Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
Garlasco, l'arma nell'asciugamano e Chiara in ginocchio: ecco la sequenza della mattanza
2 ore fa | Lun 11 Mag 2026 04:02

La nuova consulenza tecnica sul delitto di Chiara Poggi ricostruisce il massacro in otto atti, con una "progressione nell’azione omicidiaria in termini di lesività", analizzata tramite Bloodstain Pattern Analysis (Bpa), scanner, ricostruzioni 3D e avatar.Il dettaglio finale dell’azione del killer è particolarmente significativo: l’assassino è scappato solo dopo aver lavato l’arma del delitto e averla poi forse sistemata in un asciugamano. Questo gesto conclusivo arriva al termine di una sequenza di violenza estrema durata almeno mezz’ora. La ricostruzione, come riporta Repubblica, inizia con Chiara sul divano alle 9.12 mentre fa colazione. Segue la colluttazione, i colpi nel salotto, la ragazza trascinata per le caviglie, sbattuta a terra, colpita frontalmente in ginocchio e infine massacrata con i colpi più violenti alla nuca sul gradino della cantina. Il killer lascia impronte di mano insanguinata, orme, tracce di gocciolamento mentre risale le scale e si muove per la casa (bagno, salottino, cucina).Solo dopo aver lavato l’arma sotto il lavandino (dove resta una macchia di sangue da gocciolamento) e averla presumibilmente avvolta nell’asciugamano, l’assassino lascia definitivamente la villetta. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47661440]] Sulla scala si ferma in una posizione quasi contemplativa, lasciando due tracce di orma e una sul muro.La consulenza del Ris di Cagliari, firmata dal colonnello Andrea Berti, ricostruisce minuziosamente ogni spostamento e ogni macchia, puntando l’attenzione su questo gesto finale dell’omicida: lavare l’arma e avvolgerla con cura in un asciugamano prima di fuggire, dopo aver seminato centinaia di tracce di sangue in tutta la casa. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47663027]]

Dritto e Rovescio, "Caprarica deve farsi gli affari suoi": cala il gelo in studio
7 ore fa | Dom 10 Mag 2026 23:38

Le notti di eccessi milanesi, tra sesso facile e pagamento e palloncini dal dubbio contenuto, accendono ancora le fantasie dei telespettatori e gli animi dei commentatori nei talk tv. Al tema “escort e calciatori” Paolo Del Debbio dedica un ampio spazio nella seconda parte di Dritto e rovescio, su Rete 4, scatenando il libertino Giuseppe Cruciani e il moralista Antonio Caprarica, l’uno contro l’altro in singolar tenzone. «Forse Caprarica non è molto abituato a trattare di questi temi - lo punzecchia ancora Cruciani -. Qui non c’è nessun festino orgiastico, nessuna perversione, c’è un uomo che va con una prostituta, non ci sono stranezze. Vengono accusati dei calciatori, come se poi fossero solo loro a fare queste cose, le fanno tutti dall’operaio al calciatore, anche un operaio ogni tanto può farlo». «C’è una sanzione sociale nei confronti di chi pratica questo genere di festini- insiste Caprarica -. Non è un modello sociale accettabile, non lo è per le donne che partecipano a queste feste che hanno accettato di reificare il loro corpo. Non è qualcosa di cui andar particolarmente fieri, orgogliosi. La reificazione del proprio corpo è una delle massime offese che un essere umano possa fare alla propria dignità. Ci sono delle feste in cui delle persone liberamente si danno a quello che viene definito un divertimento eccessivo, ma certo questo è un affare loro. Se non si commettono reati, se non c’è sfruttamento, se chi partecipa alle feste lo fa in assoluta libertà è affare suo, non c’è ombra di dubbio». Tuttavia, conclude, «c’è un’oggettiva disparità di condizioni tra le celebrità che fanno correre il denaro e le fanciulle molto avvenenti che ci arrivano come le api sopra il miele, e su questo mi consentirete di essere piuttosto severo come giudizio morale. Sono dei giovani annoiati, pieni di soldi, che trovano appassionante concedersi a qualcosa che gli pare eccessivo».

L’Arborio festeggia 80 anni ma sulla tavola c’è il falso
7 ore fa | Dom 10 Mag 2026 23:33

