"Le occupazioni sono in aumento perché nel nostro Paese aumenta la povertà". In collegamento da Torino, l'attivista Claudio porta avanti la "lotta per la casa" anche in diretta a Dritto e rovescio, su Rete 4, e di fronte a un perplesso Paolo Del Debbio difende le occupazioni abusive, stile Ilaria Salis. "Oggi uno stipendio non basta per pagare un affitto, molte persone sono sotto la soglia di povertà". Il piano casa appena varato dal governo Meloni "investe tanti soldi che potevano ridurre i criteri che portano le persone a occupare. Invece non solo è fumoso ma è anche ambiguo per come vengono gestiti questi fondi". "Lei lo conosce così bene? Lo ha letto questo piano casa?", domanda Del Debbio. Quindi il conduttore si rivolge a Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, e ironizza: "Avete buttato fumo negli occhi, avete favorito i privati, l'occupazione delle case è un sistema di welfare di quartiere... Insomma, non c'avete capito un c***zo". "Cosa vuole che le dica", risponde con un sorriso amaro il meloniano. Quindi si rivolge ai due ragazzi in collegamento da Torino: "Ho ascoltato in religioso silenzio l'esimio parere di questi due dirigenti della Presidenza del Consiglio che hanno già potuto leggere il piano casa o letto nella sfera di cristallo. Oppure - conclude affilatissimo - hanno giustamente capito che occupando case come Ilaria Salis ti ritrovi al Parlamento europeo senza aver mai lavorato un giorno e provano a fare la stessa cosa. In bocca al lupo, secondo me non vi andrà bene perché quella è stata più furba di voi". "Loro hanno giustamente capito che occupando case come Ilaria Salis ti ritrovi al parlamento europeo senza aver mai lavorato un giorno e provano a fare la stessa cosa" #drittoerovescio sul piano casa e le occupazioni pic.twitter.com/AlE5WCIG3b April 30, 2026
Il governo ha presentato il piano casa e prorogato il taglio delle accise sui carburanti per altri 21 giorni. Sono provvedimenti diversi, innescati da un solo scenario: l’economia europea sta rallentando e l’incertezza sta aumentando. Da una parte il governo punta su investimenti per la riqualificazione degli immobili e l’housing sociale, dall’altra conferma uno scudo sull’inflazione per contrastare l’ascesa dei costi della mobilità, in particolare il gasolio che è il carburante che fa muovere le merci. Il piano casa varato da Meloni e Salvini ha un orizzonte pluriennale, è stato accolto bene, senza pregiudizi ideologici, da chi fa impresa (da Confindustria a Legacoop); il taglio delle accise è una risposta rapida all’emergenza causata dal doppio shock energetico che si è aperto negli ultimi 4 anni (Ucraina e Medio Oriente) e da strozzature nella catena delle forniture che stanno tracciando nuove rotte (e regole) del commercio mondiale. L’azione del governo va nella direzione giusta. La casa è un tema chiave, nelle zone più produttive del Paese (Milano e altri distretti industriali) c’è ancora offerta di lavoro, ma non ci sono abitazioni a prezzi accessibili. Gli investimenti sul mattone sono uno stimolo per il Pil, ma per vederne gli effetti le norme devono essere immediatamente operative e l’avvio dei cantieri deve essere accelerato. Governare in questa fase storica è una sfida enorme. La durata della guerra nel Golfo è il fattore chiave che non sfugge a nessuno, il blocco dello Stretto di Hormuz si sta prolungando (e il petrolio ieri ha toccato il picco di 126 dollari al barile), sopra e sotto ci sono altri elementi che condizionano le decisioni dei governi, delle imprese e delle famiglie. Ieri la Banca centrale europea ha mantenuto i tassi invariati, ma i segnali di un aumento a giugno si moltiplicano. Non è una buona idea, perché siamo in presenza di un’inflazione da offerta, causata da shock dei costi energetici e delle materie prime, l’aumento dei tassi non cambierà di una virgola la carenza di prodotti petroliferi e gas (in particolare dal Qatar, per mesi), mentre aumenterà il rischio di una recessione. La presidente della Bce, Christine Lagarde, ostenta tranquillità, è un buon motivo per preoccuparsi. Siamo in una nuova era dello scontro tra grandi potenze, sono gli Stati Uniti a guidarlo, non noi, nani tecnologici, militari e purtroppo anche politici. L’altro punto sul quale fare pressione è l’introduzione di parametri intelligenti in un Patto di stabilità stupido. Servono freni per evitare la spesa pazza, d’accordo, ma non catene che ti immobilizzano in una gabbia aperta mentre arrivano i leoni. La linea è quella tracciata da Giorgetti. La sfida lanciata ieri da Meloni è doppia, si gioca in casa e in trasferta. In questo scenario, teso e magmatico, servirebbe un’opposizione responsabile, ma il «campo largo» ha una visione ristretta e suicida: tanto peggio, tanto meglio. Non sono un’alternativa di governo, sono lo sfascio.
