Spuntano oltre 3 mila post che Andrea Sempio indagato per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco potrebbe aver pubblicato con il nickname Andreas sul forum 'Italian Seduction' tra il 2009 e il 2016. Post riportarti da alcuni dei principali quotidiani, tra cui Il Corriere, Repubblica, il Giornale. Commenti choc sulla definizione di strupro e sull'ossessione per una ragazza. E almeno uno di questi post sarebbe stato confermato dal suo avvocato Angela Taccia. "L'unica volta che mi sono innamorato- riporta il Corriere è capitato in un momento oscuro della mia vita, tra i 18 e i 20, Da quando ne sono uscito ho avuto alcuni dei momenti di forte passione per alcune donne (2 in particolare) ma nessuna ha mai avuto quell'impatto dirompente nella mia vita come lo ha avuto la mia ex one.itis". L'avvocata di Sempio, Angela Taccia, ha però spiegato a Quarto Grado che non si deve accostare quella frase a Chiara Poggi. "Ero nella compagnia. Mi ricordo benissimo della ragazza di cui si era invaghito, era più piccola di noi. Non c'entra nulla con Chiara Poggi". Anche il termine "one-itis", ha aggiunto, non andrebbe letto solo come ossessione, ma come una forma intensa e immatura di innamoramento. Vedremo se chiamarla a testimoniare''. Nei post al vaglio degli inquirenti si parla anche di violenza sulle donne. Il Giornale riporta che sono 11 le frasi in cui si affronta il tema dello stupro: "Razionalmente può esser un orrore", scrive Andreas il primo settembre 2014, "ma, dal punto di vista di biologia, evoluzione e riproduzione, lo stupro è la dimostrazione pratica della forza del maschio e la "prova" che trasmetterà ai propri discendenti qualità di forza e aggressività, utilissime a sopravvivere in natura. Discendenti forti e aggressivi in grado di prendersi ciò che vogliono e spandere i propri geni nel mondo... il sogno di ogni mamma", conclude con una emoticon sorridente. E ancora il 4 ottobre: "Una cosa che ho notato è: lo stupro in età adulta tende a traumatizzare e a far chiudere la donna - quindi una donna di 35 anni aperta alla vita, può ritrovarsi impaurita, ansiosa, chiusa a riccio ed aver problemi con l'altro sesso finché campa. Lo stupro in tenera età tende a settare una barra, un "imprinting" dell'amore", sostiene Andreas. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47546058]] "Le ragazze con cui sono stato che hanno subito abusi da piccole", prosegue, "si "accendevano" quando il sesso diventava violento. Coi loro morosi, ovviamente beccati tra i tipi più maneschi (che non sono mai i tipi grossi incazzosi ma, quelli perfettini e insicuri), quando il rapporto iniziava a spegnersi, bastavano un paio di lividi a riaccenderlo.Intendo proprio veder la ragazza prima e dopo, con gli occhietti (pesti) a cuoricino e il modo di fare di una 12enne innamorata di Brian dei Backstreet Boys. E spesso erano loro stesse a dirottare il rapporto verso la violenza. Un po' come se la tua morosa iniziasse a stressarti per la pancetta e tu dicessi "A sì? Stronxa! Da domani mi spacco d'addominali e vedi che fisico!" Stessa cosa. Il suo modello di uomo è violento e manesco, scelgo un tipo represso che può esplodere e lo porto a tirar fuori la violenza. Se vuoi far un test, dai di matto per qualche minuto, su un argomento che non la riguardi. Col barista. Con uno che ti taglia la strada. Solo verbalmente e col bl di chi potrebbe partir a menar le mani. Se noti la scintilla.... ps: in quanto istruttore di autodifesa, ho lavorato con parecchie donne che hanno subito abusi, quello che ho scritto sono MIE impressioni dettate dalle MIE esperienze". Andreas, come riporta Repubblica, avrebbe espresso anche opinioni su Elliot Rodger, lo stragista che uccise sei persone a Isla Vista nel 2014: "mi ritrovo nel ragazzino, solo che io non avevo armi ed ero troppo impegnato a drogarmi e tagliuzzarmi qua e là per progettare una strage" E ancora parlando di una donna che si è tolta la vita per un suo video porno diffuso disse: "Non condivido l'idea 'povera vittima'. Sei stata ingenua? Queste cose si pagano". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47546999]]
