Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
Tg Giovani - 31/5/2026
12 minuti fa | Dom 31 Mag 2026 10:40

https://video.italpress.com/play/mp4/video/YDK9

Tg Giovani - 31/5/2026
12 minuti fa | Dom 31 Mag 2026 10:40

https://video.italpress.com/play/mp4/video/YDK9

Sorsi di Benessere - Una tisana con i peduncoli di ciliegio
1 ora fa | Dom 31 Mag 2026 09:20

https://video.italpress.com/play/mp4/video/YDL0

Milano, spiaggia bianca e acqua caraibica a due passi dalla città: ecco dove
2 ore fa | Dom 31 Mag 2026 08:31

Spiaggia caraibica e acque turchesi, come nel miglior Caribe, a due passi da Milano. Già, perché ieri, sabato 30 maggio, Acquaworld, il parco acquatico di Concorezzo, ha inaugurato la stagione all'aperto, riaprendo le aree Tiki Bay e Blue Paradise, quelle che, appunto, richiamano i Caraibi. Un'atmosfera tropicale fatta di sabbia bianca, ombrelloni in stile esotico, cabanas e letti balinesi. Tra le attrazioni più attese tornano gli scivoli della Maki Maki Tower e di Kaora, che si affiancano alla grande laguna Blue Paradise, una piscina di 800 metri quadrati pensata per il relax e il divertimento. Non mancano inoltre le zone dedicate ai più piccoli, come Spray Park e Mini Summer. Il 2026 rappresenta un anno speciale per Acquaworld, che celebra il suo quindicesimo anniversario. Per l'occasione il parco amplia anche l'offerta gastronomica: i punti ristoro diventano undici grazie all'apertura di due nuovi chioschi nella zona di Tiki Bay, uno dedicato ai gelati e l'altro a cocktail e aperitivi serali. Confermato anche il servizio picnic, disponibile dal 30 maggio al 7 settembre. Famiglie e gruppi potranno portare il pranzo da casa e consumarlo sia nelle aree verdi esterne sia negli spazi interni predisposti. Dunque il programma degli eventi estivi. Si parte il 6 giugno con il party di fine scuola, mentre gli schiuma party sono già fissati per il 27 giugno, il 18 luglio e il 15 agosto. Infine, per celebrare i 15 anni della struttura, chi ha acquistato online un biglietto giornaliero entro la fine di maggio riceverà un secondo ingresso gratuito da utilizzare durante l'estate.

2 giugno, "cavalli disertori contro la destra": equini in fuga, la sinistra si esalta
2 ore fa | Dom 31 Mag 2026 08:20

Ma che ci fa un branco di cavalli che corrono liberi- forse spensierati non tanto - sulla Cristoforo Colombo, una delle vie più importanti dell’Eur nella Capitale? È la notte tra venerdì e sabato, in questa rovente coda di maggio che ha spinto molti romani al mare. Ecco che sui social cominciano a rimbalzare questi filmati dei destrieri che sfrecciano al pari delle Smart o delle automobiline per gli under 18. Chi riprende strepita o rimane meravigliato da questa scena incredibile. Un po’ film di Sorrentino, un po’ nobilitazione della realtà. CITTÀ O ZOO? E allora, i cavalli? Accade che nell’area delle Terme di Caracalla si stessero svolgendo le prove della parata del 2 giugno. Pare ci sia stato uno scoppio e una trentina di cavalli si sono spaventati, imbizzarriti e lanciati in questa nobile e inconsapevole corsa. Tre militari dell’Esercito (tra cui due donne) e una poliziotta, che hanno tentato di fermarli, sono rimasti feriti; per fortuna non sono in pericolo di vita, ma l’impatto per cercare di gestire gli animali imbizzarriti pare sia stato serio. Una militare ha riportato delle fratture alle costole con perforazione del polmone, gli altri hanno invece riportato escoriazioni e contusioni. La poliziotta sembra abbia delle lesioni al volto. Gli animali sono stati recuperati tutti: erano spaventati e avevano delle leggere contusioni, purtroppo però per uno di loro, secondo i rumors, sarebbe stato necessario l’abbattimento. Ora è il momento delle indagini, degli accertamenti che stanno eseguendo sia i vigili urbani che i Carabinieri, vagliando le telecamere di sorveglianza; potrebbe essere aperto un fascicolo per lesioni e danneggiamento. Pare infatti che alla base della perdita di controllo dei cavalli ci sia stato l’utilizzo di fuochi d’artificio, o più precisamente di petardi. E sembrerebbe, secondo i primi accertamenti da confermare, che a far esplodere i giochi pirotecnici potrebbero essere stati quattro vigili.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47956334]] VICINANZA DEL MINISTRO Tra lo spavento, la costernazione e l’ironia dei romani sui social, la vicenda lambisce il dibattito politico. Così, da Rifondazione Comunista scrivono che la fuga non è «un semplice incidente di percorso. È a tutti gli effetti un gesto simbolico e involontariamente potente di disobbedienza alla messa in scena della militarizzazione della Repubblica». Che dire? La sinistra riparta dai cavalli disertori! Per il campo largo può essere un’idea.

Torino, emergenza black-out per tutta l'estate: un incubo, senza luce ogni 6 ore
2 ore fa | Dom 31 Mag 2026 08:15

Emergenza-blackout continua a Torino, dove i cittadini ormai fanno i conti con stop quotidiani all'energia elettrica. Da giorni il capoluogo piemontese è alle prese con una serie di interruzioni che stanno mettendo in difficoltà residenti, attività commerciali e circolazione urbana. Dal centro alle zone periferiche, anche nelle ultime ore molti quartieri sono rimasti senza corrente a lungo. A fare il punto - come scrive Il Fatto Quotidiano - è Iren, la società che gestisce la rete elettrica cittadina e che serve centinaia di migliaia di utenti tra bassa e media tensione. L'azienda ha riconosciuto la complessità del quadro, attribuendo le criticità a una rete datata e all'impennata dei consumi causata dalle alte temperature. L'utilizzo massiccio dei condizionatori avrebbe infatti spinto la domanda energetica fino al 30% oltre la media stagionale. "I giunti di rete nel terreno non dissipano calore e si fondono", ha spiegato Iren, evidenziando come il problema non dipenda da un singolo guasto ma da numerosi cedimenti distribuiti sull'intera infrastruttura. La spiegazione è arrivata dopo le richieste del sindaco Stefano Lo Russo, che ha chiesto di "rendere la rete efficiente e di sostituire i vecchi giunti". Alla richiesta del primo cittadino di "aprire più cantieri rispetto allo scorso anno", la risposta di Iren è stata netta: "Fare di più dei 900 già aperti rispetto a 12 mesi equivale a paralizzare la città". Nel frattempo, si registra in media un blackout ogni sei ore. Per rafforzare il sistema, la società ha già presentato un piano da 515 milioni di euro da realizzare entro il 2030, con nuove cabine elettriche, linee potenziate e strumenti avanzati per il monitoraggio dei guasti.

