Oltre 1,2 milioni di fedeli alla messa di Papa Leone XIV a Madrid
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Riesplode la guerra tra Iran e Israele. Nonostante le richieste di “moderazione” del presidente Usa Donald Trump, il premier israeliano Bibi Netanyahu ha deciso di rispondere all’offensiva dei Pasdaran nel modo più eclatante: bombardando Teheran. E intanto le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver rilevato il lancio di un missile dallo Yemen verso il territorio israeliano. Si legge nel comunicato, “i sistemi di difesa aerea sono operativi per intercettare la minaccia”. Il Times of Israel riporta che le sirene d'allarme stanno suonando in tutta Tel Aviv, Gerusalemme e nelle zone circostanti del centro di Israele. In precedenza, Israele ha affermato di aver colpito obiettivi militari nell'Iran occidentale e centrale. “Poco fa, l'aeronautica israeliana ha colpito obiettivi militari appartenenti al regime terroristico iraniano nell'Iran occidentale e centrale”, ha scritto l’Idf su Telegram. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle vittime o sull'esatta ubicazione degli attacchi.Secondo quanto riferito da un funzionario statunitense, l'esercito americano non avrebbe preso parte agli attacchi israeliani contro l'Iran avvenuti nella notte. Il sito di notizie Axios cita un funzionario della difesa statunitense che afferma anch'egli che gli attacchi israeliani sono stati “relativamente limitati”. La televisione di stato iraniana segnala esplosioni in tre città dopo che Israele ha affermato che la sua aviazione ha colpito obiettivi militari nell'Iran centrale e occidentale. "Diverse esplosioni sono state udite a Teheran, Tabriz e Isfahan", ha scritto la televisione di stato su Telegram. Sono state inoltre udite delle esplosioni nei pressi della città centrale di Karaj. L’Iran ha anche chiuso lo spazio aereo intorno all'aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran, il principale scalo aereo del paese.Trump nelle scorse ore aveva detto a Benjamin Netanyahu di non reagire all'attacco missilistico iraniano. Lo avevano riferito un funzionario americano e una fonte israeliana ad Axios che aveva già anticipato il messaggio del presidente Usa al premier israeliano. Il presidente degli Stati Uniti aveva ribadito tale messaggio al canale televisivo israeliano Channel 12, affermando di non voler assistere a “un ulteriore attacco”, secondo quanto riportato dal Times of Israel. “Gli attacchi iraniani non hanno fatto male a nessuno. Ognuno si è divertito. Israele ha attaccato e l'Iran ha attaccato. Non ne abbiamo bisogno”, ha sottolineato aggiungendo che avrebbe chiamato Netanyahu “subito per dirgli di non reagire”. In precedenza Trump al Financial Times aveva affermato che Netanyahu non avrebbe avuto “altra scelta” se non quella di accettare un accordo con l'Iran. Axios ha riportato che il premier israeliano aveva “pseudo-accettato” la richiesta. Trump ha affermato che gli attacchi iraniani non hanno modificato la sua volontà di concludere i negoziati tra Stati Uniti e Iran. ”Non avranno alcun impatto sull'accordo”, ha dichiarato al Financial Times. “Vedremo come andrà a finire. Ma questi attacchi missilistici contro Israele non hanno avuto alcun effetto. È una di quelle cose che va avanti da 3.000 anni, o 47 anni, a seconda di come si contano”. Trump ha dichiarato che gli attacchi dell'Iran non hanno modificato la sua volontà di concludere i negoziati.
