Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
A Milano la tappa finale di "Io Prevengo", l'iniziativa itinerante di Lilly
2 ore fa | Sab 11 Apr 2026 16:10

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Sinner non riesce a finire l'intervista: "Non riesco a parlare...". Cosa è successo
2 ore fa | Sab 11 Apr 2026 15:51

Come da pronostico sarà Carlos Alcaraz l'avversario di Jannik Sinner nella finale del 'Rolex Monte-Carlo Masters', terzo "1000" stagionale, dotato di un montepremi di 6.309.095 euro, che si sta disputando sulla terra rossa del Country Club di Monte-Carlo, nel Principato di Monaco. Il tennista spagnolo, numero 1 del mondo e del tabellone nonché campione in carica, ha battuto in semifinale il monegasco Valentin Vacherot in due set con il punteggio di 6-4, 6-4. Nella prima finale del 2026 tra Alcaraz e Sinner in palio ci sarà non solo il trofeo del principato ma anche il primato in classifica: i caso di successo lo spagnolo si confermerà numero 1 del mondo, se vince Sinner sarà lui a balzare al comando del ranking Atp. Il numero due al mondo, dopo la super vittoria contro Zverev, si è prestato alle interviste di routine. Ma qualcosa è andato storto. Proprio mentre stava rispondendo a una domanda, alcuni "fan" lo hanno interrotto. E non si tratta di supporter "comuni", bensì un quartetto di piloti ovvero Oscar Piastri, Alex Albon, Gabriel Bortoleto e Ollie Bearman (c'era anche il suo amico Antonio Giovinazzi). "Allora una grande partita di Jan, il livello sta migliorando durante il torneo. Nel frattempo Jan sta salutando i suoi amici di Formula 1 che lo prendono in giro, giustamente, tra cui Oscar Piastri e molti altri. E direi forse il primo set Jan uno dei migliori su terra in assoluto", gli ha riferito il giornalista.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47231043]]   "Credo di aver giocato bene…Un ottimo inizio di partita, ho cercato di essere molto solido… non riesco a parlare, oddio, è difficile aspettate un attimo. Scusatemi", ha provato a rispondere Sinner non riuscendo però a terminare l'intervista.   Jannik getting interrupted by the F1 drivers during the interview with Sky Italia pic.twitter.com/P5tseDORh8 April 11, 2026

Verissimo, Delia Duran confessa: "Molto doloroso"
3 ore fa | Sab 11 Apr 2026 15:17

“Abbiamo deciso di programmare il parto cesareo perché il bambino era troppo grande. E quindi il dottore mi ha consigliato di fare questo tipo di parto": Delia Duran lo ha raccontato nello studio di Silvia Toffanin a Verissimo su Canale 5. Ospite del programma anche il marito Alex Belli, che sul parto cesareo ha detto: “È stato pure propedeutico perché nell’ultima ecografia non si vedeva, ma invece il bambino aveva il cordone ombelicale tutto intorno al collo”. Poi, quando la conduttrice ha chiesto a Delia Duran com’è stato il post parto, la neo mamma ha spiegato di aver vissuto giorni dolorosi: “È stato complicato. Diciamo che i primi giorni è stato molto doloroso, però ne è valsa la pena”. La Toffanin ha sottolineato anche che la coppia ne ha passate parecchie prima di accogliere il primo figlio. E Belli ha subito risposto dicendo che tutto quello che hanno vissuto alla fine li ha solo resi più forti: “Tutto quello che abbiamo passato, pure le cose difficili quando ci siamo allontanati, ogni volta ci ha fortificato di più. E il piccolo Gabriel è stato il risultato".      [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47046468]]

Cagliari, sconfitta la Cremonese 1 a 0: il Toro spazza via il Verona 2 a 1
3 ore fa | Sab 11 Apr 2026 15:05

