Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
“Kenya: un grande Paese che guarda al futuro", MedOr e Luiss incontrano Ruto
1 ora fa | Mer 22 Apr 2026 10:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/l9Kr

“Kenya: un grande Paese che guarda al futuro", MedOr e Luiss incontrano Ruto
1 ora fa | Mer 22 Apr 2026 10:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/l9Kr

“Kenya: un grande Paese che guarda al futuro", MedOr e Luiss incontrano Ruto
1 ora fa | Mer 22 Apr 2026 10:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/l9Kr

Terremoto Friuli, Roberti "In questi 50 anni Regione è profondamente cambiata"
1 ora fa | Mer 22 Apr 2026 10:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/yvQP

Terremoto Friuli, Revelant "Siamo qui per dire grazie al popolo americano"
1 ora fa | Mer 22 Apr 2026 10:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/zwVm

Terremoto Friuli, Zilli "A 50 anni dal sisma profonda gratitudine agli Usa"
1 ora fa | Mer 22 Apr 2026 10:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/xrOq

Focus ESG - Episodio 75
1 ora fa | Mer 22 Apr 2026 10:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/AYjP

Terremoto Friuli, Revelant "Siamo qui per dire grazie al popolo americano"
1 ora fa | Mer 22 Apr 2026 10:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/zwVm

Terremoto Friuli, Roberti "In questi 50 anni Regione è profondamente cambiata"
1 ora fa | Mer 22 Apr 2026 10:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/yvQP

Focus ESG - Episodio 75
1 ora fa | Mer 22 Apr 2026 10:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/AYjP

Terremoto Friuli, Revelant "Siamo qui per dire grazie al popolo americano"
1 ora fa | Mer 22 Apr 2026 10:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/zwVm

Terremoto Friuli, Peronaci "Il legame tra italoamericani è fondamentale"
2 ore fa | Mer 22 Apr 2026 09:45

https://video.italpress.com/play/mp4/video/wqYM

Terremoto Friuli, Cristicchi "Averlo raccontato in Usa emozione incredibile"
2 ore fa | Mer 22 Apr 2026 09:20

https://video.italpress.com/play/mp4/video/qkPG

"Sicario", un grande film d'azione: tra i migliori del nuovo secolo
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 09:08

SICARIO LA TRAMA PERCHÈ VEDERLO  Perché è un grande film d'azione, tra i migliori del nuovo secolo. Il pezzo più forte è l'agguato al posto di frontiera. La tensione va a mille.

Garlasco, messaggio minatorio a Antonio De Rensis: "Stai attento, ha amici potenti"
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 09:07

Non solo Massimo Lovati. A ricevere minacce, durante le indagini sul delitto di Garlasco, è anche Antonio De Rensis. Ospite a FarWest l'avvocato di Alberto Stasi ha svelato un retroscena che risale allo scorso gennaio. "In quel messaggio – dice il legale nello studio di Rai 3 – mi si diceva di stare attento perché qualcuno, e di quel qualcuno c’è un nome e un cognome, ha amici molto potenti. Io non sono andato a piagnucolare in televisione, ma direttamente dai carabinieri". Insomma, De Rensis avrebbe ricevuto un messaggio minatorio, proprio come accaduto tempo addietro a Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio.  E su questo De Rensis un'idea se l'è fatta: "A me - prosegue nel programma condotto da Salvo Sottile - è tutto molto chiaro sul perché io interesso così tanto a determinate persone. Ma c’è un problema: io non ho paura degli esseri umani, perché chi mi ha fatto da padre è morto il 17 gennaio del 1995 per salvare la vita a un bambino. Continuino pure ad attaccarmi, l’importante è che finisca questa indagine e poi, come ho sempre detto, vedremo per chi suonerà la campana".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47363065]]   Infine non manca la stoccata al difensore dell'ex pm Venditti (quello che nel 2017 archiviò la prima indagine su Andrea Sempio e che oggi è al centro dell’inchiesta Clean2 pul presunto 'sistema Pavia'), Domenico Aiello. Quest'ultimo gli aveva dato dell'"attore di teatro". "Per quanto riguarda la mia professione di attore - è la stoccata di De Rensis -, domani vado a recitare in Corte d’Appello alle 10.45; lo dico per il mio modesto biografo che vive a Roma".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47380531]]

