Il provolone del Monaco Dop, nei primi tre mesi dell’anno, ha registrato un aumento della produzione del 10%. Merito dell’ottimo lavoro svolto dal Consorzio di tutela guidato dal presidente Giosuè De Simone e dal direttore scientifico Vincenzo Peretti. Una buona notizia, per un formaggio campano straordinario che tuttavia resta quasi invisibile sugli scaffali della grande distribuzione al di fuori della regione di provenienza. È il destino comune a decine di prodotti italiani di eccellenza: certificati, tutelati, magari premiati a livello internazionale, eppure sconosciuti alla grande maggioranza dei consumatori. Ho compilato una raccolta dei cibi imperdibili anche se poco conosciuti che vale la pena di assaggiare almeno una volta nella vita. Naturalmente la lista è frutto di una scelta soggettiva, con una selezione messa assieme nel corso degli ultimi quindici anni. FORMAGGI Provolone del Monaco Dop, Penisola Sorrentina. Pasta filata semidura, stagionatura minima 6 mesi, sapore intenso e piccante. Murazzano Dop, Langhe (Cuneo). Tra i più antichi formaggi piemontesi, latte ovino di razza Langhe (min. 60%), pasta molle. Sconosciuto fuori dal Cuneese. Nostrano Valtrompia Dop, (Brescia). Vaccino semigrasso, stagionatura minima 12 mesi, crosta unta con olio di lino. Sapore intenso. Raro fuori dalla Lombardia orientale. Spressa delle Giudicarie Dop, Trentino. Tra i formaggi alpini più antichi, pasta vaccina magra, stagionatura da 3 a 18 mesi. Delicato da giovane, deciso se stagionato. Bettelmatt Pat, Val d'Ossola (Verbania). Prodotto solo in estate in pochi alpeggi a quota elevata. Sapore dolce con intense note erbacee. Produzione limitatissima. SALUMI Crudo di Cuneo Dop, Piemonte. Stagionatura minima 10 mesi, sapore delicato. Oscurato dalla notorietà di Parma e San Daniele. Salame di Varzi Dop, Oltrepò Pavese. Puro suino a grana grossa, stagionatura da 45 giorni a diversi mesi. Sapore ricco e leggermente speziato. Raro nella Gdo nazionale. Prosciutto di Sauris Igp, Carnia (Udine). Unico prosciutto crudo affumicato italiano, prodotto nel paese più alto della Carnia. Affumicatura con legno di faggio e bacche di ginepro, stagionatura minima 10 mesi. Pitina Pat, Pordenonese. Polpetta affumicata di carne ovina o caprina con lardo, aglio ed erbe aromatiche. Conserva invernale di montagna. Mazzafegato Pat, Umbria. Insaccato di fegato e frattaglie di maiale con pinoli, uvetta, scorza d'arancia e spezie. Dolce-speziato, tipico della stagione della macellazione. Quasi sconosciuto fuori dall’Umbria. Prosciuttino d’oca della Lomellina Pat, Mortara (Pavia). Coscia d’oca salata a secco e stagionata tre mesi, peso 350-400 grammi. Sapore delicato e tendente al dolce. ORTAGGI E LEGUMI Cipolla di Breme Pat, Lomellina (Pavia). Bulbo piatto, polpa dolcissima e croccante. Meno celebre della cipolla di Tropea, qualità straordinaria. Peperone di Voghera DeCo. Tondo, giallo-verde, polpa soda, sottile e dolce. Sottratto di recente all’estinzione è l’ingrediente immancabile del risotto alla Vogherese. Pisello di Miradolo Terme, Miradolo Terme (Pavia). Detto erbion, polpa dolce e mai farinosa. Venti coltivatori amatoriali. Solo in loco e alla festa di maggio. Aglio di Voghiera Dop, Bassa Ferrarese. Bulbo grande e regolare, spicchi compatti, sapore delicato e persistente. Cipolla Rossa di Acquaviva delle Fonti Pat, Barese. Varietà piatta, colore rosso-viola intenso, polpa dolce e succosa. Sedano Bianco di Sperlonga Igp, (Latina). Coltivato nelle pianure bonificate tra Sperlonga e Fondi. Gambi bianchi e teneri, sapore delicato. Quasi sconosciuto fuori dal Lazio meridionale. Fagiolo Zolfino del Pratomagno Pat, Toscana orientale. Piccolo, rotondo, color giallo paglierino. Buccia sottilissima, non richiede ammollo, sapore burroso. Cicerchia di Serra de' Conti Pat, (Ancona). Legume antico quasi scomparso, recuperato da