Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
Marco Poggi, l'intervista a Quarto Grado: "Chi indagava poteva smorzare alcune piste"
2 ore fa | Ven 5 Giu 2026 03:58

Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi, ha parlato per la prima volta in televisione a "Quarto Grado" dopo 19 anni dall’omicidio di Garlasco. L’intervista è stata anticipata giovedì sera e andrà in onda venerdì. "Essere accusato di essere coinvolto mi ha fatto male. Chi indagava poteva smorzare alcune piste", ha dichiarato.Marco ha raccontato il dolore per le accuse ingiuste che ha subito: "Quello che mi dispiace di più è che hanno rovinato l'immagine di Chiara". Gianluigi Nuzzi, conduttore della trasmissione, aveva anticipato: "Marco Poggi rimane parte civile, non è mai stato indagato ma lo hanno anche accusato di aver ucciso la sorella. Le peggiori cose". Nel video-anteprima, il fratello di Chiara definisce la memoria della ragazza "rovinata". Per l’omicidio è stato condannato il fidanzato Alberto Stasi, ma di recente è ripartita una nuova inchiesta della Procura di Pavia che vede indagato Andrea Sempio, amico proprio di Marco Poggi."Si è iniziato a parlare anche di me, a fare ipotesi. Sai che non puoi farci niente, però...". Parlando della famiglia ha aggiunto: "Ci siamo tornati dentro, forse più di prima. Spero che prima o poi abbiamo la possibilità di voltare pagina". E ancora: "Si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di mia sorella. Essere accusato di essere coinvolto mi ha fatto male. Chi indagava poteva smorzare alcune piste". Marco Poggi resta parte civile e spera di poter finalmente voltare pagina.

Aumentano i milanesi, ma sono stranieri: il gioco sporco del Pd
5 ore fa | Ven 5 Giu 2026 00:55

