Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
"Che fa ride?!": la Taccia perde il controllo in diretta, il dettaglio su Sempio scatena la lite
2 ore fa | Sab 23 Mag 2026 06:07

"Abbiamo predisposto ai fini del deposito una breve memoria con allegati gli screenshot delle pubblicazioni, dei forum, dei video, dei vari podcast o trasmissioni o dibattiti sui social forum da cui Andrea ha attinto per quei soliloqui oppure quei dialoghi che non presentavano dunque nulla di inedito". Lo ha detto questa sera l'avvocato Liborio Cataliotti, che fa parte con Angela Taccia del collegio difensivo di Andrea Sempio, unico indagato nella nuova tranche di indagine sull'omicidio di Chiara Poggi aperto dalla Procura della Repubblica di Pavia. Cataliotti ha confermato anche che stanno per essere presentate le consulenze difensive di cui si parla da giorni: si tratta di perizie "medico legali, un supplemento di quella dattiloscopica, quella relativa alla dinamica dell'evento omicidiario, un supplemento di quella legata alla genetica, e quella legata alle scarpe e alle impronte per terra". E proprio sui podcast è andato in scena un duro scontro tra Carmelo Abbate e Angela Taccia a Quarto Grado. Si parla dei commenti di Sempio riferiti, secondo la difesa, ai podcast sul caso Garlasco, da cui sarebbero poi emersi i famosi soliloqui in auto. La Taccia sostiene che Sempio stesse ripetendo alcuni commenti apparsi sul web proprio riguardo a quei podcast. Ma Abbate ride mentre la Taccia parla. L'avvocato perde il controllo e sbotta: "Allora finché c'è gente che ride io non parlo, non è accettabile". Immediato l'intervento di Gianluigi Nuzzi che ha riportato la calma in studio.

Garlasco, "Stasi innocente? Non si può escludere": le clamorose parole di mamma Sempio
4 ore fa | Sab 23 Mag 2026 04:02

Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha rilasciato una lunga intervista a Quarto Grado. La donna si mostra cauta sulla responsabilità di Alberto Stasi, pur difendendo con forza l’innocenza del figlio."Da come vedo le cose adesso, sinceramente non posso dire sicuramente ‘Stasi è colpevole’. Mi auguro che si arrivi a una verità definitiva", ha affermato rispondendo alle domande della trasmissione.Sul figlio, accusato nell’ultima inchiesta, Daniela Ferrari è netta: "Ci aspettavamo che ad Andrea arrivasse un capo di imputazione pesante. [...] È una grandissima bufala, Andrea non è la persona descritta in questi capi d’accusa". Riguardo ai “soliloqui” registrati in auto, la madre ha escluso qualsiasi valore confessorio: "No, no, no, no perché mio figlio è uscito alle 9:50, è rientrato a casa prima di mezzogiorno con gli stessi vestiti che aveva. Completamente pulito e di sicuro non era uno che era appena andato a commettere un omicidio".Ferrari ha anche respinto l’ipotesi di un alibi costruito: "Avremmo potuto dire tranquillamente che Andrea era a casa. Chi ce l’avrebbe smentito?". Ha poi descritto il figlio come "un ragazzo tranquillissimo", "una persona normalissima", negando di avergli mai comprato scarpe Frau e sottolineando le pesanti conseguenze psicologiche della vicenda: insulti, lettere anonime, giornalisti che li inseguono e un’esistenza "peggio che ai domiciliari" da oltre un anno e mezzo. Anche il padre Giuseppe Sempio ha ribadito l’innocenza del figlio: "Non ha fatto questo omicidio. Quel giorno era con me".Intanto la difesa di Sempio depositerà presto sei consulenze tecniche (personologica, medico-legale, antropometrica e fonica sui soliloqui) per smontare l’impianto accusatorio.

