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"Lì c’era il sangue quando me ne sono andato". Dalle carte della Procura di Pavia che indaga sul delitto di Garlasco emerge una nuova, sconvolgente intercettazione a carico di Andrea Sempio: il 38enne accusato di aver ucciso da solo, "con odio e crudeltà", Chiara Poggi la mattina del 13 agosto del 2007 nella villetta di via Pascoli in auto, in un altro soliloquio captato dalle cimici, avrebbe commentato con parole spiazzanti le dichiarazioni sul luogo del delitto rilasciate da Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara unico condannato per l'omicidio. "Sempio - scrive Rita Cavallaro sul Giornale - commenta la versione sempre sostenuta dalla difesa di Stasi sulla circostanza che quando il fidanzato scopritore arriva nella villetta di via Pascoli il sangue è secco e che avrebbe camminato sulla destra perché c’era il sangue sulla sinistra. È in quel momento che Sempio avrebbe esclamato: «Lì c’era il sangue quando me ne sono andato»". Non è ovviamente chiaro il riferimento: Sempio ammette di essere stato sulla scena del crimine quella mattina? Oppure rivela di essere sì stato nella villetta di via Pascoli, ma il pomeriggio, a omicidio già compiuto? Evenienza, questa, grave perché testimonierebbe le mancanze della prima inchiesta. Ma ovviamente la prima ipotesi sarebbe tellurica. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47619136]] Nelle carte dei pm sono in ogni caso elencate più di un centinaio di intercettazioni raccolte dagli inquirenti, inerenti anche il procedimento di Brescia sulla corruzione in atti giudiziari a carico dell'allora procuratore Venditti in relazione all’archiviazione di Sempio avvenuta nel 2017. "Sono agli atti conversazioni tra la famiglia dell’indagato -scrive ancora Rita Cavallaro sul Giornale -, ma anche dialoghi significativi captati tra le mura di casa Poggi, che riguardano Giuseppe e Rita con Marco sulla frequentazione con Sempio, nonché la strategia per osteggiare l’inchiesta di Pavia. E ancora rapporti dei giornalisti che dall’inizio di questa indagine si sono mostrati molto vicini all’indagato. Infine false accuse contro gli inquirenti e la difesa di Stasi". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47612588]] E c'è anche un altro nome che torna: quello di Michele Bertani, l'amico di Sempio suicida nel 2017. Di lui Andrea diceva. "Da 0 a 18 anni tutte le cose le abbiamo fatte insieme". Parole commosse, certo, da inserire forse in un quadro più ampio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47628015]]
Gruppo Collextion, operatore specializzato nella gestione e valorizzazione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione e le grandi stazioni appaltanti, ed Expleo S.p.A., player globale nell’ingegneria informatica e nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale in Italia, annunciano l’avvio di una partnership strategica finalizzata alla realizzazione di una piattaforma digitale integrata destinata a ridefinire i criteri di misurazione e gestione del rischio nel credito pubblico. L’iniziativa nasce dalla constatazione che il credito verso la Pubblica Amministrazione viene oggi trattato in modo uniforme, senza una reale distinzione tra debitori virtuosi e debitori critici, generando distorsioni nel pricing, nell’allocazione del capitale e nell’accesso alla liquidità per i fornitori. La piattaforma sviluppata congiuntamente, basata su un motore proprietario di intelligenza artificiale, è progettata per colmare questo divario offrendo uno strumento oggettivo di valutazione del rischio debitore pubblico. Un sistema di scoring dinamico e standardizzato Elemento centrale della soluzione è il modulo di scoring dinamico, costruito a partire dall’esperienza del Gruppo Collextion nella valutazione e nello smobilizzo dei crediti verso