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È lo Scudetto della rinascita, in una stagione che doveva essere di transizione — dopo la debacle in Champions League l’anno scorso e l’addio di Simone Inzaghi — ma che alla fine si è trasformata in una cavalcata in campionato senza troppe storie, anche quando il Milan la tallonava e il Napoli dell’ex Antonio Conte, falcidiato dagli infortuni, scendeva sempre più giù. Quel momento in ogni annata in cui una squadra capisce di poter vincere davvero, l’Inter lo ha costruito passo dopo passo, dentro partite molto diverse tra loro: alcune sporche, altre spettacolari, altre ancora cariche di tensione. Cinque sono i momenti che hanno portato questo 21° Scudetto, dei momenti chiave che hanno permesso alla squadra di Cristian Chivu di farcela. Ecco quali. 1) Inter-Fiorentina 3-0 2) Pisa-Inter 0-2 3) Inter-Juventus 3-2 4) Inter-Roma 5-2 Como-Inter 3-4 La vittoria al Sinigaglia, sul campo del Como, è risultata meno spettacolare, ma forse ancora più importante. È stata la classica partita trappola, contro una squadra organizzata e in fiducia, come quella di Cesc Fabregas. Eppure l’Inter l’ha vinta, confermando una qualità che alla lunga ha fatto la differenza: la continuità. Lo fa dopo essere finita sotto per 2-0 nel primo tempo, riuscendo a ribaltarla nella ripresa, sfruttando gli spazi concessi dai lariani, prima che Da Cunha realizzasse il 3-4 su rigore e il recupero regalasse due occasioni alla squadra di Nico Paz, poi uscita perdente. È il successo che ha permesso l’allungo decisivo in classifica, quello che ha spezzato definitivamente l’equilibrio con le inseguitrici, che non hanno vinto e così perso ulteriore terreno: il Napoli fermato a Parma (1-1), il Milan k.o. contro l’Udinese in casa per 0-3. Non c’è stato più bisogno di dimostrare, ma solo di gestire. E l’Inter lo ha fatto con lucidità, senza concedere nulla. È la vittoria che ha trasformato il vantaggio in certezza. Da lì in poi, il campionato non è stato più una corsa, ma un conto alla rovescia verso il titolo. Complimenti all’Inter: Scudetto meritato.
Non era scontato, dopo una Champions persa in malo modo contro il Psg e una stagione thrilling finita nel peggiore dei modi, con l’addio (tra le polemiche) di Simone Inzaghi. Cristian Chivu, però, ha ripreso in mano un’Inter confusa e nervosa, sapendola compattare e portandola verso un 21° Scudetto che a conti fatti è meritato, perché né Milan di Max Allegri né il Napoli di Antonio Conte — anche se falcidiato dagli infortuni — sono riusciti a tenere il passo dei nerazzurri. Quali sono stati i giocatori che hanno contribuito in maniera decisa al titolo e quali meno? Vediamoli. I TOP Salvatore Pio Esposito 8,5 - La vera sorpresa di questa stagione, in tutto e per tutto. Alzi la mano chi si aspettava subito un impatto subito così importante. Al primo anno con i nerazzurri, dopo un ottimo Mondiale per Club in estate, ha mostrato la sua esperienza in mezzo al campo allontanando il pensiero di chi temeva fosse troppo acerbo. Ha saputo dialogare bene con i compagni, segnando gol pesantissimi come il 2-1 alla Juve a San Siro o concedendo assist tipo quello a Lautaro a Bergamo. La Nazionale ha un attaccante certo per il futuro. Federico Dimarco 9 - I numeri parlano chiaro: 6 gol e 18 assist prima della sfida contro il Parma. Ad averceli esterni così, imprescindibile per le sue sgasate in un campionato tattico come quello di Serie A. Chapeau. Manu Akanji 8 - Ha portato solidità alla difesa, abile soprattutto in fase di costruzione, giocatore insomma di altro livello per la Serie A. Nel mezzo anche due gol con Sassuolo e Lecce. L’Inter si sfrega le mani, dopo averlo soffiato nel “derby” di mercato contro il Milan in estate. Hakan Calhanoglu 7,5 - Come dice Montella, c.t. della Turchia, il “vero regista della Seria A”. Quando c’è lui gira tutta la squadra, e si vede. Dopo il litigio messo da parte in estate con Lautaro Martinez, nonostante il periodo di stop per infortunio ad adduttori e polpaccio che lo ha tenuto fermo tra gennaio e febbraio, il turco è ritornato alla grande. Il gol che ha sbloccato in positivo il match di San Siro contro la Roma ha portato una vittoria che ha definitivamente lanciato l’Inter verso