Donald Trump dopo lo scontro con Papa Leone XIV torna a parlare del Pontefice e lo fa a modo suo: diretto. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato di non reputare necessario un incontro con Papa Leone per chiarire le loro divergenze. Parlando con i giornalisti fuori dalla Casa Bianca, Trump ha aggiunto: "E' molto importante che il Papa capisca che l'Iran ha ucciso 42 mila persone totalmente disarmate, erano manifestanti, l'Iran non può avere un'arma nucleare. Ogni Paese, compresa l'Italia dove lui vive, sarebbe in pericolo". Poi parlando anche della tregua tra Libano e Israele, il presidente americano ha anche fatto il punto sulla crisi iraniana: "Stiamo procedendo bene, ve lo assicuro", ha detto Trump ai giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca. "Non sono certo che sia necessario prorogarlo", ha aggiunto il presidente. Secondo Trump, l'Iran è ansioso di concludere un accordo e ha fatto intendere di essere "disposto a fare oggi cose che non era disposto a fare due mesi fa". E tuttavia, ha detto il presidente, "se non ci sarà un accordo, i combattimenti riprenderanno". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47289949]] Infine ha aggiunto: "L'Iran non avrà mai armi nucleari. Non esiste un limite di 20 anni. Abbiamo una dichiarazione molto potente, non avranno armi nucleare neanche tra più di 20 anni". Bisognerà attendere i prossimi giorni se con queste parole potrebbe chiudersi il conflitto nel golfo e la relativa crisi che ne deriva sul fronte energetico. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47290820]]
Un giorno di ordinaria follia sotto il Vesuvio. In piazzale Medaglie d'Oro, nel quartiere Vomero a Napoli, dove questa mattina, giovedì 16 aprile, c'è stata una rapina con ostaggi, sono arrivati i carabinieri del Gruppo intervento speciale (Gis) di Livorno per la bonifica all'interno della filiale della banca Credit Agricole dove erano già stati liberati 25 ostaggi. Si presume che il gruppo di malviventi, travestiti con maschere che raffiguravano attori americani famosi, siano fuggiti attraverso la rete fognaria dove nella notte avevano praticato un foro sul pavimento. Tra le persone liberate dai carabinieri c'erano anche una decina di dipendenti della filiale e alcuni clienti in fila agli sportelli. Sei persone hanno fatto ricorso alle cure mediche in seguito a malori dovuti allo spavento. Nessuno è grave. Sul posto anche il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. I carabinieri del Gruppo intervento speciale (Gis), hanno fatto irruzione nella filiale della banca Credit Agricole, dove si sospettava potessero ancora nascondersi i banditi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46343215]] Al momento è ancora chiusa piazza Medaglie d'Oro a Napoli. Così come l'uscita Niutta della metropolitana Linea 1. Mentre la stazione è aperta al pubblico. A causa delle operazioni delle forze dell'ordine sono state deviate alcune linee bus: 130, 147, 139, C44 e C42. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46337985]]
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Ok allo stop della lieve entità per lo spaccio di strada: l’aula del Senato ha approvato un emendamento unitario della maggioranza, a trazione FdI, a prima firma del senatore Marco Lisei, che introduce una circoscrizione della lieve entità sullo spaccio di strada. Relativamente a produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope “il fatto non si considera di lieve entità quando, per l’allestimento di mezzi o di strumenti, ovvero per le modalità dell'azione, le condotte risultano poste in essere in modo continuativo e abituale”, si legge nella riformulazione dell’emendamento al dl Sicurezza approvata dall’aula e accolta da Lisei. “Accogliamo la riformulazione perché non altera il principio di fondo: la finalità è quella di limitare la concessione della lieve entità per lo spaccio, condotte particolarmente insidiose dei cittadini”, ha detto. Dura la reazione delle opposizioni. “Siamo in una condizione di sovraffollamento carcerario allucinante, con il 30% dei detenuti legati alla droga, ma avete valutato l’impatto di questo intervento di circoscrizione della lieve entità? È pericolosissimo fare una modifica così delicata in questo modo. Chiedo di ritirare questa norma perché ha un impatto drammatico”, ha detto il senatore dem Alfredo Bazoli. Un appello, quello al ritiro, a cui si è unito anche Peppe De Cristofaro di Avs: “Io legalizzerei, qua si stringe, quindi figuriamoci se condivido, ma come diavolo è possibile che un emendamento come questo, estraneo per materia, viene reso potabile e altri sono resi improcedibili? Non può esserci il doppio standard degli emendamenti. Chiedo di tornare in commissione”. Ma la richiesta, a cui si è associata pure la pentastellata Ada Lopreiato, è stata respinta. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46264146]] “Questo emendamento che sembra così scandaloso dice soltanto che gli spacciatori di strada devono stare in galera”, ha detto da FdI Andrea De Priamo. Mentre la senatrice della Lega Erika Stefani in una nota ha dichiarato: “Introduciamo una seria stretta agli spacciatori: il piccolo spaccio non occasionale non sarà più considerato di 'lieve entità'. Con questa misura non ci si potrà più avvalere dell'attenuante e quindi si partirà dalla pena più grave, che prevede da 6 a 20 anni di reclusione e multe fino a 260mila euro. Grazie ai sottosegretari Ostellari e Molteni per aver lavorato a questo risultato. Nessuna tolleranza, come vorrebbe la sinistra, per tali reati, che più di altri macchiano le nostre città: chi vende morte e degrado sarà punito severamente". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46215794]]
Sono bastati pochi minuti a Galeazzo Bignami per inchiodare Riccardo Magi e tutta la sinistra. I compagni, da tempo, raccontano che Giorgia Meloni sia subalterna a Trump. Ma quello che il leader di Più Europa dimentica è che loro hanno preso soldi da George Soros. E continuano a rivendicarlo con orgoglio. "Questo dipinto di subalternità da chi ha preso più di 300mila euro da un magnate americano... lui e altri esponenti del suo partito. Quant'è che avete preso da Soros?", ha detto Bignami ospite a Porta a Porta da Bruno Vespa. "Tutti rivendicati per degli obiettivi comuni", ha replicato Riccardo Magi. "Sentire che cosa avrebbe fatto di subalterno il presidente del Consiglio da chi ha preso più di 300mila euro da Soros, che è un signore che nel 1992 causò una delle più grandi svalutazioni - ha controreplicato Bignami -. Era l'anno in cui il governo Amato prelevò lo 0,6% dai conti correnti. Quindi mi pongo un dubbio sull'opportunità di prendere dei soldi da chi ha preso più di un miliardo di dollari dagli italiani causando la svalutazione epocale della lira. Personalmente credo che non si dovrebbe essere orgogliosi di ciò. Non prendiamo lezioni di subalternità da chi evidentemente ha fatto della subalternità ai poteri finanziari anti-italiani una delle proprie bandiere".
