Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
Uomo spara fuori dalla Casa Bianca, ucciso dal Secret service
2 ore fa | Dom 24 Mag 2026 06:02

Cina, un rarissimo panda gigante bianco in un parco nella provincia del Sichuan
3 ore fa | Dom 24 Mag 2026 05:47

Ebola, caos in Congo: come vengono seppelliti i morti
3 ore fa | Dom 24 Mag 2026 05:45

Spagna, migliaia in piazza a Madrid contro Sanchez e per l'arresto di Zapatero
3 ore fa | Dom 24 Mag 2026 05:43

Torino, "colori della Juventus vietati allo stadio": scoppia il caso
3 ore fa | Dom 24 Mag 2026 05:42

Sparatoria alla Casa Bianca: "Sono Gesù" e viene ucciso, chi è l'attentatore
4 ore fa | Dom 24 Mag 2026 04:33

“Si proclamava Gesù” l’uomo che nella notte italiana ha sparato davanti alla Casa Bianca, facendo scattare il lockdown nel cuore politico degli Stati Uniti.  Una sparatoria con almeno 30 colpi e 1 feriti vicino a Pennsylvania Avenue 1.600 di Washington, che per qualche decina di minuti ha tenuto con il fiato sospeso l’America e il mondo.  L’attentatore era già noto agli agenti della sicurezza. Considerato una persona con problemi mentali, aveva detto di essere Gesù Cristo e aveva già violato un ordine di non avvicinarsi alla Casa Bianca, secondo quanto riferisce il New York Post. Secret Service e agenti dell’Fbi sono subito intervenuti per fermare il folle che nella sparatoria è rimasto ferito gravemente: l’uomo è morto dopo il ricovero in ospedale. Il suo nome era Nasire Best, 21 anni, del Maryland. Lo rende noto Fox News. Best è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dagli agenti dei servizi segreti statunitensi intorno alle 18 (ora della costa orientale degli Stati Uniti. Aveva sparato con una pistola vicino a un checkpoint della Casa Bianca. Il presidente Donald Trump è rimasto illeso all'interno della Casa Bianca e l'attentatore non è mai riuscito a oltrepassare il perimetro generale della struttura.  Un civile adulto presente sul posto è rimasto ferito durante la sparatoria e un agente dei servizi segreti statunitensi è stato portato in ospedale a scopo precauzionale. Secondo alcune fonti, riferisce sempre Fox, Best aveva avuto precedenti contatti con i servizi segreti statunitensi almeno in due occasioni nel 2025 e come detto presentava una storia di problemi di salute mentale. L'Fbi, l'Atf e il dipartimento di polizia metropolitana stanno collaborando alle indagini in corso.

Iran, l'annuncio di Trump: "Accordo negoziato, Hormuz aperto". Gelo da Teheran
4 ore fa | Dom 24 Mag 2026 04:16

Accordo con giallo tra Stati Uniti e Iran nella notte italiana. "Un accordo è stato ampiamente negoziato, in attesa di finalizzazione, tra gli Stati Uniti d'America, la Repubblica Islamica dell'Iran e altri Paesi. Separatamente, ho avuto una conversazione telefonica con il Primo Ministro israeliano Bibi Netanyahu, che è andata molto bene. Gli aspetti finali e i dettagli dell'accordo sono attualmente in fase di discussione e saranno annunciati a breve. Oltre a molti altri elementi dell'accordo, verrà aperto lo Stretto di Hormuz", ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump. Questo il testo completo del post: "Mi trovo nello Studio Ovale della Casa Bianca, dove abbiamo appena avuto un'ottima conversazione telefonica con il Presidente Mohammed bin Salman Al Saud dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Zayed Al Nahyan degli Emirati Arabi Uniti, l'Emiro Tamim bin Hamad bin Khalifa Al Thani, il Primo Ministro Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim bin Jaber Al Thani e il Ministro Ali al-Thawadi del Qatar, il Maresciallo Syed Asim Munir Ahmed Shah del Pakistan, il Presidente Recep Tayyip Erdogan della Turchia, il Presidente Abdel Fattah El-Sisi dell'Egitto, il Re Abdullah II di Giordania e il Re Hamad bin Isa Al Khalifa del Bahrein, riguardo alla Repubblica Islamica dell'Iran e a tutte le questioni relative a un Memorandum d'Intesa sulla pace. Un accordo è stato ampiamente negoziato, in attesa di finalizzazione, tra gli Stati Uniti d'America, la Repubblica Islamica dell'Iran e i vari altri Paesi elencati. Separatamente, ho avuto una conversazione telefonica con il Primo Ministro israeliano Bibi Netanyahu, che, analogamente, è andata molto bene. Gli aspetti finali e i dettagli dell'accordo sono attualmente in fase di discussione e saranno annunciati a breve. Oltre a molti altri elementi dell'accordo, verrà aperto lo Stretto di Hormuz. Grazie per l'attenzione che ci avete dedicato!". Dopo pochi minuti, arriva la frenata di Teheran che pare più a uso interno: secondo l'ultimo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti, riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars, lo Stretto di Hormuz rimarrebbe sotto la gestione dell'Iran. L'agenzia ha respinto l'annuncio di Trump che aveva assicurato su Truth la riapertura dello stretto come "parte di un accordo ampiamente negoziato", definendolo "incompleto e incoerente con la realtà".