L’Arborio compie ottant’anni. Era il 1946 quando Domenico Marchetti, un agricoltore piemontese dedito alla sperimentazione, riuscì a ottenere una varietà straordinaria di riso dai chicchi giganteschi, incrociando il Vialone Nero con il Lady Wright, introdotto dagli Stati Uniti nel 1925 e caratterizzato da un chicco allungato rispetto agli standard italiani dell’epoca. Dall’incrocio, dopo quasi dieci anni di sperimentazione, nacque nel 1946 una varietà dalla cariosside insolitamente grande, quasi «mostruoso» per gli standard del tempo, che Marchetti battezzò con il nome del suo paese natale. Il papà dell’Arborio non era un genetista di professione: aveva appreso i rudimenti del miglioramento genetico alla Stazione di Risicoltura di Vercelli, per poi avviare un’attività indipendente di selezione. Ma i festeggiamenti, celebrati in pompa magna con convegni a cui hanno partecipato tutti i maggiorenti del settore, rischiano di sembrare fuori luogo, addirittura grotteschi se si pensa che l’Arborio autentico, quello selezionato da Marchetti, rappresenta appena lo 0,62% del riso venduto con la denominazione “Arborio”. Se non è proprio un compleanno col morto poco ci manca. Per lo meno è una festa col moribondo. Per ogni pacco di riso Arborio in purezza ce ne sono 160 di riso etichettato come Arborio ma che contengono un suo similare, vale a dire un riso con un chicco che per forma e dimensione ricorda l'Arborio ma che con il riso di Marchetti non condivide nulla del patrimonio genetico. Una gigantesca usurpazione, resa possibile e soprattutto legalizzata dall’ultima riforma del mercato interno del riso introdotta nove anni or sono dal Decreto legislativo 131 del 2017. Il provvedimento, firmato dagli allora ministri Martina (Agricoltura) e Calenda (Sviluppo Economico), ha declassato le varietà storiche del cereale bianco - quelle che hanno fatto grande e unica la nostra cucina, con i risotti - a mere denominazioni di vendita. In pratica il gruppo varietale dell’Arborio è costituito dal riso selezionato da Marchetti e dalle sue 20 imitazioni: Aleramo, Anteo Cl, Bramante, Cl100, Cl388, Cl510, Colonnello, Generale, Grifone, Incanto, Isabela, Lasjkk20, Merito Pv, Minosse, Mz181, Spazio, Telemaco, Volano, Volta, Vulcano. I gruppi varietali esistevano già dal 1958, quando venne approvata la prima legge di riforma sul mercato interno del riso. Ma c’è una novità dirompente introdotta dal Decreto 131/2017: i similari non possono più essere messi in vendita con il vero nome della loro varietà. In questo caso devono essere etichettati come “Arborio”, mentre il riso di Marchetti è confezionato come “Arborio Classico”. Una etichettatura che rappresenta una potente barriera cognitiva, insuperabile per la maggior parte dei consumatori e che ha condotto al massacro sistematico del riso in purezza. Alcuni coltivatori seminerebbero volentieri l’Arborio autentico, vista la qualità (scadente) di molti dei suoi similari, ma non ci riescono perché la semente in purezza non si trova più. In tutto sono rimasti sei risicoltori in tutta Italia a coltivarlo e costoro si tengono stretta la poca semente in purezza che producono loro stessi e si fanno certificare come “Arborio Classico”. È accaduta più o meno la stessa cosa lo scorso anno con il Carnaroli che festeggiava a sua volta gli 80 annidi vita. Ma se il riso selezionato da Ettore e Angelo De Vecchi nel 1945 si trova ancora sugli scaffali dei supermercati, l'Arborio è quasi introvabile: ce n’è così poco che la maggioranza dei punti vendita al dettaglio non l’ha più in assortimento. Se di Carnaroli puro c’è in commercio un pacco su 10, per l’Arborio la proporzione classico-similari è di 1 a 160. E nelle confezioni di riso etichettate solo come Arborio nessuno, tranne la riseria che lo ha lavorato e messo in vendita, è in grado di dire quale varietà vi sia. Così le celebrazioni per l’ottantesimo compleanno assumono i contorni della beffa. Si festeggia un riso che sta letteralmente per estinguersi nei campi. Sorte già toccata a due risi che avevano parecchi estimatori in cucina: il Ribe e soprattutto il Roma. I similari del primo sono ben 35, mentre il secondo si ferma a 3 imitazioni. Ed è singolare che nessunoma proprio nessuno - protesti per le nuove regole di mercato che stanno cancellando dai campi italiani i risi patrimonio della nostra tradizione alimentare. Mentre per la sopravvivenza dei grani antichi- penso ad esempio al Senatore Cappelli, al Saragolla e al Russello - si sono mobilitati entri ed istituzioni varie, i risi antichi possono estinguersi nel silenzio generale. Senza contare l’inganno perpetrato quotidianamente nei confronti dei consumatori. Un inganno che si perfeziona sui banconi dei supermercati da cui stanno comunque scomparendo le varietà di cereale bianco sostituite da confezioni di prodotto etichettato in base all’utilizzo raccomandato in cucina: riso per risotto, riso per insalate, riso per minestre. Una situazione di cui beneficiano i risi d’importazione, come il Basmati e il Jasmine che non festeggiano nulla ma stanno rubando spazio sugli scaffali e nel mercato ai nostri campioni del chicco.

Vanitosi, violenti, rumorosi Il paese ostaggio dei pavoni
7 ore fa | Dom 10 Mag 2026 23:30

