tipologie possono offrire benefici concreti per denti e gengive. Tuttavia, non tutte le gomme sono uguali e un consumo eccessivo può comportare anche effetti indesiderati. Quando si mastica una gomma, la produzione di saliva aumenta in modo significativo. Secondo l’American Dental Association, il flusso salivare può crescere fino a 10-12 volte rispetto ai livelli normali. Sul tema interviene il dottor Giovanni Macrì, dentista esperto in estetica del sorriso e membro ADA: “Se non contengono zuccheri possono essere utili per un effetto detergente. Tuttavia un uso eccessivo può creare un ipertono dei muscoli della masticazione e dare problemi all’articolazione temporo-mandibolare. Nei pazienti con corone o ponti provvisori possono anche provocare il distacco dei manufatti. Assolutamente da evitare le gomme con zucchero, non per la quantità ma per il tempo di esposizione agli zuccheri, perché restano in bocca a lungo. Dopo i pasti è sempre meglio attendere circa 20 minuti e poi procedere con un’accurata igiene orale: la regola è spazzolare bene i denti per almeno tre minuti, tre volte al giorno. In assenza di spazzolino possono aiutare, ma non garantiscono la rimozione completa della placca e dei residui alimentari”. Secondo la ricerca scientifica, le gomme senza zucchero possono contribuire alla prevenzione della carie, soprattutto se utilizzate dopo i pasti. Una revisione sistematica in ambito odontoiatrico ha evidenziato un effetto anticariogeno legato all’aumento della salivazione e all’assenza di zuccheri fermentabili. “Il punto fondamentale, aggiunge Macrì , è la valutazione del pH della saliva”. Tra i dolcificanti più studiati c’è lo xilitolo. “Lo xilitolo riduce la presenza di batteri responsabili della carie, in particolare lo Streptococcus mutans, contribuisce a rendere l’ambiente orale meno acido e può ridurre la formazione della placca dentale”, spiega il dottor Macrì. Una meta-analisi recente ha confermato una riduzione significativa dei livelli di Streptococcus mutans nei soggetti che utilizzano gomme senza zucchero contenenti xilitolo. Nonostante i benefici, esistono situazioni in cui la masticazione va limitata. Nei soggetti con disturbi dell’articolazione ATM, l’attività prolungata può causare dolore o peggioramento dei sintomi. Inoltre, i polioli presenti nelle gomme senza zucchero, come sorbitolo e xilitolo, in quantità elevate possono provocare gonfiore, meteorismo e diarrea nelle persone più sensibili. Anche dopo interventi odontoiatrici, il dentista può consigliare di evitare la masticazione intensa per alcuni giorni. Le gomme contenenti zucchero, invece, sono generalmente sconsigliate. Favoriscono la proliferazione dei batteri e la produzione di acidi dannosi per lo smalto, aumentando il rischio di carie soprattutto se consumate frequentemente. Per questo motivo le principali organizzazioni odontoiatriche raccomandano le versioni senza zucchero. Gli esperti sono concordi: le gomme da masticare non possono sostituire lo spazzolino. “Rappresentano solo un supporto ,sottolinea Macrì , ma non sostituiscono lo spazzolamento tre volte al giorno, l’uso del filo interdentale e le visite periodiche dal dentista”. Le evidenze scientifiche indicano che le gomme senza zucchero, soprattutto quelle allo xilitolo, possono avere un ruolo positivo nella salute orale grazie alla stimolazione della saliva e alla riduzione degli acidi. Tuttavia, il loro utilizzo deve essere moderato e sempre integrato in una corretta igiene dentale quotidiana
"Ho dovuto prendere una decisione dolorosa ma per il tour devo stare al meglio". Lo afferma Claudio Baglioni in un video su Instagram, in cui spiega i motivi di salute per cui si ha dovuto rimandare la serie di concerti che sarebbero iniziati a breve. Il cantautore romano avrebbe una polmonite acuta. Di conseguenza il suo GrandTour La vita è adesso, che sarebbe dovuto debuttare lunedì 29 giugno in Piazza San Marco a Venezia, si ferma. "Ho trattenuto gli occhi e i miei polmoni - spiega -, una frase che serviva a raccontare la mia vita e il mio mestiere. I polmoni sono una vera e propria macchina, il mantice che serve a uno che fa il mio lavoro per poter esprimere, per cantare. Sono stati gli elementi di me con i quali ho avuto più a che fare in occasione del mio compleanno del 75esimo anniversario. Ho preso una sindrome influenzale, non passava e ho deciso di fare