Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
Fisco sempre più digitale, potenziato canale Civis dell’Agenzia delle Entrate
43 minuti fa | Mar 19 Mag 2026 15:45

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Salmone, baccalà e stoccafisso norvegesi conquistano gli italiani
1 ora fa | Mar 19 Mag 2026 14:50

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Roma, Rocca "Nuovo Policlinico Umberto I è cantiere di rigenerazione urbana"
2 ore fa | Mar 19 Mag 2026 14:20

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Spaziani Testa "Proprietà immobiliare non è privilegio, è beneficio per Paese"
2 ore fa | Mar 19 Mag 2026 14:20

https://video.italpress.com/play/mp4/video/WAXQ

Palermo, Carta "Nuovo Urban Center sarà uno spazio aperto alla città"
2 ore fa | Mar 19 Mag 2026 14:20

https://video.italpress.com/play/mp4/video/OpzY

Roma, Rocca "Nuovo Policlinico Umberto I è cantiere di rigenerazione urbana"
2 ore fa | Mar 19 Mag 2026 14:20

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Palermo, Carta "Nuovo Urban Center sarà uno spazio aperto alla città"
2 ore fa | Mar 19 Mag 2026 14:20

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Maxi Operazione antidroga a Licata, 6 misure cautelari
2 ore fa | Mar 19 Mag 2026 14:20

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Roma, Gualtieri "Abbiamo il dovere di proseguire lavoro di ammodernamento"
2 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:55

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Malagò "Ripartire da nuovi stadi uno degli elementi per rilanciare il calcio"
2 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:55

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Roma, Gualtieri "Abbiamo il dovere di proseguire lavoro di ammodernamento"
2 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:55

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Malagò "Ripartire da nuovi stadi uno degli elementi per rilanciare il calcio"
2 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:55

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Roma Capitale, Casellati a Gualtieri "Astensione Pd una giravolta deludente"
2 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:55

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Giubileo 2025, Anas premiata all'Arena di Verona per l'accessibilità urbana
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:20

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Iran, De Felice (Intesa Sanpaolo) "Subiremo contraccolpi ma non una recessione"
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:20

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Innovazione e interattività, Dazn presenta i Mondiali 2026
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:20

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Fisco sempre più digitale, potenziato canale Civis dell’Agenzia delle Entrate
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:07

Jannik Sinner, la telefonata da incubo prima degli Internazionali: "Ero terrorizzato"
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:06

Jannik Sinner ha trionfato anche agli Internazionali. Eppure per qualche istante Angelo Binaghi ha temuto il peggio, ossia che il numero uno al mondo rinunciasse a giocare al Foro Italico. Un timore alimentato da una telefonata inaspettata. "Ero terrorizzato - ha ammesso ai microfoni di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1-. Subito dopo la finale di Madrid mi ha chiamato il suo manager, che normalmente mi chiama una volta ogni due anni solo quando ci sono problemi e Jannik non può giocare".  Ad aggiungersi a questo, ha raccontato il presidente della Federazione Italiana Tennis, anche Matteo Berrettini che continuava a dire che "era impossibile che potesse venire, non ce la fa più". Per questo - ha aggiunto - "ero rassegnato". Poi la notizia che invece lo ha rasserenato: Jannik chiedeva solo di posticipare di un giorno il suo esordio, da venerdì a sabato. "In realtà la telefonata pensavo fosse uno scherzo". La sua risposta? "Ti faccio giocare anche sulla Luna, purché venga a Roma".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47772485]]   I timori d'altronde riguardavano anche le condizioni fisiche del giocatore: "Si sono visti problemi nel finale della partita con Rublev e soprattutto contro Medvedev. Credo che in quest'ultimo incontro Jannik abbia tirato fuori energie che forse neanche lui sapeva di avere". Sulla premiazione Binaghi ha svelato di essere stato "io, senza che nulla fosse programmato, a riuscire a convincere il Capo dello Stato a venire in campo a fare la premiazione, nel minuto immediatamente successivo alla vittoria di Jannik. Tutti gli italiani avrebbero voluto che fosse lui a premiare Sinner".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47785353]]

Via Veneto: la Dolce Vita rinasce tra memoria e lusso contemporaneo
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:02