coltivatori locali. Sapore intenso e rustico, ideale per zuppe. Scalogno di Romagna Igp. Bulbo allungato, buccia ramata, polpa rosata. Sapore intermedio tra aglio e cipolla, più delicato di entrambi. Pomodoro Viarenghi di Vigevano, Pavia. La varietà di pomodoro più antica d'Italia ancora coltivata. Semi custoditi dalla famiglia Viarenghi dal 1820. Polpa dolcissima, quasi priva di acidità. FRUTTA Pesca di Volpedo Pat, Alessandria. Dal paese del Quarto Stato di Pellizza, profumo intenso, dolcissima, gusto vellutato e pieno. Pesca di Bivona Igp, Arigento. Varietà tardiva, polpa bianca succosa. Fragile, scarsamente distribuita fuori dalla Sicilia. Fico di Cosenza Dop. Essiccato a mano, farcito con mandorle, cedro e cannella. Quasi assente al Nord. Azzeruolo, Sicilia. Piccolo pomo simile a una mela in miniatura, polpa agrodolce che ricorda la nespola. Molto ricercato per confetture e liquori, ma quasi introvabile. CARNI Carne Varzese Pat, Oltrepò Pavese, da bovini di razza autoctona Varzese. Carne magra, tenera, sapore deciso. Quasi esclusivamente presso allevatori e macellerie locali. Carne Cabannina Pat, Val d'Aveto (Genova). Carne estremamente sapida, aromatica e con marezzatura fine. Reperibile in quantità limitatissime presso allevatori della Val d’Aveto e selezionate macellerie del genovese.
Un giorno di telelavoro obbligatorio, trasporti pubblici più economici e una riduzione diffusa dei consumi, dal riscaldamento alle trasferte: l’esecutivo comunitario di Ursula von der Leyen si prepara a svelare il 22 aprile il suo mix di incentivi mirati e proposte per affrontare la ventilata crisi energetica. L’idea è di suggerire ai Paesi membri una “economia del comportamento” che si concretizzerà in una serie di raccomandazioni. Il segnale più immediato è almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana rispolverando gli obblighi imposti durante il Covid. Dirottare i consumi dal petrolio al gas e incentivi a chi consuma nei momenti di picco delle energie rinnovabili (solare e vento). L’intento è favorire spostamenti con mezzi pubblici invitando i Ventisette a ridurre le tariffe di bus e metro fino alla gratuità per le fasce più fragili, mentre le città dovrebbero trasformarsi in veri laboratori tra Ztl, giornate senz’auto e spinta alla mobilità elettrica. Modesto dettaglio: con appena circa 5,3-6 milioni di auto elettriche circolanti nel Vecchio Continente (dati Eurostat 2025) vorrà dire lasciare a piedi quasi l’80% dei cittadini. Da Bruxelles si vorrebbero modificare le abitudini quotidiane: meno riscaldamento, meno sprechi, consumi spostati fuori dalle ore di punta. A cominciare dalle amministrazioni pubbliche. Luci spente e uffici illuminati con sistemi ad alta efficienza. La bozza arriva fino alle caldaie domestiche: l’invito è restare sotto i 50 gradi. Sul fronte sociale, Bruxelles prova a tenere insieme rigore e protezione con voucher mirati e, se necessario, e prezzi regolati. E intanto punta sul lungo periodo con leasing agevolato per tecnologie verdi, incentivi per sostituire vecchi elettrodomestici. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47328560]] Per fare fronte al traffico aereo Von der Leyen invita a ridurre «i voli quando possibile, puntando su alternative meno dispendiose in termini energetici». Assicurando che «non ci sono indicazioni di una carenza sistematica di carburante tale da provocare cancellazioni su larga scala», ha garantito Palazzo Berlaymont che sta già monitorando l’andamento con l’Agenzia internazionale dell’energia. Il direttore dell’Aie, Fatih Birol, mette le mani avanti: in caso di interruzioni prolungate delle forniture il nostro continente potrebbe ritrovarsi con riserve di carburante per aerei sufficienti per appena «sei settimane». Intanto il commissario Dan Jorgensen ipotizza la condivisione delle scorte di jet fuel tra i Ventisette.