Appariscenti lo sono di sicuro. Diciamocela tutta, sono “istagrammabili” (orrore neologistico dei tempi che corrono). Ti apposti, punti l’obiettivo del telefonino, scatti: sicuro ricevi commenti e reazioni col cuoricino e il pollice in su. Guardali lì, dopotutto: ieratici, solenni, con quel timoniere a ventaglio che, se aperto, può raggiungere i due metri, verde acqua, blu cobalto, con striature di grigio. Non c’è pennuto più fotogenico, non c’è animale più ricercato, non c’è (almeno a Punta Marina, che è una frazione balneare di Ravenna) bestiolina più croce e delizia del pavone. Croce per i residenti che, fino a una decina di anni fa, ne contavano appena otto o nove esemplari e, adesso, se ne ritrovano circa 120 sulle strade del borgo; delizia per i turisti che ci vengono apposta, in questo lido adriatico, nella sua pineta, nei suoi slarghi, per immortalali e condividerli sui social, per avere un ricordo “originale” e per non lasciarsi scappare l’occasione di uno scatto coloratissimo. Benedetti pavoni. Che, attenzione, mica sono fauna selvatica autoctona, anche se si sono diffusi in mezza Europa e la loro eleganza era apprezzata persino dagli antichi romani: a Punta Marina, nel 2014, ne sono arrivati alcuni “ornamentali” (son così belli che paiono delle statue in movimento, spesso i pavo cristatus sono allevati per i parchi e i giardini, qualcuno li considera degli animali d’affezione ma sono per lo più da cortile, un po’ come le oche) sfuggiti da vai a sapere dove; ne hanno richiamati altri, s’è formata una piccola colonia e, adesso, il censimento è da piccolo zoo cittadino. Però all’aria aperta, senza gabbie e restrizioni. Un bene, per carità, per loro che (dal carattere rustico e adattabile) hanno trovato sul litorale, probabilmente, le condizioni perfette per riprodursi; non altrettanto per gli umani che stanno loro attorno: ché da un lato c’è questa scocciatura dei curiosi che te li ritrovi a ore improbabili, sul marciapiede, con la telecamerina e la frenesia della ruota; ma dall’altro ci sono problemini di ordine pratico che proprio secondari non sembrano. Primo, sporcano: marciapiedi e automobili parcheggiate sono spesso ricoperti di guano (e un bello spettacolo non lo è). Secondo, sono maleducati: mangiano i fiori dei giardini e urlano in piena notte (amo’ di richiamo, se è la stagione degli amori apriticielo). Terzo, non sanno stare al loro posto: sono invasivi, rumoreggiano, sono tanto aggraziati quanto cafoni, hanno un’indole socievole e feria ma le femmine sanno diventare aggressive e i maschi tendono a girare in gruppo, stan mai da soli. Sì, certo, c’è chi in questi giorni ha avanzato proposte di adozioni (sia privati cittadini che enti, come il giardino zoologico Safari Ravenna che potrebbe ospitarne una ventina nella sua area pedonale) per alleggerire il carico di Punta Marina e venire incontro alle esigenze di chi lì ci vive: ma per il momento la situazione è in stallo e l’unico progetto attivo, come spiega l’edizione locale de Il resto del Carlino, è quello di un’associazione che sta tappezzando le vie con cartelli informativi e incontri di formazione. I pavoni di Punta Marina girano indisturbati, salgono sui tetti, si “arrampicano” sugli alberi. «Di fianco a casa mia c’è un rudere abbandonato dove ogni giorno ne stazionano almeno una trentina», racconta una signora, «oramai dormo al massimo due ore a notte perché alle 3 vengo svegliata dai loro richiami. Prima o poi impazzirò». La donna, non bastasse, dice di aver «speso mille euro per delle infiltrazioni nel tetto perché mi hanno spostato le tegole. Non ne posso più». «Sono rimasta l’unica attrazione di Punta», chiarisce tuttavia un’altra abitante, «non possiamo portarli via». Il sindaco ha annunciato un censimento entro la fine di maggio: ma a far di conto il quadro si complica. Le femmine di pavone depongono fra le cinque e le nove uova a covata, fanno fino a due covate l’anno e (in cattività) la specie riesce a vivere un quarto di secolo. Tradotto significa che, a far niente, fra cinque estati, a Punta Marina saranno 200. Mica male.

Lezioni di bicicletta solo per donne migranti
7 ore fa | Dom 10 Mag 2026 23:26

Ieri è partito un corso per insegnare a usare la bici alle donne immigrate. «Sotto questo sole è bello pedalare, sì / Ma c’è da sudare». Diffondiamo Sotto questo sole, di Francesco Baccini e Ladri di Biciclette, perché con la primavera sbocciata e l’estate alle porte l’iniziativa del comune di Mira (Venezia), l’evento ha bisogno di questa colonna sonora. Lo scopo del corso? Favorire l’autonomia e l’inclusione, come anticipato dal Gazzettino. Quindi alle 9.30, precisamente in via Oberdan, le signore più o meno giovani si sono alzate sui pedali, o almeno ci hanno provato, scatenando la bagarre politica. L’idea, dal titolo “Libere in bicicletta”, è stata introdotta dall’amministrazione comunale di Mira in collaborazione con la Fiab Amici della Bicicletta e la Cooperativa Olivotti. LE REAZIONI Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, segnala di trovarsi davanti «all’assurdo ideologico della sinistra, che pensa di risolvere il problema della sottomissione della donna islamica, che viene vista come oggetto sessuale, senza diritti, libertà e dignità, con un ridicolo corso di bici. Mi chiedo come faranno queste donne ad andare in bicicletta con il velo integrale, completamente coperte». L’onorevole rilancia. «Un corso andrebbe fatto a imam e radicalizzati, per insegnare il rifiuto della Sharia e il rispetto delle nostre leggi, della dignità della donna e della parità tra uomo e donna». ALTRE ZONE Ma il progetto è diffuso in molti parti d’Italia. Infatti, come riportato da Repubblica a Pioltello (Milano), «l’inclusione per le donne straniere passa anche da un corso su due ruote». Lezioni lanciate anch’esse ieri. Silvia Sardone, vicesegretario leghista, sottolinea come «non credo che questo progetto sia particolarmente efficace e decisivo per una reale integrazione di queste donne della comunità pakistane e bengalesi. Purtroppo, molto spesso, in queste realtà, sono costrette al velo islamico e a matrimoni combinati». L’inclusione può passare da proposte simili? «Una reale integrazione passa dalla conoscenza della lingua italiana, dalla possibilità di lavorare, dalla libertà di uscire di casa senza il marito e di vestirsi come si preferisce, senza imposizione». Nei giorni del Giro d’Italia per i ciclisti, l’idea è diffusa da Roma a Modena passando per Monza. Chissà se partendo da Mira la sinistra troverà la sua nuova maglia rosa.

