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Visita medica per Trump: "È andato tutto PERFETTAMENTE bene"
2 ore fa | Mer 27 Mag 2026 06:18

Papa Leone: popolo Gaza non riceve aiuti, ciò provoca azioni flotilla
2 ore fa | Mer 27 Mag 2026 06:09

In anteprima il video "Frammenti", singolo di Gioacchino Fittipaldi
3 ore fa | Mer 27 Mag 2026 05:05

Le vedute di Roma, da Piranesi a un fotografo contemporaneo
4 ore fa | Mer 27 Mag 2026 04:43

Gaza, blitz di Israele: ucciso Odeh, capo militare di Hamas
4 ore fa | Mer 27 Mag 2026 04:03

Mentre gli Stati Uniti compiono un raid in Iran, Israele torna a concentrarsi su Hamas: il capo dell'ala militare dell'organizzazione islamista Mohammed Odeh "è stato ucciso in un attacco a Gaza City". Lo riporta Ynet citando funzionari israeliani. Secondo le fonti, il comandante di Hamas non sarebbe sopravvissuto all'attentato anche se non c'è ancora una conferma ufficiale della sua morte. "Su indicazione del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e del Ministro della Difesa Israel Katz, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno appena condotto un attacco a Gaza prendendo di mira Mohammed Odeh - il nuovo comandante dell'ala militare dell'organizzazione terroristica Hamas e uno degli architetti del massacro del 7 ottobre", si legge in una dichiarazione congiunta rilasciata dagli stessi Netanyahu e Katz. Nelle scorse ore, Israele aveva portato attacchi anche sul Libano, oltre la linea gialla, per colpire le milizie di Hezbollah. Il governo di Beirut ha dichiarato che gli attacchi israeliani nel sud del Paese hanno ucciso 31 persone oggi mentre Israele ha affermato di stare intensificando gli attacchi nonostante una tregua nella sua guerra con Hezbollah. In un comunicato, il ministero della Sanità ha dichiarato che 31 persone, tra cui almeno quattro bambini e tre donne, sono state uccise negli attacchi e 40 sono rimaste ferite. Quattordici sono rimaste uccise a Burj al-Shamali, vicino a Tiro.

Gaza, blitz di Israele: ucciso Odeh, capo militare di Hamas. "Avanti con il piano di emigrazione"
4 ore fa | Mer 27 Mag 2026 04:03

"Ci siamo impegnati affinché Hamas non controlli Gaza, né la popolazione civile né quella militare, e così sarà. Anche il piano di emigrazione volontaria da Gaza sarà attuato, nei tempi e nei modi previsti". Così su X il ministro della Difesa israeliano Israel Katz rilancia le operazioni nella Striscia dopo che poche ore fa l'Idf ha comunicato l'uccisione di Muhammad Odeh, capo dell'ala militare di Hamas. "Ci siamo impegnati a eliminare tutti coloro che hanno guidato il massacro del 7 ottobre e così faremo: sono morti che camminano", ha aggiunto Katz. L'accelerazione improvvisa arriva mentre gli Stati Uniti compiono un raid in Iran. Secondo le fonti di Ynet, il comandante di Hamas non sarebbe sopravvissuto all'attentato anche se non c'è ancora una conferma ufficiale della sua morte. "Su indicazione del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e del Ministro della Difesa Israel Katz, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno appena condotto un attacco a Gaza prendendo di mira Mohammed Odeh - il nuovo comandante dell'ala militare dell'organizzazione terroristica Hamas e uno degli architetti del massacro del 7 ottobre", si legge in una dichiarazione congiunta rilasciata dagli stessi Netanyahu e Katz. Nelle scorse ore, Israele aveva portato attacchi anche sul Libano, oltre la linea gialla, per colpire le milizie di Hezbollah. Il governo di Beirut ha dichiarato che gli attacchi israeliani nel sud del Paese hanno ucciso 31 persone oggi mentre Israele ha affermato di stare intensificando gli attacchi nonostante una tregua nella sua guerra con Hezbollah. In un comunicato, il ministero della Sanità ha dichiarato che 31 persone, tra cui almeno quattro bambini e tre donne, sono state uccise negli attacchi e 40 sono rimaste ferite. Quattordici sono rimaste uccise a Burj al-Shamali, vicino a Tiro.

Il buco del Pd nell'acqua (alta) non è un dettaglio
5 ore fa | Mer 27 Mag 2026 03:43

