Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
Il raggio verde nella notte di Venezia, Chris Levine per la pace
2 ore fa | Mar 5 Mag 2026 05:06

Il sarto di Trump sbarca a Roma
4 ore fa | Mar 5 Mag 2026 03:57

La missione di Marco Rubio a Roma è quella del “sarto della Casa Bianca”, è lui l’inviato per ricucire le relazioni strategiche dell’amministrazione Trump. Il suo compito è tradurre la linea dura del Presidente in posizioni politiche flessibili, smussando gli angoli per rendere possibili compromessi con alleati chiave come l’Italia di Giorgia Meloni e il Vaticano che non ha eserciti ma parla al mondo. Rubio, che arriverà venerdì, non agisce come un semplice messaggero, ma come un interprete dotato di autonomia diplomatica, il suo ruolo è simile a quello che ricopriva Henry Kissinger, consigliere per la Sicurezza Nazionale e Segretario di Stato, il pezzo più importante della scacchiera di Washington. L’obiettivo di Rubio è riattivare canali diplomatici, gestire le divergenze e riaffermare l’importanza dell’Italia, non tanto per la sua potenza militare, quanto per la sua posizione geografica strategica nel Mediterraneo e il suo “soft power” che ha un’influenza anche sugli americani elettori di Trump. Nonostante le tensioni e la retorica della rottura, l’approccio di Trump, basato sull’“arte della negoziazione”, prevede che dopo una fase di “tempesta” si arrivi inevitabilmente a un accordo. Vedremo, non bisogna sottovalutare lo shock geopolitico e la sfida esistenziale di Stati Uniti e Israele: Washington guarda a Pechino, Gerusalemme lotta per non morire nel deserto radioattivo. Marco Rubio non è un semplice subordinato, ma un plenipotenziario politico con il compito di interpretare e adattare la linea strategica di Trump e del suo alleato più stretto, Israele. Il suo mestiere è quello del sarto, deve rammendare gli strappi. Attenzione, il sarto ha un ago, può pungere. E come accadde anche nel 2025 nel discorso che fece a Monaco – distensivo e applaudito dalle cancellerie europee – l’ago di Rubio pungerà, perché il sarto deve cucire, ma senza rinunciare a dire quali sono le idee e i disegni dell’America. Quanto al Vaticano, il nodo è la posizione non ancora chiarita dal Papa su questioni geopolitiche come l’Iran e le dittature. Se la critica si concentra selettivamente sulle democrazie, come quella americana, allora nemmeno un “sarto” abile come Rubio potrà ricucire gli strappi.

Sinner, "non ancora": le parole clamorose di coach Vagnozzi, il mondo del tennis trema
7 ore fa | Lun 4 Mag 2026 23:59

Una crescita continua, quasi ossessiva, la voglia di raggiungere una  perfezione che sembra non avere mai un punto d’arrivo. È questo il tratto distintivo del lavoro intorno a Jannik Sinner, che continua a fare incetta di tornei — nessuno come lui, dopo il successo di Madrid, aveva ottenuto 5 Masters 1000 di fila — e non vuole fermarsi. Alla vigilia della finale del torneo madrileño contro Alexander Zverev, il suo allenatore Simone Vagnozzi ha lanciato una frase diretta che spaventa gli altri tennisti: “Jannik non è ancora al massimo del suo potenziale”. Un concetto che racconta bene il metodo del team: non accontentarsi mai. Anche dopo una stagione di altissimo livello, l’obiettivo resta quello di individuare margini di miglioramento. In particolare sulla terra rossa, superficie che in passato rappresentava uno dei pochi punti meno solidi del gioco dell’azzurro. Oggi, però, i segnali sono diversi, e lo stesso Vagnozzi spiega da dove nasce questa evoluzione: “La cosa più importante nel lavorare con un giocatore come Jannik è avere degli aspetti su cui lavorare e lo stiamo facendo”.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47555506]] Poi un commento sui dettagli tecnici fondamentali per completare il suo tennis: “Per quanto riguarda la terra sappiamo quanto siano importanti il drop shot e le discese a rete e su questi aspetti tra gli altri ci siamo andati a concentrare per fare di Sinner un giocatore da tutto campo — aggiunge il coach — Penso che ci stiamo riuscendo, perché vediamo che migliora ogni giorno”. Lo si è visto anche nella finale di domenica contro il tedesco, annientato in 6-1 6-2 in meno di un’ora di gioco.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47561367]]

