Riscuote cinque buoni fruttiferi postali da 50mila euro ma perde tutto a causa di una distrazione. La vicenda risale al 2023 a Ferrara: una risparmiatrice era andata nell'ufficio postale per incassare i suoi buoni da 50mila euro più gli interessi ventennali ma in realtà poi non c'è stato nessun incasso perché i buoni risultavano scaduti. Nei giorni scorsi, il tribunale di Ferrara ha respinto il ricorso della donna dando ragione a Poste Italiane. L'errore nascerebbe da una distrazione sulla durata dei buoni. La donna li aveva acquistati nel marzo del 2001, a un tasso del 35%, ed era convinta si trattasse di buoni ventennali, con scadenza 2021. Poi, siccome si possono incassare per dieci anni a partire dalla data di scadenza, la risparmiatrice aveva deciso di riscuoterli solo nel 2023. A quel punto, però, l'impiegato postale si rifiutò di pagare dal momento che quei buoni risultavano scaduti da un po'. Ne venne fuori un contenzioso legale terminato oggi con il respingimento del ricorso della donna. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46444869]] A quanto pare, come riporta il Corriere della Sera, non si trattava di buoni ventennali ma di buoni con sei anni di scadenza. Dunque, sarebbero arrivati al loro termine naturale già nel 2007 con la necessità di incassarli entro il 2017. La questione però ruotava tutta intorno al foglio informativo che Poste non avrebbe consegnato alla donna. Su questo punto è intervenuta di recente la Cassazione, la quale ha stabilito che la mancata consegna del foglio informativo analitico "potrebbe avere reso, al più, maggiormente difficoltoso venire a conoscenza della scadenza del buono e, conseguentemente, della individuazione del dies a quo del termine di prescrizione del diritto al rimborso, ma non impossibile; il creditore ben avrebbe potuto semplicemente consultare la Gazzetta Ufficiale per verificare i termini di scadenza del buono medesimo e, quindi, il dies a quo per il decorso del termine di prescrizione". La sentenza, poi, è stata recepita dal tribunale di Ferrara. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:32342452]]
“Sinner? Per me il favorito a Parigi è oramai lui, ha staccato Alcaraz”. Lo dice sicuro Corrado Barazzutti nell’intervista a La Repubblica, lanciando un messaggio chiaro. Dopo il trionfo di Montecarlo, l’ex capitano della Coppa Davis legge il momento dell’azzurro con grande lucidità, mettendo al centro soprattutto l’aspetto mentale: “Oggi Jannik è una spanna superiore anche ad Carlos — ha commentato nell’intervista — Ha imparato a giocare bene sulla terra rossa quanto sul cemento, se non meglio: è tutta una questione di testa. E la sua è speciale”. La questione non è solo tecnica, ma legata a un cambio di approccio, a una consapevolezza diversa dopo la sconfitta arrivata a Doha ai quarti di finale contro Jakub Mensik: “A febbraio ha deciso di svoltare — ha aggiunto Barazzutti — Ha detto a sé stesso che avrebbe fatto di tutto per migliorare: si è immerso totalmente nel lavoro”. Il salto di qualità si è visto soprattutto negli ultimi mesi: “Da Indian Wells ha avuto un’accelerazione incredibile — ha aggiunto l’ex tennista — Non credo si fermerà: sulla stagione della terra rossa che conta, Roma e Parigi, è chiaramente il favorito”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47258511]] Diversa invece la lettura su Alcaraz, che secondo Barazzutti sta vivendo una fase più complicata: “Carlos invece non mi ha convinto — ha aggiunto — forse ora non ha fiducia, al contrario del suo rivale che è solidissimo mentalmente”. Un aspetto emerso anche nella finale: “Nel tie-break avrebbe dovuto prendere la situazione in pugno. Invece ha commesso un doppio fallo”. Nonostante questo, il dualismo resta aperto: “Lo spagnolo è giovane, ha un talento enorme: continueranno ad alternarsi nel tempo”. Intanto però il presente parla italiano, e con una certezza sempre più evidente: “Jannik ha ritrovato una regolarità e una continuità che gli permettono di mantenere un livello altissimo”. Un pensiero infine è andato anche a Matteo Berrettini, che domenica ha compiuto 30 anni, e Lorenzo Musetti: “Matteo sta lavorando bene, Lorenzo sulla terra può inserirsi nella lotta tra Sinner e Alcaraz. Stanno recuperando dagli infortuni, ci vuole solo un po' di pazienza. Ogni tanto qualche sconfitta ci può stare. Fidatevi dei nostri ragazzi. Agli Internazionali d'Italia ci divertiremo”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47269470]]
