L’elenco degli oratori è in continua evoluzione. Il tempo, del resto, non manca: alla “Città dell’altra economia”, nell’area dell’ex mattatoio, l’appuntamento è fissato dalle 18 alle 22. Sui social Nicola Fratoianni, leader di Avs, ha chiamato a raccolta il popolo Pro-Pal: chi è indignato per quanto è accaduto alla Flotilla mercoledì prossimo, 27 maggio, non può mancare. Quel giorno a Roma è organizzato l’evento «finanziato dal Parlamento europeo», si legge nella nota che illustra il programma dell’iniziativa - “Justice for Palestine”, ovvero «stop al trattato Ue-Israele». A tirare le fila è European Left Alliance, il gruppo politico tra i cui banchi, a Strasburgo, siedono Mimmo Lucano, storico sindaco di Riace e paladino dei migranti, e Ilaria Salis. Si tratta della formazione alla quale aderisce Sinistra Italiana, il partito di Fratoianni che in Italia ha fondato, con Angelo Bonelli di Europa Verde, Avs. L’obiettivo, dopo le polemiche suscitate dall’accoglienza riservata da Israele agli equipaggi che puntavano a forzare il blocco navale di Gerusalemme, è cavalcare l’onda della Flotilla con una maratona oratoria condita da «musica, parole, testimonianze». Con un occhio, in termini di consenso, alle Politiche del 2027. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47753523]] «Dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce a favore della Palestina, senza sosta», spiegano gli organizzatori, che hanno lanciato anche una raccolta di firme per sospendere l’intesa Ue-Israele. Da qui la tappa romana della campagna, alla quale parteciperanno gli stessi Angelo Bonelli e Mimmo Lucano. La novità sta nel fatto che gli ideatori vogliono dare alla manifestazione un carattere più “pop” rispetto alla seriosità delle tradizionali adunate politiche. Ecco, così, la promessa della partecipazione di «ospiti, esperti e artisti». In lista, ad esempio, c’è la cantante Elisa, che dovrebbe partecipare attraverso un video. Mentre Enzo Iacchetti, che in nome del «genocidio palestinese» ha ingaggiato celebri duelli televisivi, interverrà di persona. Altro volto celebre sarà quello dell’attrice Anna Foglietta, che lo scorso anno partecipò alla Festa del cinema di Venezia sventolando la bandiera palestinese e indossando la kefiah insieme all’artista di strada Laika, anche lei tra i partecipanti. Le due furono fermate dalle Forze dell’ordine mentre manifestavano a favore della Global Sumud Flotilla a bordo di un’imbarcazione. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47856217]] Altra attrice in formazione è Greta Scarano, molto attiva nelle iniziative per Gaza (lo scorso anno, ad esempio, è scesa in piazza con “Schierarsi”, l’associazione di Alessandro Di Battista, nella manifestazione “Non in mio nome”). Ci sarà anche l’attore e scrittore Moni Ovadia, habitué di manifestazioni e cortei Pro-Pal. E se non desta sorpresa la partecipazione di Francesca Albanese, inviata speciale delle Nazioni Unite per i «territori palestinesi occupati» - ieri su X ha scritto, a proposito di quanto accaduto a Bilbao, in Spagna, che «dobbiamo resistere all’israelizzazione delle nostre società» - è significativa la presenza di Luca Casarini. Ex leader “no global” al tempo del G8 di Genova, già animatore dei Disobbedienti, ora è un dirigente della ong Mediterranea Saving Humans. L’ufficializzazione della saldatura, ove mai fossero stati in campi opposti, dei fronti Pro-Pal e Pro-Migranti. Il mondo delle Ong sarà completato da Giulia Torrini di Un ponte per, Chiara Campione di Greenpeace Italia e Ileana Bello di Amnesty International Italia. Tra gli «speakers» ci sono tre esponenti del mondo della comunicazione: Maria Elena Delia, la portavoce italiana della Flotilla e del Global movement per Gaza, Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, e Andrea Fabozzi, direttore del manifesto. A completare il quadro, ecco Fadwa Barghouti, la moglie di Marwan Barghouti, uno dei capi della prima e seconda intifada palestinese, condannato da un tribunale israeliano con cinque sentenze all’ergastolo come mandante delle azioni della Brigata dei Martiri di al-Aqsa.