La guerra con l’Iran non è ancora conclusa che i pianificatori militari israeliani guardano già oltre. Non per ottimismo né per pessimismo, ma per consuetudine: Israele non si è mai potuto permettere di attendere che un conflitto finisse prima di prepararsi al successivo. La domanda che si pongono oggi a Gerusalemme è lucida: dopo l’Iran, da chi dovremo difenderci? Secondo Eric Mandel, editorialista del Jerusalem Report e direttore del Mepin, centro studi di Washington che analizza le minacce alla sicurezza israeliana, i futuri pericoli potrebbero provenire da direzioni in cui gli Stati Uniti non seguiranno Israele. Se la Turchia dovesse consolidare la propria ostilità verso lo Stato ebraico, Ankara potrebbe diventare il principale rivale strategico di Gerusalemme. La Turchia però è membro della Nato e un alleato su cui gli americani possono contare: per Washington trattarla come un nemico non è un’opzione. A complicare le cose, il memorandum d’intesa Usa-Israele - 4 miliardi di dollari l’anno in aiuti militari - prevede consultazioni preventive prima di determinate operazioni: se gli interessi divergeranno, quella garanzia diventerà un vincolo. Analoga la questione egiziana: nonostante il trattato di pace del 1979, Il Cairo considera ancora Israele il principale avversario nelle proprie pianificazioni militari. Ma anche l’Egitto è beneficiario di ingenti aiuti americani, e i pianificatori israeliani non potranno contare sull’appoggio di Washington in un eventuale confronto con il suo esercito, il più numeroso del mondo arabo. Poi ci sono Hezbollah, Hamas, gli Houthi, i jihadisti e i Fratelli Musulmani che, insieme con la Turchia e il Qatar, formano un fronte che condivide l’obiettivo di negare la legittimità di uno Stato ebraico in Medio Oriente. Sono attori che sanno aspettare: mentre i cicli elettorali americani durano anni, l’orizzonte strategico dei nemici di Israele si misura in decenni. Fino al pogrom del 7 ottobre Israele ha adottato una strategia chiamata “falciare l’erba”, operazioni che si ripetono di generazione in generazione per contenere minacce mai definitivamente eliminate. Il premier Benjamin Netanyahu ha cambiato impostazione: «Basta con l’idea di una “villa nella giungla” dove ci si difende dai predatori che si trovano oltre il muro», ha dichiarato di recente di fronte a ufficiali militari. «Se non andate nella giungla, la giungla verrà da voi». Si tratta, secondo alcuni analisti, della nascente “dottrina Netanyahu” che impone guerre preventive permanenti, zone cuscinetto e un uso costante della forza come unica vera garanzia di sicurezza. In questo scenario, per necessità esistenziale, Israele non può combattere con le stesse armi e le stesse dottrine di ieri. Quest’anno il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato il bilancio della difesa più alto della propria storia: 350 miliardi di shekel (circa 95 miliardi di euro) destinati a ridurre la dipendenza dai rifornimenti americani e a costruire una filiera industriale militare autonoma. L’intelligenza artificiale è il salto più significativo: l’Unità 8200, il reparto di intelligence elettronica delle Forze armate israeliane (Idf), sviluppa sistemi capaci di analizzare enormi quantità di dati in tempo reale, riducendo il lasso di tempo tra l’individuazione di un bersaglio e la decisione di colpire. Il sistema Arrow 3 sarà collegato a reti satellitari per un rilevamento dei missili balistici ancora più precoce. Illaser Iron Beam promette di rivoluzionare la difesa aerea sostituendo costosi intercettori con colpi ad alta energia. Il sistema Scorpius disturba invece radar e comunicazioni nemiche emettendo fasci elettromagnetici mirati. La tecnologia, però, non risolve né la dipendenza politica né quella operativa. Il Capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir, ha avvertito il governo che l’esercito necessita di 15mila soldati in più. «Sto lanciando dieci segnali d’allarme», ha dichiarato. «Di questo passo, Tsahal collasserà su se stesso». E al Senato americano, tre giorni fa, 40 senatori democratici su 47 hanno votato per sospendere le forniture militari a Israele nel