Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
Antonio Conte, la bordata di Adani: "Entra dentro e ti lascia morto"
4 ore fa | Mer 20 Mag 2026 01:41

Non le ha mandate a dire un’altra volta. Antonio Cassano è così, durante una delle ultime puntate di “Viva el Futbol” ha preso la parola senza troppi giri e messo subito al centro la figura di Antonio Conte. Il tema è nato da una riflessione legata al possibile addio del tecnico al Napoli dopo la conferenza post Pisa, ma diventato rapidamente un confronto più ampio sulla sua carriera. Cassano non si è nascosto ed è andato diretto con Daniele Adani: “Mi spieghi perché lui non riesce a stare più di due anni in un club? Perché non riesce ad aprire un ciclo anche di quattro, cinque anni?”. Poi ha rincarato la dose: “Lui realizza tanto in poco tempo, ti spreme e poi finisce. Ti entra dentro e lascia morti, per questo non può durare”. Il discorso si è spostato inevitabilmente sull’esperienza al Napoli, dove Conte è arrivato dopo una stagione complicata e ha subito riportato risultati importanti, con uno Scudetto, una Supercoppa e la qualificazione alla Champions League. Eppure, nonostante i risultati, il futuro resta incerto. Per questo Cassano ha insistito sul fatto che il suo modo di lavorare non sia pensato per durare nel tempo, nonostante Adani abbia provato a dare una chiave diversa: “Antonio ha un passo, una sua andatura. Quasi non riesci a stare al suo passo”.  [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47764788]] Secondo l’opinionista Rai, Conte costruisce gruppi molto chiusi, basati su uno staff ristretto e su dinamiche forti: “Il suo è un mondo fatto di persone con cui si concentra solo sugli obiettivi. Cementa il gruppo e lo spreme”. Per questo, aggiunge, “non pianta radici”, perché la sua natura è quella di chi vive tutto come una battaglia continua, senza pensare alla lunga distanza. Intanto sul futuro del Napoli si rincorrono i nomi: da Maurizio Sarri a Massimiliano Allegri, passando per suggestioni come Roberto Mancini, Fabio Grosso e Raffaele Palladino. Cassano però ha chiuso con un affondo: “Allegri si manda a casa, qualcuno lo vuole anche in Nazionale — ha concluso il barese — Io dico che se va tutto come si dice, vediamo cosa succede. Ma a Napoli certe cose poi le paghi”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47685911]]

Maldive, ecco com'è morto il sub soccorritore: risvolti sconvolgenti
6 ore fa | Mer 20 Mag 2026 00:16

