Mentre si dipinge la sindaca di Genova Silvia Salis come la nuova anti-Meloni, un fatto sembra inquietare la politica locale della sua città: la nomina per la nuova guida del Mu.MA, Istituzione Musei del mare e delle migrazioni, una struttura museale di rilievo internazionale, dopo l'uscita di scena dello storico direttore e fondatore, Pierangelo Campodonico, che va in pensione dopo oltre 40 anni di carriera. Per la scelta del suo sostituto, il Comune ha deciso di lanciare un bando interno che sta facendo discutere. Secondo l’opposizione, come si legge sul Fatto Quotidiano, per quella posizione ci sarebbe già una figura designata. Tra i nomi che circolano di più, ci sarebbe quello di Elena Putti, ex consigliera di municipio fuoriuscita dal Pd, dipendente comunale e conservatrice dei musei civici. A scatenare la polemica però sono due aspetti in particolare. "Putti è stata compagna di classe di Salis; mentre il marito, l’imprenditore portuale Federico Martinoli, è stato tra i finanziatori elettorali della sindaca (2.500 euro)", scrive Marco Grasso sul Fatto. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47373724]] “Chi avrebbe mai immaginato che l’assessore alla Cultura cercasse come nuovo dirigente del Muma qualcuno a cui non si richiede nulla di specifico sul mare, la storia della marineria, della migrazione o affini, ossia sui contenuti scientifici del museo più visitato della città? Nel bando per sostituire l’ottimo Campodonico, questi requisiti non compaiono. Alla domanda che ho fatto io credo di saper rispondere. Potrei vincere un’altra scommessa", ha commentato la storica dell’arte Anna Orlando, consigliera della lista d’opposizione Vince Genova. Sull'assenza di requisiti specifici nel bando ha fornito una spiegazione l'assessore Giacomo Montanari: “Una figura come quella di Campodonico è difficile da replicare, cerchiamo una figura amministrativa”, ha dichiarato al Secolo XIX. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47364792]]
Quando si parla di diabete, si pensa immediatamente alla glicemia, all’insulina e alla dieta. Ma questa malattia può avere effetti anche sulla mente. Non solo una questione di gestione quotidiana o di stress: esiste un legame biologico tra diabete e cervello che la ricerca sta iniziando a chiarire sempre meglio. A fare luce su questo rapporto è uno studio condotto dall’IRCCS Neuromed insieme alla Sapienza Università di Roma, pubblicato sulla rivista Neurobiology of Disease. I ricercatori hanno analizzato, in modelli animali, come il diabete influenzi alcune strutture chiave del cervello, aprendo nuovi scenari sulla relazione tra questa patologia e i disturbi psichici. Al centro dello studio ci sono le cosiddette reti perineuronali, una sorta di impalcatura microscopica che avvolge i neuroni e aiuta a stabilizzare le connessioni tra di loro. Queste reti sono fondamentali per il corretto funzionamento del cervello: permettono ai circuiti neurali di mantenere equilibrio e precisione nel tempo. Secondo i risultati della ricerca, il diabete può alterare queste strutture, rendendole meno efficienti. Quando le reti perineuronali si danneggiano, le connessioni tra i neuroni diventano più instabili, con possibili ripercussioni sul comportamento e sull’equilibrio emotivo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47300297]] Questo meccanismo potrebbe spiegare perché chi soffre di diabete ha una maggiore probabilità di sviluppare disturbi come ansia, depressione o difficoltà cognitive. Non si tratta quindi solo di una reazione psicologica alla malattia, ma di un effetto diretto sul sistema nervoso centrale.In altre parole, il diabete non agisce solo sul corpo, ma può modificare anche il modo in cui il cervello funziona e comunica. Lo studio quindi rappresenta un passo importante perché sposta l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: la dimensione neurologica del diabete. Comprendere come la malattia influisce sulle strutture cerebrali potrebbe aprire la strada a nuove terapie, non solo per controllare la glicemia, ma anche per proteggere il cervello. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47366485]] Per chi vive con il diabete, questa ricerca è un invito a considerare la salute in modo più completo. Prestare attenzione ai segnali della mente, come cambiamenti dell’umore, difficoltà di concentrazione o aumento dell’ansia è importante tanto quanto monitorare i valori glicemici. Il messaggio è chiaro: corpo e cervello sono strettamente collegati. E prendersi cura del diabete significa anche proteggere il proprio equilibrio mentale. La scienza continua a indagare questo legame, ma una cosa è certa: comprendere meglio come il diabete agisce sul cervello può fare la differenza nella qualità della vita di milioni di persone.
