In anteprima il video "Troppo Grande", il nuovo singolo di AvA
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A Palermo succede che c’è un sacco di lavoro ben pagato per guidare gli autobus, eppure c’è un numero anomalo di persone che marcano visita. Ora, non è il caso di fare di tutta l’erba un fascio, però è quantomeno curioso che su 200 autisti assunti dall’Amat negli ultimi tre anni, in 71 abbiano presentato un certificato medico per evitare di mettersi al volante. Di questi una quarantina sono “inidonei” temporanei, mentre una trentina sono definitivi. L’aggravante è che oltre la metà si è fatta assumere negli ultimi due anni e che circa un terzo degli “inidonei” ha meno di 50 anni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47683072]] «Ogni accertamento - ha aggiunto - dovrà svolgersi nel pieno rispetto dei diritti, della dignità e delle condizioni di salute dei lavoratori, evitando qualsiasi generalizzazione». In attesa di capire se e quanti sono i “furbetti” del certificato medico, l’Amat spera di tamponare l’emergenza con il concorso del 10 giugno, organizzato per individuare 50 nuovi autisti a tempo indeterminato. In 1170 hanno fatto domanda, dopo una prima selezione si arriverà a 300. Nella speranza che nessuno dei nuovi assunti si avvalga poi del certificato medico, perché Palermo e dintorni hanno assolutamente bisogno di un servizio pubblico che funzioni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48063159]]
Le critiche sono arrivate puntuali dopo l'inattesa uscita di scena di Jannik Sinner al Roland Garros. La rimonta subita da Juan Manuel Cerundolo, capace di ribaltare una partita che l'azzurro sembrava avere in mano dopo due set vinti e il 5-1 nel terzo, ha riaperto vecchie discussioni sulla tenuta fisica del numero uno del mondo nei match più lunghi e complicati. Tra chi ha preso le sue difese c'è però Venus Williams. L'ex campionessa americana, intervenuta durante la copertura del torneo su Tnt Sports, ha contestato una delle statistiche più citate nelle ore successive alla sconfitta: quella secondo cui Sinner non sarebbe mai riuscito a vincere una partita durata oltre le tre ore e cinquanta minuti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48036966]] Per Venus, si tratta di un dato che rischia di essere utilizzato fuori contesto: "Uno dei grandi temi di questo torneo è stata la sofferenza di Sinner, che fosse dovuta a ciò che è accaduto in campo, al caldo, ai crampi o a qualsiasi altro fattore — le parole della statunitense —. Quindi, c’è chi ha detto che Sinner non ha mai vinto una partita durata più di 3 ore e 50 minuti. E allora?". E ancora: "Le condizioni in cui i giocatori si trovano a competere nel tennis sono incredibili — ha aggiunto —. Forse non ha mai vinto una partita oltre le 3 ore e 50 minuti. E allora? Ha fatto tutto il resto. A mio avviso, è più una coincidenza che una vera statistica significativa". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48073116]] Un ragionamento che arriva mentre continuano le analisi sul malore accusato da Sinner durante il match con Cerundolo. Nonostante la sconfitta e le condizioni estreme, Jannik "ha affrontato tutto a testa alta. Non si è mai arreso. Non ha mai lasciato il campo. Non ha mai pensato di ritirarsi, nemmeno nelle circostanze peggiori". Per l'ex numero uno del mondo, insomma, la sconfitta di Parigi non cambia il giudizio su Sinner: "Anzi, non solo sa gestire bene la vittoria, ma ha gestito anche la sconfitta con tanta dignità e sangue freddo", ha concluso. Insomma, Venus è dalla parte dell’altoatesino.
