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Scatenato il Generale Vannacci. E scatenati i sui parlamentari che hanno deciso di presentare alla Camera la loro prima proposta di legge, chiedendo di dar vita al dicastero «per le politiche della casa, della riqualificazione urbana, dell’housing sociale e delle politiche abitative». L’idea, insomma, è di cavalcare la passione italiana per il “mattone” (oltre l’80% delle famiglie è proprietario di un immobile). Il “ministero per la Casa” ipotizzato dai vannacciani (Roberto Vannacci, Pozzolo, Ravetto, Sasso e Ziello), serve gettare le fondamenta di una società stabile e proiettata nel futuro. Perché, spiegano, i quattro deputati passati sotto le insegne di Futuro nazionale «senza casa rimane difficile costruire una stabilità familiare», essenziale per «la cellula fondante della società italiana» basata su «realtà familiari con figli e/o anziani all’interno». E poi l’accesso alla casa avrebbe «ricadute dirette anche sulla crisi demografica che affligge il Paese». Serve anche per questo «un sistema che garantisca la casa a tutti i nuovi nuclei familiari». Nasce così l’idea del nuovo ministero, che andrebbe ad aggiungersi agli attuali quindici (quelli con portafoglio), portandoli a sedici. La ratio, viene spiegato in premessa del provvedimento, è quella di «sottrarre le politiche abitative alla frammentazione tra più ministeri» (Infrastrutture, Economia, Lavoro) per affidarle a «un dicastero autonomo il quale affronti le tematiche abitative a tutto tondo». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47935996]] Al ministro spetterebbe la gestione dei programmi di edilizia residenziale pubblica, la definizione dei “livelli minimi del servizio abitativo”, il coordinamento delle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare, la vigilanza sull’abusivismo edilizio e la gestione dei fondi europei destinati alle politiche abitative. La proposta di un “piano casa” ricorda la prima repubblica e la trovata del ministro Dc Amintore Fanfani. Di certo le giovani coppie non possono permettersi di sognare un immobile tra lavori precari, redditi non adeguati e cosi esorbitanti. Quanto alle future alleanze in vista delle elezioni del 2027 l’ex comandante della Folgore accenna all’immediato («potremmo riuscire» a formare un gruppo parlamentare «nelle prossime settimane o nei prossimi mesi», mette le mani avanti). Ai microfoni di “Un Giorno da Pecora”, su Rai Radio1, l’europarlamentare e leader di Futuro Nazionale sull’ipotesi di alleanza con questa maggioranza, Vannacci ribatte: «Io non creo muri, non rinuncio ai miei principi: con chiunque le accetta si possono creare delle sinergie»... [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47904535]]
Un insegnante di scuola primaria è finito agli arresti domiciliari per presunta violenza sessuale aggravata ai danni di alcune sue alunne minorenni. I carabinieri della Stazione di Oria hanno eseguito la misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi. L’indagine, coordinata dalla Procura di Brindisi, è scattata grazie alle segnalazioni della dirigenza scolastica dell’istituto, allertata dai primi racconti che le bambine avevano confidato ai genitori. Gli accertamenti hanno raccolto un quadro ritenuto solido dagli inquirenti. Filmati e registrazioni audio hanno documentato ripetuti contatti fisici e palpeggiamenti inappropriati compiuti dall’uomo, che approfittava dell’assenza momentanea di altri insegnanti o del momento in cui le piccole si avvicinavano alla cattedra. "Le dichiarazioni 'precise e convergenti' delle minori" – spiega l’Arma – hanno confermato il profondo disagio provato dalle bambine e i loro tentativi di sottrarsi all’indagato.A sostegno di queste testimonianze, anche le altre docenti hanno riferito agli investigatori le confidenze ricevute direttamente dalle alunne e le segnalazioni delle famiglie. È emerso inoltre che il docente era già stato colpito, in passato, da sanzioni disciplinari che prevedevano la sospensione dal servizio proprio per comportamenti analoghi. Il provvedimento è stato eseguito lo scorso 25 maggio.La vicenda ha scosso la comunità scolastica locale, mentre le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità.
