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Premio Agnes, Mara Venier: "So' la zia de tutti, fra un po' la nonna"

Libero Quotidiano3 ore fa

Chiesi Italia, serve un quadro regolatorio stabile per avviare il motore della transizione ambientale e industriale

Anche l’industria farmaceutica può essere motore della transizione sostenibile ambientale e industriale: perché questo avvenga è necessario anche un quadro regolatorio stabile, prevedibile e armonizzato. La traiettoria verso prodotti e processi a minore impatto ambientale, inclusa la conversione dei dispositivi inalatori medici con gas propellenti a ridotto impatto ambientale, su cui Chiesi sta investendo, richiederebbe l’adozione di nuovi standard condivisi, come ad esempio il protocollo PAS 2090:2025, approvato dalla Federazione europea EPFIA, utile per misurare anche gli impatti ambientali dei farmaci e contribuire a dimostrare l’importanza del binomio sostenibilità ed efficacia. In questa prospettiva, innovazione, salute pubblica e responsabilità sono le leve della strategia futura delle scienze della vita. È quanto emerso nel corso del convegno “Respiriamo il Futuro. Tecnologia e sostenibilità per la salute respiratoria”, organizzato da Chiesi Italia, azienda con sede a Parma e parte del Gruppo Chiesi, che integra Ricerca e Sviluppo, innovazione e sostenibilità nel proprio modello industriale. L’iniziativa ha promosso un confronto tra istituzioni e comunità scientifica con l’obiettivo di contribuire all’individuazione di soluzioni sostenibili per la gestione delle malattie respiratorie croniche, anche in un’ottica di evoluzione delle policy sanitarie. Diventa infatti sempre più urgente colmare il divario tra il peso reale delle patologie respiratorie e la loro priorità nell’agenda politica. Malattie respiratorie croniche, coinvolti 4 milioni di italiani In Italia, asma e Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) coinvolgono circa quattro milioni di persone e le patologie respiratorie croniche restano tra le principali cause di morte e di assorbimento di risorse sanitarie, in un quadro tendenziale in aumento per l’invecchiamento della popolazione, che genera disuguaglianze territoriali sostanziali nell’accesso prevenzione, diagnosi e cura. L’approccio One Health Per affrontare questa emergenza è necessario adottare un approccio sistemico e integrato, coerente con il paradigma One Health, che riconosce il legame tra salute umana, ambiente e contesto socio-economico. In questa prospettiva, la prevenzione ha un ruolo strategico prima dell’inizio del percorso di cura, insieme alla diagnosi precoce e al rafforzamento di un accesso equo e appropriato ai servizi sanitari. Allo stesso tempo, è prioritario agire sui determinanti ambientali della salute, in particolare sulla qualità dell’aria e sulla riduzione dell’esposizione ai principali fattori di rischio modificabili. Questi interventi sono essenziali per garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari nel lungo periodo e per rafforzare l’integrazione tra politiche sanitarie, ambientali e di salute pubblica. In questo contesto, anche l’industria farmaceutica è chiamata a contribuire attivamente alla definizione di modelli più sostenibili. Luca Ciriani, Ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha dichiarato: "La politica ha il compito di definire gli obiettivi di interesse pubblico per la sanità, garantendo che il Servizio Sanitario Nazionale assicuri l’universalità delle cure. È necessario riflettere non solo sull’entità della spesa, ma anche sulla qualità dell’offerta sanitaria, e su come tutti insieme possiamo assicurare risposte adeguate ai bisogni di salute della popolazione. La qualità dell’assistenza sanitaria si misura sia nella quantità di risorse investite nel sistema, sia nella capacità di rispondere efficacemente alle esigenze dei cittadini. L'obiettivo rimane di natura pubblica, ma è fondamentale che vi sia una collaborazione costruttiva tra settore pubblico e privato, coinvolgendo tutti gli operatori. Solo così potremo dare risposte concrete e mantenere un indispensabile punto di equilibrio nell'interesse di tutti". Valentino Valentini, Vice Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha affermato: “Proteggere i polmoni significa proteggere la vita: un obiettivo che richiede politiche pubbliche