Flotilla, contrappasso spagnolo: ora si convochi il loro ambasciatore
4 ore fa | Dom 24 Mag 2026 04:05

Fermi tutti! La polizia spagnola all’aeroporto di Bilbao ha manganellato i membri dell’intrepida Flotilla che ostacolavano le operazioni di sbarco. Mentre scrivo (sono le 21:00) sulle agenzie di stampa non c’è un refolo di reazioni politiche. Zero, niente, nulla. Mi correggo, c’è un geniale commento del ministero degli Esteri di Israele che su X percula Pedro Sanchez chiedendo «al governo spagnolo di fornire spiegazioni sul trattamento riservato agli anarchici della Flotilla». Il boomerang della politica è perfido, soprattutto con chi ha la faccia di bronzo. Ripeto, a beneficio della polizia morale della sinistra pro-Pal: il ministro israeliano Ben Gvir è un hooligan politico, un tricheco istituzionale, ma vogliamo parlare dei flotillanti? Che siano gli utili idioti di Hamas, l’ho già detto e scritto infinite volte, va aggiunto che sono dei teppisti, dei manipolatori, dei bugiardi, degli ignoranti, dei fanatici, specialisti della messinscena. Siccome su Israele il kretinetto europeo, sorvolando sulla realtà del terrorismo jihadista, ha aperto una vergognosa caccia all’ebreo, ora mi aspetto qualche parola sul pestaggio di Bilbao. Attendo con trepidazione la convocazione dell’ambasciatore spagnolo alla Farnesina, che l’hombre della Castiglia dia immediate spiegazioni sul «trattamento inumano». Non ci sono italiani, quindi non si può fare? Dettagli diplomatici, si sottovalutano le affinità elettive del gruppo, basta guardarli in faccia, annusare, per beccare un parente iberico del Carotenuto pentastellato, ci sarà sicuramente tra i gitanti un «Carotenudos» che mangia Tapas a sbafo e si lamenta della «tortura» mentre gli scappa un rutto, la sua massima espressione linguistica. Questa storia è una perla: la politica è già spiaggiata, con l’indice sul menù che punta all’impepata, di cozze, il vuoto mediatico è totale. Con un bagliore arriva il contrappasso del manganello spagnolo, si dissolve la retorica e appare il «doppio standard»: se lo fa Israele è «tortura» e scatta la vibrante protesta contro «lo Stato criminale», se lo fa la Spagna del compagno Sanchez è «ordine pubblico» e cala il silenzio.

Sara Kelany smaschera Conte e M5s: "Ecco l'unica foto da ricordare oggi"
6 ore fa | Dom 24 Mag 2026 02:11