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Situazione piuttosto stabile tra i partiti politici italiani stando all'ultima Supermedia Agi/YouTrend. Una delle novità riguarda il riavvicinamento tra Lega e Alleanza Verdi e Sinistra, ora separate soltanto da mezzo punto. Sul piano delle coalizioni, invece, il campo largo distanzia il centrodestra di un punto esatto. Un vantaggio esiguo, ma comunque il più ampio registrato in questa legislatura dalle opposizioni sulla coalizione di governo. Scendendo nel dettaglio, si conferma primo partito Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, che cresce di uno 0,1% rispetto a due settimane fa e si porta così al 28,2. Al secondo posto, senza alcun tipo di variazione, il Partito democratico di Elly Schlein al 22,4. Stabile pure il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, fermo al 12,8%. Subito dopo ecco Forza Italia di Antonio Tajani e la Lega di Matteo Salvini, che perdono rispettivamente lo 0,1 e lo 0,2 attestandosi all'8,2 e al 7%. A seguire Avs di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che cresce dello 0,3 e sale quindi al 6,5%. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47453488]] In fondo alla classifica i partiti minori: Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci perde lo 0,1 e cala al 3,4%; Azione di Carlo Calenda sale dello 0,1 e si porta al 3,1%; Italia Viva di Matteo Renzi perde lo 0,1 e si attesta al 2,4%; +Europa di Riccardo Magi e Noi Moderati di Maurizio Lupi entrambi stabili rispettivamente all'1,5 e 1,1%. Per quanto riguarda le coalizioni, il centrodestra è al 44,6 (-0,1); il campo largo al 45,6 (+0,2); Futuro Nazionale al 3,4 (-0,1); Azione al 3,1 (+0,1); altri al 3,4 (-0,2). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47458424]]
Alcuni palleggi, un tiro sbagliato e una finestra rotta. Si scherza, naturalmente, perché i piedi sono quelli di sempre, del grande Divin Codino che tanto è stato apprezzato da intere generazioni. Roberto Baggio sbarca su TikTok e lo fa in grande stile, con un video tutto dal ridere. Al centro l’ex Brescia, Juve e Milan che palleggia, poi calcia un pallone al volo facendo finta di prendere la finestra di casa sua. Si sente la voce di sua moglie, Andreina Fabbri, con un “Robyyy!” stizzito, ma è tutto falso naturalmente. Quel che è certo è che l’ex fantasista azzurro è diventato social, per condividere momenti della sua giornata con gli utenti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47505561]] Già molto apprezzato per i contenuti su Instagram, Baggio ha deciso di aprire un profilo anche sul social più usato dalle nuove generazioni. Tanto gli è bastato per collezionare già quasi 3 milioni di visualizzazioni e oltre 200mila follower. Un ritorno in grande stile sulle scene dopo esserci finito il giorno dopo l’eliminazione dell’Italia contro la Bosnia, per il suo dossier di rifondazione del sistema calcio snobbato dalla Figc. Al centro, i giovani: un percorso formativo unico, condiviso a livello nazionale, capace di mettere tecnica, creatività e qualità individuale davanti all’ossessione per tattica e risultati immediati. L’idea era chiara: formare calciatori migliori, ma soprattutto persone migliori. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47480598]] Per farlo, Baggio immaginava una rete capillare di ‘scuole di abilità’, un monitoraggio continuo dei talenti e una struttura moderna, informatizzata, in grado di raccogliere dati, partite, esercitazioni. Fondamentale anche la riforma degli allenatori: meno teoria, più campo, più attenzione allo sviluppo del talento rispetto alla vittoria della domenica. Un cambio di paradigma netto, ispirato ai modelli più avanzati d’Europa, da Barcellona ad Amsterdam. E ancora: scouting centralizzato, database nazionale, incentivi per valorizzare i giovani italiani, soprattutto in attacco, troppo spesso sacrificati. "Ciao ragazzi! Da oggi sono anche io su TikTok". pic.twitter.com/fxxI6mLofe April 30, 2026
