Tra Milan e Juventus vince ancora la noia. Con il quarto 0-0 nelle ultime cinque partite i rossoneri e i bianconeri fanno comunque un passo avanti importante per la qualificazione alla prossima Champions League. Il Milan dell'ex Allegri scivola al terzo posto in classifica con 67 punti, a -2 dal Napoli e a -12 dall'Inter che nel prossimo weekend potrebbe laurearsi campione d'Italia anche senza giocare se azzurri e rossoneri non vinceranno. La Juventus di Spalletti difende invece il suo quarto posto con 64 punti, 3 in più della coppia Como-Roma. L'obiettivo non è ancora raggiunto per entrambe, perché lariani e giallorossi non molleranno fino all'ultimo e ci sarà quindi da lottare. Partita non bellissima, giocata a ritmi piuttosto blandi ma con qualche fiammata da una parte e dall'altra. Non si ricordano grandi interventi di Maignan e Di Gregorio, a conferma di due attacchi spuntati e poco efficaci. Nelle file rossonere, Allegri recupera sulla sinistra Bartesaghi e conferma in attacco la coppia formata da Leao e Pulisic con Saelemaekers a destra. Nelle file bianconere, Spalletti deve rinunciare a Yildiz dall'inizio. Il turco non al meglio va in panchina, al suo posto gioca Boga al fianco di Conceiçao. In avanti c'è David, con Vlahovic che si rivede in panchina. In tribuna anche il patron rossonero Gerry Cardinale, arrivato dagli Usa. Presente anche lo stato maggiore della Juventus a partire da John Elkann. San Siro tutto esaurito, ma in curva Sud + andata in scena una protesta contro il caro biglietti con una coreografia a comporre la scritta '139 euro' e uno striscione 'Per un calcio più giusto e popolare'. Prima della partita suggestiva la premiazione di una leggenda rossonera come Ruud Gullit inserito nella Hall of Fame del club. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47446241]] In avvio di gara è la Juve a gestire maggiormente il pallone, mentre il Milan si chiude compatto a difesa della sua metà campo sempre pronto a ripartire con rapide accelerazioni di Leao e Pulisic. Molto attente le due difese che concedono poco, mentre l'arbitro lascia giocare anche di fronte a contrasti duri ma regolari. La partita è bloccata e bisogna aspettare oltre venti minuti per la prima azione degna di nota, una progressione sulla destra di Fofana con conclusione di poco alta da posizione defilata. Il Milan quando affonda è più pericoloso, poco dopo la mezzora è l'ex Rabiot a provarci con un sinistro dal limite che impegna Di Gregorio alla respinta di pugno. Passano pochi minuti e al primo vero tentativo la Juve trova il gol con Thuram che devia in rete un diagonale destro di Conceiçao destinato fuori. L'esultanza bianconera dura poco, arbitro e Var annullano per fuorigioco del francese. La squadra di Spalletti però si scuote e poco dopo sfiora il gol proprio con Conceiçao che da posizione defilata impegna Maignan, dopo aver superato Bartesaghi in velocità. Il portoghese ci riprova ancora un attimo prima dell'intervallo, questa volta il suo sinistro è debole e centrale. Maignan para. Nell'intervallo Allegri opera subito un cambio nel Milan: dentro Estupinan per un Bartesaghi in difficoltà. Rossoneri subito aggressivi e vicinissimi al gol con assist di Leao per Saelemaekers che calcia di prima intenzione e colpisce una traversa clamorosa. La Juve prova a reagire con una progressione di David fermato rudemente al limite da Gabbia, c'era una punizione per io bianconeri. Ci prova poi Bremer dalla distanza, Maignan non si fa sorprendere. Bianconeri pericolosi ancora con un sinistro di Cambiaso da dentro l'area con palla di poco alta. Allo scoccare dell'ora di gioco Allegri cambia ancora e manda in campo Fullkrug per Pulisic, con l'intenzione di dare maggior peso all'attacco. Dentro anche Ricci per Fofana. Primi cambi anche nella Juve: dentro Holm e Koopmeiners per Cambiaso e Thuram. McKennie si sposta a sinistra. E' proprio il centrocampista olandese appena entrato a farsi vedere con un due tentativi di sinistro dalla distanza parati da