«Oggi ci troviamo con 7 carabinieri indagati e a processo, che deve fare il carabiniere? Il carabiniere viene messo sullo stesso piano di chi guidava quello scooter». A Quarta Repubblica, il talk del lunedì sera di Rete 4, è Francesco Giubilei a sintetizzare in poche battute lo sconcerto di molti telespettatori riguardo alla vicenda di Ramy Elgaml, il giovane morto a Milano il 24 novembre 2024 al termine di un inseguimento con la Polizia. La Procura diretta da Marcello Viola ha chiesto il processo per l’agente alla guida dell’auto d’ordinanza sulle tracce dello scooter guidato da Fares, amico di Ramy senza patente. L’accusa, per l’agente, è di omicidio stradale per “eccesso colposo nell’adempimento del dovere”. Formula che ha trovato il plauso di Franco Gabrielli, ex-capo della Polizia e oggi delegato alla Sicurezza e alla Coesione sociale del Comune di Milano a guida Pd. Gabrielli ha parlato di «un inseguimento non condotto nella modalità corretta. Anche perché ci sono pur sempre una targa e un veicolo. Esiste un principio fondamentale: la proporzionalità delle azioni che devono essere messe in campo per conseguire un determinato risultato. Posso addirittura utilizzare un’arma se è in pericolo una vita, ma se il tema è soltanto fermare una persona perché sta scappando, non posso metterla in una condizione di pericolo. È un elementare principio di civiltà giuridica». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47169492]] Ospite di Nicola Porro è Simonetta Matone, ex magistrato e deputata alla Camera per la Lega, che definisce le parole di Gabrielli «incommentabili». «Era il capo della Polizia e parole di questo genere gettano discredito soltanto su chi le pronuncia, perché non c’è nessuna possibilità di graduare i beni in gioco. La sicurezza è una piramide, al primo posto c’è l’incolumità dei cittadini, messa a repentaglio da quei due che andavano dove andavano e come andavano; al secondo posto l’incolumità delle forze dell’ordine, perché non è scritto da nessuna parte che bisogna mettere a repentaglio la loro vita, infatti vanno tutelati, è un pericolo anche per le forze dell’ordine quando si fanno quegli inseguimenti. Il paradosso è che si pretende, come pretendeva Gabrielli, che dinanzi al forzamento di un posto di blocco non si inseguano i soggetti, ma si inseguano le persone». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47105708]]
Una nuova regola per il fuorigioco, messa in atto durante un match nella Serie A canadese, potrebbe presto trovare spazio nel calcio internazionale. In nord America è infatti partita la prima sperimentazione concreta della cosiddetta legge Wenger, proposta che punta a modificare uno dei principi più discussi del regolamento moderno introducendo il criterio della "luce" tra attaccante e difensore. Cosa dice questa legge? Che un calciatore che attacca non viene più considerato irregolare se una parte del corpo resta ancora allineata con l’ultimo difendente. L'annullamento scatta soltanto se c'è ‘luce’ tra lui e il difendente, cioè quando nessun segmento utile del corpo si trova più sulla stessa linea di chi difende. L’obiettivo dichiarato è ridurre le reti cancellate per dettagli minimi e limitare le continue discussioni nate con il Var sui fuorigioco millimetrici. La prima volta che questa regola è stata messa in atto è nella sfida tra Forge e Atletico Ottawa, finita 2-0 per i padroni di casa. Per l’occasione, tutti i giocatori in maglia arancione sono perfettamente in gioco, nonostante la loro posizione avanzata su calcio di punizione, una situazione che con il regolamento tradizionale avrebbe portato quasi certamente alla segnalazione dell’assistente. Check this out! @ForgeFCHamilton were awarded a penalty, @atletiOttawa issued the first FVS challenge in CPL history @OneSoccer pic.twitter.com/LxvofWMQGb April 4, 2026 In realtà, però, non è stato così perché il nuovo criterio mostra l’assenza di uno spazio netto tra i giocatori che mantiene valida l’azione. La discussione resta comunque apertissima, dato che molti pensano già alle difficoltà che dovranno affrontare i difensori, soprattutto in fase di marcatura e gestione della profondità. Per altri, invece, la modifica rischia semplicemente di spostare il problema senza eliminare davvero le polemiche arbitrali. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46865609]]