Milan, il nuovo mister dopo il terremoto a Liverpool? Slot, l'ultima pista
2 ore fa | Dom 31 Mag 2026 08:05

Alla lunga lista dei papabili allenatori del Milan si aggiunge Arne Slot, appena esonerato dal Liverpool. I Reds accoglieranno presto Andoni Iraola, obiettivo sfumato dei rossoneri, aprendo alla possibilità del 47enne olandese sulla panchina del Diavolo. In prima fila, comunque, rimangono Oliver Glasner, in uscita dal Crystal Palace, e Mauricio Pochettino, commissario tecnico degli Usa, con sullo sfondo Matthias Jaissle (oggi all’Al Ahli), Mark Van Bommel e Thiago Motta (gli ultimi due senza squadra). Definito allenatore e direttore sportivo, i rossoneri cominceranno a ragionare sul mercato. È certo che il Milan sarà in clamoroso ritardo rispetto alla concorrenza. L’Inter, in particolare, vuole rinforzarsi in difesa e lavora da settimane su Oumar Solet, 26enne centrale dell’Udinese, e Tarik Muharemovic, 23enne difensore del Sassuolo (la Juventus ha il 50% sulla futura rivendita). Attenzione, poi, al futuro di Yann Bisseck, seguito con grande interesse dal Bayern Monaco. Lavora sull’attacco, invece, la Roma, che sogna il colpaccio Mason Greenwood, valutato oltre 50 milioni dal Marsiglia.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47937733]] Un tesoretto potrebbe arrivare dalla cessione di Matias Soulé, corteggiato da tanti club di Premier League. Ai giallorossi piace anche il 18enne talento del Bayer Leverkusen Kerim Alajbegovic, sul taccuino di mezza Europa. Difficile, invece, che possa arrivare in giallorosso Gianluca Scamacca, considerato incedibile dall’Atalanta. Dea che, dal canto suo, pensa a due centrocampisti del Milan: Samuele Ricci e Ardon Jashari.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47953812]]

Tg Giovani - 31/5/2026
2 ore fa | Dom 31 Mag 2026 08:00

Donald Trump, Johnson in Vaticano? Altro feroce attacco al Papa: "Quell'uomo è inutile"
2 ore fa | Dom 31 Mag 2026 07:55

Un nuovo e durissimo attacco di Donald Trump contro Leone XIV. "Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l'Iran non può avere un'arma nucleare! Presidente DONALD J. TRUMP". Così, in poche parole, il tycoon e presidente degli Stati Uniti sul suo social, Truth. A corredo del commento le fotografie dell'incontro che si è tenuto in Vaticano tra il Pontefice e Brandon Johnson, sindaco di Chicago e tra i più fieri oppositori di Trump stesso. Per inciso, Chicago è proprio la città in cui, nel 1955, è nato Papa Prevost. L'affondo di Trump si aggiunge alla lunga serie di quelli registrati negli ultimi mesi: "Non voglio un Papa che pensa che vada bene che l'Iran abbia un'arma nucleare". E ancora, il presidente Usa sostenne: "Leone dovrebbe fare il Papa con buon senso, smetterla di strizzare l'occhio alla sinistra radicale e concentrarsi sull'essere un grande Pontefice, non un politico". Già, i rapporti restano tesissimi...   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47961407]]

Cile, gli occhi al cielo: ecco la micro-luna blu
3 ore fa | Dom 31 Mag 2026 07:43

Venezia, la Laguna invasa da stormi di fenicotteri rosa
3 ore fa | Dom 31 Mag 2026 07:42

Spagna, collassa la bandiera durante l'inno: la rabbia di Re Felipe
3 ore fa | Dom 31 Mag 2026 07:36

Un momento destinato a celebrare il prestigio delle Forze armate spagnole si è trasformato in una scena inattesa che ha fatto rapidamente il giro del web. A Vigo, in Galizia, durante la cerimonia ufficiale dell’alzabandiera organizzata nell’ambito delle celebrazioni militari, la grande bandiera nazionale è infatti precipitata improvvisamente a terra proprio mentre risuonavano le note dell’inno spagnolo. L’episodio, avvenuto davanti alle autorità e a numerosi spettatori, ha rovinato la solennità dell’evento. Le immagini hanno subito preso a rimbalzare sui social network, dove il video è ovviamente diventato virale. A colpire, in particolare, è stata la reazione di re Felipe VI. Il sovrano è stato inquadrato mentre osservava la scena con un’espressione sorpresa e visibilmente perplessa, anzi furibonda, dettagli che hanno già consegnato la clip alla "storia". Come conferma la stampa spagnola, il "crollo" della bandiera è senza precedenti. Le celebrazioni militari, infatti, sono solitamente precedute da prove e controlli accurati proprio per scongiurare inconvenienti come quello che catturato da questo video... Update: Spanish King furious with his troops!! Spanish flag FALLS while being hoisted during Armed Forces Day in Spain parade in the City of Vigo, with King Felipe VI visibly angry! May 30, 2026

Senegalese incapretta e ammazza clochard in centro: orrore nella Genova di Silvia Salis
3 ore fa | Dom 31 Mag 2026 07:15