Maignan. Spalletti si gioca anche le carte Yildiz e Zhegrova al posto di Boga e Conceiçao, mentre nel Milan deve uscire Modric per un duro colpo alla testa in uno scontro fortuito con Locatelli a metà campo. Al posto del croato entra Jashari, fuori anche un fischiatissimo Leao per Nkunku. A cinque dalla fine David sfugge alla guardia di Gabbia e Pavlovic, ma il suo colpo di testa su cross di Holm termina ampiamente a lato. Potenziale occasione per il canadese, che poi lascia il campo al rientrante Vlahovic. Proprio il serbo nel recupero ha una buona occasione, impegna anche Maignan di sinistro, ma era in fuorigioco. Lo 0-0 alla fine è il risultato più giusto. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47443818]]
"Per me è importante sottolineare come a Genova questa cosa funzioni", "Il campo largo dice?": questo scambio di battute è avvenuto tra la sindaca di Genova Silvia Salis e Fabio Fazio a Che tempo che fa sul Nove. Dopo un momento di lieve imbarazzo, la prima cittadina ha ripreso la parola correggendosi: "Sì, questa coalizione progressista nella sua massima ampiezza... Funziona perché parliamo di progetti, parliamo di cose da fare, abbiamo avuto un programma chiaro e credo che anche questo sia motivo del fatto che ci sia attenzione per la nostra città". Sulle possibili primarie per la leadership nel campo largo, invece, la sindaca ha detto: "Credo che una parte del dilemma della sinistra sia sempre stata la sua divisione. Da elettrice di sinistra dico che non vorrei vedere una gara tra i nostri leader. Parlare di un programma da presentare al Paese, quali sono le idee che riguardano la vita quotidiana delle persone che vivono in Italia, credo che sia molto più interessante che la scelta del leader”. E poi: "Tra Schlein e Conte chi voterei? Non voterei, voterei alle Politiche". Mentre sulla possibilità che sia lei la leader: "Io sono la sindaca di Genova, la mia priorità è quello. Questo è il mio obiettivo e anche dimostrare di saperlo fare bene". Parlando del suo percorso, poi, la Salis ha spiegato: "Prima sono passata dalla politica sportiva. Quando mi sono infortunata a pochi mesi dalle Olimpiadi di Rio De Janeiro, poi sono entrata nel consiglio federale della federazione di atletica leggera. Dopo quel quadriennio, dove ero seduta anche nel consiglio nazionale, sono diventata vicepresidente del comitato olimpico, che devo dire è stata una scuola politica importante perché lì ovviamente si fa sport ma si hanno grandi rapporti con le istituzioni politiche e amministrative del Paese. Quello è stato un periodo in cui ho imparato molto". Mentre sul suo lavoro di sindaca, ha sottolineato: "Credo che gli amministratori del territorio abbiano questa immediata vicinanza con quello che fanno. Il lato positivo e sfidante e anche la complessità di essere una sindaca o un sindaco è di avere un contatto diretto con la vita delle persone che ti hanno eletto e che non ti hanno eletto, con la vita della tua città, credo che questo ci dia un aspetto pratico e fattivo". "Per esempio domani cosa fa?", l'ha incalzata il conduttore. E lei: "Domani la giornata inizia presto, abbiamo un incontro importante sul porto e la logistica, cose pratiche. Il sindaco deve tenere insieme l'ordinario e lo straordinario". "Abbiamo avuto un programma chiaro e credo che anche questo sia motivo del fatto che ci sia attenzione per la nostra città"@silvia_salis a #CTCF pic.twitter.com/Amgrx8nnb5 April 26, 2026