Pd, "infiltrazioni camorristiche": i comuni su cui si addensano nubi nere
7 ore fa | Dom 10 Mag 2026 23:18

Sudori freddi e caos nel Pd campano, il tutto per il rischio di "infiltrazioni camorristiche" in alcuni dei comuni guidati dai dem nell'hinterland napoletano. A finire sotto i riflettori sono soprattutto Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, due realtà travolte da polemiche, inchieste e tensioni interne al partito. A ricostruire il quadro è Il Tempo. Nel primo caso, quello di Torre Annunziata, città da circa 39mila abitanti, il terremoto politico è arrivato dopo le parole del procuratore Nunzio Fragliasso, che ha parlato di "troppe ombre e poche luci" l'ovvio riferimento era alla situazione locale. Parole che hanno scosso l'amministrazione del sindaco Corrado Cuccurullo, che si è dimesso, travolto dalle polemiche. Il primo cittadino avrebbe cercato sostegno all'interno del Pd, senza però ottenere una risposta concreta dal Nazareno, ma solo prese di posizione di circostanza.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47633550]] Anche a Castellammare di Stabia il clima resta rovente. Qui il Pd regionale, attraverso il segretario campano Piero De Luca, ha invitato il sindaco Luigi Vicinanza a fare un "passo di lato". Secondo i dem campani, la scelta sarebbe utile per "evitare eventuali rischi di scioglimento" e per "contribuire a rilanciare il lavoro amministrativo". L'appello, tuttavia, è stato respinto dal diretto interessato. L'ex direttore dell'Espresso e già caporedattore di Repubblica non sembra intenzionato al passo indietro, in barba alle ombre che continuano ad allungarsi sull'amministrazione stabiese. Due consiglieri comunali eletti nelle liste che sostenevano il sindaco, Nino Di Maio e Gennaro Oscurato, hanno infatti concluso anticipatamente il mandato dopo essere finiti sotto inchiesta per presunti legami con la camorra. Nel frattempo, secondo quanto riferisce sempre Il Tempo, Fratelli d'Italia continua a tenere alta l'attenzione sulla vicenda. Dopo un'interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell'Interno, il partito denuncia un quadro sempre più preoccupante nelle amministrazioni locali dell'area napoletana.   [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47616167]]

La Corte dei Conti: "C’è danno erariale". Condannato il capo della festa dell’Unità
8 ore fa | Dom 10 Mag 2026 22:18

I contributi ricevuti tra il 2019 e il 2022 dall’Estragon partecipando a bandi comunali costituiscono «un danno erariale». Lo afferma la Corte dei Conti, che mette nel mirino la gestione del club di musica dal vivo di Bologna e il suo presidente, Manuele Roveri, che è anche il numero uno della festa dell’Unità della città emiliana. Dopo la sentenza dei giudici contabili, che hanno condannato Roveri - insieme a due dirigenti comunali per mancato controllo- a risarcire oltre 66mila euro per aver partecipato a bandi comunali nonostante gli arretrati tributari glielo impedissero, ora arriva la reazione dell’Estragon. Che in una nota annuncia di voler fare appello contro la sentenza ed elenca le sue ragioni. condanna. Secondo i magistrati contabili «la situazione di morosità in cui versava la cooperativa era oggettivamente grave», mentre «gli intenzionali e maliziosi silenzi» di Roveri permisero alla coop di «illecitamente conseguire contributi a carico del bilancio comunale, dunque pubblici, ai quali non avrebbe avuto titolo ad accedere». Nel mirino sono finiti pure i dirigenti comunali Osvaldo Panaro e Giorgia Boldrini che, secondo la magistratura contabile, non vigilarono sull’erogazione di contributi a chi era in debito con il Comun di Bologna. I due dovranno risarcire 33mila euro in totale: 11mila Panaro e 22mila Boldrini. Si chiude così l’indagine avviata tre anni fa dalla Corte dei Conti dopo un esposto di Fratelli d’Italia sui fondi a coop e associazioni che avevano partecipato (e vinto) bandi del Comune nonostante le pendenze. La decisione dei giudici contabili ha portato dunque alla condanna di tutti i responsabili indicati dalla Procura regionale. Al centro del procedimento ci sono diverse domande di partecipazione a bandi presentate da Estragon tra il 2019 e il 2022, che portarono nella casse della coop 44.695,44 euro che non avrebbe potuto ricevere. «La situazione di morosità di Estragon non era né occasionale, né transitoria, né temporanea», scrivono i giudici contabili, sottolineando che nei confronti dell’amministrazione comunale «gli importi dovuti erano elevati (nel corso del tempo oscillavano tra trenta e quarantamila euro)». Estragon insomma, sottolinea la sentenza, in quanto indebitata con il Comune era «carente di un presupposto essenziale per il conseguimento del contributo pubblico». Né tantomeno, come ha sostenuto nella sua difesa la coop di cui Lele Roveri è il legale rappresentante, «poteva portare in compensazione i suoi debiti verso l’amministrazione comunale danneggiata con i fondi da percepire per scopi e funzioni diversi». Questo perché, sottolineano i giudici, «non era consentito alla cooperativa di conseguire contributi per essere successivamente impiegati per pagare i tributi pregressi non versati all’erario comunale». Insomma: ripianare decine di migliaia di euro di mancati versamenti Tari, Tarsu e Tares con i contributi di Bologna Estate, Incredibol e Progetto Iicc, non era lecito.