Il Cagliari soffre ma ritrova i tre punti battendo per 1-0 la Cremonese, nella 32/a giornata di Serie A. Con la vittoria della Domus Arena, i rossoblù di Pisacane si rialzano in classifica portandosi a quota 33 punti come il Genoa e a +5 proprio sull'accoppiata Cremonese-Lecce terzultime. Parte bene la squadra di casa nel primo tempo, dopo appena 3 minuti Palestra cerca lo specchio della porta e si rende pericoloso. Cresce la Cremonese con il passare dei minuti, grigiorossi in due occasioni vicini al gol del vantaggio. Ospiti molto attenti Baschirotto e compagni in fase difensiva, mentre nel Cagliari da segnalare l'infortunio di Mazzitelli dopo la mezz'ora di gioco, al suo posto Adopo. Nel secondo tempo spinto dal pubblico il Cagliari inizia a spingere con maggiore determinazione e dopo un paio di occasioni non concretizzate, al 63' è Sebastiano Esposito a sbloccare il risultato con un colpo di testa da posizione defilata su cross dalla destra di Ze Pedro. La Cremonese prova a reagire, ma è ancora il Cagliari sulle ali dell'entusiasmo a rendersi pericoloso con le sgroppate del solito Palestra. Giampaolo prova ad inserire tutti i suoi attaccanti a disposizione, ma deve ringraziare un grande Audero quando a un quarto d'ora dalla fine compie un autentico miracolo su un colpo di testa a colpo sicuro di Deiola. Nel finale inutile assalto della Cremonese alla porta di Caprile, il Cagliari si difende e porta a casa i tre punti. Nel finale da segnalare il ritorno in campo di Belotti dopo un lungo infortunio, il Gallo non giocava da settembre. Vittoria interna del Torino nella 32/a giornata del campionato di Serie A, i granata piegano per 2-1 il Verona e mettono al sicuro il discorso salvezza arrivando a quota 39 punti a +12 sul terzultimo posto. Con la quarta sconfitta di fila, invece, il Verona resta inchiodato all'ultimo posto con il Pisa a 18 punti. Ormai per la retrocessione si aspetta solo la matematica. Nel primo tempo parte meglio il Verona, ma è il Torino a sbloccare la sfida con il più classico dei gol dell'ex: il 'cholito' Simeone raccoglie l'invito di Pedersen e batte Montipò in diagonale approfittando della caduta di un difensore. L'Hellas va subito vicino al pari con il colpo di testa di Gagliardinic che si stampa sulla traversa, il gol arriva però su un rilancio di Montipò letto male da Ismajli che lascia strada libera a Bowie, bravo a battere Paleari in uscita. In avvio di ripresa torna in vantaggio il Toro al 48' con una precisa deviazione da centro area di Casadei, su assist da sinistra di Obrador. Il Verona accusa il colpo e al 56' capitola ancora: il terzo gol granata porta la firma di Che Adams con un bel colpo di testa su cross ancora da sinistra di Obrador. Rete annullata però dal Var per un fuorigioco iniziale di Simeone. Nel finale disperato assalto dell'Hellas alla porta del Torino, scaligeri pericolosi con Bradaric che impegna Paleari e con Orban neo entrato. Toro vicini al tris con Vlasic, ma basta anche così per i tre punti.

Vance su colloqui Iran: Se ci prenderanno in giro non saremo ricettivi
4 ore fa | Sab 11 Apr 2026 14:19

Parkinson, "dormire male è un sintomo": gli studi choc
4 ore fa | Sab 11 Apr 2026 14:13

