Stasera, venerdì 10 aprile, va in onda su Rai1 una puntata speciale di Affari Tuoi condotta da Stefano De Martino. Due grandi nomi della musica italiana saranno i concorrenti d’eccezione: Lorenzo Jovanotti e Gianni Morandi.Si tratta di una serata benefica in cui i due artisti giocano al celebre gioco dei pacchi. Al momento restano in gioco tre pacchi blu e tre pacchi rossi, tra i quali figurano ancora i premi più ricchi: 50.000 e 75.000 euro. L’obiettivo è far salire il montepremi a favore di una causa solidale.La notizia ha suscitato grande curiosità tra il pubblico, ma anche diverse reazioni negative su X. Molti utenti si sono mostrati sorpresi e perplessi: "Che c... ci fanno Gianni Morandi e Jovanotti ad Affari Tuoi", "è un’allucinazione?", "mi vergognooo". Qualcuno ha commentato con ironia o delusione, definendo la scelta bizzarra o fuori luogo per due icone della musica italiana.Nonostante le critiche, la puntata promette emozioni, risate e colpi di scena, con i due cantanti impegnati in prima persona nel gioco. L’ospitata arriva anche per promuovere i rispettivi tour e il nuovo singolo “Monghidoro” scritto da Jovanotti per Morandi.Una serata all’insegna dello spettacolo leggero e della beneficenza, che divide però l’opinione del web tra chi la vede come un colpo di teatro e chi la considera un accostamento improbabile
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C’è un equivoco che va chiarito subito: la leggerezza non è roba da deboli. È roba da gente che ha capito. Perché oggi essere pesanti è diventato facile. Anzi, è diventato quasi obbligatorio. Tutti affannati, tutti carichi, tutti pieni di cose da fare, da dimostrare, da raccontare. Una gara a chi ha la vita più complicata. E guai a sembrare leggeri: ti prendono per uno che non ha problemi. Come se fosse una colpa. La verità è che il peso è spesso una scelta. La leggerezza, invece, è un’altra cosa. È togliere. Non aggiungere. È sapere cosa serve davvero e cosa no. È muoversi nel mondo senza trascinarsi dietro l’inutile. È fare bene le cose senza farle pesare. È eleganza, sì, ma prima ancora è lucidità. E guarda caso, quando questa idea entra nella vita, entra anche nello stile. Perché basta vedere cosa succede quando qualcuno prende sul serio il concetto di leggerezza. Non a parole, ma nei fatti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47223782]] Prendiamo Tombolini e la sua Zero Gravity. Qui non siamo davanti all’ennesima collezione che racconta storie. Qui c’è un’idea molto semplice: un uomo non deve essere prigioniero di quello che indossa. A questo punto la domanda è inevitabile, e la giro direttamente a Silvio Calvigioni, anima di Tombolini: Ma davvero oggi l’uomo ha bisogno di una giacca che non sente addosso, o è solo un lusso? "Qui non si tratta solo di comfort. Si tratta di libertà operativa. Giacche che non si stirano, tessuti impalpabili, capi che stanno in piedi da soli senza costringerti. È la differenza tra indossare qualcosa e viverci dentro". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47223783]] La leggerezza è diventata una necessità contemporanea o è una vostra visione che avete anticipato? "C’è una cosa che emerge chiaramente siamo alla fine dell’eleganza punitiva. Quella che ti fa sembrare impeccabile ma ti impedisce di respirare. Zero Gravity — e ancora di più la sua versione Gold in cashmere e seta — è esattamente questo: togliere peso senza togliere autorevolezza. Restare formali senza diventare rigidi. Essere eleganti senza sembrare costruiti" E quanta gente c’è dietro questa leggerezza? "Il paradosso è sempre lo stesso: più un prodotto è leggero, più lavoro sulle spalle". Calvigioni risponde senza effetti speciali: circa *120 persone*. Artigiani, tecnici, competenze vere. Non storytelling, ma struttura". E la donna? La leggerezza resta un affare maschile? "Assolutamente no. Siamo pronti a portare questo concetto anche nel guardaroba femminile, con una capsule dedicata. Pochi capi, essenziali e mirati: tailleur, cappotti, perfino lo smoking. Stessa filosofia, stesso approccio — togliere peso senza togliere struttura". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47223786]]
Un tragico incidente stradale si è verificato poco prima delle 8 di venerdì mattina in via Serenissima, strada di grande percorrenza alla periferia est di Brescia.Un automobilista alla guida di una Renault Captur, uscito dalla tangenziale sud probabilmente all’uscita sbagliata, ha deciso di invertire il senso di marcia proprio alla fine della rampa, effettuando una manovra vietata. Il conducente di un furgone si è accorto della manovra, ma i due motociclisti che seguivano non hanno avuto il tempo di reagire. “Impallati” dal mezzo pesante, hanno tentato inutilmente di sorpassare e si sono trovati di fronte all’auto che stava invertendo.Lo schianto è stato violentissimo. I due motociclisti hanno pinzato i freni, ma la distanza era troppo ravvicinata. Entrambi sono finiti contro la fiancata sinistra della Captur.Le conseguenze sono state drammatiche. Uno dei due centauri, Francesco Viola, 28 anni, di Cazzago San Martino (Franciacorta), è morto poche ore dopo l’impatto all’ospedale Poliambulanza, dove era arrivato in arresto cardiaco. La vittima lavorava alla Cembre, azienda situata a soli 200 metri dal luogo dell’incidente: probabilmente stava recandosi al lavoro. L’altro motociclista ha riportato solo lievi contusioni ed è fuori pericolo.Illeso il conducente della Renault Captur, un 40enne residente in Franciacorta, protetto dall’esplosione degli airbag. La Polizia Locale sta ricostruendo la dinamica e valutando eventuali responsabilità dell’automobilista.Con questa tragedia salgono a 16 le persone decedute sulle strade della provincia di Brescia dall’inizio del 2026, di cui quattro in sella a una motocicletta.
