Caos ad Affari Tuoi, dove nella puntata di venerdì 27 marzo a giocare è Domenico del Molise. Oltre alla sua simpatia, ad attirare l'attenzione è sempre Herbert Ballerina. Il comico, da tempo spalla di Stefano De Martino, presenta la sua solita invenzione. Questa volta è il filtro per non apparire nelle foto di gruppo, ossia un cono da mettere in testa. Quanto basta a scatenare una donna del pubblico che urla "sei un genio". E il conduttore di Rai 1, stupito: "Guarda, c'è qualcuno che urla e dice che 'sei un genio'". Poco prima un altro colpo di scena: la musica che accompagna Herbert nella sua invenzione, non parte. "Non c'è la musica - dice il comico -, non parte". E la replica con cui De Martino liquida il tutto: "Non c'è". Ma solo dopo qualche minuto il "problema" si risolve. Ma il caos in studio è tanto. Ed ecco i commenti su X: "Puntata che entrerà negli annali, già si è capito", "'Se nevica non mi alzo proprio'. Bimbo cattivo è una icona deve assolutamente vincere 300 mila euro", "questa puntata si alternano lacrime e risate come se non ci fosse un domani". Insomma, il concorrente accompagnato dal padre conquista tutti.
"Siamo nelle mani di un governo che non ha idea di cosa fare". A dirlo è Davide Faraone. Ospite di 4 di Sera nella puntata in onda venerdì 27 marzo, il deputato di Italia Viva la spara così. "Tutto quello che era stato l'armamentario del referendum, no garantismo a gogo, è diventato da un giorno all'altro invece l'armamentario per cacciarli perché vittime di vicende giudiziarie. Quando noi avevamo chiesto di mandarli via per responsabilità politica, loro no". E ancora: "Subito dopo il referendum che avevano spinto sul garantismo invece sì". Per Faraone è "un elemento emblematico della confusione del Governo e in più i provvedimenti che non ci sono... Avete fatto vedere dei servizi che i distributori di benzina, i prezzi sono arrivati alle stelle, anche dei prodotti agricoli, tutto quello che arriva a tavola, i fertilizzanti e tutto ciò che riguarda il carburante vuol dire colpire anche il prezzo di ciò che noi mangiamo e quindi le famiglie non ce la fanno". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46197842]] Parole sulle quali Elisabetta Gardini non si trova d'accordo. Infatti, mentre Faraone parla, la deputata di Fratelli d'Italia scuote la testa. "Ma vi sembra che i prezzi siano calati da quando hanno fatto il provvedimento in cui hanno abbassato le accise che avevano aumentato qualche giorno prima con la legge di bilancio? Io credo che siamo nelle mani di un Governo che non ha idea di cosa fare", è la conclusione di Faraone a cui - evidentemente - non va nemmeno bene il taglio delle accise. "Siamo nelle mani di un governo che non ha idea di cosa fare" #4disera pic.twitter.com/NUC8rVAspL March 27, 2026
Telespettatori in rivolta. Accade sui titoli di coda de L'Eredità, il game show in onda su Rai 1. Ad arrivare alla Ghigliottina, nella puntata in onda venerdì 27 marzo, è Vittoria. La ragazza dimezza fino a giocare per poco più di 11mila euro. Le parole alle quali trovare la soluzione che accomuni tutte? Mandare, spazio, spettacolo, originale e statua della libertà. Proprio "l'ultima è la più difficile, io sarei partito da quella", ammette il conduttore Marco Liorni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47007613]] La ragazza dà come soluzione il termine "trama", ma - dopo un lungo ragionamento - Liorni spiega che la soluzione è in realtà "replica". Da qui la protesta degli utenti di X. "Ma come replica della statua della libertà?!? copia si dice Mi pare...", scrive un telespettatore al quale fa eco un altro: "Stasera stra-difficile". E infatti Vittoria non è riuscita a portare a casa il bottino. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46988962]] Ci è riuscita invece Giulia. La giovane, di soli 18 anni, ha vinto ben 40mila euro. Su di lei solo complimenti: "18 anni. Preparata su argomenti che alla sua età è lecito non conoscere. Ma che avete da criticare? Forse perché e fisicamente deliziosa e vi rode l'invidia?". Nulla da aggiungere: un applauso ad Anna e, soprattutto, a Giulia". Ma come replica della statua della libertà?!? copia si dice #leredita March 27, 2026
È terminata a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri. Sul tavolo, tra le altre cose, il decreto fiscale (dl Fisco) recante "disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica". "Il Consiglio dei ministri ha appena approvato un decreto-legge che accoglie pienamente le proposte di Forza Italia, che fin da subito ho portato avanti con determinazione, per rendere il sistema fiscale più equo e snello", è stato il commento a caldo di Maurizio Casasco, deputato azzurro e responsabile del dipartimento Economia del partito. E ancora: "Parliamo di misure reali che premiano chi investe in Italia, crede nel futuro del nostro Paese e tutela le start-up Italiane. Proprio queste rappresentano l’anello di congiunzione tra gli investimenti del presente e lo sviluppo innovativo del Paese. In primo luogo, vengono ripristinate le regole di tassazione sui dividendi incassati e sulle plusvalenze realizzate da cessioni da partecipazioni, proprio come funzionava prima della legge di Bilancio 2026. Forza Italia si è battuta per eliminare quelle penalizzazioni a danno degli imprenditori che investono nel capitale di rischio e questo decreto legge conferma che avevamo ragione". Inoltre, "come richiesto da un ordine del giorno di Raffaele Nevi si estende l’iperammortamento a tutti i beni strumentali ovunque prodotti. Questo significa più incentivi per chi compra macchinari e attrezzature, innovando e favorendo la crescita delle imprese italiane. Queste novità sono figlie della ragionevolezza e della vera semplificazione fiscale che Forza Italia porta avanti con determinazione e dedizione. Forza Italia non smetterà mai di battersi per un fisco equo per famiglie e imprese, e sarà sempre vicino a chi produce e investe". Ad annunciare un'altra importante novità è Erica Mazzetti. La deputata di Forza Italia e responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici di FI definisce "una vittoria netta per il nostro sistema Paese: il governo ha dato seguito all'impegno preso e ha rimandato al 1 luglio l'introduzione della tassa di 2 euro sui piccoli pacchi extra Ue, come avevo chiesto con Odg a mia prima firma al Milleproroghe. Così abbiamo ottenuto. Una correzione giusta e auspicabile, che aiuta la logistica italiana, settore fondamentale per l'Italia. Giusto aspettare la normativa europea e giusto che l'Italia sia allineata, senza perdere quote di mercato e competitività. Sono soddisfatta di questo risultato ottenuto per l'Italia e per un suo settore trainante".
“Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato un decreto-legge che accoglie pienamente le proposte di Forza Italia, che fin da subito ho portato avanti con determinazione, per rendere il sistema fiscale più equo e snello. Parliamo di misure reali che premiano chi investe in Italia, crede nel futuro del nostro Paese e tutela le start-up Italiane. Proprio queste rappresentano l’ anello di congiunzione tra gli investimenti del presente e lo sviluppo innovativo del Paese. In primo luogo, vengono ripristinate le regole di tassazione sui dividendi incassati e sulle plusvalenze realizzate da cessioni da partecipazioni, proprio come funzionava prima della Legge di Bilancio 2026. Forza Italia si è battuta per eliminare quelle penalizzazioni a danno degli imprenditori che investono nel capitale di rischio e questo decreto legge conferma che avevamo ragione. Inoltre, come richiesto da un ordine del giorno dell’ Onorevole di Forza Italia Raffaele Nevi ,si estende l’iperammortamento a tutti i beni strumentali ovunque prodotti. Questo significa più incentivi per chi compra macchinari e attrezzature, innovando e favorendo la crescita delle imprese italiane. Queste novità sono figlie della ragionevolezza e della vera semplificazione fiscale che Forza Italia porta avanti con determinazione e dedizione. Forza Italia non smetterà mai di battersi per un fisco equo per famiglie e imprese, e sarà sempre vicino a chi produce e investe”. Così Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e responsabile del dipartimento Economia del partito.
Un documento choc emerge alla vigilia del corteo del 28 marzo, quando scenderanno in piazza a Roma il movimento No Kings Italia, Askatasuna e altri esponenti del mondo antagonista. Il documento, che il Giornale ha potuto visionare, sarebbe una sorta di guida in cui tra le altre cose si leggerebbe che il pestaggio è "un gesto giusto e salutare". Il vademecum sarebbe nato come analisi degli scontri del 31 gennaio scorso a Torino e poi si sarebbe trasformato in un manuale vero e proprio. "Un appello che non è quello di opposizione al governo ma la promessa di un'esplosione di rabbia, una rivolta", avrebbero scritto gli anarchici dell'area di Alfredo Cospito, si legge sul Giornale. Su Torino invece avrebbero scritto: "Mentre il viale centrale di corso Regina era molto affollato, le vie laterali sgombre offrivano interessanti prospettive di attacco", aggiungendo che "dal punto di vista tattico molto è migliorabile". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46927574]] Dal documento emergerebbe anche il loro rifiuto di essere vittimizzati: "Molti, per strizzare l'occhio a sinistra, faranno leva sul vittimismo, sottolineeranno la violenza della polizia in piazza, si spingeranno fino a distorcere i fatti raccontando di un corteo inerme che all'improvviso e senza motivo è stato caricato a freddo dalle forze dell'ordine. A chi c'era, tutto questo non può che suonare ridicolo". Gli anarchici, poi, avrebbero spiegato come si organizza lo scontro: "Raggrupparsi in alcune centinaia con una chiara ed evidente disposizione allo scontro, prendere con naturalezza le prime linee e costringere tramite strumenti di controllo psichico molto sofisticati il resto del corteo a seguirli". E infine: "Chi pensa che dinamiche del genere siano imputabili all'infiltrazione ha il cervello devastato". "Non solo si teorizza l’organizzazione dello scontro. Ma si arriva a definire il pestaggio come qualcosa di 'giusto e salutare'. E a legittimare l’aggressione alle forze dell’ordine: una deriva violenta che colpisce direttamente i principi dello Stato di diritto - ha commentato Fratelli d'Italia su Facebook -. Alla sinistra chiediamo di uscire da ogni ambiguità. Chi giustifica o tollera queste posizioni mina la convivenza civile e mette a rischio la sicurezza di tutti. È il momento di prendere le distanze in modo netto e definitivo dagli estremisti rossi”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46916660]]
https://video.italpress.com/play/mp4/video/MVx3
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Il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, il prefetto Vittorio Pisani -, ha incontrato a Milano il direttore di Libero, Mario Sechi, e la redazione del quotidiano. Al centro dell'incontro il ruolo della stampa e la centralità della collaborazione tra cronisti e forze dell'ordine, un lavoro in tandem necessario per informare gli italiani sulle evoluzioni dei fenomeni della criminalità e in un'ottica di prevenzione. Pisani, nel corso della giornata, ha incontrato anche il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, il direttore di Sky Tg 24 Fabio Vitale e i direttori Tommaso Cerno, direttore del Giornale. Nel corso della visita, il Prefetto Pisani ha inoltre avuto un colloquio, presso la sede di Mediaset, con Mauro Crippa, Direttore Generale Informazione e della Comunicazione Mediaset e Niccolò Querci, Direttore Centrale Risorse Umane, Operazioni e Tecnologie. Gli incontri hanno rappresentato un importante occasione di confronto su un progetto di formazione dedicato alla comunicazione istituzionale, che il Prefetto intende avviare e rivolgere alle figure apicali e ai portavoce della Polizia di Stato.