Il Milan non c'è più: crollo con l'Atalanta. Umiliante: cosa è successo al 52'
10 ore fa | Dom 10 Mag 2026 20:38

In una serata storica e umiliante, il Milan è crollato in casa contro l’Atalanta in una partita decisiva per la qualificazione in Champions League. Dopo il terzo gol degli orobici, firmato da Raspadori al 7′ del secondo tempo, è successo qualcosa di mai visto: non solo la Curva Sud, ma gran parte della tifoseria presente a San Siro ha deciso di abbandonare lo stadio in segno di protesta.La contestazione alla dirigenza rossonera, con Giorgio Furlani in primis, era già fortissima prima del calcio d’inizio, dentro e fuori dallo stadio. Sul campo il Milan è letteralmente scomparso: l’Atalanta è passata in vantaggio con Ederson al 7′, ha raddoppiato con Zappacosta al 29′ e ha chiuso i conti con Raspadori al 52′. Da parte dei rossoneri, nessuna reazione, nessuna scintilla, solo un “elettroencefalogramma piatto” e un sussulto di Plavovic e di Nkuku sul finale per un risultato, 3-2, che sancisce la fine del Milan. Almeno di quel Milan che aveva sfidato l'Inter e il Napoli nella prima parte di campionato. Delusa e arrabbiata, la Curva Sud si è svuotata completamente già all’inizio del secondo tempo. A ruota hanno lasciato lo stadio migliaia di altri tifosi, mentre i fischi e i cori di protesta hanno lasciato il posto a un silenzio spettrale nel Meazza.Il risultato è stata un’immagine simbolo: San Siro che si svuota mentre la squadra affonda, segnale estremo di una tifoseria che ha detto “basta” a una stagione deludente e a una gestione sotto accusa. Una protesta clamorosa che resterà nella storia recente del club

Ue, Grech "Il sogno di Spinelli è sempre vivo"
11 ore fa | Dom 10 Mag 2026 19:55

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"G.F. Out": una clamorosa protesta a San Siro, il Milan è a pezzi
11 ore fa | Dom 10 Mag 2026 19:38

Forte contestazione della Curva Sud del Milan contro l’amministratore delegato Giorgio Furlani prima della partita contro l’Atalanta. Poco prima del calcio d’inizio, i tifosi rossoneri hanno acceso le luci dei telefonini formando chiaramente la scritta "G. F. Out" (Giorgio Furlani Out) in tribuna. Subito dopo sono partiti i cori "Furlani vattene via", proseguiti anche durante i primi minuti di gioco.La protesta era stata annunciata con un corteo partito da piazza Axum con uno striscione che recitava "Furlani vattene". Nel comunicato della Curva Sud si legge una durissima critica alla gestione attuale: la squadra che quattro anni fa vinse lo scudetto con Pioli è stata "smantellata completamente da una dirigenza totalmente incapace e incompetente, guidata da quel Giorgio Furlani che resta caparbiamente in piedi sulle macerie del suo fallimento sportivo". I tifosi accusano la proprietà di avere una visione "esclusivamente finanziaria e speculativa", che calpesta "la storia del Milan, il suo blasone, la sua tradizione e quelle ambizioni che accompagnano da sempre i tifosi rossoneri".Sulla contestazione è intervenuto anche il direttore sportivo Igli Tare: "I tifosi hanno diritto ad esprimere il loro pensiero. L’importante è restare tutti uniti soprattutto in questo momento, è fondamentale chiudere bene il percorso iniziato in questa stagione".

Terremoto a Garlasco: indagato Gennaro Cassese
11 ore fa | Dom 10 Mag 2026 19:27

Emergono nuovi sviluppi nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco. La Procura di Pavia ha iscritto nel registro degli indagati, con l’ipotesi di false informazioni al pubblico ministero, l’ex comandante della Compagnia dei Carabinieri di Vigevano Gennaro Cassese, oggi 62enne, che coordinò le prime indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Al centro delle verifiche ci sono presunte anomalie nei verbali redatti da Cassese il 4 ottobre 2008, quando ascoltò come persone informate sui fatti alcuni amici di Marco Poggi, tra cui il giovane Andrea Sempio, all’epoca 19enne e oggi indagato per l’omicidio.In quell’occasione Sempio consegnò lo “scontrino-alibi” del parcheggio di Vigevano. Durante l’audizione il ragazzo si sentì male (lipotimia) e fu necessario l’intervento di un’ambulanza del 118. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47402494]] Tuttavia, di questo malore e della conseguente sospensione non vi sarebbe traccia nel verbale.Sentito nuovamente dai Carabinieri di Milano nel 2025 e poi in Procura a Pavia il 27 giugno, Cassese non è riuscito a spiegare le incongruenze. Di fronte ai pm ha dichiarato: "Se avessi interrotto il verbale o fosse arrivata un’ambulanza ne avrei dato atto". Mostratogli il documento del 118 che certifica l’intervento, ha risposto "Non ricordo".A quel punto i magistrati gli hanno contestato il reato di false informazioni al pubblico ministero, interrompendo il verbale.L’iscrizione di Cassese rappresenta un nuovo capitolo dell’inchiesta che vede già Andrea Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47456273]]