"Rischiamo un decennio perduto, e se non reagiamo forse anche di più": a lanciare l'allarme sulla situazione economico-finanziaria in Germania è Clemens Fuest, uno dei più influenti economisti tedeschi nonché dirigente dell’istituto Ifo, che ogni mese dà le previsioni della crescita. "Se la Germania non sta attenta, rischia di fare la fine dell’Italia negli anni Novanta", ha aggiunto l'esperto, il cui istituto di recente ha sottolineato come il "bazooka" del cancelliere Friedrich Merz non stia funzionando. A tal proposito Fuest al Corriere della Sera ha spiegato: "Dei 500 miliardi a debito previsti per le infrastrutture, nel 2025 ne sono stati spesi soltanto 24: però gli investimenti aggiuntivi sono stati un miliardo. Vuol dire che i restanti 23 miliardi sono stati usati per altro". E cioè per coprire i buchi di bilancio. "Di fatto, si è usato il fondo per alleggerire il bilancio ordinario", ha proseguito l'economista, che parla di errore "politico. L’amministrazione ha solo eseguito decisioni prese dalla politica". Secondo lui, inoltre, ci saranno - e in parte ci sono già - conseguenze concrete legate agli investimenti pubblici nella difesa, sempre a debito: "Alcune imprese chiudono, mentre l’industria della difesa in parte riutilizza questa manodopera. Il problema però è che la difesa tedesca è troppo piccola per assorbire il declino degli altri settori. Non avrà mai il peso dell’automotive". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47410617]] Quella Germania che veniva presa come modello economico da tutti gli altri Paesi europei adesso sembra non esistere più. "Oggi la Germania è il Paese che si indebita più rapidamente - ha spiegato Fuest - il debito dovrebbe salire all’80-90% entro il 2040. E questo implica che, se Paesi con un debito elevato, come la Francia, dovessero andare in difficoltà, la Germania sarà meno in grado di soccorrerli". Una circostanza che avrebbe già provocato una perdita di reputazione finanziaria, a suo dire: "In parte è avvenuto. I tassi d’interesse sui titoli tedeschi sono saliti e il divario con gli altri si è assottigliato". Quando gli è stato chiesto cosa ci sia dietro la crisi tedesca, l'economista ha risposto: "Ci sono fattori esterni. Prima il contesto globale avvantaggiava la Germania, Paese esportatore, ora non più. Ci sono rotture geopolitiche: la guerra in Ucraina, la fine del gas russo, l’Iran. Poi c’è il protezionismo Usa e, infine, la concorrenza cinese. Vent’anni fa, la Germania era la 'vincitrice della Cina' perché esportava macchinari e tecnologie utili alla loro industrializzazione, tanto quanto l’Italia era la 'perdente', quando i vostri prodotti vennero soppiantati da quelli cinesi. Ora invece perde anche la Germania, perché i cinesi sono competitivi nei settori alti, tradizionalmente tedeschi". Per quanto riguarda i fattori interni, invece, l'esperto ha spiegato: "Abbiamo commesso errori noi stessi, per esempio con una politica energetica molto costosa. E ci siamo adagiati". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47388398]]