Maranza in ferie. Ché oramai ci siamo: il primo caldo, i calzoni corti, tra poco finisce pure la scuola. È arrivata la bella stagione e sì, certo, è un diritto di tutti tirar tardi al mare, concedersi una serata di relax in spiaggia, bighellonare dove capita con una birra ghiacciata in mano. C’è un’avvertenza, però, ed è quella di sempre: sante, santissime vacanze che, in un certo senso, terminano quando cominciano quelle degli altri. Non è che nel sacro nome del liberi-tutti di giugno puoi tenere un quartiere in ostaggio, far andar di traverso il soggiorno a chi lavora un anno intero per permettersi una settimana di stacco, credere che sia sufficiente prendere un treno e fare un viaggio di mezz’ora per essere impunito quanto basta da confondere lo svago con la prepotenza. Vedi Jesolo. La bella Jesolo, perla della riviera veneta, a metà strada tra Caorle e Cavallino Treporti, conosciuta, conosciutissima tra i villeggianti del solleone. In soli tre giorni, quelli del ponte per la festa della repubblica (tra parentesi: prenotazioni su ovunque alla faccia dei soliti gufi sull’Italia che non va), si è ritrovata due risse in casa. Entrambe a opera di giovanissimi, entrambe con lo stesso schema, entrambe finite con l’intervento delle forze dell’ordine e nessun ferito (per fortuna), entrambe tra gruppetti di maranza in libera uscita. Lo schema, tra l’altro, ha una ritualità che desta quasi sospetto: prima il ritrovo, in stazione oppure in un fast-food (perché si tratta di ragazzini di seconda e terza generazione che non vivono in città, sono del Trevigiano oppure di Mestre); poi le sbruffonate, quell’atteggiamento un po’ su di giri che, d’accordo, a quell’età è quasi fisiologico però c’è un limite a ogni cosa; e infine lo scontro, praticamente sempre inter-etnico, dovuto alle rispettive origini nazionali. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48058727]] Ecco, appunto, anche perché il sindaco Christofer De Zotti (Fratelli d’Italia) è uno che non ci gira tanto attorno: si è già incontrato col prefetto, ha ottenuto il rafforzamento delle forze dell’ordine con una cinquantina di agenti in più tra carabinieri e guardia di finanza e ha sollecitato l’istituzione delle zone rosse che nel 2025 han dato una mano a contenere la situazione. «È importante mantenere alta l’attenzione sul fronte della sicurezza», dice, «qui non permetteremo attecchisca questo fenomeno. Chi viene a Jesolo e non rispetta la città non deve poterci tornare». Punto chiarissimo, anche perché non c’è solo Jesolo. Sui grandi laghi lombardi l’andazzo è più o meno identico: a Mandello del Lario (in provincia di Lecco, su quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno) una masnada scomposta di adolescenti maranza, dopo una domenica in spiaggia, ha persino bloccato la circolazione dei treni per quanti calca, baccano e parapiglia faceva (ovviamente non sono mancati insulti, minacce e spintoni); a Iseo alcuni minori scalmanatisi son messi a saltellare sulle barche ormeggiate nel porto industriale e, quando un passante ha fatto notare loro che non-si-fa, ha rischiato il linciaggio. In Versilia non ce la si passa diversamente: martedì due nordafricani hanno aggredito un bagnino, a Viareggio, solo perché si era permesso di chiedere loro di lasciare liberi due lettini che avevano occupato abusivamente sottraendoli, di fatto, alla disponibilità dei clienti del lido. Sul litorale marchigiano è lo stesso: a Porto San Giorgio (Fermo), negli scorsi dì, quattro maranza magrebini hanno picchiato selvaggiamente un uomo di quarant’anni colpevole (si fa per dire) di aver suggerito loro di lasciar stare sua figlia. Le reazioni, alla fine, tendono a somigliarsi: il Comune di Mandello ha promesso un’ordinanza salva-estate per consentire ai minori non residenti di accedere al lido solo se sono accompagnati da un adulto; nella riviera sangiorgese sono spuntate le prime ronde autogestite e spontanee di cittadini che non ne possono più e si organizzano come capita su whatsapp; «Jesolo non ha “maranza” locali, si tratta di gente che arriva da fuori», chiosa invece De Zotti, «noi intendiamo fermare sul nascere questa cosa». Anche perché la stagione ha appena preso il via, e se il buongiorno si vede dal mattino...
Nessun passo avanti ufficiale sul tema risoluzione contrattuale tra Massimiliano Allegri ed il Milan. Anzi, le parti si sarebbero irrigidite. Una guerra di nervi sulla questione buonuscita, in cui il Napoli, diretto interessato, sta alla finestra. Del resto tra il club del presidente De Laurentiis e l’ex allenatore rossonero c’è un contratto pronto che deve essere soltanto rifinito nei dettagli e firmato. «Ancora oggi il Napoli non ha un allenatore e se anche lo avesse non potrebbe annunciarlo. Posso presentare l’allenatore quando i regolamenti me lo concedono, io non sono uno che va fuori dalle regole». Queste le parole di De Laurentiis, l’altro giorno alla presentazione dei ritiri estivi (Dimaro e Castel di Sangro) del Napoli. Una situazione particolare, ma che il patron partenopeo vive con tranquillità. Venerdì il presidente del Napoli è partito per gli Usa dove rimarrà fino alla fine di giugno, ma se entro 7-10 giorni la situazione in casa Milan non dovesse sbloccarsi, allora comincerebbero a scattare i primi alert nell’ambiente partenopeo.