Andrea Kimi Antonelli arriva a Suzuka con un volto diverso rispetto a poche settimane fa: il successo in Cina ha alleggerito qualcosa anche nel modo di presentarsi davanti ai microfoni. Il sorriso è più aperto, la consapevolezza cresce e il senso è chiaro: quel primo trionfo non viene vissuto come un punto d’arrivo, ma come il vero inizio. Lo ammette lui stesso senza nascondere l’ambizione, in un’intervista al Corriere della Sera: “perché mi sono tolto un peso, ho rotto il ghiaccio e mostrato il potenziale. E so che le aspettative sono alte”. La vittoria ha inevitabilmente cambiato il rumore attorno al giovane pilota Mercedes, investito da una popolarità improvvisa anche fuori dal paddock. “È stato un bel boom, ho ricevuto messaggi da tanti sportivi, da piloti e non solo — ha raccontato il bolognese —. Me lo sono goduto, non al 100%, visto che dopo 24 ore ero già in Inghilterra a preparare il Gp del Giappone, ma va bene così”. Poi il pensiero più personale: “La vittoria l’ho dedicata alla mia famiglia, a mio nonno che non c’è più e alla Mercedes”. Nel frattempo però Antonelli prova a difendersi dall’euforia generale, anche perché il richiamo di Toto Wolff resta chiaro: niente distrazioni. “Sì, è un attimo perdere il focus sull’obiettivo — ha aggiunto —. Tutto d’un tratto sono diventato un candidato per il Mondiale, ma so che è un secondo passare dalle stelle alle stalle”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46888288]] Tra i messaggi ricevuti, uno lo ha colpito più di tutti: “Quello di Sinner, mi ha sorpreso per come me lo ha mandato, dopo una sua vittoria”. Sul piano tecnico, rispetto a un anno fa sente di avere fatto un salto netto anche nel confronto interno con George Russell: “Mi sento più in controllo della situazione, so gestire meglio le energie”. E proprio il rapporto con Russell resta uno dei temi più osservati dentro Mercedes. Dopo la vittoria qualcosa nei toni sembra cambiato: “Si sta comportando nello stesso modo di prima — ha concluso —. Si capirà fra qualche gara come evolverà il nostro rapporto; per ora sono cambiate soltanto un po’ certe sue parole”. Una frase che lascia aperto più di uno scenario. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46961109]]
"Pensate, lo dico ai telespettatori, il potere della vostra matita messa su un foglio di carta nel segreto dell’urna ha creato questo sconquasso ma soprattutto ha rotto la bolla di ipocrisie, quei racconti edulcorati secondo cui è andato tutto bene e i ministri, anche se indagati, pluri-indagati, potevano rimanere lì, addirittura condannati in primo grado... È saltato tutto": Giuseppe Conte lo ha detto nello studio di Corrado Formigli a PiazzaPulita su La7 guardando direttamente in camera e mettendo su uno show che quasi nessuno avrebbe apprezzato, almeno stando ai commenti comparsi sui social. Il riferimento dell'ex premier è al risultato del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Referendum in cui il No alla riforma Nordio, fortemente voluta dal governo Meloni, ha prevalso sul Sì. "C’è stato semplicemente un assalto alla diligenza del buon senso e della cultura giuridica, capitanato da quelli come Conte. L'unica cosa che avete sconquassato è il futuro democratico di un Paese il cui ordinamento giudiziario rimane allineato alle peggiori dittature del pianeta", ha commentato un utente su X. Un altro invece: "Perfetto per uno show televisivo, non per Palazzo Chigi". E ancora: "Io mi preoccuperei più dello sconquasso che ha combinato con il reddito di cittadinanza e con il bonus 110". "Il potere della matita": Conte da Formigli, guarda qui il video di PiazzaPulita [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47004354]]
Paolo Bertolucci non usa giri di parole e nell’analizzare il momento di Carlos Alcaraz finisce per mettere a fuoco con durezza il peso che oggi accompagna ogni partita del numero uno del mondo. Negli studi di Sky Sport Tennis l’ex azzurro ha affrontato il tema partendo proprio dalle recenti difficoltà dello spagnolo, tornato a parlare più volte della pressione continua che vive chi occupa il vertice del ranking. Alcaraz da settimane insiste su un concetto preciso: chi è davanti sente addosso una sorta di caccia permanente, un bersaglio costante da parte di tutti gli avversari. Una sensazione che anche Jannik Sinner conosce bene dopo il lungo periodo trascorso al comando della classifica mondiale. Secondo Bertolucci però i due stanno vivendo situazioni differenti, pur dentro una pressione simile: "Carlos e Jannik vivono tensioni diverse — premette —. Quando sei numero uno o numero due Atp e perdi due partite, come è accaduto a entrambi, la tensione si alza, è inevitabile”. Il punto centrale dell’analisi riguarda proprio il modo in cui Alcaraz starebbe assorbendo questo momento. Bertolucci spiega come nel tennis di altissimo livello bastino poche sconfitte per cambiare radicalmente l’atmosfera: "È come nello spogliatoio di una squadra — aggiunge — c’è armonia fino a quando si vince, poi quando perdi l’aria diventa meno leggera e qualcosa cambia perché quando perdi delle partite qualche domanda e qualche dubbio in testa ti viene e tutti questi sorrisi non li vedi più. Quando invece si vince lo spogliatoio è molto allegro". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46864202]] Poi arriva il passaggio più netto, quello che fotografa davvero la condizione dei leader del circuito: "Qualsiasi giocatore che entra in campo e sfida il numero 1 o il numero 2 al mondo e lo batte si mette una tacca sulla racchetta che dura per tutto l’anno — ha proseguito Bertolucci —. Se sei numero 30 o 40 al mondo e batti Alcaraz o Sinner fai il colpo della stagione”. Infine il riferimento a Michelsen e alla fatica incontrata da Sinner: "Prendiamo Michelsen, ad esempio — ha concluso —, io sinceramente non l’ho mai visto giocare così bene. C’erano dei momenti in cui Sinner era letteralmente sovrastato dai suoi colpi. Alla fine, poi, la differenza dei valori in campo arriva ma battere l'americano per Jannik non è stato affatto facile". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46983273]]
Francesca Albanese nel pallone. Accade alle Nazioni Unite dove la relatrice speciale sui territori palestinesi occupati viene incalzata da una giornalista. Al centro il nuovo rapporto della Albanese dal titolo "Torture and Genocide". A riguardo la giornalista ha chiesto alla relatrice quali fonti avesse usato per scrivere il documento. Risultato? Panico. "Le informazioni che ho fornito nel rapporto sono... Ovviamente non potevo andare a fare il conteggio dei morti io stessa, ma mi sono basata sulle informazioni fornite da...". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46805445]] Per cercare di uscire dal pantano, la Albanese ha citato "avvocati palestinesi e israeliani" per poi proseguire: "Questi sono decessi confermati. Voglio dire, sospetto che tra le migliaia di persone - le prime migliaia di persone - scomparse o sparite, ci possano essere altri morti". Ecco allora che ha cambiato discorso. Meglio attaccare Israele: "Il punto - ha proseguito - è che c'è bisogno di... proprio come ho detto, la priorità è fermare Israele". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46727366]] E ancora: "Non nutro alcuna speranza che i palestinesi di Gaza vengano salvati se non ci sarà un intervento massiccio per fermare Israele. La situazione a Gaza sta peggiorando. Naturalmente, e questo è intenzionale. La domanda è perché continui ad accadere", ha affermato, domandandosi come mai "se la Corte Internazionale di Giustizia afferma che l'occupazione è illegale e gli Stati membri hanno l'obbligo di non agevolarla, questi obblighi dovrebbero impedire agli Stati membri di trasferire armi a uno Stato che commette crimini di guerra, senza nemmeno considerare la Convenzione sul genocidio. Come mai, allora, gli Stati membri continuano a collaborare con Israele?". Una giornalista chiede a Francesca Albanese di citare le fonti del suo rapporto che incolpa – sì, avete indovinato – Israele. pic.twitter.com/0a6C1EDiNo March 26, 2026
Bosnia-Italia comincia molto prima del fischio d’inizio. La partita che martedì mette in palio un passaggio pesantissimo verso il Mondiale si è già caricata di significati, tensione e dichiarazioni che raccontano perfettamente il clima con cui le due nazionali si stanno avvicinando alla sfida di Zenica. Da una parte c’è Gennaro Gattuso, che dopo il successo azzurro ha analizzato con lucidità il prossimo ostacolo: "Squadra di grande esperienza, vecchi marpioni che giocano con il 4-4-2, hanno esperienza e giocheremo in uno stadio molto molto caldo. Sarà una partita difficile”. Dall’altra, a quasi quarant’anni, Edin Dzeko, il centravanti bosniaco ex Roma e Inter che continua a essere il volto dominante della nazionale. A Cardiff è stato lui a firmare il gol che ha spento il Galles e riacceso il sogno mondiale del suo Paese. Un’altra firma pesante di un attaccante che conosce il calcio italiano forse meglio di chiunque altro nel gruppo bosniaco. Dzeko in Italia ha costruito una parte enorme della propria carriera: Roma, dove resta uno dei marcatori più prolifici della storia del club, poi Inter e infine Fiorentina, lasciata soltanto pochi mesi fa. Qui ha costruito anche la sua vita privata: matrimonio celebrato in Italia, quattro figli nati tra Roma e Milano, famiglia ancora legata a Firenze. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47014167]] Eppure, davanti all’Italia, il passato lascia spazio soltanto all’obiettivo presente. "Siamo una squadra unita, con molti giovani di qualità e alcuni giocatori più esperti — le sue parole —. Abbiamo meritato la vittoria anche con un pizzico di fortuna”. Poi il messaggio più pesante, quasi una sfida psicologica lanciata agli azzurri: "Non dobbiamo pensare troppo a quello che è successo, non mi piace guardare al passato, guardiamo al presente e al futuro — ha concluso —. Ci siamo meritati la finale. Abbiamo disputato delle ottime qualificazioni. Ora ci aspetta la finale contro gli italiani, che verranno a Zenica da grandi favoriti. Noi però vogliamo dimostrare quanto possiamo fare”. Ed è proprio qui che Dzeko prova a spostare tutto il peso sull’Italia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47013887]]