efficaci e un accesso equo alle cure. Le malattie respiratorie rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica e rendono sempre più urgente investire in innovazione, prevenzione e sostenibilità. In questo contesto, Chiesi rappresenta un esempio di come l’industria possa coniugare tutela della salute, competitività e responsabilità ambientale, sviluppando soluzioni innovative e a basso impatto. Il Governo è impegnato a sostenere le imprese che investono in ricerca, innovazione ed efficienza, promuovendo al tempo stesso un dialogo costante tra istituzioni, industria e pazienti. Respirare meglio è un diritto e costruire un futuro più sano e sostenibile è una sfida che dobbiamo affrontare insieme”. Andrea Costa, già Sottosegretario alla Salute e Consigliere del Ministro Schillaci per le Strategie di attuazione del PNRR, ha osservato: “Sicuramente questa è la dimostrazione dei grandi risultati che la ricerca è in grado di produrre. Si aprono nuove opportunità e il compito della politica è creare le condizioni affinché queste innovazioni diventino un'occasione concreta per chi ne ha bisogno. Credo che questo sia anche un esempio concreto di come il concetto di One Health possa essere applicato realmente. Ci troviamo, infatti, di fronte a uno strumento che fornisce risposte importanti in termini di sanità e salute, ma che al tempo stesso garantisce anche il rispetto dell'ambiente. Si tratta, quindi, di un approccio che tutela la salute del pianeta e che, di conseguenza, contribuisce a migliorare il benessere delle persone. È una grande iniziativa e una grande opportunità. Ribadisco, però, che c'è bisogno di una politica capace di allineare i tempi delle decisioni, rendere attuabili queste innovazioni e fare in modo che siano realmente messe a disposizione dei cittadini e di chi ne ha bisogno”. Per Elena Murelli, Commissione Affari sociali, Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato: "Quando un cittadino fatica a respirare, si trova di fronte a un problema grave: le malattie respiratorie hanno un impatto rilevante sul Servizio Sanitario Nazionale e richiedono interventi tempestivi. Considerando la crescita della popolazione, l’inquinamento e le sfide ambientali, è fondamentale garantire una continuità assistenziale. Non possiamo limitarci a intervenire solo nelle fasi più gravi della malattia, ma dobbiamo puntare sulla diagnosi precoce e sul monitoraggio costante. Dobbiamo, quindi, rafforzare la rete territoriale del Servizio Sanitario Nazionale per assicurare la sostenibilità delle cure, puntando sulla capillarità dell’assistenza e sulla sua efficacia, in particolare nelle aree interne dove i servizi sono meno accessibili, soprattutto per i pazienti più fragili e gli anziani”. Il CEO & Managing Director di Chiesi Italia, Raffaello Innocenti, ha affermato: “Le sfide sanitarie e ambientali che oggi affrontiamo richiedono un approccio integrato, in grado di coniugare innovazione, sostenibilità e qualità delle cure, mettendo al centro i bisogni delle persone. Per questo in Chiesi investiamo nello sviluppo di soluzioni a ridotto impatto ambientale, attraverso il progetto Carbon Minimal Inhaler (CMI), espressione di un impegno continuo in Ricerca e Sviluppo e di investimenti industriali orientati all’innovazione, anche nel nostro Paese, come la riqualificazione del sito di Nerviano, un polo produttivo e tecnologico dedicato allo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative”. Secondo Paola Rogliani, Presidente Società Italiana di Pneumologia: “L’apparato respiratorio ha un contatto diretto con l’ambiente per cui sarebbe sbagliato disgiungere la salute respiratoria dalla salute ambientale. L’apparato respiratorio rappresenta benissimo il paradigma del concetto One health, cioè dell’interazione tra salute e ambiente. Questo ci impone di avere un atteggiamento omnicomprensivo nell’approccio alle condizioni respiratorie che partono sicuramente dalla prevenzione e dall’attenzione all’ambiente”. All’evento hanno preso parte, inoltre: Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera; Agostino Santillo, Vice Presidente Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera; Cristina Almici, Commissione Agricoltura della Camera; Carlo Riccini, Direttore Generale Farmindustria; Luca Degrassi, Presidente Federfarma Friuli-Venezia Giulia.