«Io sarò vecchio e moralista ma non considero normale tutto ciò: non considero normale il chiavage, il porcage e il puttanage». Senza peli sulla lingua: Mario Giordano non si tiene e a Fuori dal coro mostra tutta la sua indignazione per lo scandalo a luci rosse che sta travolgendo il mondo del calcio, in una settimana decisamente molto piccante per il nostro pallone. Su Rete 4 di discute delle notti selvagge dei calciatori di Serie A a Milano e a costo di recitare la parte del “bacchettone”, il padrone di casa sbotta: «C’è un’inchiesta, ci sono dei reati, perché lo sfruttamento della prostituzione è un reato, forse c’è anche evasione, forse anche riciclaggio». In più, c'è tutto il resto: «Serate di 3mila euro a notte per una escort, per i calciatori belli, giovani e di successo costretti a pagare per fare sesso. Non mi sembra normale l’elio nei palloncini per sballarsi così non risulta nel doping, non mi sembra normale la prostituzione di ragazze minorenni. Sarò moralista, ma meglio essere moralista che vedere questo porcage». Non è normale nemmeno la vicenda di Maila, ragazza di 29 anni che confessa alla trasmissione di essere stata indotta alla prostituzione quando di anni ne aveva appena 14. L’orco, in questo caso atroce, è stata sua mamma. «Mi ha portato in questo campo buio, mi ha lasciato lì, è arrivata questa Toyota verde e c'era un uomo molto più grande. Il mio pensiero era... e se mi vuole uccidere? Lì si è consumato, era il primo rapporto. Sì, nei sedili posteriori. Lì per lì non sai cosa ti sta succedendo, poi io mi ricordo che guardavo il lunotto posteriore. Ovviamente sapevo che cosa fosse una prostituta e io in quel momento lì mi sono detta, nella mia testa, sono una di loro ora». La ragazza non risparmia nemmeno i dettagli più drammatici: «Io mi facevo schifo, ovviamente mi faceva schifo lui, ma mi facevo schifo anche io, perché passavo tutti i lunedì con lui, quindi io avevo imparato a grattarmi sotto la doccia, a farmi uscire il sangue, a farmi venire tutte le cose possibili per sentirmi più pulita. Ero molto piccola, ero uscita da scuola, ero salita in macchina e lei mi aveva fatto vedere questa immagine di un uomo nudo. Non c’era la faccia, c’erano solo le parti intime e sarà difficile parlare senza piangere adesso». "Io sarò vecchio e moralista ma non considero normale tutto ciò: non considero normale il chiavage, il porcage e il puttanage" #Fuoridalcoro pic.twitter.com/M4l7Ol1kGb April 26, 2026
Ci sono àscari e Ascàri, ma non è il pilota di Formula Uno. I primi, milizie eritree dell’Africa Orientale Italiana, venivano addestrati per tre mesi, e oltre all’uso delle armi – perlopiù pugnali e spade – dovevano conoscere l’italiano. Stefania Ascari, invece, è una deputata dei 5Stelle. Gli àscari nascono dall’Armata Hassan, formata dai Basci Buzuk, in turco “teste danneggiate”. La Ascari proviene dalla falange dell’uno vale uno, alle politiche del ’22 nel collegio uninominale di Modena è stata triplicata da Aboubakar Soumahoro (11 a 36%, però è entrata grazie al “plurinominale”) e fino all’altroieri oltre alla Caporetto contro l’ex campione della Bonelli&Fratoianni era nota per aver appoggiato e sponsorizzato la raccolta fondi “umanitaria” di Mohammad Hannoun, poi arrestato con l’accusa di aver finanziato i terroristi di Hamas di cui sarebbe il capo in Italia. Ieri la signora Ascari ha superato se stessa. Non era facile, soprattutto perché riuscire a dialogare a lungo con Alessandro Di Battista – sua spalla nella raccolta fondi – è già un record. STIMA Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, di cui cinque esponenti sono indagati – a piede libero – per terrorismo e sovversione. «Mi sento dalla parte di chi sostiene i diritti, di chi sostiene l’umanità. Ribadisco la mia solidarietà», ha dichiarato Ascari, «condannando ogni forma di genocidio e chi commette crimini di guerra e contro l’umanità, chi non sospende accordi tra l’Unione europea e Israele. Avendo toccato con mano la disumanizzazione che vive