Ilaria Salis pubblica sui suoi social la foto di una persona bloccata e ammanettata dalle forze dell'ordine. Stop, senza aggiungere dettagli sufficienti per capire cosa sia realmente accaduto. Subito dopo paragona la persona in questione a George Floyd, l'afroamericano ucciso a Minneapolis dalla polizia statunitense. E, quindi, ne approfitta per attaccare le forze dell'ordine e il nostro Paese, paragonato a "uno Stato di polizia". "Abusi di potere a Padova - ha scritto l'eurodeputata di Avs su X -. Ieri notte, al termine di un’assemblea per la costruzione del 25 aprile in città, un controllo nella cosiddetta 'zona rossa' è degenerato nel fermo di alcuni compagni del Centro Sociale Pedro, poi arrestati e ora in attesa di processo per direttissima. Uno dei fermati, che dichiarano di avere consegnato i documenti e di non aver opposto alcuna resistenza, sarebbe stato strattonato con violenza, immobilizzato a terra e schiacciato fisicamente in stile George Floyd". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47277781]] E ancora: "Secondo diverse testimonianze, inoltre, i presenti che hanno assistito alla scena e hanno chiesto spiegazioni agli agenti sarebbero stati brutalmente aggrediti con calci, pugni, manganelli e spray al peperoncino. Tutto ciò è gravissimo. Pare che non si tratti di un episodio isolato, ma di una modalità operativa ben consolidata, che colpisce con particolare frequenza persone razzializzate o in condizioni di marginalità. Come spesso accade: dietro la martellante retorica della 'sicurezza', gli abusi di potere. Noi non accetteremo che l’Italia diventi uno Stato di polizia". Abusi di potere a #Padova pic.twitter.com/r698x8S4Jn April 16, 2026
Silvia Salis festeggia con tanto di selfie in consolle per il concertone organizzato in piazza Matteotti nella Genova da lei amministrata... ma sotto il suo naso c'è il degrado a cielo aperto. La dem che studia da segretaria del Partito democratico - e che qualcuno vorrebbe in trincea alle prossime primarie del centrosinistra - ha tentato il colpaccio mediatico per intercettare il voto giovanile. Come? Chiamando a suonare una famosa dj techno. "Piazza Matteotti stracolma, tante e tanti giovani per ascoltare una delle dj più influenti della scena techno internazionale: a Genova, stasera, suona Charlotte de Witte Una serata per tante e tanti giovani genovesi e non solo, una serata bellissima per la nostra città. Charlotte de Witte ha scelto piazza Matteotti per la sua musica e Genova ha risposto alla grande. Grazie a tutte e tutti quelli che ci sono stati e che ci hanno creduto", aveva commentato sui social subito dopo l'evento. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47235529]] Peccato che alcuni ragazzi presenti in piazza si siano approfittati della situazione, dimenticandosi di trovarsi in un luogo pubblico. Alcuni infatti hanno letteralmente trasformato una cabina telefonica in un bagno. In un filmato che è diventato virale sui social si vedono alcuni di loro in coda per usufruire di quel "servizio igienico". Una fogna a cielo aperto.
La scomparsa di Alex Manninger, ex portiere di Juve, Siena e Fiorentina, ha scosso tutto il mondo del calcio. L'austriaco è morto in un incidente stradale, travolto da un treno in corsia mentre con la sua auto si trovava in mezzo al passaggio a livello. La sbarra, secondo quanto si apprende, era alzata. Manniger si trovava da solo in auto al momento dell'impatto con il treno. Le 25 persone a bordo, invece, sono rimaste illese. "Grazie al tipo di veicolo, è possibile analizzare con precisione i dati elettronici e, di conseguenza, il comportamento del conducente", ha spiegato l'ingegner Gerhard Kronreif, perito incaricato dalla Procura. Si indaga anche sull'effettivo funzionamento del semaforo che avrebbe dovuto indicare con il rosso il divieto di attraversamento dei binari. Nato a Salisburgo, Manninger era stato uno dei portieri più rappresentativi del calcio austriaco. Dopo gli inizi con l’Austria Salzburg, nel 1997 era diventato il primo austriaco a trasferirsi in Premier League con l’Arsenal, vincendo nella stagione 1997/98 il 'double' campionato-FA Cup. Nel corso della carriera aveva giocato in diversi club europei, soprattutto in Italia, tra cui Juventus e Siena, oltre a esperienze con Liverpool e Ausburgo. Con la nazionale austriaca ha collezionato 34 presenze, partecipando anche agli Europei del 2008 come secondo portiere. Manninger aveva concluso la carriera nel 2017.