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"Ho provato un moto di fastidio davanti a chi, a spoglio ancora in corso, si è messo a parlare di primarie": Rosy Bindi, intervistata da La Stampa, lo ha detto a proposito del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e delle sue parole sulle primarie nel campo largo in concomitanza con l'uscita dell'esito del referendum sulla giustizia. "Anche questa fretta dimostra che non si è capito il voto. Sovrapporre immediatamente il risultato al consenso all'opposizione e intestarsi la vittoria rischia di far imboccare una strada sbagliata", ha aggiunto l'ex ministra fondatrice del Pd. "Voglio dire: abbiamo fatto una battaglia per difendere la Costituzione e, nemmeno il tempo di finire lo spoglio, ci metti il cappello sopra? - ha proseguito la Bindi -. I partiti hanno fatto la loro parte, ma abbiamo vinto soprattutto grazie ai comitati, all'impegno civico. E in primo luogo bisogna capire i motivi profondi del voto: la democrazia, la pace, i diritti, la libertà". Dietro tutto questo secondo lei ci sarebbe un elemento in particolare: "Anche a sinistra si è diffuso il virus della personalizzazione. So bene che non si fa a meno di un leader, ma la tradizione delle forze di sinistra è quella della comunità che lo esprime, non della lotta per la leadership. Anche questa volta abbiamo vinto perché si è votato sulla Costituzione, non su una persona". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47003129]] Sulle primarie nello specifico, invece, ha detto: "Non scarto certo lo strumento: sarebbe come smentire la mia storia politica degli ultimi trent'anni. Ma il referendum ha chiesto un'alternativa e ci vuole altro per costruirla. Se ogni candidato va col proprio programma, si va nel senso esattamente opposto. Prima bisogna fare la fatica di chiarire le antinomie che conosciamo, a cominciare dalla politica internazionale". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46996264]]
Annullati i concerti. Gianluca Grignani ha annunciato uno stop. Nel mirino le esibizioni in programma il 23 maggio al Lanciano Forum di Castelraimondo (Macerata), il 25 maggio all’Alcatraz di Milano e il 27 maggio all’Atlantico di Roma. Il cantante è stato costretto a rinunciare ai live per "problemi fisici non gravi", come annunciato da lui stesso. "Ero davvero felice di tornare sul palco e di rivedere tutti voi, la mia gente. Mi avete fatto sentire tutto il vostro affetto dal giorno in cui abbiamo annunciato i concerti, che avevano registrato quasi il tutto esaurito a due mesi dall’inizio del tour e che rappresentavano solo l’inizio di un nuovo viaggio da fare insieme. Poi, l’entusiasmo del pubblico che ho reincontrato per le strade di Sanremo e il tornare a cantare al Festival, ha fatto accrescere ancor di più la voglia di suonare dal vivo". Motivo per cui "sono stato in studio per mesi per preparare i live e per finire l’album. Negli ultimi giorni, però, sono sorti dei problemi fisici non gravi, ma sufficientemente importanti da richiedere la mia attenzione in maniera costante, per cui, purtroppo, ora devo fermarmi". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:43424204]] Grignani si rivolge direttamente ai suoi fan: "Spero che possiate comprendere quanto sia difficile per me decidere di mettere in pausa la musica, da sempre al primo posto nella mia vita, ed essermi vicino anche adesso. Tornerò presto, ve lo prometto, canteremo e suoneremo ancora più forte!". Da oggi, venerdì 27 marzo, fino al 27 aprile sarà dunque possibile richiedere il rimborso dei biglietti presso il canale di vendita utilizzato in fase di acquisto. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46573757]]
Nel corso dell’intervista a Ciao Maschio, Pierluigi Pardo ha aperto il suo mondo più intimo, soffermandosi sul legame profondissimo con la madre, una presenza centrale e decisiva nella sua vita. Alla domanda della conduttrice su quel rapporto così forte, il giornalista ha risposto con grande trasporto: "So che le volevo bene, so che ci siamo voluti molto bene. È stata una figura straordinaria, illuminante nella mia vita, una donna piena di entusiasmo, di passione per lo sport, di passione per il teatro". Un ricordo carico di emozione, che si intreccia con il dolore per la malattia affrontata dalla madre nell’ultimo anno della sua vita: "Ha passato l’ultimo anno della sua vita con una malattia che a un certo punto sembrava migliorare". E ancora: "È stato un anno terapeutico, molto utile, nel quale ci siamo detti tante cose belle". Nel dialogo con Nunzia De Girolamo