il 21° titolo. Ora l’ex Milan valuta il rinnovo di un contratto che scade nel 2027, dopo aver pensato di tornare in patria, al Galatasaray, la scorsa estate. Lautaro Martinez 8,5 - “Capitano mio capitano”, diceva Robin Williams ne “L’attimo fuggente”. Anche in questa stagione ha saputo togliere diverse castagne dal fuoco ai suoi compagni. Sedici gol e quattro assist, nonostante lo stop da febbraio per lo stiramento del polpaccio. Pesantissimi diversi gol, come quelli al Pisa — vittoria pesantissima arrivata dopo il derby perso contro il Milan — al Genoa o nel 5-2 alla Roma. Lunga vita al “Toro”. I FLOP Davide Frattesi 4,5 - La sensazione è che sarebbe stato meglio venderlo in estate. Fuori dal progetto e dalle considerazioni di Chivu, sceso nelle gerarchie dietro a Susic e Diuof, appare lontano da Milano. Quest’anno sono mancati anche i suoi gol da subentrato, come quello nel (polemico) finale del gennaio 2024 contro il Verona. Luis Henrique 5,5 - Giocatore incognita. Pulito tecnicamente in uscita dalla fase difensiva, ma per lui si contano diverse disattenzioni sulla fascia come quella che ha permesso a Estupiñián di decidere il derby di ritorno di campionato. Timido, tenta poco la giocata, insomma, per i soldi spesi dall’Inter nel prenderlo dal Marsiglia (23 milioni più bonus) ci si aspettava di più. Il paragone con Dumfries è insomma impietoso: una differenza che si è vista anche nel 3-4 a Como. Yann Sommer 5 - A fine corsa, e probabilmente a fine carriera. Se l’anno scorso aveva contribuito con diversi miracoli a portare l’Inter di Simone Inzaghi in finale di Champions, quest’anno è stato non perfetto su diversi gol subiti, come il tiro da fuori di Saelemakers nel derby d’andata. La qualità con la palla tra i piedi non si discute, anche se pure in questo caso ha sbagliato (vedasi il gol di Moreo in Inter-Pisa). Piero Ausilio guarda già al portiere del futuro, dato che serve cambiare. Alessandro Bastoni 5 - Fino alla polemica partita contro la Juve aveva dato il suo contribuito. Dopo la simulazione e il rosso di Pierre Kalulu — con conseguenti fischi presi in tutti gli stadi di A — ci si è messo anche il cartellino rimediato con la Nazionale in Bosnia, che ha contribuito di più a colpirlo mentalmente in negativo. Come molti gli consigliano —vedasi la colonna nerazzurra Beppe Bergomi — qualche anno all’esterno, per riprendersi, potrebbe fare al caso suo. Che l’anno prossimo vesta la maglia del Barcellona? Francesco Acerbi 5 - Inizia da titolare la stagione, poi perde la titolarità nei confronti di Akanji, che nel complesso ha viaggiato al doppio della sua velocità. Sia lui, sia Stefan de Vrij sembrano destinati a lasciare Milano dopo aver fatto il loro tempo, ma negli occhi dei tifosi nerazzurri resta il gol che al Barcellona: quello che ha fatto la storia.
Oggi, domenica 3 maggio, è andata in onda una nuova puntata di Affari Tuoi, il game show di rai 1 condotto da Stefano De Martino. A inizio trasmissione, il padrone di casa ha dato subito il benvenuto alla nuova pacchista in rappresentanza della Regione Marche. Lei si chiama Sofia, viene dalla provincia di Fermo e nella vita è una insegnante di lettere, oltre che una cantante. La nuova concorrente della serata, invece, è la pacchista in rappresentanza della Regione Trentino Alto Adige. Lei si chiama Magdalena, viene dalla provincia di Bolzano e nella vita è una studentessa di Scienze della formazione. Come ha notato il padrone di casa, la concorrente somiglia tantissimo a Elodie, tranne che per il colore dei capelli. Lei ha deciso di partecipare insieme a sua sorella. Lei si chiama Caroline e vive a Sesto, la città natale di Sinner le due hanno giocato col pacco numero 8. Ma c'è una curiosità: le due sono sorelle di Dorothea, grande campionessa di biathlon. Intanto tantissimi telespettatori si sono fiondati su X per commentare insieme la puntata: "No vabbè parlano di Dorothea come se fosse una sconosciuta al mondo", "Oh ma una brutta in famiglia nemmeno con il lanternino...", "In che senso la sorella di Dorothea Wierer concorrente di affari tuoi ?!? Ma Stefano poi che lo dice così?!", "Per una volta che guardo e gioca la sorella di Dorothea Wierer".