Definì Matteo Salvini "ministro della malavita": assolto lo scrittore campano Roberto Saviano, su cui pendeva un'accusa di diffamazione nei confronti dell'attuale vicepremier per via di alcuni post pubblicati sui social nel 2018, quando Salvini era ministro dell'Interno. Lo ha deciso il giudice monocratico del tribunale di Roma. In sua difesa, Saviano aveva affermato che la sua critica nasceva da una posizione culturale e politica ben precisa, citando Salvemini per sottolineare una tradizione di denuncia morale nei confronti del potere. Non è tardato ad arrivare il commento dello scrittore, che ha parlato della sentenza attaccando il vicepremier: "Salvini per anni mi ha perseguitato letteralmente, facendo campagne elettorali su di me. Soprattutto, lo ricorderete, continuando a dichiarare che avrebbe tolto la mia scorta. Questa sentenza ci dimostra che lui aveva preso in considerazione la possibilità di consegnarmi ai clan. Chi chiede di togliere la scorta a chi è scortato dallo Stato, senza tra l'altro addurne una motivazione, sta accettando di consegnare la persona ai clan. Questa sentenza per me, soprattutto, va a sottolineare questo - ha detto a LaPresse -. Voglio dedicarla a chi mi ha difeso, al mio avvocato Antonio Nobile, assieme ad Articolo 21 e a tutte le persone che in questi anni ci sono sempre state. E poi la dedico a Gaetano Salvemini, perché Gaetano Salvemini oggi è stato tantissime volte citato e gli avrebbe fatto piacere di sentire che le sue parole mettono così tanta paura, ancora oggi, al potere". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47285704]]
L'ex portiere della Juventus Alex Manninger è morto in un incidente stradale: aveva 48 anni. Come riporta il sito di Gianluca Di Marzio, secondo le prime ricostruzioni sarebbe infatti passato da un passaggio a livello incustodito - e con la barra alzata - ed è stato travolto da un treno che passava in quel punto intorno alle 8:20 di questa mattina, giovedì 16 aprile. Il veicolo, un minivan, è stato gravemente danneggiato nell’impatto con un treno regionale. I circa 25 passeggeri del treno e il conducente sono rimasti illesi, mentre per l’ex portiere non c’è stato nulla da fare nonostante i rapidi soccorsi e i tentativi di rianimazione. Le cause dell’incidente restano ancora da chiarire. Le autorità stanno analizzando i dati elettronici del veicolo e verificando anche il corretto funzionamento del segnale rosso al passaggio a livello. Manninger si trovava da solo in auto al momento dello schianto. "Grazie al tipo di veicolo, è possibile analizzare con precisione i dati elettronici e, di conseguenza, il comportamento del conducente", ha spiegato l'ingegner Gerhard Kronreif, perito incaricato dalla Procura. Si indaga anche sull'effettivo funzionamento del semaforo che avrebbe dovuto indicare con il rosso il divieto di attraversamento dei binari. Nato a Salisburgo, Manninger era stato uno dei portieri più rappresentativi del calcio austriaco. Dopo gli inizi con l’Austria Salzburg, nel 1997 era diventato il primo austriaco a trasferirsi in Premier League con l’Arsenal, vincendo nella stagione 1997/98 il 'double' campionato-FA Cup. Nel corso della carriera aveva giocato in diversi club europei, soprattutto in Italia, tra cui Juventus e Siena, oltre a esperienze con Liverpool e Ausburgo. Con la nazionale austriaca ha collezionato 34 presenze, partecipando anche agli Europei del 2008 come secondo portiere. Manninger aveva concluso la carriera nel 2017. Ad annunciare la sua scomparsa di Alex Manninger è stato il Salisburgo, ex club in cui il portiere ha giocato: "Ci uniamo al cordoglio per il nostro ex portiere Alex Manninger, tragicamente scomparso in un incidente stradale. I nostro pensieri sono con la sua famiglia e i suoi amici. Riposa in pace, Alexander".