Il Movimento 5 Stelle non esita a strumentalizzare neppure la memoria di Giovanni Falcone. Per Giuseppe Conte e soci, tutto vale nella lotta senza quartiere a Giorgia Meloni. Ma da Fratelli d'Italia arriva una replica dura e senza appello. L'ex premier, leader del Movimento, ha spiegato che "quando andremo al governo spazzeremo via questa legislazione, che sta favorendo una classe politica collusa". Quindi ha puntato il dito contro la Commissione Antimafia presieduta da Chiara Colosimo. "Sono tre anni che la Commissione Antimafia insediata sotto la presidenza di Fratelli d'Italia ha sistematicamente evitato approfondimenti che potrebbero portare a delle risposte sulle stragi del 1992 e invece ha buttato al vento questi anni per fare la guerra a Roberto Scarpinato e Federico Cafiero de Raho. Una follia totale".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47847249]] Un'accusa gravissima e senza fondamento, sottolinea FdI. "Solo i paladini di sé stessi non si sono accorti del grande messaggio emerso oggi: l'unica foto davvero da commentare è quella del presidente Colosimo accompagnata al Museo del Presente da Maria Falcone e Lucia Borsellino. È un'immagine che restituisce, senza bisogno della retorica del M5s, la dimensione umana del presidente della Commissione Antimafia: una donna che ogni giorno lotta per restituire quella verità e quella giustizia troppo a lungo negate - ricorda Sara Kelany, deputata di FdI e componente della stessa Commissione Antimafia -. Il tempo delle bugie è finito per chi ha cercato, e continua ancora oggi, di mascherare, dietro speculazioni politiche, la propria povertà intellettuale e morale. Oggi il Museo del Presente ha definitivamente sepolto il 'Museo del Passato' di Conte, Scarpinato e di tutti coloro che hanno seguito una strategia denigratoria nei confronti della Commissione antimafia che ha dimostrato con i fatti di lavorare, ogni giorno, con coscienza e umanità".   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47844398]]

I bagni pubblici secondo il Pd: per Batman, trans e sirene. Sinistra, siamo alla farsa
7 ore fa | Dom 24 Mag 2026 01:02

C’è qualcosa di insano, direi di perverso, disumano, nella volontà che hanno i cultori del woke di imporre le loro idee a tutti regolando i più semplici elementi della vita quotidiana, concependo regole di comportamento rigide a cui attenersi. Regole che, fra l’altro, nascono dall’idea si resettare il passato e creare ex novo un modello di società diverso da quello tradizionale. Il risultato paradossale, come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte, è che in nome dell’inclusione si esclude, discrimina, gerarchizza; si danno patenti di credibilità e presentabilità sociale. L’ultimo episodio segnalato giunge da un istituto tecnico superiore di Grosseto, l’Its Eat Academy, che ha sede presso la Cittadella dello studente, ove ci si forma nelle attività legate all’enogastronomia, all’accoglienza e al turismo. E concerne i bagni che, nella volontà dei dirigenti scolastici, dovrebbero con le loro nuove denominazioni servire a scardinare servire le vecchie e tradizionali categorie di genere. Ecco allora la comparsa di una galleria iconografica comprendente ben undici differenti categorie, fra cui Batman, un alieno, una sirena, un uomo con la gonna, una donna incinta, Zorro. Insomma, una sorta di Circo Barnum della diversità. Il tutto in nome, appunto, di una malintesa idea di inclusione. A segnalare la trovata è stato sui social un deputato di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, ed in poche ore il caso è montato così tanto da suscitare le reazioni indignate di vari esponenti della sinistra locale, insorti con le solite accuse di oscurantismo, sessismo, maschilismo paternalistico e, in fondo, fascismo della destra al potere.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47683536]] Il presidente della provincia, il piddino Francesco Limatola, ha parlato addirittura di un «un maldestro tentativo di fare il fenomeno sui social» del deputato, aggiungendo che «quegli spazi sono stati realizzati con un’idea semplice ma importante: fare in modo che ogni persona possa sentirsi accolta, rispettata e libera di vivere un ambiente formativo senza disagio o discriminazioni». Ma i tanti italiani che credono nella esistenza dei generi classici, e solo di essi, non si sentono forse discriminati se per loro diventa quasi impossibile perorare le proprie posizioni sul tema, nel clima di caccia alle streghe ideologico che sempre si crea in queste occasioni? E non sono discriminati i tanti cattolici che pure vorrebbero seguire i precetti della loro Bibbia che, nel libro della Genesi, dice chiaramente che Dio creò solo l’uomo e la donna? Idee che possono essere certamente messe in discussione, ma che non devono essere censurate, in maniera più o meno esplicita, trovando anch’esse spazio nel dibattito pubblico? Tanto più che ad esse fanno riferimento la maggioranza degli italiani. Idee che fanno parte di una sensibilità che può certo cambiare e maturare, ma che esige che questo cambiamento sia fatto in piena libertà, con un processo spontaneo, con un movimento dal basso, non per “decreto legge” o imposizione dall’alto.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47703369]] È qui, su questo preciso punto, che si colloca la battaglia liberale contro il woke: non si tratta di restaurare un passato che non c’è più, ma di dare spazio a tutti senza censure preventive ed evitare ogni più o meno subdola forma di dirigismo. L’assessore regionale toscana alla scuola, Alessandra Nardini, ha tenuto a sottolineare come basti farsi un giro in tutta Europa per vedere quanto bagni con queste iconografie siano diffusi. Il che, da un punto di vista razionale, non significa molto, anzi buona pratica sarebbe quella di ragionare con la propria testa e non seguire l’opinione comune (anche se in verità qui si tratta delle idee di minoranze attive, una piccola élite che vuole imporre a tutti il proprio pensiero). Da un punto di vista concreto, significa invece che il nostro continente, proprio per il predominio di queste élite e di certe politiche, rischia una deriva illiberale di cui non sembra nemmeno accorgersi. Più che figli di Venere rischiamo di essere i padri del nulla.