Le operazioni di recupero non potevano essere più internazionali di così: per riportare a terra i corpi dei quattro italiani morti durante l’immersione di giovedì scorso alla “grotta degli squali” (la Thinwana Kandu) di Alimathà, nelle Maldive, sono impegnati tre subacquei professionisti finlandesi della Dan Europe (Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, tre esperti mica da poco che hanno già partecipato al salvataggio, nel 2018, dei dodici ragazzini intrappolati in una caverna in Thailandia), a loro sono affiancati un altro esperto e la guardia costiera maldiviana, inoltre l’attrezzatura di cui hanno bisogno è fornita dal Regno Unito e dell’Australia. È uno sforzo collettivo, è l’umanità che si fa carico di una tragedia e tenta il tutto e per tutto per dare alle famiglie di Monica Montefalcone, di sua figlia Giorgia Sommacal, di Federico Gualtieri e di Muriel Oddenino almeno un corpo su cui piangere (quello di Gianluca Benedetti, la quinta vittima, è l’unico al momento ritrovato e, ieri sera dopo le 22, è stato messo su un volo in partenza da Malè per raggiungere l’Italia).   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47772781]] Ci si dà da fare, non si sta fermi un attimo: ché sì, è vero, tecnicamente le immersioni per il recupero sono complesse, sono difficili, sono peraltro complicate da un meteo ballerino dato che sta iniziando la stagione dei monsoni, però no, di mollare non ci si pensa nemmeno, le autorità hanno già un piano in due fasi, in due “calate”, una per oggi e l’altra per domani, con lo scopo di riportare in superficie due salme alla volta. Ogni immersione non può superare le tre ore, d’altronde si tratta di scendere a una profondità di meno cinquanta, forse qualcosina in più, metri sotto il mare e il monito che i maldiviani hanno già esplicitato è che al minimo ostacolo, al più piccolo intoppo, dovrà essere interrotta: è già successo, tra l’altro, che un sommozzatore esperto come Mohamed Mahudhee, un sergente della marina di Malè, abbia perso la vita proprio in questo modo, cioè scendendo in quella grotta maledetta per trovare i nostri connazionali («Lo conoscevamo tutti», racconta chi ancora non se ne capacita, «gli avevamo detto di non scendere, non aveva l’attrezzatura adatta. Ma ci sono state troppe pressioni»). Già, ci sono gli occhi di mezzo mondo su questi atolli da cartolina diventati un incubo di acqua: la certezza, per adesso, è che Montefalcone, Sommacal, Gualtieri e Oddenino sono stati individuati nello stesso punto, sono in fondo a un tunnel alla fine della seconda “camera” della grotta, dove tutto è buio. Si sono spinti fin lì evidentemente in gruppo. Cosa sia successo, perché dei sub preparati e meticolosi come loro siano morti in quel modo, in quanto tempo e per quale ragione, non lo sappiamo ancora.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47776097]] Sappiamo, però, perché lo dice il portavoce del presidente maldiviano Mohamed Muizzu, che tra le carte, i permessi e le autorizzazioni che garantivano ai cinque italiani di immergersi in quelle acque e a quelle profondità, non compaiono due nomi dei sub che sono stati poi (letteralmente) inghiottiti dagli abissi: c’è un via libera ufficiale «con validità dal 3 al 17 maggio» per «sei atolli diversi fra cui anche quello di Vaavu (quello dell’incidente, ndr)», sopra «è citata correttamente l’imbarcazione, la Duke of York, e l’attrezzatura: ma non sappiamo quale avessero con loro durante l’immersione perché fa parte dell’indagine». Il team di ricerca composto da Gualtieri, Oddenino e Montefalcone poteva spingersi «tra zero e cinquanta metri».   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47780179]] Mancherebbero, quindi, all’appello Sommacal e Benedetti. Ma per la prima il babbo Carlo (che da giorni segue con apprensione ogni sviluppo della faccenda) sostiene di non crederci «assolutamente, poi diranno che c’erano le autorizzazioni per due e non per tre: ne ho già sentite di tutti i colori», mentre per il secondo Orietta Stella, l’avvocato del tour operator Albatro top boat (quello che gestisce la nave sulla quale viaggiava la comitiva assieme a una ventina di altri italiani), specifica che «Benedetti era istruttore, il più alto in grado sullo yacht: il permesso di cui si parla non è per le immersioni ma per l’attività scientifica, ad averlo dovevano essere i ricercatori e non le guide, ed è scontato che i ricercatori non si immergessero senza guide».

Schlein: "La linea è una". E scatta la rivolta: "Pd partito non democratico"
6 ore fa | Mer 20 Mag 2026 00:10

