Rassegna Stampa Quotidiani
Libero Quotidiano
L’energia di E.ON arriva a Silea, nuovo Punto vendita in Veneto
50 minuti fa | Gio 21 Mag 2026 17:00

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Ponte Stretto, Salvini "Aspettiamo parere Consiglio Superiore, sono fiducioso"
50 minuti fa | Gio 21 Mag 2026 17:00

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Tg Lavoro & Welfare - 21/5/2026
50 minuti fa | Gio 21 Mag 2026 17:00

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L’energia di E.ON arriva a Silea, nuovo Punto vendita in Veneto
50 minuti fa | Gio 21 Mag 2026 17:00

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Hantavirus, Pregliasco "Rischio zero non c'è, serve attenzione senza allarmismi"
1 ora fa | Gio 21 Mag 2026 16:30

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Anas, soltanto 4 italiani su 10 utilizzano correttamente il cellulare al volante
1 ora fa | Gio 21 Mag 2026 16:30

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Shanghai-Xinjiang in 18 giorni, in Cina treno turistico offre comodità da hotel
1 ora fa | Gio 21 Mag 2026 16:30

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Cina, ricercatori sviluppano robot umanoide per la raccolta dei pomodori
1 ora fa | Gio 21 Mag 2026 15:55

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Figc, Abete “Grande Ct sia obiettivo, Serie A a 20 squadre non è causa crisi”
2 ore fa | Gio 21 Mag 2026 15:30

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"Il valore dell'innovazione farmaceutica", esperti a confronto in Senato
2 ore fa | Gio 21 Mag 2026 15:30

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Meloni a Niscemi "In Cdm due nuove misure per la sicurezza del territorio"
2 ore fa | Gio 21 Mag 2026 15:30

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Figc, Abete “Grande Ct sia obiettivo, Serie A a 20 squadre non è causa crisi”
2 ore fa | Gio 21 Mag 2026 15:30

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Schifani "Parifica bilancio 2022 in Corte dei Conti libererà altre risorse"
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:50

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Schifani "In Sicilia avvio lavori termovalorizzatori ad aprile 2027"
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:50

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Kiev, brutale agguato: "Centinaia di morti", sgretolati i servizi russi
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:49

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che Kiev ha colpito un quartier generale del Servizio Federale di Sicurezza della Federazione Russa ed è stato distrutto un sistema missilistico terra-aria Pantsir-S1 nel Kherson. "È stato colpito un quartier generale dell'Servizio Federale di Sicurezza della Federazione Russa ed è stato distrutto un sistema missilistico terra-aria Pantsir-S1 nei nostri territori temporaneamente occupati", ha dichiarato Zelensky su X.  "Grazie a questa sola operazione, le perdite russe ammontano a circa cento occupanti tra morti e feriti. I russi devono capire che devono porre fine a questa loro guerra. Le sanzioni ucraine a medio e lungo raggio continueranno a funzionare", ha concluso Zelenksy.  L'Ucraina sta intensificando le misure di sicurezza nelle regioni al confine con la Bielorussia. Lo ha dichiarato la stessa Kiev, dopo settimane di timori su un possibile nuovo attacco da parte del principale alleato regionale della Russia. Kiev ha lanciato l'allarme sul fatto che la Russia potrebbe usare la Bielorussia per sferrare una nuova offensiva da nord, anche verso la capitale. Il Servizio di Sicurezza ucraino (Sbu) ha affermato che le sue unità e l'esercito stanno "attuando una serie completa di misure di sicurezza rafforzate nelle regioni settentrionali del nostro Paese". Le misure - che includono controlli e verifiche intensificati su individui e proprietà - "serviranno da deterrente efficace contro qualsiasi azione o operazione aggressiva da parte del nemico e del suo alleato", ha affermato l'Sbu in una dichiarazione. Lunedì il Cremlino aveva respinto le accuse dell'Ucraina di voler trascinare ulteriormente la Bielorussia nella guerra, definendole "un tentativo di ulteriore incitamento". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47656687]] Russia e Bielorussia stanno conducendo esercitazioni nucleari congiunte questa settimana, che coinvolgono migliaia di soldati, aerei e forze missilistiche strategiche. Nel corso delle esercitazioni, Zelensky ha dichiarato ieri che il suo Paese si stava "preparando a rispondere a ogni possibile azione nemica, qualora i russi osassero estendere la loro aggressione".  [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47670537]]