L'aria che tira, la figura di palta del dem Scotto: "Tu c'eri? No. E allora..."
8 ore fa | Dom 24 Mag 2026 00:32

«Mi fate dire anche le parolacce». Alla fine, anche Licia Ronzulli sbotta. Ed è tutta colpa di David Parenzo e soprattutto Arturo Scotto. La senatrice di Forza Italia, ospite di L'aria che tira su La7, è protagonista di un vivace confronto con il deputato del Partito democratico, particolarmente incline alla polemica. Meglio se fine a se stessa. Al centro della discussione c’è la lettera che Giorgia Meloni ha inviato a Ursula Von der Leyen per chiedere che la Commissione Ue conceda deroghe al Patto di Stabilità anche sull’energia come già fatto con la difesa. «Con grande intelligenza, visione e concretezza Meloni scrive a Von der Leyen e dice: se si può fare per le armi si deve fare anche per l’energia, che non è solo famiglie ma anche ospedali», spiega Ronzulli. «Allora perché l’avete tolto?», domanda Scotto riguardo alla mozione del centrodestra sul tema. «Proprio per questa lettera». «Ma se è arrivato l’ordine a Palazzo Chigi, non toccatelo sennò si incazza Trump», le ride in faccia il dem. «No no no, posso parlare o parla solo lui che non sa neanche le cose? - protesta Ronzulli - La lettera è stata mandata il 18. Lei dov’era? In Senato? No, io presiedevo e allora lasci parlare me». «Allora perché l’avete messa e poi l’avete tolta?», prosegue Scotto con Parenzo che si sovrappone interrompendo la Ronzulli. «Quando il Parlamento fa una mozione, inserisce dentro tutte le cose di cui si vuole parlare». «La maggioranza, non il Parlamento - la corregge polemicamente Scotto - La maggioranza che governa questo Paese fa un errore così...». «Caz***o!», esplode la forzista, frustrata dall’impossibilità di concludere il ragionamento. «Se un uomo urla va bene, se una donna è isterica. Io non ce la faccio più ad alzare la voce perché lui urla». «Non penso che tu sia isterica», corre ai ripari Scotto. «Grazie, però se mi fa urlare forse sembro isterica mentre lei sembra carino a interrompermi ogni 5 minuti». Con l’imbarazzo torna la calma: «Ci siamo accorti che era inutile mandare avanti una mozione che impegna il governo su un tema sul quale il governo è già impegnato. Detto questo, non arriveremo mai al 5%, è un obiettivo dato dalla Nato e non raccontare agli italiani che per arrivarci avranno meno Sanità perché non è così». E Scotto, zitto, incassa.

Immigrazione, il sondaggio che smaschera gli elettori di Pd e M5s: bomba sul campo largo
8 ore fa | Dom 24 Mag 2026 00:10

