Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
L'attentato a Trump? La sconcertante reazione della sinistra italiana
2 ore fa | Lun 27 Apr 2026 05:58

Il presidente del governo spagnolo, il socialista Pedro Sánchez, non ha resistito alla tentazione di distinguersi, nel messaggio con il quale ha condannato l’attentato di Washington ai danni di Donald Trump: «Condanniamo l’attacco. La violenza non è mai la strada. L’umanità avanzerà solo attraverso la democrazia, la convivenza e la pace». Leggendolo in filigrana, è chiaro che quel riferimento alla «pace» marchi la distanza con il capo della Casa Bianca, con il quale le polemiche sono all’ordine del giorno viste le divisioni sul “dossier Iran”. Come a dire: caro Donald, quanto accaduto va inserito in un contesto di «guerra» di cui tu sei il responsabile. Ma tant’è: Sánchez, uno dei rappresentanti della sinistra mondiale, seppure in pessimi rapporti con il presidente americano, il minimo sindacale l’ha fatto. Come il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, che ha espresso «solidarietà» al tycoon con queste parole: «La violenza politica è un affronto ai valori democratici che tutti noi dobbiamo proteggere». E certo Lula non vanta la vicinanza che il suo predecessore, Jair Bolsonaro, ha da sempre con la famiglia Trump. Anche Keir Starmer non è, diciamo così, nella lista dei leader europei che “The Donald” ama di più. Tuttavia il primo ministro di Sua Maestà, vuoi per l’imminente visita di Re Carlo negli States, vuoi in ossequio alla special relationship che lega Londra e Washington, ha preso il telefono e ha chiamato il presidente degli Stati Uniti per ribadire il suo «sollievo» nel vedere Trump e la first lady, Melania, «illesi» dopo la sparatoria.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47437916]] I due, ha aggiunto Downing Street, hanno anche fatto il punto sulla situazione in Medio Oriente con un focus sulla «necessità di ripristinare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz». A proposito di Carlo III: dopo un primo momento di incertezza, Buckingham Palace ha confermato la visita del sovrano, seppure con un adeguamento delle misure di sicurezza. Solo la sinistra italiana, ovvero la triade Pd-M5S-Avs, è rimasta in silenzio: troppo rischioso interrompere la narrazione su Trump simbolo del male.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47439783]] La guerra in Iran - inciso: l’agenzia Tasnim, legata al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, sostiene che vi siano «indizi che fanno pensare a una messinscena orchestrata da Trump» - ha allontanato i Paesi Ue, e la stessa Ue, da Washington. Ma parole di vicinanza sono arrivate sia da Parigi («la violenza non ha posto in una democrazia. Esprimo il mio pieno sostegno a Trump», ha detto Emmanuel Macron), sia da Berlino («la violenza non ha spazio in una democrazia. Decidiamo a maggioranza, non con le armi», ha affermato il cancelliere Friedrich Merz). La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha fatto sapere su X di aver parlato al telefono con il presidente Usa: «Abbiamo sottolineato che la violenza politica non ha posto nelle nostre democrazie». Un altro che da tempo è costretto a fare l’equilibrista con Trump è Mark Rutte, segretario generale della Nato, che si è detto «sconvolto dall’attacco alla cena. Questo è stato un attacco alle nostre società libere e aperte».   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47442785]] Giorgia Meloni, dai suoi account social, ha espresso «piena solidarietà» e «vicinanza» a Trump, alla first lady, al vice J.D. Vance affermando che «nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie. Non permetteremo al fanatismo di avvelenare i luoghi del libero dibattito e dell’informazione. La difesa della civiltà del confronto deve restare l’argine invalicabile contro ogni deriva intollerante». Sul piano politico interno, il capo della Casa Bianca ha sì incassato la solidarietà di routine di Hakeem Jeffries, capo della minoranza democratica alla Camera - «la violenza non è mai la risposta, che sia diretta contro la destra, la sinistra o il centro. Abbiamo questioni che dobbiamo risolvere tra di noi» - ma Chuck Schumer, suo omologo al Senato, è stato molto più sfumato, esprimendo gratitudine per l’operato delle forze di sicurezza, senza mai nominare Trump. Un capitolo a parte lo merita Gavin Newsom, governatore democratico della California, eterno aspirante alla presidenza, che su X ha sottolineato quanto sia «fondamentale» il ruolo della libera stampa negli Stati Uniti bollando come «inaccettabile» la violenza. Come se il bersaglio dell’attentatore - peraltro californiano - fossero i corrispondenti esteri e non Trump.