Ieri mattina una donna, intorno alle 10, assiste a una scena a dir poco macabra. Un uomo trascina un corpo incaprettato, con le mani e i piedi legati, nei pressi dei giardini di Villetta di Negro nelle adiacenze del museo Chiossone a Genova. Il cadavere è quello Pietro Alberto Paolo Signor 48enne che viveva nel capoluogo ligure, ma senza fissa dimora. Il clochard, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato colpito da un coccio di bottiglia. Queste le indicazioni che emergono dagli inquirenti intervenuti sul posto dopo che una giovane ha contattato il 112 vedendo il presunto omicida trascinare il corpo esanime della vittima. I carabinieri sopraggiunti sul luogo del misfatto hanno fermato un 42enne senegalese, C.C., che viene considerato l’omicida. Dalle indiscrezioni, nonostante il massimo riserbo degli agenti, l’africano sembrerebbe avere precedenti penali.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47935295]] Così nella Genova di Silvia Salis torna all’ordine del giorno la questione sicurezza. Il sindaco che piace alla gente che piace, in queste ore impegnata in un tour in Puglia tra Lecce e Bari - in Salento le hanno dedicato il Superbotto, che non è un petardo per Capodanno, ma una variante del dolce salentino il pasticciotto in salsa ligure - è intervenuta sulla questione. «In questi momenti il mio pensiero va alla vittima e il mio ringraziamento va alle forze dell’ordine che, grazie al loro immediato intervento, hanno individuato e fermato subito il presunto responsabile». Ha aggiunto che «la sicurezza degli spazi pubblici resta una priorità dell’amministrazione».   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47933744]] Le parole del primo cittadino dem non hanno convito le opposizioni. Stefano Maullu, commissario di Fratelli d’Italia a Genova, dice che la città ligure «ha bisogno di risposte concrete e di un’azione amministrativa capace di affrontare con determinazione le criticità legate al degrado». Poi provocatoriamente chiede al sindaco «di illustrare ai genovesi quali iniziative intenda mettere in campo per rafforzare la sicurezza». I consiglieri comunali leghisti, Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, notano come non sia «più tollerabile assistere a una simile escalation di insicurezza. I genovesi non possono e non devono rassegnarsi a scoprire, un giorno sì e l’altro pure, tramite articoli di giornale e video social, che interi quartieri sono ormai fuori controllo». Spiacenti, però, l’antifascismo glamour della Salis ha in cima all’agenda altre priorità.

Flavio Cobolli e la "toccatina": clamoroso gesto in conferenza stampa
3 ore fa | Dom 31 Mag 2026 07:12

Fuori Sinner e Djokovic, Alcaraz neppure ai nastri di partenza. E Flavio Cobolli, che al Roland Garros sta giocando forse il miglior tennis della sua carriera, ora, forse, inizia a crederci. E non potrebbe essere altrimenti, dopo l'ultima partita in cui ha spazzato via Tien. E quando in conferenza stampa gli viene chiesto conto dei possibili sogni di gloria, ecco che si scatena la scaramanzia... Alla domanda sulle sue possibilità in una parte di tabellone ormai rimasta senza nomi di assoluto rilievo, Cobolli ha scelto la via scaramantica prima di rispondere. Un cronista gli chiedeva se si considerasse un possibile candidato al titolo e il tennista ha infilato una mano sotto il tavolo sussurrando "touch", insomma una bella toccata ai "gioielli" per scacciare la jella. Una scena che ha strappato sorrisi in sala stampa.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47954047]] Non pago, Cobolli ha continuato a cercare qualcosa sotto il tavolo, alimentando l'ilarità generale. A quel punto è intervenuta anche l'addetta stampa spiegando che il giocatore stava tentando di toccare anche del ferro. Poi, tornato serio, ha chiarito il suo approccio: "Sto scherzando, sto scherzando. voglio pensare partita per partita. Questo è il modo in cui voglio ragionare questa settimana. So che ci sono molte possibilità di avere un nuovo campione Slam, e sicuramente avremo un nuovo campione Slam. Ma non voglio pensarci. Di sicuro ora mi aspetta un altro match difficile; inoltre, il mio prossimo avversario ha vinto contro Cerundolo. Quindi di sicuro sarà dura e dovrò essere pronto a lottare di nuovo. Quindi, per ora, sto pensando alla prossima".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47958154]] Il punto è che il tabello è dei più intriganti. Agli ottavi Cobolli se la vedrà con lo statunitense Zachary Svajda, sorpresa del torneo dopo il successo su Francisco Cerundolo. Più avanti potrebbe profilarsi l'incrocio con Felix Auger-Aliassime, considerato uno dei nomi più pericolosi della parte alta del tabellone. In prospettiva ci sarebbero poi Tiafoe e infine Zverev, oggi il principale favorito per il titolo dopo le uscite di scena di Sinner e Djokovic.

Troppi coltelli tra i giovani: è la cultura degli immigrati
3 ore fa | Dom 31 Mag 2026 07:09