La Regione Siciliana lancia un forte incentivo fiscale per attrarre nuovi residenti. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, ha approvato un decreto che prevede il rimborso del 50% dell’Irpef versata per tre anni a tutti coloro che, provenendo dall’estero, trasferiranno il proprio domicilio fiscale in un Comune dell’Isola.La misura, prevista dall’ultima legge di Stabilità regionale, si rivolge sia a cittadini stranieri attratti dallo stile di vita siciliano, sia agli emigrati italiani (soprattutto giovani) che decidono di fare ritorno. Per accedere al beneficio è necessario produrre un reddito (da lavoro dipendente, autonomo o d’impresa) o essere titolari di una pensione, trasferire la residenza in Sicilia e acquistare un immobile abitabile o effettuare interventi edilizi su una proprietà nell’Isola.La residenza dovrà essere mantenuta almeno fino al 31 dicembre dell’anno successivo al trasferimento. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47098139]] Nei Comuni con meno di 5.000 abitanti il rimborso sale al 60%, con un tetto massimo di 100.000 euro all’anno per ciascuno dei tre anni.Il presidente Renato Schifani ha commentato: "Offriamo un incentivo concreto sia agli stranieri sia agli emigrati che vogliono tornare a vivere in Sicilia". L’assessore Dagnino ha sottolineato che si tratta di un’iniziativa al momento unica in Italia, pensata per far crescere il capitale umano nell’Isola. Secondo le stime della Regione, la misura dovrebbe risultare a costo zero, perché i nuovi residenti genereranno un gettito Irpef superiore al valore dei rimborsi erogati. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47135331]]
A Corciano - in provincia di Perugia -, il personale della polizia ha arrestato un uomo - di origine albanese -, che aveva numerosi precedenti di polizia. Il motivo? Si è reso responsabile del reato di fuga pericolosa a seguito della violazione dell'obbligo di fermarsi all'alt e di reingresso illecito nel territorio nazionale. Durante un normale controllo di stradale, gli agenti avevano dato il segnale dell'alt a una autovettura. Ma il conducente, anziché fermarsi, si è dato alla fuga a tutta velocità. Da quel momento è nato un inseguimento lungo le strade del centro abitato di Ellera di Corciano, durante il quale l’uomo ha mantenuto una condotta di guida estremamente pericolosa, mettendo a rischio la sicurezza degli altri utenti della strada con sorpassi azzardati. Subito dopo ha abbandonato il veicolo e ha tentato la fuga a piedi. Ma è stato immediatamente raggiunto e bloccato dagli agenti. I successivi accertamenti hanno evidenziato che l’uomo si trovava irregolarmente sul territorio nazionale, essendo già destinatario di un provvedimento di espulsione. Ora il 30enne albanese è in stato di arresto. A seguito della convalida, l’Autorità Giudiziaria ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di dimora nel comune di residenza, con permanenza domiciliare nelle ore notturne. Contestualmente, è stato concesso il nulla osta per l’espulsione dal territorio dello Stato.
Niente più pile di ricevute da conservare per dieci anni. Con l’approvazione definitiva del decreto Pnrr al Senato, l’estratto conto della banca diventa prova sufficiente per dimostrare i pagamenti effettuati con carte di credito, debito, prepagata o altri strumenti digitali.La novità, contenuta nell’articolo 8 del provvedimento convertito in legge oggi, elimina l’obbligo di conservare le ricevute cartacee emesse dai terminali POS, considerate fino ad oggi scritture contabili. Da ora in poi, le comunicazioni inviate dalle banche (inclusi gli estratti conto digitali via home banking o app) potranno sostituire integralmente quegli scontrini, purché riportino tutti i dettagli delle singole operazioni: importo, data, mittente e beneficiario.Il documento dovrà comunque essere conservato per almeno dieci anni, secondo le regole dell’articolo 2220 del Codice Civile. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47134425]] La misura, inserita in un decreto omnibus che tocca diversi settori tra cui cultura, turismo e commercio, ha l’obiettivo di semplificare la vita a cittadini e imprese, riducendo la burocrazia cartacea e accelerando la digitalizzazione dei processi amministrativi e fiscali.Il governo aveva posto la fiducia sul testo, che era già entrato in vigore a febbraio e ora diventa legge a tutti gli effetti.Una piccola rivoluzione quotidiana per chi usa abitualmente i pagamenti elettronici: meno carta, più semplicità, ma sempre con la tracciabilità garantita. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47299381]]
Lasciamo stare le scarpe da 1200 euro. La sindaca di Genova Silvia Salis è stilosa, su questo non si discute. E poi da quando la sinistra ha scoperto il “diritto al lusso” è inutile stare a rivangare la classe operaia o il pauperismo chic. È tempo perso. Il fatto è che Silvia Salis aggiunge agli outfit azzeccati una rappresentazione ideologica che è tutta politica. Cominciamo dal giorno dell’elezione alla guida di Palazzo Tursi: lei, col bimbo in braccio, accompagnata da una folla festante che canta Bella Ciao si avvia verso una sede istituzionale che diviene l’immaginaria roccaforte espugnata. Lei è la Marianna dei genovesi che ha battuto i neri, i “cattivi”, i fasci. E da quel momento ogni sua apparizione deve ricalcare il medesimo copione. Ci dev’essere tanta Resistenza nei suoi discorsi, e tanto antifascismo. Si dimenticano le promesse della campagna elettorale per concentrarsi sulla sede di CasaPound, la vera e unica emergenza. Salis ha del resto sposato un regista, Fausto Brizzi, che dice di sé: «Un regista non è mai geloso dell’attore protagonista del suo film». E si riferisce a lei, la prima