Dopo aver raggiunto la soglia dei 94mila iscritti e aver incassato 300mila euro in meno di 4 mesi, Futuro Nazionale, il partito del generale Roberto Vannacci, cerca di mettere ordine al suo interno. Di qui la decisione di riunire il partito all’auditorium della Conciliazione, a Roma, il prossimo fine settimana per l’assemblea costituente di Fn. Ed è proprio in quell'occasione che Vannacci potrebbe annunciare nuovi arrivi dal Senato, confermando così le voci delle ultime ore. Il secondo step, come spiega La Stampa, prevede invece la nomina dei commissari regionali in grado di gestire il movimento a livello locale. Dalla sua formazione fino ad oggi, il partito ha visto l'ingresso soprattutto di terze file della politica locale, di professionisti estranei alla politica, di ex militari e di piccoli imprenditori. Ad avvicinarsi a Futuro Nazionale anche forze dell’ordine e militari in pensione. Senza dimenticare i piccoli partiti di destra, più o meno radicale, che sembrano essere sempre più attratti da questa forza politica. Ne è un esempio il movimento “Indipendenza” dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48074766]] Futuro Nazionale, in ogni caso, sembra raccogliere consensi sia al Nord che al Sud: se in quest'ultimo caso c’è fermento spontaneo; a Roma e al Settentrione invece si gettano le basi necessarie a tenere insieme politica e imprese. E infatti è proprio da lì che arrivano i finanziamenti più ingenti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48061371]]
Non solo Pina Picierno: un altro addio potrebbe presto scuotere il Partito democratico di Elly Schlein. Un certo malumore sarebbe diffuso soprattutto tra i moderati del campo largo. Non sarebbe perfettamente allineato alle recenti politiche della sinistra l’europarlamentare Giorgio Gori, ex sindaco di Bergamo. Per questo non è escluso che prossimamente possa prendere la stessa decisione della vicepresidente del Parlamento Ue, cioè lasciare il Nazareno. Lo riporta il Tempo. Pur non essendoci ancora una data ufficiale, pare che l’annuncio arriverà a breve. Gori, tra l'altro, era stato uno dei pochi a esprimere pubblicamente solidarietà alla collega Picierno, condannando chi invece l'aveva definita "traditrice". "Ho condiviso con lei molte battaglie e continuerò a farlo", aveva scritto l'ex sindaco sui social, chiedendo al Pd di "essere consapevole del problema". E proprio la mancanza di reazione al suo appello lo avrebbe spinto a considerare sempre di più l'idea di lasciare i dem. Di recente, inoltre, Gori avrebbe avuto diversi confronti con Renew. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47963651]] A esprimere entusiasmo per la notizia dell'addio di Picierno al Pd era stato anche il segretario generale del Pde, Sandro Gozi, che aveva commentato: "Una scelta coerente e importante che rafforza il nostro progetto. Anche in Italia occorre lavorare per promuovere una forza federalista europea, riformatrice e di governo, capace di coniugare libertà e innovazione, sicurezza e diritti, potenza e democrazia transnazionale". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47954547]]
«Siamo qui perché abbiamo bisogno di fare un appello importante». Ennio Centrone e Dorina Ruggieri sono i genitori di Domenico, il 33enne originario di Molfetta, in Puglia, detenuto a Bengasi, in Libia, dal 24 maggio dopo essere stato fermato - insieme agli altri 10 attivisti della cosiddetta “Flotilla terrestre” - nella zona est del Paese, controllata dalle milizie del generale Khalifa Haftar. Flotilla “terrestre” nel senso che la delegazione, alla testa di una carovana di circa 200 persone, puntava a raggiungere Gaza via Libia ed Egitto. Le mobilitazioni Pro-Pal di quando di mezzo c’è Israele per inciso: lo Stato ebraico ha espulso tutti i militanti in azione via mare in poco più di 24 ore - sono un ricordo. Così i genitori di Centrone hanno affidato ai social un video di poco più di un minuto e mezzo per provare a smuovere le acque: «Siamo sconvolti dal fatto che nostro figlio sia partito per compiere una semplice missione umanitaria e oggi si trovi incarcerato». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47999161]] NUOVA UDIENZA Ieri pomeriggio la Global Sumud Flotilla Italia ha convocato un presidio davanti all’ambasciata libica a Roma, in via Nomentana, «per richiedere l’immediata liberazione delle compagne e dei compagni del convoglio di terra». Il minimo sindacale. Poca roba rispetto al baccano mediatico messo in piedi il 20 maggio per i loro colleghi impegnati a forzare il blocco navale israeliano via mare. Per dire: ieri dal “campo largo” si è levata solo la voce del senatore penstastellato Marco Croatti, che nel 2025 aveva partecipato a una delle missioni della Flotilla. «Il governo italiano si attivi per ottenere l’immediato rilascio dei due attivisti italiani», ha detto Croatti. Il governo italiano si è attivato eccome: il console generale a Bengasi, Filippo Colombo, ha chiesto una nuova visita ai detenuti. Dopo che in virtù della prima era riuscito a ottenere un miglioramento delle condizioni di detenzione. Il gruppo dei “flotillanti” in carcere- l’accusa è di ingresso clandestino in Libia, ma gli organizzatori assicurano che tutti i componenti della missione fossero in possesso di visti validi - non sa più come risvegliare l’attenzione sul loro caso. Cinque giorni fai ristretti sono entrati in sciopero della fame e della sete. L’accusa, al regime di Haftar, è di essere responsabile di una «detenzione arbitraria». In una nota, la Gsf ha denunciato pressioni psicologiche e il mancato accesso in carcere di personale sanitario indipendente. Anche il calendario delle udienze è finito nel mirino. Ai detenuti è stato assicurato che domani compariranno davanti al tribunale. Ma questo farebbe parte, secondo la Flotilla, della tattica dilatoria per fiaccare la resistenza dei volontari Pro-Pal, visto che un’udienza si era tenuta già il 2 giugno, all’esito della quale le autorità giudiziarie libiche aveva deciso di trattenere in prigione il gruppo. Il rischio, nonostante le pressioni diplomatiche italiane, è che in ballo non ci sia una semplice espulsione amministrativa, che come dimostra il caso israeliano avrebbe dovuto portare a una soluzione della vertenza in poche ore, ma che il regime libico sia pronto a contestare altro agli attivisti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47990302]] A SENSO UNICO [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47978485]]
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Un clamoroso addio alla Rai: Milo Infante lascia Viale Mazzini, destinazione Mediaset. Questo è quanto rivela il sito di Davide Maggio, circostanza confermata, in buona sostanza, anche dalla chiusura tagliente di Infante nell'ultima puntata stagionale di Ore 14. Secondo quanto riportato, il giornalista e conduttore avrebbe già formalizzato le proprie dimissioni all'amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, aprendo così la strada a un imminente approdo a Cologno Monzese. Per Infante si profilerebbe un incarico di primo piano all'interno dell'universo Mediaset. Le ipotesi circolate nelle ultime ore parlano di responsabilità che andrebbero ben oltre la semplice conduzione di un programma televisivo. Sul tavolo ci sarebbe infatti anche un ruolo di coordinamento editoriale all'interno di una redazione, segnale della fiducia che il gruppo riporrebbe nella sua esperienza professionale. Tra le voci emerse, viene esclusa la guida di "Dentro la Notizia", nonostante il format sembri particolarmente adatto alle sue caratteristiche giornalistiche. A rendere ancora più insistenti le speculazioni sono state le parole pronunciate dallo stesso Infante al termine dell'ultima puntata di Ore 14, trasmissione che ha chiuso una stagione positiva anche sul fronte degli ascolti. Nel saluto finale, il conduttore è apparso emozionato e, soprattutto, poco incline a dare per scontato un ritorno in video dopo l'estate. "Dobbiamo chiudere veramente, siamo arrivati alla fine della stagione di Ore 14", ha detto in diretta. Poi il passaggio che molti hanno interpretato come un indizio sul suo futuro: "Quando finisce un viaggio e non sai questo viaggio come, dove e quando riprenderà, anche se la speranza è di tornare a metà settembre col nostro appuntamento quotidiano". Parole che, alla luce delle indiscrezioni, assumono oggi un significato del tutto particolare.
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