emerge anche il racconto di un rapporto viscerale, diventato ancora più intenso dopo la scomparsa del padre: "Mio papà era morto qualche anno prima e dopo la morte di mio padre, che era un uomo un pochino più ombroso e più anziano, io avevo un po’ la missione di portarmela in giro". Poi ha aggiunto, con tenerezza: "Magari la mandavo a teatro, ogni tanto prendevamo i biglietti per i concerti". Spazio poi anche a un altro grande capitolo della sua vita privata: la paternità arrivata tardi, vissuta però con entusiasmo e autenticità. "Ho fatto un figlio a 48 anni e mezzo perché io sono un tipo che si butta nelle situazioni", ha raccontato Pardo. E poi ha confessato con sincerità anche i pensieri che ogni tanto lo sfiorano: "Col senno di poi ti dico, l’avrei voluto avere prima". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46430285]] Infine, il giornalista è tornato anche su un passaggio importante del suo percorso professionale, quello della chiusura del rapporto con Mediaset, vissuto in un momento già molto delicato sul piano personale: "Quella è stata un’estate dove mia mamma cominciava a non star bene". Un passaggio che gli è dispiaciuto, legato non solo al lavoro ma anche al senso di appartenenza costruito negli anni: "Per me è stata una famiglia, è una famiglia. Mi è dispiaciuto perché per me, lo dico qui in Rai con grande gioia, è stata una famiglia meravigliosa per tantissimi anni e conservo un ottimo rapporto con tante persone". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46903470]]
Ha solo 18 anni, ma il suo nome è già entrato stabilmente nel radar del calcio europeo. Kerim-Sam Alajbegovic è il talento che martedì proverà a mettere in difficoltà l’Italia, ma soprattutto è il giocatore che negli ultimi mesi ha già fatto sfumare un possibile approdo in Serie A. Esterno offensivo mancino, nato a Colonia nel 2007, Alajbegovic è considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio bosniaco. Cresciuto tra Germania e settore giovanile del Bayer Leverkusen, ha poi trovato spazio e continuità al Salisburgo, dove la sua stagione ha attirato osservatori da tutta Europa. Numeri pesanti per la sua età: 11 gol e tre assist tra campionato e coppe, con prestazioni che hanno acceso l’interesse concreto di Milan, Juventus e Napoli. Il club italiano che più di tutti aveva seguito da vicino la sua crescita era il Milan, con emissari presenti anche negli ultimi impegni internazionali per monitorarlo dal vivo. Ma proprio quando sembrava possibile aprire una trattativa, il Bayer Leverkusen ha anticipato tutti esercitando il diritto di recompra inserito al momento della cessione in Austria. Dal primo luglio Alajbegovic tornerà così in Bundesliga con un contratto quinquennale, scelta che conferma quanto il club tedesco creda nel suo potenziale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47014167]] A impressionare è la sua completezza: rapidità nell’uno contro uno, facilità di calcio con entrambi i piedi, capacità di partire largo e accentrarsi con naturalezza. Un profilo moderno, già abituato anche al calcio internazionale. Nel frattempo ha già lasciato il segno anche con la Bosnia maggiore, diventando il più giovane marcatore della nazionale e mostrando personalità nei momenti decisivi: nell’ultimo spareggio ha trasformato il rigore che ha portato i bosniaci avanti nel percorso mondiale. Ora davanti troverà proprio l’Italia. Per molti è ancora una promessa. Per il mercato europeo, invece, è già una certezza da proteggere. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47013887]]
L'attuale sistema normativo in materia fiscale e immobiliare ha reso l'acquisto della prima casa un'operazione strategica, agevolata dalla conferma di incentivi mirati sia al sostegno dei nuovi proprietari sia all'efficientamento degli edifici. Il 2026 si apre con un quadro di agevolazioni consolidate, in cui la possibilità di integrare i bonus per il recupero edilizio con le condizioni di favore previste per l’acquisto della prima casa costituisce un’opportunità concreta per ottimizzare l'impegno economico. Valutare correttamente l'interazione tra le detrazioni governative e i prodotti creditizi è il passaggio fondamentale per pianificare un investimento che garantisca non solo la sostenibilità immediata della rata, ma anche un risparmio gestionale dell'immobile nel lungo periodo. Le principali agevolazioni fiscali per chi acquista e ristruttura Il sistema fiscale prevede diversi canali di agevolazione per chi stabilisce la propria residenza in una nuova abitazione. Il pilastro centrale resta la detrazione IRPEF del 19% sugli interessi passivi corrisposti per il finanziamento ipotecario, calcolata su una soglia massima di 4.000 euro annui. Per le giovani coppie e gli acquirenti sotto i 36 anni, rimangono operativi i meccanismi di garanzia statale che agevolano l'erogazione del credito anche in presenza di un capitale iniziale ridotto. Per chi decide di