attrice. Che sia una recita è scontato. I genovesi lo sanno e per ora si limitano a fare spallucce. Se la sindaca diventa un brand vincente meglio per tutti, pensano. E pazienza per l’inerzia amministrativa. Salis scopiazza Gualtieri e dice che Genova diventerà la città dei 15 minuti: servizi a portata di mano, insomma. Come doveva essere Roma nelle promesse dell’attuale sindaco. Uno slogan rassicurante quanto irrealizzabile. E allora che si fa? Si fanno commissioni, audizioni, si fanno fare studi, monitoraggi, si aprono uffici, si organizzano convegni. Nel chiacchiericcio si esauriscono le promesse fatte e non mantenute. Come la riforma dei municipi: doveva essere tra le cose fatte nei primi cento giorni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47289055]] Tutto dimenticato. «Lei lavora per la sua immagine politica», dicono i genovesi. Benedice i flottillanti in partenza per Gaza e fa approvare la mozione che riconosce lo Stato di Palestina. E i sondaggi dicono che lavora bene, supera in gradimento sia Schlein sia Conte stando a BiDiMedia che le assegnava un bel 48,9% in caso di primarie. Però sanno pure che a livello amministrativo è una sindaca letargica, oppure che fa danni. Come per la metro di superficie, lo skymetro, che Salis ha scelto di affossare (progetto pronto e soldi stanziati dal Mit) perché l’opera sarebbe stata troppo impattante per la Val Bisagno. Per sostituirla la sindaca ha pensato a una cabinovia (studio costato 100mila euro) non meno invasiva, e per la quale non ci sono fondi stanziati. Un’altra chiacchiera che resterà lettera morta. Salis non ne parla volentieri: così, intercettata da un’inviata di Far West, si rifiuta di rispondere sullo Skymetro. Ci sarebbe anche il tema del degrado del centro storico: un problema decennale, vero, ma Salis come lo affronta? Fa sfilare i comitati civici e i commercianti che si lamentano e si sfogano dinanzi a un’apposita commissione mentre lei si occupa del dj set in piazza Matteotti con Charlotte de Witte. I social amplificano e lei diventa subito la paladina dei giovani, osannati da tutto il carrozzone mediatico come i vincitori del fronte del No. E facciamoli ballare questi giovani – dice la sindaca – che Genova è una città talmente vecchia... In effetti La Superba è il luogo dove il calo demografico si fa sentire con più intensità: il Comune ha perso tra il 2004 e il 2024 circa 60mila abitanti (-10 per cento). Che si fa allora? Ci vuole il dj techno numero uno per tirare su il morale cittadino, il che come incentivo alla natalità funziona poco ma è molto glamour. Questa del ballo in piazza è una cosa che è piaciuta così tanto alla sinistra che Concita de Gregorio ha lanciato il paragone impossibile: Meloni vieta i rave, Silvia fa il rave in piazza. E tutti a ridere e darsi di gomito: sì sì, che brava questa sindaca, facciamola subito premier, anche se un dj set e un rave sono cose distinte e distanti ma stai a guardare il capello. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47285795]] Contro Concita anni fa Nicola Zingaretti si infuriava e accusava «l’eterno ritorno di questa sinistra elitaria e radical chic». E invece, tu guarda, sarebbe bastato chiamare un dj quotato in piazza e Concita sarebbe stata entusiasta persino di lui. Vero è che la vecchia guardia scruta l’avanzata di Silvia Salis con il sopracciglio alzato. Prendi Rosi Bindi. Dice: ma come, questa fa il sindaco da un anno e già si sente pronta a governare il Paese. Bindi è «esterrefatta». Salis invece è sicurissima delle sue potenzialità: se mi chiedono di sfidare Meloni non direi di no, fa sapere. E poi: «Pure io sono madre, sono cristiana» e aggiunge con perfidia femminea: «E sono pure sposata». E pensare che fu Bindi a dire che le donne in politica possono fare tutto mica solo le ministre delle pari opportunità. Ma chi se ne ricorda? Invece tutti ricordano la performance di Salis che in Comune legge gli insulti sessisti che le hanno rivolto sui social. Anche questo è femminismo. Anche questo è lotta dura contro il patriarcato. E se ci fosse l’ora di educazione all’affettività che la destra “cattiva” nega agli studenti allora sì che cambierebbe il vento e i maschi volgari tacerebbero d’incanto. Lo testimonia pure il marito di quanto è femminista Silvia Salis: «A casa nostra vige già un matriarcato puro. Nostro figlio porta il cognome della madre, e quando andiamo a una prima teatrale o cinematografica capita di ritrovarmi indicato sul pass come “Fausto Salis”». E poi ci sono i social dove Silvia va fortissimo. Rivista Studio la promuove a pieni voti anche se, certo, «il fatto che la famiglia compaia solo nei post della domenica fa un po’ tanto strategia», ammette. Il giornalista tuttavia ci tiene a far sapere che anche un suo amico di Marsiglia ha visto il reel della piazza in delirio per il concerto techno e ha promesso che visiterà Genova. Occorre rassegnarsi, oggi un reel può fare più di dieci stesure del Manifesto dei lavoratori. E lo capisca pure Conte col suo libro sulla nuova primavera. Il reel mobilita, il reel costruisce consenso. Purché sia, ovvio, resistente e antifa. Schlein pensava che il balletto sul carro del Pride potesse essere sufficiente. Invece arriva Silvia con Charlotte de Witte e sbanca il banco. Chiara Braga si affanna a dire che non è tempo di cercare esterni ai partiti per vincere. Più convincente l’astuto (e temibile) Travaglio che malizioso chiede: La Salis? Ma non doveva stare a Genova fino al 2030? Quindi le elezioni politiche si fanno nel 2031? [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47268693]]