Kimi Antonelli cala il tris e dopo i successi in Cina e Giappone conquista la vittoria anche nel Gp di Miami, quarta tappa del Mondiale. Il 19enne bolognese della Mercedes ha preceduto il campione del mondo della McLaren, Lando Norris, terza l'altra vettura 'papaya' di Oscar Piastri. Sfortunato il ferrarista Charles Leclerc tradito dalla vettura ad un giro dalla fine e scivolato dal terzo al sesto posto per un problema tecnico all'ala. Ai piedi del podio l'altra Mercedes di George Russell che precede la Red Bull di Max Verstappen protagonista di giornata con una serie di sorpassi ed errori. Settima la Ferrari di Lewis Hamilton. Con questa vittoria Antonelli di porta a 100 punti e consolida il suo vantaggio in classifica generale. "Stavolta la partenza non è stata brutta come quella di ieri e per evitare gli altri ho dovuto perdere un po' di tempo in curva 1. Ho certamente commesso qualche errore nella gestione dell'energia, ma oggi il team mi ha aiutato con una grande strategia e il passo gara era buono", ha spiegato Kimi Antonelli. "La strada è ancora lunga, ma stiamo lavorando tantissimo con la squadra. Ci godiamo questa vittoria e torneremo al lavoro in vista del Canada", ha aggiunto il pilota bolognese.
Luci nerazzurre a San Siro che può liberare tutta la sua gioia. L'Inter non manca l'appuntamento con la storia e dopo il tricolore conquistato 37 anni fa davanti alla propria tifoseria (era la stagione 1988/89 quella con Trapattoni in panchina e Aldo Serena capocannoniere), torna a festeggiare nuovamente sul terreno del Meazza alzando al cielo lo scudetto numero 21. Bastava un pareggio contro il Parma per garantirsi la matematica certezza con tre turni di anticipo ma la squadra di Chivu, capace di fare centro al primo anno sulla panchina nerazzurra (come Arpad Weisz, Alfredo Foni, Giovanni Invernizzi e Josè Mourinho), fin dai primi minuti non ha voluto speculare sulla doppia opportunità di risultato vincendo 2-0 e andando alla ricerca del gol per celebrare nel migliore dei modi la sua cavalcata stagionale. Dopo una traversa al 25' di Barella è Thuram, al suo 13mo centro stagionale in A, sul finire della frazione a sbloccare il match e far scatenare la festa dei 75 mila di San Siro, travolta da una pioggia di luci e colori. Nella ripresa al 65' ingresso ed ovazione per Lautaro Martinez, partito dalla panchina, che ha così potuto celebrare lo scudetto sul campo e onorare l'ormai vicino titolo di capocannoniere. All'80' il punto esclamativo lo mette Mkhitaryan, un tributo alla carriera dell'armeno che raccoglie un assit perfetto proprio di Lautaro. Cristian Chivu, abbracciato prima della gara da Carlos Cuesta che ha preso il suo posto sulla panchina del Parma (prima squadra in Serie A del tecnico romeno), non è riuscito a nascondere l'emozione, lui uomo del Triplete che ha ridato energia e vigore ad una squadra che usciva con le ossa rotte e il morale a terra dal terribile finale di stagione della scorsa primavera. Portato in trionfo da tutta la squadra che lo acclamava così come lo stadio, è lui l'uomo in più di questa stagione che per i nerazzurri deve ancora completarsi con la finale di Coppa Italia del 13 maggio contro la Lazio. Le parole prima del match pronunciate dal presidente Marotta sono piene di gratitudine per il gran lavoro di ricostruzione fatto dall'allenatore. "La scelta di Chivu? Credo che l'elemento principale di questa decisione sia il coraggio. Non siamo andati alla cieca, aveva tutte le skills che corrispondevano alle nostre richieste, non abbiamo avuto dubbi sul fatto he potesse fare un campionato bello, se poi è coronato da scudetto e Coppa Italia, allora Chivu ha fatto un'annata straordinaria", ha detto Marotta facendo intendere come il tecnico abbia dato compattezza, unità e coraggio a questa squadra che rischiava invece di non ritrovarsi dopo l'addio inatteso di Simone Inzaghi. Ora in Piazza Duomo, già gremita prima ancora che iniziasse il secondo tempo contro il Parma, si festeggia una 'rinascita'. La società per la notte tricolore non ha organizzato nulla perchè San Siro sarà pronta a vestirsi nel migliore dei modi per la grande festa nel fine settimana della 37ma giornata di campionato, ultima partita casalinga nerazzurra contro il Verona. In quella occasione ci sarà la consegna delle medaglie e del trofeo alla presenza delle istituzioni calcistiche prima che la tifoseria tutta sui riversi in strada con tanto di corteo e pullman scoperto
Clamoroso allo Stadium, dove il Verona già retrocesso ferma sull'1-1 la Juventus. La sblocca Bowie per gli ospiti nel primo tempo, mentre nella ripresa arriva il pari di Vlahovic su punizione. La squadra di Spalletti fallisce l'aggancio al Milan, sconfitto dal Sassuolo nel pomeriggio, e ora deve anche guardarsi le spalle. C'è solo la Juventus in campo in avvio di gara. Gli uomini di Spalletti confezionano un'occasione dietro l'altra, tra cui una traversa di Bremer su cross di Kalulu poco dopo la metà della prima frazione. Il fortino di un Verona senza più motivazioni, però, resiste. Alla fine, sono gli scaligeri a passare in vantaggio al 34' con la prima vera occasione ospite della gara. Erroraccio di Bremer sulla destra, Bradaric ne approfitta per servire Bowie, che riceve in area e batte Di Gregorio sul primo palo. Bowie fa paura poco dopo, quando Bernede prova a servirlo verticalmente: Kelly salva tutto. La Juve torna a premere, senza però riuscire a trovare il pareggio prima di metà gara. Si va all'intervallo sul risultato di 0-1. Spalletti decide che è il momento di giocarsi la carta Vlahovic, al rientro dopo la lunga assenza per infortunio.
