Il centrodestra mantiene un leggero vantaggio, ma la sfida con il campo largo si fa sempre più serrata.Secondo il sondaggio Tecnè per l’agenzia Dire, realizzato tra il 13 e il 15 maggio 2026, la coalizione di governo si attesta al 45,8% delle preferenze, in calo dello 0,2% rispetto all’8 maggio. Il campo largo segue a ruota con il 45,1% (-0,1%). Uno scenario di sostanziale equilibrio che riflette una fase di stallo del consenso. Nella maggioranza, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni si conferma nettamente primo partito con il 28,9% (stabile), seguito da Forza Italia all’8,8% (-0,1%), Lega al 7,1% (-0,1%) e Noi Moderati all’1%. Nel centrosinistra, il Partito Democratico guida con il 22,1% (-0,1%), tallonato dal Movimento 5 Stelle al 12,9% (-0,1%). Alleanza Verdi e Sinistra sale leggermente al 6,3% (+0,1%), mentre Italia Viva è al 2,4% (+0,1%), Più Europa all’1,4% (-0,1%), Azione al 3% (+0,1%) e Futuro Nazionale di Vannacci al 3,1% (+0,1%). Questa rilevazione conferma un trend di sostanziale stabilità emerso anche in altri sondaggi recenti. La Supermedia YouTrend/AGI del 15 maggio evidenzia un consolidamento del centrodestra, con FdI intorno al 28,4% e lievi guadagni per Lega e Futuro Nazionale, mentre il campo largo mostra una leggera flessione complessiva. Nelle rilevazioni SWG per TgLa7 dell’11 maggio, FdI resta al 28,8% (stabile), il PD sale al 22% (+0,2%) e Futuro Nazionale guadagna terreno (+0,3%). Altri istituti come EMG e BiDiMedia fotografano un testa a testa tra le due coalizioni, con il campo largo che in alcune rilevazioni di inizio maggio ha persino superato il centrodestra di un punto, grazie soprattutto alla tenuta di PD e M5S.
«Se quando guarda negli occhi suo figlio vede un innocente, le consiglio una bella visita oculistica». La frase più feroce Daniela Ferrari, mamma di Andrea Sempio, la riserva alla madre di Alberto Stasi. $ il colpo di penna che apre uno squarcio privato dentro il caso Garlasco, una rabbia covata per anni e finita in due lettere scritte a mano, spedite tra il dicembre 2018 e il gennaio 2019 al carcere di Bollate, quando Stasi stava scontando da tempo la condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi e Sempio era stato da poco archiviato, dopo che l’indagine era stata provvisoriamente riaperta. Missive rimaste sepolte per anni e oggi riemerse negli atti dell’inchiesta parallela della Procura di Brescia. soldi e l’amicizia lo metti in c... alla giustizia». Daniela Ferrari racconta di avere lavorato come vigilatrice penitenziaria nel carcere di Voghera e di avere letto questa frase appesa in molte celle. Una frase che oggi assume un peso diverso, perché arriva mentre la Procura di Pavia sostiene di avere ricostruito il mistero del denaro raccolto dalla famiglia Sempio negli anni della prima indagine. Le lettere della madre, però, sembrano raccontare un’altra versione. «Ci siamo mangiati migliaia e migliaia di euro a causa delle vostre indagini difensive e da innocenti», scrive ancora. E dunque, pare confermare, in un momento in cui i Sempio non erano coinvolti in indagini, la versione che viene sostenuta ancora oggi, e cioè che quei soldi rappresentavano le parcelle dovute agli avvocati. Tornando alle lettere, il passaggio più duro è quello rivolto alla madre di Stasi: «Se quando guarda negli occhi suo figlio vede un innocente, come ha dichiarato in televisione, le consiglio una bella visita oculistica, ne ha bisogno, ma da un oculista bravo. Se non ha i 120 euro per la visita glieli offro io. 120 euro non mi cambieranno la vita». In un altro passaggio lo scritto si fa ancora più aspra: «Ti ho scritto una lettera più di un mese fa alla quale come supponevo non ho avuto risposta però mi ha confermato che la giustizia italiana con te non ha sbagliato. Stai tranquillo, non ho intenzione di insultarti, ti basta guardarti allo specchio la mattina. Secondo quanto emerso nell’indagine, tra parenti e conoscenti i Sempio avrebbero raccolto almeno 43 mila euro, somma che i pm interpretano come possibile fondo per “comprare” un’indagine favorevole. E però, come detto, la difesa dei Sempio sostiene invece che quel denaro servì a pagare il collegio di avvocati e le attività investigative private. E proprio le frasi della madre sembrano andare in quella direzione: un’ammissione amara di sacrifici economici, debiti e parcelle. Oggi spuntano queste lettere private, scritte lontano dai riflettori e fuori dalle aule giudiziarie. Ma proprio per questo pesano. Perché dentro quelle righe non ci sono strategie difensive né comunicati preparati dai legali. C’è la voce di una madre furiosa che rivendica, in modo che oggi appare quantomeno inopportuno, l’innocenza del figlio: «Mio figlio è innocente», mentre sullo sfondo resta una rabbia che, col tempo, rischia di avere lasciato più tracce del previsto, insieme all’amarezza condensata in un altro passaggio: «Ci avete rovinati».