"Mi fa un po' sorridere questo fatto che la sinistra italiana è così contenta di un risultato di un'elezione in cui la sinistra non è pervenuta": Giorgia Meloni ha commentato così le reazioni delle opposizioni all'esito del voto in Ungheria, dove Peter Magyar ha avuto la meglio sul premier uscente Viktor Orban. "Lascia ben sperare per il futuro - ha aggiunto ancora la presidente del Consiglio, intervenendo a margine del Vinitaly di Verona - contenti loro che quello sarà lo scenario che avremo in tutta Europa, io ci metto la firma". Rispondendo a una domanda sul presunto declino dei sovranismi, invece, Meloni ha detto: "Sono titoli che piacciono a voi della stampa, la politica per me è un po' più complessa". E ancora: "Italia e Ungheria continueranno a lavorare insieme. Per difendere gli interessi italiani non mi interessa capire da dove viene l'interlocutore". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47271410]] Parlando del settore vitivinicolo, poi, la premier ha detto che "è un settore che continua a darci enormi soddisfazioni con i suoi 14 miliardi all'anno di fatturato, in continua crescita anche nell'export. Nel vino siamo primi produttori, primi esportatori per quantità, secondi esportatori al mondo per valore ed è un settore che anche lo scorso anno, nonostante i dazi, ha continuato a crescere. Chiaramente è un settore che oggi ha bisogno di essere sostenuto, a maggior ragione in questa situazione molto complessa e per noi molto attenzionata". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47269160]]
Fratelli d'Italia continua a comandare la classifica dei partiti potenzialmente più votati dagli elettori italiani. Questo è quanto mette in rilievo l'ultimo sondaggio realizzato dall'Istituto Noto per Porta a Porta, il programma di approfondimento politico di Rai 1 condotto da Bruno Vespa. Come detto, il partito guidato da Giorgia Meloni resta in testa in termini di gradimento, dato che è stabile al 29%. Restando dalle parti del centrodestra, troviamo Forza Italia sempre stabile all'8,5% e la Lega di Matteo Salvini che perde lo 0,5% e scende così al 7,5%. Spostandoci nel campo largo o presunto tale, la prima forza resta il Partito democratico. La formazione politica guidata da Elly Schlein guadagna mezzo punto percentuale e sale quindi al 22,5%. Subito sotto c'è il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte. Il partito pentastellato resta stabile al 13%. Sotto, invece, c'è Alleanza Verdi e Sinistra. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli perdono mezzo punto percentuale e si attestano così al 5,5%. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47215595]] Per quanto riguarda tutti quei partiti considerati "minori", in testa c'è la conferma di Futuro Nazionale. Il partito guidato dal generale Robero Vannacci sale di mezzo punto percentuale e si colloca così al 3,5%. A seguire Italia Viva, che guadagna l'1% piazzandosi quindi al 3% e Azione di Carlo Calenda, che perde mezzo punto percentuale e precipita così al 2,5%. Più staccati, invece, Noi Moderati (1,5%) e Più Europa (1%), entrambi stabili rispetto all'ultima rilevazione. In generale, il centrodestra è al 46,8% e perde lo 0,5%, mentre il campo largo è al 45% e sale dell'1%. La stima dell'affluenza resta al 60% come nella scorsa rilevazione. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47241597]]
Vi proponiamo "Tele...raccomando", la rubrica di Klaus Davi dedicata al piccolo schermo CHI SALE (Sinner-Alcaraz) Ma non è stato solo un successo sportivo, anche in termini di ascolti. Il match ha registrato numeri da Champions che si possono spiegare anche con il trauma per la mancata qualificazione della Nazionale di calcio ai Mondiali. Trasmesso dalle 15 su Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis e TV8, ha raccolto oltre 3,2 milioni di spettatori medi complessivi in total audience, con 7.056.000 contatti unici e uno share del 25.1%. In particolare, su Sky 1,3 milioni col 10.1%, su Tv8 oltre 1,9 milioni col 15%. Si tratta del record stagionale per il tennis su Sky e Tv8. Ottimo anche il risultato degli utenti connessi in streaming dai device su Tv8, con quasi 50mila unità. Picco sul match point con un totale di 4.270.000 spettatori e il 32% di share tra Skye Tv8. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47258258]] [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47254705]]