Dura la vita di Matteo Salvini, il leader della Lega, specializzato nell’assumere posizioni che il grande circolo mediatico e la politica benpensante giudicano impopolari ma che, alla prima prova dei fatti, si rivelano inevitabilmente molto popolari. Paradosso, è un sondaggio mandato in onda da PiazzaPulita, il format guidato su La7 da Corrado Formigli, dichiaratamente partigiano e se non altro per questo preferibile ad altre gattemorte rosse della televisione nostrana, a svelare la verità. Secondo l’istituto di rilevazioni Eumetra il 59,3% degli intervistati è d’accordo con il vicepremier e ministro dei Trasporti nel ritenere che bisognerebbe togliere la cittadinanza italiana a un immigrato che delinque. Contrario, il 27% del campione, poco meno di venti punti sotto i valori sui quali viene stimato attualmente il campo largo. Indecisi? Pochi, il 13,7%.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47823759]] Salvini era stato duramente attaccato dall’opposizione quando, all’indomani della strage di Modena, a opera di Salim El Koudri, cittadino italiano figlio di immigrati marocchini, aveva definito il ragazzo «un criminale di seconda generazione», sostenendo che «in troppe città italiane l’integrazione ha fallito». Conseguentemente, il leader leghista aveva proposto la revoca della cittadinanza per gli immigrati che commettono reati gravi e l’introduzione di una sorta di patente a punti, per ottenere e mantenere da parte di chi arriva da fuori lo status di italiano. Immediata l’accusa della sinistra di speculare politicamente sulla tragedia. Al contempo, le parole dell’altro vicepremier, il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che si era limitato a ricordare come El Koudri in realtà non sia un immigrato ma sia un italiano a tutti gli effetti, erano state rilanciate dai media anti-governativi come prova di uno scontro epocale tra lega e azzurri capace di dilaniare l’esecutivo.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47826977]] Il sondaggio di Eumetra riporta tutto alla realtà; e dimostra che l’elettorato, più che di destra odi sinistra, in tema di accoglienza ha un approccio pratico, contrariamente alla politica che vive la questione sotto l’aspetto ideologico.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47831583]] L’immigrazione in realtà spacca la sinistra su due fronti. Il primo è quello dei partiti, con Pd ed M5S che hanno sull’argomento posizioni più distanti di quelle di Lega e Forza Italia, senza peraltro poter contare sulla mediazione di Fratelli d’Italia, e Alleanza Verdi e Sinistra che schiva il tema per non pagare pegno nei sondaggi. Il secondo è la divaricazione tra la linea dell’accoglienza indiscriminata, sulla quale i dem si sono attestati fin dai tempi delle boldrinate, al punto da non potere ormai più tornare indietro, e il sentimento comune dei cittadini. Gli italiani, per la maggioranza, non vivono l’immigrazione come un dovere umanitario del nostro Paese nei confronti di mezzo mondo, bensì come un fattore geopolitico al quale approcciarsi con cinico realismo: accogliere quelli che possiamo, e ai quali possiamo garantire integrazione, nella misura in cui essi sono utili al nostro sviluppo. La sinistra chiama tutto questo “razzismo” e accusa di xenofobia i partiti italiani che hanno sull’immigrazione posizioni che oltre confine hanno anche le forze progressiste. Alla luce dei dati di Eumetra, dovremmo allora concludere che sei italiani su dieci sono razzisti e che, probabilmente, lo è anche una buona parte di elettori progressisti. Naturalmente non è così. Come però è ancora meno vero quanto affermato all’indomani delle parole di Salvini da buona parte della stampa antigovernativa, che era arrivata a definire sorpassato lo show sovranista sul legame tra criminalità e mancata integrazione degli immigrati, sostenendo che è un approccio che non avrebbe più ritorni elettorali. Il sondaggio reso noto da Formigli, sommato alla supermedia di Youtrend sulle tendenze elettorali degli ultimi giorni, che danno la Lega in crescita dopo le dichiarazioni del suo leader, dimostrano che è vero esattamente il contrario. L’immigrazione è tema centrale della politica e l’approccio che la maggior parte dell’elettorato chiede è quello del centrodestra; e non solo in Italia. Donald Trump è ridiventato presidente cavalcando una politica delle frontiere chiuse. In Francia e Germania le destre che si battono contro l’immigrazione illegale sono padrone dei sondaggi. In Spagna, Pedro Sanchez, che ha aperto le porte a tre milioni di immigrati negli ultimi anni, mantiene il governo solo perché il centrodestra è diviso. Ma anche per questo la sinistra nostrana ha una ricetta: crede sempre e solo ai sondaggi che le danno ragione.

Pedro Sanchez, la rivolta dei 40mila in piazza: "Dimissioni subito", schiaffo spagnolo alla Schlein
13 ore fa | Sab 23 Mag 2026 19:25