C’è una costante negli episodi di violenza che hanno protagonisti i maranza: il coltello. Sempre a portata di mano, spesso esibito, a volte purtroppo usato. È come se il coltello segnasse l’appartenenza al gruppo, come se fosse il simbolo del superamento di un rito di iniziazione. Riunirsi in comitive chiassose e monellesche, cementate da una fedeltà di gruppo e gerarchicamente organizzate, non è né prerogativa dei maranza né dei nostri tempi. Anche molti di noi da giovani ne hanno fatto parte, vittime o carnefici a seconda dei casi delle dinamiche di gruppo che si generano e che non di rado sfociano in scazzottate fragorose. A memoria non è dato però ricordare una ostentazione e un uso dell’aggressività e della violenza sistematico come quello a cui assistiamo oggi. Né, soprattutto, nei gruppi della nostra gioventù circolavano coltelli o altre armi di offese, al massimo qualche rudimentale fionda che veniva usata per rompere i vetri o, al vertice della crudeltà giovanile, per centrare e anche uccidere qualche povero uccellino. La comparsa dei coltelli, il ruolo centrale da essi assunto nelle baby-gang, sembra perciò portato da altre culture, specificamente di quella islamica. La storia dei simboli, e la storia senz’altro, ce lo attestano facilmente. Prima di tutto l’Islam è una “religione di guerrieri”, nata nel deserto, propria di popoli di beduini in continua lotta fra loro e con i vicini. Nei paesi islamici una componente laica è maturata storicamente tardi e saltuariamente, per opere di élite al potere e non per sentire comune. Ciò proprio perché potere spirituale e potere politico non si sono incrociati e mischiati in una miscela esplosiva per motivi contingenti, come pure è avvenuto in Occidente in ampi periodi storici, ma per un motivo più intrinseco, concernente proprio un legame per così dire strutturale implicito nella dottrina. La morale islamica è infatti una morale austera, rigida, improntata da una disciplina interiore e di vita necessaria per non soccombere alle asperità dei luoghi e della vita; quella cristiana è, al contrario, una morale dell’amore, evidente nella predicazione di Gesù di Nazareth, che pure è riconosciuto e venerato dall’Islam come un profeta.  Parafrasando la distinzione, che in tutt’altro contesto e con tutti altri fini, dette il politologo Robert Kagan, si può dire che, mentre il cristianesimo, nasce metaforicamente da Venere, l’Islam è figlio di Marte. Ovviamente questa distinzione non va a sua volta irrigidita o generalizzata: ci sono state correnti profondamente mistiche e spirituali anche nel vasto arcipelago dell’Islam, si pensi al sufismo; persino correnti volte alla ricerca del piacere carnale e altre profondamente razionalistiche, come l’averroismo. Ugualmente, oggi l’Islam è un arcipelago complesso e vasto non riducibile affatto all’islamismo politico e alla pratica ostentata dei “culti della morte” di cui parla Douglas Murray nel suo ultimo libro. Quel che si vuole qui dire è che le culture e le tradizioni, anche le più ancestrali, vanno a sedimentare un immaginario che agisce anche a distanza di anni: sono degli archetipi sociali per dirla con Jung, cioè modelli di comportamenti radicati nell’inconscio collettivo. Il che ci dovrebbe portare non certo a gerarchizzare le culture, ma a comprendere come i processi di ospitalità e integrazione vadano maneggiati con cura e attenzione senza la faciloneria dell’“accogliamoli tutti” che è proprio della sinistra. In culture diverse dalla nostra, il coltello è da sempre simbolo di potere, coraggio, virilità: tutte virtù essenziali, e persino nobili, per popolazioni all’origine guerresche. Che oggi quelle virtù si trasmutino in dispositivi di morte, e che il coltello ricompaia potente fra certe gang giovanili, può meravigliare solo gli incolti, gli ingenui o chi è in malafede.

I cantieri sui binari che ridisegnano la mobilità italiana
3 ore fa | Dom 31 Mag 2026 07:06

C’è un’Italia che oggi viaggia dentro i cantieri. Dai tunnel dell’Alta Velocità nel Sud ai nuovi collegamenti con porti e aeroporti, passando per i treni regionali di nuova generazione e la digitalizzazione della rete, il PNRR ferroviario sta riscrivendo la geografia della mobilità italiana. Una trasformazione che attraversa l’intero Paese e che vede il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane al centro di uno dei più grandi programmi infrastrutturali in corso in Europa. Sono circa 25 i miliardi di fondi PNRR e Piano Nazionale Complementare assegnati alle società del Gruppo FS in qualità di soggetti attuatori e responsabili degli interventi: una quota pari a circa l’11% delle risorse complessivamente rese disponibili per l’Italia. A guidare questa stagione di investimenti è soprattutto Rete Ferroviaria Italiana (RFI), principale soggetto attuatore del Gruppo, cui fanno capo circa 22,74 miliardi, pari a quasi il 90% del totale assegnato. Il quadro restituisce la dimensione di un piano che non riguarda soltanto la costruzione di nuove opere, ma una revisione complessiva del sistema ferroviario nazionale, con l’obiettivo di aumentare capacità, puntualità, interoperabilità europea e accessibilità territoriale. Una visione che il Gruppo guidato dall’Amministratore delegato Stefano Antonio Donnarumma considera centrale per rafforzare competitività, sostenibilità e integrazione europea della rete. Il dato più significativo riguarda lo stato di avanzamento degli interventi. Ad oggi, tutti i progetti in perimetro PNRR e PNC risultano avviati e in fase di realizzazione avanzata. Il Gruppo FS ha inoltre raggiunto tutte le milestone europee previste per il periodo di riferimento e, a febbraio scorso, aveva già consuntivato circa 18 miliardi di euro, pari al 72% dei fondi assegnati. Un’accelerazione rilevante, soprattutto considerando la complessità tecnica e amministrativa delle opere in corso, distribuite lungo tutta la Penisola. Dietro i numeri c’è una strategia industriale precisa, coerente con il Piano Strategico 2025-2029 del Gruppo FS. La direttrice è duplice: da un lato ridurre i divari infrastrutturali storici che separano alcune aree del Paese, dall’altro rafforzare il ruolo dell’Italia nei corridoi europei della mobilità e della logistica. L’obiettivo non è soltanto ridurre i tempi di viaggio, ma accorciare distanze economiche e sociali che per decenni hanno frenato competitività e coesione territoriale. INTERVENTI SIMULTANEI Una trasformazione analoga interessa la Sicilia, dove il potenziamento della direttrice Palermo-Catania-Messina punta a superare uno storico deficit di collegamenti dell’isola. A regime, il nuovo collegamento consentirà di ridurre di circa un’ora i tempi di percorrenza tra Palermo e Catania, collegando le due città in circa due ore, mentre la tratta Messina-Catania scenderà dagli attuali 75 minuti a circa 45. Ma il PNRR ferroviario non riguarda soltanto il Mezzogiorno. Al Nord, uno degli interventi più strategici è quello del Terzo Valico dei Giovi e del Nodo di Genova, destinato a ridefinire il ruolo logistico del sistema portuale ligure nei collegamenti con il Nord Italia e il resto d’Europa. L’obiettivo è doppio: da un lato aumentare la capacità del traffico merci, dall’altro accorciare sensibilmente i tempi di viaggio passeggeri tra Genova, Milano e Torino. Nell’ambito del Nodo di Genova è già stato attivato nel 2025 il quadruplicamento della linea Genova Voltri-Sampierdarena, mentre il resto degli interventi prosegue secondo la programmazione prevista. Se sul Terzo Valico dei Giovi il cronoprogramma resta allineato ai target del PNRR, sulla direttrice Brescia-Verona e Verona-Bivio Vicenza il cantiere entra sempre più nel vivo lungo uno degli assi fondamentali della futura Alta Velocità Milano-Venezia e del corridoio europeo Mediterraneo. Gli interventi consentiranno di incrementare l’offerta di trasporto AV, regionale e merci, migliorando regolarità del servizio e capacità della rete. Una linea strategica non soltanto per i collegamenti tra grandi città, ma anche per il sistema produttivo del Nord Italia, che concentra una parte significativa dell’export nazionale. Accanto alle grandi opere, il Piano punta con decisione anche sulla modernizzazione tecnologica della rete ferroviaria. In questo quadro si inserisce lo sviluppo dell’ERTMS, il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario, destinato a diventare il nuovo standard continentale per il controllo della circolazione. L’adozione di questa tecnologia consentirà di aumentare sicurezza, interoperabilità e frequenza dei treni, allineando progressivamente l’Italia agli standard europei più avanzati. INTERMODALITÀ La trasformazione passa anche dal rinnovo dei mezzi. A Trenitalia sono stati assegnati circa 1,2 miliardi di fondi PNRR per l’acquisto di nuovi treni regionali e Intercity, di cui risultano già consuntivati circa 675 milioni. Anche in questo caso tutte le milestone risultano rispettate: per il trasporto regionale sono stati già consegnati 76 treni elettrici sui 77 previsti. Convogli di nuova generazione che puntano a migliorare comfort, sostenibilità e affidabilità del servizio quotidiano per milioni di pendolari e viaggiatori. L’insieme di questi interventi restituisce la dimensione di una trasformazione che non riguarda solo il settore ferroviario, ma l’intero sistema-Paese. Il PNRR sta accelerando un processo di modernizzazione che intreccia mobilità, sostenibilità, competitività industriale e coesione territoriale. Per il Gruppo FS, la sfida non è solo rispettare le scadenze, ma trasformare questa stagione di investimenti in un nuovo paradigma di mobilità: più veloce, integrata, sostenibile e capace di connettere territori che per troppo tempo hanno viaggiato a velocità diverse.

