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Chi sarà il nuovo c.t. della Nazionale? Difficile a dirsi allo stato attuale, ma i nomi sul tavolo sono noti: Roberto Mancini, Antonio Conte, Massimiliano Allegri, ma anche la suggestione Pep Guardiola, che a fine stagione lascerà il Manchester City dopo un rapporto iniziato nel 2016. Una suggestione che piace a Leonardo Bonucci, come l’ex difensore bianconero ha fatto capire nell’intervista a La Gazzetta dello Sport. Dopo l’ennesima mancata qualificazione ai Mondiali, la terza consecutiva, la scelta è l’ex allenatore del Barcellona. Il 22 giugno intanto sarà una data chiave per le elezioni federali, con la scelta del nuovo presidente Figc che potrebbe essere Giovanni Malagò, ma si ragiona anche sull’allenatore: “Io partirei dalla possibilità accennata di avere Pep Guardiola, perché significherebbe proprio dare un cambio netto a tutto quello che è stato il passato — ha detto Bonucci — Penso sia molto difficile però sognare in questo momento non costa nulla”. Una scelta di rottura rispetto al passato: “Abbiamo la fortuna di avere tanti giovani che stanno giocando a grandi livelli”, sottolinea Bonucci, citando “Gianluigi Donnarumma, Sandro Tonali, Alessandro Bastoni, Riccardo Calafiori, Pio Esposito, Gianluca Scamacca”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47172893]] Il problema, secondo l’ex azzurro, non è il talento: “Manca un pizzico di crescita a livello di leadership e di personalità perché nelle partite che pesano è quello che fa la differenza”. Insomma, tanti giovani, qualità diffusa, ma ancora poca continuità nei momenti decisivi. In attesa delle elezioni e delle decisioni della nuova governance, il futuro dell’Italia resta tutto da scrivere. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47330840]]
Il binomio è di quelli frizzantini: da una parte Elettra Lamborghini, la vulcanica ereditiera modenese, canante, influencer, "agitatrice per natura". Dall'altra Belve, il programma di Rai 2 con cui Francesca Fagnani riesce a tirar fuori di bocca ai suoi ospiti le dichiarazioni più inimmaginabili. Senza censura, senza pudore. Nella puntata che andrà in onda questa sera, martedì 21 aprile, la Lamborghini è in studio insieme a Brigitte Nielsen, modella e attrice danese icona degli Anni Ottanta, e il giovane trapper Shiva. Nel 2022 l'interprete di hit latineggianti come Pistolero e Caramello non aveva firmato la liberatoria alla Fagnani. Oggi, invece, sì. Ed è spettacolo nello spettacolo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47354359]] "Anni fa ha detto di essere bisessuale, una fase passata?", domanda la Fagnani. "Se non ci fosse mio marito non lo so quanto sarei interessata - replica secca Elettra -. Sono maritosessuale. Poco fa ero a Miami, vedevo ’sti maschioni con la tartaruga. E io dico: io con questi… ma manco se mi pagassero…". Elettra Lamborghini a "Belve", guarda qui il video su Raiplay Dal settembre 2020 la 31enne è sposata con il dj Afrojack. "Cioè - trasecola la Fagnani - non provava interesse nei loro confronti?". "Mai stata più secca di così. Non ho quel tipo di attrazione. Mi attraggono altre cose", risponde candidamente la cantante. Per restare in ambiti intimissimi e un po' spinti, ecco un'altra confessione a luci rosse: "Non so la vostra, ma la mia passera mi fa penare. Più dolori che gioie, non è come la descrivono tutti". "Tutti chi?", è la domanda più che lecita della conduttrice. "Gli uomini! La mia patonga ha qualche problema!". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47365635]] A questo punto la Fagnani, perfida, chiede alla sua ospite di sciogliere l’acronimo LGBTQ+, lettera per lettera: "Ogni anno c'è sempre qualcosa di innovativo. Di solito era lesbica, trans, gay e... ma ne manca uno…". "Bisessuale e poi manca la lettera Q", "Queer fino a tre anni fa non c'era. E io andavo ai gay pride ed era LGBTQ+ più... LGPQ… BQ…".
AFFARI SPORCHI LA TRAMA PERCHÈ VEDERLO Perché è insolitamente efficace nel ritratto di un mondo dove i buoni e gli onesti sono in minoranza. Richard Gere in un insolito ruolo di cattivo ci rilascia una delle sue migliori interpretazioni.