"Dormire male è un sintomo del Parkinson": lo rivelano tre studi clinici pubblicati tra il 2025 e il 2026, secondo cui altri due segnali precoci della malattia sono la depressione e il dolore, che dunque non sono semplici effetti collaterali. Uno studio del 2026 su Brain Sciences condotto su oltre 130 pazienti ha dimostrato che quelli che dormono male soffrono di depressione e ansia severa in misura superiore ai "buoni dormitori". Un dato, questo, confermato da una precedente ricerca pubblicata su Frontiers in Neurology ed effettuata su 109 pazienti. Secondo quest'ultima ricerca, il disturbo della fase Rem non trattato porta, a distanza di un anno, a un peggioramento della fatica e della depressione. Infine, uno studio del 2025 sul Journal of Medicine ha collegato la scarsa qualità del sonno a una maggiore ipersensibilità al dolore, sia centrale che periferico (osteoarticolare).  "È risaputo che la qualità del sonno può avere un impatto negativo su attenzione, percezioni e umore già nei soggetti sani", ha spiegato Arianna Di Stadio, neuro-otorinolaringoiatra. Che poi ha aggiunto: "È chiaro che nel Parkinson l’impatto sia ancora più profondo. Durante la fase Rem il sistema motorio dovrebbe essere disattivato (atonia muscolare), ma nel Parkinson i pazienti si muovono in maniera anomala perché i nuclei della base si infiammano. In questa fase, mancando il controllo razionale, l’iperattivazione di questi nuclei, che dovrebbero inibire i movimenti involontari, si manifesta con più facilità".     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47016753]]   Secondo l'esperta, il disturbo del comportamento in sonno Rem rappresenta la fase iniziale infiammatoria che precede la neurodegenerazione vera e propria: "Il cattivo sonno influenza le percezioni sensoriali e l’umore; questo spiega i risultati degli studi clinici. In tutte le malattie neuro-degenerative la fase neuroinfiammatoria precede la morte cellulare. Oggi si investe molto su farmaci per modulare questa infiammazione. Speriamo in un futuro prossimo di trattare il Parkinson agendo quando le cellule nervose soffrono ma non sono ancora morte".      [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45440991]]

Primo ministro pakistano incontra JD Vance per i colloqui Usa-Iran
4 ore fa | Sab 11 Apr 2026 14:04

Achille Lauro, "la mia avventura si conclude qui": addio a XFactor
4 ore fa | Sab 11 Apr 2026 13:53

"Dopo due anni bellissimi con una squadra unica e momenti che non dimenticherò mai, la mia avventura nel programma si conclude qui”: Achille Lauro ha comunicato così, con un messaggio su Instagram, il suo addio a XFactor, il talent show in onda su Sky. Il cantante, che dunque non sarà più nella giuria della trasmissione, ha poi aggiunto: "Mi trovo in un momento stupendo della mia vita. Tra un enorme tour negli stadi e l’amore travolgente che sto ricevendo, ho deciso di dedicarmi completamente alla musica e a chi in questi anni mi ha dato tutto”. Ha sottolineato, inoltre, che "la musica è la mia casa” e che “scrivo canzoni da quando ero piccolissimo e ho sognato questo per tutta la vita e voglio dare tutto me stesso alla mia gente e a questo sogno”. Infine, citando Franco Califano, ha chiosato: “Non escludo il ritorno”. Al termine del suo tour, infatti, non è escluso che l’azienda possa richiamarlo per proporgli di nuovo il ruolo di giudice. Non sarebbe la prima volta per il programma: è già successo altre volte in passato. Dovrebbero essere riconfermati invece gli altri membri della giuria, Francesco Gabbani, Paola Iezzi e Jake La Furia. L'unico dubbio adesso riguarda il possibile sostituto di Lauro.      [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46529826]]

Jannik Sinner, imprevisto in campo con Zverev: cosa gli cade dalla tasca
4 ore fa | Sab 11 Apr 2026 13:51

Uno Jannik Sinner scatenato approda per la prima volta in carriera alla finale del 'Rolex Monte-Carlo Masters', terzo "1000" stagionale, dotato di un montepremi di 6.309.095 euro, che si sta disputando sulla terra rossa del Country Club di Monte-Carlo, nel Principato di Monaco. Il tennista azzurro, numero 2 del mondo e del tabellone, ha battuto in semifinale facilmente in due set il tedesco Alexander Zverev, numero 3 del mondo e del seeding, con il punteggio di 6-1, 6-4 in appena 1 ora e 22 minuti di gioco al primo match point. Sinner diventa il decimo italiano a conquistare la finale del Torneo Atp di Montecarlo, è anche la quarta finale di fila in un torneo Masters 1000. In finale Sinner attende il vincente della seconda semifinale tra Carlo Alcaraz e il monegasco Valentin Vacherot.  Ad attirare l'attenzione del pubblico di Montecarlo ci ha pensato lo stesso Jannik Sinner. Durante uno scambio molto combattuto con Alexxander Zverev, il numero due al mondo si è accorto che dalla sua tasca era caduto qualcosa. Il giudice di sedia si è trovato costretto a interrompere il gioco per consentire allo stesso Sinner di recuperare l'oggetto smarrito: un fazzoletto. L'azzurro si è poi scusato con il suo avversario che da vero gentleman aveva avvertito l'arbitro dell'inconveniente.