Sondaggio Yoodata, Giuseppe Conte in testa: ecco perché Silvia Salis inguaia Schlein
8 ore fa | Lun 4 Mag 2026 23:53

I primi scenari di ipotetiche primarie del centrosinistra danno Giuseppe Conte in testa. Si tratta dell'ennesima doccia gelata per Elly Schlein, attuale segretaria del Partito democratico. In quest'ottica, lo sgambetto alla segretaria del nazareno arriverebbe direttamente da Silvia Salis, sindaca di Genova e astro nascente del campo largo. Questa è l'analisi redatta nell'ultimo sondaggio realizzato da Yoodata. "L'eventuale presenza di Silvia Salis nelle primarie allargate del centrosinistra, secondo le valutazioni demoscopiche di Yoodata, potrebbe sottrarre a Elly Schlein una quota decisiva di voto Pd, rendendo più probabile la vittoria di Giuseppe Conte", ha spiegato Alessandro Amadori, psicologo, docente di Comunicazione politica all'Università Cattolica di Milano e direttore scientifico di Yoodata. "Le rilevazioni più recenti- ha sottolineato - mostrano che il bacino potenziale di Salis coincide in larga parte con quello della segretaria Pd, soprattutto tra elettori urbani, progressisti e sensibili ai temi civili".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47539153]] In uno scenario senza Salis, il quadro cambia. "Schlein e Conte risultano sostanzialmente appaiati, con un vantaggio limitato per l'una o per l'altro a seconda dell'affluenza. Ma con Salis in campo, il voto democratico si frammenterebbe, e la segretaria perderebbe tra i 6 e gli 8 punti percentuali, mentre Conte rimarrebbe stabile grazie alla maggiore compattezza del voto M5S su di lui". Stando alle rilevazioni, Giuseppe Conte conquisterebbe tra il 38% e il 42% degli elettori del campo largo. Dal canto suo, Elly Schlein scenderebbe al 28-30%. E Silvia Salis? La sindaca di Genova è quotata tra il 12% e il 15%. "Questo spostamento renderebbe quasi impossibile per Schlein competere alla pari, mentre Conte si avvantaggerebbe di un campo avversario diviso", ha concluso Amadori.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47511166]]

Fuori dal coro, l'abusivo provoca la giornalista: "Facciamo un figlio?"
8 ore fa | Lun 4 Mag 2026 23:33