È un film già visto in altri Paesi d’Europa: di origine nordafricana, giovane, nato in Italia, di seconda generazione, determinato a uccidere. Come in altre occasioni, nel fronte del «non vogliamo vedere la realtà» è scattata la ricerca di un elemento di disturbo che serve a cancellare il problema dello straniero che ha portato a termine il suo piano omicida. Dunque Salim El Koudri, 31 anni, marocchino nato in Italia, laureato in economia, è raccontato come un soggetto instabile, «in cura psichiatrica» fino al 2024 presso il Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia. Non trovava lavoro e così ha compiuto «il folle gesto», questo è il quadro. Ma questo racconto nasconde un problema che si tende a tacere, che non si vuole affrontare, che fa scattare l’accusa di razzismo verso chi lo solleva, il modo più rapido (e intimidatorio) per alleviare la coscienza delle anime pie dalla visione della realtà: El Koudri ha guidato un’automobile contro la folla a Modena, puntando le persone, correndo a tutta velocità sul marciapiede, poi zigzagando e cambiando direzione non a caso, ma cercando di colpire ancora. Sceso dall’auto, brandiva un coltello. Voleva uccidere. Quali fossero le sue intenzioni è chiaro, la presenza di una condizione di alterazione psichica non cambia il bollettino medico. El Koudri era un potenziale pericolo, nessuno ha pensato di seguirne le tracce. Il quadro è esposto, ma solo fino a un certo punto. Il resto è coperto dal silenzio, un non detto che non aiuta nessuno: l’Italia è piena di soggetti come El Koudri e anche se le indagini dovessero confermare l’assenza di un disegno terroristico, di legami con l’estremismo, non viene cancellato il tema della presenza dello straniero, di prima e di seconda generazione, in una società dove le possibilità di prosperare si sono ristrette e le conflittualità sono aumentate. Abbiamo aperto le frontiere decenni fa senza avere una politica migratoria e oggi si vedono le conseguenze in una serie di fenomeni diversi (maranza, gang criminali, soggetti che praticano la violenza come stile di vita) che non sono ancora giunti all’apice, come in altri Paesi europei, perché l’Italia fino a poco tempo fa era solo una stazione di transito dei migranti che puntavano al Nord Europa. I casi parlano da soli, ma se il racconto sull’immigrazione, le sue conseguenze, la disintegrazione nascosta, è solo quello di un destino ineludibile perché oggi in cronaca c’è il matto e domani l’emarginato, ci sveglieremo un giorno in una società anarchica dove lo straniero siamo noi.
Salim El Koudri, il 31enne autore della tentata strage di via Emilia, è affetto da un "disturbo schizoide della personalità". Fino a due anni fa era seguito dal Centro di igiene mentale di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. Proprio in quella struttura gli investigatori di Digos e Antiterrorismo hanno acquisito ieri le sue cartelle cliniche per ricostruirne il profilo psichiatrico.Nato a Seriate, nel Bergamasco, da genitori marocchini, El Koudri viveva a Ravarino, un piccolo comune a circa quindici chilometri dal luogo dell’attentato. Alle 16.30 ha volontariamente sterzato la sua auto sul marciapiede, lanciandola a tutta velocità contro i pedoni con l’obiettivo di investirne il maggior numero possibile.Fino al giorno prima era un perfetto sconosciuto: nessun precedente penale, nessuna segnalazione, nemmeno una multa. Viveva solo in un appartamento che è stato completamente perquisito alla ricerca di indizi utili a capire le motivazioni del gesto. Gli inquirenti non escludono l’assunzione di qualche farmaco, anche se non sono state trovate tracce di alcol o droga. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47756526]] Ai vicini di casa, come riporta ilCorriere, appariva come un ragazzo tranquillo e riservato. L’unico segnale che notavano era la sua frustrazione per la disoccupazione: nonostante fosse laureato in Economia, da tempo cercava lavoro senza successo e questa difficoltà sembrava essere la sua principale preoccupazione. In casa non sono stati rinvenuti documenti, immagini o materiali che indichino simpatie per gruppi eversivi o islamici, né segni di un percorso di auto-radicalizzazione.Le indagini proseguono con l’analisi del conto corrente, del telefono e dei dispositivi digitali. Sono state sentite persone che lo conoscevano e non si esclude di interrogare anche i commercianti della zona, per verificare se l’attentato possa essere legato a un rifiuto lavorativo o a un episodio di ritorsione personale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47756993]]