accertamenti. Alla fine è venuto fuori che non era solo una semplice influenza, ma si era trattato di una polmonite, una polmonite acuta, interstiziale. Con la voglia di risolvere, con una buona dose di farmaci, sono uscito fuori da una fase delicata". "Questa infiammazione, anche rara, è stata di una certa rilevanza - prosegue il grande cantautore romano -. Adesso, sistemato l'apparato, bisogna recuperare la sua funzionalità per cantare tre ore ogni sera, un repertorio piuttosto impegnativo. Per essere al meglio delle condizioni. Ho dovuto quindi prendere una decisione dolorosa. Abbiamo preso tutto il calendario che iniziava il 29 giugno da Venezia e che terminava a Torino, e lo abbiamo spostato esattamente di un anno. Questo perché non si tratta di semplici concerti ma di un progetto vero e proprio. Io posso solamente promettere che l'entusiasmo che c'era tornerà il prossimo anno, ancora forse di più e anche con altre invenzioni". Baglioni ha rassicurato i fan e chi ha già comprato il biglietto aggiungendo che "l'organizzazione farà al meglio", e con un verso de La vita è adesso, ha ricordato che "Non c'è mai fine al viaggio anche se un sogno cade. Il viaggio, appunto - ha concluso - continuerà. E speriamo di farlo in tanti e di andare molto lontano". Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Claudio Baglioni (@claudiobaglioniofficial)
Italia protagonista al Roland Garros anche senza Jannik Sinner. E tra chi è volato agli ottavi del torneo parigini c'è Matteo Berrettini. "Fare una partita così, per me, fino a poche settimane fa era quasi impensabile quindi sono veramente felice di essere riuscito a lottare fino alla fine e ovviamente, ancora di più, di aver vinto", ha confessato in sala stampa dopo la vittoria sull'argentino Francisco Comesana. "Oggi sono stato lì a giocare e secondo me sto giocando a un livello molto alto. La verità è che è dura, ogni partita è una lotta furibonda, lo stiamo vedendo con quello che è successo nel torneo, le teste di serie saltate. Il livello medio è altissimo, oggi Francisco ha fatto una partita pazzesca da tantissimi punti di vista, ha servito benissimo". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47957031]] E alla domanda se la prossima partita, quella contro Cerundolo, sarà una vendetta per Sinner, Berrettini ha liquidato: "Jannik ha dimostrato milioni di volte di essere un campione che sta facendo la storia del tennis e non solo italiano. Io posso parlare per me: so che quando ho paura di andare sopra un dolore, sopra un fastidio, sopra un infortunio, è veramente difficile perché ti crolla tutto addosso. Ma ho lavorato anche per quello. Poi ognuno c'ha le sue...Io lavoro su di me e vorrei avere la forza mentale di Jannik sinceramente". E ancora: "Ho dubitato di me in passato. Ma ho avuto un supporto incredibile". A stargli sempre vicino gli amici, la famiglia e il fratello. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47958154]]
Nel giro di pochi giorni al Roland Garros, Rafael Jodar è riuscito a ritrovarsi per la seconda volta al centro delle discussioni. E anche stavolta non per quello che ha fatto con la racchetta in mano. Il giovane spagnolo — semifinalista a Madrid e reduce dalla polemica per il presunto contatto con una raccattapalle poi rivelatosi inesistente — è finito nuovamente sotto osservazione dopo il suo ingresso in campo prima della sfida tutta spagnola contro Pablo Carreno Busta. Una partita che poi avrebbe vinto con carattere, rimontando fino al successo al quinto set. A far discutere sono state però le immagini precedenti all'inizio dell'incontro. Come da tradizione, Jodar avrebbe dovuto entrare in campo accompagnato da una giovane mascotte. La bambina era lì, pronta a prendergli la mano. Lui invece è uscito dal tunnel senza voltarsi, proseguendo dritto verso il terreno di gioco. La piccola, colta di sorpresa, ha provato a seguirlo senza sapere bene cosa fare, mentre la scena veniva ripresa dalle telecamere. Sui social il video è diventato rapidamente virale. In molti hanno accusato il tennista di scarsa sensibilità, sottolineando la delusione evidente sul volto della ragazzina. Altri, invece, hanno invitato a contestualizzare l’accaduto. Rivedendo le immagini, infatti, sembra più una distrazione che un gesto intenzionale. Jodar appare completamente immerso nella preparazione mentale della partita e dà l'impressione di non accorgersi nemmeno della presenza della mascotte. Un episodio certamente poco felice, ma probabilmente lontano dalle cattive intenzioni che qualcuno gli ha attribuito. Il problema, per lo spagnolo, è che arriva subito dopo un'altra polemica. Nel turno precedente era stato accusato di aver spinto una raccattapalle, salvo poi scoprire che si trattava soltanto di un effetto ottico generato dalle immagini televisive. Insomma, anche una semplice distrazione rischia di trasformarsi in un caso. https://x.com/dramalandxr/status/2061054819251462382