“Ciò in cui secondo me sono bravo è che comunque non ascolto nessuno, niente di quello che dicono”. Jannik Sinner si racconta così, con lucidità e una certa distanza dal rumore che spesso circonda i suoi risultati. Il numero uno italiano, parlando a Sky Sport, ha affrontato senza giri di parole le critiche che continuano ad accompagnarlo, dalle polemiche sulla sua identità fino alle interpretazioni più maliziose sulle scelte di calendario. “Posso sapere solo io quanto lavoro c’è dietro, io e il mio team — prosegue — so quando mi sveglio il mattino, so quando vado a dormire per essere pronto per il giorno dopo. Cerco la forza in queste cose”, sottolineando quanto il suo equilibrio derivi dalla routine quotidiana. Un approccio che gli permette di restare stabile anche nei momenti più intensi: “Non sono uno che si esalta quando vince, ma non sono neanche uno che si butta giù quando perdo”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47368650]] Ora l’attenzione è tutta rivolta al torneo di Madrid, un appuntamento che in passato non gli ha mai regalato risultati straordinari. L’edizione si presenta però con un tabellone particolare, privo di Carlos Alcaraz e Novak Djokovic: “Così è una cosa abbastanza rara”, ammette Sinner. Senza però cambiare prospettiva: “Attualmente penso a un giorno alla volta”. Il debutto arriverà contro un qualificato, una sfida da non sottovalutare: “Devo cercare di capire come giocare bene su questi campi — aggiunge, consapevole delle particolarità della superficie madrilena — La palla è molto veloce, la controlli un po’ meno, è molto difficile anche rispondere”. Un torneo che diventa anche un banco di prova per il futuro: “Sono qui anche per capire — conclude — forse anche per gli anni prossimi, come giocare e come gestire queste situazioni”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47383904]]
La sai l’ultima dei dem? Cittadinanza ai lavoratori stranieri che collaborano con la giustizia italiana. La sinistra continua imperterrita la sua battaglia per inserire passaporti nelle tasche degli immigrati. Il Pd ha presentato un nuovo disegno di legge alla Camera e al Senato. «Quando siamo stati nel territorio di Prato, dove c’è la presenza di mafie straniere», ha detto il senatore Walter Verini durante la conferenza stampa di presentazione del ddl dal titolo “Cittadinanza per i testimoni di giustizia”, «nei confronti che abbiamo avuto con le Forze dell’ordine e con la procura abbiamo raccolto un’esigenza e una proposta: riconoscere la cittadinanza italiana ai cittadini stranieri che rendono eminenti servizi allo Stato». Non finisce qui. «Se c’è un lavoratore regolare, ad esempio della manifattura o dell’agricoltura, che trova il coraggio di denunciare un’estorsione o un ricatto della criminalità organizzata noi pensiamo che lo Stato debba riconoscere un percorso facilitato e pressoché immediato per l’ottenimento della cittadinanza. È un premio, questa è l’essenza della proposta». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47356530]] Una ricompensa, capito come. In sostanza i dem vogliono modificare l’articolo 9, comma 2, della legge n. 92 del 5 febbraio 1992. Infatti, alla voce del comma 2 possiamo leggere che «con decreto del presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno, di concreto con il Ministro degli Affari esteri, la cittadinanza può essere concessa allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato». Nella volontà dei dem basterà presentarsi con regolare denuncia per avere una corsia preferenziale verso la nazionalità italiana. Il deputato Federico Gianassi, anche lui alfiere della Schlein, pensa che modificare «la normativa esistente» possa portare a «contrastare in modo più efficace la criminalità organizzata straniera». La responsabile legalità dei dem, Enza Rando, dice che bisogna utilizzare questo strumento «per combattere la criminalità organizzata, è una norma di civiltà giuridica». Tra i firmatari del ddl anche l’immancabile Marco Furfaro. Il Pd segue a ruota, come riporta il Corsera, le indicazioni del procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, che vede nella soluzione proposta l’abbattimento del muro di omertà degli stranieri. Non è bastata, quindi, la batosta del referendum sulla cittadinanza dello scorso giugno, le ritrosie dietro lo ius soli (temperato o meno), lo ius scholae, lo ius culturae e i loro derivati. La sinistra prova ogni iniziativa per rendere l’appartenenza all’Italia un cartificio fatto di carte bollate e timbri. «Il Pd continua a cedere alla tentazione di regalare la cittadinanza agli immigrati», afferma l’europarlamentare leghista Anna Maria Cisint. «Non può essere concessa come un bonus o una scorciatoia. È invece un riconoscimento per chi ha compiuto un reale e adeguato percorso di inserimento e integrazione nella società». Il Comitato Remigrazione e Riconquista asserisce che «essere italiani non potrà mai essere deciso da una legge o dalle trame dei dem, la cittadinanza è un fatto di discendenza e di legame ancestrale con l’Italia. Lo è ora e lo sarà per sempre». Una sola domanda resta, quando anche questa proposta finirà nel dimenticatoio cosa si inventeranno i progressisti? [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47365458]]