“Per un tennista come Jannik Sinner c’è così tanto in palio e non manderà tutto all'aria per una redistribuzione migliore degli introiti. Non avrebbe senso per lui”. È questa la frase con cui Patrick Mouratoglou ha fotografato il clima che si respira al Roland Garros attorno al tema più caldo delle ultime settimane: la redistribuzione dei ricavi degli Slam. Dopo le prime tensioni emerse agli Internazionali di Roma, dove diversi giocatori avevano aperto anche all’ipotesi di proteste più pesanti, a Parigi il malcontento si è tradotto in una forma di contestazione simbolica ma significativa. I tennisti hanno infatti scelto di limitare a 15 minuti le conferenze stampa e di evitare le tradizionali interviste televisive, mandando un messaggio preciso agli organizzatori. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47856099]] L’obiettivo richiesto dai giocatori resta molto ambizioso: ottenere entro il 2030 il 22% dei ricavi degli Slam, una percentuale già riconosciuta nei tornei Atp e Wta. Una battaglia economica importante, che potrebbe modificare gli equilibri del tennis mondiale. Mouratoglou, però, non crede che si arriverà davvero a un boicottaggio dei grandi tornei: “Non credo nel boicottaggio quest’anno — ha spiegato il coach frances — È una cosa nuova quest'unione dei top players per mettere pressione su un evento o uno degli enti che governa il tennis”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47865516]] Secondo l’allenatore, il vero problema resta la compattezza del gruppo: “L’unico modo per avere il potere è essere tutti sulla stessa lunghezza d’onda, ma non penso sia il caso”. Un concetto che, almeno per ora, allontana l’idea di uno scontro totale tra giocatori e organizzatori degli Slam. Tanto che lo stesso Mouratoglou conclude senza troppi dubbi: “Non penso che i giocatori boicotteranno e neanche minacceranno di fare, il Roland Garros quest’anno”.
Immagini impressionanti. Domenica 24 maggio, nel pomeriggio, al porto di Capri si è verificata una violenta rissa tra turisti. Lo scontro, ripreso in un video diventato rapidamente virale, è stato pubblicato dal parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Avs).La lite è scoppiata all’esterno di un bar nella zona di Marina Grande, vicino alla stazione della funicolare, per motivi futili e non ancora del tutto chiariti. Due gruppi di turisti, in gita sull’isola per una giornata, sono venuti alle mani mentre aspettavano il traghetto di ritorno. Dalle immagini si vedono spintoni, urla, pugni, calci, sputi e schiaffi. Uno dei contendenti è stato gettato a terra e colpito ripetutamente mentre era indifeso, per poi rialzarsi e essere nuovamente inseguito e picchiato.Nello scontro sarebbero rimaste coinvolte una decina di persone. Sul posto è intervenuta la Guardia Costiera della Capitaneria di porto di Napoli, che ha riportato l’ordine, identificato i responsabili e controllato l’imbarco sui traghetti, evitando ulteriori problemi. Quanto accaduto ha riportato alla luce l'annoso dibattito sull'overtourism. Di fatto sia gli imbarchi di Capri che quelli di Napoli (ad esempio il molo Beverello) vengono letteralmente presi d'assalto sotto il sole cocente dai turisti che spesso alzano il gomito prima di salire a bordo di aliscafi o traghetti. Ed è proprio questo dettaglio che preoccupa di più dato che alla base della rissa potrebbe anche esserci l'alcol... Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Francesco Emilio Borrelli (@francescoemilioborrelli)
Di furbetti è pieno il mondo. Lo sa bene lo chalet Cristal Beach di Cupra Marittima, in provincia di Ascoli Piceno. Qui una donna di circa 60 anni, all'apparenza affidabile, si è ordinata i piatti e i vini più costosi del locale. Salvo poi non pagare nulla. Originaria dell’est Europa, bionda e con i capelli corti, la signora non ha però portato a termine il colpaccio. "Mercoledì sera è arrivata una donna, da sola, ha chiesto se c’era posto e l’abbiamo fatta accomodare. Parlava bene l’italiano, ma aveva un forte accento dell’est", racconta il cuoco Pietro Prichiò al Messaggero. "Ha chiesto per iniziare una bottiglia di bollicine, un tris di antipasti freddi e gli antipasti caldi, un sorbetto corretto e un caffè. Al termine della cena – continua lo chef si è alzata ed è uscita senza pagare il conto, era circa mezzanotte e mezzo". Lo scontrino ammontava a circa 100 euro. Il primo ad accorgersi di quanto stava accadendo è stato un cameriere, che ha immediatamente avvisato il cuoco. Quest’ultimo è uscito a rincorrerla e ha subito chiamato il 112. "L’ho sempre seguita da lontano in modo da non perderla di vista e dare la posizione esatta ai carabinieri della compagnia di San Benedetto che stavano arrivando", racconta ancora. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47348415]] La signora, che ha tentato in tutti i modi di far perdere le proprie tracce, non è però riuscita nell'intento. Pochi giorni prima, uno chalet di Grottammare aveva denunciato un episodio simile. E la descrizione della donna che ha scroccato la cena corrisponderebbe in pieno alla donna fermata nei giorni scorsi a Cupra Marittima. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47638446]]
La difesa di Andrea Sempio non rimane a guardare. Di fronte agli ultimi dettagli emersi gli avvocati che assistono l'attuale indagato per l'omicidio di Chiara Poggi hanno depositato una nuova consulenza. Il documento, inviato per via telematica, è destinato direttamente alla Procura di Pavia. La consulenza riguarda l'impronta lasciata dall'assassino sul pavimento della villetta di via Pascoli a Garlasco e una memoria per contestualizzare i soliloqui del 37enne. "Stiamo per depositare le nostre consulenze nell'interesse di Andrea Sempio per confutare le relazioni dei consulenti della procura, in particolare abbiamo predisposto una consulenza sulla Bpa, una sull'impronta 33, una medico-legale, una supplementare di natura genetica, una sulle impronte di scarpa perché noi riteniamo che il piede di Sempio non sia compatibile per larghezza con le impronte rilasciate" spiega in un video l'avvocato Liborio Cataliotti che assiste con la collega Angela Taccia Sempio. La difesa ha presentato anche "una memoria con allegati, molti a contestualizzare i soliloqui di Andrea Sempio e renderli spiegabili: essi non contenevano nessuna novità rispetto ai commenti degli utenti dei podcast e delle trasmissioni e non hanno quindi nessuna natura confessoria" conclude ancora. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47859807]] Anche i genitori di Sempio credono fermamente nell'innocenza del figlio. Lo ha ribadito la mamma dell'indagato che in tv, a Quarto Grado, ha spiegato: "Da come vedo le cose adesso, non posso dire adesso sicuramente Stasi è colpevole. Io mi auguro che adesso si arrivi finalmente a una verità definitiva. Andrea non è la persona che viene descritta in questi capi d'accusa. Mio figlio è uscito alle 9.50 (del 13 agosto 2007, ndr), è rientrato a casa prima di mezzogiorno con gli stessi vestiti che aveva, completamente pulito e di sicuro non era uno che era appena andato a commettere un omicidio". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47860917]]
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L'allarme rosso suona ai vertici del sistema bancario, alla Bce: il timore è che l'intelligenza artificiale di Anthropic possa "bucare" gli istituti di tutta europa. Ragione per cui l'Eurotower pone al centro i rischi derivanti dalla sicurezza informatica, il tutto in un incontro con una riunione con le banche Ue convocata per martedì 26 maggio. Sotto osservazione c'è Claude Mythos, il nuovo modello sviluppato dalla società americana Anthropic, considerato in grado di individuare falle e vulnerabilità nei sistemi informatici con una rapidità senza precedenti. Un salto tecnologico che sta creando forte preoccupazione a Francoforte, dove la Banca centrale europea teme che gli attuali sistemi di difesa degli istituti di credito possano diventare rapidamente inadeguati. La riunione servirà proprio a fare il punto sui rischi emersi con le nuove generazioni di intelligenza artificiale. Al tavolo prenderanno parte anche alcune banche coinvolte nel "Project Glasswing", il programma promosso da Anthropic che consente a un numero ristretto di partner, perlopiù statunitensi, di utilizzare la versione Preview di Mythos. Tra questi figurano anche grandi gruppi vigilati dalla Bce, comprese filiali europee di colossi di Wall Street come JP Morgan Chase. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47864115]] L'obiettivo dell'Eurotower è duplice: da un lato spingere gli istituti europei ad accelerare il rafforzamento delle proprie infrastrutture digitali, dall'altro convincere le banche americane che hanno accesso a Mythos a condividere informazioni e competenze con le controparti europee escluse dal progetto. Secondo quanto spiegato da Anthropic, il programma Glasswing nasce per "proteggere i software più critici al mondo" ed evitare che modelli avanzati di Ia possano essere usati "contro di essi". Ma è proprio la scelta di limitare l'accesso a pochi partner ad aver acceso i timori in Europa. "Mythos Preview ha già individuato migliaia di vulnerabilità di elevata gravità, alcune delle quali presenti in tutti i principali sistemi operativi e browser. Data la velocità di progresso dell'intelligenza artificiale, non passerà molto tempo prima che tali capacità si diffondano, potenzialmente anche al di fuori della portata degli attori impegnati a implementarle in modo sicuro. Le conseguenze, per l'economia, la sicurezza pubblica e la sicurezza nazionale, potrebbero essere gravi. Il progetto Glasswing rappresenta un tentativo urgente di mettere queste capacità al servizio della difesa", si legge sul sito ufficiale del progetto. In una nota del 22 maggio, Anthropic ha inoltre spiegato che "noi e i nostri circa 50 partner abbiamo utilizzato Claude Mythos Preview per individuare oltre 10mila vulnerabilità di gravità elevata o critica nei software più importanti al mondo". Un numero enorme che, secondo la società, sta cambiando radicalmente il settore della cybersicurezza. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47640389]] A rilanciare l'allarme è stato anche Frank Elderson, vicepresidente del Consiglio di vigilanza della Bce. "Visti i progressi dell'intelligenza artificiale, è necessario affrontare più rapidamente" i problemi legati alla sicurezza informatica delle banche, ha spiegato al Financial Times. E ancora: "Sembra che se uno dei principali fornitori di software rilascia una patch, sia possibile decodificare la vulnerabilità che la patch dovrebbe correggere, non in settimane ma forse in 30 minuti". Per questo, ha aggiunto, gli istituti dovranno velocizzare drasticamente l'installazione degli aggiornamenti di sicurezza.
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Milan, è ufficialmente terremoto. Gerry Cardinale caccia tutti: Massimiliano Allegri, Igli Tare, Furlani e anche Moncada. Resta in sella, però, Zlatan Ibrahimovic, su cui mister RedBird avrebbe scelto di puntare, in barba agli umori della tifoseria. E ora l'universo rossonero, spiazzato e sconvolto dal tragico finale di stagione, si interroga. E si chiede chi sarà il nuovo mister. I nomi più quotati sarebbero due. Il comunicato diffuso dalla proprietà americana ha certificato una rivoluzione totale. Regna il caos. "Ulteriori annunci relativi alle nuove nomine verranno comunicati non appena definiti, con l'obiettivo di avere una struttura pronta in vista della prossima stagione": poche righe, ma sufficienti per sancire una resa dei conti senza precedenti in casa rossonera. Un azzeramento completo, destinato ad aprire una fase di ricostruzione ancora piena di incognite. Nel caos generale, l'unico a restare sorprendentemente in sella è Ibrahimovic. L'ex attaccante svedese, sempre più centrale nelle strategie di RedBird, si ritrova ora al centro del nuovo corso milanista. Resta però da capire quale sarà il suo reale peso nelle prossime decisioni, soprattutto nella scelta dell'allenatore chiamato a rilanciare una squadra reduce da una stagione fallimentare. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47870118]] E proprio sul nome del futuro tecnico si rincorrono le indiscrezioni. Dall'Inghilterra, Sky UK parla di un contatto tra il Milan e l'entourage di Andoni Iraola, protagonista di un'annata storica con il Bournemouth, trascinato fino alla qualificazione in Europa League. Sul tecnico basco ci sarebbero però anche Bayer Leverkusen e Crystal Palace. Dalla Spagna, invece, prende quota la candidatura di Xavi, fermo dopo l'addio al Barcellona. Sullo sfondo restano anche Thiago Motta e Vincenzo Italiano, mentre continua a circolare con insistenza il nome di Mark Van Bommel, profilo particolarmente gradito a Ibrahimovic. Un dettaglio che negli scenari che si vanno delineando appare tutt'altro che secondario. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47869285]]