L’attivismo dei riformisti e dei cattolici dem, che ha segnato il week-end appena concluso, con iniziative a Torino e a Roma, entrambe critiche nei confronti della linea attuale del Pd, non ha prodotto- per usare un eufemismo - grandi reazioni al Nazareno. Nemmeno la presenza di due padri nobili del partito, come Walter Veltroni, nel capoluogo piemontese, e Romano Prodi, nella Capitale. Risposta: zero. Dall’inner-circle di Elly Schlein, semmai, filtra la determinazione della segretaria a proseguire sulla strada fin qui percorsa, senza alcun ripensamento o dubbio, forte del fatto, come dicono i suoi, che «il 90% del partito è con lei». È da questo silenzio che Pina Picierno, battagliera voce della minoranza, vicepresidente del Parlamento europeo, è partita, ieri, per un commento durissimo su X: «Leggo con inquietudine la posizione della segretaria del Pd Elly Schlein in risposta alle parole responsabili del Presidente Prodi e alle preoccupazioni di Graziano Delrio. Chiedo, davvero con sincera curiosità: ma «se la linea è una» dove sarebbe lo spazio politico per posizioni diverse? Mi pare un modo un pochino curioso di intendere la pluralità, a meno che la segretaria non attribuisca a questa parola il significato di generica tolleranza, insomma una forma più o meno vaga di sopportazione acustica. Come a dire: «Parlate voi se vi diverte, tanto poi la linea è un’altra». E aggiunge: «Peccato, però, questa sarebbe l’antitesi di un partito democratico, per di più nato dall’incontro di culture politiche diverse. Se fosse così non resterebbe che prendere atto del cambiamento decisamente strutturale del partito che abbiamo fondato». Parole- soprattutto l’ultima frase- che lasciano preludere a un possibile addio di Picierno dal Pd, partito di cui è stata una delle fondatrici. Sarebbe il secondo, negli ultimi tempi, dopo quello di Marianna Madia. Più clamoroso, però, per via della carica istituzionale apicale che Picierno ricopre in Europa.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47579979]] Sul cellulare dell’europarlamentare dem sono arrivati, ieri, tanti messaggi di solidarietà, di condivisione di quello che aveva scritto. Sono in tanti, nel Pd, a pensarla così. L’interessata, al momento, smentisce un suo divorzio dal Pd. Ma il silenzio del Nazareno pesa. «Sto aspettando una risposta dalla segretaria», ha detto con gli amici che l’hanno contattata ieri. La segretaria «deve chiarire la natura del Pd». Come dire: deve dirci se, con lei, il Pd è lo stesso che è stato fondato nel 2007, dunque un partito formato da culture, pensieri, storie diverse, o se è cambiato, se è stata modificata la natura stessa del Pd. Perché se fosse così, è evidente che per chi è entrato nel Pd ormai venti anni fa, cambierebbe tutto. Ma Schlein non ha alcuna intenzione di infilarsi in questa discussione.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47772383]] La comunicazione del Nazareno risponde con il selfie che ritrae Schlein con il democratico americano Bernie Sanders, espressione della sinistra dei Democratici. Si prosegue con la tessitura dei rapporti internazionali, con i giri a sostegno dei sindaci impegnati nella tornata di amministrative che si svolgerà tra due settimane (il week-end appena trascorso della segreteria è stato tutto dedicato a questo). Poi, ieri sera, intervistata al Tg3, si è occupata del dibattito pubblico italiano: ha smentito scenari di possibili alleanze con Forza Italia dopo le elezioni («Non c’è nessuna disponibilità, né mia, né del Partito Democratico, alle larghe intese o a niente che vi somigli»), ha ribadito il suo no a qualunque dialogo sulla legge elettorale («Dopo avere negato a noi il dialogo che chiedevamo sugli stipendi, sui congedi paritari, sulla sanità, adesso lo vogliono sulla legge elettorale? Ma solo un governo chiuso nel palazzo da tre anni può pensare che sia la priorità per gli italiani che non arrivano a fine mese e che stanno rinunciando a curarsi»). Ha chiesto al governo di pretendere «flessibilità» rispetto al Patto di Stabilità europeo, ma «su tutti gli investimenti anche ad esempio quelli sulla sanità», si è rivolta al governo perché si attivi per liberare gli attivisti della Flottilla. Picierno aspetta. Ma dovrà aspettare molto. O forse, a un certo punto, si stancherà di aspettare.

Il Pd allarga il reddito di cittadinanza in Toscana
6 ore fa | Mer 20 Mag 2026 00:06