Jannik Sinner ha battuto Daniil Medvedev per 6-2 5-7 6-4. E ora è acqua passato. Eppure quanto accaduto solo qualche ora prima ha destato parecchia preoccupazione. Il campione azzurro ha iniziato a mostrare evidenti problemi fisici, culminati in un conato di vomito a bordo campo, proprio davanti al suo team. Sinner appariva visibilmente provato, barcollante, con difficoltà a muoversi e a spingere sulle gambe. "A mio parere - commenta Flavia Pennetta -, sembrava che Jannik stesse avendo una crisi d’ansia, come se non riuscisse più a respirare. Però è riuscito a calmarsi. Era già successo per la prima volta agli Australian Open del 2025 e allora non sapeva bene come gestire la situazione. Forse oggi è stato in grado di riconoscere quando arrivano questi momenti“, ha spiegato la vincitrice degli US Open 2015, analizzando quanto accaduto in campo". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47753899]] Intanto però il numero uno non ha voluto rispondere al malessere passato. "Non riesco a rispondere a questa domanda", ha detto in conferenza stampa alla fine della sua semifinale vittoriosa. E ancora: "Non si può essere sempre al cento per cento - si è limitato a spiegare - è stato un match duro, con tanta tensione, sono contento di come sono riuscito a risolvere questa difficoltà, ho tirato fuori tutte le energie che avevo, l'esperienza nel circuito mi ha aiutato. E una partita del genere mi puo' essere utile in vista di Parigi". Ieri notte non ha dormito un granché: "Era la prima volta che mi capitava un match rimandato al giorno dopo, quando poi mancava poco alla fine, è un'esperienza in più". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47754241]]
Si chiama Salim El Koudri l'uomo che nel pomeriggio di sabato ha falciato diverse persone nel centro di Modena. Il ragazzo, stando a quanto si apprende, è laureato in Economia. Il 31enne è nato a Seriate il 30 marzo del 1995, in provincia di Bergamo, ma risiede a Ravarino, nel Modenese. Il 31enne incensurato sembra non fosse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o alcol. Dal suo passato emerge però la notizia che è stato sottoposto a cure psichiatriche. Sembrerebbe infatti che il 31enne abbia manifestato un forte rancore, sostenendo di essersi sentito bullizzato. L’uomo a bordo dell’auto, dopo aver travolto a folle velocità alcuni passanti, è scappato a piedi ferendo con un coltello una persona che ha tentato di fermarlo. Il 31enne è stato poi bloccato all’incrocio tra via Pioppa e corso Adriano. In totale sono sette le persone ferite, di cui quattro gravi. Una donna di 55 anni è gravissima, in pericolo di vita, e un uomo di 55 anni, anche lui grave. Entrambi sono stati portati in elicottero all'ospedale Maggiore di Bologna. Mentre ElKoudri veniva interrogato, si sono svolte perquisizioni nella casa dove abita. Non solo, perché si è attivato anche il gruppo 'terrorismo' della Procura distrettuale di Bologna. Secondo quanto diffuso dall'Asa i magistrati, coordinati dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi, attendono aggiornamenti dalla Digos di Bologna che ha inviato personale a Modena. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47754802]] "Quanto accaduto oggi a Modena, dove un uomo ha investito diversi pedoni e poi avrebbe accoltellato un passante, è gravissimo. Esprimo la mia vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie. Rivolgo anche un ringraziamento ai cittadini che con coraggio sono intervenuti per fermare il responsabile e alle Forze dell'ordine per il loro intervento", ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A commentare l'accaduto anche Matteo Salvini: "Salim El Koudri. Questo il nome del criminale 'di seconda generazione' che oggi a Modena ha falciato, con la sua auto a folle velocità, dei passanti innocenti. Fermato da coraggiosi cittadini nonostante avesse un coltello, è stato arrestato. Non ci può essere nessuna giustificazione per un delitto così infame", ha invece scritto X il leader della Lega e vicepremier. Qui il video della folle corsa [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47756059]]