Sorsi di Benessere - Una tisana con i peduncoli di ciliegio
3 ore fa | Dom 31 Mag 2026 07:00

Il saggio che guarda in faccia la bestia dell’Alzheimer
3 ore fa | Dom 31 Mag 2026 06:59

Una malattia? Non solo. L’Alzheimer è anche una frattura nella memoria individuale e collettiva, una condizione che coinvolge pazienti, famiglie, caregiver, medici e il sistema sanitario tutto. A questo groviglio di realtà è dedicato “La memoria fragile: viaggio al centro dell’Alzheimer”, il libro di Paolo M. Rossini, professore ordinario di Neurologia e direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’IRCCS San Raffaele di Roma, pubblicato da Edizioni Saggi Mondadori. Nelle quasi 200 pagine del libro- che sarà presentato l’11 giugno alle 15 presso la sala congressi dell’IRCCS San Raffaele di Roma, in un incontro aperto a tutti- Rossini accompagna il lettore in un percorso dentro l’invecchiamento fisiologico e patologico del cervello, con particolare attenzione alla “galassia” delle demenze e alla malattia di Alzheimer. Non è un manuale tecnico, né un trattato specialistico, ma un saggio divulgativo che unisce rigore scientifico, esperienza clinica e profonda attenzione alla dimensione umana della malattia. Il volume si apre con un esergo tratto dal Libro del Siracide: “Soccorri tuo padre nella vecchiaia, sii indulgente, anche se perde il senno, e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore”. Una scelta che introduce fin dalle prime pagine il cuore etico e umano dell’opera, la fragilità cognitiva non riguarda soltanto la perdita della memoria, ma interroga il modo in cui una comunità si prende cura dei suoi anziani, riconoscendone la dignità anche quando la malattia ne incrina l’autonomia, il linguaggio e il rapporto con il mondo. «Questo libro nasce dal bisogno di guardare in faccia la “bestia”, di conoscerne le caratteristiche e i comportamenti più probabili, senza promettere soluzioni semplici ma offrendo strumenti di comprensione», spiega Rossini, «l’Alzheimer non cancella solo i ricordi: mette alla prova l’identità della persona, la tenuta delle famiglie e la capacità della società di prendersi cura dei più fragili». Attraverso storie ispirate alla vita reale, con nomi di fantasia ma situazioni quotidiane riconoscibili, “Lamemoria fragile” restituisce voce a malati e familiari che ogni giorno combattono per non perdere il filo della storia personale, familiare e comunitaria. Il libro affronta anche falsi miti, incluso quello secondo cui il decadimento cognitivo sarebbe una conseguenza inevitabile dell’età avanzata. «Non è normale “rimbambirsi” perché si hanno 80 anni», sottolinea il neurologo. «Confondere l’invecchiamento con la demenza significa perdere tempo prezioso. Una diagnosi tempestiva, stili di vita corretti e interventi mirati possono rendere il decorso della malattia meno devastante». «Dietro ogni diagnosi c’è una persona, con la sua storia, i suoi affetti, le sue paure e le sue speranze», aggiunge Rossini, luminare delle Neuroscienze con 35 annidi esperienza alle spalle. «La scienza deve cercare cure sempre più efficaci, ma non deve mai perdere di vista l’umanità del malato». Per volontà dell’autore, tutti i ricavi saranno destinati ad attività di ricerca dell’IRCCS San Raffaele nell’ambito delle demenze.