Storie di occupazioni abusive, purtroppo ancora tante, che affliggono in Italia cittadini onesti, vessati dalla prepotenza di chi ignora leggi e decreti di sfratto. Se ne parla a Fuori dal Coro, programma di attualità e approfondimento di Rete 4, condotto da Mario Giordano. Nel primo caso, quello raccontato dall’inviata Letizia Modica, a Terzigno (provincia di Napoli) c’è Aniello Licone che ormai da 3 anni non intende andar via dalla casa di proprietà di Antonio, emigrato in Germania. Quest’ultimo è disperato: “Sono venuto direttamente dalla Germania per farmi ridare le chiavi, ho fatto 1500 chilometri perché lui mi aveva promesso che a fine aprile avrebbe lasciato la casa. Vediamo se ha mantenuto la promessa”. Niente da fare, con Aniello che addirittura provoca la giornalista: "Facciamo un figlio io e te?". Non finisce qui, perché spostandoci nel Lazio, a Campagnano di Roma, emerge la storia della signora Catia che, da quattro anni ormai, non può più entrare in possesso della propria abitazione, utilizzata dalla signora Mirella come magazzino. Così accoglie la troupe quest’ultima: “Non me ne frega niente, me ne frego!”. Giordano, in studio, sbotta: “Sono 4 anni che la signora occupa, ha pagato solo qualche mese. C'è uno sfratto esecutivo, ora il governo promuove la nuova legge e speriamo riesca ad accelerare, anche se non ci sarebbe bisogno di una legge per fare in modo che uno sfratto ridia la casa ai legittimi proprietari. In questo caso, poi, non è nemmeno una casa di residenza, perché la signora Mirella non abita lì, lo ha reso un magazzino dove tiene i mobili. C'è bisogno di un ufficiale giudiziario che sappia fare il suo mestiere, che vada lì e ridia le chiavi a Catia e butti fuori la signora Mirella, 4 anni non si può fare”. Infine, ecco l’esempio della Sardegna – raccontato da Andrea Grattarola - con la povera Sara, dipendente pubblico e, oltretutto, affetta dalla nascita una disabilità uditiva, bloccata dall’abusivismo di Elisabetta Cinus che tuona: “Rimarrò nella casa di Sara. Avete rotto i co****ni e basta, tanto rimarrò lì". La Cinus, una volta scaduto l'affitto con contratto transitorio di 6 mesi a Settimo San Pietro, pochi chilometri da Cagliari, non se n'è più andata. Racconta la proprietaria: “Mi ha contattato lei su Facebook, era disperata e cercava un punto d'appoggio. Mi ha tranquillizzata dicendomi che avrebbe lasciato la casa a fine contratto”. Ma così non è stato.   "Vogliamo fare una figlia io e te?" #Fuoridalcoro pic.twitter.com/F2KBAzXoyf May 3, 2026

Albano Carrisi piange a Domenica In: "Romina, non ammazzarmi", parole di fuoco contro la Power
8 ore fa | Lun 4 Mag 2026 23:14

Amarezza e rabbia. L'intervista di Albano Carrisi a Domenica In è un misto di emozioni e commozione. Mara Venier chiede conto al Leone di Cellino San Marco del rapporto con la ex moglie Romina Power, deteriorato dopo la tragica scomparsa della figlia maggiore Ylenia, nei giorni successivi al Capodanno tra 1993 e 1994.  "Non ammazzarmi, non lo merito - ha detto Al Bano con la voce rotta dal pianto, guardando le telecamere di Rai 1 e rivolgendosi idealmente a Romina -. Io sono stato un grande sostegno e un pilastro nella nostra famiglia. Non me ne sono mai fregato". Poche settimane fa a Belve, su Rai 2, proprio la Power aveva contestato l'atteggiamento dell'ex marito: "Quando pensi di avere un pilastro vicino e di colpo arriva il momento in cui vuoi appoggiarti e non c’è niente, non c’è un sostegno, allora le cose cambiano". Le visioni di quel dramma sono opposte. Al Bano è convinto che la figlia sia morta, Romina che abbia deciso semplicemente di sparire per rifarsi una vita: "Io so che Ylenia è da qualche parte. Lo sento".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47461898]] Sulla loro relazione, Al Bano però ha le idee chiare: "Eravamo già agli sgoccioli quando è scomparsa nostra figlia, la crisi è iniziata nel 1989, ho tentato di tutto per salvare l’unione, lei andava in America, io aspettavo, era talmente piena di non so quale realtà che non mi ha neanche visto. La famiglia è sacra, i figli non ti chiedono di venire al mondo, tu sei responsabile, un padre e una madre sono indispensabili, così mi hanno insegnato i miei". "Lei non mi ha visto. Chi andava in giro a New Orleans con l'ispettore della polizia? Io, mi ha portato in macchina con altri poliziotti nei posti più trucidi, dove spacciavano, con le pistole in mano, come si fa a dire che non c’era il sostegno? Dov’eri tu? - domanda a sua volta Carrisi parlando di Romina - Perché spari queste cose alle mie spalle? Ha detto che siamo stati là e io me ne sono andato via per fare il mio lavoro, ma è una frase da schiaffi, da pugnalata nel cuore". "Cara Romina, in quel periodo noi lavoravamo insieme, siamo stati un mese a New Orleans, sai cosa abbiamo vissuto e come, io non me ne sono andato, ho capito che non ci fosse più niente da fare dopo un mese. La realtà l’ho capita, è tragica, ho dovuto accettarla, lascerei in pace mia figlia, lo dico da padre, so di essere un grande padre, l’ho sempre dimostrato e lo dimostrerò, non solo con lei, ma con tutti i miei figli. Non lo merito, non è giusto, non è vero quello che hai detto, non sono andato via per tornare al lavoro, dovevamo farlo, siamo andati insieme al lavoro".