Milano si conferma città sempre più multietnica. Nel 2025 sono state 9.404 le persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana, rispetto alle 9.022 registrate nell’intero 2024. Un saldo positivo pari a 382 unità. Egitto, Filippine e Perù i principali Paesi di provenienza. Per la giunta comunale guidata dal sindaco, Beppe Sala, l’acquisizione di nuovi cittadini -elettori non è solo un segno dei tempi, da festeggiare con l’iniziativa “milanesi dal primo giorno”, ma uno dei capisaldi delle politiche sociali seguite da Palazzo Marino, dove l’accoglienza senza limiti viene considerata un aspetto positivo, e non un problema. Dipendesse dal Comune di Milano l’acquisizione della cittadinanza italiana, da parte di persone straniere, sarebbe molto più facile rispetto all’attuale legge dello Stato, considerata dalla maggioranza che sostiene il governo guidato dalla premier, Giorgia Meloni, in sintonia con i tempi. Dunque adeguata alle esigenze del nostro Paese. Ma non per la sinistra. «Riconoscere la cittadinanza a chi, pur non avendo origini italiane, abita, vive e lavora a Milano contribuendo allo sviluppo e alla crescita della città e del Paese è un atto dovuto», sottolinea l’assessore comunale al Welfare e Salute, Lamberto Bertolé, ma è «necessario che le istituzioni nazionali dimostrino molto più coraggio». L’obiettivo storico del centrosinistra è quello di superare il principio del ius sanguinis puro, introducendo lo Ius Soli ("diritto di suolo"), lo Ius Scholae ("diritto di scuola"), ma soprattutto la riduzione dei tempi di residenza. Due visioni politiche molto distanti fra loro, in materia di cittadinanza, tali da produrre anche risultati diametralmente opposti. Se il progetto della sinistra fosse legge, oggi saremmo qui a parlare di un numero ben più altro di cittadinanze acquisite. Anche perché, e i numeri elaborati dal Comune sono lì a dimostrarlo, sull’intero capitolo pesa il tema degli immigrati di seconda generazione, italiani sulla carta, ma culturalmente lontani dai diritti e dai doveri del nostro Paese. Il fenomeno dei maranza, ben noto a Milano, non è un’invenzione dei media, ma una triste realtà con la quale ci misuriamo tutti i giorni.   NUOVI CITTADINI Entrando nel dettaglio delle cifre, nel 2025 le acquisizioni di cittadinanza per residenza continuativa di dieci anni in Italia sono state 5.216, mentre 2.403 minori l’hanno acquisita a seguito di quella ottenuta dai genitori. I giovani che hanno ottenuto la cittadinanza al compimento dei diciotto anni sono stati 1.137, mentre 482 persone l’hanno acquisita per matrimonio. Completano il quadro le acquisizioni per discendenza da avo italiano (160), i minori riconosciuti come figli di cittadini italiani (5) e i minori adottati (1). Le principali comunità di provenienza restano sostanzialmente stabili rispetto al 2024 e vedono ai primi posti Egitto (2.225), Filippine (1.362) e Perù (1.046), seguite da Bangladesh (660), Ecuador (647), Marocco (388), Sri Lanka (346), Albania (306), Ucraina (213), Romania (200) e Repubblica Popolare Cinese (185). Per accompagnare questo passaggio e rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni, il Comune di Milano e i nove Municipi hanno promosso la terza edizione di “Milanesi dal primo giorno. Festeggiamo le cittadinanze del nostro Municipio”. Durante gli incontri viene consegnata una copia della Costituzione italiana e vengono presentati i principali servizi e le opportunità offerte dai Municipi, in un momento di conoscenza e incontro dedicato alle nuove cittadine e ai nuovi cittadini italiani. «La cittadinanza arriva, troppo spesso, dopo la vita reale delle persone», afferma l’assessora ai Servizi civici, Gaia Romani, «per questo continuiamo a investire in momenti di accoglienza e riconoscimento dedicati alle nuove cittadine e ai nuovi cittadini italiani». «Riconoscere la cittadinanza a chi, pur non avendo origini italiane, abita, vive e lavora a Milano contribuendo allo sviluppo e alla crescita della città e del Paese è un atto dovuto», aggiunge l’assessore al Welfare e Salute, Lamberto Bertolé, ma è anche «il culmine di un percorso di integrazione che merita di essere riconosciuto e celebrato». Insomma, apriamo le porte a tutti...   REGOLE VALIDE «Due aspetti vanno evidenziati, rispetto a questi dati», afferma Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, «in Italia non c'è bisogno di un cambio delle regole sulla cittadinanza, perché già oggi i dati dimostrano che ne facciamo troppe. Il secondo aspetto, se c’è da mettere mano alla legge sulla cittadinanza, è per rendere ancora più restrittive le regole». «Che bella questa vetrina tutta estetica e modaiola della sinistra salottiera», commenta con sarcasmo il capogruppo di Fdi a Palazzo Marino, Riccardo Truppo, «che organizza queste cerimonie. In realtà mi chiedo cosa abbia fatto di concreto in questi 15 annidi governo della città in materia d’integrazione, soprattutto fra chi è venuto in Italia per lavorare o metter su famiglia. Questa Milano che dialoga solo con le elitè ha ben poco da festeggiare con chi va cercando un miglioramento economico». «I numeri raccontano una città che continua ad attrarre persone, e questo è positivo», afferma Mariangela Padalino, consigliere comunale di Noi Moderati, «la cittadinanza però è un passaggio importante, rappresenta il punto di arrivo di un percorso di integrazione fondato su diritti, doveri e partecipazione. Per questo non condivido lo slogan "Milanesi dal primo giorno", che rischia di sminuire il tema, quando è focale. L’appartenenza a una comunità non nasce per decreto né tantomeno da una cerimonia, ma si costruisce nel tempo attraverso il lavoro, la conoscenza delle istituzioni e la condivisione delle regole. Nella stessa Milano crescono il disagio abitativo, il caro-affitti e il numero di persone che, pur lavorando, faticano ad arrivare a fine mese. L’integrazione funziona quando migliora la coesione sociale e quando chi arriva e chi già vive a Milano vede aumentare le opportunità e non le difficoltà».   FESTE INUTILI «Se si lavora, si vive rispettando le regole nostre», rimarca Luca Bernardo, capogruppo di Forza Italia, «vuol dire che c’è la volontà da parte di chi viene nel nostro Paese di integrarsi. Il tema è un altro. Il tema è che la sinistra è vecchia, superata con la sua ideologia dal sapore retrò. Qui non si tratta di fare cerimonie», sostiene l’azzurro, «l’integrazione vera passa da azioni concrete come per esempio la riqualificazione di quelle che la sinistra chiama periferie dove spesso ci sono ghetti. C’è poi il grande problema delle baby gang da affrontare seriamente. Solo per fare qualche esempio di vita vera. Quindi servono fatti non spettacoli».