Il campo largo illiberale e ambiguo
3 ore fa | Lun 27 Apr 2026 05:21

Il campo largo è un blocco illiberale e ambiguo, tace sull’attentato a Donald Trump e manifesta imbarazzo sulla vergognosa Liberazione trasformata nel tripudio degli antisemiti. Dopo aver nutrito la bestia, sono diventati prigionieri dei movimenti islamisti e filo-russi. L’espulsione della Brigata Ebraica, dei giovani di Forza Italia, di chi espone la bandiera dell’Ucraina, sono lo scivolamento della sinistra verso il “reggimento”, la deriva verso un progetto totalitario che annulla le differenze, fino a schiacciarle, a cominciare dal loro interno. La scena degli ebrei che a Milano sono circondati da una banda di fanatici, schiumatori dell’odio, una «muta di caccia», secondo la definizione data da Elias Canetti in quel capolavoro che è “Massa e potere” (Adelphi), è il segnale che mancava per chiudere il cerchio. In questa cornice, Schlein e Bonelli, Renzi e Fratoianni, sono parte dello stesso disegno vampiresco, perché in politica contano i fatti, non le prese di distanza che non hanno una conseguenza concreta nella postura parlamentare e nel programma della coalizione che si propone come un’alternativa al governo Meloni. Se il progetto è quello di usare come bussola l’Anpi guidata dal Pagliarulo, tanti auguri. Possono bruciare le bandiere di Stati Uniti e Israele, proporre il confino per chi come noi non si allinea al partito di Mosca e di Teheran, possono anche vincere le elezioni, ma il tribunale della storia li condannerà. Gli Stati Uniti, con Trump o senza, sono un faro di libertà, la radice istituzionale dei valori occidentali e chi tace su un assalto armato al leader della più importante democrazia, sta dall’altra parte della barricata. Non è sorprendente, perché siamo vicini al picco del sonnambulismo dell’Europa e delle sue presunte classi colte, il piccolo establishment italiano segue la corrente, senza sapere, senza capire. La nostra Liberazione sfregiata dall’orrore antisemita, prigioniera degli amici delle dittature, è solo un effetto collaterale dell’ignoranza delle classi dirigenti dell’Europa. Sono appunti che valgono come memento anche per il centrodestra, perché la posta in gioco nelle prossime elezioni è prima di tutto una scelta di campo, la chiamata a un referendum morale: libertà e alternanza contro oppressione e delegittimazione sistematica dell’avversario. Sono quattro anni che sentiamo l’allarme fascismo in tutti i talk show e, dopo tanto strimpellare sull’arrivo della dittatura, finalmente è arrivata nel giorno della Liberazione e dell’attentato a Trump: il campo largo non è un semplice cartello elettorale, è un progetto illiberale che, mentre grida al pericolo fascista, lo applica sugli avversari.

In anteprima il video di "Brutte abitudini" dei MotelNoire
3 ore fa | Lun 27 Apr 2026 05:04

Zampolli fa esplodere il "campo largo". Bonelli: è sgradito
8 ore fa | Lun 27 Apr 2026 00:10

Paolo Zampolli sta terremotando il “campo largo”. Proprio lui: l’emissario di Donald Trump. Per la precisione: il “rappresentante speciale” del presidente americano “per le partnership globali”. Una parte del centrosinistra non lo può vedere. Avs, ad esempio. Ieri Angelo Bonelli, uno dei due leader della formazione politica- l’altro è Nicola Fratoianni - ha buttato giù una nota al vetriolo sull’onda delle inchieste di Report sul conto del fedelissimo del tycoon. «Il governo, a partire dalla presidente Giorgia Meloni, dovrebbe comunicare a Donald Trump che il suo inviato speciale Paolo Zampolli non è persona gradita nel nostro Paese». LA TRASMISSIONE TV Questo è il lato “giudiziario-mediatico” della vicenda. Poi c’è quello politico, svelato da Libero lo scorso 1 aprile con il resoconto dell’incontro a pranzo, a Roma, tra lo stesso Zampolli e Conte. FDI ALL’ATTACCO E qui si torna al “campo largo”. Perché ciò che è bene per Conte - «mi ha chiesto di salutargli il presidente Trump», ha aggiunto Zampolli - è male, malissimo per Bonelli. Una divaricazione che crea qualche problema alla coalizione di opposizione, come non manca di far notare, da Fratelli d’Italia, la deputata Cristina Almici: «Sorprende che Angelo Bonelli preferisca fare propaganda sulle parole pronunciate da Zampolli invece di rivolgersi ai propri alleati. Chieda piuttosto a Giuseppe Conte di prendere una posizione chiara e netta su queste dichiarazioni. Sarebbe inoltre utile che chieda a Conte di spiegare agli italiani di quali affari e trattative stesse discutendo a tavola con Zampolli a Roma. Prima di impartire lezioni al governo e alla presidente Giorgia Meloni, Bonelli faccia chiarezza in casa propria».