Team principal più importante della sua vita, uno dei pochi ad accedere a casa Schumacher per vedere le sue condizioni. Ora però le dichiarazioni di Jean Todt su Michael hanno lasciato riflettere. "Nel 1997 Michael speronò Villeneuve apposta. Gli costò il campionato, come nelle qualifiche di Monaco 2006, quando fece un testacoda di proposito”, ha recentemente affermato l'ex numero uno della Fia in un’intervista a High Performance. Un intervento che ha avuto una eco particolare, per il legame tra Todt e Schumi. E che ha sorpreso soprattutto Willi Weber, figura chiave nella carriera del pilota tedesco come ex manager. Intervenuto sulla vicenda ai tedeschi di Express, non ha nascosto il proprio stupore: "Sono senza parole — dice — Perché mai dovrebbe dire una cosa del genere? E per di più considerando la difficile situazione di Michael". Weber ha respinto con decisione l’idea che quegli episodi fossero frutto di una strategia premeditata, interpretandoli invece come momenti estremi di una competizione ad altissima tensione. "Forse Todt vuole discolparsi a posteriori?”, ha chiesto polemico. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46299903]] A rendere il quadro ancora più delicato è anche la distanza personale tra i due. Weber ha infatti ammesso di non avere più contatti con Todt da anni, mentre il francese resta una delle poche persone vicine a Schumacher. Una frase che lascia intendere come, secondo Weber, ci sia la volontà di rileggere oggi quegli episodi in modo diverso rispetto al passato. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47206210]]
C’è una parola che, più di tutte, racconta l’anomalia italiana sulle politiche d’immigrazione e accoglienza: “speciale”. Ovvero quella protezione che altrove quasi non esiste e che da noi è diventata la scorciatoia preferita. Dopo lo sbarco, il copione è noto: richiesta d’asilo, esame delle Commissioni territoriali, e poi – in caso di diniego – via libera al ricorso. Un meccanismo – racconta Il Tempo – che finisce spesso per ribaltare tutto. I numeri parlano chiaro. Dal 2017 al 2024, su oltre mezzo milione di domande, il 64 per cento ha ricevuto un no. Ma il punto non è la prima risposta: è quello che succede dopo. Perché nei tribunali la musica cambia. E parecchio. Nel sistema internazionale esistono due tutele: lo status di rifugiato, previsto dalla Convenzione di Ginevra del 1951, e la protezione sussidiaria. Poi c’è l’eccezione italiana: la protezione umanitaria, oggi “speciale”. Una formula elastica, che governi diversi hanno provato a limitare. Prima Matteo Salvini con i Decreti Sicurezza, poi Giorgia Meloni con il Decreto Cutro. Risultato? Riduzioni sulla carta, ma non nei fatti. Basta guardare i ricorsi. Fino al 2020 i giudici confermavano in gran parte i dinieghi. Poi la svolta: dal 2021 si è invertita la rotta. Nel 2024 solo il 15 per cento delle decisioni ha dato ragione alle Commissioni. Il resto? Accoglimenti. E nel 75 per cento dei casi con concessione della protezione speciale. Quella che si voleva ridimensionare. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:41069918]] Le motivazioni fanno discutere. “Diritto alla vita privata e familiare”, rischio di “compressione irreversibile”, perfino la possibilità di finire in condizioni di povertà. In altri casi, il rimpatrio è stato evitato perché, durante la procedura d’asilo, il richiedente avrebbe già avviato un presunto percorso in integrazione in Italia e perché, dopo una lunga permanenza, lo straniero sperimenterebbe una compressione irreversibile della vita privata in caso di ritorno nel Paese d’origine. In alcuni casi, anche con precedenti “di modesta entità”, i giudici hanno dato il via libera, parlando di integrazione positiva e assenza di pericolo. Dietro c’è un orientamento preciso, rafforzato da Corte costituzionale e Corte di Cassazione: la pericolosità sociale deve essere “attuale”, non presunta. Lo Stato nega, il tribunale concede. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:43636074]]