Angelucci: “Auguri ad Amati per la gelateria. Finalmente una strada dolce, purché non la gestisca come la politica”
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:44

"Apprendiamo da Repubblica Bari che Fabiano Amati, già assessore e già protagonista della stagione politica pugliese, ha deciso di dedicarsi a una nuova avventura imprenditoriale nel mondo della pasticceria e del gelato. A lui rivolgo i miei più sinceri auguri, che possa finalmente aver trovato la sua vera strada, possibilmente lastricata di creme, sorbetti, delizie e gustosa felicità”. Lo dichiara Giampaolo Angelucci, commentando la notizia della nuova attività annunciata dall’ex assessore regionale. “C’è qualcosa di quasi letterario”, prosegue Angelucci, “nel passaggio dal bilancio pubblico al banco dei gelati, almeno lì, se sbaglia le dosi, il danno resta nel cono. Ci auguriamo naturalmente che Amati abbia il massimo successo possibile in questa nuova impresa. Ma, con altrettanta franchezza, speriamo che non applichi alla gelateria lo stesso metodo con cui ha amministrato la macchina regionale”. “Il presidente Decaro ha appena dovuto presentare un piano per, parole sue, sanare il disequilibrio della nostra sanità, ricordando che la spesa sanitaria è aumentata drammaticamente e annunciando una manovra fiscale che comporta aumenti dell’addizionale Irpef. Una scelta definita dolorosa e necessaria. Tradotto: i cittadini pagano il conto. E non parliamo di panna montata, ma di tasse. Amati oggi può anche sostenere di non aver gestito direttamente i conti della sanità, ma quelli del Bilancio. È una distinzione suggestiva, quasi da alta pasticceria istituzionale. Peccato che il bilancio non sia un vassoio decorativo, è il luogo in cui si tengono insieme entrate, uscite, priorità e responsabilità. Chi lo gestisce non può poi scoprire, con innocente stupore, che la sanità costa, sfora e lascia il conto ai pugliesi”. “Per questo”, conclude Angelucci, “gli auguri ad Amati sono sinceri. Gli auguriamo clienti felici, gusti riusciti e lunghe file davanti al bancone. Speriamo solo che tra quei clienti non ci siano troppi cittadini pugliesi che, dopo anni di promesse, liste d’attesa e conti in disordine, si sentono traditi da una politica che oggi chiede loro di pagare anche il dessert. Almeno il gelato, per favore, sia servito senza aumento Irpef”.

L’energia di E.ON arriva a Silea, nuovo Punto vendita in Veneto
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:39

Tg Lavoro & Welfare - 21/5/2026
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:39

"Emily in Paris" addio, si gira in Grecia la sesta e ultima stagione
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:38

Ponte Stretto, Salvini "Aspettiamo parere Consiglio Superiore, sono fiducioso"
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:24

Esercito ucraino colpisce sito dei servizi segreti russi nel Kherson, centinaia tra morti e feriti
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:20

Era la Juventus: 30 anni fa l'ultima Champions
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:19