pieno di una guerra su più fronti: quella fragile maggioranza che ha respinto le risoluzioni potrebbe non reggere alla prossima tornata. Persino Donald Trump ha già imposto a Netanyahu lo stop ai bombardamenti a Gaza e, venerdì, alle operazioni nel Libano meridionale. L’obice semovente Ro’em – prodotto interamente in Israele e impiegato per la prima volta contro Hezbollah tre giorni fa – indica la direzione intrapresa. Il traguardo è un sistema autosufficiente in cui il ritmo operativo delle Idf non venga condizionato da una votazione a Washington. Boaz Bismuth, presidente della Commissione parlamentare Esteri e Difesa della Knesset, ha identificato un fronte su cui Israele è strutturalmente impreparato: la comunicazione. In un’epoca in cui ogni dichiarazione parlamentare rimbalza simultaneamente sui media di mezzo mondo, le polemiche interne diventano argomenti nelle mani degli avversari per indebolire il fronte diplomatico. Bismuth ha proposto la creazione di un’autorità pubblica indipendente per coordinare una «diplomazia dell’informazione», perché vincere la guerra nell’opinione pubblica globale è ormai parte integrante di qualsiasi strategia militare. La prospettiva, però, non è solo cupa. Il riassetto del Medio Oriente avviato da Trump – dagli Accordi di Abramo alla guerra contro il regime iraniano, dalla nuova alleanza con le monarchie della Penisola arabica alla prospettiva di una normalizzazione saudita-israeliana – potrebbe rendere molte di quelle guerre meno probabili, forse evitabili. Con i danni inflitti all’Iran e se i Paesi del Golfo consolideranno una convergenza strategica con Israele, gli avversari tradizionali si troveranno più isolati di quanto non siano stati in settant’anni. Israele non può pianificare sulla base di questo scenario, ma può lavorare perché si avveri.
«Una follia non continuare ad aiutare l’Ucraina. L’Ucraina sta difendendo l’Europa, ce ne rendiamo conto o no? La difesa dell’Ucraina è una difesa giusta, l’Ucraina sta difendendo i valori europei, la democrazia, lo stato di diritto». Mentre Letizia Moratti sta parlando a Otto e mezzo, ospite in studio di Lilli Gruber, la regia di La7 inquadra perfidamente Massimo Cacciari, in collegamento. L’immagine rappresenta plasticamente la frattura trasversale nella politica italiana: a destra l’ex sindaca di Milano, che difende la sua tesi con pacatezza. A sinistra il filosofo, che si mette le mani sulla fronte, con il capo chino, e a mezza bocca pronuncia un immancabile e disperato «mamma mia». Cacciari contro Moratti, guarda qui il video di Otto e mezzo su La7 I punti di vista dei due interlocutori non potrebbero essere maggiormente agli antipodi. E Cacciari non manca di sottolinearlo con durezza. Quando si parla del viaggio del ministro degli Esteri Antonio Tajani in Libano, apprezzato dalla Moratti, il professore impazzisce: «Ma solidarietà de che? Vuol dire fare almeno quello che abbiamo fatto nei confronti della Russia, fai sanzioni no? Siamo completamente fuori da ogni diritto internazionale e il nostro Paese ha aderito totalmente a questa deriva». «Noi non possiamo parlare solo del nostro Paese», contesta Moratti. «Ma Tajani in Libano, che effetto ha?», «Ha effetto di portare solidarietà a un popolo. Questo ha valore o no?», «Solidarietà pelosa, pelosissima! La solidarietà la fai con la politica, non con atti caritatevoli. Non abbiamo fatto nessuna politica di solidarietà nei confronti dei palestinesi». «Non è vero! - protesta l’ex sindaca di Milano -, noi siamo il Paese che sta ospitando più rifugiati e bambini palestinesi». «Ma questo lo abbiamo sempre fatto!», ripete uno, due, tre, quattro volte Cacciari, che poi se la prende con Giorgia Meloni per il suo rapporto con Donald Trump: «Questo atlantismo fa schifo!». I toni si alzano: «L’Italia non può decidere sulla guerra», puntualizza ancora Moratti. «Ma cosa sta dicendo? - si infervora il prof -. Il governo denuncia alle Nazioni unite, presenta una mozione di condanna dell’intervento, così si fa politica! Anche se le Nazioni unite non contano niente». E forse, almeno su quest’ultimo punto, sono davvero tutti d’accordo. Purtroppo.