La Lazio vola in finale di Coppa Italia contro l'Inter e il merito è soprattutto di Edoardo Motta: il 21enne portiere diventa l'eroe della semifinale di ritorno, parando 4 rigori su 5 ed eliminando quasi da solo, di fatto, l'Atalanta. I tempi regolamentari si erano conclusi sull'1-1, con grandi emozioni negli ultimi minuti. All'84' il vantaggio biancoazzurro con Romagnoli, all'86' il pari di Pasalic per i padroni di casa. Dopo il 2-2 dell'andata all'Olimpico, alla Gewiss Arena si va così ai supplementari che riservano però poche emozioni. Decide tutto la lotteria dal dischetto. Per i nerazzurri segna solo Raspadori, al primo tentativo. Poi comincia lo show di Motta che indovina tutti gli angoli fino al tentativo conclusivo di De Ketelaere, parato. Per la Lazio, dopo i primi due errori, ecco i gol di Isaksen e Taylor a ribaltare la situazione. Per mister Maurizio Sarri, al termine di una stagione tribolata e deludente con tanto di feroce e prolungata contestazione dei propri tifosi all'indirizzo del presidente Lotito, l'occasione di riscattarsi proprio all'Olimpico, davanti al proprio pubblico, contro la favoritissima Inter mercoledì 13 gennaio. Per la Dea di Palladino un grosso smacco: ora resta il non facile obiettivo di qualificarsi in Europa: Como (quinto e al momento in Europa League) e Roma (sesta, in Conference League) sono lontane 4 punti.
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E' un composto derivato da una pianta con proprietà psicoattive. Se assunto ad alte dosi può produrre effetti simili a quelli degli oppioidi. Si chiama Kratom la nuova droga che minaccia la salute di sempre più persone negli Usa. Il suo utilizzo è esploso, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Addiction, che rileva una crescita fino a 65 volte in poco più di un decennio dei casi arrivati all'attenzione dei centri antiveleni statunitensi. Un incremento che viene definito a ragione "vertiginoso", sia nelle segnalazioni di esposizione al Kratom che nel numero di consumatori che hanno riportato gravi conseguenze mediche. Nel dettaglio, lo studio rileva che i casi di esposizione al Kratom segnalati ai centri antiveleni americani sono aumentati da 19 nel 2010 a 1.242 nel 2023 (+6.500%) e i casi con esiti medici gravi - cioè eventi che comportano effetti potenzialmente letali, disabilità significativa o decesso - sono saliti da zero nel 2010 (il 2012 è stato il primo anno in cui è stato segnalato un esito grave) fino a 158 casi nel 2023. "Il Kratom - spiega Ryan Feldman, autore senior dello studio e docente del Medical College of Wisconsin - non è incluso nell'elenco delle sostanze controllate in base all'Us Controlled Substances Act né è approvato per uso medico dalla Fda (Food and Drug Administration), il che lascia i singoli Stati americani liberi di stabilire le proprie normative. O di non farlo". E infatti "diversi Stati Usa non regolamentano affatto il Kratom" e proprio questi territori, nello studio, "hanno costantemente registrato risultati peggiori rispetto agli Stati che ne hanno vietato l'uso". I divieti sul Kratom, rilevano gli esperti, hanno costantemente portato a tassi inferiori di esposizione, di esiti gravi e di ricorso all'assistenza sanitaria rispetto a quanto accade negli Stati che adottano approcci di tutela dei consumatori o non prevedono alcuna regolamentazione. Non è un problema da poco, avvertono i ricercatori. "Le evidenze dimostrano infatti che il Kratom può causare gravi effetti sulla salute, come convulsioni, aritmie cardiache, danni al fegato e problemi respiratori - precisa Feldman - Quasi 1 caso su 7 segnalato a un centro antiveleni per esposizione al Kratom come unica sostanza ha richiesto il ricovero in ospedale, e 1 su 16 il ricovero in terapia intensiva". Se poi il Kratom viene assunto in combinazione con altre droghe, come spesso accade, "la sua tendenza a interferire con i processi metabolici può aumentare i rischi associati all'assunzione concomitante di altre sostanze", sottolinea ancora Feldman. Con il boom del consumo di Kratom e la crescente preoccupazione per i rischi associati, "i legislatori di tutto il Paese stanno discutendo le modalità migliori per regolamentarne l'uso. I dibattiti politici in corso riflettono la scarsità di prove scientifiche di alta qualità, evidenziando la necessità di ricerche più rigorose e imparziali a supporto della legislazione", conclude l'esperto. Anche perché, chiosa, "come dimostra la nostra ricerca, il problema del KRATOM non si risolverà a breve".