Nel cuore di Roma, in via Veneto, la città sembra trattenere il respiro e ricordarsi improvvisamente di essere stata — e forse di essere ancora — il centro del mondo. Scenografia eterna della Dolce Vita, e proprio qui, al civico 62, si apre come un sipario l’InterContinental Rome Ambasciatori Palace. Un indirizzo che è una dichiarazione di stile, un racconto stratificato di storia, cinema e mondanità, oggi riscritto in chiave contemporanea con una grazia che evita l’ostentazione e preferisce il linguaggio più sottile del lusso discreto.   Un palazzo nato nel 1900 dalla visione dell’architetto Carlo Busiri Vici, che immaginò una residenza neorinascimentale fatta di simmetrie, colonne e dettagli capaci di evocare un’eleganza teatrale e senza tempo, destinata in origine ad accogliere ambasciatori in visita nella capitale e trasformata nel corso del Novecento in biblioteca dell’Ambasciata americana prima di diventare hotel, attraversando guerre, cambiamenti e metamorfosi fino alla recente rinascita nel 2023 sotto l’insegna InterContinental.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47788136]]   Ed è proprio questa stratificazione a renderlo oggi uno dei luoghi più affascinanti della nuova ospitalità romana, perché qui il passato non è un elemento decorativo ma una presenza viva che dialoga con materiali contemporanei, toni caldi e linee pulite, creando un equilibrio raro tra memoria e presente, tra monumentalità e intimità, tra storia e lifestyle, come se ogni stanza fosse pensata per raccontare una storia diversa ma coerente con il racconto generale della città. Le 160 camere e suite, infatti, sono un esercizio di armonia tra marmo, legno, luce naturale e tecnologia, un rifugio elegante dove il comfort non è mai gridato ma sempre suggerito, con dettagli che parlano la lingua dell’ospitalità contemporanea — dalle docce a cascata alle macchine da caffè italiane, dai tessuti morbidi alle luci regolabili — e che trasformano il soggiorno in un’esperienza sensoriale più che in una semplice permanenza. Ma è negli spazi comuni che l’hotel rivela la sua anima più scenografica: la hall, dominata da una scalinata marmorea che sembra uscita da un film d’epoca, accoglie gli ospiti con una promessa mantenuta, quella di entrare in un luogo dove ogni dettaglio è pensato per stupire senza eccessi. Il cuore pulsante della vita sociale è l’Anita Lounge & Bar, con il suo bancone circolare e l’atmosfera sofisticata ma mai rigida, perfetta per intercettare quel mix di viaggiatori internazionali e habitué romani che ancora oggi fanno di via Veneto un crocevia di storie e incontri.    [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47788134]] Al piano terra dell’InterContinental Rome Ambasciatori Palace troviamo il ristorante VICI Bistrot & Ristorante che si presenta come un progetto gastronomico che rifugge la rigidità dell’alta cucina classica per abbracciare un’idea più fluida e contemporanea di esperienza, sintetizzata in una formula tanto semplice quanto efficace: un luogo, due anime, due momenti distinti della giornata che raccontano due modi diversi di vivere la cucina italiana. Uno più immediato e conviviale, l’altro più profondo e costruito, ma entrambi tenuti insieme da una regia coerente e riconoscibile, quella dello chef Marco Ciccotelli, classe 1985, abruzzese di origine, interprete di una cucina che si fonda su tre pilastri dichiarati — stagionalità, essenzialità e qualità.    [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47788137]] Il nome VICI non è un dettaglio ma una dichiarazione d’intenti, un omaggio all’architetto Carlo Busiri Vici che progettò l’edificio all’inizio del Novecento e che oggi diventa simbolo di continuità tra architettura e cucina, tra costruzione dello spazio e costruzione del gusto, quasi a suggerire che anche un piatto, come un palazzo, debba reggersi su equilibrio, proporzione e visione, ed è proprio questa idea a guidare l’identità del ristorante, che cambia pelle nel corso della giornata senza mai perdere coerenza, passando dalla leggerezza luminosa del bistrot alla dimensione più sofisticata del ristorante serale.