'Scenario possibile' su Camera con Vista su La7 di Alexander jakhnagiev
5 ore fa | Sab 11 Apr 2026 13:36

A Milano la tappa finale di "Io Prevengo", l'iniziativa itinerante di Lilly
5 ore fa | Sab 11 Apr 2026 13:36

Trump su Iran: Sarà un buon accordo se non avranno più armi nucleari
5 ore fa | Sab 11 Apr 2026 13:28

Chi vi spaventerebbe di più come premier tra Elly Schlein e Giuseppe Conte?
5 ore fa | Sab 11 Apr 2026 13:16

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Jannik Sinner polverizza Zverev in due set: il colpo che fa esplodere Montecarlo
5 ore fa | Sab 11 Apr 2026 13:07

Jannik Sinner vola per la prima volta in carriera in finale al torneo Atp Masters 1000 di Montecarlo (terra, montepremi 6.309.095 euro). Il 24enne altoatesino, numero 2 del mondo e seconda testa di serie, supera il 28enne tedesco Alexander Zverev, numero 3 del ranking Atp e del seeding, con il punteggio di 6-1, 6-4 in un'ora e 23 minuti. Sinner affronterà domani in finale il vincente tra lo spagnolo Carlos Alcaraz, numero 1 del mondo e del tabellone e il monegasco Valentin Vacherot, numero 23 del ranking Atp. In caso di vittoria di quest'ultimo Sinner tornerebbe numero uno del mondo. "Sono molto contento, sono arrivato qui cercando risposte e feedback. Ogni giorno è diverso, ma oggi mi sono sentito molto molto solido sin dall'inizio, giocando bene da fondo campo - ha spiegato Sinner -. E quando sei subito avanti di un break questo cambia l'inerzia della partita. Vediamo cosa succede in finale". "Valentin (Vacherot l'avversario di Alcaraz, ndr) continua a mostrare quello di cui è capace - ha detto l'altoatesino - ma Carlos è il favorito. Io non vedo l'ora, è il motivo per cui ci si allena, per cui ci si sveglia la mattina. Affrontarlo prima del Roland Garros per me sarebbe un test importante, ma non ho nulla da perdere: già arrivare in finale per me è importante. Domani sarà l'ultimo sforzo".   Evil Jannik sarà sempre la mia versione preferita. #Sinner pic.twitter.com/ZdKthFY5AF April 11, 2026

"Il vostro stato sociale è la tassa che il merito paga all'invidia"
5 ore fa | Sab 11 Apr 2026 13:00

"Il vostro stato sociale è la tassa che il merito paga all'invidia. Il welfare non è solo solidarietà in Italia. Spesso è stato usato come emzzo d'estorsione per far sì che alcune attività venissero tollerate". Si tratta dell'ultimo post pubblicato su Instagram dall'account Il giovane liberale, con tanto di video del presidente argentino Javier Milei.            Visualizza questo post su Instagram                       Un post condiviso da @il.giovane_liberale

Trump su Iran: Apriremo lo Stretto con o senza di loro
5 ore fa | Sab 11 Apr 2026 12:54

Messico, 6.800 kg di guacamole per battere il Guinness World Record
6 ore fa | Sab 11 Apr 2026 12:43

Iran, Vance incontra il premier pakistano Sharif a Islamabad
6 ore fa | Sab 11 Apr 2026 12:42

Artemis II, Nasa: "Una missione per tutta l'umanità"
6 ore fa | Sab 11 Apr 2026 12:38

Turismo Magazine - 11/4/2026
6 ore fa | Sab 11 Apr 2026 12:35

https://video.italpress.com/play/mp4/video/g9zj

Turismo Magazine - 11/4/2026
6 ore fa | Sab 11 Apr 2026 12:35

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Nicole Minetti, la nota dei legali dopo la grazia concessa dal Quirinale
6 ore fa | Sab 11 Apr 2026 12:34