la P.A. e ingegnerizzato secondo metodologie di valutazione finanziaria coerenti con quelle adottate dalle principali agenzie di rating internazionali. Il sistema consente di misurare il rischio di ciascun ente pubblico e delle grandi stazioni appaltanti attraverso parametri quantitativi e qualitativi, calcolare in modo continuo e comparabile i tempi medi di pagamento, attribuire uno score aggiornato dinamicamente e coerente con standard internazionali, definire un pricing del credito allineato al rischio effettivo e monitorare nel tempo l’evoluzione dei debitori, individuando tempestivamente segnali di deterioramento o miglioramento. Dashboard integrata e analisi predittiva dei flussi Attraverso una dashboard unica e integrata, la piattaforma permette di monitorare i flussi finanziari lungo l’intero ciclo passivo della Pubblica Amministrazione con piena trasparenza e tracciabilità, esercitare un controllo dinamico sull’andamento dei singoli enti grazie a sistemi di alert automatici, ottimizzare la gestione operativa sincronizzando le attività dei fornitori con i processi amministrativi e anticipare eventuali criticità mediante strumenti di analisi predittiva basati su dati storici e correnti. Un ecosistema per fornitori e operatori finanziari I fornitori beneficeranno di una semplificazione nella gestione dei rapporti commerciali e finanziari, con accesso più rapido e a condizioni più efficienti agli strumenti di smobilizzo del credito. Gli operatori finanziari, tra cui banche, SGR, veicoli di cartolarizzazione e fondi di private debt, avranno a disposizione un’infrastruttura informativa in grado di consentire per la prima volta una valutazione e un pricing del credito verso la P.A. basati su criteri oggettivi e comparabili. "Questa partnership rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di evoluzione del mercato del credito verso la Pubblica Amministrazione. Per troppo tempo abbiamo assistito a una valutazione indistinta del rischio, che ha penalizzato sia i fornitori più virtuosi sia gli operatori finanziari. Con questa piattaforma vogliamo introdurre un criterio oggettivo, trasparente e dinamico, capace di riflettere il reale profilo di rischio dei debitori pubblici e di abilitare un pricing del credito finalmente coerente. L’integrazione tra il nostro know-how verticale e le competenze tecnologiche di Expleo S.p.A. ci consente di porre le basi per un nuovo standard di mercato, migliorando l’accesso alla liquidità, l’efficienza operativa e la qualità complessiva del sistema", ha dichiarato l’Avv. Antonio Borraccino, Fondatore del Gruppo Collextion. “Il sistema si basa sui Portali della Trasparenza della Pubblica Amministrazione e integra tutte le ulteriori informazioni formali e pubbliche disponibili online. La piattaforma consentirà di favorire la crescita e il miglioramento delle Pubbliche Amministrazioni, attraverso il confronto tra enti omogenei e l’analisi delle rispettive performance, supportando così l’individuazione di aree di sviluppo e ottimizzazione” afferma il CEO di Expleo Italia, Livio Mariotti.
"Basito" per le intercettazioni di Andrea Sempio, che in auto parla da solo ammettendo di aver visto il video intimo di Chiara Poggi e di aver telefonato alla ragazza chiedendole di vederla. Alberto Stasi, secondo le indiscrezioni raccolte dal Corriere della Sera, ha vissuto con sconcerto le notizie provenienti dalla Procura di Pavia e dalla seconda inchiesta per l'omicidio di Garlasco, che vede Sempio indagato per l'omicidio di Chiara e che potrebbe portare alla revisione del processo del fidanzato della vittima condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Una svolta che sarebbe clamorosa e che ridarebbe un nuovo orizzonte a Stasi: non tanto per l'entità della pena da scontare (al netto degli sconti, finirebbe il 22 ottobre 