La sconfitta a Venezia ha aperto la seduta di autocoscienza del Campo Largo. Parlano di tutto, ma non hanno messo a fuoco il problema, perché è il dettaglio locale che diventa caso nazionale: l’errore di posizionamento. La coalizione che sosteneva Andrea Martella ha proposto una narrativa culturale e identitaria priva di prospettiva economica credibile, mentre l’elettorato veneziano – storicamente orientato alla logica di sistema, al commercio e all’affidabilità – ha premiato il pragmatismo percepito del centrodestra con Venturini. I tentativi di trasformare i tromboni della Fenice e il dadaismo della Biennale in casi simbolici di cattiva gestione non hanno fatto breccia, in laguna è rimasta la lacuna: la mancanza nel centro sinistra di una rotta di sviluppo, e la frammentazione interna della coalizione che ora è plateale (scarico di responsabilità, messaggi confusi, ricerca di voti di nicchia, fino al surreale arruolamento delle truppe bengalesi) che ha rafforzato l’idea di un’utopia incoerente, in contrasto con l’identità mercantile e globale della città; il risultato segnala che a Venezia – qui metafora del mercato e delle rotte del commercio comandano portafoglio e affidabilità, e che qualsiasi progetto politico privo di un piano economico operativo e allineato con la sua storia sistemica è destinato a perdere. Venezia resta nell’immaginario una potenza marittima, mercantile, globalizzata per secoli; è la memoria storica che orienta ancora oggi le scelte di imprese e famiglie. Il Veneto non è Venezia, ma senza l’epica della Serenissima non c’è storia. Il Veneto resta una fabbrica del Pil italiano, la sua bandiera è quella del leone di San Marco. A sinistra cercano di scaricare su Andrea Martella la debolezza della loro proposta, ma il problema è di coalizione, non di un singolo. Non c’era un programma politico in Laguna, la stessa assenza che allunga l’ombra sul progetto nazionale (e internazionale) del Campo Largo. C’è una lezione per il centrodestra? Sì, Venturini ha vinto presentandosi come una forza tranquilla, è sindaco perché esprime continuità con la giunta uscente e ha “idea di sviluppo” ancora da definire, ma giudicata più pragmatica dell’utopia delle sinistre. Gli italiani cercano affidabilità, pensare di far leva sulle baruffe culturali per sostituire l’economia è stato un buco nell’acqua (alta). I veneziani sono elettori “navigatori” e alla fine non hanno individuato la rotta del centrosinistra. Meglio un porto sicuro sul Canal Grande che un naufragio nel Golfo del Bengala.

Roseto, choc al ristorante: non paga la cena e dà una testata al proprietario
6 ore fa | Mer 27 Mag 2026 01:56

Doveva essere una cena tranquilla in un noto ristorante di pesce di Roseto, ma si è trasformata in un caso giudiziario. Il protagonista della vicenda è un 51enne di Francavilla che, dopo aver cenato insieme a una donna, si è rifiutato di pagare il conto, ritenendolo eccessivamente elevato. Non solo. Secondo la ricostruzione del Messaggero, l'uomo, durante un'accesa discussione, avrebbe perso completamente il controllo colpendo il ristoratore con una testata.  [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47881859]] Tutto sarebbe partito al momento del pagamento. Una volta appresa la cifra da pagare - 145 euro - il 51enne avrebbe inizialmente sostenuto di non avere con sé il denaro perché la donna che lo accompagnava si era allontanata con il suo portafoglio in seguito a un litigio. Successivamente, però, la situazione si sarebbe scaldata e l'uomo avrebbe sostenuto di non essere intenzionato a pagare il conto, minacciando di "spaccare tutto" in caso qualcuno avesse insistito. Poi la colluttazione.  L'uomo, in un primo momento, è stato denunciato con l'accusa di lesioni, violenza privata ed estorsione. Successivamente, il ristoratore ha ricevuto un risarcimento di 2mila euro da parte del 51enne e ha deciso di ritirare la querela. L’originaria contestazione di estorsione è stata così riqualificata in insolvenza fraudolenta e successivamente dichiarata estinta, mentre per le altre accuse è arrivato il non doversi procedere. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47883084]]

Elly Schlein, flop-comunali? "Il risultato lo conferma": tutta da ridere
6 ore fa | Mer 27 Mag 2026 01:56