La Toscana allarga le maglie del reddito di cittadinanza regionale. Dopo un avvio zoppicante, con soltanto 47 richieste ammissibili, la giunta guidata dal governatore dem Eugenio Giani cambia le regole del sussidio per renderlo più accessibile. Il Reddito di reinserimento lavorativo, pensato per sostenere i disoccupati in difficoltà economica e accompagnarli verso un nuovo impiego, è stato dunque corretto. Alla base della scelta, come detto, ci sono i numeri (impietosi) che hanno evidenziato uno squilibrio evidente tra le domande inoltrate dai cittadini e la reale possibilità di ottenere il contributo. Dal 2 aprile scorso, giorno di apertura del bando, gli accessi alla piattaforma regionale sono stati oltre 1.200. Le domande ammissibili, però, si sono fermate a 47, come ha spiegato giovedì Il Tirreno anticipando le motivazioni del cambio di strategia. Il dato ha infatti acceso un campanello d’allarme negli uffici regionali e nell’assessorato al Lavoro guidato da Alberto Lenzi: il rischioera che una misura da 23 milioni di euro- annunciata come uno strumento di contrasto alla precarietà e alla disoccupazione, frutto politico del nuovo sodalizio del campo largo in Toscana - finisse per raggiungere solo una minima parte della platea potenziale. Da qui la decisione della giunta di intervenire con una nuova delibera, approvata l’11 maggio, che amplia le condizioni di accesso al sussidio. La modifica principale riguarda i percettori di Naspi e Dis-Coll, le altre indennità nazionali di disoccupazione. Nella versione iniziale del provvedimento potevano fare domanda soltanto coloro che avevano terminato il sussidio nello stesso anno della richiesta. Una soglia che aveva escluso migliaia di persone rimaste senza lavoro ma uscite dalla Naspi pochi mesi prima. Con la revisione approvata dalla Regione il criterio viene allargato: potranno accedere al sussidio anche chi ha terminato Naspi o Dis-Coll nel 2024 e non soltanto nel 2025 o nel 2026. Una correzione che allarga sensibilmente la platea dei beneficiari. Dietro la stretta iniziale c’era soprattutto la preoccupazione legata alla sostenibilità economica della misura. I 23 milioni stanziati dalla Regione avrebbero potuto non bastare infatti davanti a una domanda troppo elevata e per questo erano stati inseriti criteri molto stringenti. Ma il filtro si è rivelato molto più rigido del previsto, trasformando una misura nata per intercettare la fragilità occupazionale in un sostegno accessibile solo a pochissimi casi. La Regione parla di una semplice «rimodulazione» tecnica, sostenendo che l’impianto della misura non cambia. Tuttavia nei fatti la revisione rappresenta una correzione politica significativa, arrivata dopo settimane di confronti con sindacati, patronati e sportelli territoriali che avevano segnalato le difficoltà di accesso. Nel reddito di inclusione «avevamo messo una serie di condizioni che evidentemente è bene togliere, perché abbiamo le risorse per poter allargare l’ambito delle persone che possono goderne» ha affermato ieri Giani. Che ha poi spiegato di aver avvisato per tempo che «saremmo partiti da una posizione» più «rigida per vedere i numeri». Il punto dei 23 milioni di euro stanziati, ha aggiunto Giani, era di capire se fossero sufficienti «per dare risposta al tema della disoccupazione». Perché un disoccupato «ormai non ha ammortizzatori sociali», ma «deve essere sostenuto anche in una forma di bonus mensile, quello di 500 euro accanto alla gratuità della formazione per riciclare la propria professionalità».

Sud, Varchi "La Zes unica un acceleratore di sviluppo"
8 ore fa | Mar 19 Mag 2026 21:45

https://video.italpress.com/play/mp4/video/jWNl

Messina, Pichetto Fratin "Investire sulla Zona Falcata"
9 ore fa | Mar 19 Mag 2026 20:20

https://video.italpress.com/play/mp4/video/rWn4

Milano, africano sfodera il machete in stazione: attimi di terrore
10 ore fa | Mar 19 Mag 2026 19:54

Attimi di terrore in Stazione Centrale a Milano, una città sempre più in balia del crimine e della violenza. A seminare il panico è stato un 30enne originario del Gambia, arrivato nel capoluogo lombardo a bordo di un treno proveniente dall’Emilia-Romagna. Dopo essere uscito dall’area dei binari attraverso i gate, l’uomo ha tentato di rientrare trovandosi però davanti una lunga fila di passeggeri. A quel punto ha sfoderato un machete dallo zaino, terrorizzando chi era presente. Nel caos generale, il 30enne è riuscito a superare un tornello chiuso ed è risalito rapidamente su un treno. Sul posto sono intervenuti in pochi istanti gli agenti della Polfer, che hanno cercato di bloccarlo. La situazione non è stata semplice da gestire: per fermarlo è stato necessario anche l’utilizzo del taser.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47784972]] L’uomo è stato poi arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti a offendere. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Dai controlli è emerso che il 30enne, residente a Modena, avrebbe diversi precedenti penali alle spalle. Inoltre il suo permesso di soggiorno per motivi di lavoro risultava scaduto. Dopo l’udienza per direttissima, il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47737305]]