Il trionfo, 22 maggio ’96 – domani ricorre il trentennale- parte da Dortmund sotto una pioggia battente, e col portiere, “Tyson” Peruzzi, che gioca con un occhio solo, eredità dello scontro di pochi giorni prima con Di Francesco, allora al Piacenza, che dalla sfida contro la Juve è uscito con quattro gol sul groppone. Peruzzi, invece, con sette punti di sutura oltre al setto nasale deviato. In Germania la Juve subisce gol dopo 30 secondi, autore l’ex Möller complice una mezza papera di Peruzzi, il cui unico occhio funzionante era stato aperto per metà, in mattinata, dal dottor Agricola: «Gli occhi? E a cosa ti servono?». È anche la sera in cui nasce il gol alla Del Piero, finta e controfinta sul vertice sinistro dell’aerea di rigore e tiro arcuato sotto l’incrocio lontano. Finisce 3-1 per l’armata di Marcello Lippi, che dominato il girone fa fuori il Real Madrid, poi il Nantes, e in finale, ai rigori, l’Ajax di Litmanen, Davids, dei fratelli de Boer, Van Der Sar e Kluivert, l’anno prima vittoriosi contro il Milan. «Jugo», dice Lippi a Jugovic, che segnerà il rigore decisivo, «uno lo batti tu». «Obbedisco, quale tiro mister, dopo Vialli e Del Piero?». «Luca non tira. Tu il quarto, Ale l’ultimo». Vialli, il capitano e trascinatore della stagione, non se l’è sentita. «Luca, perché tu no?», gli chiede Padovano. «Non capisci, ho già perso una finale...», Sampdoria-Barcellona, 20 maggio ’92, finita 0-1, gol di Koeman. «Mi giro», ricorda Lippi, e «vedo Fabrizio piangere a dirotto, un pianto irrefrenabile». Fabrizio è Ravanelli, autore del gol del vantaggio. I tempi regolamentari sono finiti 1-1. «Questo è uno stadio di merda!», si lamenta penna bianca. «Ma che cazzo dici!», gli risponde Porrini, uno dei gregari di questa Juve coriacea con lampi di classe. Ravanelli piglia uno schiaffone sulla spalla: «Reagisci!». “STASERA LA VINCIAMO NOI” Dopo qualche giorno l’allenatore del Napoli, città a cui è stato molto legato, era Roma per stringere la mano anche a Bettega e Giraudo, la triade, con Luciano. È in quella villetta ai Parioli che il soprannome “Paul Newman”, dato a Lippi anni prima da un cronista di Cesena, prende definitivamente quota. «In effetti la somiglianza c’è», scherzò Giraudo con Moggi. Due settimane prima Lippi era stato convocato dal presidente dell’Inter, Ernesto Pellgrini, il quale ha traccheggiato più del dovuto. Lippi gli aveva telefonato per metterlo al corrente. «Mister, la ringrazio perla chiamata, la capisco, ha fatto benissimo. Oggi, con sommo dispiacere, non potrei farle una controproposta. In bocca al lupo per la sua nuova squadra». La moglie di Pellgrini aveva pretesto che Lippi scrivesse qualcosa su un biglietto. Si dilettava a studiare le grafie, e se non le piacevano, si dice, l’ingaggio andava a monte. Non ce n’è stato bisogno. UNDICI E NON SOLO Peruzzi, Ferrara, Pessotto, Torricelli, Vierchowod, Sousa, Deschamps, Conte, Vialli, Del Piero, Ravanelli. E poi Angelo Di Livio, “soldatino”, uno dei simboli della squadra, subentrato nella finale di Roma. «Non ti stanchi mai, Angelo? », gli dice un giorno Lippi. «Mi hanno fatto con la batteria incorporata, mica ho i piedi di Robi e Ale, in qualche modo devo recuperare il distacco». Baggio è stato venduto nell’estate ’94-’95, dopo il primo scudetto dell’uomo di Viareggio. «Guarda che sei prezioso come loro», gli fa il mister. In quella rosa ci sono anche il giovane Tacchinardi, che esordisce in Champions, e i veterani Carrera e Lombardo. «Ravanelli», ricorda Lippi, «ha smesso di piangere dalla disperazione e ora piange per la gioia, sommerso da emozioni che non riesce a gestire. Si lancia su di me, è un toro: «Mister, mi scusi per quello che ho detto quando sono uscito, ero nervoso, volevo finire la partita. Non lo rifarei più». Vialli spinge la coppa al cielo. «Siamo in volo verso Torino», ricorda Lippi. «Squadra, dirigenti, staff. La Juventus. E la coppa, sdraiata anche lei su un sedile dell’aereo, bellissima. Siamo decollati un po’ in ritardo, e non per aver esagerato con lo champagne. Mancava Paulo Sousa...».