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Un italo-marocchino di 22 anni pianificava una strage a Reggio Emilia: è stato arrestato dalla Digos. Un altro caso inquietante, un altro radicalizzato pronto a colpire. Ad uccidere. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Reggio Emilia e dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Bologna, il giovane avrebbe progettato un attacco armato con coltelli nel cuore della città emiliana. L'intervento degli investigatori è scattato giovedì sera, in concomitanza con due eventi destinati a raccogliere migliaia di persone: una partita di basket e un concerto in piazza San Prospero. Gli agenti della Digos di Reggio Emilia e Bologna, insieme alla Squadra Volanti, lo hanno individuato e bloccato in via Roma, a pochi passi dalla centralissima via Emilia. Per il 22enne è stato disposto il fermo con l'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. Ora si trova detenuto nel carcere di Reggio Emilia. Il giovane era già noto agli apparati di sicurezza. Dal 2024, infatti, era monitorato dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione dopo un arresto avvenuto in Germania, dove viveva con la famiglia. In più occasioni si sarebbe proclamato sostenitore dello Stato Islamico, dichiarando anche la volontà di agire in nome dell'Isis. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47813334]] Gli investigatori hanno ricostruito una rete di contatti avvenuti tramite piattaforme di messaggistica. In particolare, il giovane avrebbe avuto contatti con un simpatizzante del Daesh che gli avrebbe offerto supporto, addestramento e perfino finanziamenti per compiere un attentato, in Italia oppure all'estero. Una proposta che il 22enne avrebbe accettato, ribadendo il proprio sostegno all'organizzazione jihadista. A gennaio era stato espulso dalla Germania perché ritenuto socialmente pericoloso. Tornato in Italia, era stato inserito in un percorso di assistenza coordinato dalla Questura di Reggio Emilia insieme al Centro di salute mentale e ai servizi sociali del territorio. Un tentativo di recupero poi interrotto dopo nuove segnalazioni legate alla sua presenza in chat dove si sarebbe discusso di azioni terroristiche. Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato il telefono cellulare del 22enne. Dopo l'udienza di convalida, il gip ha accolto la richiesta della procura stabilendo la custodia cautelare in carcere. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47789044]]
Alla tornata di elezioni Comunali, spicca il caso di Vigevano. O meglio, il doppio caso. Già, perché nel comune lombardo si registrano due circostanze sorprendenti, clamorosamente notiziabili. La prima, il rovinoso flop di Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio e protagonista mediatico nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, e il clamoroso exploit di Futuro Nazionale, il partito del Generale Roberto Vannacci. Nel voto amministrativo della città pavese, infatti, il nome di Lovati non è riuscito a capitalizzare la notorietà televisiva in consenso. L'ex legale di Sempio è precipitato fino all'ultimo posto nella corsa elettorale, con numeri che rischiano addirittura di lasciarlo fuori dal Consiglio comunale. Una bocciatura pesante, arrivata in una consultazione che invece ha premiato altri protagonisti inattesi. Su tutti Furio Suvilla, sostenuto dal generale Vannacci. L'avvocato ed ex leghista, appoggiato da “Futuro Nazionale”, dalla civica “Vigevano Futura” e da altre liste locali, ha infatti ottenuto un risultato ben superiore alle attese, attestandosi attorno al 14-15% nelle prime proiezioni. Un dato che assume ancora più peso se confrontato con quello di sei anni fa, quando Suvilla si era fermato appena al 5%. Davanti a tutti resta comunque il centrosinistra. Rossella Buratti, sostenuta da una coalizione ampia che comprende Pd, Movimento 5 Stelle, Verdi, Rifondazione Comunista, Italia Viva e liste civiche, sfiora il 35% dei voti quando manca ancora una parte consistente dello scrutinio. Un vantaggio netto che la proietta verso il ballottaggio. Più complicata invece la sfida interna al centrodestra, diviso alle urne. Da una parte Riccardo Ghia, assessore uscente sostenuto da Lega, Fratelli d'Italia e Noi Moderati; dall'altra Paolo Previde Massara, candidato appoggiato da Forza Italia. Entrambi viaggiano poco sopra il 20%, separati da pochi voti e impegnati in un duello serrato per conquistare il secondo posto utile per accedere al secondo turno.