Terzo nel mondo come rising account per finance. Claudio Borghi, parlamentare della Lega, ha aperto un profilo Substack e in soli tre giorni ha portato a incassato un riconoscimento non da poco. Oltretutto, è stato subito classificato con la spunta da bestseller. Substack è una piattaforma online che permette a chiunque di creare e pubblicare una newsletter, un blog o un podcast e di monetizzare i propri contenuti tramite abbonamenti diretti. Fondata nel 2017, unisce strumenti di email marketing a funzionalità simili a quelle di un social network. Substack trattiene solo una percentuale (di solito il 10%) sugli abbonamenti a pagamento. Include una sezione chiamata "Notes" che funziona come un microblog tipo X per interagire con i lettori e farsi scoprire da nuovi utenti all’interno della piattaforma. Andando a leggere la descrizione apparsa nel profilo del leghista, ecco che si legge: "Uno spazio protetto dove condividere idee un po’ più approfondite dei normali post di X quando ce ne sarà bisogno. Gli articoli saranno a pagamento per eliminare i troll e rendere questo spazio un metodo di finanziamento complementare al Fin Day. L’intento sarà sempre lo stesso: far capire a tutti il peso della community e dimostrare che dietro le nostre idee non ci sono bot ma persone in carne e ossa che vogliono essere ascoltate". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47828989]] L’obiettivo? "Sempre il solito", spiega. Ossia, "costruire finalmente le condizioni per essere liberi sapendo però già da ora che non sarà mai finita e che ogni giorno dovremo #combattere. Grazie a tutti e state con me. Se voi ci siete io ci sono". Poi la massima di Seneca: "Il vento è sempre favorevole per chi sa dove vuole andare".
La nuova Juventus sta iniziando a disegnare il proprio mercato con un’idea chiara: alzare il livello di personalità ed esperienza internazionale. Un concetto ribadito più volte anche da Damien Comolli e condiviso da Luciano Spalletti, che ha chiesto alla dirigenza sei-sette innesti in grado di reggere il peso di un grande club . In questa direzione si inserisce una strategia precisa: meno scommesse, più giocatori abituati a contesti di altissima pressione. Non a caso, tra le valutazioni interne, si riflette anche sugli acquisti della scorsa estate arrivati da realtà meno abituate ai grandi palcoscenici europei. Oggi l’attenzione si sposta invece su profili già rodati. E il nome in cima alla lista secondo La Stampa è quello di Brahim Diaz. Il trequartista del Real Madrid è considerato un profilo ideale per qualità tecniche e maturità acquisita tra City, Milan e Blancos. Un giocatore capace di muoversi tra le linee e dare imprevedibilità alla manovra, diventato una prima scelta nello scacchiere bianconero. Spalletti lo vedrebbe come un elemento centrale nel nuovo progetto, mentre la dirigenza sta studiando la formula giusta per provare a convincere il Real. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47914949]] Non è l’unico nome che arriva dalla capitale spagnola. La Juventus segue con attenzione anche Gonzalo Garcia, attaccante classe 2004 che ha già lasciato il segno contro i bianconeri in passato. Poco spazio in prima squadra, ma grande considerazione interna al Real, che potrebbe valutare una soluzione in stile operazione Nico Paz, con recompra inclusa. Per Spalletti sarebbe il profilo ideale come alternativa offensiva. Tra le opportunità c’è poi David Alaba, proposto negli ultimi mesi tramite intermediari. Parametro zero potenzialmente di alto livello, ma con il grande dubbio legato alla tenuta fisica dopo stagioni segnate dagli infortuni. Attenzione infine anche a Dani Ceballos, in uscita da Madrid e seguito da diversi club europei, oltre a Dean Huijsen, già nel radar bianconero ma attualmente indirizzato verso altre soluzioni dopo le scelte recenti.