Fare la spesa è diventato un affare serio. Intanto perché la lettura e la decodifica delle etichette sono semplici soltanto in apparenza. Nella scelta di cosa mettere nel carrello, non sono di alcun aiuto i nuovi supporti digitali. Si tratti banalmente dei social media, dei motori di ricerca o delle piattaforme di intelligenza artificiale. Anzi, è vero il contrario. Insieme alle informazioni utili, la rete è piena di risposte sbagliate spacciate per certezze, recensioni gonfiate, bufale che corrono sui social, scoop di chi non sa di cosa parla, falsi allarmi costruiti per spaventarci, risultati di ricerca che premiano chi paga o chi è più bravo a farsi trovare. Sono trappole in cui è facile cadere, proprio quando si crede di fare la scelta più informata. Riconoscerle è già metà del lavoro per evitarle. Ecco le sette trappole più comuni, e alcuni consigli su come non farsi ingannare. 1) Non fidatevi ciecamente dell’intelligenza artificiale. Mai fidarsi di quel che potete scoprire con l’intelligenza artificiale. Intanto perché non è a prova di errore. E poi perché l’IA generativa è fatta per compiacervi. Vi fornisce le risposte che vi aspettate, anche se sono sbagliate. 2) Non prendete per buone le recensioni online. I voti a cinque stelle non sono tutti autentici. Esistono recensioni comprate, incentivate o gonfiate da profili gestiti dall’intelligenza artificiale, e recensioni negative pilotate contro i concorrenti. 3) Sui social media prevalgono le bufale. Insieme a contenuti attendibili, sui social viaggia una marea di fake news, spesso travestite da consigli sulla salute e sull’alimentazione. 4) Non prendete per oro colato ciò che dicono gli influencer. Alcuni sono davvero esperti delle materie che trattano, ma molti — la maggioranI 5 veleni bianchi da evitare (sale, zucchero, farina, riso, latte) Nessuno cibo è un veleno: conta l’eccesso, non l’alimento za — cercano visualizzazioni e sanno poco o nulla di ciò che pretendono di spiegare. I contenuti sulla spesa al supermercato sono pieni di errori, ingenuità e bufale clamorose. 5) Non lasciate che sia una app a dirvi cosa acquistare. 6) Non fidatevi delle catene e dei falsi allarmi alimentari. Ogni tanto su WhatsApp, su Telegram e sui social rimbalzano messaggi che invitano a non comprare un prodotto o a boicottare una marca, travestiti da allarmi urgenti. Quasi sempre sono catene del tutto infondate, costruite per fare leva sulla paura e moltiplicare le condivisioni. 7) Non fermatevi mai al primo risultato della ricerca. Quando cercate qualcosa sul web preparatevi: l'ordine in cui un motore di ricerca mostra i risultati dipende da algoritmi (parole chiave, link, ottimizzazione Seo, popolarità, pubblicità), non dall’attendibilità o dalla verità di ciò che leggete. Una pagina può essere prima perché è ben ottimizzata o perché qualcuno ha pagato. Esempio: cercate «qual è lo yogurt più sano» e in cima trovate annuncia pagamento (segnalati come "sponsorizzati") e articoli ottimizzati per i motori, magari di chi quei prodotti li vende o li sponsorizza. Come comportarsi: non fermatevi al primo link; distinguete i risultati "sponsorizzati" da quelli organici; guardate qual è la fonte (un ente pubblico, una testata, un sito commerciale?); confrontate più fonti e scendete oltre i primi posti.