Dopo il malore, dalle cause sconosciute, che lo ha piegato e fermato al Roland Garros, ora per Jannik Sinner è il tempo del riposo. E delle analisi. L'improvviso crollo accusato sul Philippe-Chatrier durante la sfida contro l'argentino Juan Manuel Cerundolo, quando bastava un game per vincere la partita 3 set a zero, ha costretto il numero uno del tennis mondiale a rivedere i propri programmi. Per l'altoatesino si apre infatti una fase di stop che dovrebbe protrarsi per circa tre settimane, un periodo dedicato al recupero fisico, agli approfondimenti medici e alla necessità di ritrovare energie anche sul piano psicologico dopo quanto accaduto a Parigi. La delusione sportiva è inevitabile. Il Roland Garros rappresentava infatti l'occasione per inseguire l'unico titolo dello Slam che ancora mancava nel suo palmarès. Un sogno svanito nel modo più inatteso, quando il tennista azzurro è stato costretto ad arrendersi non all'avversario, ma a un malessere che ne ha compromesso la prestazione proprio a un passo dalla vittoria. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47939149]] L'obiettivo, adesso, è guardare avanti. Nel mirino c'è Wimbledon, il torneo londinese che scatterà il prossimo 29 giugno. I tempi sembrano compatibili con un ritorno in campo sull'erba inglese, purché il percorso di recupero proceda senza ulteriori ostacoli. Insomma, Wimbledon ad oggi non è una certezza: una circostanza che, per ovvie ragioni, genera inquietudine. Lo stesso Sinner, parlando con i giornalisti al termine della sua avventura parigina, ha lasciato intendere di aver bisogno di staccare per qualche giorno. Una scelta condivisa anche da chi gli sta vicino. "Potrebbe ricominciare ad allenarsi tra una decina di giorni", spiegano infatti fonti ben informate nella capitale francese. Nel frattempo il campione degli Internazionali d'Italia ha già lasciato Parigi. "È tornato a casa", aggiungono le stesse fonti, senza chiarire se la sua destinazione sia stata San Candido oppure Monte-Carlo. Qualunque sia il luogo scelto, per Sinner inizia ora la fase più delicata: recuperare completamente per riuscire a scendere in campo a Wimbledon nelle migliori condizioni possibili. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47937854]]
Dopo il malore che lo ha colpito quando era ormai a un passo dalla vittoria contro Juan Manuel Cerundolo al Roland Garros, e la conseguente eliminazione da un Roland Garros che sembrava costruito su misura per lui, Jannik Sinner è determinato ad andare a fondo, a capire cosa è successo. Ne è convinto Adriano Panatta, che dalle colonne del Corriere della Sera invita il numero uno del mondo a prendere la vicenda "molto sul serio". L'ex vincitore del Roland Garros parte dalla straordinarietà di quanto visto a Parigi. "Il tennis nasce dalle sconfitte, ma credo che questo lo sappia anche un vincitore seriale come Sinner. Eppure gli archivi non aiutano, la casistica dei match persi a un solo game dalla vittoria, senza più riuscire a incidere su un match fin lì dominato, come se dentro di sé fosse esploso qualcosa, si riducono a pochi casi", osserva Panatta. L'ex campione azzurro esclude che il caldo possa essere la spiegazione principale dell'accaduto. Per spiegarsi, ricorda persino la sua finale parigina del 1976, disputata in condizioni climatiche proibitive. "Sono d'accordo con Jannik, quando dice, che il caldo non c'entra. Mi auguro però che prenda sul serio la questione, molto sul serio, e voglia vederci chiaro fino in fondo". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47829426]] Da qui nasce il suo invito a effettuare accertamenti approfonditi. "Servono controlli accurati, a tutto campo, in un tennis così niente può essere preso sotto gamba". Un richiamo alla prudenza, ma anche alla necessità di comprendere le ragioni di un crollo improvviso e inatteso per un atleta che ha costruito i propri successi proprio sulla continuità fisica e mentale. Panatta, comunque, non perde la fiducia nel futuro del campione altoatesino. "Non ho dubbi sul fatto che Jannik porterà a casa anche il Roland Garros", scrive, suggerendo di prendere in ipotesi una programmazione meno intensa nelle prossime stagioni. Prima di tutto, però, c'è da capire l'origine del problema. "L'importante è stare bene, capire perché il suo splendido motore si metta d'improvviso a girare a vuoto. Se è questione di testa o di fisico. I problemi, Sinner ha sempre mostrato di saperli affrontare". È questa, in fondo, la convinzione di Panatta: dalla giornata più difficile può nascere una nuova occasione di crescita. Ma soltanto dopo aver fatto piena luce su ciò che è successo sul Philippe-Chatrier. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47790158]]