Il paradiso terrestre della Spagna socialista è tale solo al Nazareno e in qualche segreteria di partito progressista d'Europa. Visto da vicino, cioè degli spagnoli, il regno politico di Pedro Sanchez appare più simile a un incubo. Destinato, forse, a finire molto in fretta.  Circa 40mila persone sono scese in piazza sabato nella capitale Madrid per dire basta al "governo corrotto e traditore" del premier ultimo idolo rimasto a Elly Schlein e chiedere le elezioni anticipate.  Lo scrivono El Mundo ed El Paìs citando dati del governo. La "Marcia per la Dignità", come è stata chiamata dall'associazione della Società Civile Spagnola che l'ha organizzata, è stata sostenuta dal Partito Popolare e da Vox.  La manifestazione era stata organizzata prima che l'ex premier José Luis Rodriguez Zapatero, anche lui socialista e sorta di padrino politico di Sanchez, venisse incriminato per traffico di influenze e altri reati legati alla compagnia aerea venezuelana Plus Ultra.  Durante la protesta si sono verificati momenti di tensione e sono stati effettuati tre arresti, mentre sette agenti di polizia sono rimasti feriti. "La corruzione ha un prezzo, basta impunità, elezioni subito", recitava lo striscione che apriva la marcia. "Liberarsi di Sanchez è anche una priorità nazionale", si leggeva sullo striscione dei sostenitori di Vox presenti alla manifestazione.

Strage Capaci, Schlein "Mai dimenticare servitori dello Stato uccisi da mafia"
13 ore fa | Sab 23 Mag 2026 19:20

https://video.italpress.com/play/mp4/video/0jnv

Strage di Capaci, ragazzi leggono i nomi delle vittime all'albero Falcone
13 ore fa | Sab 23 Mag 2026 19:20

https://video.italpress.com/play/mp4/video/jWjR

34 anni fa la strage di Capaci, il minuto di silenzio all'albero Falcone
13 ore fa | Sab 23 Mag 2026 19:20

https://video.italpress.com/play/mp4/video/gWOY

Falcone, lo striscione a Palermo: "Fuori la mafia dallo stato fascista". E la sorella Maria sbotta
13 ore fa | Sab 23 Mag 2026 19:05

Poco dopo il minuto di silenzio, davanti l'albero Falcone in via Notarbartolo, a Palermo, dietro il palco dal quale sono stati letti i nomi delle vittime della strage di Capaci, alcuni manifestanti hanno posizionato uno striscione con la scritta: "Fuori la mafia dallo Stato fascista". La sorella del giudice Giovanni Falcone, Maria, che ha voluto rendere omaggio da sola sul palco alle vittime della strage, vedendolo ha detto: "Non è questo il momento delle contestazioni". Nonostante le parole di Maria Falcone, alcuni manifestanti hanno continuato a urlare "Fuori la mafia dallo stato". "C'è anche chi contesta, ma è il sale della democrazia - ha fatto buon viso a cattivo gioco la sorella del magistrato morto 34 anni fa nell'attentato di Cosa Nostra insieme agli agenti della sua scorta -. Mi auguro che non lo si faccia alle 17:58, in quel momento tremendo. E domani si riprenda pure".  Le 17:58 sono l'orario in cui la Mafia fece saltare in aria un pezzo di autostrada il 23 maggio 1992. "Grazie alla mia città, oggi come 34 anni fa ricordiamo la morte di Giovanni, Francesca e dei ragazzi della scorta e poi di Paolo e dei suoi ragazzi - ha arringato la folla dal palco Maria Falcone -. Oggi ci sono soltanto io perché non voglio nessuno, ma vorrei dire: Giovanni è nostro e guai a chi ce lo tocca. Dietro di me ci sono soltanto i ragazzi che hanno letto i nomi delle vittime. Sono ragazzi che vengono da varie e parti d'Italia e sono la dimostrazione che, davanti alle cause importanti, tutti gli italiani devono essere d'accordo". "Quest'anno - ha proseguito - siamo stati precisi rispettando quell'orario tremendo che 34 anni fa ci ha levato tanti palermitani. La memoria non deve essere sterile ma deve essere un continuo ricordo alla città a non fermarsi, mai dire abbiamo vinto, perché purtroppo la mafia spesso risorge dalle sue stesse ceneri. La mafia a poco a poco aspetta che tutto si plachi attorno per ricominciare a pretendere il pizzo, creare disordini e infiltrarsi in quelle che sono le istituzioni sane del paese, contaminandole".

Giro d'Italia, Vingegaard domina a Pila e si prende la maglia rosa
14 ore fa | Sab 23 Mag 2026 18:53

Terza vittoria di tappa al Giro d’Italia 2026 per Vingegaard dopo Blockhaus e Corno alle Scale. Il danese taglia il traguardo per primo anche al termine della durissima Aosta-Pila – 133 chilometri fra salite e discese e pochissimi momenti per recuperare – strappando la maglia rosa a Eulalio. Seconda posizione per Felix Gall, davanti a Hindley e a Piganzoli. Quinto posto per Pellizzari. Eulálio resta maglia bianca Conad. Il portoghese precede nella classifica della maglia bianca Pellizzari.

