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"L'Ucraina propone di porre fine a questa guerra attraverso un dialogo diretto tra noi e voi. Propongo un faccia a faccia e propongo di fissare una data precisa". Lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una lettera aperta a Vladimir Putin. "Tutti hanno sentito come i vostri rappresentanti, sorridendo, abbiano detto che potrei andare a Mosca. Ma dopo 26 anni, un leader ucraino nella vostra capitale, come un leader russo a Kiev, non ha nulla da fare lì", ha sottolineato Zelensky. "Ci sono paesi che tradizionalmente ricevono leader per risolvere questioni di guerra e pace. Svizzera, Turchia, paesi del mondo arabo - molti possono e vogliono ospitare questo incontro", ha sostenuto il leader ucriano, aggiungendo che "sono i leader a decidere le questioni chiave - così è sempre stato e sarà sempre". "Abbiamo sentito che vi hanno promesso in Alaska soluzioni su alcune questioni riguardanti l'Ucraina e l'Europa. Ma vedete che le questioni ucraine ed europee si risolvono altrove, non ad Anchorage", ha evidenziato Zelensky, sostenendo che "al percorso bilaterale tra noi possono unirsi altri partecipanti designati". "Poiché la guerra continua in Europa e noi in Ucraina abbiamo bisogno di garanzie di sicurezza, e anche voi volete garanzie di sicurezza per voi stessi, appare logica la partecipazione di chi può realmente agire da garante", ha sostenuto ancora Zelensky, ribadendo che "la partecipazione dell'Europa sia necessaria ? di coloro che hanno davvero la capacità di influenzare la situazione" e che "gli Stati Uniti debbano essere parte del processo, e questo può definire la configurazione della nuova architettura di sicurezza nella nostra parte del mondo". La risposta dello Zar non si è fatta attendere: "Le truppe russe "avanzano lungo tutto il fronte" in Ucraina, ma la Russia rimane pronta a raggiungere una soluzione "attraverso mezzi pacifici" sulla base di quanto concordato nel vertice del Ferragosto 2025 in Alaska con Donald Trump", ha affermato il presidente russo.
Da Mercoledì 3 giugno 2026 è on line la rubrica-giornale Il Mio Karate. Lo cura “per passione e non certo per guadagno”, ci tiene a precisare, Marco Gregoretti, giornalista d’inchiesta, collaboratore di Libero e istruttore di Karate Shotokan. L’iniziativa editoriale trova spazio all’interno di Gente.it, diretto da Davide Burchiellaro, l’edizione on line del settimanale a larga diffusione Gente, diretto da Umberto Brindani Il Mio Karate si propone di raccontare il mondo delle arti marziali da un punto di vista non soltanto tecnico e di settore, ma anche di benessere, di storia, di costume attraverso l’utilizzo di articoli, interviste, spazi tematici, video e fotografie. Ampio spazio è dedicato al karate shotokan proposto dall’Accademia italiana karate tradizionale (AIKT) e dai suoi Maestri. Il Mio Karate si rivolge principalmente alle famiglie, ai genitori, alle bambine, ai bambini, alle ragazze, ai ragazzi e a tutti coloro che, attraverso la pratica e lo studio dei kata e del kumite, ambiscano avvicinarsi al mondo delle arti marziali, cercando anche una scala di valori e di formazione. La lotta al bullismo, come comportarsi sul tatami, il contributo della scienza e della medicina… Ma anche le Chicche di dojo e la rubrica Vik, (Very important karateka), perché il mondo delle arti marziali è serio, ma non serioso.