L’effetto referendum non c’è stato. E quella che doveva essere la sorpresa di queste elezioni amministrative, l’ultimo test prima di quello delle Politiche, la vittoria che avrebbe proiettato il centrosinistra verso la finale del campionato, si è trasformato in una inaspettata battuta d’arresto. Nessuno si aspettava una vittoria del primo turno del centrodestra a Venezia. Si dava per scontato il ballottaggio, ma soprattutto per la presenza di tanti candidati. Ma la scommessa era di vincere. Non a caso tutti i leader del centrosinistra erano stati a Venezia, mettendoci la faccia. Non a caso Elly Schlein è venuta più volte in Laguna. Durante la campagna del referendum e di nuovo in queste settimane. Ci credeva. Come ci credevano Giuseppe Conte e gli altri leader del campo largo, anche loro generosi nella presenza in Laguna. exit poll, poi con le prime proiezioni, infine con i voti reali, la delusione ha preso corpo in tutta la sua fastidiosa concretezza. «Il risultato nel suo insieme, pur con tutte le specifiche del caso trattandosi di un voto locale, conferma che quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi e lo saremo anche alle prossime elezioni politiche», si consola la segretaria. Ma non c’è solo Venezia. Il campo largo perde anche nell’altra sfida più importante di questo turno, Reggio Calabria, dove governava, anche se qui il risultato era più atteso, quindi fa meno male. Certo, in altri posti è andata meglio. Il centrosinistra conquista Pistoia, ritorna a Prato, Arezzo va al ballottaggio. Conferma Mantova, Imola, Enna. Ma a parte Pistoia, sono conferme. E persino alcune vittorie, come quella di Vincenzo De Luca a Salerno, non migliorano affatto l’umore al Nazareno, anzi, essendo l’affermazione di tutto quello che Schlein ha provato (non riuscendo) a combattere. Anche a Chieti Giovanni Legnini manca di un soffio la vittoria al primo turno, mentre potrebbe farcela ad incassare subito la vittoria, ad Avellino, Nello Pizza. Igor Taruffi, responsabile dell’organizzazione del Pd, è l’uomo dei conti e dei momenti difficili, come questo. Ammette che «ci sono diversi elementi positivi, poi certo ci sono anche alcuni risultati che non ci lasciano del tutto soddisfatti». Invita a «fare i conti alla fine», è un voto locale, minimizza gli effetti nazionali: «Noi continuiamo, come abbiamo sempre detto, a ritenere che la partita per le Politiche del prossimo anno è aperta». Ma, inutile girarci intorno, è stato un giorno difficilissimo per il Pd. Questi risultati demoliscono la lettura politica della vittoria del referendum, frettolosamente letta come il preludio di un percorso in discesa, come se il No rappresentasse un popolo pronto a votare per il centrosinistra. E Venezia aveva rappresentato perfettamente questa illusione: qui al referendum sulla giustizia i no erano arrivati al 55%, un risultato che aveva lasciato immaginare che il vento, che per dieci anni ha soffiato nelle vele del centrodestra, stesse girando. Non è stato così.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47868873]]   Evidentemente, in quel no, non c’era una scelta politica nazionale. La delusione si fa ancora più evidente tra gli alleati del Pd. I Cinquestelle parlano di «risultati in chiaroscuro», la renziana Maria Elena Boschi parla di «una realtà molto articolata». Avs sottolinea i buoni risultati in Toscana: «I progressisti, la sinistra e gli ecologisti tornano al governo di Pistoia. Bene la vittoria al primo turno di Matteo Biffoni a Prato, di Michelangelo Betti a Cascina, di David Ermini a Figline-Incisa Valdarno e di Damiano Sforzi a Sesto Fiorenti no». A sera al Nazareno si invita comunque alla prudenza: «Aspettiamo, dovremo fare i conti alla fine», diceva Taruffi, «perché credo che prima di dichiarare vittoria odi fare proiezioni nazionali di un voto che comunque rimane locale, aspettiamo di vedere i risultati dei 18 Comuni: il centrodestra ne governava cinque, il centrosinistra otto, vediamo alla fine quali saranno i risultati». A microfoni spenti, però, sono in tanti ad ammettere che qualcosa non è stato capito e che il risultato del referendum sulla giustizia era evidentemente più complesso di come è stato interpretato. «Il messaggio di Schlein fa ancora fatica a passare», ammette un dirigente dem.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47880768]]

Landini, che batosta. La Cgil non firma gli integrativi, chiede i danni e perde in tribunale
7 ore fa | Mer 27 Mag 2026 01:35

Figuraccia totale per Maurizio Landini e la Cgil. Oggi stesso il leader del sindacato diceva all'assemblea della Confindustria: "Il tema dei salari bassi sollevato da Orsini? La presidente del Consiglio non ha parlato del tema, questo è un problema perché l’aumento dei salari è un tema fondamentale. Oggi c’è un’emergenza e l’aumento dei salari significa cancellare le forme di precarietà nel lavoro, significa restituire il fiscal drag, fare una riforma fiscale degna di questo nome e mettere in campo dei veri aumenti salariali…". Belle parole, che però rimangono tali. Infatti, quando bisognava passare all'azione, la Cgil non solo era rimasta ferma, ma si era addirittura opposta. Il riferimento è alla proposta della Regione Lazio sui contratti integrativi. Contratti che il sindacato di Landini non aveva firmato facendo ricorso al Tribunale del Lavoro. In aula è però arrivata una dura batosta per Landini & Co.  [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47720950]] "Il tribunale del Lavoro di Roma ha integralmente respinto un ricorso della Cgil per presunta condotta antisindacale e mancanza di informazione da parte della Regione Lazio, a proposito della contrattazione integrativa sul CCNL sanità 2022-2024. La sigla guidata da Landini oltre all’accesso al tavolo integrativo chiedeva anche 100 mila euro di risarcimento", scrive il Foglio. Nel dispositivo il giudice del lavoro dice che nell’attività della Regione Lazio non vi è stato "alcun atto diretto a impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale". Insomma, il giudice sostiene chela Cgil vorebbe operare in contrasto con i principi della contrattazione. La questione ha suscitato la rabbia della Cisl del Lazio, che ha attaccato il sindacato di Landini: "Difenderemo la corretta applicazione e la legittimità della legge che regola l’organizzazione della Pubblica amministrazione da 25 anni e i contratti collettivi nazionali che disciplinano le relazioni sindacali riservandole ai soli firmatari dei contratti. Noi ci siamo nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47884415]]

La Pennicanza, Fiorello irride Gualtieri: "Mano moscia, nemmeno mi ha salutato"
7 ore fa | Mer 27 Mag 2026 01:13