Pareggio spettacolare (2-2) tra Torino e Inter nel match valido per la 34/a giornata di Serie A. Thuram sblocca il risultato di testa al 23' del primo tempo su cross preciso di Dimarco, nella ripresa sugli sviluppi di un calcio d'angolo Bisseck - sempre di testa - firma il raddoppio al 16'. Sotto di due gol il Toro non demorde e accorcia le distanze al 25' con Simeone su invito di Ilkhan. Dieci minuti più tardi i padroni di casa pareggiano i conti con un calcio di rigore trasformato da Vlasic per un tocco con il braccio di Carlos Augusto. Nel finale entrambe le squadre provano a vincere ma il risultato non cambia più. La capolista sale così a 79 punti, a +10 sull'Inter e saldamente in vetta, mentre i granata infilano il quarto risultato utile consecutivo e salgono a quota 41. Ma cosa succede adesso all'Inter? La partita contro il Parma davanti al pubblico di San Siro potrebbe essere comunque decisiva: in caso di vittoria sarebbe mancato solo un punto, ma adesso con 3 punti i nerazzurri sono certi di vincere il titolo indipendentemente dai risultati di Napoli e Milan. Dovranno necessariamente vincere la prossima per essere incoronati già Campioni d'Italia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47443818]]
"Fd'Israele infami": è stata presa di mira e vandalizzata la sede di Fratelli d'Italia a Pescara. “Si tratta di un atto vergognoso e ignobile che ha sempre la stessa matrice e, cioè, quella di estrema sinistra preservata e coperta anche a livello istituzionale, che predica democrazia e tolleranza solo se la si pensa come loro. Sono gli stessi che si riempiono la bocca di fascismo e poi mostrano i muscoli a discapito della democrazia, senza perdere occasione per esprimere anche odio nei confronti delle forze dell’ordine a cui va sempre la nostra vicinanza e solidarietà. Non saranno certo questi gesti a fermarci e, al contrario, siamo sempre più decisi ad andare avanti per affermare una democrazia che sia di tutti e per tutti”, ha commentato il deputato di FdI Guerino Testa, che ha pubblicato sui social le foto dello sfregio. Dalle immagini emergono scritte con chiari intenti antisemiti. Indignato anche il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha dichiarato: "La vandalizzazione della sede di Fratelli d’Italia a Pescara rappresenta un episodio grave e inaccettabile che colpisce non solo una forza politica, ma i principi fondamentali del confronto democratico. Esprimiamo piena solidarietà ai militanti e ai dirigenti locali coinvolti, così come alle forze dell’ordine, costantemente impegnate nella tutela della sicurezza e della legalità sul territorio. Di fronte a questi episodi, serve una presa di posizione chiara e trasversale: la violenza politica non è mai giustificabile e va condannata senza ambiguità, indipendentemente da chi ne sia responsabile”.
https://video.italpress.com/play/mp4/video/ELlk
https://video.italpress.com/play/mp4/video/GNZ0
Piccola gaffe per Jannik Sinner ai Masters 1000 di Madrid dopo la vittoria contro il danese Elmer Moller. Tutta colpa di un equivoco durante l'intervista post match. Il giornalista gli ha chiesto se usi delle app per imparare le lingue, come lo spagnolo: "Hai qualche app che ti aiuta a impararlo?". E Jannik ha risposto spiegando che la sua conoscenza della lingua non è ancora perfetta: "Non è ancora buono, ma il mio obiettivo è parlarlo in un anno". Fondamentale, ha aggiunto, il contributo del suo fisioterapista argentino Alejandro Resnicoff. Poi il clamoroso equivoco: quando l'azzurro ha chiarito che al momento si arrangia con alcune app: "Ho ancora bisogno di scoprire Duolingo, l'altra è Babbel", il reporter ha replicato con delle parole che hanno spiazzato Sinner: "Bumble è un'app di dating?". Divertita la risposta del tennista, che è scoppiato a ridere nascondendo la faccia tra le mani per trattenere le risate. "No, ho detto Babbel, Babbel, Babbel… non è un'app di dating, non ho bisogno di un'app di dating". ️: “How good is your Spanish?” pic.twitter.com/B69bI0ILYG April 26, 2026