Silvia Salis, da Genova insulti agli Alpini: "Molestatori, via di qui"
8 ore fa | Lun 4 Mag 2026 23:04

Alpini: il nemico pubblico per gli antifascisti. La sinistra genovese ha inquadrato il bersaglio e non vuole lasciarlo, almeno non vuole smettere di tenerlo nel mirino fino a quando, nel capoluogo ligure, si terrà la loro prossima adunata. Il circoletto in rosso sul calendario è già posizionato. Andiamo dall’8 al 10 maggio per il 97° raduno delle Penne Nere. No pasaran è il motto. Gli ultimi insulti? Giusto qualche giorno fa. La data attorno al primo maggio ha solleticato la mano di anonimi scrittori metropolitani che hanno lasciato, sul selciato del centro storico della Superba, alcune scritte. Il tenore dell’inchiostro, arancione per non passare inosservati, va da “attenzione alpini, molestatori in città” a “remigriamo gli alpini”. Il registro non è poi differente dal post social che “Non una di meno” ha pubblicato, sui propri canali liguri, lo scorso 19 aprile. Per l’occasione, volantino fucsia dal titolo “Genova militare”, sottotitolo “Notizie nostalgiche”.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47539153]] Viene da sbadigliare perla monotonia, ma leggiamo. «Siamo in guerra. E Genova festeggia». Ma davvero? Non ce ne siamo accorti. «Come transfemministe, ci sfugge scrivono - a quale senso di collettività dovremmo contribuire. Forse quello di non turbare l’euforia nazionalista e patriottica che da sempre accompagna le adunate, sopportando in silenzio le celebrazioni di un mondo fatto di divise, maschilità tossica e cameratismo militaresco come strumento di coesione sociale e di orgoglio nazionale?». Verrebbe quasi da dire: ma hanno anche dei difetti, questi alpini? Per non parlare delle scuole chiuse. Questa aspetto alle Nudm non è proprio andato giù. «Le vite delle persone giovani si possono sacrificare per non disturbare la sfilata del maschilismo patriottico armato». E poi il tocco di classe, leggasi violenza di genere. «Anni di denunce per molestie verbali, fisiche, abusi che ciclicamente accompagnano queste celebrazioni». Non avevamo idea di trovarci davanti al Capodanno in Piazza Duomo a Milano del 2025. Una scena già vista nel 2022 e a cui abbiamo assistito anche a Colonia nel 2016. Cioè decine di stranieri autori di molestie ai danni di donne di diversa nazionalità durante i festeggiamenti.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47413693]] “Usanza” che ha anche un nome, ovvero taharrush gamea (“molesta pagliacciata del raduno degli Alpini - ha scritto - che ci occupano scuole e palestre, almeno si pagassero gli alberghi! Bloccano una città per tre giorni, la sporcano, bevono, fanno casino, ma a cosa servono questi raduni a spese della collettività. Non vedo l’ora se ne vadano ancora prima che arrivino». Qualcuno gli ha fatto notare che il pernotto è a carico loro e che a Genova genereranno, parliamo dell’arrivo in città di circa 400mila Penne Nere, un notevole indotto perla comunità. Senza dimenticare, tra le tante opere di bene fatte dagli alpini, l’intervento nel 2018 nei giorni del crollo del ponte Morandi. Non proprio tutti davanti al rancore si sono voltati dall’altra parte. Isabella Rauti, sottosegretario di Stato alla Difesa e figlia di Pino Rauti, ha sottolineato come l’adunata incarni lo spirito dei cacciatori delle Alpi. «Valori come coraggio, lealtà, solidarietà e spirito di servizio», rappresentano l’essenza di quest’ultimi. «L’annuale adunata degli alpini registra sempre - ha aggiunto l’esponente di Fdi - in ogni città di svolgimento, grande accoglienza e un forte spirito popolare; a Genova viene preceduta da una serie di polemiche e da un clima avvelenato e spiace dover constatare che la Giunta comunale della Salis, votando compatta contro il documento presentato in Consiglio a difesa dell’onore degli alpini, avalli le offese dei collettivi transfemministi che hanno addirittura sostenuto “la mascolinità tossica” della manifestazione». Lo sappiamo, Salis e soci preferiscono i dj set: una grappa con gli alpini, per la sinistra genovese edizione Vanity Fair, ha un retrogusto retrogrado.