Miss Escort, mamma e libera: "Cosa vogliono gli italiani"
8 ore fa | Dom 26 Apr 2026 23:41

Altro che sesso e trasgressione, «gli uomini italiani hanno bisogno di tanto affetto». Parola di Bianca, la Miss Escort 2025 ospite a Dritto e rovescio, su Rete 4. Le confessioni private della signora, in studio, lasciano di stucco anche il padrone di casa Paolo Del Debbio: «Quando mi toccano mi chiedono “posso?”. Mi domandano un bacio, mi danno tanti abbracci, mi pagano per l’affetto». Giuseppe Cruciani annuisce, il pubblico applaude. I suoi clienti «per la maggior parte sono uomini sposati, ma anche single, dipende, un po’ di tutto. Hanno un’azienda, oppure anche il muratore...». «Paolo, ha detto muratore, ma non stava pensando a un muratore...», lo corregge la sua giornalista. «È un ingegnere che costruisce...», specifica la escort. Conto corrente alla mano, tutto torna. L’inchiesta milanese che sta coinvolgendo molte stelle di Milan, Inter e Serie A non la turba: «Penso che sia una cosa normalissima. Ragazzi, stiamo parlando di gente che ha dei soldi, che vuole divertirsi. Queste ragazze volevano, nessuno ha puntato una pistola alla loro testa. Sono andate, si sono divertite». C’è però una differenza tra Bianca e le giovani ragazze-immagine dell’inchiesta: «Io lavoro in autonomia, non ho agenzia. Pago le tasse, abbiamo il codice Ateco. Sono libera, sceglio chi voglio, comando la situazione in tutti i sensi». In alcuni casi è arrivata a guadagnare addirittura 5mila euro a sera, tra hotel, cena e champagne. Merito del suo miglior cliente, «un imprenditore svizzero». D’altronde, «a Zurigo è pieno di bordelli». Oltreconfine è tutto legalizzato. Miss Escort, sì, ma pure mamma di due ragazzi: «Conoscono il mio mestiere. Fare la madre è una cosa, fare il mio lavoro è un’altra. Come madre non ho nulla da rimproverarmi perché penso di aver fatto il mio meglio, anche se non sono perfetta, però questa è la mia scelta di vita. Economica o no, ma è la mia scelta. Come madre mi trasformo e divento Bianca». In compenso, qualcuno starà arrossendo.

Ancora una rapina in villa, il Nordest è sotto attacco Zaia: "Ci vuole pugno duro"
9 ore fa | Dom 26 Apr 2026 23:20

«Non possiamo assuefarci a questi episodi». Luca Zaia, ex governatore del Veneto, oggi presidente del consiglio regionale, leghista, è uno che il suo territorio lo conosce meglio di chiunque. Ne è appena stata denunciata un’altra, l’ennesima rapina in una villa del nord-est, ai danni di un imprenditore (questa volta è toccato a Ivo Bassani), minacciato assieme alla moglie, di notte, col buio, con la paura di una pistola puntata addosso, per qualche centinaia di euro, una manciata di gioielli, pochi oggetti di valore che, di certo, non valgono il trambusto di uno shock del genere. «Se continuiamo di questo passo», spiega Zaia, «finisce che fatti così non faranno neanche più notizia, invece sono delle vere e proprie tragedie perché, oltre al danno patrimoniale, sono fatte con violenza e con una totale violazione della privacy. Adesso basta, dobbiamo indignarci e cominciare ad alzare la voce». Prendi quella villetta giallo acceso dei Bassani, a Feltre, nel Bellunese. Una notte mite di fine aprile, subito dopo le 21 quando ha appena iniziato a scurirsi. Mettici una banda di criminali probabilmente dell’est Europa: veloci, determinati, organizzati. Che prima prendono i proprietari di sorpresa, li tengono sotto tiro con un’arma da fuoco. Poi li immobilizzano legandoli e, alla fine, li rinchiudono nel bagno in modo che non possano dare fastidio. Sì, d’accordo, è andata meglio che in altre occasioni (del bailamme se ne sono accorti i vicini che hanno chiamato le forze dell’ordine, ma quando gli agenti di polizia sono intervenuti dei ladri non c’era più traccia e i coniugi Bassani erano ancora imbavagliati e terrorizzati): però cosa sta succedendo? Perché nella provincia veneta operosa, abituata al lavoro duro, concreta, fatta di gente che non ha paura a rimboccarsi le maniche, vicende simili si stanno moltiplicando? [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47331651]] «I lazzaroni delinquenti che fanno cose del genere devono essere arrestati. Bisogna prenderli, ma una volta che li si prende bisogna accertarsi che subiscano una pena sicura e severa», prosegue Zaia, «viviamo in un Paese nel quale le forze dell’ordine girano con le mani legate e noi cittadini siamo indignati a vedere ciò che altrove è possibile, parlo ovviamente del mondo occidentale ed europeo, e invece qui non si può fare. Bisogna inasprire le pene. Non è possibile che per una rapina in villa, a mano armata, in cui magari qualcuno viene pure picchiato e che si trascina tutta una serie di aggravanti, la condanna, quando avviene, si trasforma in cinque o sei anni di carcere appena». Quello di Feltre è il terzo colpo in Veneto nell’arco di una settimana e il quinto nelle ultime due. Come i Bassani se la sono vista brutta i Nicolini (a Fontanaviva, nel Padovano, il 19 febbraio) a cui hanno rubato circa 10mila euro; i Filippi (ad Arcugnano, nel Vicentino, il 17 aprile) alle cui spese il bottino è valso addirittura tre milioni di euro; i Gallina (a San Zenone degli Ezzelini, nel Trevigiano, la domenica successiva ossia il 19 febbraio). Che dietro ci sia, come sospetta qualcuno, il disegno di bande itineranti e iper-preparate non è un sollievo: questi delinquenti della notte, che se ne fregano di tutto e di tutti (quando hanno, di fatto, sequestrato i Filippi non si sono fatti scrupoli davanti a due bambine piccole), sono degli sbruffoni ma non degli improvvisati, studiano un piano nei minimi dettagli e non lasciano nulla alla fortuna. Forse per questo il loro operato è così pericoloso. «Se si becca un mascalzone in flagranza di reato, e vuol dire che prima ha agito così almeno quindici volte senza essere stato preso, bisogna che la pena a cui va incontro sia adeguata. Insomma, questo Paese deve alzare la voce»: Zaia lo dice senza girarci attorno, «il Parlamento deve seguire la volontà dei cittadini. Non è una questione di destra o di sinistra, è una questione di buon senso, i cittadini giustamente vogliono vivere sicuri. Non è che uno può rinchiudersi dentro una gabbia perché altrimenti la gente lo assalta e lui ha paura». Della serie, la misura è colma: ché la prevenzione è una cosa, coi sistemi d’allarme di ultima generazione e le telecamere a circuito chiuso, però il terrore che ti trasforma la casa in una fortezza con le inferriate e la porta blindata anche sul retro è un altra. Nel mezzo c’è una cosuccia che si chiama “libertà personale” e che passa (anche) dal poter star tranquillo almeno quando ci si rintana per i fatti propri. «Il parlamento legiferi a favore delle forze di polizia», chiosa Zaia, «e permetta di mandare in galera buttando via la chiave chi fa azioni di questa portata». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47382942]]