"I manifesti su Meloni? Ironia", "Si torna al teatrino del fascismo": il botta e risposta Renzi-Sechi
4 ore fa | Sab 23 Mag 2026 03:51

di Matteo Renzi di Mario Sechi Caro Presidente Renzi, anche io seguo le sue iniziative con attenzione, «mi consenta» (le ricorda qualcuno?) di fare qualche breve considerazione sul governo, la sinistra e la questione del «fascismo degli antifascisti» che non le appartiene per cultura, formazione, intelligenza. Proprio per questa sua lontananza ideologica, mi ha sorpreso che lei abbia fatto della simbologia fascista il perno di una campagna che conferma il cuore del problema dell’opposizione. Lei aveva ragione ieri, quando mise in guardia i suoi compagni di viaggio sul rischio della demonizzazione di Meloni, ma proprio qui sta la contraddizione dell’oggi: l’uso della metafora fascio-ferroviaria è un sofisticato innesco che alla fine lascia il retrogusto del «solito teatrino» (sì, è sempre Lui) per disegnare la destra con i caratteri tipografici, la locomotiva, il linguaggio del Ventennio. Non sto mancando il punto dell’ironia, lo estendo nei suoi più profondi significati che lei ha abilmente utilizzato. Ridiamo, ma poi pensiamo. Geniale, ma perfido. I misfatti economici che lei cita per sostenere la tesi della «sfascista» Meloni hanno bisogno di una cornice, un contesto. Non siamo in tempo di pace, ma in una fase di guerra intensa. Meloni guida un esecutivo stabile in mezzo a una tempesta globale e questo, per chi cerca di fare un’onesta analisi politica, si è tradotto nell’inestimabile difesa del risparmio degli italiani (alla fine del 2024 le attività finanziarie delle famiglie italiane ammontavano a 6.030 miliardi di euro), nell’ottima performance dei titoli di Stato, nella gestione prudente del bilancio certificata da agenzie di rating, Fondo monetario internazionale e altre istituzioni indipendenti. Un Paese che in poco più di trent’anni ha attraversato tre big bang finanziari (1992, uscita della Lira dallo Sme e prelievo forzoso; 2008, crac dei mutui subprime; 2011, crisi del debito sovrano) bruciando una massa inimmaginabile di soldi dei contribuenti, ha trovato con il governo Meloni una credibilità sui mercati che le ricette pazze del Campo Largo non potranno mai assicurare. Su questo si voterà nel 2027. Condivido con lei la nostalgia per Silvio Berlusconi, fu il mio eccezionale editore al Giornale e a Panorama, sapeva scherzare su se stesso e amava ascoltare i giornalisti, soprattutto quando non erano d’accordo con lui. Un giorno mi disse: «Renzi sarebbe perfetto per guidare un giorno Forza Italia, non capisco come faccia a stare dall’altra parte». Cribbio, neanche io.

Garlasco, "frode e depistaggio": il gioco sporco denunciato dalla gemella K
5 ore fa | Sab 23 Mag 2026 02:45