Vlahovic, l'addio alla Juventus fa scattare il domino dei bomber
5 ore fa | Ven 5 Giu 2026 00:48

Quattro anni e mezzo fa, quando Dusan Vlahovic lasciò la Fiorentina per trasferirsi alla Juventus, ci si aspettava tutt’altra storia. Eppure, il serbo e la Vecchia Signora si dicono oggi addio senza troppi rimpianti. La notizia che arriva da Torino è questa: Vlahovic non rinnoverà il contratto in scadenza al 30 giugno con il club bianconero. Cominciando dalla cronaca, nei giorni scorsi i vertici juventini hanno incontrato il padre del giocatore, Milos Vlahovic, con l’obiettivo di trovare un accordo per prolungare l’intesa. La fumata bianca, però, non è arrivata e le parti hanno deciso di interrompere ogni contrattazione. La motivazione - non si fatica a comprendere- è economica, considerando che il centravanti classe 2000 alla Juventus percepiva la cifra record di 12 milioni di euro netti a stagione (nessuno come lui in Serie A). Per rinnovare, la Signora metteva sul piatto meno della metà, contro la richiesta di Vlahovic, che non voleva allontanarsi dalla doppia cifra.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48002679]] Tantissimi soldi, che difficilmente qualcuno offrirà al serbo, almeno nei principali campionati europei. Ci sono le opzioni Turchia - Fenerbahce in particolare - e Arabia Saudita, ma dall’entourage del giocatore filtra la voglia di misurarsi ancora con il grande calcio. Nel caso in cui Vlahovic dovesse abbassare le proprie pretese («alle cifre richieste non credo possa restare in Italia», le parole di Giorgio Chiellini), ecco che si aprirebbero tante strade. In Italia soprattutto quella che porta al Napoli, in particolare con l’arrivo in panchina di Massimiliano Allegri, il quale aveva chiesto il serbo anche al Milan. Proprio i rossoneri potrebbero tornare di moda nelle prossime settimane, ma se dovesse passare troppo tempo (molto probabile, considerando l’immobilismo rossonero), Vlahovic potrebbe trasferirsi all’estero, dove hanno già chiesto informazioni, tra le altre Newcastle, Chelsea, ma anche big come Barcellona, Bayern Monaco e Psg.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48003650]] Insomma, la fumata nera per il rinnovo di Vlahovic farà partire la girandola dei centravanti in Italia e probabilmente anche in Europa. E la Juventus cosa farà? A Torino il grande obiettivo è, infatti, Randal Kolo Muani, 27 anni e un’esperienza in bianconero da gennaio a giugno dell’anno scorso (con 8 reti in 16 presenze in campionato). La Signora mantiene un buon ricordo dell’attaccante transalpino, di proprietà del Psg e reduce da una stagione decisamente da dimenticare al Tottenham, in cui ha collezionato appena un gol in 30 presenze in Premier League, oltre a 4 reti in 9 partite di Champions League. I parigini non lo considerano certamente un intoccabile - anche se i francesi non intendono regalarlo (si parla di almeno 30 milioni)- e il profilo piace al tecnico Luciano Spalletti.

4 di Sera, Francesco Vecchi interrompe il pro-Flotilla: "Cioè io non capisco"
5 ore fa | Ven 5 Giu 2026 00:43

