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Durante il tradizionale picnic alla Casa Bianca dedicato al Congresso, Donald Trump ha strappato più di un sorriso ai presenti con un intervento dai toni ironici dedicato alla moglie Melania, protagonista dell’evento e sua presentatrice ufficiale. Introdotto proprio dalla first lady, Trump ha aperto il suo breve discorso scherzando sulla crescente popolarità della moglie e sul suo recente successo mediatico. “Detesto parlare dopo di lei, mi fa sembrare così scialbo”, ha detto il presidente, riferendosi al confronto con la presenza scenica di Melania. Poi il passaggio più ironico: “Ha fatto un film che è balzato al primo posto, poi è passato allo streaming ed è andato al primo posto… Siamo fortunati ad avere una first lady del genere, ma ricordate: in famiglia c’è spazio solo per una star, quindi dovrò sbarazzarmene”. Il riferimento al “film” e al successo in streaming della first lady è stato accolto con applausi e risate, in un clima informale che ha caratterizzato l’intero evento alla Casa Bianca. Non è la prima volta che la coppia Trump attira l’attenzione durante apparizioni ufficiali. In una recente occasione pubblica legata a un evento istituzionale, Donald Trump ha nuovamente scherzato sul ruolo della moglie, sottolineando come Melania riesca spesso a catalizzare l’attenzione dei media e del pubblico più di quanto accada ai politici presenti. Anche in quell’occasione, il presidente aveva alternato toni di elogio e battute, evidenziando il ruolo sempre più visibile della first lady nella comunicazione pubblica e nella sua immagine internazionale. Il siparietto al picnic del Congresso si inserisce quindi in una strategia comunicativa ormai consolidata, in cui la dimensione politica e quella mediatica si intrecciano costantemente, con la coppia Trump al centro della scena.
Sul giallo di Pietracatella è stato ascoltato oggi per la seconda volta in Questura l’infermiere che aveva prestato soccorso ad Antonella Di Ielsi, 55 anni, e alla figlia Sara di 15 anni dopo la loro dimissione dall’ospedale Cardarelli. L’audizione è stata richiesta dal legale di uno dei medici del Pronto Soccorso. L’infermiere ha fornito agli inquirenti un tassello ritenuto importante per ricostruire la gravità di quelle ore drammatiche .Chiamato dalla famiglia per dare una mano, l’uomo ha descritto una scena scioccante: la quindicenne appariva in uno stato di "puro delirio", incapace di connettersi con la realtà. La madre, invece, era in condizioni talmente critiche da aver "quasi perso l’uso della parola". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47721424]] L’infermiere è stato però categorico su un punto: "le sacche per le flebo erano perfettamente sigillate" e l’intera procedura di soccorso si è svolta "sotto gli occhi di testimoni". Nessun errore medico, nessuna anomalia nella somministrazione delle flebo.Secondo la sua testimonianza, il veleno stava già agendo in modo silenzioso e devastante all’interno dei corpi di madre e figlia già prima del loro arrivo in ospedale o durante la permanenza. Le due donne sarebbero state dimesse mentre il tossico continuava la sua azione letale.Questa deposizione rafforza l’ipotesi che la causa della morte non sia da ricercare in un errore sanitario durante il ricovero, ma in un avvelenamento avvenuto in precedenza. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47738518]]
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US MARSHALS CACCIA SENZA TREGUA Italia 1 ore 23.25 con Tommy Lee Jones, Wesley Snipes e Robert Downey jr. Regia di Stuart Baird. Produzione USA 1998. Durata: 2 ore e 11 minuti LA TRAMA Una squadra d'agenti federali guidata dal tenente Gerard è alla caccia di un ex agente sospettato di duplice omicido. La caccia si protrae attraverso mezza America perchè il ricercato è duro da scovare e uno dlela squadra gioca sporco. PERCHE' VEDERLO perchè Tommy Lee Jones riprende con anche maggior efficacia il ruolo del federale Gerard che nel "Fuggitivo" l'aveva portato all'Oscar. Anche qui persegue un innocente e anche qui rivolta le carte all'ultimissimo minuto.
Arriva al Roland Garros da numero uno del mondo, con l’occasione di rafforzare ulteriormente il suo primato e con quell’aura da campione imperturbabile che gli ha cucito addosso l’etichetta di "robot". Ma dietro la freddezza di Jannik Sinner si nasconde una storia recente fatta di dolore. Il tennista di Sesto Pusteria non ha mai nascosto quanto il caso Clostebol abbia inciso sul suo equilibrio personale: "La parte più difficile sono stati i mesi che hanno preceduto la squalifica, perché non potevo parlarne con nessuno. Ero triste, non mi sentivo libero — ha raccontato a L’Équipe —. Ho dovuto pagare le conseguenze di un errore che non era mio”. Eppure, anche in quella fase, Sinner ha scelto di trasformare la frustrazione in energia: "Una mattina mi sono svegliato con l'idea di trasformare tutto questo in qualcosa di positivo — ha aggiunto —. Ho trascorso del tempo con la mia famiglia e poi sono tornato al lavoro”. Lo stesso approccio lo ha aiutato a metabolizzare la dolorosa finale persa a Parigi contro Carlos Alcaraz: "È stato uno dei momenti più difficili della mia carriera — ha ammesso —. Ma quella sconfitta mi è servita per le lezioni preziose che ho appreso”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47790158]] Quanto al soprannome di "robot", Sinner sorride: "Non mi sembra un termine dispregiativo — ha detto ridendo —. Ho l'immagine di un giocatore senza emozioni, ma questo perché sono molto concentrato su ciò che devo fare”. La sua forza mentale affonda le radici nell’infanzia e nell’esempio dei genitori: "A prescindere da quanto fosse stata difficile la giornata, tornavano sempre a casa con il sorriso — ha concluso —. È questa la mentalità che cerco di avere oggi”, conclude Jannik Sinner [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47788277]]