Il Tar boccia il Capodanno di Silvia Salis a Genova
9 ore fa | Dom 26 Apr 2026 23:13

A Genova il Capodanno è già passato, ma il conto - politico e amministrativo - arriva adesso. Il Tribunale amministrativo regionale della Liguria ha infatti messo nero su bianco quello che molti sospettavano: la gara per l’organizzazione del concerto del 31 dicembre 2025, quello con i Pinguini Tattici Nucleari in piazza della Vittoria, è stata gestita male. Non solo: è stata gestita in modo illegittimo. Il Tar ha accolto il ricorso della Duemila Grandi Eventi, la società inizialmente arrivata prima e poi estromessa con una motivazione che i giudici hanno definito, nei fatti, fuori dalle regole. Risultato: annullata l’esclusione, annullata l’aggiudicazione alla concorrente Rst Events. Una bocciatura in piena regola per il Comune sotto la guida di Silvia Salis. Una vicenda che riaccende i dibattito politico. Se per Ilaria Cavo e Lorenzo Pellerano (Noi Moderati Orgoglio Genova) «il Tar smentisce e demolisce la spettacolarizzazione Salis», per Fratelli d’Italia «cade il mito della giunta Salis, quello della trasparenza e della perfezione». Il punto centrale di quanto accaduto sembra essenzialmente tecnico, ma le conseguenze sono politiche. L’amministrazione aveva escluso la società vincitrice provvisoria perché non aveva presentato contratti già firmati con gli artisti. Peccato che il disciplinare di gara prevedesse quella documentazione solo dopo l’aggiudicazione, non prima. Tradotto: il Comune ha cambiato le regole in corsa.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47381370]] Non basta. I giudici hanno rilevato anche un altro elemento che pesa come un macigno: l’assenza di contraddittorio. In pratica, l’impresa è stata esclusa senza avere la possibilità di spiegare, chiarire, difendersi. Una violazione dei principi base della pubblica amministrazione: correttezza, trasparenza, concorrenza. E qui il problema non è più solo burocratico, ma culturale. Nel frattempo, però, lo spettacolo si è fatto. E anche pagato. L’appalto era stato affidato per 736 mila euro, cifra poi lievitata fino a superare il milione. Il tutto senza una diretta televisiva nazionale e con una line-up che, come anticipato mesi prima da Primocanale, era già nota ben prima dell’assegnazione ufficiale. Una coincidenza? Forse. Ma in una gara pubblica, anche le coincidenze pesano. Il Tar, pragmaticamente, non ha toccato quanto già realizzato: il concerto resta valido. Ma ha dichiarato inefficace il contratto per il futuro, riaprendo la partita sugli eventuali affidamenti successivi previsti dal bando triennale. E qui arriva l’effetto domino: saltata l’esclusione, salta tutto il resto. Anche l’aggiudicazione alla Rst Events. Il che significa una sola cosa: si riparte da capo. Con tempi strettissimi. Dieci giorni per riaprire la procedura, trenta per chiuderla. Stavolta, però, rispettando le regole e garantendo un vero confronto tra le parti. Resta in sospeso la questione più delicata: i danni. La richiesta di risarcimento è stata congelata e verrà valutata solo dopo la nuova conclusione della gara. Ma è difficile immaginare che finisca tutto senza strascichi economici. Intanto, una certezza c’è: il Comune dovrà pagare anche le spese legali, 5 mila euro complessivi. Non una cifra enorme, ma simbolica sì. Perché certifica che qualcuno ha sbagliato. E a pagare, come spesso accade, sono i cittadini. Il concerto è finito, la musica pure. Ma il rumore della sentenza rischia di farsi sentire ancora a lungo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47430243]]