Flotilla, sala dal ballo, e robot su Camera con Vista su La7 di Alexander jakhnagiev
14 ore fa | Sab 23 Mag 2026 18:22

Inter e Bologna chiudono in bellezza: 3-3 e pari-spettacolo
14 ore fa | Sab 23 Mag 2026 18:18

Tre gol e un punto a testa tra Bologna e Inter. L'ultima gara del campionato 2025/26 si chiude in bellezza al Dall'Ara, con l'Inter appena laureatasi campione d'Italia che rimonta gli uomini di Vincenzo Italiano nel finale. Applausi per tutti.  Allo splendido gol su punizione di Dimarco, MVP della stagione, che ha aperto le danze, hanno risposto Bernardeschi e Pobega per gli emiliani; nel secondo tempo, invece, dopo l'autorete di Zielinski del momentaneo 3-1, sono arrivate la marcature di Esposito e Diouf all'86' a fissare il risultato finale sul 3-3.  Già nel primo tempo il risultato premia meritatamente il Bologna che rientra negli spogliatoi sul 2-1. I ragazzi di Italiano macinano occasioni da gol, sfruttando anche le difficoltà di reparto della difesa interista, poco sul pezzo nelle letture e nell'eludere in costruzione il pressing avversario. A passare in vantaggio, però, sono gli ospiti al 22', grazie alla splendida punizione dal limite di Dimarco. L'1-0 degli ospiti ha vita breve e, al 25', Bernardeschi finalizza una perfetta azione in ripartenza, siglando l'1-1. La rete del sorpasso, invece, arriva al 42' e porta la firma di Pobega, autore di un sinistro dal limite poco potente: la conclusione dell'ex Milan viene deviata involontariamente prima da Sucic e poi da Lautaro, diventando imprendibile per Josep Martinez. Nel mezzo dei due gol rossoblù vanno menzionati i tentativi falliti di Freuler, Rowe e Castro, a conferma dell'enorme mole di gioco prodotta dai padroni di casa.  L'Inter inizia male anche la ripresa, facendosi male da sola al 48': il 3-1, infatti, è un autogol goffo di Zielinski che sorprende Martinez nel tentativo di anticipare l'assist di Miranda diretto a Ferguson. A riaccendere la luce in casa Inter, però, è Diouf che al 64' entra in area di rigore, supera due avversari e calcia in porta colpendo il palo: sulla ribattuta è Esposito a segnare il 3-2. Gli ospiti chiudono in crescendo e riescono a salvare l'onore, trovando all'86' la rete del 3-3. Dopo l'assist, Diouf realizza anche il gol del pari in ripartenza e col piede debole: da segnalare l'assist pregiato del giovane Topalovic, entrato per l'infortunato De Vrij. L'Inter chiude così la Serie A con 87 punti: il Bologna di Italiano (del suo futuro se ne saprà di più nei prossimi giorni), invece, è ottavo, a quota 56.

Strage Capaci, Di Matteo "No a parate di sepolcri imbiancati"
15 ore fa | Sab 23 Mag 2026 18:00

https://video.italpress.com/play/mp4/video/7qxj

Kimi Antonelli terzo nella Sprint race in Canada: "Russell mi ha spinto fuori", guerra dentro la Mercedes
15 ore fa | Sab 23 Mag 2026 17:47