La grazia concessa dalla Presidenza della Repubblica a Nicole Minetti è fondata su "straordinari profili umanitari" connessi alla "tutela della salute" e alla condizione di "particolare vulnerabilità di un minore" rispetto al quale si chiede il "massimo" e "dovuto riserbo". Così in una nota gli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, legali dell'ex igienista dentale e consigliera regionale della Lombardia, condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell'ambito del processo 'Ruby bis'. I difensori di Minetti annunciano di riservarsi "ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti" qualora la "risonanza mediatica" della vicenda violasse la "dignità, la riservatezza e la serenità della vita familiare della dottoressa Minetti" e quella del "minore". Nel comunicato Fisicaro e Calcaterra definiscono il provvedimento di grazia emesso dal Quirinale come "nel pieno solco dell'istituto costituzionale della clemenza individuale" fondato su tutta una serie di "presupposti" fra cui la "necessità" di "assicurare continuità di cura e stabilità familiare" evitando che la pena potesse avere "effetti indiretti sproporzionati su soggetti terzi", la "distanza temporale" dai fatti per cui Minetti è stata condannata con "conseguente verifica dell’attualità della funzione rieducativa della pena" da scontare e infine la "responsabilizzazione personale" e il "reinserimento sociale maturati nel tempo" dall'ex politica del Popolo delle Libertà.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47227900]]   "In casi analoghi - fanno sapere i difensori di Minetti - scelte di questa natura restano normalmente confinate alla dimensione personale e familiare, senza una particolare esposizione pubblica". "Proprio per questo - concludono - rinnoviamo l’invito al massimo riserbo, in particolare sulla posizione del minore".    [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:40224049]]

Il risorgimento si beve d'un sorso grazie al barolo
6 ore fa | Sab 11 Apr 2026 12:26

A scuola si studia certo ancora il Risorgimento e- ormai si può dire – ci si annoia. Personalmente, mi sono annoiato un po’ più della media perché, per scommessa, andai a leggermi Le mie prigioni di Silvio Pellico... Indiscusso bestseller europeo nel 1832 ma, per un ragazzino, ancorché del secolo scorso, mattone indigesto. Eppure, ha ragione da vendere Marina Marazza, quando scrive: «Se tu approfondisci come si deve un periodo, ti comincia a scorrere davanti agli occhi un grande film, uno di quei kolossal che la mia generazione conosce bene». Poiché la generazione di Marina è anche la mia, capisco. E mi sono molto divertito – magari sorvolando (ma appena appena) sulle pagine dedicate agli intrighi amorosi di corte (descrizioni perfette, intendiamoci, ma non il mio genere) - nel leggere il suo secondo librone della saga dei Barolo, Il rosso del re (Solferino, pagine 534, € 23). In compenso, ho potuto concentrarmi sul simpaticone di Cavour, il brillante d’Azeglio, il povero Silvio Pellico e anche la sua sorella monaca. L’autrice scrive bene, il suo stile è piacevole e comprensibile e il suo testo è filologicamente corretto. Se inventa qualcosa - come in tanti romanzi storici- innesta l’invenzione su fatti accaduti e documentati. La storia di quegli anni è così ricca di accadimenti complicati, a volte contraddittori, da apparire inverosimili dove sono più veri, e veridici quando inventati. Prendiamo Carlo Alberto, il Savoia-Carignano, sovrano spilungone dello Statuto Albertino, la famosa “Costituzione flessibile” del ‘48 (che Marazza promette di affrontare in un volume successivo in quanto questo si ferma al 1835). Alto oltre due metri, più che coraggioso, temerario. Alla nascita non ha prospettive di diventare re ed è allevato secondo ideali illuministici. La fortuna, all’improvviso, lo mette in pole position per la successione al trono. Allora, i Savoia lo recuperano, lo mandano in Spagna a combattere i fautori della Costituzione, che lui stesso aveva sostenuto. Combatte quindi l’ultima crociata della reazione per riconquistare la fiducia dello zio Carlo Felice.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47172059]] Tali dicotomie si riflettono anche nel carattere e quindi nella vita privata, che lo vuole sessuomane e fedifrago seriale, ma anche bigotto, a tal punto da tenere un confessore privato nella stanza vicina alla sua alcova, sì da utilizzare il sacramento della confessione come tempestivo rimedio: un alka seltzer della coscienza... Qui sul serio la realtà supera la fantasia! Ci avessero raccontato queste cose a scuola, ci sarebbe piaciuto, il Risorgimento! E avremmo ringraziato Iddio con maggiore convinzione, per averci conservati repubblicani. Comunque, proprio da Carlo Alberto dipende il successo di quello che sarebbe diventato il vino più famoso d’Italia: Sua Maestà il Barolo. Il re alzerà il calice vuotandolo, mentre tutti attendono in religioso silenzio che si pronunci. Dirà: «Il Piemonte non ha più nulla da invidiare alla Francia, nemmeno in fatto di vini». È il coronamento di sforzi immani, non solo enologici, miranti a rendere “serbevole” il vino dei Marchesi Tancredi e Giulia Barolo (una Franca Florio del Piemonte...). Una processione di carri ha trasportato 325 carrà, botti da 600 litri, una per ogni giorno dell’anno, esclusa la quaresima, dalla cascina del Pilone a Barolo, fino al palazzo del re. La reazione di Carlo Alberto è più importante della realtà oggettiva. Si sa che il vino è buono, ma solo se piacerà al re ne sarà decretato il successo. E potrà contribuire a finanziare le numerose attività benefiche intraprese a Torino dalla marchesa Giulia, femminista ante litteram, in favore delle carcerate, dell’infanzia, dei poveri, dell’emancipazione femminile.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47171709]]