Meloni vola: il sondaggio che fa tremare la sinistra. Chi crolla in 7 giorni
9 ore fa | Dom 26 Apr 2026 22:28

Secondo l'ultimo sondaggio di Lab21 il centrodestra continua a crescere. I dati parlano chiaro. Il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia, adesso è al 29,4 per cento con un guadagno dello 0,2 per cento rispetto all'ultima rilevazione. Un dato che conferma la leadership del partito della premier anche dopo il referendum che tanto ha fatto urlare al trionfo il campo largo. E sempre nel centrodestra si registra la crescita della Lega arrivata al 7,5 per cento e anche il dato di Forza Italia ora al 7,1 per cento con una lieve flessione dello 0,1 per cento. Noi Moderati invece è allo 0,8 per cento. Futuro Nazionale di Vannacci è al 3,5 per cento. Per quanto riguarda il centrosinistra, il Pd perde lo 0,1 per cento e si ferma al 20,5 per cento, ben distante da Fdi. Il Movimento Cinque Stelle risente di fatto delle ultime piroette di Giuseppe Conte beccato a pranzo da Libero con l'inviato speciale di Trump, Zampolli. I grillini sono al 13,9 per cento con una lieve flessione dello 0,1 per cento. Bonelli e Fratoianni con Avs sono stabili al 6 per cento. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47416581]] Italia Viva di Matteo Renzi è al 2,8 per cento. +Europa di Magi invece è al 2,3 per cento. Azione di Carlo Calenda è al 3,1 per cento. Se si allarga lo sguardo alle coalizioni il centrodestra è al 48,3 per cento, mentre il centrosinistra è al 45,5 per cento. Insomma l'assalto del campo largo al centrodestra è già fallito. I sondaggi dunque confermano che non necessariamente chi ha votato "no" al referendum è automaticamente pronto a votare a sinistra... Con buona pace di Schlein e Conte.  [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47426197]]

Serie A, tra Milan e Juve vince ancora la noia ma la Champions è più vicina
11 ore fa | Dom 26 Apr 2026 20:56