Pur di accreditarsi come futuro leader del campo progressista, Giuseppe Conte è pronto a rinnegare la sua storia politica. E, soprattutto, il suo esordio a Palazzo Chigi. Il trasformismo dell'ex avvocato del popolo va in scena nel salotto televisivo di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa, dove il leader del Movimento Cinque Stelle ha anche rinnegato i decreti sicurezza da lui firmati quando era presidente del Consiglio. "Il M5s quando è andato al governo ha dimostrato in un contesto difficile: dopo novanta giorni e uno stallo politico pazzesco, abbiamo deciso di andare al governo con la Lega sulla base di un programma scritto nero su bianco", ha detto Conte. "Ma anche allora facemmo lo 'spazzacorrotti', il reddito di dignità. Certo, abbiamo fatto anche il dl sicurezza perché qualcosa andava concesso alla Lega. Una pagine triste? Assolutamente. In quel contesto qualche compromesso andava fatto, ma con la sponda del Quirinale lo abbiamo cambiato perché era incostituzionale". La divisione sinistra-destra, "oggi la stiamo affrontando", ha aggiunto Conte. "Quando in Italia si dice 'sinistra' si parla di famiglie politiche di grande rispetto. Quella progressista oggi è diventata una cosa più ampia in cui c'è spazio anche di una forza giovane come il M5s. La destra, anche nel voto referendario, hanno gettato la maschera rivendicando il primato della politica assoggettando la magistratura. Per fortuna non ci sono riusciti. Tutti devono potere partecipare alla vita politica, economica e culturale del Paese: questo dice la Costituzione e questa è la base di una forza progressista".
La Juventus supera senza problemi il Bologna in casa. All'Allianz Stadium finisce 2 a 0 grazie alle reti di David - non segnava dalla trasferta di Parma - e di Thuram. La Vecchia Signora allunga così su Como e Roma e difende il quarto posto, utile per accedere alla prossima CHampions League. Alla prossima c'è il Milan di Max Allegri a San Siro. Prima dell'inizio del match il ricordo toccante di Alex Manninger, l'ex portiere bianconero morto travolto da un treno.
Il Milan passa di misura al Bentegodi contro il Verona 0-1 nella gara valida per la 33esima giornata di Serie. E Orban perde la testa. I rossoneri di Allegri tornano in seconda posizione agganciando a 66 punti il Napoli, battuto ieri dalla Lazio, mente i veneti sono sempre più inguaiati all'ultimo posto in classifica con 18 punti. Primo vero pericolo per i padroni di casa al 32' con Rabiot lanciato da Pulisic, tiro fermato da Montipò. Il sollievo del Verona dura poco perché è lo stesso Rabiot a sbloccare la partita al 41', stavolta su suggerimento di Rafa Leao. Nel secondo dei 3 minuti di recupero il Verona sfiora il pareggio con Belghali parato da Maignan. E' sempre Belghali a riprovarci nella ripresa al 53', palla fuori di poco, poi di nuovo al 68' stavolta intercettato da Tomori. Il tentativo più pericoloso è di Vermesan il minuto dopo, Maignain costretto a tuffarsi per salvare, poco dopo il 19enne rumeno manda fuori di poco. Al 75' raddoppia il Milan con Gabbioa, gol subito annullato per fuorigioco di Gimenez. Al 90esimo ci prova Saelemaekers, tiro sventato dalla difesa veronese. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47343028]] Dopo il fischio finale, Orban si è reso protagonista di un episodio scandaloso. I tifosi hanno contestato la squadra, visto il rischio concreto retrocessione. Il nigeriano stava passando con la sua auto. Ma a un certo punto è sceso e ha aggredito un tifoso. Per sedare gli animi sono intervenuti diversi tifosi, la scena è stata ripresa dai cellulari ed è intervenuta anche la Digos per gli accertamenti. Qui il video dell'aggressione di Orban
Il disegno di legge di conversione del decreto-legge Carburanti è in discussione al Senato della Repubblica (S. 1845), e in particolare all’8a Commissione Ambiente, per l’approvazione in prima lettura, che tipicamente è l’unico momento dell’iter di conversione in legge. I termini per il completamento dell’iter di conversione in legge sono decorsi il 16 aprile scorso alle ore 12:00. Il provvedimento è finalizzato a contenere i prezzi dei prodotti petroliferi, cresciuti esponenzialmente con l’esacerbarsi della crisi geopolitica in Medio Oriente. Nel fascicolo è stato presentato l’emendamento 2.0.5, a prima firma del senatore Rosso e sottoscritto anche dai senatori Lotito