C'è sgomento da parte dell'ex fidanzata di Andrea Sempio per quanto sta emergendo. "Io ne ho un buon ricordo, non mi aspettavo assolutamente che succedesse niente del genere. È per questo che io poi non ho più voluto guardare o avere a che fare con questa cosa". Raggiunta al telefono da Storie Italiane, la trasmissione in onda su Rai1 e condotta da Eleonora Daniele, la ragazza ammette: "Non sapevo parlasse in macchina da solo onestamente. Non sapevo tante altre cose, come il fatto che si fosse detto per un tempo immemore che non si fosse legato a nessuno. Non penso di essere l'unica persona con cui lui sia mai stato, mi ha parlato di altre ragazze. A me è sempre sembrata una persona normale". La relazione tra i due "è durata tre anni - ricorda -. Non c'erano sentimenti abbastanza profondi da portarci ad approfondire di più la vita dell'altro probabilmente, da parte mia e da parte sua. Non ho conosciuto famiglia e amici. Mi ha raccontato largamente del fatto che fosse stato indagato: ha detto quello che ha detto ai giornali, niente di più. Non mi ha mai raccontato di un amore non corrisposto né di un'ossessione giovanile. Violento? No. Ho il ricordo di una persona con cui sono stata senza troppi problemi, non ce ne sono stati di nessun tipo. Di Chiara (Poggi, la 26enne uccisa nella sua abitazione aa Garlasco, ndr) non mi ha mai parlato e non sapevo niente di suoi traumi". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47749433]] I due non si sono più sentiti "e ora non vorrei perché non è più una persona che fa parte della mia vita. Ci siamo lasciati perché le nostre strade erano diverse, io volevo qualcosa di più serio, lui no. Si andava un po' più nel profondo e poi ci si perdeva. Mi trovavo bene e mi trattava bene, era una persona simpatica con cui si poteva anche parlare in modo interessante. Ero innamorata e ho sofferto nella separazione come succede in milioni di altri casi". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47752761]]
Nella piece interpretata da Bruno Petrosino la disperante “surrealtà” di una vita troppo amara per essere tramandata Immaginate un uomo incinto che gioca coi Lego della vita a costruire forme. Iscrivendole (o provando a farlo) nel cerchio della vita. Ma cos’è la vita e quale il suo senso, la sua direzione, il suo livello? Qual è la realtà e quale il sogno o incubo che dir si voglia? Il gioco delle forme, dramma della “surrealtà”, scritto e diretto da Stefano Ferrara prova a rispondere (o forse no) agli abnormi quesiti in questo fine settimana in cui l’opera sta vivendo a Roma per la prima messinscena grazie alla magistrale prova d’attore di Bruno Petrosino, già rivelazione, ora esponente affermato del teatro underground capitolino. Forse la forma più bella di Resistenza culturale, quella dei teatri off. Che per cercarla bisogna andare oltre la superficie. Penetrare il ventre di una città troppo persa a lodarsi e far innamorare il mondo intero della sua “grande bellezza”. Una città che ha un sopra ma anche un sotto. Un fuori ma anche un dentro complesso. A volte molto interessante. Come la catacomba laica che è il Teatrosophia in via di Vetrina, cuore del Rione Ponte, dove in questa piovosa primavera ha trovato giusto rifugio il testo surreale quanto tragicamente attuale di una piece drammatica che prende forma in un monologo lungo oltre un’ora e mezza. Folle quanto intimo. Ironico quanto disperato. Sussurrato quanto urlato. Logorroico quanto ermetico. È la storia, decisamente non binaria, di Emidio Desderi, barbuto e complessato maschio misantropo, perso nella kafkiana solitudine metropolitana di una stanza. Chi conosce il percorso di Petrosino non può non ripensare a un altro drammatico soliloquio portato in scena dall’interprete romano, Cartoline da casa mia sulla sindrome hikikomori. Solo che ora l’adolescente è cresciuto, come la sua disperazione e incapacità a rapportarsi con un mondo fatto di “mani illustri”. Un racconto immerso nella schizofrenia esistenziale del nostro presente in cui ci si illude di essere liberi ma costantemente - come e forse peggio che nel passato - si ricade nei cliché, nei pregiudizi, nella mamma che stira e piange e in un futuro segnato dall’assurdo in cui l’unico altro contatto con la disperante realtà là fuori è il dannato mondo del lavoro, divenuto non meno assurdo del pensiero di un uomo gravido che sopravvive senza spiegazioni al suo stesso mistero. Vita impensabile e violenta, in cui anche il sesso, omo o eterosessuale poco importa, perde il suo fascino ed è rappresentato come ginnastica, al massimo ritmata a tempo di musica. Un’esistenza in cui Emidio è incapace di darsi pace e trovare speranza per sé, figurarsi se potrà mai offrirla a quell’inatteso fagottello di vita, inizialmente scambiato per un gonfiore. Invece no. Era un bambino. Di cui non si celebra nulla se non la liberazione che trova rifugio non in un cielo di cui la stanza è priva e l’immaginazione ancor di più. Meglio gli abissi e quel mare profondo dove almeno i cavallucci marini, meglio degli umani, hanno trovato una logica senza isterismi e pregiudizi verso una vita che, in un modo o nell’altro, non cede alla morte. Purché si riesca ad uscire da quello squallido monolocale in cui semmai abbandonare il peggio del mondo e dare vita a quella creatura altrimenti già condannata a una diversità troppo grave per essere vissuta.