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47788138]]   A pranzo, VICI Bistrot è un luogo vivo, attraversato da una clientela mista di viaggiatori e romani, dove la cucina si esprime in una grammatica immediata, riconoscibile, quasi affettiva, con piatti che attingono al repertorio più iconico della tradizione italiana e lo restituiscono con precisione e pulizia, senza inutili virtuosismi, dai Supplì alla romana ai Filetti di baccalà fritto, fino ai grandi classici della Pasta come lo spaghettone al pomodoro e basilico o le Mezze maniche all’amatriciana, passando per una selezione di salumi, pinse e piatti freddi che costruiscono un racconto gastronomico accessibile ma mai banale, dove la qualità della materia prima resta sempre al centro e ogni elemento del piatto ha una funzione precisa.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47788139]]   È una cucina che non cerca di stupire ma di convincere, che lavora sulla memoria più che sull’effetto, e che proprio per questo riesce a intercettare un pubblico ampio, offrendo un’idea di lusso rilassato, quotidiano, quasi domestico, in cui anche un semplice Tiramisù o una Crostata ricotta e visciole diventano momenti di riconoscimento più che di sorpresa. Ma è al calare della sera che VICI cambia ritmo e ambizione, trasformandosi in VICI Ristorante, dove l’atmosfera si fa più raccolta, la luce più morbida e il menu più articolato, senza però tradire quella filosofia di essenzialità che resta il filo conduttore dell’intero progetto, qui declinata in piatti che giocano su contrasti più sottili, su tecniche più raffinate e su una costruzione più narrativa dell’esperienza gastronomica. Come nei Ravioli ripieni di coda di manzo con emulsione al rafano o negli Gnocchi con canocchie e nero di seppia, fino ai secondi che oscillano tra terra e mare: dall’Agnello con patata fondente alla Spigola con agrumi e caviale e che dimostrano una ricerca più evidente sulla profondità del gusto. In questa doppia anima si riflette perfettamente la visione dello chef Ciccotelli, che costruisce i suoi piatti partendo da pochi ingredienti selezionati e lavorando per esaltarne l’identità più autentica, evitando sovrastrutture e lasciando che sia la materia prima a guidare il racconto, in una cucina che potremmo definire contemporanea senza essere mai sperimentale, elegante senza essere distante, tecnica senza diventare fredda, e che trova il suo equilibrio proprio nella capacità di tenere insieme tradizione e innovazione senza forzature. Il risultato è un ristorante che non si limita a offrire un’esperienza gastronomica ma costruisce un racconto coerente con l’identità dell’hotel e con quella, più ampia, della città di Roma. Una città che vive da sempre di stratificazioni e contrasti, e che qui ritrova una sintesi contemporanea, capace di parlare a un pubblico internazionale senza perdere il proprio accento locale, trasformando ogni servizio — dal pranzo veloce al dinner più strutturato — in una narrazione fluida, elegante e profondamente italiana. Mentre per chi cerca la vera magia romana basta salire fino a Charlie’s Rooftop, la terrazza panoramica che domina i tetti della città e offre uno degli skyline più iconici d’Europa, tra cocktail, musica soft e tramonti che sembrano costruiti apposta per essere ricordati.  In questo senso l’InterContinental Rome Ambasciatori Palace é un dispositivo narrativo che permette a chi lo attraversa di sentirsi, anche solo per una notte, parte di quella storia infinita che è Roma, con i suoi miti, le sue luci, le sue contraddizioni e quella bellezza ostinata che continua, nonostante tutto, a sedurre il mondo intero.

