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Terminata la cerimonia solenne per la deposizione di una corona d'alloro, in occasione dell'81esimo anniversario della Liberazione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lasciato l'Altare della Patria. Alla cerimonia, oltre ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e le altre alte cariche dello Stato, ha partecipato anche, tra gli altri, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Deposta la corona, come di consueto, il Capo dello Stato ha salutato, oltre alle altre autorità militari presenti, i rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d'arma. Subito dopo il messaggio di Giorgia Meloni: "Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia. Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47427997]] E ancora: "Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia “un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale”. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore. Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47428075]]
25 Aprile? Altro show nel nome della cancel culture. Le statue raffiguranti Giulio Cesare e Augusto collocate a Torino nella zona della Porta Palatina sono state coperte con un telo nero oggi per iniziativa di Extinction Rebellion in occasione del 25 aprile. "Furono donate alla città da Mussolini nel 1935", spiegano gli attivisti. In mano alle statue è stato infilato un papavero rosso "simbolo della resistenza partigiana" e alla base è stato posato un cartello con la scritta "ripudiare il fascismo, difendere la Terra". "Nel giorno dalla liberazione dal nazifascismo e a due giorni dalla conversione in legge di un decreto sicurezza che limita il diritto di manifestazione con multe elevatissime - è il testo di un comunicato diffuso da Extinction Rebellion - questa azione simbolica è il rifiuto della normalizzazione e legittimazione di simboli, decreti, leggi e programmi politici dell'attuale governo che ancora richiamano a un passato di oppressione. Di fronte a un'escalation mondiale di conflitti per l'accaparramento delle risorse e alla continua distruzione degli ecosistemi in nome del profitto di pochi, in un mondo sull'orlo del collasso climatico, va difesa la Terra, non valori fascisti". Una sceneggiata a cui ormai siamo abituati da tempo. Ma l'appuntamento del 25 Aprile a quanto pare è troppo ghiotto per tirarsi indietro.
Nel tardo pomeriggio di ieri, intorno alle ore 18, una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei carabinieri ha intercettato uno scooter in transito all'incrocio tra viale Palmiro Togliatti e viale dei Romanisti. Alla vista dei militari, il conducente ha improvvisamente accelerato, tentando di sottrarsi al controllo. Ne è scaturito un breve inseguimento tra le arterie del quadrante est della Capitale, conclusosi quando i carabinieri sono riusciti a raggiungere il mezzo e a bloccare l'uomo. Durante le fasi dell'intervento si è verificata una colluttazione, rapidamente contenuta grazie alla prontezza e alla professionalità dei militari. Gli accertamenti immediatamente successivi hanno permesso di appurare che lo scooter, condotto da un 53enne romano con precedenti, era stato sottratto poco prima a un romano di 36 anni. Il veicolo è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario. L'uomo è stato arrestato e, su disposizione dell'autorità giudiziaria, condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa dell'udienza di convalida e del rito direttissimo. Dovrà rispondere dei reati di resistenza a Pubblico Ufficiale e ricettazione.
Bologna, Matteo Lepore, nel corso del suo intervento in piazza del Nettuno per l'81esimo anniversario della Liberazione. Al grido di 'Palestina Libera' un gruppo di una cinquantina di persone è entrato in piazza con bandiere della Palestina, cartelli e kefiah. Gli attivisti hanno più volte cercato di sovrastare la voce del sindaco con slogan e richieste di prendere le distanze dal conflitto in Medio Oriente. Contestato anche il governo di Israele con parole come: "Sono tutti assassini" e il presidente Benjamin Netanyahu, definito "un torturatore" dai manifestanti. Il cortocircuito della sinistra è servito. Gli stessi pro-Pal che sono stati coccolati in tutti questi mesi, anche dal sindaco di Bologna, hanno presnetato il conto. Alla sinistra. E pensare che proprio Lepore per tanto tempo ha tenuta esposta la bandiera della Palestina dalla finestra del palazzo del Comune proprio per strizzare l'occhio alla galassia pro-Pal. E oggi, 25 Aprile, proprio lui è stato vittima del fuoco amico...
Terminata la cerimonia solenne per la deposizione di una corona d'alloro, in occasione dell'81esimo anniversario della Liberazione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lasciato l'Altare della Patria. Alla cerimonia, oltre ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e le altre alte cariche dello Stato, ha partecipato anche, tra gli altri, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Deposta la corona, come di consueto, il Capo dello Stato ha salutato, oltre alle altre autorita' militari presenti, i rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d'arma. Alle 11 Mattarella sara' invece a San Severino Marche.Al termine della cerimonia all'altare della Patria il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è soffermato con i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'arma, scambiando qualche parola con i presenti. Poi la stretta di mano con la premier Giorgia Meloni, con i presidenti di Senato e Camera e con il presidente della Corte Costituzionale, quindi Mattarella è risalito sull'auto presidenziale per raggiungere l'aeroporto di Ciampino da cui partirà per le Marche, dove è prevista la celebrazione della festa della Liberazione con il Capo dello Stato.
Nella Casa del Grande Fratello Vip è scoppiato un acceso confronto tra Marco Berry e Alessandra Mussolini, entrambi in nomination. Lo scontro è arrivato anche in puntata, con un faccia a faccia molto teso.Al centro della discussione c’è un tema delicato: i riferimenti fatti da Berry al cognome Mussolini. Durante la diretta, le opinioniste Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli sono intervenute con toni molto duri nei confronti di Marco Berry. Cesara Buonamici ha difeso Alessandra Mussolini dicendo: "I parenti nessuno se li sceglie, quello che hai detto è squallido". Selvaggia Lucarelli ha rincarato la dose: "L’imbarazzo ti si legge sulla fronte. Ho seguito la convivenza e ci sei arrivato a quella cosa, hai detto parecchie cose riferite al cognome Mussolini. Riferimenti espliciti". Secondo Lucarelli, Berry avrebbe cercato di ridimensionare l’accaduto: "La verità è che ti sei minimizzato tra gli altri, ma quella parte si è manifestata con la nomination. Hai tirato fuori il peggio di te". Ha poi aggiunto: "Alessandra è coerente e non si nasconde".Marco Berry ha provato a difendersi sostenendo che la situazione sia stata raccontata in modo diverso da come l’ha vissuta lui. "Mi dispiace, probabilmente si guardano due programmi differenti. Non mi nascondo mai: è successo con Giovanni e con Nicolò", ha detto. Ha poi spiegato di aver sempre trovato Alessandra una persona capace di farlo ridere, fino a quando, secondo lui, avrebbe iniziato ad avere atteggiamenti più duri nella Casa.Nel tentativo di chiarire, però, Berry ha usato una frase che ha ri acceso la tensione: "Quello che intendevo è che il tuo nome qui dentro ha talmente esasperato tutti... Non è colpa tua perché quello è il tuo nome. L’insulto peggiore è il tuo nome in questa Casa".