Pensioni, la nuova flat tax al 4% per chi torna in Italia: ecco tutti i requisiti
9 ore fa | Lun 4 Mag 2026 22:40

Un nuovo emendamento al Decreto Fisco è stato depositato da Fratelli d'Italia alla Camera: prevede una flat tax al 4% sugli assegni previdenziali dei pensionati italiani che abitano all’estero ma decidono di tornare in Italia. Stando alle indiscrezioni, l'agevolazione sarebbe destinata a chi si trasferisce nelle "aree interne", cioè nei comuni più distanti dalle città e a rischio spopolamento.  Stando alla norma di Fratelli d'Italia ci sarebbero una serie di requisiti per poter accedere a una flat tax sulla pensione al 4%, che sostituirebbe le altre imposte, tra cui l’Irpef. Sarà dunque necessario essere titolari di un assegno previdenziale emesso da una cassa italiana (come l'Inps), essere residenti all'estero, dentro o fuori i confini dell'Unione europea e, infine, tornare in Italia trasferendosi in un comune delle “aree interne” con meno di 5mila abitanti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47454201]] Per aree interne, invece, si fa riferimento a quelle zone dell'Italia che si trovano più lontane dalle città e dai centri produttivi. In questi ultimi anni tali comuni si stanno spopolando molto rapidamente a causa di una generale crisi di ogni settore, della mancanza di servizi essenziali e della maggiore attrattiva delle città. I nostri concittadini che vivono all’estero e ricevono una pensione sono 675mila. Nel 2025 sono aumentati rispetto all’anno precedente, ma le dinamiche stanno cambiando. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47505700]]

Dritto e rovescio, furia Del Debbio: "Questo bast***o che è in giro"
9 ore fa | Lun 4 Mag 2026 22:13