ristrutturare, invece, ci sono i bonus per la ristrutturazione edilizia e l'ecobonus, che nel 2026 continuano a incentivare gli interventi di riqualificazione attraverso detrazioni ripartite in dieci quote annuali di pari importo. I due incentivi possono anche essere cumulabili se si opta per un mutuo misto, destinato all'acquisto e allo stesso tempo alla ristrutturazione. Le condizioni prevedono che l'immobile diventi l’abitazione principale entro sei mesi dalla fine dei lavori e non devono essere trascorsi due anni dall'acquisto. Come scegliere il mutuo prima casa più adatto alle proprie esigenze L'individuazione del finanziamento corretto richiede un'analisi comparativa tra le varie offerte di mutuo prima casa presenti sul mercato, tramite delle piattaforme specializzate che permettano di calcolare un preventivo personalizzato e mettere a confronto le proposte di più istituti di credito. La valutazione deve superare il semplice confronto dei tassi nominali: in una fase di mercato caratterizzata da una maggiore stabilità dei tassi, ad esempio, anche la scelta tra fisso e variabile deve essere ben valutata e pesata, sia sulla propria capacità di assorbire eventuali oscillazioni, sia sulle prospettive di reddito future. Se il tasso fisso offre la garanzia di una rata invariabile nel tempo, ideale per chi cerca protezione e sicurezza, il variabile può risultare interessante in scenari di distensione monetaria, a patto di disporre di una flessibilità economica adeguata. È altrettanto vitale ponderare la durata del piano di ammortamento: prolungare il finanziamento riduce l'esborso mensile, ma incrementa il monte interessi totale, motivo per cui è fondamentale bilanciare l'importo della rata con le reali possibilità di risparmio del nucleo familiare. Gli errori comuni da evitare durante l'acquisto Un errore frequente consiste nel limitare l’analisi al prezzo di acquisto e alla rata mensile, trascurando l'incidenza delle spese accessorie. Oneri notarili, costi di istruttoria, perizie e imposte rappresentano una quota rilevante dell'esborso iniziale che va preventivata con precisione. Un altro rischio è la mancata verifica dei requisiti oggettivi necessari per accedere ai benefici fiscali: parametri legati all'ISEE o alla categoria catastale dell'immobile possono infatti escludere l'acquirente da importanti sgravi. Infine, non va sottovalutata la flessibilità del contratto di mutuo: la presenza di clausole che consentano la rinegoziazione o la sospensione temporanea dei pagamenti costituisce una tutela essenziale per gestire imprevisti professionali senza mettere a rischio la proprietà dell'abitazione.
Vi proponiamo "Tele...raccomando", la rubrica di Klaus Davi dedicata al piccolo schermo CHI SALE (Puoi baciare la damigella) [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46996949]] Nel secondo, dai contorni fantasy, James e Michelle sono sull’orlo del divorzio ma un improvviso “scambio” di corpi li porterà a rivedere i loro comportamenti nei confronti del partner. Un filone che prosegue in linea con i film natalizi, che avevano lanciato la rete a share sopra il 5%, e che consente di intercettare tante donne (6%) nonostante nella stessa fascia vadano in onda format dalla platea per lo più femminile come Uomini e donne e La forza di una donna su Canale 5 o La volta buona e Il paradiso delle signore su Rai 1. Ma Tv8 mantiene il suo pubblico ormai fidelizzato grazie a titoli come Un principe da sogno o Di nuovo insieme. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46981143]]
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Dietrofront di Francesco Agnino, il giudice di Cassazione che nei giorni scorsi, dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, aveva invitato avvocati e colleghi schierati con il Sì a dimettersi, definendo "imbarazzanti" i loro "ricorsi o sentenze". "Ammetto di aver utilizzato un linguaggio non continente determinato dal clima di tensione creato in questi mesi dal referendum - dice adesso Agnino -. Non era mia intenzione mancare di rispetto all’Avvocatura tutta, con la quale ho sempre intrattenuto rapporti di stima e rispetto ovvero nei confronti dei colleghi. Come sanno molti avvocati, ho sempre improntato i rapporti all’insegna del rispetto reciproco. Sono rammaricato del clamore mediatico creato con questo messaggio, chiedo pubblicamente scusa se le mie parole hanno ferito la sensibilità di avvocati e colleghi". Nel post finito al centro della bufera, invece, il giudice scriveva: "Mi rivolgo ad alcuni avvocati e colleghi che hanno sostenuto il sì, dal mio angolo privilegiato della Corte di Cassazione, vi invito ad abbandonare la toga, non perché avete sostenuto legittimamente il sì, ma perché ho letto di vostri ricorsi o sentenze e l’aggettivo che meglio si attaglia è imbarazzanti. Il diritto e in alcuni casi la lingua italiana scorrono paralleli ai vostri scritti imbarazzanti. Solo per questo dovreste dimettervi o cancellarvi dall’ordine. Ed adesso è giusti togliersi qualche sassolino dalle scarpe". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46968478]]