Cina, ultimi ritocchi a ponte ad arco in acciaio con campata più ampia del mondo
10 ore fa | Mar 19 Mag 2026 19:50

https://video.italpress.com/play/mp4/video/v6r0

Tajani riceve il Primo Ministro indiano Narendra Modi a Fiumicino
10 ore fa | Mar 19 Mag 2026 19:48

Massimo Cacciari smonta Jannik Sinner: "Tutte schiappe. Dieci anni fa..."
11 ore fa | Mar 19 Mag 2026 19:05

Al solito, senza peli sulla lingua. Ed ecco che Massimo Cacciari ridimensiona Jannik Sinner dopo la vittoria agli Internazionali d'Italia. Campione sì, ma dominante perché, secondo il filosofo, oggi la concorrenza latita. Cacciari, intervenuto ai microfoni di Un giorno da pecora su Rai Radio 1 dopo il trionfo romano dell'azzurro contro Casper Ruud, ha spiegato senza mezzi termini perché, a suo giudizio, il tennis contemporaneo non possa essere paragonato all'epoca dei cosiddetti "Big Three". Per Cacciari, infatti, l'altoatesino avrebbe avuto ben altre difficoltà contro Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic nel pieno della loro carriera.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47790158]] "Sinner imbattibile? Beh imbattibile perché non gioca con i Federer, i Nadal e i Djokovic. È una competizione un po' diversa da quella di dieci, quindici anni fa", ha rimarcato. E ancora: "I suoi avversari non sono schiappe, ma il livello medio non è certo quello di dieci, quindici anni fa. Se vincerebbe o perderebbe contro Federer e Nadal al massimo del loro livello? Secondo me perderebbe", sentenzia l'ex sindaco di Venezia. Secondo Cacciari, i fuoriclasse del passato possedevano una completezza tecnica superiore: "Perderebbe perché erano più completi, per il gioco a rete, smash, eccetera. Erano certamente più bravi, cioè avevano più classe, dai". Pur riconoscendo le qualità del numero uno italiano, il filosofo sottolinea soprattutto la tenuta mentale: "Credo che Sinner, che è una persona certamente di grande intelligenza e vince soprattutto perché ha diecimila volte più testa dei suoi avversari, sarebbe il primo a essere d'accordo con quello che dico".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47788277]] Poi il giudizio sulla finale del Foro Italico: "L'ho vista. Noiosissima. Bravissimo Sinner, concentratissimo. Sinner è veramente il più grande di tutti i tempi, io ritengo, per quanto riguarda la testa, la capacità di concentrazione", conclude Cacciari.

Sud, Varchi "La Zes unica un acceleratore di sviluppo"
11 ore fa | Mar 19 Mag 2026 18:55

Tg News - 19/5/2026
11 ore fa | Mar 19 Mag 2026 18:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/qWm0

Tg News - 19/5/2026
11 ore fa | Mar 19 Mag 2026 18:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/qWm0

Arte e sostenibilità, proclamati i vincitori del Premio ACEA Contemporanea
11 ore fa | Mar 19 Mag 2026 18:30

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Marco Montingelli fugge all'alt, viene fermato e delira: "Sono nipote di Salvini". Arrestato
12 ore fa | Mar 19 Mag 2026 18:09