2028, quindi sarebbe relativamente vicina) quanto per la riabilitazione totale della sua figura. L'ex studente della Bocconi, che si è sempre professato innocente e che era stato assolto in primo grado e in Appello, prima del ribaltone, ha saputo degli sviluppi attraverso un sms della sua legale Giada Bocellari. "Le lacrime, una rapida cena a casa di un amico e il rientro nella sua cella del carcere di Bollate", così secondo il Corsera avrebbe "festeggiato" la notizia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47614451]] Stasi, raggiunto poi telefonicamente dal suo avvocato, viene descritto come "commosso e allibito, e con la voglia di capire di più". Giovedì mattina, davanti ai giornali, ha poi realizzato pienamente quello che sta emergendo. Quindi si è visto in Brera, a Milano, con la Bocellari. "Un pranzo di aggiornamento, per capire cosa succederà adesso". Ai suoi difensori Stasi avrebbe ribadito "di non avere la più vaga idea che qualcuno potesse aver avuto accesso a quei video e che Chiara non gli aveva mai neanche lontanamente fatto intendere che potesse essere accaduto". Alberto "non usava quel pc e non sapeva, all'epoca, neppure dove conservasse i loro filmini privati". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47612588]] Fino al 5 agosto del 2007, 8 giorni prima dell'omicidio, il fidanzato di Chiara "non era mai rimasto solo" nella villetta di via Pascoli perché "c'erano sempre i genitori e quando si vedevano era spesso a casa sua, specie quando i suoi andavano al mare nella seconda casa di Spotorno". Ora Bocellari e Antonio De Rensis, l'altro avvocato di Stasi, stanno valutando la possibile richiesta di una sospensione della pena: "Alberto ha una speranza sempre più crescente, ma ha anche comunque un equilibro che lo fa rimanere con i piedi per terra - sottolinea De Rensis a Ignoto X, su La7 -, consapevole della sua situazione attuale di detenuto, e altrettanto consapevole che questa è un'indagine seria". L'intercettazione di Sempio? "Quando l'ho letta sono sobbalzata perché punta su un paio di passaggi che sono fondamentali", le parole della Bocellari.
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Tornano venti di guerra nello Stretto di Hormuz. L'esercito statunitense ha dichiarato di aver preso di mira installazioni militari iraniane in risposta a un attacco condotto contro tre proprie navi durante l'attraversamento verso il Golfo. La reazione, definita di natura difensiva, è scattata mentre i cacciatorpediniere lanciamissili della Marina statunitense erano in transito nella giornata del 7 maggio. Di seguito le principali notizie della giornata. Trump: "Tre cacciatorpediniere Usa passare sotto il fuoco iraniano" - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato su Truth Social che tre cacciatorpediniere statunitensi "sono appena transitati, con grande successo, fuori dallo Stretto di Hormuz, sotto il fuoco", sostenendo che "non sono stati arrecati danni" alle navi Usa mentre "gravi danni" sarebbero stati inflitti alle forze iraniane. Secondo Trump, gli "aggressori iraniani" sarebbero stati "completamente distrutti insieme a numerose piccole imbarcazioni", aggiungendo che i missili lanciati contro i cacciatorpediniere "venivano facilmente abbattuti" e che i droni iraniani "furono inceneriti mentre erano in aria". Nel messaggio, il presidente statunitense ha definito l'Iran "non un paese normale", ma guidato da "pazzi", sostenendo che Teheran userebbe un'arma nucleare "senza dubbio" se ne avesse la possibilità. "Non avranno mai questa opportunità", ha scritto Trump, minacciando che gli Stati Uniti "li metteranno fuori gioco molto più duramente, e molto più violentemente, in futuro" se l'Iran "non farà firmare il loro accordo, VELOCE!". Trump ha inoltre dichiarato che i tre cacciatorpediniere Usa "si uniranno al nostro blocco navale, che è veramente un 'muro d'acciaio'". "Attacchi all'Iran? Solo un colpetto" - Gli attacchi all'Iran sono stati "un colpetto" e "il cessate il fuoco resta in vigore". Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con Abc News dopo quanto avvenuto nelle scorse ore. L'esercito Usa ha riferito di avere intercettato attacchi iraniani contro 3 navi della sua Marina mentre transitavano nello Stretto di Hormuz e di avere in risposta "colpito strutture militari iraniane responsabili di attacchi contro le forze statunitensi". Lo scambio di colpi evidenzia la fragilità del cessate il fuoco in corso. "Il no saudita ha fatto saltare il piano di Project Freedom" - Secondo quanto riporta La Repubblica, la decisione di Mohammed bin Salman di negare agli aerei Usa il decollo dalla base militare Prince Sultan nei pressi di Riad e l'utilizzo dello spazio aereo del suo Paese – fatta trapelare da fonti saudite all'emittente Nbc – sarebbe la presa di posizione che ha portato all'interruzione a 36 ore dal lancio di Project freedom, il piano di scorta delle navi attraverso lo stretto di Hormuz annunciato da Donald Trump lunedì. Neanche una conversazione diretta con il presidente Usa avrebbe convinto l'erede al trono saudita a cambiare idea. Come riporta ancora il quotidiano, se la guerra ha lasciato i sauditi più scoperti di quanto temessero, un accordo in questa fase non farebbe che complicare la situazione. L'Iran – è il punto di vista di Riad – uscirebbe rafforzato dal solo fatto di aver resistito. Il suo arsenale militare, salvo sorprese, non verrebbe toccato. E l'Arabia Saudita si troverebbe a fare i conti con un vicino ancora più complicato da gestire di quanto non fosse qualche mese fa. "Questo nuovo episodio di guerra non ha fatto altro che acuire la frustrazione degli Stati del Golfo nei confronti dell'alleato americano che li ha trascinati in un'escalation senza controllo e ora è pronto ad abbandonarli di fronte a un Iran radicalizzato", è il commento di Camille Lons dello European council on Foreign relations. Ue-Usa: von der Leyen, "ottima chiamata con Trump" - La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno avuto una conversazione telefonica, durante la quale hanno discusso il Medio oriente e l'accordo commerciale Ue-Usa. Lo ha riferito la Commissione europea, secondo cui Von der Leyen ha parlato di "un'ottima conversazione telefonica". Bruxelles e Washington sono "uniti nel ritenere che l'Iran non non debba mai possedere un'arma nucleare". La presidente ha aggiunto che "i recenti eventi hanno chiaramente dimostrato che i rischi per la stabilita' regionale e la sicurezza globale sono troppo elevati". I leader hanno anche discusso lo "stretto coordinamento con i partner regionali". (Beb) NNNN "Idf uccide soccorritore Protezione civile libanese" - Un soccorritore della Protezione civile libanese è stato ucciso da un attacco aereo israeliano nel sud del Paese. La notizia, comunicata dalla Protezione Civile libanese, è stata ripresa dai media internazionali, tra cui Al-Jazeera e Iran International, su X. L'attacco, secondo quanto riportato, è avvenuto con un drone contro un camion lungo una strada a Kfarchouba. "Attacchi Usa in collaborazione con alcuni paesi del Golfo" - L'Iran sostiene che gli Stati Uniti nei nuovi attacchi condotti contro due navi e citta costiere nello stretto di Hormuz abbiano agito "in collaborazione con alcuni Paesi della regione". Il comando militare iraniano, in un comunicato riportato da Le Monde, afferma di aver subito attacchi anche "sulle coste di Bandar Khamir, Sirik e dell'isola di Qeshm". Teheran, che accusa l'esercito statunitense di aver violato il cessate il fuoco in vigore attaccando navi vicino allo Stretto di Hormuz, afferma inoltre che gli Stati Uniti hanno agito "in collaborazione con alcuni paesi della regione".
