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La Commissione europea ha confermato per l'Italia la possibilità' di utilizzare uno 0,3% di Pil per investimenti nel settore dell'energia all'interno del margine complessivo dell'1,5% previsto per la difesa dalla clausola di salvaguardia del Patto di stabilità. Bruxelles precisa tuttavia che le misure contro il caro energia dovranno restare temporanee e mirate, senza sostenere la domanda di combustibili fossili. Sulla decisione è intervenuto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ha espresso soddisfazione: "Sono soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato". Il ministro ha aggiunto che, una volta chiariti i limiti di utilizzo, "il Mef si riserva di fare le proposte piu' mirate a tutela di imprese e famiglie", sottolineando che la valutazione dovrà essere complessiva e tenere conto delle ultime stime e delle raccomandazioni della Commissione, che "testimoniano lo sforzo e la serieta' della finanza pubblica italiana". La Commissione europea raccomanda all'Italia un ampio pacchetto di interventi per il biennio 2026-2027, con l'obiettivo di rafforzare la sostenibilita' dei conti pubblici, sostenere la crescita economica e accelerare le riforme strutturali. È quanto emerge dal pacchetto di primavera del Semestre europeo, pubblicato dalla Commissione. Sul fronte finanziario, Bruxelles conferma che l'Italia rimane in procedura di deficit eccessivo, anche se il disavanzo pubblico che è diminuito dal 3,4% del Pil nel 2024, al 3,1% del Pil nel 2025. Le previsioni economiche della Commissione europea prevedono un disavanzo del 2,9% del Pil sia nel 2026 che nel 2027.
"Schlein, Landini e compagni continuano a considerare il patrimonio delle famiglie come un bancomat da cui attingere per finanziare la propria visione statalista. Forza Italia si opporrà con determinazione a qualsiasi ipotesi di nuova patrimoniale". Lo dichiara Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e responsabile del Dipartimento Economia del partito. "Come ha scritto oggi Maurizio Belpietro su La Verità, le patrimoniali in Italia esistono già e cubano ogni anno 50 miliardi di euro di gettito, a cui l’asse Schlein-Landini vorrebbe aggiungere altri 26 miliardi. Il nostro Paese presenta già un livello di tassazione patrimoniale tra i più elevati d'Europa e ogni ulteriore aumento del prelievo finirebbe inevitabilmente per colpire il ceto medio, penalizzando risparmio, investimenti e crescita", prosegue Casasco. Il deputato elenca poi le "numerose imposte" italiane, dall'Imu sugli immobili (le seconde case, terreni, aree fabbricabili) alle imposte di bollo su conti correnti e depositi, sui prodotti finanziari, i veicoli (il super bollo per i veicoli con potenza superiore a 185 kw), su unità da diporto, sulle polizze assicurative, con componente finanziaria. Ancora, l’Ivie sul valore degli immobili esteri, l’Ivafe sulle attività finanziarie depositate su conti esteri e l’imposta di bollo sulle criptoattività. "Tecnicamente, poi, si definiscono imposte cosiddette 'patrimoniali' anche quelle sui trasferimenti dei patrimoni. Si tratta, in particolare dell’imposta di successione; l’imposta di donazione; l’imposta di registro; l’imposta catastale; l’imposta ipotecaria. Sono tutte imposte che prescindono dal livello di reddito e pertanto non sono progressive. In altre parole, il patrimonio in Italia è già ampiamente tassato, tranne la prima casa, grazie al governo Berlusconi. Per Forza Italia la casa è un bene sacro, il principale patrimonio delle famiglie italiane e spesso il risultato di una vita di impegno, mutui e rinunce. Per questo ci opponiamo con grande fermezza a chi continua a mettere nel mirino il patrimonio immobiliare degli italiani", conclude Casasco.