Nel delirio della sinistra sul 2 giugno, brilla quello di un fin qui sconosciuto militante pro-Pal che in collegamento da Roma con 4 di Sera, il talk di Rete 4, la butta lì: ai Fori Imperiali avrebbero dovuto sfilare pure quelli della Global Sumud Flotilla. Altro che carabinieri, esercito, infermieri. E in studio Francesco Vecchi, il conduttore che sostituirà Paolo Del Debbio per tutta l’estate, non può che strabuzzare gli occhi. «Magari il giorno della Repubblica sarebbe opportuno ricordare chi civilmente e gratuitamente col volontariato, come noi, aiuta la nostra comunità a vivere e a progredire, perché se no sembra che la Repubblica sia formata soltanto dall’Esercito, quando sappiamo che ormai è un qualcosa di anacronistico», parte in quarta l’ospite. «Ma alla parata ci sono anche i sindaci... - lo interrompe Vecchi -. Cioè, io non capisco bene. Come si può difendere un Paese se non ha l’esercito? Se non ha le forze armate? Come si fa a difenderlo?». «Sì ma la giornata della Repubblica dovrebbe rappresentare la società civile», replica l’attivista in scioltezza. «Ci sono sicuramente i sindaci, ma manca la società civile, ma la Repubblica dovrebbe rappresentare la società civile che non è fatta solo dall’Esercito e dagli infermieri, ma anche da tutte quelle persone che quotidianamente aiutano gli altri, quindi ad esempio la Caritas, ma anche le associazioni LGBT che aiutano le persone vittime di discriminazione, chi si occupa di ambiente». «La Flotilla?», domanda Vecchi, intuendo dove si voglia andare a parare. «È molto varia, quindi bisognerebbe rappresentarla- conferma il ragazzo-, ha portato una battaglia sicuramente importante, perché se oggi discutiamo della Palestina e sappiamo ancora la tragedia che lì avviene è anche grazie a loro. La Flotilla è anche una parte della nostra società, perché dà una sensibilità su quello che avviene in altri paesi. Non solo una manifestazione di pace, ma delle barche che vanno a portare, simbolicamente lo sappiamo, degli aiuti». Dopo 25 aprile e 1 maggio, la sinistra sembra voler estendere il tradizionale “mese rosso” delle feste e papparsi pure giugno: segnatelo sul calendario per il prossimo anno. “Alla parata del 2 giugno dovrebbero sfilare attivisti della Flotilla a e delle ONG” #4disera News pic.twitter.com/2BBgcyMb4d June 2, 2026

Macron a picco, gli occhiali pure: il tocco disgraziato del presidente
6 ore fa | Ven 5 Giu 2026 00:40

La Dalloz Creations, che fabbrica anche le lenti degli occhiali da sole stile aviatore indossati dal presidente francese Emmanuel Macron al Forum di Davos a gennaio, è stata posta in liquidazione giudiziale. Le sue lenti, con le quali Macron si protesse dopo un’infezione a un occhio, sono diventate famose ma la fabbrica è sull’orlo del fallimento e 29 persone rischiano di perdere il lavoro. Per alcune settimane, dopo le apparizioni di Macron, ci fu grande eccitazione mediatica per gli occhiali dalle lenti a specchio color blu, costo 659 euro. Dalloz Creations è però in liquidazione giudiziale dopo la risoluzione del piano di ristrutturazione della fabbrica. Fondata nel 1957 da Christian Dalloz, la fabbrica era specializzata in modelli solari di alta qualità fabbricati in Europa.

La supertassa del Pd? Per cosa vuole usarla la Schlein: follia rossa
6 ore fa | Ven 5 Giu 2026 00:35