Il Conte Dracula. L’obiettivo è succhiare fino all’ultima goccia di voto a Elly Schlein e chiunque ardisca sfidarlo alle primarie del campo largo. L’ex premier nega di porle come condizione necessaria per l’alleanza. Al contempo, fa capire che sono il solo modo con il quale la sinistra può ipotizzare un presidente del Consiglio diverso da lui, visto che «il metodo in vigore nel centrodestra, in base al quale a Palazzo Chigi va il capo del partito che prende più voti, non è un nostro automatismo», stabilisce. Ovviamente devono essere primarie costruite per farlo vincere. Le vuole «aperte anche ai non iscritti» e le immagina fitte di candidati, così che il Pd ne abbia tre o quattro mentre M5S solo lui. Al Tempio di Adriano non è Di Martedì, ma poco ci manca. Per l’anteprima della presentazione del suo libro, Una nuova primavera (Marsilio, 19 euro), riservata solo alla stampa e agli amici, Giuseppi si fa intervistare da Giovanni Floris. Un monologo, con la variazione rispetto al consolidato copione che il tempo dedicato a imbrodarsi è quadruplo rispetto a quello consacrato alla critica a Giorgia Meloni e al governo di centrodestra. Ci sta; tutto perfettamente in linea con le 373 pagine di auto-agiografia nelle quali Giuseppi si descrive come una sorta di Donald Trump gentile. $ lui il più bravo, il più coraggioso, l’uomo che ha messo in riga Mario Draghi, Angela Merkel, Emmanuel Macron nonché l’attuale presidente americano in versione primo mandato; oltre naturalmente ad essere stato determinante nella rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale. Determinato; così vuole apparire e in fondo è per davvero. Quasi non cita gli alleati-rivali del campo largo, neppure Elly Schlein, ponendosi al di sopra di essi non a parole ma per status, nel contegno. Trump e Meloni sono i suoi competitor, con gli altri la partita è già vinta. «Non parlo dei singoli, perché non voglio dare l’idea di mischiare le questioni personali alla politica», è la scusa con cui porsi sopra gli altri. Però poi alla fine dell’ora e passa di garbata conversazione, nel silenzio della sala non plaudente, scopri che l’ex premier non ha parlato neppure di contenuti. Ma solo di se stesso. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47256114]] D’altronde era nelle premesse: «Ormai si fa politica raccontando la propria vita più che il programma», esordisce subito Floris, con malizia. «Era necessario, svelare il mio personaggio e la mia storia, visto che c’è chi dice che sono diventato premier perché passavo da via del Corso per caso», replica Giuseppi. $ la parte più genuina e veritiera della messinscena. Perché al di là delle chiacchiere, dove questo Zelig della politica vuole ritornare, a Palazzo Chigi, lo sanno tutti benissimo, ma da dove viene e perché, non è ancora chiaro, anche se l’interessato rivela di essere stato scelto da Beppe Grillo, quando «si accorse che ero l’unico in giacca e cravatta e disse che almeno ce ne era uno normale», nella mandria pentastellata di scappati di casa radunata dopo il trionfo elettorale del 2018. A proposito. «Te lo do io Donald»: se fosse la prima puntata di un nuovo spettacolo di Grillo, la piece di ieri dell’affabulatore di Volturara Appula, che faceva le versioni di greco in pullman perché è un ragazzo di provincia che ne ha fatta di strada, potrebbe chiamarsi così. «Ho fatto dire al presidente Usa che sta sbagliando tutto e si è infilato in un tunnel, perché la forza militare va coniugata all’autorevolezza», gonfia il petto l’ex premier, al quale ancora non è passata la cotta per la Cina, presa per l’ennesima volta a esempio. E infatti: «$ un errore cercare di accontentare Donald, perché non si ferma mai; io invece sì... che ho firmato la Via della Seta. Figurarsi che quando mi suggerì di invadere la Libia per prendere il petrolio io mi rifiutai». In fondo ci aveva già pensato un altro Nobel per la Pace... Con tutto il rispetto, se quella di ieri era una discesa in campo, è stata molto fiacca. Conte accusa Meloni di «aver tradito i suoi elettori», sia quelli della destra sociale, sia quelli attratti dal manifesto neoconservatore che l’ha portata al governo. Le rimprovera anche di non avere una posizione in politica estera. Si potrebbe ricordargli che lui la cambia a ogni refolo di vento, ma non è la sede. Se invece era davvero solo la presentazione di un libro, la manipolazione dell’accaduto a proprio uso e consumo è talmente scontata da consigliare la lettura solo a chi soffre di insonnia e non vuol ricorrere alle pastiglie per dormire. $ primavera ma pare novembre, un po’ come quando si esce a prendere una boccata d’ossigeno dopo aver assistito a questo spot già stanco al giro preliminare. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47261324]]