"Sei la relazione più lunga che ho avuto". La battuta di Stefano De Martino a Sara, concorrente e pacchista di lungo corso di Affari tuoi, getta un certo scompiglio nello studio del quiz show dell'access prime time di Rai 1. Sar, insegnante di una scuola materna di Avellino, sorride un po' imbarazzata. Accanto a lei, sposata con Angelo e mamma di una bimba di un anno, c'è la sorella gemella Martina. Due ragazze unite anche dalla fede incrollabile nell'Avellino, di cui sono tifosissime e che in qualche modo guida nelle scelte dei pacchi anche la loro partita, non senza un certo stupore generale. Già dai vestiti scelti, bianco e verde come i colori sociali del club irpino, Sara e Martina dimostrano di avere le idee chiare, non solo quelle calcistiche. "Sai perché sono vestite di bianco e di verde?", chiede De Martino al disturbatore Herbert Ballerina. "Perché Avellino è la città dei lupi". A un certo punto della serata, Sara sceglie di aprire il pacco numero 5 come il 2005, anno in cui l'Avellino ha vinto un indimenticabile derby contro il Napoli. "Io avevo sei anni", spiega la concorrente in gioco da ben 36 puntate. A casa, immaginiamo, i tifosi biancoverdi saranno impazziti. Quando il gioco si fa duro, Sara si mostra sicura e fiera delle sue origini: "I lupi combattono, non si arrendono mai". E così è, perché le gemelle arrivano alla fine lottando, con tre cambi di pacco, e in ballo ancora 15mila e 30mila euro. "Già è una vittoria stare qui, sinceramente", spiega Martina motivando la sua determinazione ad andare avanti, senza accettare le offerte del Dottore. E alla fine possono tornare a casa con 30mila euro più il jackpot.
A distanza di quasi una settimana a sinistra tiene ancora banco il "caso-Delia", con la giovane cantante uscita da X Factor "colpevole" di aver dissacrato Bella ciao sul sacro palco del Concertone del Primo maggio. L'orrore? Aver scambiato "partigiano" con "essere umano", per dare, ha spiegato l'interprete, un significato ancora più inclusivo e moderno al brano simbolo della lotta contro il fascismo. Apriti cielo, tonnellate di critiche e insulti a cui si unisce, con un pizzico di sorpresa, pure Paolo Crepet. Intervistato da MowMag, il celebre psichiatra non va per il sottile con la povera Delia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47538390]] "Come si è permessa? Questa non è una cover. Questa è una canzone che in quel contesto lì, a maggior ragione, non andava toccata. È come cantare Nessun dorma e intonare 'All'alba perderemo'. Ma che si vergogni. Mi chiedo: ma chi fa la scaletta, non lo sapeva? Il problema è che tutti quelli davanti non sanno niente, gli va bene, non gliene frega niente. Perché poi ovviamente tutto è dato in pasto a chi se ne frega di Bella ciao". Lapidario su Delia, e pure sulla sua generazione: "Tu pensi di diventare una grande artista perché hai fatto questa furbata? Questo è un popolo di ignoranti spaventosi, un popolo abituato a nutrirsi di banalità - sentnzia Crepet -. Quindi gli dai la banalità e gli va bene. Ma quando la polemica finisce, poi che succede? Tutti vogliono la mediocrità, anche le case discografiche. Un tempo c'erano i talent scout, ora si parla di mediocrity scout. Come si fa a chiamare talent una cosa che non è talento? Il talento è coraggio, provocazione, Paganini, Bob Dylan. Se devo ritenere un talento chi sostituisce 'essere umano' con 'partigiano' vuol dire che non ho capito niente di talenti".