Jannik Sinner asfalta Ofner, parole sconcertanti: "Ho cercato di non perdere"
11 ore fa | Dom 10 Mag 2026 18:58

Jannik Sinner ha cominciato alla grande gli Internazionali d’Italia di Roma. L’azzurro ha dominato fin dai primi game l’austriaco Sebastian Ofner, apparso subito in difficoltà di fronte alla potenza e alla precisione dei colpi del numero uno al mondo. Nonostante l’austriaco abbia provato a battersi con determinazione, Sinner ha imposto un ritmo troppo elevato, costringendolo a continui sforzi per restare in partita.Si è trattato di un ottimo test per l’azzurro, che ha dimostrato di essere già in forma e concentrato anche sul campo di casa. Ofner, pur sconfitto nettamente, può comunque uscire a testa alta per l’impegno dimostrato.Al termine della vittoria, Sinner ha mostrato ancora una volta la sua proverbiale umiltà. Intervistato, ha dichiarato: “È una sensazione incredibile. Nelle prime partite la cosa più importante è cercare di non perdere. Poi, alla fine, il livello sale giorno dopo giorno”.Un’affermazione che ha spiazzato l’intervistatore, considerando che Sinner arriva da quattro Masters 1000 consecutivi conquistati. Alla domanda su come viva l’essere sempre “la preda”, ovvero il giocatore da battere, l’azzurro ha risposto con il solito pragmatismo: «Guarda, onestamente penso che ogni situazione, ogni settimana e ogni torneo siano molto diversi. Cerco solo di ritrovare un buon ritmo partita, anche se ho giocato molto negli ultimi due mesi. Sono molto felice. Vediamo cosa ci aspetta al prossimo turno».Un approccio umile e concentrato che continua a caratterizzare il campione altoatesino anche nei momenti di massimo dominio.

Ue, Cipollone (Bce) "Mercato integrato rende più forti"
12 ore fa | Dom 10 Mag 2026 18:45

https://video.italpress.com/play/mp4/video/3mVp

Inflazione, Cipollone (Bce) "Già molto alzate aspettative a breve termine"
12 ore fa | Dom 10 Mag 2026 18:30

https://video.italpress.com/play/mp4/video/2lDA

Garlasco, Alberto Stasi attacca Andrea Sempio: "Totale mancanza di rispetto"
12 ore fa | Dom 10 Mag 2026 18:24

"Totale mancanza di rispetto". Alberto Stasi apostrofa così la scelta di Andrea Sempio, allora indagato per l'omicidio in concorso di Chiara Poggi, di non presentarsi in Procura a Pavia. È il 20 maggio 2025 e gli inquirenti hanno chiamato in contemporanea entrambi. Per un errore nella convocazione i legali del 38enne decidono, come la legge gli consente, di non varcare la porta del Palazzo di giustizia. Una notizia che Stasi, con i suoi legali Giada Bocellari e Antonio De Rensis commentano quando è terminato l'interrogatorio, il procuratore capo Fabio Napoleone e l'aggiunto Stefano Civardi escono dalla stanza, e manca solo la rilettura del verbale. Stasi - come si legge nel verbale in possesso dell'Adnkronos - "con due occhiate la prima all'avvocato De Rensis la seconda all'avvocata Bocellari li invita a guardare la telecamera, verosimilmente al fine di ricordare loro che la registrazione è ancora attiva". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47660374]] È il legale a dare notizia dell'assenza di Sempio spiegando che "hanno battuto la notizia gli organi di stampa non è un'indiscrezione...". Il discorso devia brevemente su "merendine" e "caramelle" che Stasi mangia a lavoro, poi il condannato per il delitto di Garlasco sentenzia in modo laconico: "Totale mancanza di rispetto", concetto condiviso dai legali.  [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47661440]]

Napoli, sette mesi di dolori lancinanti. La scoperta: cosa c'era dentro al suo corpo
12 ore fa | Dom 10 Mag 2026 18:07

Una donna di 53 anni, originaria di Casandrino ma residente in provincia di Piacenza, ha scoperto solo dopo sette mesi di sofferenze atroci che dentro il suo addome erano state dimenticate un paio di forbici chirurgiche a seguito di un intervento in una clinica privata a Napoli.La paziente era stata sottoposta a un intervento di addominoplastica lo scorso ottobre. L’operazione sembrava riuscita, ma da subito la donna aveva iniziato a provare dolori lancinanti e malessere continuo. Nonostante i forti disturbi, solo pochi giorni fa una TAC ha rivelato l’incredibile errore: un paio di forbici in acciaio erano rimaste all’interno del suo corpo per oltre 200 giorni, mettendo gravemente a rischio la sua vita.Immediatamente ricoverata all’Ospedale Fatebenefratelli di Napoli, la 53enne è ora in attesa di un nuovo intervento chirurgico per rimuovere il corpo estraneo.La donna ha sporto denuncia alla Polizia e si è affidata all’avvocato Francesco Petruzzi e alla Fondazione Domenico Caliendo, l’associazione nata in memoria del bambino morto per un trapianto di cuore fallito. Attraverso i suoi legali, la paziente intende ottenere giustizia per un errore definito gravissimo.Il caso solleva seri interrogativi sui protocolli di sicurezza e sul conteggio degli strumenti chirurgici nelle sale operatorie. La magistratura dovrà ora accertare le responsabilità di quanto accaduto e valutare le conseguenze di quella che appare come una grave negligenza professionale, che ha trasformato un intervento estetico in un vero e proprio incubo durato sette mesi per la vittima.