Sotto la lente di ingrandimento, per la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, ci finiscono Gianni Di Vita e la cugina di lui. A far insospettire gli inquirenti alcune loro versioni fornite sui pranzi e le cene delle donne morte e positive alla ricina. Secondo gli inquirenti tutto sarebbe accaduto alla vigilia di Natale. Laura Di Vita, quarantenne, insegnante di scuola superiore, è la donna che dal 29 dicembre ha aperto le porte di casa sua (proprio di fronte a quella ancora sotto sequestro) a suo cugino Gianni e alla figlia maggiore Alice. Stando a Repubblica per Alice Laura è una seconda madre. Per questo mercoledì scorso, dopo l'interrogatorio di Gianni e Alice, gli investigatori della Mobile di Campobasso hanno sentito per quattro ore, fino a notte fonda, anche lei. Persona informata dei fatti visto che il fascicolo resta ancora contro ignoti. Eppure qualcosa non torna. Su tutto la sera del 23 dicembre: erano a cena insieme Gianni e Laura? E se sì, dove? Era anche lei la sera del 23 dicembre a casa del cugino? A questa domanda la donna ha risposto negativamente, così come "no" è stata la conferma di Gianni Di Vita. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47287121]] L'uomo dice di essere stato a tavola con moglie e figlia. Mentre Alice, la sorella maggiore di Sara, la sera del 23 dicembre era fuori a mangiare una pizza con amici. Ecco perché negli ultimi giorni, negli uffici della squadra mobile sono state convocate anche amiche e compagne di Alice e Sara. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47297870]]
Stretta sui pagamenti in contanti: a partire dal 2027 cambieranno alcune regole all'interno dell'Unione europea, dove saranno introdotti limiti più chiari e controlli più estesi, soprattutto per le operazioni di importo elevato. Alla base c'è il Regolamento UE 1624/2024, che entrerà in vigore il 10 luglio dell'anno prossimo. Da quel momento, nei pagamenti legati ad attività economiche non si potranno più superare i 10mila euro in contanti. Si tratta di un tetto massimo comune. Tuttavia, i Paesi non sono obbligati ad arrivare a quella soglia. Si può essere ancora più restrittivi: in Italia, per esempio, si è già sotto quella cifra. E potrebbe anche non cambiare nulla. In ogni caso, le nuove regole riguardano solo i pagamenti commerciali, come l'acquisto di un'auto o di un oggetto di valore o il pagamento di un lavoro. L'Ue, dunque, vuole intervenire solo nelle transazioni dove il rischio di irregolarità è più alto, non negli scambi tra privati e quindi non nella vita quotidiana in senso ampio. Al di là del limite dei 10mila euro, un'altra novità riguarda la soglia dei 3mila euro in contanti. A partire da quella cifra, chi riceve il pagamento, come ad esempio un negoziante, dovrà identificare il cliente e conservare i dati dell'operazione per diversi anni. In questo modo, verrà comunque lasciata una traccia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47299381]] Nel frattempo, si rafforzano anche i controlli delle banche sui movimenti di denaro. Sotto la lente soprattutto movimenti ripetuti, importi elevati e operazioni che non coincidono con il profilo abituale del cliente. In questi casi, gli istituti possono decidere di controllare e approfondire e, se necessario, segnalare un'eventuale anomalia alle autorità. L'obiettivo della stretta è chiaro: rendere più difficile l'uso del contante per attività illegali, come riciclaggio, evasione fiscale o finanziamenti illeciti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47134425]]
Imprigionato nella sua stessa casa. È questo il dramma che ha sconvolto Tinto Brass e gli altri abitanti di Isola Farnese a Roma, il borgo in cui il regista veneziano ha scelto come suo buen ritiro. A raccontare l'accaduto è la moglie Caterina Varzi, diventata vicepresidente del Comitato a tutela dei residenti di Isola Farnese costituitosi tra cittadini. "Siamo a un passo dal presentare un esposto alla Procura della Repubblica e dal fare un esposto alla Corte dei Conti: a fronte di un milione di euro stanziato per l’emergenza, la gestione dei fondi e l’inerzia amministrativa richiedono un accertamento immediato. Una denuncia che stiamo per fare come comitato e io e Tinto personalmente", spiega al Corriere della Sera. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47119125]] Il regista "la sta vivendo malissimo. Per una persona come lui di 93 anni questo stop significa rinviare la visita dal cardiologo e tutti gli accertamenti che una persona di quell’età deve assolutamente fare. A tutt’oggi l’unico modo per uscire dal borgo è una scala di 141 gradini provvisoria che non può certo fare. E la strada che è stata aperta per le emergenze, via Prato della Corte, non è assolutamente sicura, si rischia la vita. Tinto si sente anche molto umiliato dalle parole dell’assessora ai Lavori Pubblici Ornella Signorini che ha detto che tanto 'Tinto Brass non usciva di casa prima e non esce nemmeno ora', ma che discorso è? Il borgo intero è sprofondato in una crisi sociale, con difficoltà di somministrare perfino i farmaci salvavita, ma ricordo a tutti, anche al sindaco Gualtieri, che questa è Roma, non un paesino". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47121517]]