Fratelli d'Italia resta primo partito nell'ultimo sondaggio condotto da Only Numbers di Alessandra Ghisleri per Porta a Porta. Anche se dalla rilevazione emerge un certo calo di FdI, allo stesso tempo si registra il crollo anche delle forze di opposizione, Pd in testa, che sembrano non approfittare affatto di questo momento. Scendendo nel dettaglio delle cifre, il partito di Giorgia Meloni perde il 2% rispetto alla rilevazione dello scorso 4 marzo e si attesta al 27,3%; mentre i dem di Elly Schlein calano dello 0,7 e si attestano al 22,3%. A seguire, ecco il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che invece guadagna l'1,2% portandosi all'11,7%. Subito dopo ci sono Forza Italia di Antonio Tajani che cede lo 0,2 e si attesta ora all'8,8%; e la Lega di Matteo Salvini che perde la stessa cifra e registra l'8,3%. Stabile al 6,5% Alleanza verdi e sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Infine, in fondo alla classifica i partiti minori: Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci è al 3,4% con un +0,1%; Azione di Carlo Calenda è al 3,2% con un +0,4%; Italia Viva di Matteo Renzi è al 2,4% con un meno 0,2%; +Europa di Riccardo Magi guadagna mezzo punto percentuale ed è all'1,9%; Noi Moderati di Maurizio Lupi è allo 0,7% con un guadagno dello 0,2%. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47185343]] Vedendo le coalizioni, quindi, il centrodestra è al 45,1% e perde oltre due punti (-2,2%), mentre il centrosinistra è al 30,7% (-0,2%). Il campo largo, invece, è al 44,8% in crescita dello 0,8. Gli astenuti-indecisi si attestano al 44,7%, in calo dell'1,2% rispetto all'ultimo sondaggio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47171046]]
Il nome di Andrea Sempio è tornato al centro delle indagini dopo nuovi approfondimenti, gli investigatori hanno raccolto ulteriori dati su alibi, orari e contatti, nel tentativo di verificare la tenuta complessiva di una ricostruzione alternativa dei fatti. Stando a quanto detto oggi a Mattino Cinque, la Procura ha intenzione di chiudere definitivamente le indagini e decidere sulla posizione di Sempio entro la fine di maggio. La relazione più attesa è quella firmata dalla professoressa Cristina Cattaneo, ha riesaminato l’autopsia e la scena del crimine avvalendosi di tecnologie avanzate che suggeriscono l’esistenza di una colluttazione tra la vittima e il suo aggressore. Questo nuovo studio ipotizza inoltre l’utilizzo di almeno due armi diverse per infliggere le ferite mortali. Sono state poi riproposte intercettazioni del 2017 in cui Sempio, in auto, reagisce a un presunto investimento di un gatto con frasi considerate dagli opinionisti poco empatiche rispetto all’immagine che emerge da altri racconti sulla sua sensibilità "C***. Ho preso un gatto? Maledetto. Eh, che devi fa". La conduttrice è intervenuta commentando: "Certo, può non volere dire niente, ma a noi ha stupito un po’, una persona così attenta agli animali come ce la descrive la Taccia…". L’intercettazione viene ascoltata, ma viene definita non attinente. A commentare ci pensa anche l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, da poco nel team di difesa di Stasi: "Non è solo la parola ‘Maledetto’, ma la contraddizione tra la descrizione di un comportamento di una persona super sensibile, poi investe un gatto e non si ferma. Un menefreghismo assoluto". Tra gli altri frammenti audio passati in trasmissione, anche riflessioni della stessa persona sull’ordine sociale e ruoli di genere, commentati con sorpresa in studio per il tono e il contenuto. Nel corso della trasmissione si è discusso anche della bicicletta lasciata davanti alla casa di Chiara la mattina del delitto e dei possibili spostamenti logistici dell’indagato, mentre gli ospiti hanno ribadito l’importanza di confrontare tutti gli elementi con riscontri oggettivi. La consulenza medico legale della professoressa Cristina Cattaneo, docente ordinaria di medicina legale e direttrice del laboratorio Labanof dell’Università di Milano, è stata depositata formalmente in Procura e riguarda principalmente: la rivalutazione dell’autopsia di Chiara Poggi, la determinazione con maggiore precisione dell’ora della morte, l’interpretazione della dinamica della scena del crimine anche in relazione ai nuovi risultati della BPA dei RIS di Cagliari. Secondo quanto riferito dalla stampa e dagli approfondimenti, questa relazione potrebbe spostare l’orario del decesso rispetto a quanto stabilito negli anni passati e ridefinire alcuni aspetti della dinamica dell’aggressione. Parallelamente alle analisi tecnico scientifiche, la Procura ha approfondito anche il profilo comportamentale di Sempio, basato su appunti personali, post sui social e altri materiali, con l’obiettivo di verificarne la coerenza con il comportamento ricostruito nelle ore del delitto stesso.