A La Pennicanza, programma in onda tutti i giorni Rai Radio 2, Fiorello ha raccontato un simpatico aneddoto relativo a un suo incontro con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, avvenuto agli ultimi Internazionali d'Italia.  "Ci siamo visti agli Internazionali d’Italia di tennis e non mi ha quasi nemmeno salutato… mi ha dato una mano molto moscia, fredda. Forse è per la storia del ticket della macchina elettrica, se l’è legata al dito. Mi aveva anche chiamato e non gli ho risposto, ma non è che non volevo, è che sono stato avvisato in ritardo!”, ha detto lo showman parlando del sindaco. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47842820]] Fiorello si riferiva a un episodio che risale al 13 febbraio scorso, quando era venuto a sapere che dal primo luglio l’accesso alle Ztl di Roma non sarebbe stato più gratuito per le auto elettriche a idrogeno e tutti i veicoli si sarebbero dovuti dotare di un apposito permesso a pagamento, con tariffe differenziate per i non residenti che arriveranno a sborsare mille euro, a meno di un Isee sotto i 15mila euro.  La notizia non era stata particolarmente gradita dallo showman siciliano, che aveva affermato: "I soldi li prenderanno dalla Fontana di Trevi, dalle multe sulla Tangenziale e da quella cosa che per attraversare la strada devi pagare 50 centesimi che ho proposto. Non bastano?! Devono prenderli pure dalla mia macchina elettrica? Ma io voglio andare a Via del Corso gratis, voglio parcheggiare sulle strisce blu gratis!". Evidentemente queste parole non sono andate giù al sindaco della capitale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47873427]]

Venezia, Youtrend: Venturini sbanca tra gli elettori M5s, l'analisi dei flussi
8 ore fa | Mer 27 Mag 2026 00:30

Giuseppe Conte mi ha aiutato a vincere "più di tutti, perché secondo me è stato il peggior premier degli ultimi anni". Lo ha detto come battuta Simone Venturini, eppure sembra che proprio i voti dei Cinque Stelle siano stati decisivi per la vittoria del neoeletto sindaco di Venezia. Lo dice l'Ansa riportando i numeri di Youtrend, le cui elaborazioni confermerebbero che "metà degli elettori del Movimento 5 Stelle alle europee 2024 ha votato il candidato del centrodestra Simone Venturini alle amministrative, e questo è stato decisivo per la sua vittoria al primo turno visto che ha superato di poco la soglia della maggioranza assoluta dei voti validi. Venturini ha anche convinto più astenuti delle europee (21%) rispetto a Martella (5%)".  L’istituto, attraverso un post su X, presenta così i dati: "Flussi elettorali a Venezia: metà degli elettori M5S delle europee 2024 ha votato Venturini a queste elezioni comunali, e questo è stato decisivo per la sua vittoria al 1° turno visto che ha superato di poco la soglia della maggioranza assoluta dei voti validi".    [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47874030]]   E proprio all'opposizione è andato il pensiero di Venturini che, a Un Giorno da Pecora, ha ironizzato: "La coalizione che mi si contrapponeva si chiamava 'La Buona stagione', penso che da oggi sia la mezza stagione. Credo di aver preso molti più voti grazie alla presenza di Conte, Schlein e Fratoianni". In particolare il primo che "ci ha lasciato un debito mostruoso che le prossime generazioni dovranno pagare, e sostanzialmente la sua politica è puro qualunquismo".    [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47876208]]

Garlasco, Massimo Lovati rischia tutto: "Non patteggio, hanno fregato Sempio"
8 ore fa | Mer 27 Mag 2026 00:25

Massimo Lovati non intende patteggiare. L'ex avvocato di Andrea Sempio, di fronte alla querela dei colleghi Enrico e Fabio Giarda - figli dello storico difensore di Alberto Stasi - non chiederà riti alternativi. Per lui l'inchiesta contro Sempio del 2017 altro non è che una "macchinazione". "Parte dell'indagine del 2017 è stata riversata nel processo di oggi, quindi c'è una certa continuità, potrebbero essere interdipendenti", sono state le parole del 38enne indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Lovati è entrato questa mattina in Tribunale a Milano per l'udienza pre-dibattimentale del processo che lo vede imputato di diffamazione per aver offeso "la reputazione e l'onore" degli avvocati dello Studio Giarda il 13 marzo 2025, quando ha definito l'indagine condotta nel 2017 su Sempio come "il risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello Studio Giarda". Oggi non accadrà "nulla", ha spiegato per poi aggiungere: "Io non patteggio, non chiedo la messa alla prova". Addirittura, "più avanti" potrebbe fare delle nuove dichiarazioni che riguardano la "macchinazione del 2017, quello per cui sono qua". Lovati, infatti, è finito indagato e poi imputato dal pm di Milano Fabio de Pasquale per la frase pronunciata fuori dalla Caserma Montebello di via Monti del Comando Legione carabinieri Lombardia, in cui il suo assistito si era recato oltre un anno fa per il prelievo del Dna dopo la riapertura delle indagini sull'omicidio.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47838909]]   Nell'imputazione per diffamazione, nata dalla querela dei colleghi Enrico e Fabio Giarda, figli dello storico difensore di Alberto Stasi, il professor Angelo Giarda, al 73enne di Vigevano sono contestate anche le affermazioni rese davanti alle telecamere di TG1, TG2, TG3, SkyTG24, La7, Mediaset, Milano Pavia TV, Fanpage, Antenna 3 e trasmissioni come Quarto Grado, Le lene, Mattino Cinque, in cui ha detto che l''istruttoria del 2017" su Sempio "è stata frutto di una manipolazione organizzata dagli investigatori dello studio degli avvocati difensori di Stasi", che avrebbero "clandestinamente prelevato il Dna al mio assistito" nel 2016.    [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47876491]]