Si chiama Luca Signorelli l'uomo che ha fermato il 31enne che nel pomeriggio di sabato, a Modena, ha investito diversi passanti e accoltellato proprio lui che tentava di bloccarlo. "Mentre tento di soccorrere la signora con le gambe amputate - spiega ai cronisti, la testa ancora grondante di sangue - lui (l'investitore, ndr) scappa. Quindi l'ho inseguito, nel frattempo altre 4-5 persone mi sono venute dietro. È sparito dietro una pila di macchine e poi è risaltato fuori con un coltello in mano. Blaterava qualcosa ma non era italiano". La signora colpita in pieno dall'auto a folle corsa infatti ha perso entrambe le gambe. Ma la furia cieca del 31enne non è finita lì: "Mi sono arrivati due fendenti, uno al cuore e l'altro alla testa. È partita una colluttazione. Un fendente sono riuscito a evitarlo, l'altro l'ho preso. Poi gli ho bloccato il polso. E poi l'ho neutralizzato". Aiutato anche da altri passanti". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47754802]] "La nostra vicinanza va alle persone ferite, alle loro famiglie e a tutte le persone coinvolte. Un ringraziamento ai cittadini che, con coraggio e prontezza, hanno inseguito e fermato l'uomo, ai soccorritori, al personale sanitario e alle forze dell'ordine per l'intervento immediato e il lavoro delicatissimo che stanno svolgendo in queste ore". commenta il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, parlando di quanto avvenuto. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47756059]]
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, "segue con la massima attenzione quanto accaduto a Modena ed è in costante contatto con il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano". "Quanto accaduto oggi a Modena, dove un uomo ha investito diversi pedoni e poi avrebbe accoltellato un passante, è gravissimo. Esprimo la mia vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie. Rivolgo anche un ringraziamento ai cittadini che con coraggio sono intervenuti per fermare il responsabile e alle Forze dell’ordine per il loro intervento. Ho sentito il Sindaco e resto in costante contatto con le autorità per seguire l’evolversi della vicenda. Confido che il responsabile risponda fino in fondo delle sue azioni", è stato poi il commento del premier sui suoi profili social. Sabato pomeriggio un cittadino italiano di 31 anni, con un cognome di origine marocchina, è stato fermato dopo aver investito sette persone con l'auto, nella zona pedonale di Porta Bologna. Secondo quanto riferito il soggetto non ha precedenti ed è residente in provincia di Modena. L'uomo a bordo dell’auto, dopo aver tentato la fuga, è scappato a piedi ferendo con un coltello una persona che gli si era lanciata addosso per fermarlo ma è stato poi bloccato all’incrocio tra via Pioppa e corso Adriano. Sul posto è arrivato anche il sindaco Mezzetti. La polizia di Stato ha avviato immediatamente le indagini per capire le ragioni del gesto. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47754802]] Da una prima ricostruzione l'auto a tutta velocità ha travolto i pedoni in largo Porta Bologna, poi lo schianto contro la vetrina di un negozio. Diversi i feriti a terra: almeno una decina. Una donna, secondo le prime testimonianze, avrebbe perso entrambe le gambe.
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Un'auto a velocità sostenuta ha falciato una decina di persone a piedi, in centro a Modena. Ci sono feriti, alcuni in modo grave. È successo su via Emilia centro, con la vettura proveniente da Largo Garibaldi. Sul posto diverse forze dell'ordine e di soccorso. Secondo i primi frammentari elementi sembrerebbe che l'uomo a bordo dell'auto (rimasto ferito nello schianto) sia poi fuggito a piedi. Non solo, perché l'uomo sarebbe sceso e avrebbe accoltellato un passante che ha tentato di fermarlo. Secondo quanto si apprende, sarebbe un cittadino italiano di origine straniera (marocchina) di circa trent'anni, nato e vissuto in provincia di Modena. Risulterebbe incensurato. "Fortunatamente non ci sono persone decedute ma 7 persone sono rimaste ferite, due delle quali in modo gravissimo". Lo ha detto alla Gazzetta di Modena il sindaco Massimo Mezzetti. "A una donna dovranno probabilmente amputare entrambe le gambe: è la persona che è stata schiacciata contro la vetrina del negozio. Non ho particolari sull'identità dell'uomo che era alla guida dell'auto, anche se alcuni testimoni mi hanno riferito che si tratterebbe di una persona di origine nordafricane: non si sa se abbia agito sotto l'effetto di sostanze o se abbia compiuto questo gesto deliberatamente. Al momento è in Questura sotto interrogatorio".