Il Dna sulle unghie di Chiara Poggi, l'impronta 33 sul muro delle scale della villetta di Garlasco, le telefonate anomale a casa Poggi. Sono diversi gli elementi che in questi mesi la Procura di Pavia ha messo in fila nei confronti di Andrea Sempio, da alcuni giorni unico indagato - non più in concorso - per l'omicidio di Chiara Poggi. Tra questi c'è l'ormai famoso scontrino del parcheggio di Vigevano: se nella prima inchiesta nei suoi confronti contribuì a scagionarlo, questa volta tra gli inquirenti la convinzione è che si tratti di un falso alibi. Consegnato ai magistrati soltanto un anno dopo il delitto, lo scontrino dimostrerebbe che l'uomo, oggi 38enne, nelle ore del delitto non si trovava a Garlasco, ma a Vigevano per acquistare un libro, come sostenuto più volte dal diretto interessato. Nel corso della nuova indagine dei pm pavesi sono però emersi diversi dubbi su quello scontrino, a cominciare dal fatto che fosse davvero suo. Secondo alcune ricostruzioni, tutte da confermare, sarebbe stato della madre, che però ha sempre negato; secondo altre, se anche fosse di Andrea Sempio, non rappresenterebbe un alibi alla luce del nuovo orario del delitto che l'ultima perizia dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo ha spostato in avanti, tra le 11 e le 11.30. Se quindi Sempio fosse stato davvero a Vigevano alle 10.18, orario indicato nello scontrino del 13 agosto 2007, avrebbe avuto tutto il tempo per essere poi a Garlasco all'ora del delitto.
Sinnerissimo. L'uragano Jannik ha spazzato via Alexander Zverev nella finale del torneo Atp di Madrid conquistando il quinto Masters 1000 consecutivo, impresa che non era mai riuscita a nessuno nella storia del tennis. Trionfo in due set con il punteggio di 6-1, 6-2. Da assoluto numero 1. Un incubo per il tedesco, al nono ko di fila contro l'altoatesino, che oltretutto non gli lascia un set dalla finale di Vienna dello scorso ottobre. Parigi 2025 e poi nel 2026 Indian Wells, Miami e Montecarlo prima di questo suo primo successo nella capitale spagnola: è la lunga serie vincente dell'azzurro, arrivato anche a 23 partite giocate di fila senza conoscere la sconfitta. Nove i titoli Masters 1000 in bacheca. Ventotto quelli totali in carriera. E un vantaggio in testa al ranking Atp che cresce: Carlos Alcaraz è sempre più lontano. Per Sinner invece alle porte ci sono adesso gli Internazionali di Roma. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47554134]] Da rivere, però, il momento dei festeggiamenti. A fine gara SInner e Zverev hanno stappato una bottiglia di champagne. O meglio, il tedesco lo ha fatto. Mentre il numero uno al mondo è parso un tantino impacciato. Alla vista del collega in difficoltà, il numero tre al mondo si è lasciato andare a una lunga risata. Abbiamo forse trovato qualcosa che Sinner non riesce a fare perfettamente? pic.twitter.com/p0UKqPU0Dp May 3, 2026
Oggi, domenica 3 maggio, è andata in onda una nuova puntata de L'Eredità, il game show di Rai 1 condotto da Marco Liorni. A inizio trasmissione il padrone di casa ha dato subito il bentornato a Juri, il campione del gioco. Con lui giocano come concorrenti: Gabriella da Roma, Marcello da Taranto, Stefano da Milano, Elisabetta alla terza serata, Dario da Taranto e Caterina da Salerno. "Giochiamo?", ha chiesto il padrone di casa. "Giochiamo!", ha risposto a gran voce tutto il pubblico in studio. Ma alla fine alla Ghigliottina - la manche finale -ci è arrivato solo Stefano. Il nuovo campione del gioco aveva la possibilità di portarsi a casa la bellezza di 95mila euro. Ma per riuscirci doveva trovare una parola che quadrasse con: "Motore", "Erogazione", "Corrente", "Sciopero" e "Attacco". Dopo un minuto di attenta riflessione, il nuovo campione del gioco di Rai 1 ha preso il suo cartoncino e ci ha scritto: "Acqua". Ma non era la soluzione esatta. La risposta era: "Singhiozzo". Una parola non semplice, alla luce delle cinque opzioni uscite dalla manche finale. Intanto tantissimi telespettatori si sono fiondati su X per commentare insieme la puntata: "Stefano rassegnato!", "motore erogazione corrente sciopero attacco. Singhiozzo", "carinissimo Stefano!", "Forza Stefano".