«Questa giustizia egiziana così efficiente nei suoi confronti e che vorrebbe mettere lei in carcere, di questo bast***o che è in giro non si occupa?». A Dritto e rovescio, su Rete 4, Paolo Del Debbio affronta il caso di Nessy Guerra, cittadina italiana condannata in Egitto per adulterio e che ora teme di perdere la figlia di tre anni. La ragazza è in collegamento con la trasmissione da una località segreta. «Continuiamo a nasconderci da quest’uomo che vaga a piede libero», denuncia la giovane. In studio, in Italia, c’è invece Ahmed Elsheshtawy, esponente della comunità islamica di Milano, che conferma: «L’adulterio è inquadrato dall’articolo 274 del codice penale egiziano, che comunque non è solo basato su una questione religiosa». «Bella porcata, bella porcata - lo interrompe Del Debbio -, in totale violazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, firmata anche dall’Egitto». «Questa legge era in vigore in Italia fino al 1970 ed è ancora in vigore in altri Paesi, ok? Tutto il Nord Africa, in Medio Oriente, in Asia, Filippine, Taiwan», puntualizza ancora Elsheshtawy. Sul caso specifico, «è ambiguo. La signora ha ragione, questo ragazzo non è a posto, è inaffidabile«. La discussione si sposta poi sull’Islam, con Gianluigi Paragone che sottolinea: «Per la Sharia l’uomo e la donna non sono pari». «Diceva la mia mamma prima di morire: “Di questo mondo non ci capisco più nulla” - chiude Del Debbio - E io, mamma, che ora sei già su in cielo, dico che non ci capisco più nulla neanche io. E non ho nemmeno più voglia di occuparmene, ti dico la verità più pura. Mi fa schifo!». Una riflessione amara e arrabbiata insieme.    "Questa giustizia egiziana così efficiente nei suoi confronti e che vorrebbe mettere lei in carcere, di questo bastar*o che è in giro non si occupa?" #drittoerovescio pic.twitter.com/k1rWfoRl2Y April 30, 2026

Mattarella al concerto del 100° anniversario Banda musicale Guardia di Finanza
9 ore fa | Lun 4 Mag 2026 22:10

https://video.italpress.com/play/mp4/video/w6Eg

Ue, Meloni "Importante rafforzare dialogo con Azerbaigian"
12 ore fa | Lun 4 Mag 2026 19:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/v6YL

Cozzoli "Grandi eventi sportivi sono driver di crescita economica e sociale"
12 ore fa | Lun 4 Mag 2026 19:25

https://video.italpress.com/play/mp4/video/rWEB

Mattarella al concerto del 100° anniversario Banda musicale Guardia di Finanza
12 ore fa | Lun 4 Mag 2026 19:10

Migranti, Giani contro il Cpr in Toscana: "Richiama degrado", cortocircuito dem
12 ore fa | Lun 4 Mag 2026 19:06

"No al Cpr a Pallerone" perché è "una scelta sbagliata, che rischia di penalizzare un territorio come la Lunigiana che ha bisogno di sviluppo, valorizzazione nuove opportunità, non di interventi calati dall'alto". Lo afferma sui social Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a proposito del progetto di Cpr nel territorio del comune di Aulla (Massa Carrara). "La Toscana diffusa va sostenuta - sostiene -, non mortificata. Per questo attiveremo tutti gli strumenti a disposizione per difendere questo territorio e il suo futuro. La Lunigiana merita rispetto, investimenti e prospettive di crescita". Nel corso della sua visita alla frazione di Aulla, accanto al sindaco della cittadina Roberto Vallettini e a quello di Fosdinovo Antonio Eugenio Moriconi, Giani ha ribadito secondo una nota della Regione che "qui la Regione ha pensato di sviluppare strutture destinate ad una direttrice turistica in grado di valorizzare la cultura, i beni paesaggistici e storici e l'identità del territorio, non a Cpr". Tali centri, ha sottolineato il governatore toscano, sono "strutture di detenzione amministrativa destinate a cittadini stranieri non comunitari, irregolari o destinatari di un provvedimento di espulsione e che trattengono persone che, per problemi burocratici e mancati accordi di reciprocità con i Paesi di origine rimangono mesi e a volte anni. Assieme a loro, come accade sovente, arrivano poi amici, parenti, congiunti: un flusso di persone incontrollato che, come accade in ogni struttura di questo genere, richiama spesso persone che hanno commesso reati, soggetti borderline e quindi degrado".     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47463259]]   Giani, insomma, ammette che la presenza dei migranti è un problema. E la cultura dell’accoglienza indiscriminata tanto cara alla sinistra? E, in secondo luogo, come andrebbe affrontato il problema? Non è tardato ad arrivare un commento della Lega Toscana, che in una nota ha dichiarato: "La Regione Toscana non può limitarsi a dire no ai Cpr come sta facendo il presidente Eugenio Giani. Governare significa assumersi responsabilità. Per questo la Lega Toscana presenterà una proposta di legge di iniziativa popolare: chiediamo alla Regione di usare i suoi poteri di pianificazione per collaborare con lo Stato e individuare almeno un'area idonea. Dire sempre no è ideologia. I cittadini chiedono legalità e risposte concrete, a partire dal rimpatrio degli irregolari. Giani scelga: collaborare o bloccare tutto per fare gli interessi di scafisti e sfruttatori dell'immigrazione".      [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47299458]]