Piergiorgio Odifreddi ne combina un'altra. Ospite a L'Aria Che Tira su La7, il matematico arriva a dire che Taiwan non ha diritto di esistere perché fascista. Tutto vero. In collegamento con il programma di David Parenzo, Odifreddi spiega: "Erano i fascisti, praticamente che sono scappati dopo una guerra civile e hanno fatto un’enclave per resistere. E continuano a essere lì da ottant’anni. È veramente una situazione anacronistica, non ha nessun senso". E ancora, proprio sulla nazione insulare che la Cina rivendica: "Certo a noi serve perché ormai è diventato un hub tecnologico soprattutto per le questioni informatiche, no? Però questo non è un motivo per permettergli di esistere". Da qui la battuta del conduttore: "Lo sa, professore, che la sua frase ‘Taiwan come Salò’ diventerà virale?". Ma Odifreddi rincara la dose: "Ma certo, letteralmente: il governo di Chiang Kai-shek era l’analogo di Mussolini…". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47454207]] Ma non è la prima volta che il matematico incappa in scivoloni di questo tipo. Qualche puntata prima, in merito al tentato attentato a Trump, Odifreddi diceva: "A me interessa capire le motivazioni di coloro che fanno questi atti. Il signor Allen in questo caso 10 minuti prima di scendere dalla camera ed entrare nella sala dove c'erano tutti gli invitati aveva postato un manifesto, molto interessante". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47642536]]
Jannik Sinner accede per la seconda volta consecutiva alla finale degli Internazionali di Roma. Il numero uno al mondo nella sfida contro il russo Daniil Medvedev, sospesa ieri per pioggia sul punteggio di 4-2 per l'altoatesino nel terzo set ha vinto la frazione decisiva 6-4. Nel settimo game il russo, che era ai vantaggi, piazza subito un ace per portarsi sul 4-3 ma Sinner ha reagito lasciando a zero il rivale sul suo turno di battuta. Sul 5-3 si è costruito due palle per il match point che Zverev ha annullato con grande freddezza. Sul suo turno di battuta l'azzurro non ha fallito la chance e al terzo match ball ha chiuso la sfida. In finale se la vedrà con il norvegese Casper Ruud che ieri ha battuto Luciano Darderi in due set. Così facendo l'altoatesino è il primo italiano dell'Era Open a raggiungere due finali consecutive al Foro Italico.
Emergono nuove intercettazioni di Andrea Sempio. Alcune addirittura del 2017 ma che oggi, con il 38enne indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, prendono una nuova piega. A parlarne a Storie Italia è Gianluca Zanella, fondatore di Darkside - storia Segreta d'Italia. Zanella racconta dell'esistenza di "un’intercettazione di cui si sta parlando poco", richiamata nelle note del procuratore aggiunto Stefano Civardi, in cui "Andrea Sempio, parlando da solo, sembra quasi rievocare – e questo è anche un aspetto inedito – il fastidio che Chiara provava quando rientrava dal lavoro. Parla addirittura delle ore 18, mette quasi in bocca a Chiara Poggi delle parole, le fa dire, 'ma c’è anche Andrea Sempio?', come a dire 'è ancora in casa?' e lui dice 'sono rimasto fino a tardi'". Da qui "l'ossessione nell’aspettare il ritorno di Chiara dal lavoro". Eppure, nonostante questo, l'intercettazione non è stata presa in considerazione: "Molto strano che sia emersa solo oggi e non sia stata considerata significativa nel 2017", conlude Zanella. Intanto però Sempio rigetta le accuse. "Non ho commesso l'omicidio, non ho ammazzato Chiara Poggi. La mia posizione è sempre quella degli inizi. Possono scrivere il capo di incolpazione che preferiscono, non cambia nulla. Siamo arrivati alla fine di questo percorso che va avanti da un anno e mezzo e questa è l'unica cosa buona". Parole pronunciate dall'indagato durante l'intervista esclusiva, realizzata da Martina Maltagliati, in onda a 'Quarto Grado' condotto da Gianluigi Nuzzi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47749306]] "Come ho detto altre volte, io non ho mai visto i video di Chiara, non c'è mai stato questo mio interesse verso Chiara, non c'è mai stato nulla di tutto ciò. Capisco che alla fine bisognava trovare un qualche tipo di movimento, è stato scelto questo, va bene", ha aggiunto. Nel 2017 questa intercettazione venne definita “incomprensibile”. #Garlasco @GianlucaZanell2 pic.twitter.com/rBUQ68J4Op May 16, 2026