Il generale Vannacci vieta l'ingresso all'inviato di Fedez
4 ore fa | Dom 31 Mag 2026 06:43

Il generale Roberto Vannacci si vanta di avere molti seguaci e il suo partito, Futuro nazionale è accreditato dai sondaggi intorno al 4%. L’ex parà della Folgore, però, non dice perché teme alcuni giornalisti e blogger ai quali il suo ufficio stampa nega l’accredito agli eventi di Fn. Cosa teme il generale? Forse qualche domanda scomoda? Se lo chiede con un video social Ivan Grieco, inviato di Pulp Podcast, il programma di Fedez che ha sempre ospitato politici e personalità trasversali. Grieco ha denunciato il trattamento in un video circolato ieri dove al suo sgomento si è unito quello dei colleghi di “Esperia Italia”, canale dedicato all’attualità politica diretto da Gino Zavalani. «È inammissibile che nel 2026 una forza politica che si propone di diventare protagonista della scena pubblica del Paese si permetta di fare figli e figliastri fra gli organi di informazione dando vita a (...) una lista di proscrizione» dice Pulp Podcast.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47949528]] «In questa lista si è deciso di inserire Ivan Grieco», negandogli la partecipazione «solo e soltanto per un pregiudizio nei suoi confronti». Solidali quelli di Esperia: «Noi siamo stati invitati e Fabrizio Guacci sarebbe andato come nostro inviato. Tuttavia, se a Ivan non verrà permesso di entrare regolarmente, abbiamo deciso che non parteciperemo neanche noi e ci appelliamo a Vannacci: «Generale, permetta a Ivan di entrare e di fare il suo lavoro. Altrimenti non ci saremo neanche noi». Ma l’ex leghista ha risposto picche: «Ivan Grieco è maleducato, Pulp Podcast invii un altro giornalista e sarà ben accetto».   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47935996]]

Meteo, Mario Giuliacci: il ribaltone del 2 giugno, ecco cosa ci aspetta
4 ore fa | Dom 31 Mag 2026 06:40

Dopo giorni di grande caldo e temperature clamorosamente sopra la media stagionale, la prossima settimana, che si aprirà lunedì 1 giugno, sono previsti profondi cambiamenti da un punto di vista meteorologico: questo è quanto spiega il colonnello Mario Giuliacci sul suo sito personale. Clicca qui per accedere al sito personale di Mario Giuliacci Secondo Giuliacci, l'anticiclone che ha dominato la scena negli ultimi giorni inizierà a perdere forza, favorendo l'ingresso di correnti più instabili provenienti dal Nord Europa. Una svolta che porterà un'atmosfera decisamente più dinamica, con il ritorno di piogge, temporali e un generale ridimensionamento delle temperature. Tra lunedì 1 e martedì 2 giugno il primo fronte perturbato raggiungerà l'Italia, coinvolgendo soprattutto le regioni del Nord. In alcune aree non si esclude la formazione di temporali intensi e locali grandinate. Fenomeni che interesseranno, seppur in modo più rapido e discontinuo, anche parte delle regioni centrali. La fase instabile potrebbe rafforzarsi ulteriormente mercoledì 3 giugno, quando una nuova perturbazione sarebbe in grado di portare precipitazioni diffuse e un più marcato calo termico. Sotto osservazione in particolare Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e gran parte del Centro Italia. Per giovedì 4 giugno è atteso un temporaneo miglioramento, ma la tregua potrebbe durare poco: nella seconda metà della settimana i modelli indicano infatti la possibile discesa di un nuovo fronte perturbato.

Garlasco, Vittorio Feltri: "Perché solo ora?". Il gioco sporco dei pm contro Sempio
4 ore fa | Dom 31 Mag 2026 06:36

Il delitto di Garlasco al centro anche dell'ultima puntata di Dritto e Rovescio, il programma condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4. Tra gli ospiti Vittorio Feltri. E il direttore, al solito, ha esposto il suo punto di vista in modo netto, chiaro, che non lascia spazio alle interpretazioni. Nel corso della trasmissione, Feltri ha espresso forti perplessità sugli sviluppi dell'inchiesta legata all'omicidio di Chiara Poggi, concentrandosi in particolare sulla posizione di Andrea Sempio e sulle ragioni che hanno portato gli investigatori a tornare a puntarlo a distanza di tanti anni dai fatti. Feltri si è interrogato: "Perché Sempio, perché salta fuori solo adesso? Per quale motivo, ce lo spieghino. Noi che siamo il pubblico e assistiamo a queste sceneggiate vorremmo sapere perché, come mai solo adesso? Evidentemente perché non c’entra niente. La mia impressione è che siano innocenti tutti e due, sia quello condannato che quello indagato. Teoricamente è possibile".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47937919]] Il fondatore di Libero ha poi criticato un altro passaggio dell'inchiesta, ovvero la consulenza psichiatrica disposta nei confronti di Sempio. Secondo Feltri, la decisione rischia di dilatare ulteriormente i tempi dell'indagine: "Allunga i tempi e può allungarli anche non di poco. Quindi qual è la ratio, chiedono una perizia psichiatrica sempre in questo momento, quando hai già depositato tutto? L’hanno chiesta in modo che passi molto tempo e ne diano tanto a te per fare questo programma". Infine, il commento più tranchant: "A parte questo mi sembra tutta una gran putt****. Questa faccenda ha rotto le scatole, non ne posso più di interventi, contro-interventi che si contraddicono. Andiamo a casa per favore", ha concluso Vittorio Feltri.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47948274]]

Sondaggi, ai progressisti resta soltanto la mozione-Crozza
5 ore fa | Dom 31 Mag 2026 05:52