Salone Mobile, Beko torna a EuroCucina con tecnologia, design e sostenibilità per la nuova cucina
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 08:54

Fedriga "A Washington per i 50 anni del terremoto in Friuli Venezia Giulia"
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 08:50

https://video.italpress.com/play/mp4/video/pjON

Solovyev, l'ambasciatore alla Farnesina: cosa filtra sull'incontro
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 08:43

Questa mattina l’ambasciatore russo a Roma, Alexey Paramonov, è stato ricevuto alla Farnesina dopo le gravi offese rivolte dal conduttore televisivo russo Vladimir Solovyev alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Durante la trasmissione “Polnyj Kontakt” andata in onda martedì 21 aprile, Solovyev – uno dei principali volti della propaganda del Cremlino – ha attaccato duramente la premier italiana utilizzando espressioni volgari e sessiste. L’anchorman l’ha definita “fascista”, “idiota patentata”, “brutta donnuccia”, “vergogna della razza umana” e ha usato l’epiteto “PuttaMeloni”, accusandola inoltre di aver “tradito Trump”. La Farnesina ha manifestato profonda indignazione per queste inaccettabili offese personali. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto immediatamente la convocazione dell’ambasciatore per esprimere formali proteste. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47379228]] Nel corso dell’incontro di questa mattina, Paramonov ha riferito di essersi già dissociato pubblicamente dalle affermazioni di Solovyev la sera precedente e lo ha ribadito alla Farnesina, precisando che né il Governo russo né le istituzioni di Mosca hanno mai attaccato la presidente Meloni.La premier ha risposto con fermezza sui social: "Un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Noi non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini. La nostra bussola resta l’interesse dell’Italia". Si tratta dell’ennesimo episodio di tensione tra Roma e Mosca. Il caso, va detto, ha suscitato ampia solidarietà bipartisan verso Meloni e ha riaperto, qualora fosse ancora necessario, il dibattito sull’aggressività della propaganda russa.  [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47379909]]

Stipendio, nessun cambio di mansione e paga tagliata: ecco chi rischia
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 08:43

Il datore di lavoro può abbassarti lo stipendio. Tutto vero. Con il decreto legislativo 81/2015, meglio conosciuto come Jobs Act (Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni), ha separato il concetto delle mansioni e quello di busta paga. Tradotto: oggi la retribuzione ha una sua autonomia contrattuale. Stando a quanto sottolineato da Brocardi.it lo stipendio può essere oggetto di una trattativa separata, indipendentemente da ciò che il lavoratore fa ogni giorno in ufficio o in cantiere. In ogni caso l'accordo di riduzione della retribuzione deve essere firmato in una cosiddetta sede protetta: si tratta dell'ispettorato del lavoro, dei sindacati o di altre sedi riconosciute dalla normativa come luoghi in cui il lavoratore può esprimere liberamente la propria volontà, senza subire pressioni o ricatti da parte del datore di lavoro. In caso contrario, un taglio di stipendio concordato fuori dalla sede protetta espone l'azienda a sanzioni pesanti e obbliga al rimborso di tutte le somme non erogate. Scendendo nei dettagli, il decreto legislativo 81/2015 non consente riduzioni di stipendio per qualsiasi ragione. La norma, dunque, individua tre finalità principali che possono giustificare il taglio. Tra queste il caso in cui un'azienda attraversa una crisi seria e il rischio di licenziamenti collettivi è reale, il lavoratore può accettare una retribuzione più bassa pur di conservare il posto. E ancora: il miglioramento delle condizioni di vita: un lavoratore può rinunciare a una parte dello stipendio in cambio di vantaggi concreti come la possibilità di lavorare stabilmente da remoto, orari più flessibili, meno trasferte, o una maggiore compatibilità tra vita professionale e vita privata.    [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47368772]]   La terza ipotesi riguarda lo sviluppo del percorso professionale: se la riduzione è funzionale a un progetto di riqualificazione, a un cambio di ruolo interno o a un investimento sul lungo periodo nella propria carriera, anche questo può costituire una base legittima per l'accordo.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47381810]]