Tra Milan e Juventus vince ancora la noia. Con il quarto 0-0 nelle ultime cinque partite i rossoneri e i bianconeri fanno comunque un passo avanti importante per la qualificazione alla prossima Champions League. Il Milan dell'ex Allegri scivola al terzo posto in classifica con 67 punti, a -2 dal Napoli e a -12 dall'Inter che nel prossimo weekend potrebbe laurearsi campione d'Italia anche senza giocare se azzurri e rossoneri non vinceranno. La Juventus di Spalletti difende invece il suo quarto posto con 64 punti, 3 in più della coppia Como-Roma. L'obiettivo non è ancora raggiunto per entrambe, perché lariani e giallorossi non molleranno fino all'ultimo e ci sarà quindi da lottare. Partita non bellissima, giocata a ritmi piuttosto blandi ma con qualche fiammata da una parte e dall'altra. Non si ricordano grandi interventi di Maignan e Di Gregorio, a conferma di due attacchi spuntati e poco efficaci. Nelle file rossonere, Allegri recupera sulla sinistra Bartesaghi e conferma in attacco la coppia formata da Leao e Pulisic con Saelemaekers a destra. Nelle file bianconere, Spalletti deve rinunciare a Yildiz dall'inizio. Il turco non al meglio va in panchina, al suo posto gioca Boga al fianco di Conceiçao. In avanti c'è David, con Vlahovic che si rivede in panchina. In tribuna anche il patron rossonero Gerry Cardinale, arrivato dagli Usa. Presente anche lo stato maggiore della Juventus a partire da John Elkann. San Siro tutto esaurito, ma in curva Sud + andata in scena una protesta contro il caro biglietti con una coreografia a comporre la scritta '139 euro' e uno striscione 'Per un calcio più giusto e popolare'. Prima della partita suggestiva la premiazione di una leggenda rossonera come Ruud Gullit inserito nella Hall of Fame del club.     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47446241]]   In avvio di gara è la Juve a gestire maggiormente il pallone, mentre il Milan si chiude compatto a difesa della sua metà campo sempre pronto a ripartire con rapide accelerazioni di Leao e Pulisic. Molto attente le due difese che concedono poco, mentre l'arbitro lascia giocare anche di fronte a contrasti duri ma regolari. La partita è bloccata e bisogna aspettare oltre venti minuti per la prima azione degna di nota, una progressione sulla destra di Fofana con conclusione di poco alta da posizione defilata. Il Milan quando affonda è più pericoloso, poco dopo la mezzora è l'ex Rabiot a provarci con un sinistro dal limite che impegna Di Gregorio alla respinta di pugno. Passano pochi minuti e al primo vero tentativo la Juve trova il gol con Thuram che devia in rete un diagonale destro di Conceiçao destinato fuori. L'esultanza bianconera dura poco, arbitro e Var annullano per fuorigioco del francese. La squadra di Spalletti però si scuote e poco dopo sfiora il gol proprio con Conceiçao che da posizione defilata impegna Maignan, dopo aver superato Bartesaghi in velocità. Il portoghese ci riprova ancora un attimo prima dell'intervallo, questa volta il suo sinistro è debole e centrale. Maignan para. Nell'intervallo Allegri opera subito un cambio nel Milan: dentro Estupinan per un Bartesaghi in difficoltà. Rossoneri subito aggressivi e vicinissimi al gol con assist di Leao per Saelemaekers che calcia di prima intenzione e colpisce una traversa clamorosa. La Juve prova a reagire con una progressione di David fermato rudemente al limite da Gabbia, c'era una punizione per io bianconeri. Ci prova poi Bremer dalla distanza, Maignan non si fa sorprendere. Bianconeri pericolosi ancora con un sinistro di Cambiaso da dentro l'area con palla di poco alta. Allo scoccare dell'ora di gioco Allegri cambia ancora e manda in campo Fullkrug per Pulisic, con l'intenzione di dare maggior peso all'attacco. Dentro anche Ricci per Fofana. Primi cambi anche nella Juve: dentro Holm e Koopmeiners per Cambiaso e Thuram. McKennie si sposta a sinistra. E' proprio il centrocampista olandese appena entrato a farsi vedere con un due tentativi di sinistro dalla distanza parati da Maignan. Spalletti si gioca anche le carte Yildiz e Zhegrova al posto di Boga e Conceiçao, mentre nel Milan deve uscire Modric per un duro colpo alla testa in uno scontro fortuito con Locatelli a metà campo. Al posto del croato entra Jashari, fuori anche un fischiatissimo Leao per Nkunku. A cinque dalla fine David sfugge alla guardia di Gabbia e Pavlovic, ma il suo colpo di testa su cross di Holm termina ampiamente a lato. Potenziale occasione per il canadese, che poi lascia il campo al rientrante Vlahovic. Proprio il serbo nel recupero ha una buona occasione, impegna anche Maignan di sinistro, ma era in fuorigioco. Lo 0-0 alla fine è il risultato più giusto.     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47443818]]

Che tempo che fa, Silvia Salis: "Questa cosa funziona". E Fazio: "Il campo largo?"
13 ore fa | Dom 26 Apr 2026 18:44

"Per me è importante sottolineare come a Genova questa cosa funzioni", "Il campo largo dice?": questo scambio di battute è avvenuto tra la sindaca di Genova Silvia Salis e Fabio Fazio a Che tempo che fa sul Nove. Dopo un momento di lieve imbarazzo, la prima cittadina ha ripreso la parola correggendosi: "Sì, questa coalizione progressista nella sua massima ampiezza... Funziona perché parliamo di progetti, parliamo di cose da fare, abbiamo avuto un programma chiaro e credo che anche questo sia motivo del fatto che ci sia attenzione per la nostra città". Sulle possibili primarie per la leadership nel campo largo, invece, la sindaca ha detto: "Credo che una parte del dilemma della sinistra sia sempre stata la sua divisione. Da elettrice di sinistra dico che non vorrei vedere una gara tra i nostri leader. Parlare di un programma da presentare al Paese, quali sono le idee che riguardano la vita quotidiana delle persone che vivono in Italia, credo che sia molto più interessante che la scelta del leader”. E poi: "Tra Schlein e Conte chi voterei? Non voterei, voterei alle Politiche". Mentre sulla possibilità che sia lei la leader: "Io sono la sindaca di Genova, la mia priorità è quello. Questo è il mio obiettivo e anche dimostrare di saperlo fare bene".  Parlando del suo percorso, poi, la Salis ha spiegato: "Prima sono passata dalla politica sportiva. Quando mi sono infortunata a pochi mesi dalle Olimpiadi di Rio De Janeiro, poi sono entrata nel consiglio federale della federazione di atletica leggera. Dopo quel quadriennio, dove ero seduta anche nel consiglio nazionale, sono diventata vicepresidente del comitato olimpico, che devo dire è stata una scuola politica importante perché lì ovviamente si fa sport ma si hanno grandi rapporti con le istituzioni politiche e amministrative del Paese. Quello è stato un periodo in cui ho imparato molto".  Mentre sul suo lavoro di sindaca, ha sottolineato: "Credo che gli amministratori del territorio abbiano questa immediata vicinanza con quello che fanno. Il lato positivo e sfidante e anche la complessità di essere una sindaca o un sindaco è di avere un contatto diretto con la vita delle persone che ti hanno eletto e che non ti hanno eletto, con la vita della tua città, credo che questo ci dia un aspetto pratico e fattivo". "Per esempio domani cosa fa?", l'ha incalzata il conduttore. E lei: "Domani la giornata inizia presto, abbiamo un incontro importante sul porto e la logistica, cose pratiche. Il sindaco deve tenere insieme l'ordinario e lo straordinario".       "Abbiamo avuto un programma chiaro e credo che anche questo sia motivo del fatto che ci sia attenzione per la nostra città"@silvia_salis a #CTCF pic.twitter.com/Amgrx8nnb5 April 26, 2026