Zapatero "pronto a scappare a Caracas": fuga di notizie sconvolgente
8 ore fa | Mer 27 Mag 2026 00:20

José Luis Rodriguez Zapatero era pronto a scappare a Caracas? Secondo la stampa spagnola, l’ex premier - indagato nel caso Plus Ultra - forse era già pronto alla fuga a Caracas. In base ad alcune fonti, avrebbe comprato in fretta e furia un biglietto aereo per Santo Domingo, da là avrebbe proseguito con un velivolo privato fino al Venezuela. Sono questi gli ultimi e inquietanti dettagli svelati da El Mundo sul predecessore di Pedro Sanchez coinvolto nel caso con al centro il salvataggio finanziario, con finanziamenti pubblici, della compagnia aerea Plus Ultra nel 2021. Il giudice José Luis Calama, della Corte nazionale, ha indagato Zapatero per organizzazione criminale, falso e traffico di influenze, e lo ha citato per un interrogatorio il 2 giugno prossimo.  Secondo il verbale della polizia sulla perquisizione nel suo ufficio, gli agenti hanno trovato in una cassaforte 103 oggetti di lusso: 41 paia di orecchini, 15 collane, 11 bracciali, 8 orologi e una ventina di accessori. Ma non è tutto, perché nell'ambito delle indagini è emerso anche il ruolo della società Inteligencia Prospectiva, aperta nel gennaio 2020 da due fratelli venezuelani, Amaro Chacón. Attraverso questa società sarebbe stato trasferito un milione di euro a tre entità legate all'ex presidente Zapatero ovvero la società delle sue figlie, la società del suo amico Julio Martínez, e un think tank che l'ex leader socialista presiedeva.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47847294]]   Durante i primi due anni, la società non ha avuto né redditi né dipendenti, secondo i dati del Registro delle Imprese riportati da El Paìs. Nei tre anni successivi, con un solo dipendente e appena 30.000 euro di reddito dichiarato, la società ha iniettato oltre un milione di euro per coprire le perdite accumulate dai pagamenti a Whathefav, la società delle figlie di Zapatero; Análisis Relevante, la società di Julio Martínez Martínez; e Gate Center, il think tank che Zapatero ha presieduto fino a giugno 2025. Nonostante queste ingenti perdite, sono transitati sui conti della società oltre 2,5 milioni di euro, un'"incongruenza" evidenziata dal giudice istruttore nell'ordinanza in cui ha chiamato a testimoniare l'ex premier spagnolo come indagato. Diverse segnalazioni dell'Unità per i crimini economici e fiscali della polizia nazionale indicano poi che questa società ha anche collegato imprenditori e il Partito Comunista Cinese, attraverso la sua rete, con Zapatero, affinché quest'ultimo potesse presumibilmente agire da intermediario con il governo venezuelano per l'acquisto e la vendita di petrolio.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47882625]]

Venezia, Pina Picierno asfalta Elly Schlein: "Siete tornati sulla terra?"
8 ore fa | Mer 27 Mag 2026 00:16

Le elezioni comunali riportano sulla terra chi, dopo il referendum, aveva già preso il volo immaginando scenari trionfali con vista su palazzo Chigi. A lanciare il monito è Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, che interviene su X con un’analisi lucida e pragmatica sui risultati delle amministrative. "Così come il referendum non era una elezione politica, e chi ha pensato che fosse l'alba del sol dell'avvenire ha completamente sbagliato analisi, così le amministrative non sono elezioni politiche. I risultati però forse ci aiutano a riportare sulla terra chi aveva già preso il volo costruendo letture nazionali fondate più sulle suggestioni che sulla realtà. I flussi elettorali raccontano che gli elettori premiano candidati credibili, radicati nei territori, capaci di amministrare e di parlare ai problemi concreti". La Picierno sottolinea che gli elettori premiano soprattutto la concretezza e la credibilità locale, non le narrazioni nazionali costruite a tavolino. Secondo la vicepresidente del Parlamento UE, non si può trasformare ogni consultazione in uno scontro simbolico nazionale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47857951]] "Un'alternativa seria non si costruisce sulla polarizzazione permanente, né sull'illusione che basti trasformare ogni voto in uno scontro simbolico nazionale. Le coalizioni tengono se hanno una base programmatica solida, cultura di governo, pragmatismo e classi dirigenti credibili. Non sulle immaginazioni collettive alimentate per qualche settimana nei talk show e sui social. Macchine straordinarie per produrre euforia, rafforzare la bolla e trasmettere quella sensazione di invincibilità che crea spesso un conformismo letale per la dialettica democratica". Un richiamo netto alla realtà: le vittorie si costruiscono sui territori con persone competenti, non con l’eccitazione effimera dei social e dei talk show. Schlein l'ha capito? [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47870587]]

Jannik Sinner, crisi di nervi per Zverev: "Credo e devo"
8 ore fa | Mer 27 Mag 2026 00:11