Ebola, ministro della Salute congolese: 131 morti, 513 casi sospetti
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 13:01

Trump legge un passo della Bibbia nello Studio Ovale
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 12:59

Copland, un poliziesco non banale
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 12:59

COPLAND TRAMA PERCHE' VEDERLO  perchè  un   poliziesco  non  banale  che  punta  soprattutto   sul  disegno dei  personaggi, plausibili  nel   comportamento   e quasi  tutti sgradevoli. Dirige  James Mangold, un   regista  poco  sostenuto dalla  critica ma spesso  di  serie A  ("Le Mans"  "Quel   treno  per Yuma")

Attentato a Modena, che cos'è Salim El Koudri?
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 12:56

[{"image":{"mediaId":null,"mediaUrl":null},"text":"Un folle","index":0},{"image":{"mediaId":null,"mediaUrl":null},"text":"Un terrorista","index":1},{"image":{"mediaId":null,"mediaUrl":null},"text":"Un folle e un terrorista","index":2}]

Per superare le emergenze c'è un polo
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 12:55

Perché il lavoro di Medihospes a Messina realizza un vero hub mediterraneo dell’integrazione “Il Polo Sociale Integrato è la storia di un successo e di un modello avanzato, replicato in altre Regioni d'Italia. Insomma, la strada giusta”. Benny Bonaffini è il coordinatore in Sicilia di Medihospes, una grande cooperativa sociale aderente al Consorzio La Cascina, ed insieme al Comune di Messina (l'Assessorato alle politiche sociali particolarmente) dal 2022 gestisce una realtà che è diventata concretamente il simbolo della prossimità, il Polo Sociale Integrato, appunto. “E’ una forma concreta di integrazione, un luogo riconoscibile a tanti nel bisogno e accessibile senza burocrazia. Intercetta lavoratori migranti, persone uscite dai circuiti di accoglienza, vittime o potenziali vittime di sfruttamento, donne e uomini che non riescono a trasformare la presenza sul territorio in accesso effettivo ai propri diritti” spiega Bonaffini. “La logica è quella dell’accesso unico: la persona non gira da un ufficio all’altro, ma trova nel Polo un’équipe che valuta il suo bisogno, orienta, accompagna e attiva la rete territoriale”.  Forte dei fondi destinati ad asilo, migrazione e integrazione, all'interno del Programma Su.Pr.Eme. (Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze, piano quinquennale contro sfruttamento lavorativo, caporalato, marginalità e vulnerabilità dei cittadini stranieri in cinque regioni del Sud, cioè Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania), il Polo di Messina riesce realmente e professionalmente ad essere un aiuto per tanti, per quantità e modalità del lavoro che svolge. Parliamo di orientamento e accesso ai servizi del territorio, mediazione linguistico-culturale, formazione e riqualificazione professionale, orientamento e accompagnamento all’impiego, all’inserimento sociale, alla casa, ci sono servizi per la conciliazione famiglia-lavoro, e poi tutela legale, psico-sociosanitaria, infine gestione e aggiornamento di banche dati, analisi e monitoraggio del fenomeno dello sfruttamento lavorativo (compito non secondario, perché con i dati si possono e devono costruire le politiche sociali più realistiche ed adeguate). Medihospes si è rivelata l'attore adatto per strutturare e gestire quest'iniziativa, la cooperativa ha fondamenta solide e tanta esperienza, data da oltre seimila operatori in tutta Italia, 5 milioni di ore di lavoro ogni anno e 22mila persone assistite quotidianamente in tutte le Regioni. “Qui in Sicilia, gli enti pubblici con cui il Polo collabora sono ben 125, e sono Comuni, aziende sanitarie, uffici del lavoro, case circondariali e anche università” sottolinea Bonaffini, “nel territorio ci sono oltre 4mila studenti stranieri e incontriamo anche le loro necessità. Contribuiamo veramente a creare una comunità di uomini, donne e giovani, da 39 diversi Paesi di immigrazione, che abbiamo la fortuna di poter aiutare”. I numeri ufficiali del lavoro del Polo degli ultimi 18 mesi raccontano di 400 nuovi utenti, oltre 300 consulenze legali, 170 mediazioni linguistiche, oltre 200 orientamenti lavorativi e 250 orientamenti per l’accesso ai servizi territoriali e socio-sanitari. “Facciamo anche investimenti mirati” riprende Bonaffini, “l’app per prenotare gli appuntamenti, la web radio Radio Polo Sociale e la produzione di video-curriculum per la ricerca di opportunità lavorative. E abbiamo una scuola d’italiano con oltre 500 iscritti negli ultimi tre anni, un mix di alunni: ospiti di strutture d’accoglienza, studenti universitari, persone già presenti sul territorio”. Arrivati da poco o da tanto non importa, il Polo e Medihospes sono lì apposta.

Power Talks: il potere della comunicazione - Puntata del 19/5/2026
3 ore fa | Mar 19 Mag 2026 12:50

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