Libero Quotidiano3 ore fa

DiMartedì, Elly nella morsa di Conte e Vannacci: la profezia di Mieli

Le insidie per il centrosinistra? Sono due: l’avvocato e il generale. Ne è convinto Paolo Mieli, che ospite di Giovanni Floris a DiMartedì in un faccia a faccia con Giuseppe Conte parte subito in quarta: «Qui manca un’idea chiara di leadership», spiega l’editorialista del Corriere della Sera riguardo al campo largo. C’è di più: «Io sono convinto che le primarie tra voi sarebbero devastanti, anche in nome di uno stesso programma». E allora che fare? «Lei non se ne abbia a male incalza Mieli rivolgendosi a Conte - ma io sono un tifoso dal primo momento di Elly Schlein, è una persona che giudico magnetica. Non se ne abbia a male e non si arrabbi... Però devo dire che a questo punto della vicenda penso che la Schlein dovrebbe cedere la candidatura a Conte e chiarirla subito, e se poi vogliono fare le primarie per santificare questa candidatura... Sa perché lo dico? Perché strutturalmente il Pd si porta il suo volumone, ma devono porsi il problema che se non mettono a frutto la leadership di Conte, secondo me il Movimento 5 Stelle è destinato a disperdersi». «Non la votano la Schlein, insomma», sintetizza Floris... «Mah, magari per fedeltà la votano ma non avranno la motivazione ad andare in massa al voto». «Schlein ha fatto un gran lavoro, il partito era al 17%, lei lo ha fatto crescere e l’ha tenuto insieme - blandisce Elly l’ex premier -. L’elettorato dei 5 Stelle va motivato. Non voglio dire che devo essere io il leader, ma per i 5 Stelle sarebbe la prima volta alle urne in coalizione e sicuramente le difficoltà ci sono».     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48101433]]   C’è però un’altra incognita e si chiama Roberto Vannacci. «Il fenomeno sta nascendo in modo sorprendente e preoccupante per il centrodestra ed è qualcosa che può andare oltre, ha già quasi raggiunto come consistenza elettorale la Lega e guardate che può prendere voti a tutti», ammonisce Mieli, quasi implorando Conte. «Presidente... può prendere voti a tutti e quando dico tutti intendo proprio tutti e quindi per me mettere in campo quell’ipotesi non è da rimandare alla vigilia delle elezioni. Se dovete prendere delle decisioni, prendetele subito. L’idea che prenda voti solo a destra è sbagliata, può prenderli anche da quello che è stato il vostro bacino storico».      [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48104717]]

Libero Quotidiano3 ore fa

Matano: anche in epoca AI, giornalismo è sempre fatto da esseri umani

Libero Quotidiano3 ore fa

Iran, attacchi in Bahrein: macerie ed edifici in fiamme dopo l'intercettazione dei missili

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Papa Leone XIV: "Non possiamo credere in Gesù e fare la guerra"

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Una piattaforma LegalTech per aiutare cittadini e professionisti

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Meloni sulle rinnovabili: Raggiunto massimo storico produzione elettrica, so che può dare fastidio

Libero Quotidiano3 ore fa

Cinzia Dal Pino, niente ergastolo ma 18 anni di galera: schiacciò ladro marocchino col Suv

È stata condannata a 18 anni di carcere Cinzia Dal Pino. È questa la sentenza emessa dai giudici della corte d'assise del tribunale di Lucca nei confronti dell'imprenditrice balneare viareggina ritenuta colpevole di omicidio volontario per aver ucciso il 52enne marocchino Noureddine Mezgui investendolo con il suo Suv l'8 settembre 2024 nel quartiere Darsena di Viareggio (Lucca). L'uomo le aveva rubato la borsa. La pm Sara Polino aveva chiesto per l'imprenditrice la pena dell'ergastolo perché non avrebbe tentato di fermare l'uomo, ma di aggredirlo e sopraffarlo, agendo con "volontà omicidiaria" e con l'intento di "punirlo come forma di giustizia privata". La difesa di Dal Pino, rappresentata dagli avvocati Enrico Marzaduri e Alberto Gargani, aveva invece chiesto alla corte di riformulare il reato contestato alla donna, ridimensionandolo a eccesso colposo di legittima difesa, o tutt'al più a eccesso preterintenzionale perché la donna, avevano sostenuto, voleva recuperare la borsa, piena di effetti personali per lei delicati, ma senza intenzione di vendicarsi per quella che la difesa definiva "una rapina" in quanto Mezgui, detto "Said", l'avrebbe minacciata e aggredita con un coltello, mai ritrovato.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47941896]]   Nel immagini riprese da una telecamera di videosorveglianza privata della strada si vedeva il Suv colpire l’uomo per poi fare più volte avanti e indietro sul suo corpo prima che la donne scendesse dalla vettura, recuperasse la borsa e se ne andasse, lasciando Mezgoui a terra. Nel corso dell' udienza dello scorso 27 maggio erano stati resi noti gli esiti della perizia psichiatrica su Dal Pino disposta dalla Corte d'Assise, che avevano escluso vizi di mente al momento dell'accaduto.   À Viareggio #Italy , une femme de 65 ans, Cinzia Dal Pino, a été arrêtée pour homicide volontaire après avoir tué celui qui lui avait volé son sac à main, un #migrant algérien de 47 ans nommé Malkoun Said en le plaquant contre la vitrine et le renversant plusieurs fois pic.twitter.com/BX8Y2yROdk September 11, 2024