Alexander Zverev continua a vincere e, soprattutto, continua a incoronare Jannik Sinner. Dopo il successo piuttosto netto all’esordio del Roland Garros contro Benjamin Bonzi — 6-3 6-4 6-2 — il tedesco ha parlato ancora una volta del dominio attuale del numero uno del mondo, spendendo parole molto pesanti durante il podcast MacZone con John e Patrick McEnroe: “Penso che ci sia un grande divario tra Sinner e tutti gli altri in questo momento. È piuttosto semplice”, ha spiegato senza girarci troppo attorno. Per il tedesco oggi esistono praticamente due categorie nel circuito: “Credo che ci siano due divari. Tutti sanno che Jannik è al vertice in questo momento”. Poi però arriva anche l’orgoglio del campione, perché Zverev non vuole partire battuto: “Io credo, e devo credere, di poterlo battere. Anche se ho perso piuttosto rapidamente a Monte-Carlo e a Madrid”. Secondo Sascha, quelle sconfitte non raccontano davvero il livello del confronto: “Non ho giocato bene in quelle partite. Se invece esprimo il mio miglior tennis, allora ho le mie possibilità”. Il tedesco ha anche ricordato le polemiche nate dopo alcune sue dichiarazioni precedenti sul livello attuale del circuito: “Sono finito al centro di una polemica quando ho detto che Jannik era superiore e che Carlos (Alcaraz, ndr), Novak (Djokovic, ndr) e io eravamo un passo indietro. Ma era la verità”, ha ribadito. Zverev ha poi contestualizzato il momento degli altri grandi rivali: Alcaraz fermo per infortunio e Djokovic poco continuo negli ultimi mesi. “Se parliamo delle carriere non mi paragono a loro. Non sono così stupido”, ha precisato sorridendo. “Ma se guardiamo il livello attuale, qui al Roland Garros io sono il secondo giocatore con la classifica più alta — ha concluso Sasha — E quindi devo credere di poter battere il migliore”.   "I have to believe that I can beat the best player in the world." #MacZone pic.twitter.com/lNOKO2upg4 May 25, 2026

Sinner tritura Tabur: Roland Garros, il punto che impressiona Parigi
10 ore fa | Mar 26 Mag 2026 22:18

Buona la prima per Jannik Sinner al Roland Garros 2026. Il numero 1 del mondo supera il francese Clement Tabur con il punteggio di 6-1, 6-3, 6-4 in due ore e otto minuti di gioco, conquistando l'accesso al secondo turno dello Slam parigino e centrando la 30esima vittoria consecutiva. Avvio autoritario dell'azzurro sul Philippe Chatrier, con break immediato e primo set dominato grazie a un ritmo troppo elevato per il numero 171 del ranking Atp. Sinner concede appena un game nel parziale inaugurale, chiuso 6-1 in mezz'ora, mostrando solidità al servizio e continuità da fondo campo. Nel secondo set Tabur cresce e prova a entrare maggiormente nello scambio, ma basta un break nel quarto game a indirizzare il parziale in favore dell'altoatesino. Sinner mantiene alta la percentuale di prime, concede pochissimo nei turni di battuta e chiude 6-3 dopo 39 minuti. Più equilibrata la terza frazione, con il francese capace di giocare con maggiore scioltezza e aggressività. Sinner, pur commettendo qualche errore in più, trova il break decisivo nel terzo game e controlla il vantaggio fino al termine. Nel nono game l'azzurro manca tre match point consecutivi sul servizio dell'avversario, ma archivia definitivamente la pratica nel game successivo, chiudendo 6-4. Nel corso del terzo set Sinner ha anche richiesto l'intervento del fisioterapista per sistemare un cerotto al piede destro, probabilmente a causa di una vescica, senza però che il problema condizionasse il finale di partita. Al secondo turno Sinner affronterà l'argentino Juan Manuel Cerundolo, numero 56 del mondo. "Sono contento di come sto migliorando", ma si può fare ancora di più": questo, in sintesi, il messaggio lanciato da Sinner rispondendo ai cronisti dopo la vittoria. L'altoatesino ha citato il servizio ma anche da "fondo campo, credo di essere messo tatticamente molto bene". Ma "c'è certamente ancora qualcosa che si può migliorare", ha puntualizzato Sinner, aggiungendo di avere "tanta passione per quello che faccio; mi piace giocare a tennis, stare in campo, ora ho capito anche mentalmente quanto è importante fare palestra". Più in generale, il campione di San Candido ritiene che quando "hai 24 anni (come lui, ndr) non sei completo. Saranno anni importanti soprattutto quelli tra i 27 e i 28, quando dai una forma al corpo e al tuo gioco. A quel punto si tratta di mantenere un certo ritmo. Questo non significa che poi non migliori ancora - ha osservato - Guardate Rafa, Roger, Novak, sono sempre migliorati...".   Puoi metterla dove vuoi, sappi solo che l’azzurro ci arriverà. E, molto probabilmente, ti risponderà ancora meglio #Tennis #RolandGarros #Sinner pic.twitter.com/wDMTRAkRg3 May 26, 2026

Disfunzione erettile, in Italia ne soffrono 3 milioni di uomini
11 ore fa | Mar 26 Mag 2026 20:45

https://video.italpress.com/play/mp4/video/w6Dw

E' sempre Cartabianca, Sechi inchioda Conte: "La differenza tra Canal Grande e golfo del Bengala"
12 ore fa | Mar 26 Mag 2026 20:10