«Evviva, via! È già stato caricato sull’aereo, se n’è già tornato nel suo amato Pakistan. Foera di ball e via». Esulta in milanese, Mario Giordano, che a Fuori dal coro su Rete 4 ha raccontato l’aberrante vicenda di Ali Kashif, Imam di Brescia, che aveva giustificato i matrimoni con bambine di 9 anni «nel nome di Allah». L’espulsione della guida religiosa islamica, tuttavia, non cancella il problema dell’applicazione del Corano alla vita di tutti i giorni. Il contrasto con la cultura e la legge italiane resta infatti in molti casi clamoroso. «Poi quando dicono ma perché ti arrabbi? Vedete che denunciare a qualcosa serve ogni tanto?», si scalda Giordano parlando ai telespettatori. Segue un altro sconcertante spaccato della «integrazione» musulmana nelle nostre città. «L’Islam non è solo una religione. L’Islam è un sistema completo di vita spiega un fedele davanti a una telecamera nascosta -. Quando mia figlia vuole uscire la sera, io non voglio. Sta a casa e parla alla mamma. Quando si sposa esce con il marito o il bambino. Se io dico che deve rimanere a casa, lei deve stare a casa». «Ma tu scegli con chi si sposano i tuoi figli?», gli domanda l'inviata Costanza Tosi. «Prima scelgo poi parlo con mia figlia: eccolo, ho trovato per te questo». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47121132]] E ancora: «Dopo il primo ciclo, a 9 anni, a 10 anni, a 13 anni, è adulta. Si può sposare, è una tradizione». Il canovaccio è noto: giovani costrette a indossare il velo, a vivere segregate in casa, obbligate a non lavorare e a sposarsi ancora bambine nel segno della Sharia. La Tosi, coperta da un velo, intervista un Imam per un «confronto confidenziale»: «Abbiamo una bambina che ha quasi 13 anni e non vuole mettere il velo, vuole uscire con le sue amiche, però mio marito dice di no». «Siamo tutti sotto l’ordine di Dio- le conferma il religioso-, lei non può uscire neanche la sera con le amici, anche se è italiana». Si parla anche di obblighi sessuali: «Mio marito dice che quando vuole lui bisogna fare». «Sì, cosa preferisci? Quando tu dici di no, lui va a cercare un’altra. Quando la donna rifiuta tutta la notte, gli angeli ti trattano male, ti maledicono». Chiaro, no? [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47070855]]
Mistero sulle telecamere presenti a bordo dell'ambulanza su cui operava Luca Spada, finito al centro di un’inchiesta su una serie di morti sospette di anziani durante i trasporti sanitari. I dispositivi erano stati installati sui mezzi per monitorare ogni movimento. Ma proprio nel momento ritenuto decisivo dagli investigatori, ci sarebbe stato un malfunzionamento. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, come si legge sul Corriere della Sera, la sorveglianza era stata attivata a fine novembre dopo mesi di segnalazioni relative proprio a Spada. L’obiettivo era documentare eventuali comportamenti anomali a bordo dell’ambulanza. Ma nel giorno della morte di un’anziana di 85 anni le telecamere sono risultate guaste. Si sarebbero riaccese solo in un secondo momento, riprendendo Spada intento a muoversi all’interno dell'ambulanza anche con un cacciavite. Al centro dell'inchiesta sei decessi avvenuti nel periodo in cui l'operatore era in servizio. Tutto però è partito dalla morte dell’85enne: in quel caso l’autopsia avrebbe evidenziato la presenza di embolia gassosa, compatibile con la presenza di aria in vena. Dopo quell’esito è scattato l’arresto. Una misura cautelare che al momento riguarda solo questo episodio. Le altre morti restano oggetto di approfondimento da parte della Procura di Forlì. In ogni caso, sono ancora da chiarire sia il movente che la dinamica complessiva dei fatti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47269659]]
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Altro giro e altra puntata di Affari Tuoi. Siamo qui, proprio qui e sempre qui, nel regno di Stefano De Martino, il programma campionissimo in termini di ascolti in onda su Rai 1. Il gioco dei pacchi, del Dottore e della sfida alla sorte. La puntata in questione è quella di martedì 14 marzo. In primis la new-entry tra i pacchisti: Alessia, provincia di Nuoro, architetto paesaggistico, la quale mentre si presenta è travolta dall'emozione. La povera Alessia trema come una foglia e le trema anche la voce, tanto che De Martino le dice di stare tranquilla. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47252814]] Poi la gag di "Herbert Ballerina da Campobasso", il quale spiega: "Sono a favore del vino frizzante. Sono pro-secco". Grasse risate in studio. Infine la concorrente: ecco Sara, 29 anni, da Volpiano, provincia di Torino e ovviamente in rappresentanza del Piemonte. "Sono impiegata commerciale, mamma italiana e padre marocchino", spiega. Ad accompagnarla nell'avventura, ecco il fidanzato Daniele. Ma Sara, anche se posata e spigliata, non convince i social, in particolare il popolo di X, laddove si raduna il popolo che commenta in presa diretta quanto accade in studio ad Affari Tuoi. In particolare, non le viene perdonato l'atteggiamento un poco ostile nei confronti di Daniele: "Ma ha dato dell'infantile al fidanzato?", commenta uno. Ma soprattutto è la mimica di Sara a finire nel mirino: "Cara, stai giocando però, levati quella faccia da funerale". Social, come sempre, senza pietà. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47238379]]
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