L'attore Marco Montingelli, celebre per le sue partecipazioni nei film di Pupi Avati, finisce in grossi guai: arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, il tutto dopo essere fuggito all'alt dei carabinieri, che lo hanno fermato al termine di un inseguimento nel cuore di Roma. Ma non è tutto: Montingelli, fuori di sé, ha anche sostenuto di fronte alle divise di essere nipote di Matteo Salvini. Un delirio, insomma. La vicenda si è consumata nella notte tra domenica e lunedì lungo le strade del centro storico della Capitale. Sul sito RbCasting, tra le caratteristiche dell'attore 35enne, compare anche la voce "guida spericolata". Una definizione che, stavolta, si è confermata veritiera, nulla di cinematografico insomma.. Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato intorno alle due del mattino sul Lungotevere Tor di Nona, quando la Toyota Yaris guidata da Montingelli avrebbe sorpassato a forte velocità una pattuglia del Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri. I militari hanno immediatamente azionato sirene e lampeggianti, intimando l'alt. Ma il conducente avrebbe ignorato i segnali, dando il via a una breve fuga tra le vie cittadine. In aula, uno dei carabinieri ha raccontato che l'auto procedeva "andando a zigzag in maniera estremamente pericolosa". Durante la corsa sarebbero stati superati anche alcuni semafori rossi, fino all'arrivo in piazzale delle Belle Arti, dove la vettura si è fermata bruscamente. Per il giudice, si sarebbe trattato del "verosimile tentativo di farsi tamponare". A quel punto i militari si sono avvicinati all'auto, chiedendo all'attore di spegnere il motore e scendere. Da lì la situazione sarebbe degenerata. "Non sapete chi sono io, conosco Piantedosi, sono nipote di Salvini", avrebbe urlato Montingelli. Poco dopo avrebbe aggiunto: "Siete dei comunisti di m***, io vi faccio licenziare, domattina vedrete, sono il nipote di Piantedosi". I carabinieri hanno riferito anche che l'uomo aveva un alito "vinoso". Una volta fuori dalla macchina, il 35enne avrebbe continuato a opporsi ai controlli, arrivando a strattonare un appuntato, poi medicato con tre giorni di prognosi. Sul posto è intervenuta anche la polizia locale per l'etilometro: il valore registrato era di 0,7, superiore al limite consentito ma non sufficiente per contestare penalmente la guida in stato d'ebbrezza. L'arresto è stato convalidato ieri a piazzale Clodio. Montingelli, assistito dall'avvocato Gianluca Pandolfo, è stato rimesso in libertà. Il processo inizierà il prossimo 6 luglio.

Flussi turistici in aumento nel 2026
12 ore fa | Mar 19 Mag 2026 18:05

https://video.italpress.com/play/mp4/video/7q2y

Ue, cresce il commercio agricolo
12 ore fa | Mar 19 Mag 2026 18:05

https://video.italpress.com/play/mp4/video/9vPB

Lavoro, quasi un colloquio su tre va a vuoto
12 ore fa | Mar 19 Mag 2026 18:05

https://video.italpress.com/play/mp4/video/8r0g

San Lorenzo in Lucina, l'angelo-Meloni? Clamoroso, a chi assomiglia dopo il ritocco
12 ore fa | Mar 19 Mag 2026 18:01

Fermi tutti: l'angelo della basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, non sembra più Giorgia Meloni. Un caso che sollevò un vespaio di pelosissime polemiche. E che ora si arricchisce di un nuovo, surreale, capitolo. Già, perché il volto dell'angelo, rivisto e modificato, ricorda altri personaggi famosi, nuove somiglianze che stanno infiammando i social e rilanciando una vicenda che fu virale nei mesi scorsi. La storia ruota attorno alla storica chiesa di San Lorenzo in Lucina, a pochi passi da Montecitorio, dove un affresco floreale realizzato nel 2000 era stato pesantemente compromesso dalle infiltrazioni d'acqua. Tra le figure danneggiate c'era anche uno degli angeli, il cui volto era quasi completamente scomparso. Per il recupero dell'opera il parroco, monsignor Daniele Micheletti, aveva incaricato il restauratore Bruno Valentinetti. Ma il primo intervento aveva suscitato il vespaio di polemiche: il nuovo volto dell'angelo appariva simile a quello della presidente del Consiglio, Meloni. Una coincidenza che aveva immediatamente innescato ironie, polemiche pelose e discussioni ,attirando curiosi e visitatori nella basilica romana. Di fronte al clamore mediatico, il Vicariato aveva chiesto di intervenire nuovamente sull'opera, invitando il restauratore a realizzare un volto meno riconducibile al premier. Così il cherubino è stato ritoccato, mentre il restauro della basilica prosegue tra difficoltà e imprevisti, compreso un incendio provocato da un clochard mai identificato. Eppure neppure il nuovo intervento sembra aver spento il dibattito. A rilanciare il caso è stato lo storico dell'arte Fabrizio Federici, che sui social ha pubblicato alcune immagini dell'affresco sostenendo che il volto dell'angelo ricorderebbe Marina Berlusconi. Ma sul web le interpretazioni si moltiplicano: c'è chi ci vede Paola Egonu, chi Alessandra Mussolini, chi ancora Elodie o Daniela Zuccoli, moglie di Mike Bongiorno. Le nuove somiglianze hanno riacceso commenti e battute, trasformando ancora una volta l'affresco in un fenomeno virale. A tentare di chiudere la questione è stato monsignor Micheletti, che a Repubblica ha spiegato: "Il nuovo angelo non assomiglia a nessuno. Non avevamo il volto originale in archivio e abbiamo fatto come ritenevamo opportuno". Poi ha aggiunto: "Sui social qualcuno dice che ricorda Marina Berlusconi o Elodie, ma non è così". Insomma, il caso non è chiuso... Il volto del nuovo angelo: clicca qui per vedere il video