Allarme tartarughe killer alle porte di Roma. I rettili presentano un corpo massiccio e un becco affilato con cui sono in grado di dare morsi gravissimi. Due esemplari di tartaruga azzannatrice, tra le più aggressive al mondo, sono state ritrovate a distanza di pochi giorni l'una dall’altra nella riserva naturale di Torre Flavia, tra Ladispoli e Cerveteri, lungo l'area costiera protetta. Come riporta Il Messaggero, il primo avvistamento è avvenuto durante un'iniziativa ambientale, quando alcuni volontari hanno segnalato la presenza dell'animale. Mentre erano in corso le operazioni di recupero, un secondo esemplare è stato individuato poco distante, lungo un sentiero frequentato da pescatori. Considerato il doppio ritrovamento, è lecito pensare che questi rettili possano non essere più casi isolati, ma una presenza stabile sul territorio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47366442]] Si tratta di una specie originaria del Nord America, si chiama Chelydra serpentina ed è considerata una specie aliena invasiva. In Italia è vietato detenerla o venderla, ma negli anni il commercio illegale e gli abbandoni hanno favorito la sua diffusione. A lanciare l'allarme è l'etologo Andrea Lunerti, che negli anni ha partecipato a numerosi recuperi: "Abbiamo già intercettato oltre 25 esemplari tra campagna e città". Intanto, si sta lavorando a sistemi di cattura specifici, come le cosiddette basking trap: piattforme galleggianti progettate per intercettare gli animali quando emergono dall’acqua per stare al sole. In caso di incontro, il suggerimento di autorità e associazioni ambientaliste è evitare qualsiasi contatto. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45639551]]
https://video.italpress.com/play/mp4/video/8DPL
https://video.italpress.com/play/mp4/video/8DPL
"Noi non abbiamo arbitri graditi o sgraditi, sappiamo di aver agito nella massima correttezza": Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, lo ha detto ai microfoni di Sky Sport nel prepartita di Torino-Inter a proposito dell'inchiesta della Procura di Milano sul mondo arbitrale e sul designatore Gianluca Rocchi, che ha deciso di autosospendersi, in cui viene citato anche il club nerazzurro. "L'anno scorso è stata una annata in cui oggettivamente abbiamo avuto anche decisioni avverse e acclarate successivamente dai vertici arbitrali, mi riferisco al rigore non dato in occasione di Inter-Roma - ha aggiunto -. Ma al di là di questo siamo forti della nostra correttezza. Giocatori, squadra e società: siamo tutti molto tranquilli". Marotta, poi, ha ribadito che "l'Inter è estranea e lo sarà anche in futuro. Noi abbiamo appreso tutto dalla stampa, le dichiarazioni e i comunicati usciti ci meravigliano. Oggi siamo qui pensando a questa partita e a questo scudetto che vogliamo portare a casa il prima possibile". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47440940]] Ai microfoni di Dazn, inoltre, ha aggiunto che "vincere lo scudetto davanti ai nostri tifosi sarebbe una cosa bellissima, ma al di là di questo resta la considerazione che siamo qui con grande merito, merito dell'allenatore e della squadra". E ancora: lo scudetto "è un traguardo che vogliamo portare a casa. Siamo qui oggi per affrontare un capitolo molto importante, vogliamo portare a casa questo scudetto per poi concentrarci sulla Coppa Italia". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47440935]]
Tutto facile per Jannik Sinner nel terzo turno del Mutua Madrid Open 2026, secondo Masters 1000 stagionale sulla terra battuta. Sul centrale della Caja Magica, il numero 1 del mondo e del tabellone ha battuto in due set il 22enne qualificato danese Elmer Moller, numero 169 del ranking Atp, con il punteggio di 6-2, 6-3, e si è qualificato così per gli ottavi di finale. Nel prossimo turno l'azzuro sfiderà il vincente del match tra il veterano inglese Cameron Norrie e l'argentino Tiago Tirante. "Oggi un po' meglio le condizioni di gioco, l'avversario era diverso e ho servito bene nei momenti importanti. Questa era la chiave. Ho cercato di restare compatto e vediamo nel prossimo turno", ha commentato Sinner a caldo dopo il match. Poi si è detto "contento, oggi ho cercato di essere solido nei punti importanti e di servire bene. Qui più fa caldo e la palla parte, vediamo cosa succede alla prossima". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47414183]] Successivamente, quando gli è stato chiesto se stia imparando lo spagnolo, Sinner ha detto: "Non ancora, l'obiettivo è impararlo in un anno e ho un fisioterapista argentino che aiuta". Infine, un simpatico siparietto: quando l'intervistatore gli ha chiesto se usi delle app per imparare le lingue, Sinner ha confuso il nome di una di queste applicazioni con una di dating. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47422827]]
