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Federico Chiesa è al centro di un nuovo caso con la Nazionale. Convocato da Rino Gattuso per i playoff Mondiali, l’attaccante si è presentato a Coverciano ma, dopo un colloquio con il ct, ha deciso di tirarsi indietro: "Non se la sentiva". Così è tornato subito in Inghilterra, rinunciando alle partite contro Irlanda del Nord e Bosnia (quella che è costata all’Italia l’eliminazione ai rigori).Oggi, però, l’allenatore del Liverpool, Arne Slot, ha confermato che Chiesa si è regolarmente allenato con i Reds e sarà a disposizione per la delicata sfida di FA Cup di domani (quarti di finale) contro il Manchester City di Guardiola. Difficilmente partirà titolare, ma è pronto a entrare in campo.Le parole di Slot ("Si è allenato e sarà disponibile") hanno subito scatenato polemiche sui social: "Se sta bene per il Liverpool, perché non ha giocato con la Nazionale?". Gattuso ha spiegato la situazione con amarezza: "Quando sento che uno è titubante, devo fare una scelta. Aveva dei timori, non se la sentiva. Le teste dei giocatori non sono tutte uguali. Non sono un medico: se una persona non sta bene, non devo insistere. Se poi ci lascia un ginocchio, come mi guarderà?".Chiesa aveva dato la sua disponibilità a febbraio (dopo una cena di Gattuso a Londra con gli italiani della Premier), ma una volta a Coverciano è riemersa l’insicurezza che lo accompagna dal grave infortunio al ginocchio del gennaio 2022. La sua ultima partita in azzurro risale a giugno 2024, durante l’Europeo in Germania.
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Ad Anagni (la “Città dei Papi”) sono stati identificati e denunciati sette responsabili dei manifesti choc apparsi lo scorso marzo contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.I cartelloni, affissi abusivamente in vari punti della città, mostravano un fotomontaggio violento: per metà il volto di Meloni e per l’altra metà il volto di una donna brutalmente martoriata, accompagnato dallo slogan "Prima gli israeliani". Un’immagine forte e denigratoria che unisce l’attacco personale alla premier a una chiara critica alla linea di politica estera del governo in sostegno di Israele. I Carabinieri della Stazione di Anagni hanno condotto un’indagine rapida e accurata che ha permesso di individuare gli autori. Sette persone sono state denunciate per il reato di vilipendio (offesa all’onore e al prestigio del presidente del Consiglio). Per i quattro esecutori materiali delle affissioni abusive scatteranno inoltre sanzioni amministrative per affissione non autorizzata. Come ricorda ilSecolo d'Italia, questi manifesti rappresentano l’ennesimo episodio di un clima di odio e delegittimazione nei confronti di Giorgia Meloni, che va oltre la critica politica per sconfinare in insulti, minacce e immagini degradanti. Di fatto, ancora una volta, si tratta di un’operazione di “sciacallaggio” ideologico messa in atto da ambienti della sinistra che conosce solo il linguaggio dell'odio.
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Giorgia Meloni, dopo il suo "blitz" nel golfo per cercare di assicurare stabilità energetica al nostro Paese in un contesto di crisi così forte, intervistata al Tg1 fa il punto e parla dei rapporti tra Europa e Trump: "Continuo a ritenere che sul piano geopolitico l'Europa non abbia molto da guadagnare da una divaricazione con gli Stati Uniti, pero' il nostro lavoro e' soprattutto quello di difendere i nostri interessi nazionali e quando non siamo d'accordo dobbiamo dirlo. E stavolta noi non siamo d'accordo". A questo punto sposta il focus sulla politica interna e di fatto spegne i sogni di rimpasto o di crisi della sinistra dopo il referendum e l'affermazione del "No": "Che il governo va avanti io l'ho detto un minuto dopo l'esito del referendum. Il giorno dopo eravamo al lavoro perché non abbiamo tempo da perdere. Non abbiamo tempo da perdere particolarmente in un momento come questo. A me posso dire che divertono le ricostruzioni su dimissioni e rimpasti che però per me sono alchimie di palazzo che non interessano nessuno, chi vuole continui pure a parlare di questo che noi intanto continuiamo a fare il nostro lavoro per il bene di questa nazione". A questo punto, tornando alla crisi internazionale, rivendica il lavoro dell'esecutivo: "Ovviamente la crisi internazionale sta avendo gia' e avra' effetti concreti negativi sull'energia e sull'economia italiana e il governo li monitora tutti quanti e intende intervenire con tutti gli strumenti che sono possibili per proteggere le famiglie e le imprese della nostra nazione, come del resto abbiamo fatto oggi con altri 500 milioni di euro destinati a prorogare fino al primo maggio il taglio di 0,25 euro del costo del carburante. Abbiamo anche ampliato la misura precedente con provvedimenti a favore degli agricoltori e delle aziende che esportano". Infine l'affondo sulla sinistra: ""Poi l'opposizione chiaramente fai il suo lavoro, pero' si trova anche nella fortunata posizione di chi puo' criticare comodamente seduto sul divano perche' sono altri che devono risolvere i problemi e noi lo facciamo. Ci aspetteremmo forse un atteggiamento un po' piu' costruttivo".
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A Reggio Calabria, Francesco Putortì, macellaio di 50 anni, è stato condannato dalla Corte d’Assise a 15 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio volontario e tentato omicidio. I fatti risalgono al 28 maggio 2024: Putortì, rientrando nella sua abitazione in contrada Rosario Valanidi, ha sorpreso due ladri (originari di Catania) al piano superiore della propria casa.Ne è nata una violenta colluttazione. L’uomo ha afferrato un coltello e ha colpito i due intrusi. Uno dei malviventi, ferito gravemente, è stato abbandonato dai complici nei giardini dell’ospedale Morelli di Reggio Calabria, dove è morto poco dopo. Il secondo, ferito, è fuggito in Sicilia ed è stato rintracciato in ospedale a Messina. Durante la fuga i ladri hanno perso anche due pistole che avevano appena rubato in casa.La difesa di Putortì aveva chiesto il riconoscimento della legittima difesa domiciliare o, in subordine, della legittima difesa putativa, e la riqualificazione del fatto in eccesso colposo di legittima difesa o omicidio preterintenzionale. La Corte, però, ha respinto tutte queste richieste, negando sia le attenuanti generiche legate alla difesa della proprietà privata sia la putativa.Secondo i giudici, l’imputato avrebbe colpito i ladri alle spalle mentre erano in fuga, trasformando così la reazione difensiva in un atto punitivo e volontario.
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