"Ho cominciato molto bene la partita col break, sono soddisfatto del mio livello, bellissima vittoria, è stato un altro torneo incredibile. Dietro al mio record c'è molto lavoro, molta disciplina, molto impegno ogni giorno. Questi risultati vogliono dire tanto per me, sono molto contento di continuare a credere in me stesso. C'è un team ottimo alle mie spalle, si parla di me ma è giusto parlare anche di noi". Questo il commento di Jannik Sinner, subito dopo la vittoria del Masters 1000 di Madrid. "Oggi non è stata la tua giornata - ha detto poi a Alexander Zverev - ma congratulazioni per il torneo. Adesso si va a Roma e Parigi, ti auguro il meglio". "Scusate per la finale, non è stata la mia giornata migliore. Congratulazioni a Jannik è il migliore al mondo di gran lunga in questo momento e non c'è chance per quasi nessuno di noi". Queste le parole di Alexander Zverev nel corso della cerimonia di premiazioni del torneo Atp Masters 1000 di Madrid, che il tedesco ha perso in finale contro l'azzurro Jannik Sinner. "Tu e il tuo team state facendo un grandissimo lavoro... magari al Roland Garros prendetevi una pausa", aggiunge il numero 3 del mondo con ironia.
Il cantautore ospite di Da noi… a ruota libera da Francesca Fialdini. Parlando del suo rapporto con le donne, Masini: "Dell’universo femminile non ho capito nulla. Però è un viaggio continuo alla ricerca di noi stessi, perché all’interno delle donne che mi hanno accompagnato nella mia vita ho trovato tanto di me stesso». Il ricordo della madre, scomparsa quando era ancora bambino: «Mia madre ha sempre lottato e ha creduto fino all’ultimo respiro che si potessero raggiungere gli obiettivi. Non ha mai dubitato di me". Un pensiero affettuoso anche per la sorella Susanna: "È diventata mia madre a 13 anni e continua a prendersi cura di me ancora oggi". Masini ha poi raccontato un curioso retroscena sulla canzone “Superbabbo”, scritta per lo Zecchino d'Oro 2021: "Carlo Conti mi disse di scriverla il venerdì sera, a luglio, per dicembre. Il lunedì mattina me la chiese, ma non l’avevo ancora scritta. Poi mi convinse e con quella canzone vincemmo". Sul Festival di Sanremo 2026 insieme a Fedez, Masini ha dichiarato: "Sono molto felice, è un momento fortunato e sto cercando di godermelo". Sul rapporto artistico ha aggiunto: "È difficile scrivere canzoni quando manca empatia tra due uomini di generazioni diverse». Infine, uno sguardo al futuro: «Partiamo da Alessandria per il tour estivo, poi da novembre saremo nei palazzetti". E sul suo album Perfetto Imperfetto: "Non esiste perfezione senza imperfezione".
https://video.italpress.com/play/mp4/video/Opgg
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Un Jannik Sinner perfetto conquista il Mutua Madrid Open e mette a segno il quinto Masters 1000 consecutivo, un record che nessun tennista era mai riuscito a realizzare. Contro il tedesco Alexander Zverev, non c'è stata partita. L'altotesinmo non ha concesso nulla al tedesco imponendosi con un perentorio 6-1 6-2 in appena 57' di gioco. Parigi a novembre 2025, Indian Wells, Miami e Monte-Carlo nel 2026, e ora, appunto, Madrid. Nessuno ci era mai riuscito da quando questa categoria di tornei esiste (1990) e nessuno – altro record straordinario – era riuscito a trionfare nei primi quattro di una singola stagione. È il primo trionfo italiano nella storia del torneo, e per Sinner è il 28esimo titolo in carriera ed il nono in un “1000”, dove è imbattuto da 28 partite (la quarta striscia più lunga di sempre). Oggi ha battuto per la nona volta di fila anche Zverev (10-4 il bilancio totale), e all’orizzonte si proiettano nuovi record. La prossima tappa, infatti, sono gli Internazionali BNL d’Italia, l’unico “1000” che manca nella sua bacheca.