Il futuro del tennis si chiama Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, e Adriano Panatta è tornato a parlare di entrambi in una intervista a La Repubblica, soprattutto del 24enne di Sesto Pusteria: “C’è chi non vede l’ora di distruggere Sinner — commenta polemico — Hanno gente che li idolatra, ma anche persone che non vedono l’ora di distruggerli. Il tennis attuale è fatto più di tifosi che di persone competenti”. Schietto come sempre. Quel che è certo è che Sinner “deve ringraziare Piatti (Riccardo, ex tecnico, ndr) — aggiunge — è una storia di tecnici che si sono dedicati. Il movimento ne ha beneficiato. Lui è la perfezione, fa una vita monacale, si sveglia e si addormenta pensando a quello”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47342534]] Un profilo quasi opposto rispetto a quello dello spagnolo: “Alcaraz pensa anche agli amici, a divertirsi la sera: non dimenticate, ha due anni di meno”. Il confronto però non ha un vincitore assoluto: “Due numeri 1 — dice — Caratteristiche diverse, stesso livello”. E l’idea del tennista perfetto nasce proprio dall’incrocio dei due: “Se Carlos avesse la mentalità di Jannik e Jannik la varietà di colpi di Carlos, avremmo il tennista perfetto”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47350276]] Poi lo sguardo si allarga alla storia: “Ai miei tempi, nella top-10 avevano vinto tutti uno Slam — dice ancora — Quei due sono sempre in finale: i turni precedenti non contano”. E sul futuro, nessuna certezza: “Solo Jannik conosce la verità, sa quanto potrà reggere in questo modo”. Infine, una riflessione più ampia sul sistema: “Il tennis attuale è fatto più di tifosi che di persone competenti — conclude — Basta non prestare attenzione ai social”. Un invito a guardare oltre il rumore, mentre il presente del tennis corre più veloce che mai.
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Giorgia Meloni alla Fiera di Milano Rho in occasione dell'inaugurazione della 64esima edizione del Salone del Mobile. La premier è stata accolta dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, dal prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, dal presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, dalla presidente del Salone del Mobile Milano Maria Porro e dal presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin. Qui il presidente del Consiglio ha tenuto un punto stampa. Tra i principali temi di cui si è discusso in queste ore, il decreto sicurezza. E, in particolare, della norma sui rimpatri volontari dei migranti che da giorni infiamma lo scontro politico. Non a caso, a metà pomeriggio di ieri, lunedì 20 aprile, il sottosegretario Alfredo Mantovano è salito al Colle per un confronto con Sergio Mattarella sul merito del decreto e della norma contestata. Ma la strada scelta dal governo per uscire dall'impasse sulla norma che prevede incentivi agli avvocati che favoriscono il rimpatrio volontario dei loro assistiti, è quella di non intervenire con un emendamento correttivo. Ipotesi confermata anche da Meloni: "Sul decreto sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati, e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc perché non c'erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso, e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47357913]] E ancora: "Non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi che riconosciamo il gratuito patrocinio all'avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato. A me non è chiaro, mi pare che sui rimpatri volontari assistiti siamo d'accordo. È uno strumento che l'Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti, è uno strumento che stiamo lavorando per rafforzare. Almeno su questo mi pareva che fossimo d'accordo. Ora scopro che non siamo d'accordo più neanche sul rimpatrio volontario assistito, ma noi andiamo comunque avanti con delle norme che consideriamo di assoluto buon senso". Spostandosi poi sulla guerra in Iran, Meloni tiene a rivendicare che "noi siamo stati tra i primi a proporre che ci fosse una copertura Onu su un'eventuale missione ad Hormuz questo non è stato possibile per un veto che c'è nel Consiglio di Sicurezza attualmente da parte di Russia e Cina, vedremo se nelle prossime settimane quel veto potrà essere superato. Penso che se non dovesse essere superato a condizioni date che abbiamo già chiarito (chiaramente ci deve essere una cessazione delle ostilità, chiaramente ci deve essere un'amplissima adesione internazionale, la postura della missione deve essere esclusivamente difensiva), in questi casi io penso che l'Italia debba comunque esserci ma deve essere il Parlamento su questo a esprimersi". Una cosa è certa: il governo è al lavoro per dare "risposte" in materia di prezzi dell'energia, "grande questione che è stata oggetto di un decreto molto articolato del governo recente ed è oggetto anche di una battaglia che, come sapete, stiamo conducendo in Europa e che ci porterà fra qualche giorno al Consiglio Europeo a riproporre alcune proposte che consideriamo fondamentali nell'attuale crisi". E a chi le chiede se ha sentito Donald Trump dopo gli attacchi di quest'ultimo, Meloni non attende a rispondere: "No, non recentemente". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47363336]]