https://video.italpress.com/play/mp4/video/mWRO
https://video.italpress.com/play/mp4/video/mWRO
A 41 anni, Alex Schwazer torna e vince segnando il record italiano nella maratona di marcia a Kelsterbach, in Germania, con il tempo di 3h01'55". L’azzurro ha dominato la gara, chiudendo nettamente davanti agli avversari e superando il precedente 3h03:55 di Andrea Agrusti. Il record sarà ufficializzato al termine della stagione. Il marciatore altoatesino ha accelerato nella seconda parte della gara, come spiega il Corriere della Sera, chiudendo con un “negative split”, cioè percorrendo la seconda metà più velocemente della prima. Nonostante la mattinata resa complicata dal vento, nessuno degli altri atleti in gara sembra averlo intimorito: il secondo classificato, lo slovacco Michal Duda, ha concluso con un distacco significativo in 3h27:14. A livello globale, il tempo vale il terzo posto stagionale nel mondo e il primo in Europa. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:44053242]] Per lui si è trattato di un grande ritorno dopo essere rientrato nelle competizioni solo nel 2024 a seguito di otto anni di assenza dovuti a una squalifica. All’inizio di marzo aveva preso parte alla rassegna tricolore della mezza maratona di marcia ad Alessandria, ma era stato fermato dai giudici dopo aver ricevuto quattro cartellini rossi. Nel passato sportivo di Schwazer ci sono dolorose vicende legate al doping: dopo aver conquistato l’oro olimpico nella 50 km ai Giochi di Olimpiadi di Pechino 2008, l’atleta è stato coinvolto in casi che hanno portato a squalifiche e a una lunga esclusione dalle competizioni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:41205833]]
"La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi". Si legge in una nota della Fondazione. "La decisione - si spiega - è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d'Orchestra". Lo scorso 22 settembre il sovrintendente aveva designato Venezi direttore musicale stabile della Fenice a partire dal 1 ottobre 2026, con incarico di quattro anni. La Fondazione Teatro La Fenice, sottolinea Colabianchi, "ribadisce il proprio impegno nella promozione di un ambiente professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione costruttiva e sull'eccellenza artistica". Nel mirino ci è finita l'intervista rilasciata il 23 aprile al giornale argentino La Nacion, quando la Venezi ha accusato l'orchestra di nepotismo. "Io non ho padrini - aveva detto - questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un'orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio". Dal settembre scorso l'orchestra e il coro erano in stato di agitazione contro la nomina del direttore perché giudicato non all'altezza del prestigio della Fenice. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47437796]] Intanto, il ministro della Cultura Alessandro Giuli in una nota "prende atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia. Con l'auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d'ogni ordine e grado; nell'interesse del Teatro e della città di Venezia". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47143195]]
"Credo che la destra nazionalista sia stata molto abile nel costruire il consenso alimentando le paure della gente. Ha scelto gli stessi nemici in diversi paesi ma non è riuscita a risolvere i problemi concreti delle persone. Hanno portato guerre, inflazione, recessione, muri, dazi doganali. Ora sono loro a incutere timore perché portano incertezza e guerra": la segretaria del Pd Elly Schlein lo ha detto in un'intervista a El Pais. Aggiungendo poi: "La gente, d'altra parte, ci chiede pace e tranquillità". Parole che hanno inevitabilmente scatenato la polemica. Quando le è stata chiesta un'opinione