La riunione nella Situation Room è durata circa due ore, ma Donald Trump non ha preso alcuna decisione sull’accordo con l’Iran. È quanto ha riportato ieri il New York Times, citando un alto funzionario dell’amministrazione, secondo cui Washington ritiene di essere vicina a un accordo, ma ci sono ancora «alcune questioni da discutere, tra cui lo sblocco dei fondi iraniani». Eppure poco prima del vertice il presidente americano aveva annunciato sul suo social Truth di essere pronto a «prendere una decisione definitiva». «L’Iran deve accettare che non avrà mai un’arma nucleare o una bomba. Lo stretto di Hormuz deve essere immediatamente aperto, senza pedaggi, per il traffico marittimo senza restrizioni, in entrambe le direzioni», aveva puntualizzato Trump. «Tutte le mine, se ce ne sono, verranno eliminate. L’Iran completerà l’immediata rimozione e/o detonazione di tutte le mine rimaste, che non saranno molte». «La polvere nucleare, che giace sepolta nelle profondità del sottosuolo, verrà riportata alla luce dagli Stati Uniti (l’unico Paese, insieme alla Cina, a possedere le capacità meccaniche per farlo), in stretta coordinazione e collaborazione con l’Iran e con l’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, e verrà distrutta». «Le navi bloccate nello Stretto di Hormuz a causa del nostro straordinario e senza precedenti blocco navale — che ora verrà revocato — possono avviare la procedura per fare ritorno a casa». «Io negozio. Loro negoziano. Sono ottimi negoziatori», aveva pure detto Trump ai miHormuz da parte dell’Iran si è ormai consolidata a livello internazionale, aggiungendo che i paesi ora richiedono l’autorizzazione, pagano delle tariffe e attraversano il canale sotto la guida della Marina delle Guardie Rivoluzionarie. Scrivendo su X, ha dunque ironizzato sul fatto che Trump sarebbe l’unica persona a non voler accettare la realtà. «Di tanto in tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto. Arrivano, vengono sconfitti e tornano indietro». «Invece di inutili lamentele e chiacchiere, pensate a inchinarvi al potere degli iraniani nel Golfo Persico». Per conto suo il vicepresidente JD Vance aveva messo le mani avanti sul fatto che, sì, gli Usa e l’Iran hanno compiuto buoni progressi sull’estensione del cessate il fuoco, ma il presidente non è ancora pronto ad approvare l’accordo: «Ci stiamo confrontando su un paio di punti relativi alla formulazione del testo. Abbiamo fatto molti progressi in tal senso». Parlando coi media poche ore dopo che fonti Usa hanno riferito che le due parti avrebbero raggiunto l’intesa, aveva espresso l’auspicio che si continui «a fare progressi» per mettere il tycoon «nella posizione di poter avallare l’accordo». «È difficile dire esattamente quando, o se, il presidente firmerà il memorandum. Non posso garantire che ci arriveremo, ma allo stato sono abbastanza fiducioso». Anche secondo il segretario al Tesoro Scott Bessent «forse abbiamo gli ingredienti per un accordo», ma alcune delle linee rosse di Trump non sono ancora state rispettate. «Non accetterà un accordo sfavorevole. Concluderà un ottimo accordo per il popolo americano», ha sottolineato in conferenza stampa ieri alla Casa Bianca. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47941617]] KAZAKISTAN [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47929041]]