Serie A, l'Inter frena a Torino: finisce 2-2, festa scudetto rimandata
14 ore fa | Dom 26 Apr 2026 18:07

Pareggio spettacolare (2-2) tra Torino e Inter nel match valido per la 34/a giornata di Serie A. Thuram sblocca il risultato di testa al 23' del primo tempo su cross preciso di Dimarco, nella ripresa sugli sviluppi di un calcio d'angolo Bisseck - sempre di testa - firma il raddoppio al 16'. Sotto di due gol il Toro non demorde e accorcia le distanze al 25' con Simeone su invito di Ilkhan. Dieci minuti più tardi i padroni di casa pareggiano i conti con un calcio di rigore trasformato da Vlasic per un tocco con il braccio di Carlos Augusto. Nel finale entrambe le squadre provano a vincere ma il risultato non cambia più. La capolista sale così a 79 punti, a +10 sull'Inter e saldamente in vetta, mentre i granata infilano il quarto risultato utile consecutivo e salgono a quota 41. Ma cosa succede adesso all'Inter? La partita contro il Parma davanti al pubblico di San Siro potrebbe essere comunque decisiva: in caso di vittoria sarebbe mancato solo un punto, ma adesso con 3 punti i nerazzurri sono certi di vincere il titolo indipendentemente dai risultati di Napoli e Milan. Dovranno necessariamente vincere la prossima per essere incoronati già Campioni d'Italia.     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47443818]]

Trump dopo l'attentato: Il sospetto è stato catturato, è una persona malata
14 ore fa | Dom 26 Apr 2026 17:45

Pescara, "infami": vandalizzata la sede di FdI, "sempre la stessa matrice"
14 ore fa | Dom 26 Apr 2026 17:43

"Fd'Israele infami": è stata presa di mira e vandalizzata la sede di Fratelli d'Italia a Pescara. “Si tratta di un atto vergognoso e ignobile che ha sempre la stessa matrice e, cioè, quella di estrema sinistra preservata e coperta anche a livello istituzionale, che predica democrazia e tolleranza solo se la si pensa come loro. Sono gli stessi che si riempiono la bocca di fascismo e poi mostrano i muscoli a discapito della democrazia, senza perdere occasione per esprimere anche odio nei confronti delle forze dell’ordine a cui va sempre la nostra vicinanza e solidarietà. Non saranno certo questi gesti a fermarci e, al contrario, siamo sempre più decisi ad andare avanti per affermare una democrazia che sia di tutti e per tutti”, ha commentato il deputato di FdI Guerino Testa, che ha pubblicato sui social le foto dello sfregio. Dalle immagini emergono scritte con chiari intenti antisemiti. Indignato anche il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha dichiarato: "La vandalizzazione della sede di Fratelli d’Italia a Pescara rappresenta un episodio grave e inaccettabile che colpisce non solo una forza politica, ma i principi fondamentali del confronto democratico. Esprimiamo piena solidarietà ai militanti e ai dirigenti locali coinvolti, così come alle forze dell’ordine, costantemente impegnate nella tutela della sicurezza e della legalità sul territorio. Di fronte a questi episodi, serve una presa di posizione chiara e trasversale: la violenza politica non è mai giustificabile e va condannata senza ambiguità, indipendentemente da chi ne sia responsabile”.

Trump: Attentato dimostra che la Casa Bianca non è sicura, abbiamo bisogno della ballroom
15 ore fa | Dom 26 Apr 2026 17:15

Cina, droni trasportano tè dalle piantagioni montane
15 ore fa | Dom 26 Apr 2026 17:05

https://video.italpress.com/play/mp4/video/GNZ0

Pecoraro Scanio "A 40 anni da Chernobyl nucleare da fissione resta un pericolo"
15 ore fa | Dom 26 Apr 2026 17:05

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Jannik Sinner, "non ne ho bisogno": gaffe clamorosa dopo il match
15 ore fa | Dom 26 Apr 2026 17:04