Perché la Cina ha spinto Teheran verso la tregua
6 ore fa | Sab 11 Apr 2026 12:20

Per settimane, mentre gli Stati Uniti e Israele bombardavano l’Iran e lo Stretto di Hormuz rimaneva serrato, Pechino ha mantenuto la sua abituale e calcolata ambiguità: condanne generiche, astensioni al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dichiarazioni sul diritto internazionale. Ma a novanta minuti dalla scadenza dell’ultimatum di Donald Trump Teheran ha accettato il cessate il fuoco mediato dal Pakistan. Il presidente Usa si è detto certo che «la Cina abbia convinto l’Iran a negoziare». E la conferma è arrivata da più fonti: funzionari iraniani hanno riconosciuto un intervento di Pechino dell’ultimo minuto che ha chiesto agli ayatollah di «mostrare flessibilità e disinnescare le tensioni» e il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif ha ringraziato Xi Jinping pubblicamente. Il grande giocatore silenzioso è finalmente uscito allo scoperto, Washington non aspettava altro. Vista dall’altra sponda dell’Atlantico, la guerra in Iran è la guerra in cui si decide chi comanderà il mondo nel prossimo mezzo secolo. Per anni Pechino ha speso miliardi per trasformare l’Iran in un asset strategico: «Colpendo Teheran», ha spiegato Zineb Riboua, ricercatrice all’Hudson Institute, «l’amministrazione Trump sta smontando un pilastro (il secondo, dopo il Venezuela, ndr) dell’architettura regionale cinese». Le sanzioni occidentali hanno causato l’isolamento di Teheran. La Cina ne ha approfittato: è diventata il principale acquirente del petrolio iraniano (il 90% delle esportazioni), ha investito in porti, ferrovie, zone industriali, nel 2021 ha firmato con la Repubblica Islamica un accordo venticinquennale da 400 miliardi di dollari. L’Iran, inoltre, è il nucleo della Belt and Road Initiative, la Nuova via della seta, e del Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud, progetto guidato dalla Russia per collegare il subcontinente indiano all’Europa attraverso Teheran.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47215049]] Con l’operazione Epic Fury iniziata il 28 febbraio il traffico nello Stretto di Hormuz è crollato del 90%, il petrolio ha superato i 110 dollari al barile, i porti iraniani di Bandar Abbas e Chabahar, snodi fondamentali di entrambi i corridoi cinesi, sono stati colpiti. Pechino importa massicce quantità di greggio dal Golfo e ha fatto investimenti colossali negli Emirati, in Arabia Saudita, in Kuwait. Ogni settimana di blocco erode riserve e rallenta un’economia già in difficoltà a causa della deflazione e della crisi immobiliare. È in questo contesto che va interpretata la mediazione pakistana. Islamabad si è offerta di apparecchiare il tavolo per i negoziati e ha passato messaggi tra Washington e Teheran. Ma il Pakistan, nonostante il rinnovato rapporto con gli Usa grazie a Trump, non è un mediatore neutrale. È il proxy regionale più antico e fedele del Dragone: il Cpec, il Corridoio Economico Cina-Pakistan, è arteria fondamentale della Via della seta, Islamabad dipende da Pechino per investimenti e armamenti, condividono la tecnologia dei reattori nucleari. Ma se le relazioni diplomatiche tra Pakistan e Cina quest’anno festeggiano il 75esimo anniversario, il legame sino-iraniano ha radici nella guerra fredda e, nei decenni, l’Iran è diventato la più significativa base avanzata cinese al di fuori