Libero Quotidiano3 ore fa

Meloni: Nucleare vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio e lungo termine

Libero Quotidiano3 ore fa

Meloni: Ok clausola su 14 miliardi per energia è un risultato che in parecchi ritenevano impossibile

Libero Quotidiano3 ore fa

Taormina Film Festival, arriva Can Yaman: bagno di folla

Libero Quotidiano4 ore fa

Lilli Gruber fa lo spot al generale Vannacci

È un Vannacci che tende la mano al centrodestra ma al tempo stesso attacca per smarcarsi. Nel salotto di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, su La7, il generale oggi leader di Futuro Nazionale- camicia a righe e scarpa sportiva- parla di tutto. Con la padrona di casa e Lina Palmerini del Sole 24 Ore a fargli lo spot elettorale. L’effetto opposto a quello desiderato. «Non mi definisco di estrema destra. Mi definisco di destra autentica, fiera di essere destra e non rinnega nulla della propria identità», esordisce Vannacci. Ma dove si colloca nello scacchiere politico attuale? «Con Giorgia Meloni ho tante idee in comune, il problema è la deriva che c’è stata dal momento in cui questo governo ha preso ufficio e quello che è successo fino a oggi. Molte delle cose proposte non sono state realizzate», spiega. E ancora: «Credo che Meloni sia ancora una destra autentica, ma probabilmente dovrebbe dimostrarlo un po’ di più. È una destra che ha perso la trebisonda. Vannacci è il sestante che riporta sulla giusta rotta». Insieme a lui quella che chiama «sporca dozzina», ovvero i suoi nuovi e vecchi compagni di partito. «I miei sono i rifiuti degli altri. A me sta bene. Mi accontento di questo, quelli bravi li lasciamo al Pd e al M5S che almeno avranno la possibilità di salvare l’universo. Con la mia sporca dozzina voglio fare solo gli interessi degli italiani, e ce la faremo», ringhia il generale.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48116456]]   Tornando a pungere Marina Berlusconi: «Poi spiegherà a che titolo parla, non ha un ruolo politico. Come finanziatrice di Forza Italia? Nel caso, prendiamo atto che è un partito eterodiretto dalla finanza e dall’editoria». E non risparmiando bordate nemmeno al suo ex capo leghista Matteo Salvini: «Non ho usato Salvini, lui ha usato me per prendere 500mila voti. Oggi il mio partito ha fatto 100mila iscritti, in soli tre mesi sono tutti quello che probabilmente mi hanno votato quando ero nella Lega, senza voler votare Lega. È la dimostrazione plastica di quello che ho portato alla Lega». Tra poco più di un anno, a meno di improbabili sorprese, gli italiani andranno alle urne. Cosa faranno Vannacci e i futuristi? Entreranno in coalizione col centrodestra o correranno in solitaria? «Al momento un accordo non è all’ordine del giorno. Futuro Nazionale è un partito non ancora nato, con un programma che verrà spiegato e diffuso all’assemblea costituente di questo fine settimana. Le alleanze si faranno a ridosso delle elezioni». A chi gli parla di voto utile il generale risponde tranchant: «La definizione di voto utile è utile solamente a chi oggi ha una poltrona. Non sono alla ricerca né di poltrone né di potere».  I cavalli di battaglia restano la lotta all’immigrazione selvaggia, la sicurezza nelle città, lo stop al Green deal. «Peccato che su quest’ultimo ci siano alleati di Meloni che in Europa votano a favore», sottolinea Vannacci. «L’immigrazione illimitata assorbe risorse dello Stato. Gli immigrati pagano pochissime tasse e non contribuiscono allo stato sociale. Basta vedere il livello della contribuzione e il numero di immigrati che non hanno alcun lavoro e non possono averlo in quanto clandestini», aggiunge sul tema della coesione sociale. Sul piatto c’è sempre la remigrazione. «In primo luogo vanno remigrati coloro che non hanno diritto di essere da noi. Sono la maggior parte. Come si fa? Intanto, creando tanti Cpr. Grazie al decreto sui Paesi sicuri passato in Europa, qualora manchi un accordo bilaterale col Paese dal quale provengono, possiamo portare queste persone in Paesi terzi sicuri. L’importante è che non stiano da noi», spiega il leader di Futuro Nazionale. Quanto alla prossima legge elettorale, il partito ha presentato sette emendamenti. Da una parte c’è la richiesta di introdurre le preferenze, dall’altra quella abbassare il numero dei posti da riservare in lista alle donne. «La proposta per ridefinire le quote rosa nelle liste è mia. Le donne valgono per quello che sono, non per il sesso che hanno. Il 50 per cento del nostro elettorato è composto da donne e saranno libere di votare le donne che vogliono», rivendica il generale. A 600 chilometri di distanza dagli studi di La7, a Milano, i suoi supporter lo hanno tifato e applaudito davanti aun maxischermo. L’“Aperi Vannacci”.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48115875]]