Dov’era davvero Andrea Sempio la mattina del 13 agosto 2007? «Non a Vigevano, ma a Garlasco», a pochi passi dalla villetta di via Pascoli dove Chiara Poggi veniva massacrata. È la convinzione della Procura di Pavia che, nella nuova inchiesta sul delitto, ribalta uno dei punti fermi della difesa del 38enne a colpi di tabulati e ricostruzioni investigative. A partire dal dubbio sullo scontrino del parcheggio di piazza Sant’Ambrogio, a Vigevano, per anni considerato il suo alibi ma che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato costruito a tavolino per allontanarlo dalla scena del crimine. «Questa indagine è una vigliaccata», afferma ai microfoni del Tg1 il padre del 38enne, Giuseppe Sempio, a sua volta indagato dalla Procura di Brescia per corruzione in atti giudiziari insieme all’ex magistrato di Pavia Mario Venditti.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47823209]] «Siamo forti dell’innocenza di nostro figlio, è questo che ci sostiene. Andrea non ha ucciso Chiara» e «non c’è bisogno di guardarlo negli occhi: mio figlio quel giorno stava a casa sua con me. Poi ha fatto il tragitto a Vigevano e poi siamo tornati noi e abbiamo fatto questa strada qua, ci sono le foto e tutto il resto», spiega l’uomo. Il 38enne ha sempre raccontato di aver aspettato il rientro della madre per prendere l’auto e andare in libreria, ma secondo gli investigatori quel racconto sarebbe stato funzionale proprio a giustificare lo scontrino del parcheggio emesso alle 10.18 del 13 agosto 2007. A creare altra incertezza poi sarebbe stato lo stesso Giuseppe che, in alcuni appunti sequestrati, annotava invece che quella mattina «mio figlio era a piedi». Lo scontrino sarebbe stato conservato “gelosamente” e con una cura “irragionevole” per oltre un anno, fino a essere consegnato ai carabinieri nell’ottobre 2008, quando Sempio venne risentito come uno degli amici di Marco Poggi che frequentavano la villetta di via Pascoli. Ed è sempre il padre a far vacillare l’alibi del tagliando del parcheggio quando, intercettato il 22 ottobre 2025, parlando in auto con la moglie Daniela Ferrari, le dice: «Lo scontrino lo hai fatto tu!». Per i legali si sarebbe trattato soltanto di uno scambio di battute ironiche tra i coniugi. Intanto la difesa di Sempio si prepara a presentare una consulenza sugli audio ripuliti, compresi i due soliloqui del 38enne. I legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia si dicono pronti a ribaltare le accuse con una serie di relazioni tecniche e una memoria da depositare entro fine mese. E non è escluso che Sempio possa decidere di farsi interrogare dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47820135]] Ma l’inchiesta bis sul delitto di Garlasco continua a trascinare con sé anche una lunga coda di polemiche mediatiche. A considerarsi vittime di insinuazioni e ricostruzioni diffuse anche online sono state soprattutto Paola e Stefania Cappa, le cugine di Chiara Poggi mai indagate ma da sempre al centro dell’attenzione. Le due gemelle hanno infatti presentato una serie di esposti alla Procura di Milano contro giornalisti, blogger, youtuber e altri soggetti ritenuti responsabili di quella che definiscono una “martellante campagna denigratoria” nei loro confronti. A fare il punto è l’avvocato Antonio Marino, uno dei legali della famiglia Cappa, secondo cui l’obiettivo è «certificare o meno la violazione di doveri professionali e deontologici da parte di chi ha preso parte, a vario titolo» alla diffusione di sospetti ritenuti infondati.  Gli esposti depositati sarebbero circa un centinaio ma Stefania Cappa, in particolare, ha deciso di denunciare anche Antonio De Rensis che, con Giada Bocellari, difende Stasi -, Alessandro De Giuseppe, inviato de “Le Iene” e l’ex maresciallo dei carabinieri di Pavia Francesco Marchetto. Tra le ipotesi di reato indicate dai legali compare anche quella di «associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione e alla calunnia». Secondo i legali di Stefania Cappa emergerebbero inoltre possibili profili di «frode e depistaggio». «Il dato incredibile - sottolinea l’avvocato Marino - è che sia stato alimentato con sistematica ricorrenza un quadro di sospetto assolutamente infondato, addirittura in contrasto con le già raccolte evidenze documentali e dichiarative».

Sinner al Roland Garros: rumors, l'insidia più grande per il numero 1
7 ore fa | Sab 23 Mag 2026 01:15