Piccola gaffe per Jannik Sinner ai Masters 1000 di Madrid dopo la vittoria contro il danese Elmer Moller. Tutta colpa di un equivoco durante l'intervista post match. Il giornalista gli ha chiesto se usi delle app per imparare le lingue, come lo spagnolo: "Hai qualche app che ti aiuta a impararlo?". E Jannik ha risposto spiegando che la sua conoscenza della lingua non è ancora perfetta: "Non è ancora buono, ma il mio obiettivo è parlarlo in un anno". Fondamentale, ha aggiunto, il contributo del suo fisioterapista argentino Alejandro Resnicoff.  Poi il clamoroso equivoco: quando l'azzurro ha chiarito che al momento si arrangia con alcune app: "Ho ancora bisogno di scoprire Duolingo, l'altra è Babbel", il reporter ha replicato con delle parole che hanno spiazzato Sinner: "Bumble è un'app di dating?". Divertita la risposta del tennista, che è scoppiato a ridere nascondendo la faccia tra le mani per trattenere le risate. "No, ho detto Babbel, Babbel, Babbel… non è un'app di dating, non ho bisogno di un'app di dating".     ️: “How good is your Spanish?” pic.twitter.com/B69bI0ILYG April 26, 2026

Trump dopo attentato: Un ufficiale ferito al torace e salvo grazie al giubbotto
15 ore fa | Dom 26 Apr 2026 16:46

Tartarughe azzannatrici, doppio avvistamento a Roma: perché sono pericolose
15 ore fa | Dom 26 Apr 2026 16:38

Allarme tartarughe killer alle porte di Roma. I rettili presentano un corpo massiccio e un becco affilato con cui sono in grado di dare morsi gravissimi. Due esemplari di tartaruga azzannatrice, tra le più aggressive al mondo, sono state ritrovate a distanza di pochi giorni l'una dall’altra nella riserva naturale di Torre Flavia, tra Ladispoli e Cerveteri, lungo l'area costiera protetta. Come riporta Il Messaggero, il primo avvistamento è avvenuto durante un'iniziativa ambientale, quando alcuni volontari hanno segnalato la presenza dell'animale. Mentre erano in corso le operazioni di recupero, un secondo esemplare è stato individuato poco distante, lungo un sentiero frequentato da pescatori. Considerato il doppio ritrovamento, è lecito pensare che questi rettili possano non essere più casi isolati, ma una presenza stabile sul territorio.     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47366442]]   Si tratta di una specie originaria del Nord America, si chiama Chelydra serpentina ed è considerata una specie aliena invasiva. In Italia è vietato detenerla o venderla, ma negli anni il commercio illegale e gli abbandoni hanno favorito la sua diffusione. A lanciare l'allarme è l'etologo Andrea Lunerti, che negli anni ha partecipato a numerosi recuperi: "Abbiamo già intercettato oltre 25 esemplari tra campagna e città". Intanto, si sta lavorando a sistemi di cattura specifici, come le cosiddette basking trap: piattforme galleggianti progettate per intercettare gli animali quando emergono dall’acqua per stare al sole. In caso di incontro, il suggerimento di autorità e associazioni ambientaliste è evitare qualsiasi contatto.     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45639551]]

Giorgia Meloni: "Auguri a Patani, il carabiniere più longevo d'Italia"
16 ore fa | Dom 26 Apr 2026 16:14

Iran, ministro Araghchi incontra il Sultano dell'Oman
16 ore fa | Dom 26 Apr 2026 16:11

Attentato a Trump, Netanyahu: "Sono rimasto scioccato"
16 ore fa | Dom 26 Apr 2026 16:10

Motori Magazine - 26/4/2026
16 ore fa | Dom 26 Apr 2026 15:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/8DPL

Motori Magazine - 26/4/2026
16 ore fa | Dom 26 Apr 2026 15:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/8DPL

Caso Rocchi, Marotta: "Appreso tutto dalla stampa, cosa ci meraviglia"
16 ore fa | Dom 26 Apr 2026 15:54

"Noi non abbiamo arbitri graditi o sgraditi, sappiamo di aver agito nella massima correttezza": Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, lo ha detto ai microfoni di Sky Sport nel prepartita di Torino-Inter a proposito dell'inchiesta della Procura di Milano sul mondo arbitrale e sul designatore Gianluca Rocchi, che ha deciso di autosospendersi, in cui viene citato anche il club nerazzurro. "L'anno scorso è stata una annata in cui oggettivamente abbiamo avuto anche decisioni avverse e acclarate successivamente dai vertici arbitrali, mi riferisco al rigore non dato in occasione di Inter-Roma - ha aggiunto -. Ma al di là di questo siamo forti della nostra correttezza. Giocatori, squadra e società: siamo tutti molto tranquilli". Marotta, poi, ha ribadito che "l'Inter è estranea e lo sarà anche in futuro. Noi abbiamo appreso tutto dalla stampa, le dichiarazioni e i comunicati usciti ci meravigliano. Oggi siamo qui pensando a questa partita e a questo scudetto che vogliamo portare a casa il prima possibile".     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47440940]]   Ai microfoni di Dazn, inoltre, ha aggiunto che "vincere lo scudetto davanti ai nostri tifosi sarebbe una cosa bellissima, ma al di là di questo resta la considerazione che siamo qui con grande merito, merito dell'allenatore e della squadra". E ancora: lo scudetto "è un traguardo che vogliamo portare a casa. Siamo qui oggi per affrontare un capitolo molto importante, vogliamo portare a casa questo scudetto per poi concentrarci sulla Coppa Italia".     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47440935]]