Ilaria Salis, nel bel mezzo del suo processo in Ungheria, si era candidata al Parlamento europeo nelle file di Alleanza Verdi Sinistra. Adesso, dopo essere stata eletta e dopo essere diventata una dei volti di punta della sinistra radicale, la Salis ha annunciato ieri di aver preso la tessera di Sinistra Italiana, la formazione che fa capo a Nicola Fratoianni, presente ieri accanto all’eurodeputata. «Sono quasi due anni che lavoro all’interno del gruppo “The Left” e in questo periodo ho avuto modo di lavorare a stretto contatto con Sinistra Italiana sia a Bruxelles sia qua sui territori» ha spiegato Ilaria Salis davanti alla Camera del Lavoro di Milano. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48021842]] «Credo che il nostro percorso debba andare avanti in maniera ancora più unita da questo momento in poi». Salis si è detta «contenta di entrare a far parte di questa meravigliosa comunità politica e di dare anche il mio contributo al partito e alla coalizione che sta costruendo un’alternativa a questa brutta destra». L’europarlamentare ieri è tornata a rilanciare la sua ricetta per la casa, con la lotta agli sfratti e la conseguente tutela delle occupazioni irregolari, facendo leva sul concetto di «stato di necessità». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48042651]]
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Tanti già l’hanno ribattezzato “campo santo”: il centrosinistra continua imperterrito nella sua specialità, litigare. Al voto manca ancora un anno abbondante, ma nell’opposizione non si perde tempo e si comincia a litigare con largo anticipo. Non basta una Elly Schlein “testardamente unitaria” a sedare gli animi nel suo schieramento. Questa volta ad attaccar briga è stato il Movimento 5 Stelle. E la deputata Chiara Appendi no non c’è andata certo leggera nei confronti del leader di Italia Viva. «Renzi è il politico più inaffidabile in assoluto. Mi ricorda Loki degli Avengers perché non riesce a non tradire, è più forte di lui». E ancora: «Non possiamo dimenticare chi è Matteo Renzi, quello che ha fatto cadere il governo Conte II perché non voleva che gestisse i 209 miliardi del Pnrr che proprio il Presidente Conte ha portato in Italia», ha chiosato l’ex sindaco di Torino intervenendo alla trasmissione Accordi&Disaccordi sul Nove. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47784968]] E per la seria, nessun rancore, riecco i veleni legati all’alleanza Lega-M5S: «Non perderemo nemmeno un secondo per ricordare che lei era una grande sponsor del Governo con la Lega e della maggioranza gialloverde. Ci limitiamo a mandarle un abbraccio affettuoso mentre noi lavoriamo per unire il Centrosinistra e non per dividere i 5 stelle». Appuntamento a domani con la prossima lite interna al campo san... Largo, campo largo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47796356]]
Dietrofront antifascisti sono stati tre studenti ubriachi spagnoli, anche questa volta il ritorno delle camicie nere lo dobbiamo procrastinare. Scenario. Verona è la notte tra il 27 e il 28 aprile, i festeggiamenti per la liberazione da parte dell’Anpi e affini nel capoluogo Veneto sono nel pieno. I valori della resistenza e della democrazia, anche quest’anno, sembrano in salvo. Nel Parco della Provianda di Santa Marta, precisamente a Veronetta, l’evento “È Festa d’Aprile” ha unito 50 realtà locali e 200 volontari. Conferenze, incontri e laboratori sociali. Parlano di presente eppure per loro esiste solo il pericolo del ritorno di Mussolini, torcicollismo militante. Torniamo a quelle ore notturne veronesi, non distraiamoci. Qualcuno si arrampica sull’ingresso della sede che ospita l’Istituto veronese per la storia della Resistenza e l’Anpi di Verona. Lo fa per strappare il tricolore e per piegare l’asta che regge la bandiera. Quindi il presidio viene allertato è il momento di accendere l’antifa-segnale. «Alla vigilia dell’anniversario della fine del Fascismo - quando il 28 aprile 1945, a Dongo, su decisione del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, si compiva la fine ultima del regime fascista- qualcuno pensa ancora che l’antifascismo si possa fermare piegando una bandiera», l’Associazione nazionale partigiani d’Italia è durissima. «Un gesto vile e simbolicamente grave- proseguonoche si pone in netto contrasto con il clima di partecipazione e comunità che in questi giorni si respira al Parco della Provianda». Poi Andrea Castagna, il presidente del comitato provinciale dell’Anpi, attacca. «Noi continuiamo a custodire a promuovere i valori democratici di partecipazione e libertà che appartengono a tutto il popolo. Anche se una piccola parte continua a non riconoscersi in questi principi, non smetteremo di lavorare per colmare questo vuoto culturale, con la speranza che sempre più persone possano riconoscere il patrimonio che ci è stato consegnato dalle madri e dai padri costituenti». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47887141]] Genitore 1 e genitore 2 possono stare tranquilli, essi vivono e sono pronti a vigilare. Avanti un altro. È il turno dell’assessore all’innovazione e alla transizione digitale del Comune di Verona, Jacopo Buffolo. «Come abbiamo ribadito negli scorsi giorni i valori della resistenza e dell’antifascismo, costitutivi della Repubblica italiana, sono un patrimonio collettivo da tutelare e valorizzare. Per questo esprimiamo la vicinanza a quelle realtà che quotidianamente custodiscono i valori democratici. Gli atti vandalici non fermeranno la promozione dei valori costituzionali: la comunità veronese resta unita nella difesa dei principi di libertà e partecipazione che stanno alla base della nostra democrazia». La palma di più strenuo difensore della partigianeria spetta al segretario locale di Sinistra italiana, Luca Perini. «Quanto accaduto - ha detto in quei giorni a Verona Sera - non è la prima volta ed è un’offesa alla nostra città e a tutti i suoi cittadini e cittadine. Chiediamo che tutte le istituzioni democratiche cittadine si esprimano condannando un gesto vile e vigliacco dove la matrice è chiaramente riconducibile a chi ha fatto dell’odio e discriminazione il proprio manifesto politico in questi anni. Chiediamo ancora una volta l’applicazione della legge Scelba e Mancino e la chiusura di tutte le sedi neofasciste». Altre richieste? Aspetti Perini prendiamo nota di ogni cosa. Passa un mese dai fatti e succede che arriva la realtà, l’insuperabile scoglio dell’antifascismo. Anzi più che la realtà arriva una nota della Questura. «La Polizia di Stato di Verona ha individuato i responsabili del furto della bandiera dell’Anpi e del danneggiamento dell’asta portabandiera in metallo posta sopra l’ingresso della sede». Rullo di tamburi. Gli accertamenti della digos «attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza» hanno permesso di identificare «tre studenti spagnoli dimoranti in città, tutti poco più che ventenni, ritenuti responsabili dell’episodio e, pertanto, denunciati per reati di furto aggravato e danneggiamento in concorso». La firma in calce. «All’esito delle indagini è stato escluso il movente politico del gesto». C’è di più. Secondo quanto «dichiarato dagli indagati, infatti, la sottrazione della bandiera sarebbe avvenuta al termine di una festa universitaria caratterizzata da un consistente consumo di bevande alcoliche». La sbornia passa, le allucinazioni degli antifascisti invece? [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47975353]]
"Ho trovato queste dichiarazioni sintomo di debolezza del presidente del Consiglio oltre che poco istituzionali e poco rispettose": Vittoria Baldino del Movimento 5 Stelle lo ha detto in collegamento con 4 di Sera su Rete 4, riferendosi al recente intervento di Giorgia Meloni. Quest'ultima, rispondendo alle polemiche sollevate dalla sinistra per la sua assenza al vertice in Montenegro, ha accusato l'opposizione di discussioni ridicole e di essere disperata. "È normale che l'opposizione e qualunque cittadino si chieda come mai l'Italia non venga invitata a questi grandi vertici internazionali, come mai quando pure invitata diserta, qual è la posizione dell'Italia in questo conflitto che ci trasciniamo ormai da quattro anni", ha insistito la pentastellata. Che ha aggiunto: "Non credo sia illegittimo o sinonimo di disperazione domandare al presidente del Consiglio qual è la posizione dell'Italia e qual è l'influenza dell'Italia. Ricordiamo che a Meloni era stata dedicata la copertina del Time come potenziale leader più influente d'Europa, ma dov'è quest'influenza dopo quattro anni di governo?". In realtà, a tutto questo ha già risposto ampiamente la premier, che in un colloquio con il Corriere della Sera ha spiegato: "Sulla scelta di non partire non c'è nessuna dietrologia. I tempi si sono allungati alla festa dei carabinieri e non mi è sembrato il caso di andare in Montenegro per stare massimo un'ora. Capita a tutti i leader di non partecipare a qualche vertice, ne sono personalmente testimone essendo una dei più presenti, ma sono quasi certa di essere l'unica al mondo per la quale si scatenano queste polemiche ridicole". E ancora: "Se avessi avuto ragioni per non partecipare a un vertice, men che meno avrei usato quello con i Balcani, visto che l'Italia è tra i principali sostenitori dell'integrazione dei Balcani in Europa e io ho ottimi rapporti con tutti i leader della regione". "Dichiarazioni Meloni sintomo di debolezza" #4disera Weekend pic.twitter.com/oExODWXpHn June 7, 2026