«Il mio obiettivo è Parigi». Jannik Sinner lo ripete da mesi, con ostinazione, “volli sempre volli, fortissimamente... Parigi”. Dopo ogni vittoria, dopo ogni Masters 1000 conquistato, dopo ogni domanda sul numero uno o sui record. Parigi. Sempre Parigi al centro o come cartina di tornasole. Come se tutto il resto fosse stato soltanto preparazione, attesa. Poi c’è la finale persa lo scorso anno contro Carlos Alcaraz che continua a rimanere lì, sospesa tra i ricordi e il dolore. Tre match point mancati, il Philippe-Chatrier a un passo e la sensazione che il Roland Garros sia diventato un conto da chiudere. Stavolta, però, Alcaraz non ci sarà: lo spagnolo, ancora fermo per infortunio, rientrerà soltanto dopo Wimbledon. Si spera. Il punto, semmai, è che il primo avversario di Sinner resta Sinner stesso. Non Zverev, non Medvedev, non Djokovic che lo batté a Melbourne qualche mese fa, non il tabellone. Il vero rivale dell’altoatesino è la somma di tutto ciò che ha costruito negli ultimi undici mesi: vittorie, finali, record, sei Masters 1000 consecutivi e una sensazione di dominio che nel tennis moderno ha pochissimi paragoni. Tutto questo pesa. Nei muscoli, certo, ma soprattutto nella testa, dove la stanchezza si mescola alla pressione e dove anche le certezze possono navigare a vista.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47814078]]   ESALTAZIONE Perché il Roland Garros è l’esaltazione della fatica applicata al tennis. Terra rossa, tre set su cinque, scambi lunghi, partite che smettono di essere solo tecnica per diventare una prova di resistenza. Non esiste torneo più esigente fisicamente e Sinner questo lo sa bene. Il tabù delle tre ore e cinquanta minuti resta lì: Jannik non ha mai vinto una partita durata oltre quella soglia e in uno Slam che storicamente produce maratone soprattutto nelle fasi finali, non è un dettaglio. Sarebbe però ingeneroso ridurre tutto all’incognita della tenuta atletica. Sinner arriva a Parigi nel momento più alto della sua carriera. Ha vinto Roma cinquant’anni dopo Adriano Panatta, ha vinto Madrid e Monte Carlo, ha trasformato la stagione sulla terra in una lunga dimostrazione di forza. Oggi il suo tennis sembra stare su un piano diverso rispetto agli altri e la domanda da farsi non è se sia il più forte, quella è scontata. La domanda è quanta benzina sia rimasta nel serbatoio dopo mesi trascorsi a tirare la carretta dei successi.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47818887]]   AIUTO Il sorteggio in tal senso gli ha dato una mano: Sinner debutterà con una wild card, il francese Tabur, numero 165 del ranking. Un avvio morbido, con Moutet o Landaluce possibili avversari al terzo turno. Nei quarti il nome più pesante è Shelton, mentre in semifinale la strada potrebbe portare verso Auger-Aliassime o Medvedev. Zverev e Djokovic sono dall’altra parte e potrebbero incrociarlo soltanto in finale. Nello stesso lato di tabellone c’è anche Darderi, con un possibile derby azzurro agli ottavi, mentre Cobolli potrebbe trovare Medvedev lungo il suo percorso. Alla fine però, tutto inevitabilmente, torna sempre lì: a Sinner contro se stesso. I bookmaker lo considerano il grande favorito sia a Parigi che a Wimbledon, con quote bassisime per uno Slam, figurarsi per due. Parigi, però, non si vince nelle previsioni masi vince restando in piedi quando la terra comincia a chiedere il conto alle proprie energie psichiche e mentali. Sinner lo ha imparato sulla propria pelle lo scorso anno e da lì riparte per chiudere quel cerchio fermo a tre match point.

Luisella Costamagna, la figuraccia in diretta su Rete 4 sull'attentatore di Modena
7 ore fa | Sab 23 Mag 2026 01:00

«È stata disposta una perizia psichiatrica, l’esclusione del fatto che abbia commesso un atto per disturbi psichiatrici è per evitare che sia incapace di intendere e di volere, che è la strada seguita dai suoi legali, non c’è nessun segnale di radicalizzazione in quest’uomo che è un cittadino italiano, studiate la Costituzione, l’articolo 3 dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, e non ci può essere nessuna replica. Peraltro Salvini aveva parlato di permesso di soggiorno, ancora peggio». Luisella Costamagna, ospite di Bianca Berlinguer a È sempre CartaBianca su Rete 4, procede spedita nell’opera di minimizzazione della tragedia di Modena. L’attentatore, Salim El Koudri, è italiano di seconda generazione, figlio di genitori marocchini. Il centrodestra ha premuto sul tasto della mancata integrazione, ma per la sinistra il problema non si pone: il 31enne è semplicemente un matto, non un terrorista. Tesi suffragata dal Gip, che ha escluso la premeditazione.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47705678]] Tanti, politici e commentatori progressisti, fanno spallucce quando si ricordano le deliranti frasi di El Koudri contro i «cristiani bastardi» e i propositi di «bruciare Gesù». Addirittura, ricordano le sue mail di «scuse» come un atto meritorio. Tutto finito lì, dunque. Ospite della Berlinguer è però anche Rita Dalla Chiesa, deputata di Forza Italia, che con equilibrio e senza allarmismi fa notare un semplice dettaglio. «Non voglio pensare a un attentato terroristico anche perché è ingiusto far paura agli italiani in questo momento, già sono sotto pressione per tante cose - premette l’ex conduttrice di Forum -. Quindi parlare di attentato terroristico, fino a quando non vengono fuori le prove, io non me la sento di dirlo, però c’è una cosa che mi ha colpito. Il coltello, cioè è una cosa che non dimentico. Uno che esce di casa con il coltello e dice oggi muoio, perché tanto io oggi muoio, quel coltello perché ce l’aveva? Perché è sceso dalla macchina col coltello? Perché questo coltello l’ha dato contro a Signorelli che dice che lo stava colpendo al cuore fra l’altro?». Nulla da aggiungere. Epperò, El Koudri si è pure scusato...