Vi proponiamo Tele...raccomando la rubrica del piccolo schermo a cura di Klaus Davi (“Marcellino pane e vino” / Rai 3) Fu definito un film strappalacrime e troppo sdolcinato quando uscì nelle sale di tutta Europa. Prodotto in Spagna, fece però furore in particolare nell’Italia del dopoguerra che si identificava nel clima neorealista seppur zuccheroso che sprigionava la pellicola. Il film Marcellino pane e vino del 1955 nella mattinata di Pasquetta su Rai 3 è stato visto da 220mila persone col 4.2% di share: l’orfano Marcellino vive in un monastero accudito dai frati; un giorno una statua di legno di Gesù prende vita davanti a lui; commosso dal pane e dal vino che il bambino gli offre, Gesù decide di esaudire il suo desiderio di conoscere la madre. Un rapporto diretto tra l’innocenza e la purezza dell’infanzia con la divinità. Picchi del 5% per il finale, quando il bambino muore col sorriso e può ricongiungersi con la mamma in cielo, sotto gli occhi di frate Tommaso che chiama tutti a raccolta per il miracolo. Un racconto che valorizza la Chiesa dal basso, quella dei frati, vicina a una società agricola che iniziava a manifestare i primi scricchiolii con l’avanzare del boom industriale.
Durante la trasmissione “DiMartedì”, talk di approfondimento politico e sociale di La7, condotto in prima serata ogni martedì sera da Giovanni Floris, l’ospite Pier Luigi Bersani ha risposto a una domanda del conduttore sulla possibilità di guidare il centrosinistra. L’ex ministro ha chiarito che non è il momento di parlare di leadership individuale: a suo avviso, prima di indicare un candidato, è fondamentale che i leader dei partiti si assumano le proprie responsabilità e definiscano un progetto comune. L’idea di Rosy Bindi, come raccontato prima sulla Stampa e poi su La7, sarebbe quella di creare un “federatore” del centro-sinistra e secondo lei la figura ideale è proprio Pier Luigi Bersani: “Io vorrei qualcuno che li metta insieme perché, con queste premesse, questi non si mettono nemmeno a un tavolo. Occorre qualcuno che apparecchi la tavola, o le elezioni non si vincono. Io il nome ce l’ho in testa, se c’è una possibilità che questa cosa riesca è che il nome non lo faccia io”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46971905]] Il diretto interessato, però, nicchia e spiega: “Due cose, la prima è quella del federatore: perché ci sia un federatore, c'è bisogno che ci sia qualcuno che voglia farsi federare. E sarebbe un primo passo. La seconda, se noi partiamo da quel che c'è, nella sinistra noi abbiamo quattro leader: abbiamo la Schlein, abbiamo Conte, abbiamo Fratoianni, abbiamo Bonelli. Oltre ad essere adulti e vaccinati, sono intelligenti e sanno di politica non meno della Meloni, togliamoci via quest'effetto ottico. Quindi si prendano le loro responsabilità, decidano quel che c'è da fare e penso che sappiano che, nel caso decidano di far le primarie, prima di fare le primarie ci voglia un progetto che li metta assieme, stringa i bulloni, che si faccia capire dal Paese e dopo si sceglie il leader. Devono decidere, i leader ci sono per quello. Possono sia concorrere sia scegliere un nome che metta d'accordo tutti”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46996663]]
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Martina Miliddi torna a parlare di Stefano De Martino. L'ex ballerina di Amici, oggi presenza fissa di Affari Tuoi, racconta il suo rapporto con il conduttore di Rai 1. "Lui è una persona assai speciale, gli sono davvero debitrice", dice la 25enne in un'intervista su Oggi. "Stefano - ricorda - è stato giudice nel serale di Amici ai tempi in cui ero concorrente. È una persona assai speciale, gli sono davvero debitrice. Mi ha dimostrato fiducia. Ricordo che ero alle Seychelles quando mi ha convocato per Affari Tuoi. Non ci ho pensato un secondo. Ho preso il primo volo e sono tornata. Ci vogliamo bene, mi sento protetta e onorata a lavorare con lui". E sul paragone con la "rivale" Samira Lui, spalla di Gerry Scotti a La Ruota della Fortuna: "L’ammiro e stimo enormemente. Abbiamo due carriere completamente diverse. Lei ha un curriculum ben più denso del mio, io sono ancora all’inizio. Posso soltanto ringraziare per il paragone". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47180938]] Molto gelosa della sua privacy, Martina nel 2010 ha perso il papà Antonio in un incidente. "È morto quando avevo appena 9 anni. Credo che da qualche parte ci sia mio papà a proteggermi. Lui c’è, lo percepisco". Oggi sempre al suo fianco il fidanzato Simone Nicolasco, ballerino noto con il nome di Spillo: "Per me lui è già famiglia, un figlio verrà". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47183321]]