Ieri è andata in scena una rappresentazione plastica dell’Italia reale. Da una parte quindici milioni di italiani lavoratori - stima di Federalberghi - si sono messi in viaggio per trascorrere qualche giorno di meritata vacanza in occasione del ponte del 2 giugno, dall’altra qualche migliaio di invasati Pro-Pal e assimilati hanno tentato di bloccare l’Italia con uno sciopero indetto dai Cobas, i sindacati rossi. Nel primo caso parliamo di gente che ha sempre lavorato e vuole continuare a farlo possibilmente in santa pace; nel secondo di guastatori di professione che issando la bandiera palestinese intendevano rovinare la festa ai primi. Missione fallita, e questa è una buona notizia che smentisce le tinte fosche con cui le opposizioni politiche e mediatiche raccontano lo stato di salute del Paese, dell’economia e della democrazia. Intendiamoci, problemi ce ne sono a iosa e nessuno, tantomeno noi, li nega. Ma la strada intrapresa dal governo dà i suoi frutti - compatibilmente con la sciagurata congiuntura internazionale - li sta dando come dimostrano i dati forniti ieri dal’Istat su occupazione e crescita (nonostante i disgraziati dazi trumpiani è aumentato pure l’export con gli Stati Uniti). Ci compiaciamo del lavoro fatto ma più che dalla parte del governo stiamo da quella dei quindici milioni di italiani che oggi sono in vacanza perché se la sono conquistata sul campo, che ai cortei ideologici preferiscono la vita reale e lo facciamo senza chiedere che partito votino o cosa pensino di Trump. Se interpellassimo loro, uno per uno, su che cosa si aspettano scopriremmo cose non lontane da quello che questo governo sta facendo o quantomeno provando a fare: più lavoro, più sicurezza, più legalità e stabilità, meno Stato e più libertà. In altre parole: basta con la dittatura politica e mediatica delle minoranze, dell’odio e della frustrazione mascherati da impegno politico, della complicità con i nemici dell’occidente. Se la sinistra, anche quella che si dichiara progressista, vuole continuare a rimanere ostaggio e alleata delle sue frange più estreme si accomodi. Auguri, ma la storia insegna che così non si va da nessuna parte, soprattutto non si potrà mai governare un Paese che aspira a mantenere e se possibile accrescere il suo livello di benessere. Governare, in ultima analisi, significa fare quello che si può, con quello che si ha nel luogo in cui si è. Riuscirci è già tanta roba. Ps: torno oggi alla direzione di Libero con orgoglio ed entusiasmo. Ringrazio l’editore, la famiglia Angelucci, per la fiducia, conto sull’aiuto della redazione e sulla comprensione di voi lettori. Ci aspettano mesi importanti e ricchi di novità.
"Meloni teme di perdere le elezioni e prova a cambiare le regole del gioco". Stefano Bonaccini, evidentemente ignorando gli ultimi sondaggi, commenta così la volontà delle forze al governo di cambiare la legge elettorale. Per l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna, nonché europarlamentare del Pd, si tratta di "un colpo di mano". Intervistato dal Corriere della Sera, insiste: "Trovo surreale che con la guerra in corso, i carburanti e l’energia alle stelle e la stagnazione economica, il Parlamento sia preso in ostaggio sulla legge elettorale. C’è una distanza siderale tra le priorità della destra e la vita degli italiani. Mi spaventa un sistema che punta a concentrare i poteri nelle mani del governo. Valeva per i magistrati, per la Corte dei Conti, per il Parlamento. La destra non vuole contropoteri e contrappesi". E per quanto riguarda la sinistra? Sul tema tanto controversie delle cosiddette "primarie", Bonaccini frena: "Parlarne prima dei programmi sarebbe surreale. La leadership della coalizione la decideremo a tempo debito e in modo condiviso - prosegue il presidente del Pd -. Non ho mai visto decidere chi guida senza sapere quando e come si vota. Mi pare più urgente rafforzare e allargare la coalizione, condividere le proposte, offrire un’alternativa chiara ai cittadini". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47902409]] A chi gli chiede poi un commento all'ultima tornata delle amministrative, e in particolare al flop del voto di Venezia, risponde: "Gli elettori 5 Stelle non hanno dimostrato particolari difficoltà a votare un candidato del Pd nei tanti comuni in cui abbiamo vinto, e lo stesso vale per i nostri ad Avellino. E non è una sorpresa che il M5S non brilli alle amministrative e faccia molto meglio alle politiche. Non esiste un problema M5S, casomai esiste un problema coalizione. È tempo di passare dalla sommatoria delle opposizioni a una vera alleanza, a un progetto alternativo che rafforzi amalgama, profilo e programma". E se gli si domanda dell'"insofferenza" dell'ala riformista del partito, replica: "Rispetto le scelte di tutti, ma non vedo nessun esodo in corso. Distinguerei anche tra chi esprime punti di vista diversi, nel pluralismo di una comunità, e chi sceglie, pur legittimamente, di percorrere altre strade. Quanto all’unità, siamo tutti impegnati a coltivarla e farla vivere, io per primo come presidente del partito". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47505483]]