Non sono mancate polemiche sulla semifinale tra Jannik Sinner e Daniil Medvedev sospesa per pioggia: dal secondo set vinto dal russo fino alla presunta crisi di panico e conati di vomito per Sinner il quale però, a un certo punto della partita, ha richiesto anche il Medical Timeout. Il fisioterapista è intervenuto in particolare sul quadricipite dell'altoatesino. Ed è su questo punto che ha avuto da ridire Medvedev. In attesa dell'intervento medico a cui si è sottoposto Sinner, il russo ha espresso dubbi sull'infortunio dell'avversario. In base al regolamento ufficiale dell'ITF (International Tennis Federation), i crampi sono considerati "perdita di condizione fisica naturale" (loss of natural conditioning) e non un vero e proprio infortunio acuto. Per questo motivo non è permesso chiamare il fisioterapista. "Non facciamo giochi stupidi. Spero di non essere multato per averlo detto, perché mi multano di 50.000 euro a ogni torneo", ha tuonato Medvedev in chiaro riferimento al gesto di Sinner. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47740612]] Il campione altoatesino, come mostrano le immagini, si toccava gambe e stomaco e mostrava una respirazione faticosa ai cambi campo. In vantaggio 3 a 2 Jannik ha chiesto di essere trattato dal fisioterapista, con un massaggio alle cosce. Da qui la furia di Medvedev: "Se sono crampi non lo tratta, se lo tratta non sono crampi" gli ha risposto l'arbitra liquidandolo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47751482]]
Maurizio Gasparri torna a parlare di Report. O meglio, di Gian Gaetano Bellavia, commercialista consulente della trasmissione di Rai 3 indagato. "Ma la Rai non ha niente da dire sull'enorme scandalo Bellavia-Ranucci-Report?". Chiede in una nota il senatore di Forza Italia, nonché membro della Vigilianza Rai, ricordando che dopo la denuncia sporta contro il commercialista "la magistratura milanese sta proseguendo nella sua indagine". "Apprendo che - prosegue il senatore 'azzurro' - sono stati perquisiti la casa e l'ufficio di Bellavia per verificare anche se abbia conservato delicati materiali ricevuti dalla magistratura nella sua funzione di consulente. Ma Bellavia fa anche il consulente della trasmissione televisiva Report e ho il sospetto che tutte queste consulenze potrebbero consentire un giro di carte e un uso frenetico di documenti che un consulente di una Procura dovrebbe trattare con adeguata riservatezza. Non traggo conclusioni. Ma - prosegue - prendo atto che la mia denuncia ha colpito una vicenda che la magistratura ritiene fondata, al punto di fare una perquisizione. La condotta di Bellavia appare quantomeno disinvolta e meritevole di indagini approfondite. Prendo poi atto che la trasmissione Report, in onda su Rai3, continua a utilizzare nelle sue puntate questo Bellavia come consulente. A quali dossier e a quali carte attinge Bellavia per dare i suoi pareri? Usa fonti aperte o si avvale anche della immensa quantità di carte che ha ottenuto dalla magistratura? Ricordiamo che tramite Bellavia giunse alla magistratura un confuso documento che elencava tutta una serie di soggetti, dei quali probabilmente Bellavia si occupava e sui quali potrebbe avere avuto anche delle carte riservate, io questo non lo so. Ma pare plausibile, sia per l'indagine della magistratura, sia per la confusa trattazione che ha fatto il Bellavia di queste vicende. E la Rai continua a far utilizzare l'indagato Bellavia da Ranucci, in una trasmissione e da un giornalista che sono stati già oggetto di polemiche e spesso di denunce in sede penale e civile". Da qui la conclusione: "Siamo veramente all'assurdo. Lo scandalo Bellavia è sempre più grave: questo signore deve spiegare i suoi comportamenti e la Rai si deve cautelare, perché queste attività promiscue e confuse fanno pensare davvero male. Io ho già fatto una denuncia alla magistratura milanese e chiederò, nell'ambito delle modalità previste dalla legge, sempre di più chiarezza in ogni sede". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47577667]] Ma la replica di Sigfrido Ranucci non si fa attendere. Il conduttore di Report ribatte così sui suoi profili social: "Scopriamo che il senatore Gasparri, da ex Capogruppo di FI non è più garantista". Ranucci poi aggiunge che "per il sottoscritto e la squadra di Report, Gian Gaetano Bellavia, non solo rappresenta un eccellente e affidabile professionista, ma è stato vittima di un furto che ha evidenziato un problema che sarebbe tipico di tutti gli studi di professionisti, a partire dagli avvocati". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47580099]]