Il caso Minetti è sempre più interessante: partito a razzo come uno scandalo che puntava a screditare Palazzo Chigi e il Quirinale, ora striscia nel sottobosco dei media, in attesa di essere sepolto. Le smentite si accumulano, le prove di quanto scritto dal Fatto Quotidiano e da altri non ci sono, chi ha fatto da megafono ora schiva l’argomento e passa ad altro, intrepidi reporter (Sigfrido Ranucci) si sono dovuti «cospargere il capo di cenere» (ma senza farsi lo shampoo) dopo aver dato notizie non verificate, dunque non -notizie che non dovevano essere divulgate, addirittura false, come nel caso di un incontro in Uruguay tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il marito della Minetti, Giuseppe Cipriani. Per ora, ha precisato ieri la Procura generale di Milano, dalle indagini dell’Interpol non sono emersi ostacoli alla concessione della grazia. Attendiamo sulla riva del fiume il completamento delle indagini, aperti come sempre al dubbio e soprattutto alla prova dei fatti, ma se tutto è falso, sul tavolo restano almeno due punti da chiarire: 1. Chi ha fornito le informazioni per costruire un racconto che non sta in piedi alla prima verifica dei documenti, dei fatti, delle testimonianze? Qual era lo scopo di questa operazione? 2. Perché nel sistema dei media italiani, tranne qualche eccezione, è prevalso il colpevolismo e ora, nell’imbarazzo, i predicatori del giornalismo con la «schiena dritta» fanno finta di niente? «Todos caballeros» e finisce qui? I bersagli sono noti: Sergio Mattarella, Giorgia Meloni, Carlo Nordio. Centrare con un solo colpo il Quirinale, Palazzo Chigi e il Guardasigilli è un’operazione che richiede alta precisione, elemento che qui finora è mancato completamente. In questo mestiere, tutti siamo esposti ogni giorno al potenziale errore, ma il caso Minetti dà l’idea che ci sia qualcosa e qualcuno che sta all’esterno del territorio dei giornali e lavora per destabilizzare le istituzioni.Siamo entrati in un anno elettorale, mi aspetto altri «boatos».
Il record assoluto di longevità per un governo, quello di Silvio Berlusconi, è un risultato alla portata per Giorgia Meloni. Ma come sottolinea un retroscena del Foglio, la premier ha tutta l'intenzione di raggiungerlo dando segnali forti in grado di non pregiudicare il vero obiettivo del centrodestra: rivincere le elezioni politiche. Meloni, si legge, "in queste settimane avrebbe accarezzato l’idea di sostituire altri ministri, dopo aver messo alla porta Daniela Santanchè (ma anche il sottosegretario Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi). Magari non subito, aspettando la fine dell’estate". Prima, scrive il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, c'è da affrontare temi cruciali per lanciare la volata-2027: l'economia, innanzitutto. E poi la nuova legge elettorale ancora in cantiere. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47585018]] A confermare questo tam tam è Alessandro Campi, politologo che conosce benissimo le dinamiche all'interno del centrodestra: "Più che il raggiungimento del record, che è una ragione effimera, credo sia importante come presentarsi agli italiani. Credo sia stata una scelta intelligente da parte della premier Meloni quella di insistere, in questa fase, sui temi socio-economici". Secondo Campi, docente di Scienza politica all’Università di Perugia, "è vero che la coperta è corta. Ma è molto più utile secondo me presentarsi agli italiani dando l’idea di aver elaborato delle proposte concrete in campo economico, invece di arroccarsi su misure identitarie come quelle su sicurezza e immigrazione. E con una stabilità che è il vero asset di questo governo in Europa". Secondo Nicola Porro, conduttore di Quarta Repubblica su Rete 4, sarebbe sensato "usare i mesi che mancano alla scadenza della legislatura per valutare il lavoro dei singoli ministri. Qualora il centrodestra riuscisse a rivincere le elezioni non avrà più quelle wild card che gli sono state concesse la scorsa volta. In sostanza, non potrà più sbagliare quei 3-4 ministri che ha sbagliato". Ad alcuni suoi ministri, conclude il Foglio, "Meloni vuole che arrivi il messaggio: nel momento giusto sarò disposta a dare un segnale. Anche forte". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47590301]] Il governo Berlusconi II è arrivato a 1.412 giorni in carica. Quello Meloni è attualmente a 1.293. Vuol dire che mancano 120 giorni esatti, circa 4 mesi, per entrare nella storia della Repubblica. Sì, a settembre ci saranno davvero dei giorni da segnare con il cerchietto rosso sul calendario.