Christian Eriksen si tocca il petto e crolla in campo durante l'amichevole Danimarca-Ucraina. Un nuovo malore dopo quello del 12 giugno 2021, durante un match degli Europei. Questa volta, però, il centrocampista danese si è ripreso in poco tempo, subito dopo il primo soccorso. A rassicurare i tifosi la Federcalcio danese, che in una nota ha spiegato che il calciatore “è cosciente”. La partita è stata comunque annullata al 65′, quando l’ex giocatore dell’Inter, ora sotto contratto con il Wolfsburg, si è sentito male. La nazionale danese era in vantaggio 2-1. Cinque anni fa un episodio simile: Eriksen fu vittima di un arresto cardiaco, accasciandosi a terra privo di sensi durante gli ultimi minuti del primo tempo del match contro la Finlandia. Dopo aver ripreso coscienza grazie all’assistenza del suo compagno di squadra Simon Kjær e dello staff sanitario, venne trasferito in ospedale. Successivamente gli venne impiantato un defibrillatore intracutaneo. Anche questa volta, così come nel 2021, i compagni di squadra sono corsi a fargli da scudo mentre si accasciava a terra per nasconderlo agli osservatori. Eriksen è stato poi trasportato fuori in barella. Cristian Eriksen, Ukrayna ile oynadıkları hazırlık maçında yere yığıldı.pic.twitter.com/JweZNMetbe June 7, 2026
"Voi siete corrotti, e anche ‘Meet the Press’ è corrotto, così come Abc, Cbs e Cnn. Sono tutte reti a senso unico": il presidente americano Donald Trump ha interrotto un'intervista con la giornalista di Nbc News, Kristen Welker, durante una registrazione del programma Meet the Press in Wisconsin, accusando l'emittente di essere "disonesta". A far infuriare il tycoon un acceso scambio sulle elezioni presidenziali del 2020. La tensione è salita quando Welker ha chiesto a Trump delle prove concrete in grado di dimostrare che le elezioni del 2020 siano state truccate, come lui ha sempre sostenuto. "Non ci sono prove di quello che sta dicendo", ha affermato la giornalista. "Ce ne sono tante", ha replicato il capo della Casa Bianca. "Voi siete corrotti, e anche Meet the Press è corrotto, così come Abc, Cbs e Cnn. Sono tutte reti a senso unico", ha affermato Trump. Poi si è tolto il microfono e prima di andare via ha chiosato: "Finiamola qui, ne ho abbastanza". A quel punto la giornalista ha provato a convincerlo a restare dicendogli di essere andata fino in Wisconsin per l'intervista. Trump, però, non ne ha voluto sapere. "Sono rimasto sotto la pioggia con lei per un'ora. Le ho dedicato abbastanza tempo. Dovreste sistemare la vostra stampa - ha detto il presidente alzandosi per lasciare il set -. Un Paese non può mai essere grande con una stampa disonesta". OMG. President Trump CUTS OFF and WALKS OUT of a Kristen Welker interview pic.twitter.com/dO37B7WPRS June 7, 2026
Si interrompe in finale il sogno di Flavio Cobolli al Roland Garros, seconda prova stagionale del Grande Slam. Il tennista romano, da lunedì n.10 del mondo, si è arreso in finale al tedesco Alexander Zverev, numero 3 del ranking Atp, che si è imposto in cinque set con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-4, 6-7 (5), 6-1 in 4 ore e 16 minuti di gioco al secondo match point. Per Zverev è la prima vittoria in una prova del Grande Slam, alla sua quarta finale. Per Cobolli, invece, era la prima finale nello Slam in carriera. "Non è facile parlare per me in questo momento. Se qualcuno mi avesse chiesto chi avrebbe meritato di più il titolo, avrei detto te Sasha. È stato un onore condividere il campo con te visto il rapporto che abbiamo. Sono felice per te e triste, allo stesso tempo, perchè ci sono andato vicino. Adesso che hai coronato il tuo sogno fammi vincere la prossima volta...": ha commentato Cobolli dopo la sconfitta. Poi ha aggiunto: "Voglio ringraziare la Federazione francese, Amelie (Muresmo), è sempere bellissimo giocare questo torneo. Sono state le migliori settimane della mia vita. Rimane lo Slam preferito, lo guardavo sempre in tv, non quando c'era Adriano, non ero ancora nato". Rivolgendosi ad Adriano Panatta, poi, ha proseguito: "È stato un privilegio e un onore averti qui accanto a me, mi sono sentito un po' sotto pressione, non è facile giocare davanti a te e complimenti per la carriera che hai avuto". E