e Trevisi, che interviene sul tema dello svolgimento delle verifiche di profitto e degli esami finali per gli studenti iscritti ai corsi di studio integralmente o prevalentemente a distanza. L’emendamento firmato dal Senatore Rosso punta a dare una cornice definita alle modalità d’esame digitale, legandole alle misure di contrasto per il caro-energia. La finalità è duplice: da un lato, garantire maggiore accessibilità per gli studenti eliminando l’onere di spostamenti resi costosi dal caro-carburante; dall’altro, offrire un’interpretazione autentica alle norme del MUR per evitare incertezze procedurali. Un intervento che prova a gestire l’impatto delle crisi internazionali sulle famiglie, integrando l’innovazione procedurale nel contesto delle attuali emergenze economiche. La proposta interviene sulla disposizione introdotta con il cosiddetto Decreto Milleproroghe 2026, che aveva previsto una disciplina emergenziale riferita agli studenti coinvolti in temporanee situazioni connesse a conflitti bellici. L’emendamento di Forza Italia chiarisce ora, in via di interpretazione autentica, che tale riferimento deve intendersi esteso a tutti gli studenti che frequentano corsi di studio prevalentemente o integralmente a distanza, come definiti dal decreto ministeriale MUR n. 1835 del 6 dicembre 2024. Nel testo depositato si legge infatti che, “in considerazione degli effetti economici causati dalle recenti crisi internazionali, che hanno generato un incremento eccezionale dei prezzi dei prodotti energetici nel mercato domestico”, il riferimento contenuto nell’articolo 7, comma 2-ter, del decreto-legge n. 200 del 2025, convertito dalla legge n. 26 del 27 febbraio 2026, “si intende esteso a tutti gli studenti” dei corsi a distanza di cui alle lettere c) e d) dell’articolo 3, comma 1, del DM MUR n. 1835/2024.
In Italia ci sarebbe il rischio di una deriva illiberale. Questa è la tesi portata in onda su La7 a In Altre Parole da Corrado Formigli. Il conduttore di Piazzapulita, ospite di Gramellini, ha parlato del concetto di remigrazione, associandolo all'Ice americana e, quindi, alle politiche migratorie portate avanti da Donald Trump. Da qui il collegamento con Giorgia Meloni e con il suo governo. "Oggi è uscita una notizia che mi ha fatto molta impressione - ha detto Formigli -. Sai che c'è stata la grande manifestazione a Milano sulla remigrazione, che è un concetto terrificante e anche questo di estrazione di destra radicale. Quella l'ha fatta Salvini. Ma intanto il governo ha inserito in un decreto... daranno un tanto a ogni avvocato purché riesca a far andar via un migrante. Allora questo concetto della remigrazione assomiglia molto al tema dell'Ice, al concetto che ha Donald Trump di remigrazione. Cioè è una cultura che non appartiene per esempio a Merz. Non appartiene alla destra liberale. Non è un caso che i migliori amici di Giorgia Meloni siano stati Donald Trump e Viktor Orban che è stato il teorico della democrazia illiberale. Nel senso che l'ha teorizzata lui. Cioè la democrazia è quando ti votano. Poi dopo poteri separati, rispetto delle minoranze sono un'altra cosa - ha concluso - che non attiene necessariamente alla democrazia che ha in testa". In altre parole: l'intervento di Formigli
In Bulgaria i primi exit poll diffusi dall'agenzia Market Lynx alla chiusura dei seggi delle legislative anticipate, danno in testa con il 38,9% dei voti il partito 'Bulgaria progressista' dell'ex presidente Rumen Radev. Dura batosta per i conservatori di Gerb. Il leader del partito Boyko Borissov aveva governato il Paese nel passato per quasi dieci anni. Ora Gerb si piazzerebbe al secondo posto con il 15,4% dei voti. L'altra novità di stasera riguarderebbe i socialisti. Il loro partito Bsp nonostante le previsioni delle agenzie sarebbe riuscito a superare lo sbarramento al 4% per entrare in Parlamento raccogliendo il 4,1% dei voti. Sempre secondo i primi exit poll di Market Lynx, la terza forza nel parlamento bulgaro sarebbe il partito liberale 'Continuiamo il cambiamento' (Pp) con il 13,6% dei voti, davanti a 'Dps-Nuovo inizio', partito della minoranza turca con 7,5%. Quinto si collocherebbe il partito nazionalista 'Vazrazhdane' ('Rinascita) con il 5,1% dei voti. Affluenza alle urne elevata rispetto alle elezioni precedenti: secondo gli exit poll delle varie agenzie oggi dovrebbe superare il 55%.