«Un ragazzo tranquillo, si è fatto sempre i fatti suoi, sempre molto sulle sue». «L’ho sempre visto da solo», «Mai venuto qua nessuno se non sua madre e suo padre, mai visto in compagnia, molto solitario». «Il suo cassonetto della carta non l’ho mai visto metterlo fuori». L’inviato di Mattino Cinque, il talk mattutino di Canale 5, intervista gli ex vicini di casa di Andrea Sempio a Vigevano. Il tentativo non è solo quello di scavare nella psicologia dell’uomo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, ma di cogliere anche qualche eventuale contraddizione nella ricostruzione delle sue abitudini quotidiane. Si torna in studio e la conduttrice Federica Panicucci torna sulla famigerata intercettazione datata 21 marzo 2025. «Secondo loro adesso si possono leggere, che una volta erano illeggibili... - dice Sempio riferendosi agli inquirenti di Pavia che poche settimane prima l’avevano iscritto nel registro degli indagati e ai bigliettini di carta buttati nell’immondizia -. E poi degli oggetti che non sono stati nominati ma Angela alla fine è riuscita a farsi dare il CD con il coso...». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47925990]] «Tanti si sono concentrati sul Fruttolo, chiedendosi come possa essere possibile che lui sapesse che quella mattina Chiara Poggi lo avesse mangiato», sottolinea la Panicucci focalizzandosi su una delle incongruenze dell’amico di Marco Poggi. Gli ospiti passano poi a commentare i test psicologici e i riferimenti a satanismo, omicidi e predatori sessuali nei suoi appunti così come i suoi sogni violenti. Grazia Longo parla di “immaturità” e Panicucci contesta: «Toglierei immaturità, una persona immatura non fa questi sogni». Quando Emanuela Carcano paragonai pensieri di Sempio a pratiche bondage, la padrona di casa non si trattiene e sbotta. La sua tirata è soprattutto un messaggio per gli spettatori che seguono da casa, molto chiaro e netto, anche per non fare concessioni a forme di voyeurismo o scivolare nella più semplice morbosità: «Non voglio veicolare messaggi che normalizzino pensieri sullo stupro, sull’aggressione in generale, non posso e non voglio veicolare e normalizzare questo tipo di comunicazione - conclude Panicucci -. Non mi si dica che è immaturo, non lo voglio fare». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47934449]]
Partiamo dal fondo. L’ex magistrata della Procura di Milano, Tiziana Siciliano, correrà alle prossime elezioni comunali del capoluogo lombardo con la lista civica “Milano Libera”, promossa da Massimiliano Lisa, titolare del museo Leonardo 3, in aperto contrasto con l’amministrazione comunale per questioni legate alla sede della sua attività. Una vicenda fatta di accuse di morosità, contestazioni amministrative, sentenze del Tar, una querela per diffamazione, dopo gli attacchi contro il Comune, e persino uno sciopero della fame. Da lì nasce l’idea di Lisa di creare una sua lista, in modo da «entrare nel sistema per cambiarlo». «Noi vogliamo costruire una città trasparente, governata nell’interesse pubblico», spiega Lisa. Insomma una battaglia morale, ma anche un po’ personale, quella dell’imprenditore culturale, una sorta di sacro e profano dei giorni nostri. Ma proprio perché nel gioco della politica tutte queste cose corrono in parallelo da sempre, una sorta di continua osmosi, per moralizzare serve un moralizzatore. Ed ecco spuntare l’ex toga, Tiziana Siciliano, indicata da Lisa come vicesindaco e assessora alla Trasparenza. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:43730553]] «La trasparenza non deve essere uno slogan, ma un metodo permanente di governo», spiega la Siciliano, «metto la mia esperienza al servizio della città per contribuire a costruire un Comune leggibile, controllabile e vicino ai cittadini». Tutto bello, a leggerlo così. Troppo, in verità, per non pensare ad una voglia di riscatto. Legittimo, da cittadino, un po’ meno da ex toga affaccendata sulla città che vuol salvare. Perché su Milano, ormai da molti mesi, incombe un pesante coperchio, simile a quello del carrello dei bolliti, che sta bloccando la città. A determinare questo stop economico del capoluogo lombardo l’inchiesta della Procura di Milano sull’urbanistica, quindi sul Comune. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:44126959]] Nel mirino dei magistrati la gestione del sistema del mattone, ricorrendo ad semplificazione estrema, con cantieri bloccati e famiglie rimaste senza casa, appese ad un filo inesistente, mancando soluzioni giuridiche e politiche. E qui il gioco si fa duro. Durissimo, a dire il vero. Tiziana Siciliano, da poco in pensione, era la procuratrice aggiunta che ha coordinato l’inchiesta sull’urbanistica milanese, che ha travolto assessori e manager del settore, indagando lo stesso sindaco del capoluogo lombardo, Beppe Sala, Nel mirino della procura di Milano, tanto per offrire una fotografia completa della situazione, c’è anche la vendita dello stadio di San Siro, ceduto da palazzo Marino ai due club milanesi, Milan e Inter. Ma non solo: la Siciliano, nel corso della sua carriera togata, si è rifiutata di accusare Marco Cappato per il caso Dj Fabo, ottenendo l’assoluzione. Ed ha anche accusato Silvio Berlusconi nel Ruby Ter. Ieri, giorno d’udienza, è tornata a Palazzo di Giustizia, ma da spettatrice. «Voglio arrivare fino alla fine e convincermi che questa cosa ha avuto un inizio e poi una durata irragionevole, come accade per i processi in Italia, ma che finirà e che non sarà una cosa sospesa sulle nostre teste e che rimarrà sui nostri figli», ha spiegato ai cronisti l’ex procuratrice aggiunta. «Se non si cerca davvero di intervenire sul problema dei processi infiniti, perché questa è la prova di inefficienze di carattere amministrativo sulla giustizia, non di scarsa volontà o di scarsa capacità dei pubblici ministri o dei giudici», chiosa la Siciliano. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:44128906]] E il pensiero, inevitabilmente, corre al recente referendum sulla giustizia e a quanti hanno sostenuto le ragioni del No, determinandone la vittoria nelle urne. Sicuri di aver fatto la cosa giusta? Perché questo gioco di specchi fra chi ha indagato e chi, ora, vorrebbe moralizzare quel che è stato l’oggetto delle sue indagini, anche se la toga è stata riposta in un cassetto, non è il massimo, almeno dal punto di vista della trasparenza. E se la candidatura della Siciliano non è una sorpresa per il sindaco, Giuseppe Sala, uniche parole concesse ai taccuini dei cronisti, lo è per chi crede ancora in una magistratura libera, indipendente dalla politica.
Non solo la batosta delle elezioni comunali a Venezia, ora il Partito Democratico crolla anche nei sondaggi politici. Secondo l’ultima rilevazione realizzata da YouTrend per Sky TG24, il partito di Elly Schlein perde addirittura un punto percentuale e si posiziona al 21,7 per cento. Il distacco con Fratelli d'Italia si allarga a sei punti, con il partito di Giorgia Meloni che registra un notevole incremento dell'1,1 per cento. Tra le altre forze del centrodestra si registra invece una flessione per la Lega, che scende al 5,9 per cento con un calo dello 0,9 per cento. In lieve diminuzione anche Forza Italia, che perde lo 0,4 per cento e si attesta al 7,8 per cento. Cresce invece Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che sale al 4,4 per cento con un aumento dello 0,9 per cento. Noi Moderati si ferma all’1 per cento, in calo dello 0,2 per cento. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47901396]] A sinistra, il Movimento 5 Stelle cresce leggermente dello 0,1 per cento e raggiunge il 13,5 per cento, mentre Alleanza Verdi Sinistra sale al 6,4 per cento con un incremento dello 0,1 per cento. Tra le forze centriste, Azione di Carlo Calenda perde lo 0,3 per cento e si attesta al 3,2 per cento. Italia Viva di Matteo Renzi scende invece al 2,2 per cento, mentre +Europa cala all’1,2 per cento. Stesso dato, pari all’1,2 per cento, anche per il Partito Liberaldemocratico. Fa il suo ingresso nella rilevazione anche Ora!, accreditata dell’1,1 per cento come nuova forza politica. La quota di indecisi e astenuti resta infine molto elevata, attestandosi al 33 per cento. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47937583]]