ancora: "Ringrazio il 'muro azzurro' che ha cercato di aiutarmi durante questa partita, non riesco a guardarvi altrimenti piango. Sono state delle settimane bellissime, vi voglio veder sorridere, è stato bellissimo, fantastico essere qui con voi, lavorare con voi. Mia mamma è ancora viva...e ne sono felice. E chiudo con me stesso. Ho inizato a giocare che ero molto giovane e non mi sarei mai aspettato un risultato simile e ora che sono qui voglio far sì che possa ottenere qualcosa di molto speciale, sono ancora giovane, non è finita. Voglio godermi ogni singolo momento in campo con il mio sorriso. E ora fate un po' di rumore per Sasha...". HE DID IT #RolandGarros pic.twitter.com/SFJgCRZon0 June 7, 2026
Solo orrore quello che emerge dall'autopsia effettuata sul corpo di Beatrice, la bambina di 2 anni che ha perso la vita a Bordighera lo scorso 9 febbraio. In carcere la mamma Emanuela Aiello e il suo compagno Emanuel Iannuzzi. Sul corpicino, come rileva il quotidiano La Stampa, sarebbero state individuate ecchimosi "violacee al volto, al collo, agli arti superiori, al torace, all’addome e agli arti inferiori". Lividi che, per gli inquirenti, risalirebbero addirittura a 3-4 giorni prima del decesso. Già nei primi giorni di febbraio la bambina avrebbe avuto ferite al labbro e segni su volto, torace e spalle. Secondo i medici, qualcuno avrebbe versato dell'acqua calda sul suo corpo pensando di cancellare i segni delle lesioni, poco prima o subito dopo il decesso. Decesso che invece risalirebbe a un periodo di tempo compreso tra la mezzanotte dell'8 febbraio e le 6.30 del mattino del 9. Probabilmente, dunque, Beatrice era già morta sia quando la mamma chiamò i soccorsi sia durante il viaggio in auto da Perinaldo, dove si trova la casa di Iannuzzi, a Bordighera, dove abitava Emanuela, insieme alle sorelline. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48015028]] Sulle gambe della piccola, poi, sarebbero state rilevate delle impronte di scarpe, conseguenza di calci o pedate. La vera causa della morte, però, sarebbe un trauma cranico dovuto o a un colpo alla testa o perché la bimba aveva battuto la testa. In ogni caso, secondo i medici che hanno eseguito l'autopsia, alla base delle ferite non ci sarebbe nessuna caduta, né dalle scale né dalla culla. Agghiacciante anche un'altra ipotesi, riportata sempre da La Stampa. L'ipotesi secondo cui dal momento del trauma cranico fino al momento del decesso per via di un'emorragia interna con collasso cardiorespiratorio potrebbero essere passati anche due giorni. Giorni in cui la bambina si sarebbe potuta salvare. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48001346]]
Un'auto sbanda ad alta velocità e investe cinque pedoni nel Varesotto: morta una ragazza di 17 anni. L’impatto sarebbe stato violentissimo e la ragazzina sarebbe stata sbalzata per diverse decine di metri. Il tragico incidente è avvenuto poco prima delle 16 lungo la strada statale 394 del Verbano, nel territorio di Maccagno con Pino e Veddasca, in provincia di Varese. Stando a quanto trapelato finora, un'auto che viaggiava in direzione Maccagno avrebbe preso in pieno un gruppo di cinque persone uccidendo l'adolescente sul colpo e ferendo in modo grave le altre quattro persone presenti, di età compresa tra i 15 e i 30 anni. Si tratta di due ragazzi di 15 e 31 anni e due ragazze di 20 e 21 anni. Ferito ma non in pericolo di vita anche l'automobilista, un 31enne. Sul posto sono giunti più elisoccorsi dalle basi di Como, Sondrio e Milano, oltre a diverse ambulanze. Intanto sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell'incidente i carabinieri della compagnia di Luino, mentre la statale 394 è stata temporaneamente chiusa al traffico nel tratto interessato, con pesanti ripercussioni sulla circolazione. La località dove è avvenuto l’incidente è particolarmente conosciuta dagli amanti del lago, perché - come si legge sul Corriere della Sera - a breve distanza dalla statale si possono raggiungere delle spiaggette che si affacciano sul Verbano. E in effetti, secondo una prima ricostruzione, pare che le persone investite stessero camminando sul ciglio della strada proprio per raggiungere la spiaggia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48061862]]
https://video.italpress.com/play/mp4/video/qWyk