"Abbiamo approcciato male, purtroppo è un momento così. Dopo 4 minuti abbiamo preso un gol, ma soprattutto il gol del secondo tempo, anche in dieci, dopo un minuto non devi prenderlo. Abbiamo buttato un jolly. Ora abbiamo una settimana per preparare la partita di Bergamo. Di sicuro non possiamo buttare dieci mesi di lavoro fatto in un certo modo”. Così Max Allegri dopo il ko contro il Sassuolo a reggio Emilia che complica un po' la corsa Champions. Il tecnico del Milan è stato pizzicato dalle telecamere di Dazn sull'orlo delle lacrime in panchina dopo il ko contro il Sassuolo. momento nero per il Diavolo. “Tecnicamente abbiamo sbagliato molto. Una domenica da dimenticare, ci deve dare la forza per riprendere da martedì e preparare bene la partita con l’Atalanta”.Se la Champions è a rischio? “Non è che è a rischio. Ho sempre detto che sarei molto felice di conquistarla anche all’ultima giornata perché tutti i giorni vivo la squadra e vivo i momenti. Momenti di difficoltà non ne abbiamo mai avuti, questo lo è e dobbiamo essere bravi ad essere sereni, assumerci le responsabilità ed andare a lavorare una settimana per preparare la partita con l’Atalanta”, ha aggiunto il tecnico livornese. "Il messaggio è che comunque sono stati fatti 10 mesi di lavoro importante, ora siamo nel rush finale e purtroppo il girone di ritorno non è stato fatto benissimo. Ma quello che è stato fatto non lo possiamo cambiare, tutti insieme dobbiamo preparare le ultime partite. Fino alla fine dobbiamo rimanere dentro, anche nei momenti di difficoltà bisogna lavorare per superarli”, ha proseguito. “Giocare in 10 per 70 minuti non era facile, ma sono cose che capitano nel calcio. L’importante è rialzare la testa e rialzarsi subito velocemente. Pensare a quello che è successo oggi o nelle 16 partite del girone di ritorno non serve a niente, serve solo fare due risultati su tre per cercare di arrivare in Champions”, ha sottolineato Allegri che si sofferma anche sulla delusione dei tifosi. “Li capisco perché tutti si voleva arrivare velocemente a questo traguardo. Il calcio è anche questo, farsi prendere dall’ansia non serve a niente, serve solo lavorare con grande attenzione e senso di responsabilità”, ha concluso.
Una "sfida" tutta in famiglia. Luca Prodi, nipote 60enne dell'ex presidente del Consiglio Romano Prodi - figura centrale del centrosinistra a guida Elly Schlein -, figlio dello scomparso Vittorio, presidente della Provincia dal 1995 al 2004, scende in campo a Bologna. E in questo modo rifila un bel colpo al suo illustre zio. Il motivo? Non si candida con il Pd, ma contro i dem. Proprio in contrapposizione a Matteo Lepore, il sindaco uscente del partito di Elly Schlein oltre che mr. 30 all'ora. Come riporta il Secolo d'Italia, il docente universitario, che sta lavorando alla costruzione di una lista civica alternativa al campo largo in vista delle elezioni comunali di Bologna del 2027, ha scelto di boicottare la giunta uscente. Il progetto nasce insieme ad altri esponenti civici ed ex Pd, tra cui Andrea De Pasquale, e punta a intercettare il malcontento di una parte dell’elettorato dem. I temi? La casa, i trasporti e la partecipazione cittadina. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47342541]] Luca Prodi, quindi, vuole proporre un’alternativa all'amministrazione guidata dal Pd e da Lepore. Però non si colloca nel centrodestra. Il suo obiettivo è quello di costruire un’area autonoma, capace di competere direttamente con il Pd su un terreno tradizionalmente favorevole ai dem. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47348058]]
https://video.italpress.com/play/mp4/video/MnJQ