Lega, lo schiaffo ai "traditori" andati con Vannacci: cosa sta succedendo
7 ore fa | Sab 23 Mag 2026 00:45

«Matteo, ci sono voci di parlamentari in fuga verso Vannacci, cosa facciamo?». La domanda è stata posta dai fedelissimi al leader della Lega, non ieri ma un paio di mesi fa, quando Futuro nazionale cominciava a crescere nei sondaggi e la maggioranza era “sottobotta” per via del risultato del referendum. Anche i vannacciani erano per il sì, sia chiaro, ma non essendo al governo hanno patito meno l’esito a favore delle toghe rosse. La Lega si era spesa, come Fratelli d’Italia e al pari degli alleati azzurri, tra l’altro Matteo Salvini per via delle sue decisioni da ministro dell’Interno è stato indagato, imputato e poi assolto, insomma è passato dalle forche caudine di certa magistratura, sperava nella vittoria del sì, invece è andata come è andata. Il Capitano sperava in un altro epilogo anche quando, a febbraio del 2025, il generale Roberto Vannacci che lui ha talmente voluto nel Carroccio da imporlo come vicesegretario nazionale ha preso la tessera della Lega. Ora che Vannacci ha salutato con la sua minitruppa di deputati iscritti al Misto (si è appena aggiunta Laura Ravetto in qualità di frontwoman), cosa intende fare Salvini? Ufficialmente nulla. Nessuna rincorsa nei confronti di chi se ne va, di chi ha «tradito» un partito fondato da Umberto Bossi, che ha una storia, una tradizione, un radicamento sul territorio del Nord, certo, ma non solo. E dire che Vannacci era stato portato sul palco del pratone di Pontida e presentato con tutti gli onori davanti al popolo della Lega.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47796254]] Tempo un anno ed era già fuori, lui e il suo “mondo all’incontrario”, le sue sparate acchiappaclick, la sua visione controversa su immigrazione, omosessuali, lotta al gender, donne. Da candidato in Ue il generale ha fatto bene alla Lega: record di preferenze alle elezioni del 2024, subito nominato vicepresidente del gruppo dei Patrioti, chi meglio dell’uomo che ha indossato la divisa e servito il Paese nelle missioni più delicate dall’Iraq all’Afghanistan? Poi però l’addio e adesso il fattore V incombe sul centrodestra in un momento nel quale si discute di legge elettorale in vista del 2027. Cosa farà Futuro nazionale? E cosa farà la Lega rispetto al partitino dei traditori guidato dal generale? L’altro giorno, una frase del leader del Carroccio, poi precisata, è sembrata aprire a elezioni anticipate (la Lega ingoierebbe lo Stabilicum che piace davvero solo alla Meloni). «Salvini vuole andare al voto prima perché ha paura di perdere consensi», ha subito commentato Renzi. In verità, il vicepremier aveva solo analizzato la situazione economica per niente buona, a causa dello scenario d’instabilità internazionale, aveva parlato del caro bollette, del caro energia e di tutti i rincari che rendono pesante la situazione anche dal punto di vista di Confindustria, non solo da quello del Carroccio.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47789003]] La legge elettorale, di sicuro, è un tema di cui i partiti discutono, ognuno con diverse sensibilità. Idem le alleanze. E se i sondaggi danno comunque in vantaggio la coalizione di centrodestra, c’è sempre una grande aspettativa da parte dei seguaci di Futuro nazionale, che danno numeri ogni giorno più alti e invece poi, magari alla fine, stando fuori dai blocchi rischiano di non andare da nessuna parte. Almeno, questa, è la convinzione dei parlamentari leghisti più esperti, quelli che negli anni hanno già visto passare vari «fenomeni», sia di destra che di sinistra: outsider o politici che hanno strappato con il loro partito, promettevano sfracelli da soli e poi invece alle urne si sono arenati. Sarà così anche per Futuro nazionale? Vannacci assicura di essere molto corteggiato, parla di «tsunami di iscritti», ampio consenso, grande successo. Ieri sera a Salsomaggiore perla presentazione ufficiale della new entry Ravetto era entusiasta. Dava i numeri dei deputati che intende cooptare, citava sondaggi tra il 5 e il 6 per cento e annunciava l’assemblea costitutiva del 13 e 14 giugno all’Auditorium della Conciliazione di Roma, quella del celebre “Che fai, mi cacci?” che Gianfranco Fini disse a Silvio Berlusconi. Insomma, Vannacci cavalca l’onda. Ma è un generale ancora senza truppe (i numeri alla Camera non ci sono) e finora raduna quegli estremisti di cui la Lega, in fondo, ha voluto liberarsi. Infatti i vari big del Carroccio, da Zaia a Fontana, uno come il generale non l’hanno mai digerito e a Matteo l’hanno pure detto. Certo, qualcuno ha cercato di trattenere la Ravetto, che non è una pericolosa estremista, ma Salvini ha deciso di andare avanti con quelli che davvero credono nella Lega e non tradiscono. E per il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, che prova comunque ad aprire ad alleanze con Fn, valgono i silenzi del capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, che ieri ha ringraziato Salvini e la Lega per l’importante traguardo del Terzo valico dei Giovi, ma ha sempre chiuso ad ogni ipotesi di accordo con Vannacci perché ha posizioni lontanissime dalla Lega. Tranchant anche il senatore Gian Marco Centinaio: «Vannacci fa il fenomeno, come prima di lui i Cinque Stelle. Non ha mai governato un Paese, neppure un Comune. Voglio vederlo con le mani nella marmellata, quando comincerà a capire che cosa significa governare».