Nella galassia del centro che guarda a sinistra, qualcosa torna a muoversi. La data cerchiata in rosso è il 16 maggio all’Auditorium Antonianum di Roma, quando, nella sala a due passi da San Giovanni Laterano, si ritroverà gran parte del mondo ex popolare, cattolico democratico. Lontani dalla destra, ma scomodi anche dentro il Pd. Sono quelli che, una volta, erano nella Margherita, molti nell’Ulivo, alcuni nel Pd, tanti, poi, persi per strada. Il titolo dell’iniziativa è “Costruire Comunità” (sottotitolo: «Visioni condivise e pratiche territoriali per il futuro della democrazia») ed è un seguito ideale dell’appuntamento di un anno fa a Milano, a cui poi sono seguite altre iniziative. A rendere l’iniziativa qualcosa di più rispetto alle tante che si susseguono da mesi è, però, l’ospite annunciato e confermato: Romano Prodi. Ma interessante sono anche le sigle che la promuovono. L’iniziativa nasce da Paolo Ciani, deputato eletto nelle liste del Pd, ma sotto la sigla di Demos, realtà vicina alla Comunità di Sant’Egidio, e da Graziano Delrio, deputato del Pd, che di recente ha creato l’associazione Comunità democratica. Tra i promotori compaiono poi alcune realtà territoriali che si muovono sempre nell’ambito del cattolicesimo democratico: Basilicata Comune, la lista creata da Angelo Chiorazzo per le passate elezioni regionali, Campo Base, lista sempre di area cattolica che ha eletto quattro consiglieri nelle elezioni della provincia di Trento, e infine PER, associazione campana fondata nel 2020 da Nicola Campanile, già responsabile regionale dell’Azione Cattolica, uno dei principali animatori della cosiddetta Rete Trieste, network nato dopo la 50esima Settimana sociale della Chiesa italiana, a cui aderiscono mille amministratori locali di ogni parte d’Italia. E sempre Campanile è tra i promotori della Rete Civica Solidale nazionale, esperienza che raduna movimenti politici e civici di ispirazione cristiana e sociale. Alle ultime regionali Campanile si era presentato da solo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47348058]] In sintesi, è un raduno che prova a chiamare a raccolta quel mondo cattolico - fatto di associazioni, movimenti, esperienze di liste territoriali - che una volta si riconosceva nella Margherita o nell’Ulivo, ma ora fatica a trovare un riferimento. «Costruire comunità forti e capaci di cooperare può rivelarsi lo strumento più efficace per combattere le malattie della guerra, le crisi energetiche e democratiche in cui siamo immersi», si legge nell’invito arrivato agli aderenti delle varie sigle promotrici. I temi che fanno da collante a questo ritrovo sono da una parte la pace (si parla di «un’Europa più unita e capace di contribuire alla pace») dall’altra l’ambiente (l’altra prospettiva citata è quella di «potenziare le energie rinnovabili e la loro produzione per autoconsumo», «non possiamo dipendere da combustibili fossili importati: dobbiamo potenziare la nostra produzione interna di energia pulita e accessibile»). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47553997]] L’appello che si fa è quella a una «mobilitazione di tutte le risorse della società, culturali e politiche», così da costruire, «specie nelle esperienze civiche e di territorio di ispirazione cristiana — alleanze per battaglie comuni, come stimola a fare la Chiesa italiana per perseguire un’ecologia integrale, che affronti insieme le crisi antropologiche, ambientali, sociali ed economiche». L’obiettivo è di riunire queste realtà che gravitano nel mondo dell’associazionismo cattolico. Il problema è per andare dove. E, altro dettaglio non da poco, con chi. Al momento, infatti, non c’è un rapporto tra questo mondo e quello che sta provando a costruire Matteo Renzi, né con Ernesto Ruffini o con Alessandro Onorato e il suo Progetto Civico, o con Vincenzo Spadafora, ex sottosegretario del M5S che, dopo il flop con il partito creato con Luigi Di Maio, ha creato l’associazione Primavera. Prodi spinge perché si crei un soggetto di centro ma alleato del Pd. Finora, però, nessuno se la sente. E resta irrisolto il nodo Renzi, con cui tutti hanno rapporti cordiali, ma con cui le strade restano divise.