dell’Asia orientale, un avamposto che dava a Pechino leva sulle rotte marittime critiche, con la prospettiva che solo il petrolio destinato alla Cina potesse transitare regolarmente per lo Stretto di Hormuz in caso di crisi. Trump sta smontando sistematicamente la rete di alleati attraverso cui Pechino e Mosca proiettano la loro influenza fuori dall’Asia. La campagna in Iran – il regime decapitato, più di 15mila obiettivi colpiti in poche settimane, superiorità aerea raggiunta in pochi giorni - ha mostrato al mondo di che cosa sono capaci gli Usa. Al punto che l’intelligence americana ha aggiornato le sue valutazioni su Taiwan: i leader cinesi «non pianificano un’invasione nel 2027 e non hanno una scadenza fissa». È un’inversione netta rispetto alle proiezioni degli anni precedenti basate sulla “Davidson Window”, la finestra di Davidson, concetto strategico che si riferisce al periodo di tempo compreso tra il 2021 e il 2027 durante il quale gli analisti militari ritengono che la Cina svilupperà capacità sufficienti per tentare di controllare Taipei. I motivi sono molteplici: i rischi di un’operazione anfibia a fronte di un possibile intervento americano, i costi economici, le recenti purghe ai vertici dell’Esercito Popolare di Liberazione che hanno indebolito la coesione del comando. Ma tra i fattori ci sono anche la precisione e il coordinamento senza precedenti che gli Usa hanno appena dimostrato. La campagna militare in Iran dimostra che «le grandi potenze possono ancora credere che la forza abbia ragione», hanno osservato gli analisti dell’International Crisis Group. Trump volerà da Xi Jinping il 14-15 maggio. Ha dimostrato di saper usare la forza. Ha stanato Pechino e ottenuto che usasse la sua influenza su Teheran. Ma ha anche dimostrato di non voler danneggiare gli interessi economici fondamentali della Repubblica Popolare (il greggio, le rotte commerciali, la stabilità del Golfo). A Islamabad si vedrà se la Cina ha capito e se accetterà il compromesso: restare una superpotenza, ma la numero due.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47217156]]

Nicole Minetti, "gravi condizioni di salute di un minore": le ragioni della grazia
6 ore fa | Sab 11 Apr 2026 12:18

Arriva una precisazione dal Quirinale sulla grazia concessa a Nicole Minetti. La notizia era stata data nelle scorse ore dal conduttore di Mi Manda Rai 3, Federico Ruffo. In un post aveva scritto che "l'ex igienista dentale e Consigliera Regionale lombarda, condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell'ambito del processo 'Ruby bis' (le cosiddette cene eleganti), è stata graziata dal Presidente della Repubblica. Il provvedimento di grazia, giunto per motivi umanitari, è stato rilasciato nelle scorse settimane con il parere positivo del Ministro della Giustizia Nordio e quello del Procuratore Capo della Corte d'Appello". Ora ecco il chiarimento. Fonti del Colle, in riferimento alla vicenda della grazia conferita a Nicole Minetti, precisano: "La concessione dell'atto di clemenza - in favore del quale si è espresso il competente Procuratore generale della Corte d'appello in un ampio parere - si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati. La normativa a tutela dei dati sensibili dei minori non consente di rendere noti dettagli sulle condizioni di salute del minore".     [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47227900]]