Tg News - 4/5/2026
13 ore fa | Lun 4 Mag 2026 18:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/qWVD

Fontana "Diplomazia parlamentare può aiutare a trovare soluzioni comuni"
13 ore fa | Lun 4 Mag 2026 18:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/pWRX

Tg News - 4/5/2026
13 ore fa | Lun 4 Mag 2026 18:55

https://video.italpress.com/play/mp4/video/qWVD

Pecoraro Scanio "Da Pompei un appello per un turismo che aiuti i territori"
13 ore fa | Lun 4 Mag 2026 18:30

https://video.italpress.com/play/mp4/video/kWoY

Sondaggio Mentana, FdI non molla la prima posizione: chi sale e chi scende
13 ore fa | Lun 4 Mag 2026 18:24

Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni si conferma primo partito nell'ultimo sondaggio Swg per il TgLa7 di Enrico Mentana. Il partito della premier, pur perdendo lo 0,3% in una settimana, resta comunque saldamente in testa alla classifica delle forze politiche con il 28,8% dei consensi. Al secondo posto il Partito democratico di Elly Schlein che, nonostante un lieve aumento, lo 0,2%, continua a inseguire FdI e ora si attesta al 21,8. A seguire, ecco il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che perde lo 0,1 e si posiziona al 12,4.  Subito dopo ci sono Forza Italia di Antonio Tajani, che cala dello 0,2 e si porta al 7,5%; Alleanza Verdi e Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni che guadagnano lo 0,2 e salgono al 6,9; la Lega di Matteo Salvini che scende dello 0,1 attestandosi al 6,1.      [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47507372]]   Tra i partiti minori, risulta stabile al 3,6% Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci; mentre sono in risalita Azione di Carlo Calenda (+0,1) al 3,5%; Italia Viva d Matteo Renzi (+0,2) al 2,5; Più Europa di Riccardo Magi e Noi Moderati di Maurizio Lupi (+0,1%) rispettivamente all'1,6 e 1,2%. In discesa le altre Liste, dello 0,2%. Cala dell'1% la percentuale di chi non si esprime, ora al 28%.      [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47511166]]

Tg Economia - 4/5/2026
13 ore fa | Lun 4 Mag 2026 18:00

https://video.italpress.com/play/mp4/video/oWON

Tg Economia - 4/5/2026
13 ore fa | Lun 4 Mag 2026 18:00

https://video.italpress.com/play/mp4/video/oWON

Dal Parlamento Ue bilancio da 1.780 miliardi
13 ore fa | Lun 4 Mag 2026 18:00

https://video.italpress.com/play/mp4/video/w6Em

Lavoro, calano gli occupati a marzo
13 ore fa | Lun 4 Mag 2026 18:00

https://video.italpress.com/play/mp4/video/v6Yg

Tg Sport - 4/5/2026
14 ore fa | Lun 4 Mag 2026 17:35

https://video.italpress.com/play/mp4/video/jWvY

Tg Sport - 4/5/2026
14 ore fa | Lun 4 Mag 2026 17:35

https://video.italpress.com/play/mp4/video/jWvY