Maldive, strage dei sub: recuperate le bodycam, una morte atroce
12 ore fa | Mar 19 Mag 2026 17:56

Strage alle Maldive, dove proseguono le operazioni di recupero dei corpi dei quattro sub italiani morti durante un'immersione in un sistema di grotte sottomarine. Le vittime in totale sono cinque, una vicenda che ha sconvolto l'Italia e il mondo intero.. I corpi dei quattro italiani sono stati individuati tutti insieme nella zona più remota della grotta dagli speleosub finlandesi di Dan Europe, impegnati nelle complesse operazioni di ricerca e recupero. Nella giornata di oggi sono stati riportati in superficie i primi due corpi, quelli di Federico Gualtieri e Monica Montefalcone, grazie al lavoro coordinato tra i sub finlandesi e le autorità maldiviane. Le operazioni si stanno rivelando particolarmente delicate per le condizioni estreme del sistema sotterraneo e per la profondità raggiunta dai sub durante l'immersione. A guidare il team internazionale è Sami Paakkarinen, che a nome degli speleosub finlandesi ha diffuso un messaggio rivolto alle famiglie delle vittime: "Desideriamo esprimere le più profonde condoglianze alle famiglie delle vittime. Stiamo facendo la nostra parte per riportarli a casa".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47788511]] Paakkarinen ha poi ringraziato "l'Ambasciata italiana, Dan Europe e le autorità maldiviane per il supporto fornito al team", sottolineando come l'intera operazione richieda "il lavoro di decine di persone". Il responsabile del gruppo ha spiegato che il recupero proseguirà anche nei prossimi giorni per riportare in superficie gli altri corpi ancora all'interno della grotta. "Chiediamo privacy e serenità operativa durante le operazioni", ha aggiunto.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47783479]] Intanto gli investigatori maldiviani stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto durante l'immersione. I tre sub finlandesi impegnati nei recuperi hanno consegnato alla polizia diverse attrezzature recuperate all'interno del sistema di grotte, comprese alcune telecamere GoPro appartenenti agli italiani. Secondo quanto riferito dall'account Maldives Security Desk sulla piattaforma X, il materiale è ora al vaglio degli inquirenti. Le immagini registrate dalle telecamere potrebbero rivelarsi decisive per chiarire gli ultimi momenti della spedizione: gli investigatori puntano infatti a ricostruire il percorso seguito dal gruppo, la profondità raggiunta, le condizioni di visibilità all'interno delle cavità e le eventuali difficoltà tecniche affrontate dai sub poco prima della tragedia.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47780179]]

Tg Università - 19/5/2026
12 ore fa | Mar 19 Mag 2026 17:35

https://video.italpress.com/play/mp4/video/5oXK

Tg Sport - 19/5/2026
12 ore fa | Mar 19 Mag 2026 17:35

https://video.italpress.com/play/mp4/video/YDNM

Tg Sport - 19/5/2026
12 ore fa | Mar 19 Mag 2026 17:35

https://video.italpress.com/play/mp4/video/YDNM

Cina, record con 29 cambi di maschera per artista dell'opera del Sichuan
12 ore fa | Mar 19 Mag 2026 17:35

https://video.italpress.com/play/mp4/video/lWNg

Tg Economia - 19/5/2026
12 ore fa | Mar 19 Mag 2026 17:35

https://video.italpress.com/play/mp4/video/6p4V