sul successo d'immagine all'estero del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, lei ha risposto: "Da un lato, Meloni ha confermato il posizionamento internazionale dell'Italia e, fortunatamente, anche nel sostegno all'Ucraina. E si è impegnata a mantenere i conti in ordine, e immagino che a qualcuno siano piaciute le politiche di austerità. Il problema è che la stabilità di cui ha goduto si è tradotta in immobilismo. Com'è possibile che abbia sprecato un'opportunità storica per cambiare il Paese? Perché aveva la maggioranza in Parlamento per avviare riforme importanti, ma in tre anni e mezzo non ha fatto nulla. Soprattutto, è un fallimento per la situazione economica e sociale del Paese. Abbiamo avuto un calo della produzione industriale per quasi tre anni consecutivi. Abbiamo salari tra i più bassi d'Europa, e lei blocca la proposta di salario minimo. Abbiamo una prospettiva di crescita vicina allo zero. Ha ridotto i servizi: da quando è al governo, la spesa sanitaria in rapporto al Pil è scesa al 5,9 per cento, sotto la soglia critica del 6 per cento dell'Oms. L'unica cosa che è aumentata e continuerà ad aumentare è la spesa militare". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47437559]] A quel punto, però, El Pais ha obiettato che la premier ha mantenuto i conti in ordine. E Schlein ha controbattuto: "La questione è per fare cosa. Naturalmente non mettiamo in discussione la stabilità, abbiamo un debito pubblico elevato e non siamo avventuristi nella politica di bilancio. Il problema è che, con i margini che avevano e con i fondi europei, hanno sprecato un'opportunità per aumentare produttività e competitività". Quanto al rischio di una deriva autoritaria in Italia sul modello Orban, "Meloni e Salvini hanno dichiarato molte volte di ispirarsi a ciò che fa Orbán in Ungheria", ha evidenziato addirittura la segretaria del Pd, "e credo che presto finiranno come Orban". Infine, parlando della leadership all'interno del campo largo, la leader dem ha spiegato che sul nome del candidato premier il centrosinistra raggiungerà "un accordo. O vincerà chi otterrà un voto in più, oppure ci saranno le primarie della coalizione". E ancora: "Non partiamo da zero perché in questi tre anni abbiamo già presentato insieme molte proposte legislative". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47412447]]
Nel mirino dell'aggressore della cena dei corrispondenti della Casa Bianca non ci sarebbe stato solo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ma anche i membri della sua amministrazione, come affermato all'emittente Nbc dal ministro della Giustizia ad interim Todd Blanche. Quest'ultimo ha spiegato, inoltre, che Cole Tomas Allen, l'uomo fermato per la sparatoria, non sta collaborando attivamente con le autorità. Blanche ha anche riferito che le autorità ritengono che il sospettato abbia viaggiato in treno dalla California a Chicago e poi a Washington, dove nei giorni scorsi si è registrato come ospite nell'hotel Hilton, che ieri ospitava l'evento. L'uomo avrebbe acquistato le due armi da fuoco rinvenute nell'hotel "negli ultimi due anni". Secondo lui, inoltre, "il sistema ha funzionato": "Il presidente Trump era al sicuro. I suoi agenti dei servizi segreti lo hanno protetto. Eravamo tutti al sicuro". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47439787]] Il ministro, infine, ha assicurato che episodi come quello di ieri sera "non dissuaderanno" il presidente Donald Trump dal presentarsi in pubblico e dal svolgere il suo lavoro. "Non smetteremo di fare cose come quelle che abbiamo fatto ieri sera in questa amministrazione - ha spiegato -. E se uno degli obiettivi di quest'uomo era quello di spaventarci, ha fallito". E ancora: "Il presidente Trump ha detto ieri sera, e lo pensa davvero, e io sono pienamente d'accordo con lui, che questo tipo di comportamento non lo scoraggerà, non gli impedirà di vivere. Non gli impedirà di fare il suo lavoro". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47439783]]