Bce, Cipollone "L'euro digitale rafforzerà la nostra autonomia strategica"
12 ore fa | Dom 10 Mag 2026 18:00

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Racchettoni in spiaggia? Attenzione vi può costare 10.000 euro
13 ore fa | Dom 10 Mag 2026 17:22

Giocare a racchettoni sulla spiaggia può trasformarsi da passatempo estivo in un problema giudiziario. Lo conferma una sentenza della Cassazione che ha condannato definitivamente un padre e una figlia per lesioni colpose gravi. L’episodio risale al 2015 in Salento. Durante una partita con una pallina da tennis, uno dei due giocatori ha colpito in pieno volto un altro bagnante, provocandogli il distacco della retina e un indebolimento permanente della vista all’occhio sinistro. Nonostante le immediate scuse, i soccorsi e le cure mediche, la vicenda si è conclusa in tribunale.Il giudice di Pace e il Tribunale di Lecce avevano condannato i due a una multa di 516 euro ciascuno e al pagamento di una provvisionale di 10mila euro in favore della vittima. Padre e figlia hanno fatto ricorso in Cassazione contestando, tra le altre cose, la mancanza di una perizia medico-legale certa, il ritardo della vittima nel recarsi in ospedale e l’entità del risarcimento. La Suprema Corte ha però dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno sottolineato che l’intervento chirurgico subito dalla vittima e la documentazione medica dimostrano chiaramente il nesso causale con il colpo ricevuto. Inoltre, è stata riconosciuta la “lunga sofferenza fisica e psicologica” patita dal bagnante.Oltre alla multa e al risarcimento, padre e figlia dovranno versare 3.000 euro ciascuno alla Cassa delle Ammende e sostenere le spese processuali.La sentenza ribadisce un principio chiaro: anche in contesti ricreativi come la spiaggia, chi gioca con palline o oggetti deve usare la necessaria prudenza per non mettere a rischio l’incolumità altrui.

M5s, il candidato e lo slogan che imbarazza Conte: "Mi piace la f...!"
13 ore fa | Dom 10 Mag 2026 17:16

È scoppiata una violenta polemica a Manduria, in provincia di Taranto, dopo la diffusione di un messaggio vocale WhatsApp inviato da Gregorio Piccinni, candidato del Movimento 5 Stelle al Consiglio comunale alle Amministrative di fine mese. Nel messaggio, il giovane palestrato scriveva: "Sono un ragazzo come voi: mi piace lo sport, mi piace la f…a e il Primitivo", utilizzando un termine volgare per indicare l’attività sessuale. La frase, come spiega ilSecolo d'Italia, ha scatenato indignazione, soprattutto tra le donne, e ha provocato richieste di ritiro della candidatura, oltre a pesanti critiche politiche e articoli sui media nazionali.Piccinni ha subito chiesto scusa, definendo l’audio uno "stupido gioco tra amici" e una caduta di stile. In una nota pubblica ha espresso "profondo sconcerto e turbamento" per la diffusione di un contenuto che considerava privato, ammettendo che il linguaggio usato "rappresenta indubbiamente una caduta di valori". Il caso è particolarmente imbarazzante perché Piccinni sostiene la candidatura a sindaca di Fabiana Rossetti, una donna. L’aspirante consigliere ha rivolto le sue scuse anche direttamente a lei, ribadendo "la massima stima". Piccinni ha annunciato inoltre che tutelerà legalmente la propria posizione: si riserva di agire "in ogni sede opportuna, civile e penale", contro chi ha diffuso illecitamente il file audio, accusando di "tradimento della fiducia". La vicenda continua a creare disagio nel M5S locale, proprio mentre il partito sostiene una candidata donna in una tornata elettorale delicata.

Marocchino irrompe nella sede di "Stampa" e "Repubblica" a Torino: cosa è successo
13 ore fa | Dom 10 Mag 2026 17:12

Voleva rubare computer e denaro, ma è stato fermato prima di riuscire a entrare negli uffici. Un marocchino di 39 anni è stato arrestato nelle prime ore di questa mattina per tentato furto aggravato presso la sede comune de La Stampa e La Repubblica a Torino. L’uomo ha scavalcato la cancellata esterna dell’edificio, facendo scattare l’allarme della vigilanza privata. Un addetto alla sicurezza ha immediatamente segnalato la presenza dell’intruso alla centrale operativa. Gli agenti del commissariato “Barriera Nizza”, intervenuti sul posto, lo hanno individuato nel parcheggio della struttura, dove era stato bloccato dal personale della vigilanza e da un militare dell’Esercito impegnato nel presidio dell’area. Alla vista delle forze dell’ordine, il 39enne ha tentato di divincolarsi e fuggire, ma è stato prontamente immobilizzato. Durante la perquisizione personale gli agenti hanno trovato nel suo zaino diversi arnesi da scasso, tra cui un “piede di porco” in ferro di circa 50 centimetri e un cacciavite, entrambi posti sotto sequestro.Secondo gli inquirenti, l’obiettivo del marocchino era probabilmente quello di rubare materiale informatico e denaro, diversamente da quanto accaduto alcuni mesi fa quando le stesse redazioni erano state prese di mira e devastate da antagonisti pro-Palestina.L’uomo è stato arrestato