Energia, Dombrovskis: richieste Italia? Valutiamo, ma serve prudenza
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:07

Alimathà, alle Maldive il budello senza uscita: morte dei sub, l'ultima evidenza
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:05

La sabbia è stata l’elemento decisivo, quasi maledetto, che ha ingannato i subacquei italiani nella grotta vicino ad Alimathà, contribuendo probabilmente alla loro perdita di orientamento e alla tragedia.Dopo il tuffo a circa 50 metri si entra in una prima grande caverna luminosa dal fondo sabbioso. Qualsiasi pinneggiata solleva nuvole di sabbia che riducono temporaneamente la visibilità, ma che si depositano abbastanza velocemente. Alla fine di questa stanza inizia il corridoio stretto (circa 3 metri di larghezza per 30 di lunghezza) che porta alla seconda camera. È proprio qui, all’imbocco della seconda stanza più profonda (65 metri circa), che si forma un dosso di sabbia creato dai movimenti dell’acqua e dai vortici. In entrata questo dosso si supera facilmente, permettendo di sbucare nel “camerone” tondeggiante e buio. Il problema sorge però al ritorno. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47811646]] Dalla prospettiva dei subacquei che escono dalla seconda grotta, il dosso di sabbia assume un aspetto completamente diverso: sembra una parete solida, un ostacolo che nasconde l’imbocco del corridoio di uscita. Non si intravede chiaramente il passaggio salvavita. Al contrario, sulla sinistra appare evidente un altro corridoio con fondo piatto, invitante e senza ostacoli apparenti. I sub, con poca aria residua nelle bombole da 12 litri (che a quella profondità concedono pochissimi minuti), hanno probabilmente scambiato il dosso per una barriera e hanno imboccato il cunicolo sbagliato, un “budello” senza uscita. I corpi sono stati ritrovati tutti in quella zona senza via d’uscita. La sabbia, sollevandosi e riformando il dosso, ha creato un’illusione ottica fatale che, unita alla scarsa riserva d’aria, ha trasformato un’immersione ricreativa in una trappola mortale. I finlandesi di Dan Europe hanno confermato proprio questo dettaglio morfologico legato alla sabbia come elemento potenzialmente decisivo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47813363]]

Andrea Sempio, clamoroso: il nuovo alibi fornito dal padre, scacco matto ai pm?
3 ore fa | Gio 21 Mag 2026 14:04

"Mio figlio quel giorno era lì stava a casa con me". Lo ha detto Giuseppe Sempio - padre di Andrea - ai microfoni del Tg1, riferendosi a quel 13 agosto 2007, giorno in cui fu uccisa Chiara Poggi. L'uomo ha dunque fornito un nuovo alibi al figlio indagato per il delitto di Garlasco.  "Siamo forti per l'innocenza di mio figlio", ha detto l'uomo. "È quello che ci sostiene. Mio figlio non c'entra niente, questa è una vigliaccata. Di chi, non lo posso sapere. Mio figlio quel giorno lì stava a casa con me. Stava a casa sua con me", ha ribadito. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47814947]] E ancora: "Guardarlo negli occhi per chiedergli se c'entra qualcosa con l'omicidio? Non c'è bisogno di guardarlo negli occhi: stava a casa sua con me. Poi ha fatto il tragitto a Vigevano e poi siamo tornati noi e abbiamo fatto questa strada qua, che ci sono le foto e tutto il resto…".  Lo stesso Andrea Sempio, intervistato una settimana fa a 'Quarto grado', aveva sostenuto la propria innocenza: "Non ho commesso l'omicidio, non ho ammazzato Chiara", aveva detto. "Non c'è mai stato questo mio interesse verso Chiara non c'è mai stato nulla di tutto ciò. Capisco - aveva concluso - che alla fine bisogna trovare un qualche tipo di movente, è stato scelto questo, va bene". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47815928]] Sono però 21 gli elementi che secondo la Procura di Pavia provano la sua colpevolezza per l'omicidio di Chiara Poggi. Tra questi i pm indicano le sue bugie sulle "tre telefonate fatte a casa Poggi" pochi giorni prima dell'omicidio, le sue ricerche sul web sul tema del Dna e sul processo a Alberto Stasi nel 2014, i "soldi" reperiti "per pagare gli investigatori" della prima indagine a suo carico nel 2016, le versioni "mendaci" a verbale, il suo Dna sulle unghie della giovane, l'impronta palmare 33, i soliloqui in cui menzionerebbe i video intimi.