Dopo l’apertura istituzionale al City Hall di Monaco alla presenza del Sindaco Georges Marsan, si sono accesi i riflettori sulle passerelle allo Yacht Club di Monaco. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47344098]] [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47344099]] Con una forte attenzione ai temi della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica e della valorizzazione dei talenti emergenti, la Monte-Carlo Fashion Week continua a distinguersi come piattaforma di riferimento per il futuro della moda.
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Altra tragedia negli Stati uniti. Otto bambini sono stati uccisi in una sparatoria di massa a Shreveport, nello stato Usa del Louisiana, questa mattina - domenica 19 aprile -, stando a quanto annunciato dalla polizia locale e rilanciato da diversi media statunitensi. Gli agenti del Dipartimento di Polizia di Shreveport sono intervenuti poco dopo le 6 del mattino in seguito a segnalazioni di una lite domestica. Durante un briefing con la stampa il portavoce della polizia, Christopher Bordelon, ha descritto la scena del crimine come "vasta", spiegando che comprende tre abitazioni diverse. Dieci minori con età comprese tra 1 e 14 anni sono state colpite, e otto di questi sono deceduti di conseguenza. Una volta lasciata la scena, l'individuo responsabile ha compiuto un furto d'auto, ha proseguito Bordelon, aggiungendo che a quel punto gli agenti di pattuglia si sono messi all'inseguimento del veicolo, sparando e uccidendo il sospettato durante l'inseguimento. "Riteniamo che sia l'unico individuo ad aver sparato in questi luoghi," ha aggiunto il portavoce. Pur non rivelando dettagli sull'individuo, Bordelon ha detto che alcuni dei bambini nelle case "erano suoi discendenti".
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Fabrizio Moro è stato ospite di Francesca Fialdini a 'Da noi… a ruota libera' su Rai1. Il cantautore ha parlato dei suoi esordi: "Ho cominciato con una chitarra trovata in cantina, era di mio cugino, aveva solo tre corde. Avevo 8 anni, ma con quella sognavo il palco, mi rendeva un ragazzino felice". Per questo motivo, "mi è venuta voglia di aprire una scuola di musica e dedicare parte della mia esistenza a quella fiamma che oggi si sta spegnendo", aggiunge Moro. Sul suo legame con Pippo Baudo ha aggiunto: "Pippo mi ha salvato. Era uno che se ne fregava: se una cosa gli piaceva, non ce n’era per nessuno, andava dritto per la sua strada. Era un uomo forte e mi ha trasmesso il coraggio. Mi ha preso quando ancora facevo il cameriere e non gliene è importato niente che non avessi una casa discografica". Sull'attuale panorama discografico, Moro ha aggiunto: "Oggi la musica, soprattutto quella autorale, sta morendo perché se non hai i numeri alle spalle non sei nessuno, anche se magari hai scritto un capolavoro. I direttori artistici oggi non ti si filano di pezza se non hai certi risultati". Nel corso della puntata, Moro ha inoltre incontrato Giorgina, ragazza che ha interpretato il brano 'Pensa' nel linguaggio dei segni. Colpito dall'esibizione, il cantautore ha dichiarato: "Voglio farla venire a Roma, al mio concerto. Ci inventiamo una cosa da fare insieme".