Ue, Grech "Il sogno di Spinelli è sempre vivo"
13 ore fa | Dom 10 Mag 2026 17:10

Libertà di stampa, Sommella "Liti temerarie un problema per i giornali"
14 ore fa | Dom 10 Mag 2026 16:40

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Ventotene Europa Festival, Sommella "Grande partecipazione e valori condivisi"
14 ore fa | Dom 10 Mag 2026 16:40

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Il sondaggio che fa godere Meloni: c'è un clamoroso crollo, tutti i numeri
14 ore fa | Dom 10 Mag 2026 16:31

Secondo l’ultima rilevazione realizzata da Bidimedia, che confronta gli andamenti dei partiti dal 15 aprile ad oggi, Fratelli d’Italia registra un lieve aumento attestandosi al 27,8%, con un guadagno di +0,2 punti percentuali. Si tratta di un parziale recupero per il partito di Giorgia Meloni dopo un periodo di flessione.Al contrario, il Partito Democratico è in calo e si ferma al 22,5%, perdendo due decimi (-0,2).Il sondaggio fotografa anche gli altri principali partiti: Forza Italia sale al 7,8% (+0,2), la Lega è al 6,2%, il Movimento 5 Stelle si attesta al 13% (-0,2), mentre Alleanza Verdi e Sinistra scende al 6,8% (-0,3). Tra le forze minori, Italia Viva di Matteo Renzi registra un lieve rialzo al 2,2% (+0,2), +Europa all’1,2% (+0,2) e Noi Moderati rimane stabile allo 0,8%. Bidimedia rileva inoltre Azione di Carlo Calenda al 3% (+0,4) e il Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin allo 0,7%. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47616905]] Nel complesso, il sondaggio mostra quindi un andamento contrastato tra i due principali partiti italiani: da una parte Fratelli d’Italia che, seppur di poco, torna a crescere, dall’altra un Partito Democratico che invece continua a perdere terreno nelle intenzioni di voto degli italiani. Si tratta di variazioni contenute ma significative, che confermano una fase di assestamento per la maggior parte delle forze politiche dopo i movimenti registrati nelle ultime settimane. Il dato più rilevante resta proprio questo dualismo: FdI in leggera risalita al 27,8% e PD in discesa al 22,5%. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47638444]]

Garlasco, "cade il movente pornografico di Stasi": la bomba dei pm, cambia tutto
14 ore fa | Dom 10 Mag 2026 16:23

Nella relazione sulle risultanze investigative lette il 6 maggio all'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, i pm di Pavia hanno sostenuto che "l'emersione delle responsabilità di Andrea Sempio si intreccia indissolubilmente con lo sgretolamento della responsabilità di Alberto Stasi". I pm sottolineano anche "evidenti omissioni" negli atti della sezione di Pg della Procura di Pavia nell'indagine precedente a carico di Sempio del 2017 conclusasi con l'archiviazione. Ma non finisce qui. I pm di Pavia, nel leggere interamente le accuse nei confronti di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio, gli hanno reso noto durante l'interrogatorio del 6 maggio, che da questa indagine "sono emersi nuovi elementi che destituiscono di qualsiasi fondamento il 'movente pornografico' in capo a Stasi e per contro forniscono solidi elementi sul tentativo dell'approccio sessuale di Sempio". "L'attività investigativa svolta nel presente procedimento ha fatto venire alla luce circostanze ed elementi fattuali del tutto nuovi rispetto alle indagini dell'epoca e rispetto ai procedimenti successivi", finiti in archivio.  Poi in questa storia non vanno nemmeno dimenticate le parole di Alberto Stasi. Chiara Poggi non parlò mai al fidanzato di Andrea Sempio. Né di presunte avance, né di quelle tre telefonate fatte tra il 7 e l'8 agosto 2007 che per la procura di Pavia rappresentano un indizio contro l'indagato del delitto di Garlasco. L'uomo che oggi punta sulla revisione e sta fa finendo di scontare la sua condanna a 16 anni di carcere risponde con tranquillità alle domande del procuratore Fabio Napoleone. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47656876]] E' il 20 maggio 2025 quando Stasi, accompagnato dai difensori Giada Bocellari e Antonio De Rensis, si accomoda e ascolta i dettagli della nuova inchiesta che nasce - per stessa ammissione di chi indaga - dagli accertamenti tecnici disposti dalla difesa del condannato. Il Dna trovato sulle unghie della vittima, l'impronta 33, gli scritti sequestrati che restituiscono ''una personalità particolare'' o quasi ''un'attenzione morbosa'' verso Stasi (a dire del procuratore) vengono snocciolati nelle domande del lungo interrogatorio. ''No...non me l'ha riferito...non l'ha fatto'' risponde Stasi - nell'interrogatorio in possesso dell'Adnkronos - quando gli viene chiesto se la ventiseienne gli avesse parlato di quei tre contatti telefonici, il più lungo di 21 secondi. E porsi ora questa domanda ''perde significato perché non l'ha fatto...ragionando in termini più astratti e generici, forse dipende dalla circostanza cioè, se in quel momento l'avesse reputato importante magari me l'avrebbe detto, oppure se non era distratta da altre cose, cioè da fattori che forse è difficile oggi mettere in campo'' dice a verbale. ''Non saprei dire, dare un motivo.... del perché non me l'ha detto, però sicuramente non me l'ha detto'', aggiunge il 42enne, il quale riconferma le carinerie che la ventiseienne gli raccontò di ricevere da un collega di lavoro.  [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47659539]]