Sal Da Vinci ospite a sorpresa di Gianni Morandi al concerto di Roma
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 08:29

Verissimo vola sui social: primo per interazioni e terzo per video views
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 08:26

Nella nuova classifica dei programmi tv più attivi sui social, elaborata da Sensemakers per Primaonline, c’è un dato che spicca su tutti: Verissimo conquista il primo posto nel ranking delle interazioni e il terzo posto per video views, confermandosi uno dei brand televisivi più forti sul fronte digitale. La classifica è relativa al mese di marzo. Il talk condotto da Silvia Toffanin continua dunque a dimostrare una solidità trasversale, capace di tradursi in engagement elevato e in una presenza costante sulle piattaforme social, anche in un contesto competitivo dominato da grandi show di intrattenimento. La graduatoria vede il primato complessivo andare ai programmi di intrattenimento, con i format The Voice guidato da Antonella Clerici, Grande Fratello Vip di Ilary Blasi e Amici di Maria De Filippi, a conferma di un panorama molto competitivo. In questo scenario, il risultato di Verissimo assume ancora più valore: pur non essendo un format “event driven” come talent o festival, il programma riesce a primeggiare nella capacità di generare conversazioni e interazioni online, segno di una community fidelizzata e attiva.

Imu, ecco da oggi non deve pagarla più: la sentenza cambia tutto
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 08:22

Con l’ordinanza del 2 aprile 2026 n. 8236, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante in materia di IMU: la locazione parziale di un immobile non fa perdere il diritto all’esenzione prevista per l’abitazione principale.La controversia nasceva da alcuni avvisi di accertamento emessi da un Comune per gli anni 2017 e 2018. Secondo l’amministrazione, la proprietaria, avendo affittato una parte della casa a terzi, non poteva più considerare l’immobile come abitazione principale, con la conseguenza che l’intero bene avrebbe dovuto essere soggetto a IMU ordinaria.La Cassazione ha respinto il ricorso del Comune, confermando la decisione favorevole alla contribuente. I giudici hanno chiarito che, se il proprietario continua a dimorare abitualmente e a risiedere anagraficamente nell’immobile, la presenza di un inquilino in una porzione di esso non altera la qualifica di “abitazione principale”. Questa pronuncia si inserisce nel solco tracciato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 209/2022, che ha ridefinito il concetto di abitazione principale come "l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46429710]] La Consulta aveva già superato il vecchio requisito che l’esenzione spettasse solo quando tutto il nucleo familiare viveva nello stesso immobile.La Cassazione consolida così un orientamento favorevole al contribuente (in linea anche con la circolare del Ministero dell’Economia n. 3/2012), ponendo fine a numerosi contenziosi con i Comuni che adottavano un’interpretazione più restrittiva. D’ora in poi, affittare una stanza o una porzione della propria casa non comporterà più automaticamente la perdita dell’esenzione IMU, purché il proprietario mantenga lì la propria residenza e dimora abituale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46652888]]

Così l'Est si sta trasformando mentre l'Ue è immobile
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 08:21