Civile ma assai duro confronto tra Giuseppe Conte e Mario Sechi a E' sempre Cartabianca, su Rete 4. Il leader del Movimento 5 Stelle e il direttore di Libero sono ospiti in studio di Bianca Berlinguer, e il dibattito non può non partire dalle elezioni amministrative. Alle urne il centrodestra ha inequivocabilmente vinto, conquistando le due città più importanti, Venezia e Reggio Calabria, e facendolo in maniera netta e inappellabile. Soprattutto a Venezia il successo di Venturini ha spiazzato il campo largo, che con i sondaggi che davano in vantaggio lo sfidante Andrea Martella, del Pd, ha dovuto incassare uno smacco non da poco. Venturini ha trionfato al primo turno con il 51%, mentre Martella si è arenato al 39 per cento.  Secondo Sechi, la sconfitta del centrosinistra in Laguna ha una ragione precisa. "A Venezia avete cercato il voto dei bengalesi, avete fatto di fatto una lista islamica e avete perso, questo bisogna dirlo. C'è una bella differenza tra il Canal Grande e il golfo del Bengala". "Direttore, lei si deve rassegnare - prova a ribattere Conte -. Se i cittadini sono italiani, sono candidabili. Se rispettano la nostra Costituzione, se devono rispettare com'è giusto i valori delle donne, i valori costituzionali e democratici, lei non può discriminare perché sennò negli Stati Uniti e in tutto il mondo che i cittadini di seconda generazione italiana anche se nati negli Stati Uniti non sono degni". "Lei sa bene che non è questione di italiano o no", taglia corto Sechi, con Conte che finge di non cogliere il punto di fondo tutto politico della critica. Si passa poi al tema-governo. Secondo Conte "in quattro anni non è riuscito a presentare una misura di crescita vera. Meloni dice che l'Italia è ritornata credibile ma l'unico dominio che cresce non è quello economico ma quello di Fratelli d'Italia". Il problema però non è l'Italia, ma l'Eurozona. "Bene ha fatto Meloni ha sollecitare la Commissione Ue a essere più incisiva - sottolinea Sechi -. Noi siamo all'inseguimento degli Stati Uniti e della Cina. La Cina ci sta rubando la manifattura e sta facendo il takeover sulle nostre imprese, in particolare l'automotive. Gli Usa hanno una supremazia tecnologica assoluta e in questo ridisegno degli equilibri mondiali noi abbiamo l'Unione europea che fa regole".   Bentornati a #ÈsempreCartabianca! pic.twitter.com/M2FggnQylG May 26, 2026

4 di Sera, Massimo Cacciari umilia la sinistra: "Ampiamente idioti"
13 ore fa | Mar 26 Mag 2026 19:26

"Quelli che ampiamente la annunciavano erano ampiamente idioti". Non va per il sottile Massimo Cacciari, che ai microfoni di 4 di Sera, il talk politico dell'access prime time di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio. Si parla ovviamente di Venezia, di cui il filosofo è stato sindaco sostenuto dal centrosinistra. Da poche ore il nuovo primo cittadino è Stefano Venturini, uscito vincitore dalle elezioni amministrative che hanno registrato il trionfo inequivocabile del centrodestra. A dispetto dei sondaggi della vigilia, che vedevano in testa il candidato del campo largo Andrea Martella. Come siano andate le cose nelle urne, è noto: Venturini ha ottenuto il 51%, senza dunque nemmeno il bisogno di ricorrere al ballottaggio. Martella, esponente del Partito democratico, si è fermato al 39 per cento. Una "vittoria ampiamente annunciata", quella del centrosinistra, viene smontata da Cacciari: "Non c'era nessuna ragione per pensare a una facile vittoria. Le proporzioni della sconfitta sono eccezionali, ma era assolutamente possibile perché il candidato di centrodestra era giovane, molto attivo, non aveva lavorato male ed era molto conosciuto in città".  L'esatto opposto di Martella: "Un vecchio politico, pochissimo conosciuto, uno di quei politici di allevamento", lo bolla Cacciari, che continua a puntare comunque su Elly Schlein in ottica anti-Meloni: "E' la persona necessaria per gestire la prossima campagna elettorale ma non è sufficiente. Deve creare un campo largo che non sia solo sulla carta, con idee, strategie, che dica cosa fare in politica estera e fiscale. Dopodiché deve creare un gruppo dirigente, cosa che ancora non ha fatto, che non sia l'accozzaglia dei vecchi feudatari".   “Venezia? Da idioti annunciare la vittoria del centrosinistra” #4disera pic.twitter.com/yGjnWNG0kc May 26, 2026

4 di Sera, Massimo Cacciari umilia la sinistra: "Ampiamente idioti"
13 ore fa | Mar 26 Mag 2026 19:26