L’inizio della prossima settimana sarà caratterizzato da condizioni di instabilità dovute all’ingresso di correnti fresche orientali e al passaggio di un fronte temporalesco. Come spiega il colonnello Mario Giuliacci sul suo sito meteogiuliacci.it, tra lunedì 20 e martedì 21 aprile il tempo si presenterà variabile soprattutto sulle regioni del Centro-Nord e lungo il versante adriatico. Nel dettaglio, la giornata di lunedì vedrà precipitazioni diffuse in particolare sul Triveneto e sulle regioni centrali, con la possibilità di fenomeni anche a carattere temporalesco e locali grandinate. Martedì lo scenario resterà simile: rovesci e temporali interesseranno nuovamente le Alpi e gran parte delle aree adriatiche, con sconfinamenti anche su Toscana e Umbria. Si tratterà comunque di fenomeni generalmente rapidi e intermittenti, alternati a pause asciutte, tali da non compromettere l’intera giornata. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47299034]] Una svolta più decisa è attesa a partire da mercoledì 22 aprile, quando l’alta pressione tornerà a espandersi sull’Italia, favorendo un miglioramento delle condizioni atmosferiche. Il sole tornerà protagonista su gran parte del Paese e le temperature subiranno un progressivo aumento, riportandosi su valori più miti e gradevoli. Farà eccezione la Puglia, dove persisterà una certa variabilità, accompagnata da venti freschi settentrionali che manterranno il clima leggermente più instabile rispetto al resto della Penisola. Ma nel ponte del 25 aprile le condizioni meteo dovrebbero risultare nel complesso favorevoli per attività all’aperto e spostamenti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47313065]]
"Sinner ha un grande team composto da ottimi professionisti per ogni singolo aspetto importante per un tennista: fisioterapista, preparatore atletico, due allenatori di tennis… Mi è capitato di vederlo a volte al mattino, prima che iniziasse la giornata, nella palestra dei tornei, e faceva esercizi molto specifici. Esercizi noiosi, a dire il vero, se li guardi; e penso fossero noiosi anche per lui, esercizi di stabilità molto lenti". A parlare è un collega di Jannik Sinner, Domenic Thiem. "Avere la capacità di lavorare duro è un grandissimo talento di per sé. Non si tratta solo di lavorare duro, ma di essere in grado di farlo per tanti anni di fila, con costanza - ha spiegato il tennista -. Conosco molti ragazzi in grado di fare sforzi incredibili, ma dopo qualche settimana o mese, finiscono lì. Si esauriscono. Essere costanti è una chiave fondamentale". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47340570]] E ancora: "Voglio dire, lo conosco, ma guardandolo dall'esterno direi che è un lavoratore metodico e che è incredibilmente stabile in ogni aspetto. E poi, la cosa che risalta di più in questo momento, e che ovviamente non potevi notare quando aveva 16 o 17 anni, è il modo in cui si muove. È incredibile. Dal vivo fa ancora più impressione: il modo in cui arriva su ogni palla… non importa in quale situazione di pressione tu lo metta, lui è sempre lì e riesce a rimettersi in equilibrio per restituirti una palla difficilissima. Direi che è questo ciò che spicca di più". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47342534]]
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Il Milan passa di misura al Bentegodi contro il Verona 0-1 nella gara valida per la 33esima giornata di Serie. I rossoneri di ALlegri tornano in seconda posizione agganciando a 66 punti il Napoli, battuto ieri dalla Lazio, mente i veneti sono sempre più inguaiati all'ultimo posto in classifica con 18 punti. Primo vero pericolo per i padroni di casa al 32' con Rabiot lanciato da Pulisic, tiro fermato da Montipò. Il sollievo del Verona dura poco perché è lo stesso Rabiot a sbloccare la partita al 41', stavolta su suggerimento di Rafa Leao. Nel secondo dei 3 minuti di recupero il Verona sfiora il pareggio con Belghali parato da Maignan. E' sempre Belghali a riprovarci nella ripresa al 53', palla fuori di poco, poi di nuovo al 68' stavolta intercettato da Tomori. Il tentativo più pericoloso è di Vermesan il minuto dopo, Maignain costretto a tuffarsi per salvare, poco dopo il 19enne rumeno manda fuori di poco. Al 75' raddoppia il Milan con Gabbioa, gol subito annullato per fuorigioco di Gimenez. Al 90esimo ci prova Saelemaekers, tiro sventato dalla difesa veronese.