Il nuovo sondaggio di Termometro Politico del 10 aprile 2026 fotografa un quadro politico sostanzialmente immobile. Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 29,2%, dato invariato nelle ultime tre settimane. Il Partito Democratico resta fermo al 22%. Il Movimento 5 Stelle recupera due decimali e risale al 12,3%, tornando sui livelli di sette giorni fa.Nel centrodestra gli alleati registrano piccoli aggiustamenti: Forza Italia perde un decimale e scende al 7,9%, mentre la Lega cede tre decimali e si attesta al 7,3%. Si tratta comunque di variazioni contenute che non modificano gli equilibri interni alla coalizione.Nel centrosinistra, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) recupera tre decimali e sale al 6,5%. Restano stabili o con lievi movimenti i partiti minori: Futuro Nazionale al 3,4%, Azione al 3%, Italia Viva al 2,4% e +Europa all’1,8%.Nel complesso il sondaggio segnala una fase di congelamento dei rapporti di forza, con i due principali partiti bloccati sulle stesse percentuali da tre rilevazioni consecutive e oscillazioni marginali tra tutte le forze politiche. Per quanto riguarda la fiducia nella presidente del Consiglio, Giorgia Meloni registra un lieve recupero: il dato positivo (molto + abbastanza) sale dal 38,7% al 39,1%, rimanendo comunque sotto quota 40%.Il sondaggio restituisce quindi l’immagine di un sistema politico fermo, con cambiamenti minimi che non alterano significativamente gli equilibri attuali tra maggioranza e opposizione.
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Dal Festival dell’Ascolto di Roma un messaggio politico e culturale: “Senza ascolto non esiste partecipazione”. Le parole del viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maria Teresa Bellucci “In questo tempo complesso un diritto fondamentale dei ragazzi è essere ascoltati. Non c’è protagonismo giovanile, partecipazione giovanile, superiore interesse dei minori se prima non li ascoltiamo”. Con queste parole, il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci apre a una questione che va oltre il perimetro educativo: l’ascolto come condizione necessaria per costruire politiche pubbliche efficaci. È il cuore della prima edizione del Festival dell’Ascolto, ospitato il 9 e 10 aprile 2026 all’Accademia INPS di Roma, in occasione della seconda Giornata nazionale dell’ascolto dei minori. Su iniziativa del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in sinergia con INPS, UNICEF e Agenzia Italiana per la Gioventù, l’evento coinvolge cinquecento studenti in un confronto diretto con istituzioni, esperti e mondo culturale su temi che definiscono il presente, dall’intelligenza artificiale alla sicurezza, fino alla violenza di genere. Festival dell’ascolto, giovani al centro “L’ascolto – sottolinea il viceministro ai microfoni di SostenibileOggi – occorre a noi adulti per comprendere questo tempo così diverso dal nostro, ma serve anche ai giovani. Sentirsi ascoltati significa anche imparare ad ascoltare, a conoscersi, a costruire la propria esistenza e scegliere di vivere in maniera sana con gli altri”. L’ascolto come dispositivo a doppio senso. Uno strumento cognitivo per gli adulti, chiamati a interpretare una realtà generazionale distante, e leva di crescita per i giovani, che attraverso il riconoscimento costruiscono identità e relazioni. In un sistema sociale orientato alla velocità, l’ascolto richiede una sospensione, una scelta intenzionale. “L’educazione passa attraverso l’ascolto – prosegue – È con l’ascolto che comprendiamo l’altro. Per cui gli adulti devono fermarsi, devono dare tempo. Non c’è ascolto senza tempo, senza mettersi seduti ponendo domande autentiche”. L’ascolto, nella prospettiva indicata dal viceministro, implica anche la capacità di leggere ciò che non viene esplicitato: “A volte le richieste d’ascolto arrivano con il silenzio, con espressioni del volto accigliate, con la paura di parlare. Il compito di noi adulti, se vogliamo essere autorevoli, è cogliere quei segnali, non trascurarli e dare il tempo che è necessario per accompagnare i nostri figli e figlie in un percorso di vita bellissimo ma anche difficile”. Le sfide del domani Il Festival dell’Ascolto si inserisce nel quadro della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che sancisce il diritto dei minori a essere ascoltati. La sfida, però, resta la sua traduzione operativa. Trasformare l’ascolto in infrastruttura stabile significa integrarlo nei processi decisionali, nei servizi sociali, nei sistemi educativi. Senza ascolto, la partecipazione è una formula vuota. Con l’ascolto, può diventare un dispositivo reale di trasformazione sociale.