Quando la Polonia nel 2004 aderì all’Unione e qualcuno scrisse e disse che entrava in Europa, i polacchi che hanno la memoria lunga corressero subito il tiro, precisando che il Paese dell’Aquila bianca non entrava ma tornava in Europa, costretta a stare fuori dall’Urss e dal comunismo. Stesso destino dell’Ungheria, una delle due teste dell’aquila asburgica, dove gli atti parlamentari fino all’Ottocento erano in latino. La Romania, pur negli sballottamenti della storia, si tiene anche nel nome l’eredità culturale. Quanto alla Bulgaria, cugina di sangue della Russia, pur avendo abbracciato le 12 stelle gialle e persino la moneta comune, in maniera del tutto democratica ha fatto elettoralmente un plissé verso Mosca, come ai tempi del Patto di Varsavia. Rumen Radev ha stravinto le elezioni, nominalmente è progressista ma sostanzialmente sovranista, non disdegna affatto la Russia ma è contro l’immigrazione illegale, guarda con sfavore ai prestiti all’Ucraina e di sbieco le ingerenze dell’Ue, alle bandiere arcobaleno preferisce quelle della nazione e della famiglia. C’è un pezzo di Europa che scricchiola, dopo aver mandato i segnali inascoltati agli eurocrati e ai burosauri dell’ircocervo che dispensa filosofia invece di politica comune, che crea problemi invece di risolverli e non è in grado di essere quel che vorrebbe e che forse ha dimenticato. Il condominio commerciale comincia a presentare un bilancio sfallato, nella presunzione che i millesimi dei nuovi entrati e che sono la frontiera nord-orientale valessero di meno o pesassero assai poco. Prendiamo i Baltici, che hanno nella combattiva estone Kaja Kallas, vicepresidente della Commissione europea, la punta di lancia di nazioni inglobate per cinque decenni nel sistema sovietico, che non appena si sono coperti le spalle con la Nato hanno lanciato allarmi su allarmi nei confronti della nuova Russia putiniana, irrisi, snobbati e pure mal sopportati.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47332330]]   Per capire cosa sta accadendo nell’altra Europa che sta dentro questa Europa converrebbe spostare la prospettiva da quelle parti invece di incaponirsi a osservare dagli uffici di Bruxelles col sopracciglio alzato e l’aria professorale. E forse fare ammenda su gesti e situazioni che l’Ue non è stata in grado né di percepire né di valutare. Quando la Polonia scelse democraticamente il PiS dei gemelli Kaczynski, e non si consegnò all’idolo eurofilo Donald Tusk, nelle vene dell’Europa vennero iniettate in dosi massicce gli anticorpi contro il ritorno più presunto che vero dei vari “ismi” (nazionalismi, sovranismi, populismi e persino, ovviamente, inesistenti fascismi), senza analizzare i segnali che parlavano di identità nel pluralismo, cultura da non diluire nel melting pot, senso della realtà invece di utopia. La Polonia, com’è noto, si orientò verso gli Stati Uniti e sbarrò il passo all’immigrazione selvaggia e alla redistribuzione imposta. I polacchi divennero i cattivi d’Europa, salvo poi scoprirne il cuore generoso quando una massa di profughi si riversò contro le frontiere orientali dall’Ucraina attaccata dalla Russia. Viktor Orbán per anni è stato la bestia nera dell’Europa, perché erano più i no dei sì della sua Ungheria a difesa dei valori condivisi che fanno un popolo e poi una nazione. I magiari ovviamente erano diventati i negatori dei valori europeisti, perché non ne condividevano certe derive, e Budapest un pericoloso covo nero su cui stendere un cordone sanitario, salvo scoprire che in democrazia si può esercitare il diritto di scelta e i voti sono finiti all’ex discepolo poi avversario Péter Magyar.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47332322]]   Tanto è bastato alla commissaria capa Ursula von der Leyen per brindare inanellando una clamorosa serie di strafalcioni storici salvo scoprire che Magyar è il volto nuovo di un sistema pressoché uguale in cui gli ungheresi in parlamento non hanno inviato un solo esponente di sinistra. Sarà che li conoscono bene, come metà dell’Europa occupata dall’Armata Rossa. In Cechia un ex generale del Patto di Varsavia, Petr Pavel, sposato a una ufficiale dirigente di vertice dell’esercito popolare, è arrivato alla presidenza della Repubblica che fu di Vaclav Havel. È la democrazia, bellezza. E vale anche col ritorno come premier dell’imprenditore Andrej Babiš, i cui rapporti col Capo dello stato sono lineari: dove c’è uno e il protocollo non l’impone, non c’è l’altro, come ben sa il presidente Sergio Mattarella nella visita ufficiale a Praga. Uno schema che si riflette in quello polacco tra il primo ministro Tusk assai coccolato da Bruxelles, e il presidente Karol Nawrocki che al momento di firmare le leggi si avvale delle prerogative costituzionali. La Romania è un enigma avvolto nel mistero e persino le elezioni in salsa balcanica sono da spy story. Come perla legge di Lavoisier, secondo il quale nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, anche mezza Europa è in trasformazione, nell’immobilismo di quella di Bruxelles che non la comprende e neppure di sforza di farlo. E tira avanti, anche a campicchiare, con Ursula von der Leyen che ha smarrito la bussola e pure la rotta. Se mai ne ha avuta una.