Basta con “l’esodo” dei giovani dall’Italia. Partire, ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, in una conferenza stampa al Nazareno, affiancata da Marco Sarracino, responsabile Coesione sociale e Sud, da Virginia Libero, segretaria dei Giovani Democratici, e da altri ragazzi, rappresentanti di associazioni che il Pd ha ascoltato per definire questa proposta, deve essere «una scelta», non un obbligo «dato dalla mancanza di opportunità, dove si nasce e si cresce». A corredo, Schlein ha citato gli ultimi dati del Cnel, secondo cui ben «630mila persone», nella fascia tra i 18 e i 35 anni, se ne sono andate «tra il 2021 e 2024». Una «perdita umana e anche economica», ha chiosato la leader dem, sciorinando altri dati questa volta dello Svimez che ha calcolato in 160 miliardi il capitale umano regalato all’estero. Ecco, allora, l’idea del Pd rivolta ai giovani (bottino su cui si è concentrato Giuseppe Conte e su cui il Pd prova a fargli concorrenza): una proposta di legge che affermi «il diritto a restare». Ossia che, con una serie di misure che coprono vari settori (lavoro, casa, trasporti), incentivi le giovani generazioni a rimanere in Italia o a tornare.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47997784]]   IL MENÙ Idea ottima, chi può negarlo. E il menù è invitante, oltre che generoso: 200 euro al mese per i neo-assunti under 35 che abbiano un reddito non superiore ai 45mila euro annui. Le aziende che li assumono, però, devono applicare contratti collettivi nazionali, con un trattamento economico minimo orario di 9 euro lordi. Ancora: contributi a fondo perduto per sostenere start up di giovani nelle aree interne, un piano straordinario di assunzioni sempre nei comuni delle aree interne (perché, ha spiegato Schlein, tantissimi comuni montani, per esempio, non riescono a fare progetti o partecipare a bandi per mancanza di personale). Credito d’imposta per le aziende che utilizzano il lavoro da remoto (nell’idea di invogliare i cosiddetti «nomadi digitali», che si presume siano soprattutto tra i giovani). Creazione di un portale - c’è già il nome: “Scelgo l’Italia” - per facilitare il rientro dei giovani italiani emigrati all’estero, mettendoli in contatto con opportunità di lavoro in Italia, oltre che fornendo loro informazioni su aspetti fiscali, di sanità odi residenza. L’ultimo capitolo è riservato alla casa e ai trasporti. Si prevedono agevolazioni per l’acquisto e per l’affitto della casa, rifinanziamento del Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa per chi ha meno di 36 anni, detrazioni maggiori per i giovani che stipulano un contratto di affitto. Dulcis in fundo, trasporti pubblici gratis per i giovani (sempre con una determinata soglia di Isee) e dottorati di ricerca, sostenuti da borse di studio, nelle università del Sud. Le finalità (elencate all’articolo 2) non possono che essere condivisibili: tutelare e valorizzare il capitale umano, promuovere l’occupazione giovanile, ridurre i divari territoriali, contrastare lo spopolamento nel Sud e nelle aree interne.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48001624]]   LA COPERTURA Con che soldi? E qui arriva il tasto dolente. Perché le misure non sono gratis. L’idea di dare 200 euro ai neo-assunti costa 700 milioni l’anno. Il sostegno alle start up è stimato in 50 milioni l’anno, il portale “Scelgo l’Italia” costa 200mila euro, il rifinanziamento del Piano “Ricerca Sud” 100 milioni l’anno, il credito d’imposta per lo smart working 50 milioni l’anno, idem per l’assunzione di personale nei Comuni delle aree interne. Il fondo di accesso per l’acquisto della prima casa prevede una spesa di 100 milioni, le detrazioni per gli affitti sono stimate in 500 milioni, 20 milioni per la mobilità degli studenti fuori sede. Dunque, con che soldi? La copertura è indicata all’articolo 15: una tassa straordinaria, una tantum. O meglio: un contributo di solidarietà dal 2027 al 2031 versato dalle società con ricavi superiori a 50 milioni di euro. Verrà applicata, cioè, «un’aliquota dell’8,5%» sul reddito complessivo (in aggiunta alle imposte già dovute). Un contributo che deve essere versato «entro il sesto mese» successivo alla chiusura del periodo di imposta. Non deve «in ogni caso eccedere il 25% del patrimonio netto» che risulta dal bilancio precedente. Il contributo, si precisa, «non è deducibile».

Schifani a Tindari premia i vincitori del progetto "La Sicilia che racconta"
10 ore fa | Gio 4 Giu 2026 20:35

https://video.italpress.com/play/mp4/video/NozN

Abruzzo, Formez e Regione insieme per rafforzare la rete di welfare territoriale
10 ore fa | Gio 4 Giu 2026 20:35

https://video.italpress.com/play/mp4/video/7qQ8

Energia, Procaccini "Su fondi di coesione accolte richieste Governo italiano"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:40

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Immigrazione, Strada "Testo su rimpatri agghiacciante, smantella diritto asilo"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:40

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Immigrazione, Guarda "Il patto Ue nega diritti umani, in Albania deportazioni"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:40

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11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:40

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11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:40

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Damiano "Invertire rotta, salario buono sia al centro del programma del csx"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:40

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Immigrazione, Strada "Testo su rimpatri agghiacciante, smantella diritto asilo"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:40

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11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:40

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Immigrazione, Guarda "Il patto Ue nega diritti umani, in Albania deportazioni"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:40

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Fisco, Landini "Abbiamo bisogno di una riforma vera"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:40

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Milano Health Week, Arianna Fontana "Utile, avvicina a sport e prevenzione"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:15

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Milano Health Week, Agosta "Alzheimer sfida sanitaria, prevenzione possibile"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:15

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Khalil (Lilly) "Con la Milano Health Week portiamo la prevenzione nelle piazze"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:15

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Milano Health Week, Agosta "Alzheimer sfida sanitaria, prevenzione possibile"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:15

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Sabatucci "Alla Milano Health Week i grandi temi della salute femminile"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:15

https://video.italpress.com/play/mp4/video/pWxX

Famiglie e stranieri trainano il turismo open air
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:15

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Damiano "Invertire rotta, salario buono sia al centro del programma del csx"
11 ore fa | Gio 4 Giu 2026 19:15

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