Donald Trump sembrava intenzionato a lasciare mano libera alle grandi aziende tecnologiche nello sviluppo dell’intelligenza artificiale con l’obiettivo di accelerare la crescita economica americana e mantenere il vantaggio strategico degli Stati Uniti sulla Cina nella corsa globale all’AI. Oggi però lo scenario sembra cambiato infatti secondo indiscrezioni provenienti da Washington, sarebbe pronto un ordine esecutivo destinato a introdurre controlli di sicurezza e possibili autorizzazioni preventive per i modelli di intelligenza artificiale più avanzati. A provocare il cambio di rotta sarebbe stato l’emergere di Mythos, un sistema sviluppato da Anthropic capace di individuare vulnerabilità informatiche in reti pubbliche e private con un’efficacia mai vista prima. Secondo quanto emerso, l’AI sarebbe in grado di analizzare infrastrutture digitali complesse e scoprire migliaia di falle di sicurezza finora sconosciute. L’allarme si è amplificato quando parte del codice del sistema sarebbe stata diffusa accidentalmente. A preoccupare Washington è soprattutto il rischio che strumenti di questo tipo possano finire nelle mani sbagliate: cybercriminali, gruppi ostili o governi stranieri che potrebbero usarli per colpire banche, ospedali, reti energetiche, acquedotti o infrastrutture strategiche. Il Vicepresidente JD Vance, avrebbe convocato nelle ultime settimane i vertici di Anthropic, OpenAI, Microsoft, Google e xAI per discutere dei rischi legati all’AI avanzata. Al centro del confronto ci sarebbe stata soprattutto la possibilità che queste tecnologie possano sfuggire al controllo umano o essere utilizzate per attacchi informatici su larga scala. Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe un sistema di autorizzazione che prevede test di sicurezza prima della distribuzione pubblica. Una proposta sostenuta dal consigliere economico Kevin Hassett, ma che incontra forti resistenze da parte di una parte della Silicon Valley, convinta che troppe regole possano rallentare l’innovazione americana. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47277970]] In questo scenario, secondo Gianluigi Ballarani docente di digital marketing e crypto strategies presso l’Universita di Pavia sostiene che “ la questione va oltre la semplice regolazione del settore, l’intelligenza artificiale sta diventando qualcosa di molto diverso da un semplice settore tecnologico: è un’infrastruttura strategica, un potere operativo capace di difendere o colpire sistemi reali. Se un modello riesce a individuare vulnerabilità su larga scala, il confine tra cybersicurezza e cyber-attacco diventa sottilissimo. Allo stesso tempo va riconosciuto che aziende come Anthropic hanno anche interesse a spingere verso standard regolatori più rigidi, perché chi è già dominante può sostenere controlli e compliance molto meglio dei nuovi entranti. Il punto quindi non è scegliere tra deregulation totale o controllo assoluto, ma capire come gestire una tecnologia che si evolve più rapidamente della capacità politica di comprenderla.” La vera novità è che il dibattito non riguarda più soltanto la competizione economica o tecnologica. Per la prima volta, anche negli Stati Uniti, l’intelligenza artificiale viene percepita come un tema di sicurezza nazionale. E questo potrebbe cambiare profondamente il futuro dell’AI globale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47289824]]
Il centrosinistra guarda alle primarie e punta a Palazzo Chigi, tra dichiarazioni roboanti di Elly Schlein e presunte "remuntade" nei sondaggi. Ma è proprio la rilevazione Bitimedia a spegnere sul nascere qualsiasi illusione del campo largo. La politica è sfida tra leader, si sa, soprattutto quando si parla di elezioni nazionali e non locali. E il problema, per i progressisti, è proprio questo: nessuno, al momento, può battere Giorgia Meloni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47661589]] Il sondaggio, riportato dalla pagina Instagram "Intenzionidivoto", parla chiarissimo: la premier e fondatrice di Fratelli d'Italia risulta vincitrice contro qualsiasi avversario e in qualsiasi "geometria" dovesse uscire dalla eventuale sfida fratricida tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e varie ed eventuali. Poniamo il caso che le primarie venissero vinte dalla Schlein: nel faccia a faccia con Meloni, la segretaria democratica verrebbe votata dal 47,3% degli elettori consultati da Bitimedia contro il 52,3% del presidente del Consiglio. Non c'è gara, insomma. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47678773]] E peggio ancora va a Giuseppe Conte, che pure premier lo è già stato (per due volte, addirittura): il capo del M5s, qualora uscisse vincente dalle primarie, si fermerebbe poi al 46,2%, con Meloni al 53,8. Ancora una volta, meglio di Schlein e Conte farebbe il terzo incomodo. Anzi, la terza: la sindaca di Genova Silvia Salis, da mesi assai chiacchierata dentro il centrosinistra. Al momento l'ex atleta azzurra risulta divisa da Meloni da meno di tre punti percentuali. Un buon punto di partenza per lanciare l'assalto-volata, ma prima dovrà evitare le coltellate degli alleati o cosiddetti tali.