Il Corriere della Sera ha pubblicato ieri un sondaggio di Nando Pagnoncelli che certifica l’ottima salute dei partiti di governo, in particolare di Fratelli d’Italia che guadagna un punto e mezzo, e il pessimo stato di salute delle opposizioni, tutte in calo con il Pd che perde oltre due punti e tocca il suo punto più basso dopo le elezioni del 2022. Dice il titolo del Corriere: “Effetto comunali”, quasi a voler trovare una benevola giustificazione tecnica a un risultato che non corrisponde alla narrazione prevalente di giornali e talk show televisivi. Probabilmente pago dazio alla mia ignoranza ma a occhio è esattamente l’inverso: le comunali sono andate in modo favorevole al centrodestra perché questo è il sentire generale dell’elettorato, questa è l’aria che tira nel Paese. Difficile infatti sostenere che uno di Bologna, interpellato da Pagnoncelli, abbia fatto un ragionamento tipo: siccome a Venezia e Reggio Calabria hanno vinto le destre allora anche io mollo la sinistra e voto a destra. Non sta in piedi. L’elettore, più probabilmente, dà sintomi di voler abbandonare la sinistra perché non ha capito cosa è e cosa vuole; non ha capito che ci azzeccano Renzi e Fratoianni sotto lo stesso tetto, chi tra la Schlein e Conte comanderebbe in caso di vittoria; non ha capito se la sinistra sta con o contro Israele e l’America, se è favorevole o no al riarmo, alla sicurezza, insomma è frastornato dalle infinite contraddizioni di un campo largo che peraltro non si sa esattamente quanto largo sarà e quindi a chi vorrà fare pagare il conto delle sue utopie. Dovrebbero, i capi della sinistra, dare retta a uno dei loro pochi uomini vincenti, il funambolico ex governatore della Campania e neo sindaco di Salerno Vincenzo De Luca: «Ragazzi, qui bisogna passare dalla poesia alla prosa». Oppure, come sostiene Crozza, la sinistra per vincere dovrebbe candidare uno di destra. Battuta, certo, ma a ben pensarci il suo ultimo successo, e che successo, porta la firma di Matteo Renzi che alle europee del 2014 sfondò quota quaranta per cento e firmò così la sua condanna a morte. Perché da quelle parti quelli bravi a vincere proprio non piacciono, sono considerati degli incidenti della storia. Vuoi mettere con i bei tempi di Veltroni, Bersani e Letta Enrico: grandi discussioni, ovviamente democratiche, e pochi voti che così nessuno ha la meglio sull’altro. Il campo largo si candida ancora una volta a essere un campo santo.

Sondaggi, ai progressisti resta soltanto la mozione-Crozza
5 ore fa | Dom 31 Mag 2026 05:52

Il Corriere della Sera ha pubblicato ieri un sondaggio di Nando Pagnoncelli che certifica l’ottima salute dei partiti di governo, in particolare di Fratelli d’Italia che guadagna un punto e mezzo, e il pessimo stato di salute delle opposizioni, tutte in calo con il Pd che perde oltre due punti e tocca il suo punto più basso dopo le elezioni del 2022. Dice il titolo del Corriere: “Effetto comunali”, quasi a voler trovare una benevola giustificazione tecnica a un risultato che non corrisponde alla narrazione prevalente di giornali e talk show televisivi. Probabilmente pago dazio alla mia ignoranza ma a occhio è esattamente l’inverso: le comunali sono andate in modo favorevole al centrodestra perché questo è il sentire generale dell’elettorato, questa è l’aria che tira nel Paese. Difficile infatti sostenere che uno di Bologna, interpellato da Pagnoncelli, abbia fatto un ragionamento tipo: siccome a Venezia e Reggio Calabria hanno vinto le destre allora anche io mollo la sinistra e voto a destra. Non sta in piedi. L’elettore, più probabilmente, dà sintomi di voler abbandonare la sinistra perché non ha capito cosa è e cosa vuole; non ha capito che ci azzeccano Renzi e Fratoianni sotto lo stesso tetto, chi tra la Schlein e Conte comanderebbe in caso di vittoria; non ha capito se la sinistra sta con o contro Israele e l’America, se è favorevole o no al riarmo, alla sicurezza, insomma è frastornato dalle infinite contraddizioni di un campo largo che peraltro non si sa esattamente quanto largo sarà e quindi a chi vorrà fare pagare il conto delle sue utopie. Dovrebbero, i capi della sinistra, dare retta a uno dei loro pochi uomini vincenti, il funambolico ex governatore della Campania e neo sindaco di Salerno Vincenzo De Luca: «Ragazzi, qui bisogna passare dalla poesia alla prosa». Oppure, come sostiene Crozza, la sinistra per vincere dovrebbe candidare uno di destra. Battuta, certo, ma a ben pensarci il suo ultimo successo, e che successo, porta la firma di Matteo Renzi che alle europee del 2014 sfondò quota quaranta per cento e firmò così la sua condanna a morte. Perché da quelle parti quelli bravi a vincere proprio non piacciono, sono considerati degli incidenti della storia. Vuoi mettere con i bei tempi di Veltroni, Bersani e Letta Enrico: grandi discussioni, ovviamente democratiche, e pochi voti che così nessuno ha la meglio sull’altro. Il campo largo si candida ancora una volta a essere un campo santo.

Milano, manager in fuga: tutti nel paradiso dei golfisti
9 ore fa | Dom 31 Mag 2026 01:45