"Da Alberto Stasi mi aspetto di tutto". Sono queste le parole pronunciate da Marzio Capra, il genetista consulente della famiglia Poggi, durante Ore 14 Sera. Nel programma di Milo Infante si parla di Garlasco. Lo stesso conduttore ricostruisce: "A volte la logica aiuta per cercare di capire quello a cui la scienza non dà risposte. Alberto Stasi uccide la fidanzata, poi corre a casa in bicicletta, senza farsi la doccia e pulirsi, si mette davanti al computer tranquillamente, ma si era già liberato di vestiti e arma del delitto? Dove? Non si sa, sono stati fatti dei controlli sulla strada e non è stato trovato niente. Almeno un dubbio su questo dovrebbe venire, dottor Capra". Immediata la replica del consulente: "Non so in che condizioni è arrivato Stasi a casa, se avesse avuto un testimone lo avrebbe portato in questi 18 anni. Era a casa da solo, non so fosse nudo sporco di sangue al computer". Ma il conduttore ribatte: "È credibile questa cosa?". Lui insiste: "Ci sono state persone condannate per avere ammazzato tre-quattro persone che sono andate a mangiare un panino da Mc Donald’s". Poi l'attenzione si sposta sulla tesi alla quale Stasi stava lavorando. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47003870]] "A me aveva colpito che durante l’interrogatorio avesse chiesto ai carabinieri di avere una copia della tesi, significa che evidentemente aveva in mente di finire velocemente", ammette Infante mentre Capra respinge questa teoria: "Potrebbe avere chiesto della tesi perché era il suo alibi". Da qui la conclusione del consulente: "È una persona che ha migliaia di file oggettivamente critici, io li ho visti e mi facevano schifo, anche se non sono un bacchettone. Da una persona che collezione quel tipo di pornografia mi aspetto oggettivamente di tutto". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47015664]]
Dopo il referendum sulla Giustizia, lo stesso ministro Carlo Nordio ha paventato il rischio di una "azione più invasiva delle toghe" su punti cruciali della politica del governo di centrodestra come sicurezza e immigrazione. Giovedì però il Parlamento Ue ha dato il via libera alla direttiva sui rimpatri, Hub e Paesi terzi che di fatto chiede al Consiglio Ue di recepire la linea-Meloni e gli accordi Tirana-Roma sull'immigrazione irregolare. Un successo politico innegabile per l'esecutivo, che tanto ha puntato sul modello-Albania, e un colpo anche alla tendenza della magistratura nostrana a fare le barricate e ostacolare in ogni modo l'applicazione della legge nazionale a suon di ricorsi e cavilli. Basta pensare alle sentenze di Silvia Albano, giudice di Roma leader di Magistratura democratica, la corrente delle toghe più vicina al Pd. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46999211]] Intervistato dal Tempo, l'eurodeputato di Fratelli d'Italia - ECR Carlo Fidanza, non a caso, punge: "Sappiamo quanta fantasia abbiano esercitato i magistrati politicizzati sulla vicenda immigrazione. La sinistra nelle scorse settimane ha attaccato Giorgia Meloni per aver detto che una certa magistratura aveva liberato criminali e stupratori. Ma è esattamente quello che è avvenuto, nelle numerosissime volte che sono stati annullati ordini di trasferimento e di rimpatrio di stranieri pluricondannati". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46999696]] "Ora non vorremmo che, sull'onda dell'entusiasmo referendario, provvedimenti di quel tipo si moltiplicassero, perché magari qualcuno pensa di aver ricevuto una sorta di investitura popolare", scandisce Fidanza, che poi ricorda ad Anm, MD e dintorni: "I magistrati sono tenuti ad applicare le norme, ora addirittura confermate da un quadro giuridico europeo che non lascia più dubbi, non a interpretarle in modo ideologico al fine di impedire al governo di fare ciò per cui è stato votato. Mi auguro di sbagliarmi ovviamente. E comunque gli italiani stiano certi che andremo avanti, fedeli al mandato dei cittadini". Il voto in Europa, aveva commentato giovedì lo stesso Fidanza, "rappresenta il terzo pilastro di una strategia che, come sapete, ha già riguardato altri due provvedimenti recentemente approvati: quello sul concetto di Paese terzo sicuro e quello sulla lista dei Paesi terzi sicuri. Questi tre pilastri della nuova strategia europea per contrastare l'immigrazione illegale sono il frutto dell'ispirazione, del lavoro e del modello che l'Italia e il governo di Giorgia Meloni hanno portato avanti in questi mesi. Con il voto di oggi ci sarà ancora qualche passaggio di finalizzazione, ma di fatto concludiamo un pacchetto di norme che ha visto il Governo italiano come ispiratore e noi, come gruppo di Fratelli d'Italia e dei Conservatori europei, protagonisti in quest'Aula nel costruire una maggioranza di centrodestra che si è manifestata su questi voti".