Una multa così non s’era mai vista. Letteralmente, perché è quella con l’importo più alto di sempre, quasi il doppio della maxi sanzione che ha dicembre è arrivata a X: l’ex Twitter ha dovuto pagare 120 milioni di euro, Temu (una delle principali piattaforme di e-commerce, cinese, quotata al Nasdaq, controllata dalla società Pdd Holdings, con base operativa a Dublino per poter operare in Occidente) ne dovrà versare 200. È la commissione europea che lo ha deciso e che ha calcolato il dovuto: il più salato (appunto) per violazioni del dsa, al secolo il digital services act, il regolamento Ue per lo spazio digitale che ha mille problemi e forse è un mondo vecchio che cerca di mettere ordine in un’era nuova ma che è anche un condensato di norme pensate per i big di internet con l’intento di tutelare i minori, creare più trasparenza e lottare contro i contenuti illegali. Secondo l’esecutivo comunitario il colosso delle vendite low-cost non ha, infatti, «identificato, analizzato e valutato diligentemente i rischi sistemici derivanti dalla vendita di prodotti illegali offerti e il conseguente danno per i consumatori nell’Unione europea». Dice, insomma, la commissione di Bruxelles, che se acquisti su Temu, tra quel caricabatterie a due euro e il sonaglio per bebè a meno, è «molto probabile» che a casa ti arrivi della merce non conforme e non all’altezza degli standard europei. Tra l’altro Temu sottovaluterebbe «gravemente» la frequenza con cui i suoi clienti possono imbattersi in articoli di questo genere. Promozioni clamorose, prezzi stracciati, offerte troppo belle per essere vere (che infatti, alla fine, non lo sono): è che dietro allo sconto c’è spesso un potenziale pericolo e allora l’affare è solo a metà. Anzi non lo è proprio. La commissione europea ha condotto un’indagine con la formula degli “acquisti in incognito”, shopping compulsivo ma per analizzare quel che veniva consegnato, e ha riscontrato «un’altissima percentuale» di rischio per il settore dei caricabatterie e un «un’alta percentuale» di sospetto per i giocattoli destinati ai bambini: sostanze chimiche fuori dai limiti di legge, pericolo di soffocamento per via del distacco di alcune componenti. I tecnici della Ue hanno quindi accusato la piattaforma di non aver «diligentemente» supervisionato, il colosso del Dragone ora ha tre mesi di tempo (entro il 28 agosto) per presentare un piano con misure tampone che possano rimediare ai mancati obblighi contestati. È materia da azzeccagarbugli digitali, sì è vero, però è un tema che ci accomuna tutti perché sono 35 milioni gli italiani che oramai comprano stabilmente on-line, il 119% in più di solo dieci anni fa, magari tramite un wallet virtuale e con una media di quattro articoli consultati ad acquisto: mica tutti spulciano nelle categorie di Temu, tuttavia la fetta è grossa e ignorare il problema, oggi, sarebbe un esercizio di inutile sciatteria. Temu, sempre secondo l’Ue, non ha valutato nemmeno i suoi programmi di promozione e i sistemi di raccomandazione affidati a influencer terzi: in sostanza, il “marketing” adoperato, quello che amplifica le vendite e propone agli utenti nuovi affari, piani che hanno tutte le piattaforme di e-commerce, in questo caso avrebbe moltiplicato anche i rischi connessi agli acquisti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47918662]] La decisione di “non conformità” di ieri arriva, in verità, a seguito di un procedimento molto lungo, avviato dalla commissione europea il 31 dicembre del 2024, che ha sollevato le prime conclusioni preliminari a luglio dell’anno scorso e che, per gli addetti ai lavori e anche per i semplici iscritti, era in un certo senso noto da tempo. Non è la prima avvisaglia, non sarà l'ultima. La stampa tedesca, qualche mese fa, ha parlato di tracce di antimonio, cadmio, piombo, dimetilformammide e altri composti banditi dalle normative comunitarie in alcuni capi Shein (per esempio), altro super-sito del fast fashion orientale che vende tantissimo in Europa. «Queste valutazioni di rischio», ricorda Henna Virkkunen che è la vicepresidente della commissione per la Sovranità tecnologica, «non sono un mero esercizio burocratico, ma la spina dorsale del dsa. Quella per Temu sottovaluta i rischi concreti, manca di specificità, lascia all’oscuro le autorità di regolamentazione, gli utenti e il pubblico sulla reale portata degli eventuali danni causati dai prodotti illegali venduti. Ora è il momento che Temu si conformi alla legge».