Libero Quotidiano4 ore fa

Meloni: Sì a sanzioni contro coloni violenti che fomentano odio

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Per una sanità più giusta, le priorità delle Associazioni dei pazienti

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Achille Lauro show all'Olimpico: lo sogno da 25 anni

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La notte indimenticabile di Achille Lauro allo Stadio Olimpico

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Meloni: Europa dovrà riflettere sulla direzione delle relazioni con Israele

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Iran, Teheran chiude lo Stretto di Hormuz: "Qualsiasi nave sarà bersagliata"

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Meloni su guerra Libano: Italia sostiene con convinzione forze armate libanesi

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Al via i mondiali di calcio, secondo voi chi vincerà?

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Libero Quotidiano4 ore fa

Al Museo Egizio la moda scopre il potere del rituale

Ci sono luoghi in cui il tempo smette di essere una linea retta per farsi cerchio. Accade a Torino, dove le sale del Museo Egizio si sono trasformate nella passerella di “Hieroglam”, l’ultimo, visionario progetto espositivo e formativo firmato dall’Accademia Iuad. Curata da Pasquale Esposito e Francesco Maffei, la mostra non è una semplice esibizione di abiti, ma un viaggio sensoriale che esplora la storica, viscerale fascinazione che l’Antico Egitto esercita sulla moda. Un ponte ideale che unisce l’archetipo al futurismo, il mito ancestrale alla fluidità contemporanea. In un presente saturo di immagini digitali, avatar e identità smaterializzate, “Hieroglam” risponde a un bisogno profondo e modernissimo: quello di ritrovare il senso del sacro, della materia e del racconto collettivo. Al centro della scena, trenta abiti -manifesto nati dal talento degli studenti dell’accademia di Napoli e Milano. I giovani designer hanno riletto l’universo egizio non come mero esercizio di stile, ma come una meditazione visiva. I concetti spirituali del ka(la forzavitale) e del ba (l’anima mobile) prendono vita in silhouette scultoree, superfici luminose e stratificazioni cromatiche che evocano l’oro solare, il blu del Nilo, il nero cosmico e il rosso del deserto. A catturare l’attenzione è l’abito di Chiara Corbo Tedesco: un pezzo in puro lino, strutturato internamente da una tela adesiva in cotone. Una silhouette volutamente essenziale e semi -aderente, che fa da tela a un ricamo di perline eseguito interamente a mano su canottiglie dipinte a mano, simile a un amuleto prezioso da portare sulla pelle. Di un’energia completamente diversa, eppure magnetica, è la creazione di Alessia Russo in georgette che sfida i confini della materia accostandola a un corpino con cuciture alla francese realizzato in pelle di vitello nuvolato. L’apertura sul fianco sinistro segue i rigorosi e concettuali principi della modellazione Otoshiana di Shingo Sato, evocando con drammaticità e poesia l’idea di un corpo privato dei suoi organi, pronto a farsi pura essenza spirituale. Il percorso espositivo si arricchisce di un contrappunto d’eccezione: una selezione di capi d’autore provenienti dal prestigioso Archivio di Ricerca Mazzini. Le creazioni degli studenti dialogano così con i capolavori di chi, prima di loro, ha subito l’incantesimo dell’Egitto. Si cammina tra le architetture tessili di Issey Miyake, il rigore scultoreo di Gianfranco Ferré, l’animalier selvaggio di Roberto Cavalli e le visioni gotico -romantiche di Alexander McQueen. È la celebrazione di una linea continua che da sempre unisce i geni della couture- come Elsa Schiaparelli, John Galliano, Jean Paul Gaultier e Olivier Rousteing - alle icone della cultura pop come Madonna, Beyoncé e Lady Gaga, capaci di trasformare la simbologia divina in pura potenza scenica.