Garlasco, De Rensis contro Stefania Cappa: "Chi non ha paura dei cognomi". Un'altra bomba
8 ore fa | Sab 23 Mag 2026 00:00

"Dopo la notizia della riapertura dell'indagine, questo nell'ultimo anno e mezzo è il giorno più bello per me. Un giorno molto bello in cui finalmente si potrà chiarire qualcosa, che poi ognuno interpreterà come vuole". Antonio De Rensis, uno dei legali di Alberto Stasi, intervenendo a Ore14 su Rai2 risponde così alla denuncia presentata ai suoi danni per istigazione a delinquere da Stefania Cappa, gemella di Paola e cugina di Chiara Poggi. Si tratta dell'ultimo fronte giudiziario di un caso, il delitto di Garlasco, che nonostante la condanna definitiva a 16 anni per omicidio fissata dalla Cassazione a carico di Stasi, fidanzato di Chiara, sembra ancora lontano dal chiudersi.  Nelle prossime settimane infatti la Procura di Pavia deciderà se rinviare a giudizio o meno Andrea Sempio, amico del fratello minore di Chiara, Marco Poggi, e oggi 38enne: contro di lui l'accusa di omicidio. Avrebbe ucciso lui Chiara, la mattina del 13 agosto del 2007. Un ribaltone clamoroso che potrebbe portare alla revisione del processo contro Stasi.    [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47687752]] Una delle due "Gemelle K" nelle scorse ore ha presentato la denuncia non solo nei confronti di De Rensis, ma anche dell'inviato del programma Le Iene, Alessandro De Giuseppe, autore di numerosi servizi televisivi sul delitto di Garlasco e dell'ex comandante della stazione dei carabinieri di Garlasco, l'ex maresciallo Francesco Marchetto.  La denuncia, anticipata da Il Giornale, è stata presentata attraverso uno dei legali di famiglia, l'avvocato Antonio Marino, e all'interno si contesta il reato di istigazione a delinquere finalizzato alla diffamazione e alla calunnia nei confronti della famiglia degli zii e delle due cugine gemelle della 26enne Chiara, più volte coinvolte da rumors mediatici nella nuova inchiesta della Procura di Pavia su Sempio, senza che nessun componente fosse mai stato iscritto sul registro degli indagati.    [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47690307]] Il fascicolo è stato assegnato al sostituto procuratore di Milano, Antonio Pansa, lo stesso pm che ha sul tavolo decine di esposti e segnalazioni sempre della famiglia Cappa e altre della famiglia Poggi, sporte attraverso gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, in cui le ipotesi di diffamazione aggravata e stalking sono contestate a haters sui social network, youtuber, giornalisti e blogger.  "Dimostrerò alla signora Stefania Cappa che in Italia ci sono molte persone che non hanno paura dei nomi e tanto meno dei cognomi. Io andrò fino in fondo, adesso è una questione tra me e lei, ovviamente con gli avvocati di mezzo, ma adesso non si fanno prigionieri", ha continuato De Rensis, ospite di Milo Infante.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47820135]] "La signora Stefania Cappa ha contattato un organo, tramite una persona singola, chiedendo che si mettesse un freno alla mia attività mediatica. Il riferimento è a una telefonata che avrebbe ricevuto in studio da Stefania Cappa il 13 luglio del 2022, lo stesso giorno in cui uscì dalla procura di Pavia con cd e audio relativi al processo su Garlasco. "In quel momento in Italia sapevano che ero l'avvocato di Stasi: Stasi, l'avvocato Bocellari, il mio studio, la procura di Pavia, con tutti coloro che vi gravitavano e Alessandro De Giuseppe. Questa persona che non ho mai sentito prima, non ho più sentito dopo, non ho più contattato dopo, non mi ha più mandato una mail per reiterare ciò che ha detto, dice all'avvocato Grandi che, siccome doveva organizzare dei prestigiosissimi convegni al Coni, voleva assolutamente che io presenziassi come relatore - sostiene De Rensis -. Io ovviamente non ho mai richiamato questa persona, ho avvertito l'avvocato Bocellari e la mattina dopo, per una questione di opportunità, ho avvertito il procuratore capo. Il resto lo dirò al magistrato, se mi chiamerà, perché dobbiamo vedere se verrò iscritto nel registro degli indagati".