Emozioni e molte polemiche nella gara sprint del Gran Premio del Canada di Formula 1. Vince George Russell su Mercedes, dietro al pilota britannico, partito dalla pole, si è piazzata la McLaren di Lando Norris, terza l'altra Mercedes del leader della classifica iridata, l'italiano Kimi Antonelli. Quarto posto per Oscar Piastri su McLaren, poi le due Ferrari: quinto Charles Leclerc e sesto Lewis Hamilton. Punti anche per Max Verstappen (Red Bull), settimo, e Arvid Lindblad (Racing Bulls), ottavo.  Le scintille però sono tra Russell e Kimi. Una lotta interna alla Mercedes che pare destinata a segnare anche la corsa al Mondiale. "E' stata una battaglia dura con Russell", ha ammesso il 19enne pilota bolognese. "Ho cercato di fare la mia mossa e sono stato spinto fuori, chiaramente poi ho fatto un errore in curva 8 e quello ha compromesso la mia gara". "E' stata una bella gara, non p facile allungare sugli inseguitori", ha affermato il compagno di squadra Russell. "C'e' stata una bella battaglia con Kimi e sono contento di essere con lui sul podio. Sapevo che Miami poteva essere una pista dura per me, la mia stagione sta ripartendo e sto tornando ad avere un buon passo".  Anche Toto Wolff, direttore esecutivo e azionista della Mercedes, è intervenuto sul duello tra i suoi due "galletti": "Vogliamo evitare contatti tra i piloti e dobbiamo ricordarci i nostri obiettivi. Semplicemente non vogliamo iniziare una guerra interna tra i piloti. E' un pilota giovane e in molti avrebbero fatto la stessa cosa, va solo gestito".  THE SCENES!! #F1Sprint #CanadianGP pic.twitter.com/N12CkUS0RF May 23, 2026

Roseto-Ruvo di Puglia, choc nei playoff di basket: pugni sotto canestro
15 ore fa | Sab 23 Mag 2026 17:41

Pessime scene ieri sera al PalaMaggetti di Roseto degli Abruzzi per gara 3 del secondo turno dei play-out di serie A2 di basket. Durante il secondo quarto, dopo un rimbalzo conteso, Jacopo Borra, giocatore del Crifo Wines Ruvo di Puglia, ha preso a pugni mentre era a terra Aristide Landi, tesserato per il Liofilchem Roseto che ha poi vinto la partita portandosi sull'1-2 nella serie. Nervi tesi e rissa in campo, con la società pugliese che nel post gara ha preso "fermamente le distanze da quanto accaduto". "La società desidera scusarsi con il pubblico presente al PalaMaggetti, in particolare con i tanti bambini sugli spalti, e con l'atleta Aristide Landi per quanto verificatosi - si legge in una nota della Ruvo di Puglia -. La società esprime il proprio rammarico nei confronti della Pallacanestro Roseto per l'episodio verificatosi durante l'incontro. Pur nel contesto della tensione agonistica, episodi di questo genere non rappresentano i valori sportivi, educativi e umani che da sempre contraddistinguono il nostro club. La società rispetterà le decisioni che gli organi di giustizia sportiva riterranno opportuno adottare nei confronti del proprio tesserato Jacopo Borra, garantendo piena collaborazione alle autorità competenti". Landi, dal canto suo, ha pubblicato su Instagram una foto del suo volto tumefatto: "11 punti... ci vediamo domani".  Anche la Pallacanestro Roseto ha condannato con fermezza l'aggressione subita dal proprio atleta, definendo l'episodio "grave e inaccettabile". Landi ha riportato una ferita lacero-contusa all'arcata sopraccigliare. È stato soccorso dallo staff medico e successivamente trasportato all'ospedale di Teramo, dove una TAC ha escluso lesioni endocraniche. Le sue condizioni vengono definite stabili e monitorate. La società abruzzese ha espresso "sdegno e indignazione" per l'accaduto, sottolineando come gli atleti professionisti abbiano un ruolo di esempio soprattutto verso i più giovani e il pubblico presente negli impianti sportivi. "Un pugno sferrato con tutta la forza a un avversario inerme e a terra - si rileva nella nota - non è un gesto di agonismo esasperato: è un atto di violenza deliberata, premeditata nel momento, che non trova alcuna giustificazione né sportiva né umana. È un gesto che disonora la disciplina, svilisce il sacrificio di chi pratica questo sport con dedizione e rispetto, e — cosa che ci addolora profondamente — è avvenuto davanti agli occhi di numerosi bambini presenti in tribuna, ai quali lo sport dovrebbe trasmettere valori di lealtà, coraggio e rispetto dell'avversario". Nella nota la Pallacanestro Roseto ha inoltre annunciato pieno sostegno al proprio tesserato, anche in vista di eventuali iniziative in sede di giustizia sportiva e ordinaria, chiedendo che l'episodio venga valutato con la massima severità. Il club ha infine ribadito l'impegno a promuovere iniziative contro ogni forma di violenza nello sport, auspicando che quanto accaduto possa rappresentare un punto di svolta nella sensibilizzazione del movimento cestistico.    Rissa a Tortona, rissa a Roseto. È grande basket signori pic.twitter.com/Zp7fr2Oy70 May 22, 2026

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