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E' stato pubblicato il testo delle nuove Indicazioni nazionali per i licei: si tratta dei nuovi programmi su cui si apre ora la fase di consultazione con il mondo della scuola. Per la prima volta, viene sottolineato dal Ministero, le Indicazioni saranno inviate specificamente anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha fatto sapere che le adotterà solo al termine del percorso di ascolto della comunità scolastica. Il testo è stato licenziato dalla commissione ministeriale e da oggi è proposto alla consultazione pubblica e ai diversi stakeholders. La Commissione incaricata della redazione del nuovo testo delle Indicazioni nazionali per i licei ha così terminato i lavori di redazione della bozza di documento. La pubblicazione del documento è finalizzata ad avviare con le istituzioni scolastiche la fase di consultazione, che la stessa Commissione effettuerà mediante incontri con le associazioni professionali e disciplinari, con le associazioni dei genitori e degli studenti e con le organizzazioni sindacali della scuola. Il Mim tiene a precisare che non si tratta di una semplice revisione di programmi ma di un "ripensamento strutturale della funzione formativa del Liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società". Tra le novità, la scomparsa della Geostoria. Al primo biennio, Storia e Geografia tornano a configurarsi come discipline distinte, ciascuna con la propria specificità metodologica e, per la Geografia, con manuali propri. La Geografia recupera la sua autonomia scientifica e torna a formare cittadini capaci di orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo. La Storia, invece, estende il proprio arco temporale fino alla svolta cinese e ai nuovi equilibri geopolitici, con una scansione che dal nucleo euro-occidentale si apre progressivamente ai nuovi scenari globali. "La centralità della storia dell'Italia e dell'Occidente non è un ripiegamento provinciale - spiega il Mim -, è riconoscimento dell'eredità universale che quella tradizione ha consegnato al mondo moderno la statualità, i diritti della persona, i fondamenti della ricerca scientifica. La scelta di incentrare lo studio della storia sulle vicende dell'Italia e dell'Occidente risponde a un'esigenza di profondità, non di chiusura e ovviamente non significa affatto non studiare le altre civilta' e la loro storia". Le nuove Indicazioni di matematica, invece - spiega sempre il ministero - "non si limitano a riordinare i nuclei tematici: propongono un ripensamento profondo della disciplina come esperienza intellettuale. Le tecniche restano, ma cessano di essere il fine. Diventano strumenti per comprendere concetti, modelli e decisioni ovvero per esercitare quella cittadinanza attiva e critica che è l'obiettivo ultimo del percorso liceale". "Tre novità strutturali meritano attenzione - prosegue il Mim - la prima: l'errore è riconosciuto come parte integrante del lavoro intellettuale, momento fecondo da attraversare con consapevolezza non stigma da evitare. La seconda: per la prima volta, le Indicazioni trattano esplicitamente il tema dell'intelligenza artificiale, affidando alla matematica il compito di fornire i concetti e il linguaggio che stanno alla base dei sistemi di AI. La terza: il quinto anno introduce uno spazio strutturato di approfondimento in cui lo studente connette la matematica alla scienza, alla storia delle idee o ai propri interessi personali. Questa apertura interdisciplinare e alla storia del pensiero matematico riposiziona la disciplina: non più torre d'avorio, ma sistema di idee in dialogo con tutti gli ambiti del sapere". E ancora: in attuazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act europeo, l'intelligenza artificiale entra nei licei "non come oggetto di fascinazione tecnologica, ma come territorio critico da governare. L'obiettivo è formare una