Palermo Città della Legalità, Alaimo "Messaggi fantastici dai ragazzi"
10 ore fa | Ven 22 Mag 2026 22:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/Rvvq

Schifani "La mafia non è ancora sconfitta, non abbassiamo la guardia"
10 ore fa | Ven 22 Mag 2026 22:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/w6NR

Flotilla, Conte "Sanzioni a Israele? Ci svegliamo adesso?"
10 ore fa | Ven 22 Mag 2026 21:50

https://video.italpress.com/play/mp4/video/xW09

Puglia, Decaro "Nuovi Dg Sanità scelti per curricula e note commissione"
10 ore fa | Ven 22 Mag 2026 21:50

https://video.italpress.com/play/mp4/video/yW47

Palermo, Colosimo "Armi e intimidazioni preoccupano"
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 21:20

https://video.italpress.com/play/mp4/video/rWGE

Mondello, Colosimo "La Commissione Antimafia se ne continuerà a occupare"
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 21:20

https://video.italpress.com/play/mp4/video/qWE2

Palermo, Colosimo "Armi e intimidazioni preoccupano"
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 21:20

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11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 21:20

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Mondello, Colosimo "La Commissione Antimafia se ne continuerà a occupare"
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 21:20

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Conte "Dal Cdm solo decreti e decretini, in quattro anni zero riforme"
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 21:20

https://video.italpress.com/play/mp4/video/v6Mm

Lavoro, da FonARCom allarme su precarietà e nuovi impieghi
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 20:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/3mmM

A New York le strade diventano campi da calcio
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 20:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/5ooB

Fava "Il mondo del lavoro cambia, dall'Inps nuovo modello di welfare"
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 20:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/kWx5

Ddl "Liberi di scegliere", Varchi "La mafia non è più un destino ineluttabile"
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 20:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/nWAR

Ddl "Liberi di scegliere", Colosimo "Lo Stato darà tutele a minori e madri"
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 20:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/oWBj

"I bulli sono degli sfigati": parola di Elettra Lamborghini
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 20:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/4nn1

Lavoro, da FonARCom allarme su precarietà e nuovi impieghi
11 ore fa | Ven 22 Mag 2026 20:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/3mmM