Strana morte quella del conservatorismo, e ovviamente dei suoi presunti gemelli che rispondono ai nomi di populismo e sovranismo. Strana prima di tutto perché rapida, fulminante. Qualche settimana fa opinionisti e media discettavano, preoccupati, di un mondo che andava a destra e di un’Italia chissà ancora per quanto tempo ancora in mano agli “eredi del fascismo”. Da qualche giorno è invece tutto un fiorire di più o meno entusiastici de profundis: di dotte analisi sull’avvenuta “normalizzazione”, sull’estirpazione dell’agente “patogeno” che aveva infettato le nostre “sane” democrazie, persino sulla rinascita dell’Europa che senza l’Ungheria di Viktor Orbàn può finalmente procedere spedita lungo il sentiero delle “magnifiche sorti e progressive” che l’attendono. Il cittadino più attento si chiederà come sia mai possibile che i processi politici e i flussi elettorali possano subire così rapidi mutamenti. Certo, viviamo nel tempo dell’accelerazione, ma da qui a pensare che bastino tre o quattro episodi, seppur importanti e significativi, per traghettare milioni di cittadini da destra a sinistra, mi sembra che ce ne corra. Eppure il risultato del referendum in Italia, la sconfitta di Orbàn in Ungheria, gli errori di Trump proiettati sulle elezioni di Midterm sono bastati a tanto. Cerchiamo di capire con serietà come stiano effettivamente le cose. Tanto per cominciare la “rivoluzione conservatrice” è iniziata subito dopo la grande crisi finanziaria del 2007-2008 e si è espressa in modi molto diversi fra loro nel decennio successivo in quasi tutti i paesi occidentali. L’apice lo si è raggiunto, probabilmente, nel 2016, con l’uno-due rappresentato, nel giro di pochi mesi, dalla Brexit in Gran Bretagna e della prima elezione dell’outsider Donald Trump negli Stati Uniti. I vari movimenti che sono emersi sono stati definiti tutti indistintamente, in senso spregiativo, populisti e sovranisti. Essi, per chi non si limitava all’anatema ma voleva cercare di capire, segnalavano invece, come reazione, l’avvenuto divorzio, consumatosi nell’età della cosiddetta “globalizzazione”, fra le élite e il popolo, fra una classe di poteri forti e transazionali e le realtà nazionali e locali più prossime all’uomo qualunque. In particolare, la contestazione era legata sia a motivi economici, sia culturali. Ad essere messa sul tavolo degli imputati era la cultura globalista e il woke, con l’idea di uomo disincarnato e senza identità che ne era il fondamento. Come tutti i movimenti reattivi, anche quello di critica alla globalizzazione si è presentato con elementi confusi, contraddittori, a volte anche inaccettabili. Compito della grande politica democratica era però quello di dare una risposta a certe domande, incanalare le pulsioni con concretezza e realismo. Non certo quella di creare inefficace e non democratici “cordoni sanitari”, come pure si è fatto. Che è quello che è avvenuto in Italia ad opera del governo Meloni, che ha segnato la giusta discontinuità democratica rispetto al passato e in più ha ridato ossigeno e spessore alla nostra esausta democrazia. In ogni caso, va segnalato che, nel frattempo, anche le forze che avevano dato vita ed erano state le protagoniste della globalizzazione, spinte dagli avvenimenti, sotto il pungolo dei conservatori, hanno corretto la propria rotta. Si pensi all’evoluzione del Partito Popolare, architrave del governo europeo, che ha fatto proprie molte delle istanze critiche sollevate dai conservatori, a cominciare dal superamento del New Green Deal. In sostanza, si può dire che sovranisti e conservatori hanno svolto una funzione democratica e liberale, anche quando liberali in senso classico proprio non erano. E che il loro avvento sulla scena del potere, anche in funzione di governo, ha contribuito ad affinare le loro richieste o comunque a separare le forze conservatrici sane da quelle più velleitarie e demagogiche. Anche da questo punto di vista, mi sembra di poter dire che l’Italia abbia dato, e possa continuare, con la sua esperienza, a dare lezioni, al vasto arcipelago liberal-conservatore di tutto il mondo.
Un lavoratore non può essere licenziato per “finta malattia” se ha un certificato medico valido. A chiarirlo è la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 8738/2026, come riportato dal sito Brocardi. Il punto centrale è semplice: il certificato medico ha pieno valore legale. Non può essere messo in dubbio da sospetti o valutazioni personali del datore di lavoro o del giudice. Per contestarlo serve una verifica medica di pari livello, come una perizia o un accertamento specialistico. Nel caso esaminato, l’azienda aveva basato il licenziamento su indizi (come il mancato acquisto di farmaci o la visita dal medico di base), ma senza prove concrete. La Cassazione ha ribadito che l’onere della prova spetta sempre al datore di lavoro, che deve dimostrare in modo certo la simulazione della malattia. In assenza di una controvalutazione medico-legale, il certificato resta valido. E quindi il licenziamento è illegittimo. In sintesi: non basta il sospetto per accusare un lavoratore di fingere una malattia. Servono prove solide, perché la salute non può essere messa in discussione senza basi scientifiche. Tuttavia, secondo l'art. 5 della L. n. 604 del 1966, l'onere della prova grava su chi licenzia. Può un’azienda licenziare un dipendente sostenendo che la sua malattia sia simulata, anche se esiste un certificato medico? La risposta, oggi, è molto più netta di prima: no, non senza prove solide. Con l’ordinanza n. 8738/2026, la Corte di Cassazione mette un punto fermo su una questione che riguarda milioni di lavoratori. La decisione nasce da un caso concreto: un dipendente era stato licenziato perché ritenuto “in finta malattia”. L’azienda aveva costruito una ricostruzione apparentemente plausibile, ma basata solo su indizi: il lavoratore non aveva acquistato i farmaci prescritti e il certificato era stato rilasciato dal medico di base, non da uno specialista. Elementi che, in un primo momento, avevano convinto anche la Corte d’Appello. Secondo i giudici, il certificato medico non è un semplice pezzo di carta: è una prova con valore legale, che può essere messa in discussione solo da una valutazione medica altrettanto qualificata. In altre parole, non può essere smontato da sospetti, intuizioni o ragionamenti “di buon senso”.
