Fisco, le quattro fesserie dell'opposizione
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Prima l’espulsione, poi il trattenimento nel centro per il rimpatrio. Infine il risarcimento. E a pagare sarà lo Stato. È la conclusione cui sono arrivate le Sezioni Unite della Cassazione, che con la sentenza n. 18658 del 9 giugno 2026 hanno stabilito un principio destinato a far discutere: il migrante trattenuto illegittimamente in un Cpr può ottenere i danni anche senza aver impugnato in precedenza il provvedimento che ne ha disposto o prorogato la permanenza. La vicenda, come ricorda Italia Oggi, riguarda un cittadino del Ghana, la cui richiesta di protezione internazionale era stata respinta. Scattata l’espulsione con accompagnamento alla frontiera, lo straniero era stato trattenuto nell’allora Cie, il Centro di identificazione ed espulsione. Il giudice di pace aveva convalidato il provvedimento e successivamente autorizzato due proroghe richieste dalla questura. Ma quelle proroghe, secondo i giudici, erano viziate all’origine. Il motivo? Nessuna udienza, nessun confronto tra le parti, nessuna possibilità per l’interessato di difendersi. Il magistrato si sarebbe limitato a un semplice timbro sulle richieste dell’amministrazione, senza fissare un’udienza camerale né ascoltare lo straniero, violando così il principio del contraddittorio. Dopo quasi sei mesi di permanenza nel centro, il cittadino ghanese ha citato in giudizio Presidenza del Consiglio, ministero dell’Interno e questura, ottenendo ragione. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47992750]] Per lui arriverà un risarcimento vicino ai 20mila euro. Le amministrazioni hanno tentato di sostenere che il migrante avrebbe dovuto prima contestare le proroghe davanti alla Cassazione. Tesi respinta dalle Sezioni Unite. L’azione risarcitoria, spiegano gli ermellini, è autonoma rispetto all’impugnazione del provvedimento e serve a garantire una tutela effettiva contro l’illegittima privazione della libertà personale. La responsabilità, aggiunge la Corte, non ricade sul singolo magistrato, ma sullo Stato nel suo complesso. E proprio la mancanza del contraddittorio rende arbitraria l’intera procedura. La sentenza evidenzia inoltre una lacuna normativa: manca una disposizione che estenda in modo chiaro l’obbligo del contraddittorio nelle proroghe del trattenimento degli stranieri nei Cpr. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48023998]]
Che cosa succede quando una cellula si trova sotto stress? La risposta più intuitiva potrebbe essere che cerca di difendersi o di riparare i danni subiti. Tuttavia, in alcuni casi, accade qualcosa di molto più sorprendente: la cellula può raddoppiare il proprio patrimonio genetico. Questo fenomeno, chiamato poliploidia, è al centro di una serie di studi pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), che hanno messo in luce il profondo legame tra stress biologico e duplicazione del genoma. Normalmente ogni cellula umana possiede due copie di ciascun cromosoma: una ereditata dalla madre e una dal padre. Questa condizione viene definita diploidia. Nella poliploidia, invece, le cellule possiedono tre, quattro o più copie complete del proprio patrimonio genetico. Sebbene possa sembrare un’anomalia, la poliploidia è molto più diffusa di quanto si pensi. Numerose specie vegetali, molte colture agricole e persino diversi tessuti del corpo umano presentano cellule poliploidi. Anche alcuni tumori sviluppano cellule con un numero aumentato di cromosomi durante la loro evoluzione. Per anni gli scienziati si sono chiesti se questa caratteristica rappresentasse un vantaggio o uno svantaggio biologico. Oggi emerge una risposta sempre più chiara: in molte situazioni la poliploidia sembra essere strettamente collegata alla capacità di affrontare condizioni di stress. Secondo gli studi raccolti nello speciale pubblicato da PNAS, diversi tipi di stress possono indurre la formazione di cellule poliploidi. Temperature estreme, esposizione a sostanze chimiche, radiazioni, infezioni, carenza di nutrienti e altre condizioni ambientali difficili possono spingere le cellule a duplicare il proprio DNA. In altre parole, lo stress non si limita a influenzare il comportamento cellulare: in alcuni casi può modificare profondamente l’organizzazione genetica delle cellule stesse. Gli autori suggeriscono che questa risposta possa rappresentare una strategia di sopravvivenza sviluppata nel corso dell’evoluzione. Uno degli aspetti più affascinanti emersi dalle ricerche è che le cellule poliploidi sembrano spesso più resistenti rispetto alle loro controparti normali. Disporre di copie aggiuntive del genoma potrebbe infatti fornire una sorta di “riserva biologica”, permettendo alle cellule di tollerare meglio danni genetici, cambiamenti ambientali e altre condizioni avverse. Questo fenomeno è osservabile anche negli organismi completi. Molte piante