il popolo palestinese», è andata avanti, «mi sento ancora di più di difendere questo popolo e la loro autodeterminazione». La Digos, su mandato della Procura di Napoli, ha perquisito le abitazioni di tre componenti della direzione dei Carc, Paolo Babini, Igor Papaleo e Marco Coppola, sospettati di far parte di un’associazione finalizzata a compiere atti di violenza ispirata alle Br e alle Nuove Brigate Rosse. Le attività si sarebbero svolte principalmente sui social. I bravi ragazzi dei Carc, oltre ad aver partecipato recentemente a diverse violenze di piazza – a volte anche rivendicate pubblicamente – il 25 aprile sono stati tra i protagonisti degli insulti alla Brigata ebraica. E martedì, vigilia dell’anniversario della morte di Sergio Ramelli, diciottenne del Fronte della Gioventù massacrato dai militanti di Avanguardia Operaia, il movimento giovanile vicino ai Carc, ossia Autonomia Studentesca e Culturale ha pubblicato messaggi di sfottò contro la vittima: «Onore ai compagni di Avanguardia Operaia e onore a tutti gli antifascisti. Ramelli dove sei?». A volte la mamma dei Carc è incinta. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47437446]] ONORI [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47448601]]
A un mese dalla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la ricina a Pietracatella (Molise), le indagini si concentrano sempre di più sui rapporti interni alla famiglia e sulle possibili tensioni tra parenti. Gli inquirenti hanno sentito in Questura a Campobasso quasi un centinaio di persone, con particolare attenzione al nucleo familiare e ai conoscenti stretti. Si stanno scandagliando eventuali relazioni sentimentali passate e, soprattutto, possibili litigi o tensioni tra una delle due vittime e alcuni parenti. Al centro dell’attenzione c’è Alice, l’18enne sorella e figlia delle due vittime: il suo smartphone è stato sequestrato e viene analizzato in cerca di elementi utili. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47476933]] Sia Alice che il padre Gianni sono destinati a essere riconvocati per nuovi interrogatori nelle prossime ore. Gli investigatori non escludono che il movente possa essere legato a contrasti familiari mai emersi pubblicamente. Per questo motivo è in programma un nuovo sopralluogo nella casa sotto sequestro, con una ricerca mirata di eventuali tracce di ricina. Parallelamente proseguono gli accertamenti tossicologici e istologici che hanno confermato la presenza del veleno, mentre il ruolo dei medici del Cardarelli di Campobasso appare fortemente ridimensionato: gli avvocati degli indagati puntano ora all’archiviazione del reato di omicidio colposo a loro carico.L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Larino, punta dunque a far luce su possibili rancori o liti tra parenti che potrebbero aver portato all’avvelenamento premeditato delle due donne. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47482973]]
Una multa per eccesso di velocità può essere cancellata grazie a Google Street View. E il motivo è semplice: in alcuni casi le immagini disponibili online possono mettere in discussione un elemento della sanzione, come la presenza di un cartello, la segnaletica più o meno visibile, la tipologia di strada, il limite di velocità applicabile in uno specifico tratto. L'ultimo caso, come si legge su Virgilio.it, arriva dai Paesi Bassi, dove un automobilista è stato sanzionato perché viaggiava a 62 km/h in un tratto dove invece il limite previsto era di 50 km/h. Secondo quanto emerso, il conducente ha contestato la multa dicendo che il segnale di inizio centro abitato, da cui partiva il limite inferiore, non fosse percepibile. A quel punto, è stato fatto un confronto con le immagini di Google Street View. E da lì sono emersi cartelli diversi prima e dopo la data dell’infrazione. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47457976]] Le immagini di Google, dunque, sono diventate una prova a tutti gli effetti. Anche perché si tratta di scatti geolocalizzati e datati per mese e anno. Google, inoltre, dal 2014 dà la possibilità di consultare immagini storiche di Street View, con raccolte risalenti fino al 2007. In Italia invece c’è un precedente risalente al 2015 a Savona, dove il tribunale si è espresso su una multa per eccesso di velocità rilevata in un tratto della strada provinciale tra Toirano e Borghetto Santo Spirito. L’automobilista procedeva a 70 km/h dove il limite era di 50 km/h, perché considerato tratto urbano. La difesa ha però contestato proprio questo punto, dal momento che, come mostravano le immagini di Google Maps, in quella zona c'erano solo orti, campagna aperta, poche case e un cimitero. La zona, dunque, non poteva essere considerata centro abitato. E per questo la multa da 150 euro e la decurtazione di due punti dalla patente sono state annullate. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47349081]]
Ha sconvolto molti la scelta di Wendy Duffy, la signora britannica morta a 56 anni con suicidio assistito in Svizzera non perché malata terminale, ma perché prostrata dalla scomparsa del figlio. Una decisione estrema che però trova la comprensione e addirittura il plauso di Diego Dalla Palma e Mauro Corona, entrambi ospiti di Bianca Berlinguer a È sempre CartaBianca, su Rete 4. «Forse ho qualcosa di malato nella mente, ma non sono depresso e mi toglierò la vita presto. Non subito...», spiega il celebre truccatore dei vip. La Berlinguer sobbalza: «Anche se non ha nessuna patologia?". "Assolutamente, io voglio andarmene, chiudiamo il discorso», «Anche se sta molto bene però...», «Ma io voglio andarmene mentre sto bene - conferma Dalla Palma, placidissimo -. Io voglio andarmene mentre ascolto le trombe messicane, non mentre sento qualcosa di funereo addosso o che mi riguarda». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47285665]] «Da qualche mese vivo con una pressione continua - sottolinea ancora -. Ho detto e lo ridico che sono affascinato dalla morte e che mi darò alla morte in maniera serena. Non andrò certamente in Svizzera, soprattutto dopo il caso Crans-Montana. Sono sereno». «Ho un posto magico dove io ho avvertito un odore di eternità e passaggio in una dimensione esoterica meravigliosa. Avrò la mia musica. Mi aiuterò con qualcosa che mi toglierà dalla vita e mi porterà in un altro passaggio. Il mese prima farò tutto quello che desidero fare. Me ne voglio andare da vivo, non da morto», conclude Dalla Palma. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47082150]] Gli fa eco Corona, scrittore e opinionista fisso della Berlinguer: «Io mi sto uccidendo giorno dopo giorno», scherza per poi farsi serio. «Ugo von Hofmannsthal, il più grande scrittore viennese, diceva che i fatti, anche i più tragici, accadono nelle profondità della mente e del destino. Tutto dobbiamo capire. Tra l’altro, Hofmannsthal, che amava la vita, forse più di tutti, morì di crepacuore al funerale del figlio suicida. Anche lui si suicidò. Non resistete a questo dolore. Da parte mia, le dico seriamente, anche in forma di sorriso, ma lo dico molto seriamente, quando sentirò la vecchiaia che non mi permette più un’autonomia, che mi faccio tutto addosso, che devono lavarmi, che devono pulirmi, io so dove andare, come ha detto Diego Dalla Palma. C’ho anch’io il posto magico».
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