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Duro colpo per il pilota della Ferrari Charles Leclerc durante il Gp di casa a Montecarlo: la gara per il monegasco è finita contro le barriere di sicurezza a 10 giri dalla fine, quando era secondo. Se subito dopo lo schianto c'era stato uno sfogo rivolto più a se stesso che ad altri - "Mi vergogno" aveva detto Leclerc -, in un secondo momento invece lo scenario è cambiato. Arrivato ai box, il pilota si è lasciato andare a dichiarazioni molto diverse. "Più volte mi sono preso delle colpe, anche quando c'erano cose che non erano ottimali. Stavolta non voglio farlo - ha detto -. Sono stati questi fo**uti freni. Quello dietro è come se non ci fosse, e il freno davanti invece fa il doppio... Non vanno. Non c'era niente che io potessi fare per salvare questa situazione. La fortuna, se vogliamo, è che la soluzione ce l'abbiamo in casa: Lewis (Hamilton) ha provato diverse cose, e da tre gare fa con altri freni. È quello che farò dalla prossima corsa". "Non parlerei di un problema legato alle condizioni della pista - ha spiegato ancora Leclerc aui microfoni di SkySport -. È vero che quel tratto offre un po' meno grip, ma già quattro o cinque giri prima ero passato sulla stessa linea e, anzi, mi aiutava ad aprire meglio la curva. Era leggermente più scivolosa, ma funzionava comunque bene". E ancora: "Non sono una persona che cerca scuse. Mi sono sempre assunto le mie responsabilità, anche quando c'erano piccoli aspetti non ottimali. Fa parte del nostro sport. Oggi però, riguardando i dati, non avrei potuto fare assolutamente nulla. Credo che abbiate la possibilità di vedere anche voi alcuni dati e spero che emerga chiaramente quanto accaduto". "L'unica nota positiva, se così si può definire, è che la soluzione pensiamo di averla già individuata all'interno del team. Abbiamo provato diverse configurazioni e tre gare fa abbiamo intrapreso una direzione diversa per quanto riguarda l'impianto frenante. Dalla prossima gara anche io adotterò questa soluzione - ha proseguito il monegasco -. Per quanto riguarda il secondo pit stop, non ho nulla da recriminare alla squadra. Ero molto stressato perché la direzione gara era stata molto chiara su ciò che potevamo e non potevamo fare. Ero troppo vicino alla vettura davanti e sapevo che c'era anche il rischio di una penalità di cinque secondi. Se avessi rallentato in quel momento, probabilmente sarei stato io a essere penalizzato. Le gomme stavano funzionando molto bene e non c'era particolare preoccupazione sotto quell'aspetto. In ogni caso, non è questo il punto centrale della giornata e non avrebbe cambiato il risultato finale. Oggi probabilmente avremmo concluso secondi o terzi e ne sarei stato molto soddisfatto. Invece siamo finiti contro il muro. Ora dovremo analizzare tutto con attenzione". Onboard with Charles Leclerc for his crash, prior to the Red Flag! #F1 #MonacoGP pic.twitter.com/VdOHk9FSRM June 7, 2026
Il centrodestra continua a dominare nei sondaggi: lo conferma l'ultima rilevazione dell'Istituto Piepoli. Se si andasse a votare domani, infatti, la coalizione guidata dalla premier nonché leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, avrebbe oltre il 49% dei voti, includendo anche il partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale. Dall'altra parte, il campo largo raccoglierebbe circa il 47% delle preferenze ma solo con Italia Viva e Azione, i partiti di Matteo Renzi e Carlo Calenda, con quest'ultimo che non sarebbe affatto gradito al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. Senza di loro, però, il fronte guidato dalla segretaria del Pd Elly Schlein e da Conte non andrebbe oltre il 42%. Passando ai singoli partiti, FdI si conferma prima forza politica del Paese con il 28,5% dei consensi. A seguire ecco Forza Italia di Antonio Tajani con l’8,5%, la Lega di Matteo Salvini al 6% e Futuro Nazionale di Vannacci al 4,5%. Rimanendo nella coalizione di destra, c'è poi Noi Moderati di Maurizio Lupi che si attesta all’1,5%. Passando all'opposizione, invece, il Partito Democratico è al 21%, mentre i pentastellati al 12,5%. A seguire ci sono Alleanza Verdi e Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni con il 7%; Italia Viva al 3% e Azione al 2,5%. Chiude Più Europa di Riccardo Magi all’1,5%. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48061982]] Il sondaggio ha rilevato anche come i temi al centro della prossima campagna elettorale saranno il prezzo del carburante, quello delle bollette e la sanità, le principali priorità degli italiani in questo momento. Al primo posto il costo dell’energia, che interessa al 39%; poi la sanità con il 37%. A seguire ci sono i temi relativi a sicurezza (29%), salari e stipendi (24%), occupazione (22%) e immigrazione (16%). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48059427]]