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"Queste acquisizioni fatte dai carabinieri servono a inquadrare a 360 gradi qual è la personalità dell'indagato. Non serve dimostrare che l'ossessione era per Chiara Poggi. Quello che conta è che esista un'ossessione nei confronti di un essere di sesso femminile in un periodo temporale vicino a quello della commissione dell'omicidio. Hanno una valenza relativa, ma fino a un certo punto, perché sono molto, molto utili". A parlare è Simonetta Matone, che è intervenuta sulle nuove scoperte riguardo ad Andrea Sempio, il nuovo indagato per il caso del delitto di Garlasco. "Se si dispiegano ben quattro magistrati - ha proseguito -, di cui due al culmine della loro carriera, e se questi soggetti lavorano indefessamente e segretamente senza mai indire una conferenza stampa o far trapelare nulla e ciò che noi riusciamo a sapere ora è soltanto in virtù del fatto che è stato disposto l'interrogatorio dell'indagato, secondo me hanno molto di più di quello che noi possiamo immaginare". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47546058]] E ancora: "Questa non è una partita nella quale si tifa per una squadra o per l'altra. Io ho sempre sostenuto che, in presenza di due assoluzioni e di una richiesta del procuratore generale" di allora "in cui si chiede il rigetto del ricorso perché elementi al di là di ogni ragionevole dubbio su Alberto Stasi non ci sono, io penso che qualcosa in questa vicenda secondo me non ha funzionato". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47546999]]
Cade il Milan, che viene sconfitto per 2-0 in casa del Sassuolo e deve dunque ancora lottare per conquistare la qualificazione aritmetica alla prossima Champions League. Decisive per i neroverdi le reti in apertura dei due tempi, con Berardi al 5' e Laurienté al 47', intervallate dall'espulsione di Tomori che dopo venticinque minuti ha lasciato in inferiorità i suoi. Il Sassuolo sblocca il parziale con il pallone perso nella propria trequarti da Jashari e girato da Thorstvedt a Laurienté, così per Berardi che col mancino a giro batte Maignan. Milan subito colpito e che poco dopo rischia di subire anche il raddoppio, sulla fuga di Nzola che impegna Maignan in tuffo. Prova a rispondere la squadra di Allegri, con il disimpegno sbagliato dal Sassuolo e Leão che dal limite dell'area calcia col mancino mancando di poco la porta di Turati. Al 24' arriva però l'episodio che favorisce il Sassuolo, con Tomori che da ammonito fa fallo su Laurienté costringendo Maresca a estrarre il secondo giallo all'indirizzo dell'inglese che lascia in dieci il Milan. Svolta della gara, che il Sassuolo gestisce bene lungo tutto il primo tempo, al contrario dei rossoneri, impacciati e con poche soluzioni offensive. Nella ripresa è ancora il Sassuolo ad approcciare meglio, siglando il raddoppio al 47', grazie allo scambio tra Thorstvedt e Laurienté che porta il francese al tiro potente sul quale non può nulla Maignan. Allegri prova così a stravolgere il suo undici, con gli ingressi di Loftus-Cheek, Pulisic a Gimenez a dare una nuova impronta offensiva. Il ritmo della gara resta però basso e questo favorisce gli emiliani, che vincendo consolidano così la loro posizione nella parte sinistra della classifica. Niente da fare per il Milan, mai pericoloso per tutto l'arco del secondo tempo e che non riesce a compiere il così passo decisivo per la qualificazione alla prossima Champions League.
Il grande tema dei tifosi italiani di tennis? Le condizioni di salute di Jannik Sinner. Il numero uno al mondo si appresta a giocare la sua quinta finale nel giro di pochi mesi. Di fronte troverà Alexander Zverev, numero 3 del ranking ed eterno sconfitto negli incontri contro l'altoatesino. Ma il vero obiettivo dell'azzurro resta il Roland Garros, perché è l'unico grande Slam che manca alla sua già prestigiosa bacheca personale. Potrebbe dunque decidere di rinunciare agli Internazionali di Roma. E su questo aspetto si è scatenato il grande dibattito tra gli appassionati. Sul tema è intervenuto anche Paolo Bertolucci, che non le ha mandate a dire. La leggenda azzurra si è lasciato andare a un piccolo sfogo contro coloro che ritengono di saperne di più degli addetti ai lavori. "Vorrei informare i capisce di tennis che Jannik Sinner attuale n. 1 del mondo è assolutamente in grado di programmare la sua attività senza il bisogno di dover seguire i vostri illuminati ma inutili consigli". E ancora: "Ma dove è spuntato quel manipolo di tuttologi che senza aver parlato con Sinner o con qualcuno del suo team ha sparso la voce che il n.1 del mondo probabilmente avrebbe saltato Roma?". Vorrei informare i capiscer di tennis che @janniksin attuale n. 1 del mondo è assolutamente in grado di programmare la sua attività senza il bisogno di dover seguire i vostri illuminati ma inutili consigli May 3, 2026