coscienza digitale capace di distinguere tra la simulazione algoritmica la doxa e il sapere validato l'episteme. L'IA è al tempo stesso oggetto di studio e dispositivo metodologico: gli studenti imparano a usarla consapevolmente, ma anche a interrogarla, a riconoscerne i limiti, a tutelarne i confini rispetto alla propria libertà intellettuale. Il pensiero matematico e il pensiero critico diventano le due leve attraverso cui la scuola presidia l'autonomia del soggetto nell'era degli algoritmi. L'obiettivo non è addestrare studenti all'uso degli strumenti digitali - ammonisce ancora il Mim -, è formarli a governarli con consapevolezza". E poi, il "rilancio della lettura come pratica identitaria: è uno dei fili rossi delle nuove Indicazioni. Lo scopo dell'insegnamento letterario è che gli studenti prendano gusto alla lettura e che da ciò che leggono ricavino strumenti per capire meglio se stessi e il mondo. Una formulazione semplice, quasi disarmante, ma di grande densità pedagogica. La letteratura del passato è presentata come specchio dell'esperienza umana da mettere in relazione con quella ancora acerba degli studenti".
"Ho trovato incredibile che una delegazione di Fratelli d'Italia andasse in gita in Albania per dirci che sono state lì trattenute 536 persone, quando negli annunci dovevano essere 36.000. E basta fare due conti per capire che hanno speso 300.000 euro per ogni migrante trattenuto in quel centro, violandone i diritti secondo la Costituzione, le leggi italiane e le leggi europee. 300.000 euro a migrante. Questo è la sicurezza secondo Meloni: violare i diritti delle persone triplicando le spese per i cittadini italiani". Una giornata a tutta propaganda per Elly Schlein, nel giorno in cui alla Camera la maggioranza vota la fiducia al Dl Sicurezza. Venerdì, ha annunciato il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, il governo presenterà il decreto correttivo per venire incontro ai rilievi portati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma nel frattempo le opposizioni attaccano a spron battuto. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47390964]] Oltre allo show in aula di Giuseppe Conte versione "avvocato", c'è la segretaria del Partito democratico, particolarmente su di giri. Il governo Meloni ha "fallito anche sulla sicurezza" altrimenti "non sarebbero qui a discutere il quarto decreto con lo stesso nome" e ora creano anche un "pasticcio istituzionale". "Sulla sicurezza - ha aggiunto Schlein - è proprio un fallimento conclamato, perché hanno fatto solo propaganda, restringendo gli spazi del dissenso anche pacifico, introducendo norme più repressive del codice Rocco del 1930, mentre nel 2023 e nel 2024 i reati aumentavano". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47372329]] Ha concluso la Schlein: "A questo approccio fallimentare hanno aggiunto un clamoroso pasticcio istituzionale. Come si può descrivere una destra che sta correndo per approvare una norma, che dovranno modificare il minuto dopo con un'altra norma", in pratica andando "contro quello che loro stessi hanno deciso e votato. E tutto Grazie all'intervento del Quirinale, perché altrimenti sarebbero andati dritti". "Peraltro, hanno fatto poco anche sul fronte della repressione - conclude Elly - perché mancano 22mila agenti tra polizia di Stato e carabinieri, 12mila nella polizia municipale. Non hanno messo le risorse che servivano, continuano a rivendicare delle assunzioni che sono il normale turn over, nemmeno completo". La prevenzione "non passa solo dal rafforzamento dei presidi di sicurezza, ma anche dai presidi sociali, educativi, dal coinvolgimento del terzo settore che ci aiuta spesso soprattutto nelle aree più difficili, nelle aree più marginalizzate del paese... Potevano coinvolgere tutte queste realtà. No, hanno fatto solo propaganda con la clava".
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