Sono volati stracci tra Jannik Sinner e Aurélie Tourte sul Centrale del Foro Italico. Ma la giudice di sedia francese non è nuova a situazioni simili. Sempre Tourte è stata protagonista in passato di un episodio molto controverso che aveva penalizzato proprio l’azzurro. Era la semifinale del Masters 1000 di Montecarlo 2024 e il campione altoatesino giocava contro Stefanos Tsitsipas. Nel terzo set, Sinner era avanti 3-1 e stava dominando il match. Sul 30-40 e Tsitsipas al servizio, il greco commise un evidente doppio fallo: la seconda di servizio terminò fuori di parecchi centimetri. Eppure né il giudice di linea né Tourte chiamarono l’"out". Il punto continuò, Sinner rimase sorpreso dall’errore ma proseguì istintivamente lo scambio, finendo poi per perdere il punto. Risultato? Tsitsipas vinse la partita. Eppure ai tempi in molti parlarono apertamente di "furto sportivo" e puntando il dito proprio contro l'arbitro. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47740612]] E nel corso della semifinale degli Internazionali d'Italia tra Sinner e Medvedev le cose non sono andate tanto diversamente. Il match è stato interrotto per pioggia nel terzo set. Il punteggio era di 4-2 per Jannik, avanti di un break. "Il campo è buono per giocare", ha detto la giudice di sedia discutendo con Sinner, che invece lamentava il problema delle righe scivolose; poi l'intensità della pioggia è aumentata e la partita è stata interrotta. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47751482]]
Il Pd rischia il testacoda sui diritti. Nel giorno in cui Elly Schlein rafforza il “patto” con la comunità Lgbt, manda un chiaro messaggio - anzi un vero e proprio schiaffone all’ala moderata-cattolica del suo partito e più in generale del Campo Largo: sui temi “omo” non c’è margine di trattativa. Saranno nel programma di governo, piaccia o non piaccia. La proposta più forte di questo rinnovato “patto”, fatta da Elly Schlein nel caso in cui la sinistra andasse al governo, è quella di inserire nel programma scolastico l’ora obbligatoria di «diversità», perché «dobbiamo agire sulle differenze prima che diventino disuguaglianze». La «diversità» di cui parla Schlein null’altro è che l’insegnamento a scuola della cultura Woke, quella - semplifichiamo che spiega ai bambini che non esiste biologicamente il sesso maschile e il sesso femminile. E se una donna si sente uomo - e viceversa - lo può scrivere sui documenti anche prima di un eventuale e riconosciuto cambio di sesso. Insomma il caos del ndo cojo cojo. Politiche che non tutto il Pd condivide. Lo sa bene la stessa Schlein, che infatti ammette: «Sappiamo benissimo che abbiamo un problema anche in casa dell’alleanza progressista». Ma, avverte la leader dem, «diritti civili e diritti sociali sono imprescindibili nella proposta che faremo al Paese». Parole che da un lato non faranno la gioia dei moderati-cattolici del Campo Largo e che dall’altro fanno capire come la grande ammucchiata di sinistra è già piena di contraddizioni ancor prima di scendere nell’agone politico. A proposito di differenze palesi interne alla coalizione, c’è anche il tema della patrimoniale a dividere le visioni interne. Non è un caso che a precisa domanda la segretaria Pd preferisca sgabbiare: «Sul terreno fiscale discuteremo anche con le altre forze di opposizione...», rilanciando «il salario minimo che esiste in 22 Paesi europei». Paesi che, però, non sono coperti come l’Italia da una vasta rete di contratti collettivi nazionali, che hanno minimi salariali ben superiori ai nove euro. Riccardo Magi, che è andato anche oltre Schlein, immaginando che «già nei primi Consigli dei ministri del governo progressista che ci sarà nella prossima legislatura, si dovranno prendere provvedimenti sul matrimonio egualitario, sull’adozione anche per le coppie omosessuali e sull’apertura alla procreazione medicalmente assistita per le donne, per le donne single e per le coppie di donne». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47721064]] Contro l’ora di «diversità» si è posta l’europarlamentare leghista Susanna Ceccardi, da anni impegnata nelle battaglie contro la cultura gender che la sinistra vorrebbe imporre a bambini e ragazzi: «L’ora di Woke a scuola? No grazie! - spiega Ceccardi a Libero -. Io credo che ci siano già abbastanza insegnanti politicizzati. Piuttosto si metta ancor più attenzione, come giustamente sta facendo il ministro Valditara, sull’insegnamento delle materie classiche». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47736037]]