È alle battute finali l'inchiesta della Procura di Brescia sulla presunta corruzione della famiglia di Andrea Sempio nei confronti dell'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti "per favorire l'archiviazione di Andrea Sempio" nella prima indagine su Garlasco e sull'omicidio di Chiara Poggi. I pm bresciani Donato Greco e Alessio Bernardi la prossima settimana riceveranno l'informativa finale della Polizia giudiziaria e poi firmeranno la chiusura indagini per poi decidere se archiviare o procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. Un'inchiesta che si basa soprattutto sul pizzino trovato in un quaderno rubrica a casa della famiglia Sempio con la scritta: 'Venditti gip archivia per 20-30 euro' mentre sul retro del foglio si legge: 'Se archivia indaggine (scritta proprio con due g), non può essere indagato per lo stesso motivo il Dna'. La Procura di Brescia ipotizza che sia stato Giuseppe Sempio, il padre di Andrea che risulta indagato come corruttore, a versare quella "somma indebita di denaro nell'ordine di 20-30mila euro" all'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47612961]] "Non è certo con delle suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti. Adesso accade con delle registrazioni di un anno fa dei soliloqui dell'indagato mentre sentiva delle trasmissioni o dei podcast e sinceramente tutto mi pare fuorché un dato confessorio", ha spiegato l'avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, in un video in cui ribadisce che sono chiari gli elementi a carico di Alberto Stasi nella sentenza definitiva e ha sottolineato che Andrea Sempio viene "braccato e intercettato", ma è "una persona che veramente sembra non aver alcuna attinenza con il delitto" di Chiara Poggi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47614451]]
Per la Procura di Pavia il quadro si sta componendo. E il nome indicato dagli inquirenti per l’omicidio di Chiara Poggi è quello di Andrea Sempio. Questo, ricostruendo gli elementi raccolti nell’inchiesta riaperta sul delitto di Garlasco. L'inchiesta ora è chiusa e i pm non hanno dubbi: "A uccidere Chiara è stato Sempio". Tra i punti ritenuti più pesanti dagli investigatori – si legge sul Messaggero - c’è il monologo registrato in auto, nel quale Sempio parla di un presunto rifiuto sessuale ricevuto da Chiara, arrivando a imitare la voce della ragazza. Per gli inquirenti quel passaggio si aggiunge a una serie di “elementi convergenti” considerati sufficienti per chiedere il rinvio a giudizio del 38enne. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47602101]] L’indagine è ripartita dal Dna trovato sotto le unghie della vittima. La consulenza della genetista Denise Albani avrebbe rilevato una compatibilità con la linea paterna della famiglia Sempio. Poi c’è la cosiddetta “papillare 33”, l’impronta del palmo repertata nel 2007 sul muro della scala della cantina accanto al corpo della ragazza. Per i pm apparterrebbe all’indagato “per 15 minuzie dattiloscopiche”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47604706]] Secondo gli esperti non sarebbe un contatto occasionale, ma il segno di una persona appoggiata con il peso del corpo. Sotto esame anche la traccia “97F”, una strisciata di sangue sulla parete della scala che conduce alla cantina. Gli investigatori ritengono che sia stata lasciata dall’assassino mentre trascinava il corpo. Restano poi le impronte insanguinate delle scarpe numero 42 sul gradino zero. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47608982]] La consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo colloca la morte in una fascia oraria compatibile con la presenza di Sempio a Garlasco. Lo scontrino del parcheggio di Vigevano delle 10.18, indicato come alibi, secondo i carabinieri non sarebbe stato stampato da lui. I pm, infine, valutano anche il profilo psicologico elaborato dal Racis, alcuni post Facebook, appunti sequestrati e vecchi messaggi online in cui Sempio parlava di “amori ossessivi e non corrisposti”.