Largo consumo, l'EDI taglia tempi e costi
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 08:21

Juventus, decide Spalletti: una squadra da scudetto, ecco chi arriva
3 ore fa | Mer 22 Apr 2026 08:19

Repetita iuvant, rinnovare il contratto di Spalletti a prescindere dal risultato finale è stata la miglior decisione presa dalla Juventus negli ultimi cinque (ma anche dieci) anni. Sottintende infatti un cambio di filosofia dell'intero club: per la prima volta, il parametro decisionale non è stato «la vittoria come unica cosa che conta» ma l’evoluzione del gioco e dei calciatori. In altre parole, la costruzione di valore. Ed era evidente che con Spalletti la Juventus avesse iniziato a progredire nel collettivo e nei singoli ben prima che arrivasse lo sprint decisivo per la Champions League. Dall’arrivo di Spalletti, la squadra ha collezionato 14 vittorie, 6 pari e 4 ko in ventuno giornate per un totale di 48 punti. Da quel momento (era la decima giornata), solo l’Inter ha fatto meglio con un inarrivabile bottino di 60 punti. Il Milan ha fatto uguale, 48 punti, ed è un tipico scherzo del destino che domenica ci sia lo scontro diretto, come a voler stabilire chi sia la seconda forza del campionato. Seconda, già, perché il Napoli nel frattempo sembra nuovamente in difficoltà e chissà se venerdì contro la Cremonese si sarà rimesso in moto. L’inerzia, comunque, sembra dalla parte della Juventus che, a differenza delle altre due, vede nel secondo posto un vero obiettivo. Non tanto perché dopo lo scudetto con Sarri (2019/20) non si è mai neanche avvicinata a quel traguardo, quanto perché certificherebbe la sensazione diffusa sulla Juventus del futuro: seguendo Spalletti e le sue indicazioni, in estate si potrà costruire una rosa che punti allo scudetto il prossimo anno. Senza più nascondersi dietro al dito del «puntiamo alla Champions».     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47349031]]   CONCETTI     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47349084]]   A centrocampo, Kessié è il classico parametro zero di rientro dall’Arabia Saudita e i discorsi sono già avviati: 29 anni, ormai esperto e conoscitore della serie A, il tipo di giocatore che Spalletti vuole per alzare il livello di Locatelli e Thuram. Su Bernardo Silva (31 anni) e Lewandowski (37 anni) c’è concorrenza, in tanti li stanno corteggiando, d’altronde sono i due parametri zero di punta della prossima estate; ma Comolli parla con Jorge Mendes da tempo per il primo e incontrerà l'agente del secondo nel weekend (lo stesso farà il Milan, guarda caso avversaria anche in campo). È evidente il disegno di un 4-2-3-1 sulla cui spina dorsale andrebbero a incastrarsi questi cinque nuovi acquisti: tutti esperti, low cost di cartellino ma costosi di ingaggio. Le idee sono nette, e sono diametralmente opposte a quelle che Comolli aveva per la sua Juventus. Un segnale inequivocabile: si fanno le cose ascoltando il più competente nella stanza, ovvero Luciano Spalletti.      [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47345162]]