"Quelli che ampiamente la annunciavano erano ampiamente idioti". Non va per il sottile Massimo Cacciari, che ai microfoni di 4 di Sera, il talk politico dell'access prime time di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio. Si parla ovviamente di Venezia, di cui il filosofo è stato sindaco sostenuto dal centrosinistra. Da poche ore il nuovo primo cittadino è Simone Venturini, uscito vincitore dalle elezioni amministrative che hanno registrato il trionfo inequivocabile del centrodestra. A dispetto dei sondaggi della vigilia, che vedevano in testa il candidato del campo largo Andrea Martella. Come siano andate le cose nelle urne, è noto: Venturini ha ottenuto il 51%, senza dunque nemmeno il bisogno di ricorrere al ballottaggio. Martella, esponente del Partito democratico, si è fermato al 39 per cento. Una "vittoria ampiamente annunciata", quella del centrosinistra, viene smontata da Cacciari: "Non c'era nessuna ragione per pensare a una facile vittoria. Le proporzioni della sconfitta sono eccezionali, ma era assolutamente possibile perché il candidato di centrodestra era giovane, molto attivo, non aveva lavorato male ed era molto conosciuto in città".  L'esatto opposto di Martella: "Un vecchio politico, pochissimo conosciuto, uno di quei politici di allevamento", lo bolla Cacciari, che continua a puntare comunque su Elly Schlein in ottica anti-Meloni: "E' la persona necessaria per gestire la prossima campagna elettorale ma non è sufficiente. Deve creare un campo largo che non sia solo sulla carta, con idee, strategie, che dica cosa fare in politica estera e fiscale. Dopodiché deve creare un gruppo dirigente, cosa che ancora non ha fatto, che non sia l'accozzaglia dei vecchi feudatari".   “Venezia? Da idioti annunciare la vittoria del centrosinistra” #4disera pic.twitter.com/yGjnWNG0kc May 26, 2026

4 di Sera, Angelo Bonelli e la gomitata alla Schlein. "L'errore che abbiamo commesso a Venezia"
13 ore fa | Mar 26 Mag 2026 19:12

"Si continua a discutere delle elezioni amministrative e come sempre per chi vince hanno un significato politico e per chi perde sono amministrative". Introduce con queste parole Paolo Del Debbio la puntata del martedì di 4 di Sera, il talk dell'access prime time di Rete 4.  "Certamente Venezia e Reggio Calabria non sono due vittorie scontate, soprattutto nella quantità dei voti che sono stati presi", riflette il conduttore riguardo al successo del centrodestra.   Amministrative: doccia fredda per il Campo largo #4disera pic.twitter.com/bo6j6OjKl8 May 26, 2026   C'è poi il tema campo largo: "Può essere abbastanza largo o può trovare un programma comune?", domanda Del Debbio.  In collegamento c'è tra gli altri Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra insieme a Nicola Fratoianni, che appare piuttosto imbarazzato nel commentare il risultato in Laguna, dove tutti i sondaggi sembravano dare il candidato del centrosinistra Andrea Martella in vantaggio su Simone Venturini. L'ex assessore al Turismo della giunta Brugnaro ha invece stravinto con il 51%, senza dunque il bisogno di andare al ballottaggio, con Martella fermo al 39 per cento. Una batosta per Pd, M5s e Avs. "Queste amministrative indicano una cosa - premette Bonelli -. Su Venezia c'è stato un errore di valutazione nel rapporto della struttura sociale della città. Non è un caso e forse andrà nei record che la lista civica del candidato sindaco che ha vinto ha preso il 31%, che indica una sorta di trasversalità. Alcune città hanno una loro storia, una struttura sociale ed economica, bisognava considerare di più questo elemento. Da una parte c'era un candidato civico, uno scout, un cattolico. Dall'altra parte un esponente di partito, persona perbene e preparata ma a Venezia dobbiamo misurarci con il dato del civismo". Una bella gomitata a Elly Schlein e ai dem.

4 di Sera, Angelo Bonelli e la gomitata alla Schlein. "L'errore che abbiamo commesso a Venezia"
13 ore fa | Mar 26 Mag 2026 19:12

"Si continua a discutere delle elezioni amministrative e come sempre per chi vince hanno un significato politico e per chi perde sono amministrative". Introduce con queste parole Paolo Del Debbio la puntata del martedì di 4 di Sera, il talk dell'access prime time di Rete 4.  "Certamente Venezia e Reggio Calabria non sono due vittorie scontate, soprattutto nella quantità dei voti che sono stati presi", riflette il conduttore riguardo al successo del centrodestra.   Amministrative: doccia fredda per il Campo largo #4disera pic.twitter.com/bo6j6OjKl8 May 26, 2026   C'è poi il tema campo largo: "Può essere abbastanza largo o può trovare un programma comune?", domanda Del Debbio.  In collegamento c'è tra gli altri Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra insieme a Nicola Fratoianni, che appare piuttosto imbarazzato nel commentare il risultato in Laguna, dove tutti i sondaggi sembravano dare il candidato del centrosinistra Andrea Martella in vantaggio su Stefano Venturini. L'ex assessore al Turismo della giunta Brugnaro ha invece stravinto con il 51%, senza dunque il bisogno di andare al ballottaggio, con Martella fermo al 39 per cento. Una batosta per Pd, M5s e Avs. "Queste amministrative indicano una cosa - premette Bonelli -. Su Venezia c'è stato un errore di valutazione nel rapporto della struttura sociale della città. Non è un caso e forse andrà nei record che la lista civica del candidato sindaco che ha vinto ha preso il 31%, che indica una sorta di trasversalità. Alcune città hanno una loro storia, una struttura sociale ed economica, bisognava considerare di più questo elemento. Da una parte c'era un candidato civico, uno scout, un cattolico. Dall'altra parte un esponente di partito, persona perbene e preparata ma a Venezia dobbiamo misurarci con il dato del civismo". Una bella gomitata a Elly Schlein e ai dem.

Tg News - 26/5/2026
13 ore fa | Mar 26 Mag 2026 18:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/Nomz

Sala "Bisogna guardare con attenzione a Vannacci per le prossime politiche"
13 ore fa | Mar 26 Mag 2026 18:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/Mnl3