Disabilità, a New York una mostra sul documento finale del primo G7
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Per Alberto Dossi, presidente H2IT: “Servono gli strumenti per attivare la domanda di idrogeno e un dialogo continuo tra istituzioni, enti normatori e filiera per trasformare i progetti in un mercato pienamente operativo” In apertura della quarta edizione di Hydrogen Expo, la principale manifestazione nazionale dedicata alle tecnologie per l’idrogeno – in programma a Piacenza dal 9 all’11 giugno 2026 – si è tenuto il convegno inaugurale “Dall’innovazione al mercato: la svolta industriale dell’idrogeno”. Il dibattito ha acceso i riflettori sulla necessità per il settore di compiere il decisivo salto dai progetti dimostrativi a una dimensione industriale matura, in grado di sostenere uno sviluppo competitivo e stabile del mercato. All’interno di questo scenario, H2IT – Associazione Italiana Idrogeno, si conferma protagonista della Fiera, con una presenza istituzionale di rilievo. L’associazione partecipa attraverso una collettiva che riunisce 10 aziende aderenti e uno spazio lounge dedicato a convegni, approfondimenti tematici e presentazioni di progetti innovativi: una concreta testimonianza delle sinergie che animano l’intera filiera italiana dell’idrogeno. Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, ha dichiarato: “L’idrogeno è destinato ad assumere un ruolo sempre più rilevante nella trasformazione dei sistemi energetici e produttivi europei. Non parliamo soltanto di una tecnologia emergente, ma di una delle direttrici lungo le quali si svilupperanno nuove capacità industriali, infrastrutture e opportunità di crescita. Per l’Italia, investire sull’idrogeno significa sostenere innovazione e ricerca, valorizzare competenze scientifiche e tecnologiche, rafforzare la competitività delle imprese e creare nuove opportunità produttive e occupazionali. È con questa visione che il Governo sta sostenendo la filiera attraverso il PNRR e la Strategia Nazionale per l’Idrogeno, accompagnando il sistema economico verso una trasformazione decisiva per il suo posizionamento nel contesto europeo e internazionale. Manifestazioni come Hydrogen Expo svolgono un ruolo importante in questo percorso. Esse rappresentano occasioni preziose di confronto e collaborazione tra tutti gli attori della filiera, contribuendo alla costruzione di una visione condivisa sulle prospettive di sviluppo del settore e sulle strategie necessarie per affrontare le sfide dei prossimi anni”. Per Alberto Dossi, Presidente di H2IT, presente all’inaugurazione: “Hydrogen Expo rappresenta un momento di confronto strategico per l’intero ecosistema dell’idrogeno, in una fase in cui il settore sta evolvendo rapidamente da ambito di sperimentazione a componente sempre più concreta delle politiche industriali ed energetiche europee. Negli ultimi anni sono stati avviati numerosi progetti, anche grazie al supporto del PNRR, che hanno permesso di gettare le basi per uno sviluppo più strutturato. Oggi la sfida è compiere un passo ulteriore: accompagnare la crescita della filiera verso un mercato pienamente operativo, capace di generare investimenti, scala industriale e competitività. In questo percorso diventa essenziale un dialogo continuo tra istituzioni, imprese e attori tecnologici, insieme a un quadro regolatorio chiaro e coerente a livello europeo. In tal senso, Hydrogen Expo è un’occasione preziosa per allineare visioni e accelerare lo sviluppo del settore in Italia”. Secondo Roberto Cianella, Direzione generale Mercati e Infrastrutture energetiche MASE: "Il recepimento dei target della direttiva RED III, l’inaugurazione degli impianti previsti dal PNRR, il decreto ministeriale a sostegno della produzione di idrogeno rinnovabile, oltre al recepimento della direttiva sui mercati dell’idrogeno e dei gas rinnovabili e l’assegnazione delle competenze all’autorità di regolazione: tra attività già realizzate e importanti novità in arrivo, il 2026 si profila come un anno di svolta per il settore. La Strategia Nazionale per l’Idrogeno, pubblicata nel 2024, sta iniziando a tradursi in realtà". “L’idrogeno rinnovabile è una leva strategica per decarbonizzare i settori più difficili da elettrificare e rafforzare la competitività industriale del Paese. La sfida è trasformare una prospettiva tecnologica in una filiera di mercato, attraverso strumenti efficaci e trasparenti che hanno l’obiettivo di sostenere la realizzazione e la bancabilità dei progetti. In questo percorso il GSE ha