Il robot si inceppa quando il termometro sale troppo. Anche Jannik Sinner, il numero uno del mondo capace di dare spesso l’impressione di essere programmato per non sbagliare mai, ha un punto debole molto umano: il caldo. A Parigi, durante il match contro Juan Manuel Cerundolo, il campione altoatesino è apparso improvvisamente svuotato, senza energie, quasi irriconoscibile dopo due set controllati senza particolari problemi. Non è la prima volta che succede. Negli ultimi mesi Sinner aveva già mostrato difficoltà simili in condizioni climatiche estreme, tra Cincinnati, Shanghai e Melbourne. A cambiare non è tanto il livello tecnico, quanto la risposta fisica del suo corpo quando caldo, umidità e stanchezza si sommano tutti insieme. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47922000]] Lo stesso Jannik non ha mai nascosto questa vulnerabilità: “Forse giocare con il caldo è il mio problema”, aveva ammesso già in passato, spiegando anche come la sua pelle molto chiara e il suo particolare fototipo possano renderlo più sensibile allo stress termico rispetto ad altri atleti. Per questo da tempo ha iniziato a lavorare molto anche fuori dal campo, allenandosi spesso a Dubai proprio per abituarsi a temperature elevate e migliorare la resistenza fisica e mentale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47927330]] A Parigi, però, qualcosa si è inceppato. Sul 5-1 del terzo set il suo rendimento è crollato all’improvviso: gambe pesanti, fiato corto, ghiaccio sul collo, continui tentativi di cercare ombra durante i cambi campo. Un’immagine insolita per un giocatore che ha costruito gran parte del suo dominio proprio sulla continuità e sulla tenuta mentale. “Non sono una macchina — ha spiegato poi in conferenza stampa — Avevo dormito male, mi sentivo debole già da metà del terzo set. Il caldo c’entrava, ma è stato un insieme di fattori”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47934539]] Nel frattempo il tennis moderno sta diventato sempre più una sfida anche contro le condizioni atmosferiche. Il tema infatti riguarda tutto il circuito. Gli Slam utilizzano protocolli specifici contro il caldo basati sul cosiddetto indice Wbgt, che misura temperatura, umidità e stress termico. A Parigi è previsto un cooling break di dieci minuti oltre una certa soglia, mentre la sospensione totale dei match scatta solo in condizioni estreme. Ma con estati sempre più torride, il dibattito sulla tutela dei giocatori è destinato a crescere ancora.
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Nella puntata di Quarto Grado andata in onda il 29 maggio su Rete 4 sono state diffuse nuove intercettazioni ambientali tra Andrea Sempio e suo padre Giuseppe, al centro della nuova inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Chiara Poggi.Uno degli estratti principali trasmessi riguarda proprio il confronto sul DNA trovato sotto le unghie della vittima. In un dialogo tra padre e figlio si sente chiaramente Giuseppe Sempio chiedere: “Perché non c’è il DNA di Alberto Stasi? Cosa vuol dire tutto ciò? Che c0sa implica?”. Questa domanda, emersa dalle intercettazioni, viene letta dagli inquirenti come un elemento significativo nel ragionamento familiare sulla dinamica dell’omicidio e sulle tracce genetiche. La risposta di Sempio è inquietante: "Hanno fatto di tutto per non arrestare questo qui, lo capisci?". La trasmissione ha contestualizzato il passaggio all’interno di una serie di audio in cui la famiglia discute aspetti dell’inchiesta, tra cui le tracce biologiche, l’alibi di Andrea e la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni.La difesa di Sempio contesta fortemente l’interpretazione accusatoria di questi dialoghi, sostenendo che si tratta di conversazioni private, spesso ironiche o di commento alle notizie e ai verbali processuali, e non di ammissioni di colpevolezza. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47936416]] Nella stessa puntata è stata ricordata anche l’intercettazione tra i genitori sullo “scontrino” del parcheggio di Vigevano (“Lo scontrino lo hai fatto tu”, dice il padre alla moglie), ritenuta dagli investigatori un elemento che potrebbe indebolire l’alibi di Andrea.La messa in onda di questi audio ha riacceso il dibattito mediatico sul caso Garlasco, con possibili conseguenze sulla richiesta di revisione del processo a carico di Stasi. La Procura di Pavia continua a puntare su una ricostruzione completa e scientificamente fondata, mentre la famiglia Sempio ribadisce con forza l’innocenza di Andrea. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47948160]]
Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, non si sottoporrà alla consulenza psichiatrica ordinata dalla Procura di Pavia. Lo ha dichiarato il suo avvocato Liborio Cataliotti a Quarto Grado su Rete 4.“Non accettiamo, non è una perizia, ma è una consulenza ancora una volta di parte”, ha sottolineato il legale. “Ci mancherebbe solo che andasse”. Cataliotti ha aggiunto che la difesa contesta anche la tempistica dell’iniziativa e che il team si è confrontato proprio oggi sulla questione. La Procura di Pavia, guidata dal procuratore Fabio Napoleone, ha affidato al professor Roberto Catanesi, medico psichiatra, l’incarico di accertare “l’eventuale sussistenza di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47936416]] Dovrà inoltre valutare “la presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità, nonché il grado di correlazione con i fatti contestati” e “l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale”. Secondo la Procura, queste determinazioni servono a garantire “una ricostruzione quanto più completa, oggettiva e scientificamente fondata della vicenda”.La netta opposizione della difesa segna un nuovo sviluppo nella lunga indagine sul delitto di Garlasco, confermando la ferma contrarietà di Sempio e dei suoi legali a questa consulenza tecnica disposta dall’accusa. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47937361]]
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