Se anche Nicola Gratteri gela la sinistra... Ospite di Otto e Mezzo il procuratore capo di Napoli, nonché promotore del 'no' al referendum sulla Giustizia, ammette che da voto "sono uscito più forte e più sicuro. Mi è servito a conoscere il genere umano, le persone che mi stanno attorno. Mi sono allenato a resistere allo stress, perché per mesi ogni giorno ho avuto attacchi sui giornali e nelle televisioni. Mi sono arricchito dal punto di vista umano". Per la toga "è stato bellissimo vedere i colleghi magistrati che non si sono mai spinti oltre quello che gli compete uscire e parlare con la gente, incontrare le persone. Più attacchi mi hanno fatto, più affetto e solidarietà ho ricevuto. Abbiamo coadiuvato un pezzo di Italia". Nello studio di Lilli Gruber su La7, prosegue: "Quando durante lo spoglio ho visto che a metà spoglio alcuni partiti iniziavano a dire 'abbiamo vinto' e a parlare di primarie, dicevo attenzione, state un po' zitti! Perché tutti quei voti al No non sono al centrosinistra; ci sono almeno 3 milioni di voti che arrivano dal centrodestra. Per mettersi a dire 'abbiamo vinto' ce ne vuole". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46980579]] Da qui la stoccata a Pd e compagni: "Inviterei alla prudenza e a continuare a lasciare lavorare questo governo fino alla scadenza della legislatura. Non parlo delle indagini in corso, ma la storia giudiziaria ci insegna che oggi la politica è più debole perché è stato tolto il finanziamento pubblico ai partiti. Molte persone per bene li finanziano, ma anche figure borderline. La mafia oggi è meno riconoscibile: è imprenditrice, è nel mondo delle professioni. Spesso nelle nostre indagini li abbiamo visti tutti seduti allo stesso tavolo, assieme anche alla politica. Non è impossibile per i partiti vigilare di più. La differenza tra un leader e un altro è il saper selezionare. In questi casi è pericoloso il cerchio magico, l'impedire a chi comanda di vedere la realtà. Se la storia serve a imparare, penso che, visti i risultati, al governo non convenga continuare ad attaccare la magistratura. L'arroganza e l'aggressività non pagano, ce lo ha spiegato questo risultato elettorale. Penso che quest'anno e mezzo di legislatura che rimane sarebbe bene che il governo lo utilizzasse per fare riforme che servono a velocizzare i processi e a investire". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46995179]]
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La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le ordinanze del Riesame che confermavano gli arresti del gip del tribunale di Genova nei confronti del presidente dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, Ra'ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, in carcere con l'accusa di avere finanziato Hamas. La Suprema Corte ha inoltre decretato inammissibili i due ricorsi della procura di Genova contro la scarcerazione, decisa dal tiibunale del Riesame in precedenza, nei confronti di Raed Al Salahat, 48 anni, difeso dagli avvocati Samuele Zucchini ed Emanuele Tambuscio e di Khalil Abu Deiah, legale rappresentante dell'associazione La Cupola d'Oro. Per quanto riguarda l'annullamento delle ordinanze di arresto, il Riesame avrà adesso dieci giorni per riesaminare il caso. L'attivista e architetto palestinese di 64 anni arrestato a fine dicembre perché accusato di essere al vertice della cellula italiana di Hamas. Annullate con rinvio anche le ordinanze di custodia cautelare degli altri tre rimasti in carcere. In attesa di una nuova pronuncia del Riesame, Hannoun resta in carcere a Terni. Motivazione entro 30 giorni.
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