un ruolo centrale: tradurre gli obiettivi di politica energetica in strumenti operativi. Il nuovo Decreto H2 introduce un modello orientato all’efficienza e alla crescita progressiva del mercato, attraverso aste competitive e un meccanismo di Contract for Difference. L’Italia dispone di competenze industriali, infrastrutture e una posizione strategica nel Mediterraneo: il GSE continuerà a fare la propria parte per accompagnare lo sviluppo di una filiera solida, sostenibile e competitiva”. Ha spiegato Michele Macrì, Responsabile della Funzione Affari Regolatori del GSE. Emanuela Lischi, rappresentante della Regione Emilia-Romagna, ha dichiarato: “Il futuro dell’energia è strettamente connesso allo sviluppo del sistema economico e sociale. Oggi l’idrogeno non è più soltanto una promessa tecnologica, ma sta rapidamente entrando in una dimensione industriale, diventando una soluzione scalabile e produttiva. Per accompagnare efficacemente questa transizione energetica sono necessarie politiche solide, inserite in un quadro multilivello che integri strategie europee, nazionali e una governance regionale efficace. La nostra Regione può già contare su una solida base tecnologica e di ricerca nel settore, con 62 imprese attive e un ecosistema ben consolidato su cui costruire i prossimi sviluppi. In tal senso, l’Emilia-Romagna è già entrata in una fase operativa: la vera sfida oggi è costruire un sistema integrato e coerente, capace di mettere in rete le competenze e di allineare le politiche tra istituzioni, imprese e ricerca, per favorire un percorso comune verso l’innovazione e la crescita del settore”. Il settore si colloca oggi in una fase decisiva di transizione sostenuta da un quadro europeo e nazionale in evoluzione. Tra gli elementi più significativi figurano il recente regime italiano di aiuti di Stato approvato dalla Commissione europea, che prevede fino a 6 miliardi di euro per la produzione di idrogeno rinnovabile tramite contratti bidirezionali per differenza fino al 2029, e il recepimento degli obiettivi della RED III. Rilevante anche la prossima scadenza del 30 giugno per i progetti finanziati dal PNRR, che rende cruciale il rispetto di tempi e milestone per la concreta realizzazione delle iniziative. Lo Stand C185 di H2IT, situato nel Padiglione 1, sarà il punto di riferimento per aziende, stakeholder e operatori del settore, offrendo un ambiente ideale per il networking e il confronto sulle prospettive di crescita della filiera italiana dell’idrogeno. Particolare rilievo verrà dato agli appuntamenti dedicati ai temi della mobilità, delle tecnologie e della produzione dell’idrogeno per servire una domanda crescente, a testimonianza del ruolo centrale che H2IT continua a ricoprire come piattaforma di dialogo tra tutti gli attori dell’ecosistema e motore di sviluppo per il settore. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48088261]]
IL MATRIMONIO DEL MIO MIGLIORE AMICO LA TRAMA PERCHÈ VEDERLO Perché è un film decisamente spumeggiante per via dei ritmi, della recitazione, delle musiche. Julia Roberts si prodiga in carinerie riuscendo a far dimenticare che il suo personaggio tutto sommato è una viperetta (40 anni prima l'avrebbero dato a Bette Davis).
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Dopo 10 stagioni e una bacheca riempita come mai era accaduto nella storia del club, l'avventura di Pep Guardiola al Manchester City è arrivata ai titoli di coda. Manca ancora l'annuncio ufficiale, ma in Inghilterra nessuno ha più dubbi: il ciclo del tecnico catalano è finito. Al suo posto dovrebbe arrivare Enzo Maresca, cresciuto proprio sotto la guida di Pep e considerato l'uomo ideale per garantire continuità a un progetto che ha cambiato il volto del City. Dal 2016 a oggi, Guardiola ha trasformato una squadra già importante in una macchina da trofei. I numeri hanno parlato da soli: 20 titoli conquistati e un dominio che ha riscritto gli equilibri del calcio inglese. Un'eredità enorme che inevitabilmente alimenta interrogativi sul suo futuro. Le opzioni, però, non sembrano così numerose. I principali top club europei hanno già una guida tecnica definita. Il Real Madrid ha scelto José Mourinho per il nuovo corso, mentre un ritorno al Barcellona o al Bayern Monaco appare fuori discussione. Anche il Paris Saint-Germain, forte del lavoro di Luis Enrique, non sembra intenzionato a cambiare. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47368762]] C'è chi ha accostato Guardiola persino all'Italia, tra panchine di club e Nazionale. Un'ipotesi che però appare poco credibile. Il tecnico catalano ha sempre difeso un'idea di calcio offensiva e propositiva, un approccio che nel nostro Paese continua spesso a dividere più che convincere. Per questo motivo appare difficile immaginarlo in Serie A nel prossimo futuro. L'ipotesi più concreta resta quella di una pausa. Non sarebbe una novità per Guardiola, che già dopo la conclusione della sua esperienza al Barcellona si prese quasi un anno lontano dalle panchine prima di ripartire dal Bayern Monaco. Successivamente, potrebbe aprirsi la strada di una nazionale. Molto dipenderà da ciò che accadrà ai Mondiali del 2026. L'Inghilterra rappresenterebbe una soluzione affascinante in caso di risultati deludenti per Thomas Tuchel. Più complicata la pista Spagna, mentre anche la Germania potrebbe diventare una possibilità da tenere in considerazione. Una cosa è certa: un allenatore come Guardiola libero sul mercato rappresenterebbe una tentazione irresistibile per le federazioni e i club più prestigiosi del mondo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47798460]]
Native In occasione del torneo londinese, in programma dal 29 Giugno al 12 Luglio, l’azienda trevigiana ha presentato una sneaker-omaggio dalle vibes molto “british”. Causa l’infortunio che, da tempo, sta tenendo forzatamente fermo Carlos Alcaraz, si prospetta un’occasione d’oro, per far brillare sempre di più, i tennisti “Made in Italy”. Dopo il Roland Garros, che ha visto arrivare in finale Flavio Cobolli, gli atleti azzurri non hanno intenzione di fermarsi e, anzi, sono sempre più motivati nel fare una bella figura davanti al pubblico d’Oltremanica. È un momento davvero storico per il tennis italiano che, per l’occasione, avrà un “tifoso” in più. La Grisport di Castelcucco, infatti, dalla provincia di Treviso, ha deciso di creare una sneaker “ad hoc” per rendere omaggio al torneo di tennis più “elegante” di sempre. Fa parte del neonato progetto “Devisal by Grisport” ed è una sneaker, per il Tempo Libero, total white con dei dettagli verdi che richiamano il colore dell’erba che ha reso celebre Wimbledon in tutto il mondo. La scarpa è stata creata da un team appartenente alla “famiglia” Grisport con la passione per la Tecnologia, il Design ed il Fantasy. Si contraddistingue per uno stile fresco e giovane e che, allo stesso tempo, non rinuncia alla buona qualità dei materiali impiegati ed alla cura nei dettagli. Pensata per la Primavera-Estate, ma anche per le altre due stagioni, è realizzata con tomaia in pelle e scamosciato, sottopiede in pelle, intersuola in PU, battistrada in PU compatto e con dettagli ricamati e impressi a fuoco.
Nell’Italia che negli anni Ottanta rideva dei “tamarri” di Diego Abatantuono in “Eccezzziunale... veramente” o dei vacanzieri coatissimi di Gerry Calà in “Vacanze di Natale”, il bullo da spiaggia era una macchietta da cinepanettone: catena d’oro, stereo a tutto volume, spacconeria e poco altro. Oggi quella caricatura è diventata qualcosa di molto diverso. Più feroce, più imprevedibile. I maranza- felpe nere, trap sparata dagli smartphone, coltelli in tasca e video sui social - sono ormai un’emergenza di ordine pubblico che attraversa l’Italia da Nord a Sud, al punto da spingere diverse questure a introdurre sorveglianze speciali, Daspo urbani e perfino divieti di utilizzo dei social network. Le ultime settimane hanno acceso l’allarme soprattutto nel Nord Italia. A Jesolo, nel cuore della movida estiva, si sono susseguite tre maxi risse in pochi giorni. Prima sulla spiaggia di piazza Brescia, poi in via Helenio Herrera e infine in piazza Mazzini, dove una decina di persone si è affrontata tra pugni e schiaffi davanti ai turisti. Le forze dell’ordine hanno identificato numerosi giovani provenienti dall’entroterra veneziano e dalla provincia di Treviso. Il prefetto Darco Pellos ha disposto controlli straordinari, rinforzi estivi e l’estensione delle “zone rosse”, mentre il questore valuta Daspo urbani e provvedimenti di allontanamento. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48032606]] A Milano, nel quartiere Baggio, domenica pomeriggio un sedicenne ha prima lanciato un sasso contro un’auto della polizia locale e poi un coltello contro un agente, colpendolo alla gamba. Il ragazzo, arrestato per resistenza aggravata e lesioni, ha tentato di fuggire insieme a un gruppo di amici dopo l’aggressione. Un episodio che si inserisce in un clima di crescente tensione nel capoluogo lombardo, dove nei giorni scorsi il caso del giovane accoltellato alla stazione Certosa ha riacceso l’allarme sulle baby gang armate. Anche a Trieste il clima è diventato pesante. Nella notte tra sabato e domenica una decina di ragazzi si è affrontata in via del Lazzaretto Vecchio tra calci e pugni. Alcuni appartengono a gruppi di stranieri di seconda generazione già coinvolti in rapine e aggressioni. La Questura ha intensificato i pattugliamenti nelle aree della movida e avviato verifiche sui locali sospettati di vendere alcol ai minori. La stessa tensione si respira a Sesto Calende, Luino e Varese, dove le aree della movida e dei lungolaghi sono diventate osservate speciali. In piazza Repubblica e via Como, a Varese, pattugliamenti e ordinanze anti-degrado cercano di arginare un fenomeno che spaventa residenti e commercianti. A Bolzano la situazione ha convinto la Questura a usare il pugno duro. Dopo una violenta rissa nel centro storico, che ha richiesto l’intervento congiunto di polizia ed esercito, tre stranieri sono stati espulsi e sono state sequestrate armi bianche. Il tribunale ha disposto la sorveglianza speciale per soggetti ritenuti socialmente pericolosi, tra cui un ventiseienne fermato con un machete. A Torino, invece, un provvedimento destinato a fare scuola ha imposto ai capibanda dei maranza non solo l’obbligo di soggiorno, ma anche il divieto assoluto di utilizzare i social network, considerati la cassa di risonanza delle violenze. Ma il fenomeno non riguarda soltanto il Settentrione. In Puglia gli episodi si moltiplicano. A Corato un rider di origine africana è stato colpito alla testa con una bottiglia da un gruppo di minorenni. A Taranto il trentacinquenne Bakari Sako è stato ucciso all’alba da giovanissimi aggressori. A Foggia un diciassettenne è finito in ospedale con sedici punti di sutura dopo un pestaggio. A Bari, sulla Muraglia, un adolescente è stato aggredito senza motivo. Il procuratore minorile Rosario Plotino parla apertamente di una violenza «spropositata», alimentata da coltelli, alcol, droga ed emulazione. Dietro la parola maranza, nata nello slang milanese, si nasconde oggi una galassia di adolescenti che si aggrega e si scioglie rapidamente, spesso usando i social come vetrina per sfide, aggressioni e spedizioni punitive. Le questure hanno intensificato controlli nelle stazioni, nei centri storici e nelle zone della movida: l’obiettivo è fermare sul nascere il fenomeno. Nelle ultime risse finite nelle cronache ci sono adolescenti trai 9 e i 17 anni, italiani e minori stranieri non accompagnati, odi seconda generazione, spesso cresciuti ai margini. Il branco diventa una famiglia sostitutiva, tra piccoli furti, rapine, alcol e violenza. Altro che i tamarri da commedia degli anni Ottanta: i maranza di oggi non fanno sorridere più nessuno. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48058727]]
Enrico Mentana pronto a lasciare La7? Il suo nome sarebbe entrato nel radar del gruppo greco Antenna, guidato da Thodoris Kyriakou, il magnate che ha acquistato Gedi. Il progetto televisivo del gruppo sarebbe quello di lanciare una rete all-news sul modello della CNN americana, da posizionare nel panorama dell’informazione audiovisiva italiana. Secondo Il Domani proprio Mentana sarebbe il profilo preferito da Kyriakou per dare visibilità al progetto e imprimere da subito una cifra editoriale distintiva. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47966772]] Eppure, sempre secondo il quotidiano, ci sono alcuni nodi ancora da sciogliere. Tra questi quello delle risorse economiche per dare vita alla redazione. A detta di Prima Comunicazione, invece, Antenna starebbe lavorando alla costituzione di una società ad hoc per il progetto. Il piano prevede poi lo sfruttamento del marchio CNN anche sul digitale terrestre. Il canale nel mirino è il numero 52, attualmente occupato da DMAX e collocato nelle immediate vicinanze delle principali all-news del sistema free italiano. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47977398]] Non sono passate inosservate le parole di Mentana al festival di Dogliani. Qui il giornalista si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: "Tutti i programmi di La7 hanno la stessa impostazione, hanno gli stessi ospiti, hanno lo stesso orientamento. Una televisione che sicuramente ha ospitato penso almeno un centinaio di volte nell’ultimo anno solare Schlein e Conte, solo due volte Crosetto". E ancora: "Non vedo più programmi dove tutti si sentano a casa. Tutti i programmi ormai hanno uno che sembra in poltrona e l'altro sui carboni ardenti".