La Germania prende atto della svolta MFE. E lo fa attraverso una delle principali testate specializzate tedesche nel settore media: DWDL, punto di riferimento per manager, editori e addetti ai lavori, vero termometro dell’industria televisiva del Paese. Ed è proprio qui il punto centrale: per DWDL il progetto industriale di MFE-MediaForEurope è ormai partito e ha raggiunto una nuova credibilità anche sul mercato tedesco, storicamente tra i più complessi e competitivi in Europa. Il giudizio è chiaro: la capogruppo di ProSiebenSat.1, MFE-MediaForEurope, più che raddoppia l’utile e cambia scala industriale. Nel 2025 i ricavi crescono del 37%, raggiungendo i 4,03 miliardi di euro, mentre l’utile netto sale a 301 milioni, oltre il doppio rispetto all’anno precedente. Una performance trainata anche dal consolidamento integrale di ProSiebenSat.1 nel solo quarto trimestre, entrata per la prima volta pienamente nei conti del gruppo. “Il 2025 è stato un punto di svolta. È nato il primo broadcaster europeo”, ha dichiarato Pier Silvio Berlusconi. Non è solo una questione numerica. Il passaggio segna una trasformazione strutturale: MFE diventa un operatore paneuropeo con presenza in Italia, Spagna, Germania e Portogallo. Un cambio di paradigma che, proprio sulle pagine di DWDL, viene letto come un salto di qualità per l’intero settore. Anche i ricavi pubblicitari confermano la dinamica: salgono da 2,7 a 3,24 miliardi, spinti proprio dall’integrazione tedesca. E il 2026 potrebbe amplificare ulteriormente questi effetti. Berlusconi ha inoltre sottolineato come il consolidamento di ProSiebenSat.1 rappresenti un passaggio decisivo e un salto di scala per il gruppo. In questa chiave, il riconoscimento di DWDL assume un significato preciso: non è solo la lettura dei conti, ma la presa d’atto, da parte della principale stampa di settore tedesca, che il progetto paneuropeo di MFE ha superato la fase teorica ed è entrato in una dimensione industriale concreta.
DRACULA-L'AMORE PERDUTO LA TRAMA PERCHÈ VEDERLO Perché Besson torna grande facitore di spettacoli riprendendo il mito vampiresco come uno splendido fumetto arabescato Landry Jones che fu già il Dogman per Besson trasforma in eroe quasi romantico il famigerato succhiatore di sangue.
"Molti del suo stesso partito, dello stesso movimento MAGA, sostengono che lui sia incapace di svolgere il suo mandato e questo potrebbe evocare il venticinquesimo emendamento della Costituzione americana": Lucio Caracciolo lo ha detto in collegamento con Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, riferendosi al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che, a suo dire, potrebbe essere deposto dai vertici della Casa Bianca ben prima della fine del suo mandato. Se non addirittura prima delle elezioni di mid-term di novembre 2026. Di recente si è tornati a parlare di Trump e della sua capacità di governare dopo alcuni episodi che hanno scatenato la polemica, a partire dallo scontro con Papa Leone XIV, cui poi è seguita una rottura anche con la premier Giorgia Meloni. Senza dimenticare gli scenari di guerra ancora aperti. Secondo il direttore della rivista di geopolitica Limes, anche all'interno della parte politica vicina al tycoon "si comincia seriamente a discutere del fatto che questo presidente possa essere mandato a casa, forse anche prima delle elezioni di novembre, ma comunque prima della fine del suo mandato, perché rischia di fare un disastro". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47298468]] L'insofferenza - ha spiegato ancora l'esperto - sarebbe crescente: "Gli americani hanno avuto gli ultimi due presidenti di cui il primo, purtroppo, è stato diagnosticato in ritardo e ha fatto perdere le elezioni a Kamala Harris, e questo signore che ha qualche malessere ben più grave ma che, a quanto pare, può restare in carica a tempo indeterminato, o meglio, fino alla fine del mandato. Ma io non credo, penso che qualcosa succederà". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47285704]]
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Ancora il delitto di Garlasco al centro di Mattino 5. Nella puntata di giovedì 16 aprile ad aggiornare lo studio di Federica Panicucci è l'inviato della trasmissione. "Proprio dal computer di Chiara Poggi ti confermo che sarebbero venute fuori delle notizie molto importanti, elementi nuovi che per gli investigatori rappresentano una pista ben precisa da seguire", ha affermato il cronista che non esclude che tali informazioni "potrebbe anche riguardare un'area non distante da Garlasco ma ci si allarga un attimino il raggio d’azione". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47271363]] Da giorni infatti le indagini si stanno focalizzando non più sul pc di Alberto Stasi, ma su quello della vittima. A confermarlo anche l'avvocato di Massimo Lovati, Fabrizio Gallo: "Nel computer di Chiara Poggi gli inquirenti hanno già trovato il movente. Che quel computer sta parlando, sta raccontando", ha detto senza mezzi termini prima di precisare: "È un computer dove altri soggetti, compreso Andrea Sempio, ci hanno lavorato e hanno lasciato le loro tracce". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47271176]] Da qui lo sfogo sulle indagini: "Allora a questo computer si deve spiegare perché con tanta fretta lo hanno preso per portarlo in caserma e poi l’abbiamo dovuto esaminare 18 anni dopo". Certo è che fino ad ora nel pc di Chiara sono stati trovati due messaggi attribuiti allo stesso Andrea Sempio. Si tratta di comunicazioni inviate a Marco Poggi e datate entrambe al 2006, che riguardano aspetti della vita quotidiana. Nel primo messaggio, datato 25 maggio, si legge: "Avevi pure il dubbio che non lo passavo? Comunque l'ho passato con due errori e dalla prossima settimana si inizieranno le guide". Il contenuto fa riferimento al superamento dell’esame di guida, un tema del tutto ordinario che non presenta collegamenti con vicende investigative. Il secondo messaggio, del 2 agosto dello stesso anno, riporta invece: "Freddi mi ha detto che all'esame è tra i primi, quindi vado là verso le 9. Al massimo ci vediamo lì". #Garlasco, nel computer di Chiara #Poggi ci sono nuovi elementi decisivi? Voi cosa ne pensate? #Mattino5 su #Canale5 e in streaming su Mediaset Infinity pic.twitter.com/MRWZt2pxXS April 16, 2026