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Jannik Sinner stupisce ancora tutti. Con la vittoria agli Internazionali, il numero uno al mondo è il primo azzurro a trionfare al Foro Italico 50 anni dopo Panatta. Un risultato che rende orgoglioso Riccardo Piatti, il maestro che lo ha guidato da quando era un apprendista 13enne alla top 10 mondiale a soli 20 anni. In un'intervista a Eurosport, l'allenatore ricorda il Sinner ragazzino e la sua "ossessione". "Vincere. Lui voleva vincere. Il problema è che all'inizio non vinceva perché era piccolino. Io non avevo l'accademia che ho adesso ma avevo un gruppo a Bordighera e lui era il più piccolo e si doveva allenare coi più grandi e quando andavano in giro d'estate non è che potevo mettere un allenatore dietro di lui". E ancora: "Lo mettevo nel gruppo dei più grandi. Lui andava a questi tornei con Volpini, perdeva i set 6-1, 6-0. E poi Andrea cosa faceva? Lo faceva giocare sempre con i giocatori più forti del tabellone. E lui piano piano capiva". Poi a un certo punto qualcosa è cambiato. "Lui - racconta - mi fece una telefonata e mi disse 'Riccardo io non voglio più giocare Junior' e io gli dissi 'Bene sono contento, sono estremamente felice. Sappi che però non saranno anni facili perché saranno più le volte che perderai'". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47773674]] Da quel momento "la sua priorità era capire come crescere tecnicamente. Io ho tanti video dove si vede tutto questo processo di crescita del colpo, ma è anche normale perché i colpi crescono, migliorano anche perché lui stava crescendo. Quindi noi non eravamo molto attenti sul vincere, ma sul farlo migliorare tecnicamente". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47775241]]