Carlos Alcaraz continua il suo percorso di recupero lontano dai campi, ma senza perdere il sorriso. Lo spagnolo, costretto a fermarsi dopo l'infortunio al polso acutizzato durante il torneo di Barcellona, ha dovuto rinunciare a una parte importante della stagione sulla terra battuta, saltando prima il Masters 1000 di Madrid, poi gli Internazionali d'Italia e infine il Roland Garros. Ma il numero 2 al mondo non ci sarà neanche per l’inizio della stagione sull’erba a Wimbledon. In queste settimane di stop forzato, il numero uno spagnolo sta cercando di vivere il periodo di recupero con serenità. Un video diffuso dal media iberico Sic Noticias lo mostra infatti in Portogallo, sulla spiaggia di Praia do Pego, mentre trascorre alcune ore di svago insieme a un gruppo di amici giocando a calcio sulla sabbia. Le immagini raccontano un Alcaraz rilassato e apparentemente spensierato, nonostante la delusione per aver dovuto rinunciare ai principali appuntamenti della stagione. Un'assenza pesante anche per il tennis mondiale, che al Roland Garros non ha potuto assistere a un possibile nuovo capitolo della rivalità con Jannik Sinner. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47960949]] A confermare che il recupero non è ancora completato c'è però un dettaglio evidente: al polso destro è ancora presente il tutore utilizzato per immobilizzare l'articolazione e favorire la guarigione. Un segnale che invita alla prudenza e che spiega la scelta di non accelerare i tempi del rientro. L'obiettivo dello staff del campione spagnolo resta quello di permettergli di tornare in campo soltanto quando sarà completamente ristabilito, evitando qualsiasi rischio di ricaduta. Nel frattempo, Alcaraz prova a godersi qualche giorno di normalità, in attesa di riprendere la racchetta e tornare protagonista nel circuito Atp. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47962620]]
L'Inter del nuovo corso targato Cristian Chivu inizia a prendere forma anche attraverso alcune scelte dolorose. Il mercato nerazzurro partirà da una base economica garantita dalla proprietà Oaktree, ma per finanziare nuovi innesti sarà necessario anche alleggerire la rosa. E tra i nomi destinati a lasciare Appiano Gentile spiccano quelli di Davide Frattesi e Benjamin Pavard. Come riportato su Il Giorno, la posizione dell’ex Sassuolo appare oggi molto diversa rispetto a un anno fa. Dopo aver deciso di restare per giocarsi le proprie carte, il centrocampista ha vissuto una stagione complicata, frenata da problemi fisici e da uno spazio sempre più ridotto nelle gerarchie tecniche. I numeri raccontano una flessione evidente: nessun gol e nemmeno un assist nell'ultima annata, dopo stagioni ben più produttive. Un rendimento che ha alimentato le voci di mercato e reso l'addio sempre più probabile. Sul giocatore restano vigili diverse società, tra cui Roma e Atalanta, mentre in passato anche il Nottingham Forest aveva mostrato interesse. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47737335]] Destinato a cambiare aria anche Pavard. Il difensore francese rientra dopo il prestito all'Olympique Marsiglia, che ha scelto di non esercitare il riscatto. La sua situazione appare però complessa: il contratto in essere fino al 2028 e un ingaggio importante rendono necessaria una soluzione condivisa. A pesare non sarebbero soltanto valutazioni tecniche, ma anche rapporti ormai logorati dopo quanto accaduto nell'ultima estate. Capitolo a parte per Kristjan Asllani, seguito dal Besiktas, e soprattutto per Aleksandar Stankovic. Il giovane serbo verrà riacquistato dal Bruges, ma potrebbe rappresentare una preziosa risorsa per fare cassa. Newcastle e Brentford osservano con attenzione e sarebbero pronti a investire cifre importanti. La volontà del giocatore sarebbe quella di restare e convincere Chivu, che lo conosce bene dai tempi della Primavera. Tuttavia, se l'Inter vorrà arrivare ad alcuni obiettivi di mercato, qualche sacrificio potrebbe diventare inevitabile. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47801610]]