La campagna è il sogno di tanti milanesi stufi dell’inquinamento, dei ritmi frenetici e del caro vita. E così mentre gli stranieri fanno a gara pur di avere una casa in centro, le agenzie immobiliari non riescono a fronteggiare la domanda perché supera l’offerta di abitazioni disponibili, i residenti, per migliorare la qualità della vita, la propria vita, cercano casa in luoghi agresti e romantici come la Lomellina, l’Oltrepò Pavese o il varesotto. Una vita fuori dalla metropoli, a contatto con la natura e con ritmi di vita più lenti, in un territorio incontaminato che può offrire, a pochi chilometri da Milano, camminate nel verde, gite in mountain bike e a cavallo e soprattutto ritmi sostenibili. Per anni, il dogma del mercato immobiliare milanese ha seguito un’unica direzione: la centralità. L’imperativo era «entrare in città». Oggi, tuttavia, siamo testimoni di un cambio di paradigma profondo. Sempre più famiglie, italiane e internazionali, stanno scegliendo di lasciare Milano per rifugiarsi in contesti residenziali immersi nel verde, strutturati come veri e propri ecosistemi autonomi. Non siamo di fronte alla classica suburbanizzazione degli anni Novanta, ma alla nascita di un nuovo modello abitativo che coniuga privacy, servizi esclusivi e una qualità della vita che la metropoli non è più in grado di offrire. La dicotomia tra centro e periferia sta lasciando il passo a una contrapposizione più moderna: quella tra la densità urbana e gli «ecosistemi residenziali». Luoghi come Milano 3, il Borgo di Vione, il Golf Club Carimate, il comprensorio di Monticello a Cassina Rizzardi, la Pinetina ad Appiano Gentile e le aree tra Mornago e il Varesotto stanno vivendo una fase di rinascita straordinaria. «Se in passato queste zone erano relegate a un target di nicchia, golfisti o professionisti in cerca di quiete, il profilo dell'acquirente è radicalmente mutato – spiega Sara Damasceni della boutique immobiliare Dama.re - Oggi il target è composto da manager internazionali, professionisti che operano sull'asse Milano-Svizzera e famiglie rientrate dall'estero. Queste figure non cercano solo una casa, ma un insieme di cose che semplifichino la quotidianità. Il nuovo lusso, non è più la vicinanza al quadrilatero della moda, ma la disponibilità di spazio, silenzio, sicurezza e servizi integrati – continua Le nuove offerte residenziali offrono vigilanza privata, piscine, club house e, soprattutto, una vicinanza strategica a scuole internazionali. Proprio il sistema scolastico è diventato il driver principale delle scelte abitative: la qualità della vita familiare prevale oggi sulla vicinanza all’ufficio». Le ragioni di questa migrazione sono chiare: Milano ha consolidato il suo ruolo internazionale, a discapito di un aumento della pressione immobiliare, del costo della vita e di una percezione di congestionamento costante. Il trasferimento verso la provincia non è solo una percezione, ma una dinamica supportata dai dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) e di Idealista. Tra il 2020 e il 2025, aree come la Brianza, il Comasco e il Varesotto hanno registrato una crescita dei valori superiore alla media provinciale, specialmente per ville e residence serviti. «A Carimate, ad esempio, i prezzi nelle aree del Golf Club hanno superato i 4.000 €/mq, con tempi di permanenza sul mercato che si sono drasticamente ridotti rispetto al pre-pandemia – aggiunge l’imprenditrice di Dama.re - Allo stesso modo, Milano 3 è tornato a essere un punto di riferimento per chi cerca verde e servizi integrati, con una rivalutazione significativa soprattutto per le soluzioni di ampia metratura. Milano resta il motore economico e relazionale, ma sempre più persone scelgono di viverla a distanza controllata. La vera competizione del futuro non si giocherà più sui chilometri di distanza dal Duomo, ma sulla capacità di offrire un habitat che sappia proteggere il tempo e il benessere di chi lo vive. La provincia «premium», con il suo equilibrio tra connettività e isolamento qualitativo, è la risposta concreta alla complessità urbana contemporanea».

Bologna, lo sportello anti-islamofobia: l'ultima trovata di Matteo Lepore
10 ore fa | Dom 31 Mag 2026 00:30

Alla sinistra non basta mai. A pochi giorni dalla tentata strage di Modena, a poche ore dalla sonora batosta rimediata a Venezia con la lista del Pd a disposizione dei candidati islamici, insiste. E fa arrabbiare ancora di più chi guarda attonito in direzione delle loro amministrazioni locali. L’ultimo segnale viene proprio dal capoluogo dell’Emilia. A Bologna il Comune ha infatti deciso di attivare uno sportello contro l’islamofobia. Così, tanto per fare la parte dei buonisti contro i cattivisti. In pratica, chi vuole segnalare episodi di intolleranza contro gli islamici va in Comune. Chissà se avviene lo stesso nei paesi musulmani dove invece i cristiani li scannano direttamente. Ovviamente si registrano proteste soprattutto dalle parti del centrodestra, anche a nome di chi non sopporta questa ondata di demagogia.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47553997]]   Ovviamente, non si ha notizia di iniziative analoghe su quello che cominciano a patire- se osano indossare la kippah ed essere riconoscibili le comunità ebraiche locali, nonostante l’odio di matrice pro-Pal sia (per numeri e violenza) decisamente più dilagante. E quel che fa più riflettere è proprio il timing dell’iniziativa dell’amministrazione del sindaco Lepore. La decisione arriva subito dopo l’attentato della vicina Modena, un’azione che la sinistra ha subito minimizzato, evidenziando i «disturbi psichici» di Salim El Koudri. Quel che stupisce è quella che è la sempre più evidente superficialità dei dem. In pratica l’Islam e i musulmani come vittime strutturali di razzismo occidentale, mentre i problemi di integrazione, radicalizzazione, criminalità e incompatibilità culturale vengono minimizzati o attribuiti solo a “povertà” o “disagio”. Ed è evidente che tutto questo crea ulteriore rabbia nella popolazione residente, quasi messa sotto accusa per islamofobia dalle amministrazioni locali. Assistiamo al trionfo dell’ideologia multiculturalista: per questa sinistra post-’68, criticare aspetti dell’islam (sharia su donne, omosessuali, apostasia, parallelismi con estremismo) è “islamofobia” per definizione. L’Occidente è sempre il colpevole.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47427997]]   Eppure l’integrazione di massa da paesi con culture incompatibili ha fallito in gran parte d’Europa. Invece di ammetterlo (controlli, rimpatri, assimilazione forte), si doppia con gli sportelli anti-critica. Risultato: insicurezza per tutti, comprese le comunità musulmane integrate che non vogliono la radicalizzazione. E sempre in Emilia, si registra la protesta di un gruppo di residenti a Groppallo, frazione in alta Val Nure del Comune di Farini, nel Piacentino, contro l’insediamento di un centro di accoglienza per migranti. Il comitato dei cittadini che si è costituito nei giorni scorsi ha infatti depositato un'istanza formale di sospensione del decreto della prefettura che assegna la quota di profughi nella frazione a mille metri di quota. Matteo Salvini sta seguendo la vicenda del centro d’accoglienza per immigrati previsto a Groppallo - si legge in una nota della Lega-, la piccola frazione in alta Val Nure del Comune di Farini in provincia di Piacenza. Salvini - si sottolinea - condivide le preoccupazioni del territorio, fa e sta facendo tutto il possibile affinche' siano ascoltati i cittadini ed è disponibile a incontrare i residenti.