Una tornata, quelle delle elezioni Comunali di oggi, lunedì 25 maggio, che la sinistra attendeva con bramosia: si faceva un gran parlare dell'effetto-referendum, il sogno era quello di assistere a un crollo del centrodestra. E invece, gli italiani chiamati al voto hanno scelto in modo chiaro, netto. In primis Venezia, dove si profila una impronosticabile vittoria al primo turno del candidato Simone Venturini. Poi la vittoria a valanga a Reggio Calabria, l'ottimo risultato ad Arezzo, nel cuore della rossa Toscana, dove si profila un ballottaggio. Questi i principali risultati. Ma al centro, ovviamente, resta Venezia. Tanto che Giorgia Meloni, giù dopo i primi exit-poll, aveva commentato: "Una vittoria al primo turno sarebbe mondiale". E quella vittoria "mondiale", di fatto, ha trovato concretezza. Un risultato clamoroso, che rafforza la maggioranza di governo e apre nuove crepe nel campo largo. Non a caso, in serata, con il delinearsi dei risultati, Meloni è nuovamente intervenuta. Un breve messaggio affidato ai social: "Rivolgo i miei auguri di buon lavoro ai sindaci eletti in questa tornata amministrativa. Avranno il compito di accompagnare le proprie comunità nei prossimi anni, affrontando sfide molto importanti. In bocca al lupo a tutti", scrive il premier. Dunque, un post-scriptum che, in verità, è il cuore del messaggio: "P.S. E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani". Già, il centrosinistra ancora una volta si trova a leccarsi le ferite... Rivolgo i miei auguri di buon lavoro ai sindaci eletti in questa tornata amministrativa. May 25, 2026
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Non può esserci sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica e sociale. È questo il principio che guida il nuovo corso di AGCI Agroalimentare Pesca e Acquacoltura, che da oggi assume la denominazione AGCI AgroIttico. Una scelta che nasce dalla necessità di rafforzare la presenza delle cooperative sul mercato, superare la frammentazione delle filiere e restituire valore aggiunto ai produttori, che sono oggi gli attori più penalizzati lungo la catena agroalimentare. La nuova identità non è solo formale: rappresenta un passaggio strategico verso una filiera cooperativa più integrata, capace di accorciare il percorso dal produttore al mercato, aumentare il potere contrattuale delle imprese associate e contrastare dinamiche che comprimono i redditi agricoli e ittici. Un allarme che riguarda terra e mare AGCI AgroIttico richiama l’attenzione sul rischio di una progressiva desertificazione produttiva dell’agricoltura e della pesca italiane, aggravata da filiere troppo lunghe e da un mercato che non riconosce adeguatamente il valore del lavoro primario. I dati diffusi delineano un quadro critico: * nella pesca i redditi continuano a diminuire; * i costi energetici arrivano a pesare fino al 70% delle uscite; * la flotta italiana ha un’età media superiore ai 30 anni; * solo il 10% delle aziende agricole è guidato da under 40; * su 100 euro spesi per il cibo, appena 7 restano al produttore. Una situazione che, secondo AGCI AgroIttico, non è più sostenibile: “Agricoltori e pescatori non possono essere il bancomat di ogni crisi geopolitica, energetica o ambientale”, è il messaggio forte che arriva dall’Associazione. Chi produce cibo in modo sostenibile è una risorsa, non un problema Il nuovo assetto organizzativo ribadisce un principio fondamentale: “La produzione agricola e ittica non può essere trattata come un fattore di impatto. Chi lavora la terra e chi va per mare è il primo custode degli ecosistemi”. È per questo che AGCI AgroIttico sottolinea la necessità di politiche che distinguano tra modelli intensivi e filiere cooperative sostenibili, evitando approcci ideologici che penalizzano chi produce correttamente e in modo responsabile. L’agroalimentare come leva geopolitica Il richiamo al contesto internazionale è chiaro: “L’agroalimentare è ormai uno strumento strategico globale. Le nazioni che non mettono agricoltura e pesca al primo posto non saranno mai grandi potenze”. Le priorità della nuova fase AGCI AgroIttico si impegna a costruire una filiera più forte, più corta e più competitiva, capace di riportare valore ai produttori. Le priorità sono: * difendere il reddito delle imprese, oggi schiacciato da costi crescenti e margini ridotti; * contrastare la concorrenza sleale che distorce il mercato; * rafforzare le filiere cooperative per superare la frammentazione e aumentare il potere contrattuale; * accorciare la catena dal produttore al mercato per recuperare valore aggiunto a favore di chi produce; * garantire la sovranità alimentare; * governare la transizione ecologica senza compromettere la produzione nazionale.