Quando pensiamo ai danni del sole sulla pelle, immaginiamo scottature, invecchiamento cutaneo o danni al DNA. Ma dentro il nostro organismo e anche in quello di altri esseri viventi, succede qualcosa di molto più sofisticato: le cellule attivano strategie di emergenza per sopravvivere e riparare i tessuti. Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) ha scoperto un meccanismo sorprendente: dopo l’esposizione ai raggi UV-A, le cellule epiteliali possono fondersi tra loro per aiutare la rigenerazione dei tessuti. La luce ultravioletta A (UV-A) è una componente della radiazione solare che può penetrare nella pelle e causare danni al DNA delle cellule. Nell’esperimento, condotto su epitelio della mosca della frutta, i ricercatori hanno osservato che questo danno attiva una risposta di stress molto complessa: alcune cellule vanno incontro ad apoptosi (morte cellulare programmata), altre sopravvivono ma cambiano profondamente struttura. Dopo il danno, le cellule sopravvissute iniziano a diventare più grandi e a contenere più nuclei. Questo processo si chiama poliploidizzazione. In pratica, invece di produrre nuove cellule subito, l’organismo “ingrandisce” quelle esistenti per compensare la perdita di tessuto. Ma lo studio ha rivelato qualcosa di ancora più interessante: questo non è l’unico meccanismo in gioco. Oltre alla crescita cellulare, i ricercatori hanno osservato un fenomeno inatteso: le cellule epiteliali si fondono tra loro, formando strutture multinucleate molto grandi. Questa fusione cellulare risulta essere fondamentale per la riparazione del tessuto infatti quando gli scienziati hanno bloccato questo processo, il tessuto non riusciva più a rigenerarsi correttamente dopo l’esposizione ai raggi UV-A. Un altro aspetto sorprendente riguarda il ruolo dell’apoptosi. Anche se alcune cellule muoiono, questo evento non è solo “distruttivo”: sembra attivare segnali necessari per avviare la riparazione. In particolare, lo studio mostra che l’attivazione delle caspasi, enzimi coinvolti nella morte cellulare, è essenziale per innescare sia la fusione cellulare sia la formazione delle cellule poliploidi. In altre parole, la morte di alcune cellule aiuta le altre a rigenerare il tessuto. Lo studio dimostra che esistono diverse strategie cellulari per affrontare lo stress: ingrandire le cellule esistenti , aumentare il numero di nuclei, fondere cellule tra loro per creare “super-cellule” riparatrici. Tra queste, la fusione cellulare sembra essere la più importante per ripristinare la funzionalità del tessuto dopo il danno UV-A. Questo lavoro suggerisce che la riparazione dei tessuti non dipende solo dalla produzione di nuove cellule, ma anche da trasformazioni strutturali profonde delle cellule già presenti. Comprendere questi meccanismi potrebbe aiutare in futuro a: migliorare la guarigione delle ferite , sviluppare strategie contro i danni da radiazioni, studiare meglio malattie legate alla rigenerazione cellulare Dopo un danno da UV-A, le cellule non si limitano a “sostituire ciò che è perso”. Al contrario, si trasformano, si ingrandiscono e perfino si fondono tra loro per salvare il tessuto. Una strategia biologica estrema, ma incredibilmente efficace: la vita, a livello cellulare, trova sempre un modo per ripararsi.