poliploidi, ad esempio, mostrano una maggiore capacità di sopravvivere a siccità, freddo, salinità e altre forme di stress ambientale. Secondo alcuni ricercatori, la poliploidia potrebbe aver persino contribuito alla sopravvivenza di numerose specie durante periodi di estinzione di massa nella storia della Terra. Se da un lato la poliploidia può rappresentare un vantaggio, dall’altro può avere conseguenze problematiche. Gli studi pubblicati su PNAS evidenziano che tra il 30% e il 40% dei tumori umani presenta un fenomeno chiamato duplicazione dell’intero genoma, noto come Whole Genome Duplication (WGD). In questi casi le cellule tumorali acquisiscono copie extra dei cromosomi e possono diventare più adattabili alle condizioni ostili presenti all’interno del tumore. I ricercatori hanno osservato che lo stress ossidativo e la scarsità di nutrienti, due caratteristiche tipiche del microambiente tumorale, influenzano direttamente il comportamento delle cellule poliploidi. Paradossalmente, questa maggiore capacità di adattamento può rendere alcuni tumori più difficili da trattare, perché le cellule riescono a sopravvivere meglio agli attacchi delle terapie. Un’altra ricerca pubblicata nella raccolta di PNAS ha utilizzato la mosca della frutta (Drosophila melanogaster) per studiare il rapporto tra poliploidia e danno cellulare. Gli scienziati hanno esposto le cellule dell’epitelio addominale a radiazioni ultraviolette, osservando che molte cellule danneggiate morivano, mentre quelle sopravvissute tendevano a fondersi tra loro. Questa fusione dava origine a grandi cellule multinucleate, cioè contenenti più nuclei e quindi più copie del materiale genetico. Sorprendentemente, queste cellule giganti contribuivano alla riparazione del tessuto danneggiato, suggerendo che la poliploidia possa svolgere un ruolo importante nei processi di rigenerazione. Per molti anni la poliploidia è stata considerata un fenomeno marginale. Oggi gli scienziati la vedono come uno dei meccanismi biologici più importanti e meno compresi della natura. Dall’evoluzione delle specie alla resistenza delle colture agricole, dalla rigenerazione dei tessuti alla progressione dei tumori, il raddoppio del genoma sembra influenzare numerosi aspetti della vita. Le ricerche pubblicate su PNAS suggeriscono che la poliploidia non sia semplicemente una conseguenza dello stress, ma possa rappresentare una vera e propria strategia biologica per affrontarlo. Comprendere meglio questo fenomeno potrebbe aprire nuove prospettive in medicina, nella lotta contro il cancro, nella biologia evolutiva e persino nello sviluppo di colture agricole più resistenti ai cambiamenti climatici. In altre parole, dietro una semplice duplicazione del DNA potrebbe nascondersi uno dei più potenti strumenti di adattamento che la natura abbia mai sviluppato.
L’occasione era la presentazione a Genova del suo libro, “Una nuova primavera”. E così Giuseppe Conte ne ha approfittato, lunedì, per incontrare la sindaca Silvia Salis, ormai una personalità nazionale, nonostante abbia ripetutamente assicurato che vuole restare a Genova e non intende correre alle eventuali primarie del centrosinistra. Fatto sta che dopo Elly Schlein, dopo Pierluigi Bersani, dopo Dario Franceschini, anche Conte va a colloquio con Salis. Nulla di segreto. Si sono visti all’asilo La Rondine, restaurato con i fondi del Pnrr, quelli che Conte si vanta di aver ottenuto dall’Europa per l’Italia. Ma, certo, a latere ci sarà stato tempo per scambiare qualche veduta sulla costruzione della coalizione e sui prossimi mesi. Perché ormai il tempo stringe. A settembre bisogna posizionarsi ai blocchi di partenza. Almeno avere un’idea del percorso che si intende fare. Anche perché si moltiplicano le voci secondo cui la premier intenderebbe votare nella finestra tra marzo e aprile, così da sganciare il voto delle elezioni politiche da quello sulle grandi città al voto. Il che significa che la campagna elettorale entrerà nel vivo già a novembre. Per quella data, dunque, bisogna che la coalizione abbia già scelto il capitano. E ieri Conte, ospite di DiMartedì, ha parlato anche della coalizione: «Elly Schlein ha fatto un gran lavoro, il partito era al 17% e lei lo ha tenuto insieme e lo ha fatto crescere. L’elettorato del M5s, che io conosco bene, va motivato perché è molto esigente e lavora per obiettivi strategici e battaglie politiche che devono essere chiari. Per una forza come M5S, che non è mai stato in alleanza, sarebbe la prima volta. Sicuramente le difficoltà ci sono, le risolveremo». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48063317]] NODO LEADERSHIP Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Riccardo Magi) tranne Matteo Renzi. Tutti quanti, invece, (e in più Paolo Gentiloni, Roberto Gualtieri e Silvia Salis) parteciperanno alla “Repubblica delle Idee”, appuntamento organizzato dal quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48071171]] CONTENITORE LIBERAL Intanto il Pd fa i conti con il malessere dei riformisti. «Un conto è il disagio, un altro conto è la divergenza», ha detto Pina Picierno, ieri, intervistata a Porta a Porta da Bruno Vespa. «E la settimana scorsa, quando ho visto gli impegni della mozione sulla difesa presentata alla Camera, ho pensato che la misura fosse davvero colma. Non trovo serio costringere il Paese ad una sorta di gioco della torre, dove si dice: buttiamo giù gli impegni per la difesa o la spesa sociale? Io credo che nessuno possa negare che in questo momento sia necessario investire sulla difesa comune europea». Su quali punti del programma il centrosinistra troverà le maggiori difficoltà? «Senza dubbio la politica estera». Perché «alla politica italiana, sia quella di destra che quella di sinistra, piacciono le foto opportunity però non vogliono assumersi le responsabilità che derivano dalla presenza in quei concessi internazionali». E poi «ho sentito di patrimoniali, di bonus e insomma di ipotesi vaghe, ma non ho capito qual è la proposta con la quale ci si presenta agli italiani«. Ha messo in chiaro, poi, che non intende entrare in Azione. E nemmeno in Casa Riformista o in quello che nascerà nel centrosinistra, come quarta gamba. L’idea è di creare una sorta di Renew sezione italiana, che unisca i liberal e i riformisti. Resta da capire se Carlo Calenda accetterà di unirsi.
Con la finale del Roland Garros ha raggiunto il punto più alto della carriera. Quel che è certo è che Flavio Cobolli continua a scalare il tennis mondiale e, dopo lo splendido percorso nello Slam francese, può festeggiare un nuovo traguardo: da questa settimana è ufficialmente il numero 10 del ranking Atp, il miglior piazzamento della sua carriera. Un salto importante per lui, a 24 anni, arrivato grazie alla finale raggiunta sulla terra rossa di Parigi, dove si è arreso soltanto ad Alexander Zverev al quinto set. L’exploit francese gli ha garantito anche un bottino pesante in termini di punti, ben 1.300 di questi. Ma oltre alla top-10, il Roland Garros ha portato in dote anche un assegno di grande valore: il premio destinato al finalista ammonta a 1,4 milioni di euro lordi. Come spesso accade per gli sportivi professionisti, però, la cifra effettivamente incassata è destinata a ridursi sensibilmente a causa della tassazione. Il premio viene infatti tassato prima in Francia, dove si svolge il torneo. In base agli accordi fiscali tra i due Paesi, il fisco francese applica una ritenuta del 15% sui compensi sportivi maturati sul proprio territorio. Nel caso di Cobolli significa circa 210 mila euro trattenuti direttamente alla fonte. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48076898]] Successivamente entra in gioco il sistema fiscale italiano. Essendo residente in Italia, il tennista deve dichiarare anche questo reddito nel nostro Paese. Sul premio lordo si applicano le aliquote previste dall'Irpef, che per redditi di questa entità raggiungono il livello massimo, a cui si sommano le addizionali locali. Grazie alla convenzione contro la doppia imposizione tra Italia e Francia, però, quanto già versato Oltralpe viene riconosciuto come credito d'imposta. Facendo una stima, nelle casse dell'erario italiano finirebbero circa 420 mila euro, mentre così a Cobolli resterebbe un guadagno netto vicino ai 770 mila euro. Un premio importante, che accompagna una delle settimane più belle della sua carriera. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48084392]]
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"La patrimoniale è stata fatta in questi anni sulla pelle della maggioranza dei cittadini e delle cittadine massacrando il ceto medio che si dice di voler difendere": Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra lo ha detto a 4 di Sera su Rete 4. E poi ha aggiunto: "La verità è che in Italia c'è una distribuzione della ricchezza indecente: c'è un 10% che detiene il 60% della ricchezza mentre la metà più povera ha appena il 7% della ricchezza". Di qui, è passato a illustrare la proposta della sinistra: "Noi non vogliamo massacrare il ceto medio, non vogliamo rubare soldi a nessuno, chiediamo un piccolo elemento di solidarietà a chi ha enormi ricchezze. Penso non ci sia niente di scandaloso, ecco perché la maggioranza larga degli italiani, anche gli elettori di Meloni, sono d'accordo con la nostra proposta". E ancora: "Se uno ha enormi ricchezze può pagare qualcosina, senza rovinarsi, a favore della maggioranza degli italiani". Di questo ha parlato anche la premier Giorgia Meloni. Intervenuta all'assemblea di Confcommercio, ha dichiarato: "Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo, un patrimonio, dopo decenni di lavoro e di sacrificio". "Patrimoniale? Chiediamo un piccolo contributo di solidarietà" #4disera News pic.twitter.com/oBh3sMgHmK June 10, 2026
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