L'impronta 33 divide i consulenti e gli esperti che stanno contribuendo alle indagini sul delitto di Garlasco. L'inchiesta è quella sull'omicidio di Chiara Poggi, la 26enne trovata senza vita nella villetta di famiglia il 13 agosto 2007. Unico condannato l'ex fidanzato Alberto Stasi, mentre adesso sotto la lente degli inquirenti c'è Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, già indagato e poi archiviato nel 2017. Oggi gli esperti del Ris attribuiscono proprio a Sempio l'impronta 33, ribaltando di fatto quanto sostenuto nel 2007 dall'allora capo del Ris, il generale Luciano Garofano, consulente della difesa di Sempio dal 2017 fino allo scorso ottobre. Per Garofano, non si tratterebbe di una traccia di sangue, ma di “una manifestazione fisiologica di contatto per accumulo di sudore”. Così aveva scritto nella relazione firmata nel 2025 con il dattiloscopista Luigi Bisogno, in cui sostiene che i consulenti della Procura avrebbero confuso delle “interferenze murarie” con delle “minuzie”, trovandone 15, corrispondenti con l’impronta di Sempio. Oggi invece a sostenere l’attribuzione dell’impronta 33 a Sempio sono sette alti ufficiali del Ris. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47685490]] Il colonnello Giampaolo Iuliano e il collega Caprioli, consulenti tecnici della procura, ritengono l’analisi di Garofano “palesemente errata, priva di ogni fondamento logico”, che “denota una totale mancanza di spirito critico” e sarebbe stata eseguita con metodologia “del tutto insensata” e un uso “anacronistico” delle linee guida. Tutti gli esperti del Ris consultati dai pm pavesi, insomma, concordano nel ritenere l'impronta 33 un’orma umida di materiale organico: “Vi sono elementi a supporto dell’ipotesi che i contatti all’origine dell’impronta abbiano depositato materiale liquido, che ha successivamente reagito con ninidrina”, cioè il reagente che la arrossì. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47685485]]
Caccia ai post social cancellati di Andrea Sempio. La Procura di Pavia, nella nuova indagine sull'omicidio di Chiara Poggi, ha attivato nel giugno 2025 una "rogatoria" negli Usa per "ottenere ulteriori informazioni presso Meta". L'obiettivo? Recuperare i contenuti del profilo Facebook che l'attuale indagato chiuse a fine febbraio 2017, dopo l'interrogatorio nella prima indagine che finì con una archiviazione. Stando a quanto spiegato dai pm negli atti, però, la rogatoria non ha consentito di riempire il vuoto informativo pregresso". Per chi indaga, il fatto che Sempio - perquisito nel maggio 2025 - non avesse "computer fissi o portatili" è una "circostanza singolare". Mentre l'accusa è convinta che il 38enne abbia distrutto "materiale documentale" e si sarebbe disfatto di "dispositivi informatici" e memorie dopo la "emersione della prima indagine". Da qui il collegamento con la "cancellazione" di altre "tracce", ossia della "chiusura del profilo Facebook dal quale l'agenzia investigativa Skp", che lavorava per la difesa di Alberto Stasi, aveva "tratto le pubblicazioni di Sempio in corrispondenza dei principali snodi del processo" a carico dell'allora fidanzato di Chiara. Sempio, dopo l'interrogatorio del 27 febbraio 2017 in cui i pm gli avevano contestato anche alcuni post su Fb, "attivava un nuovo profilo tutt'ora in uso, non rendendo più accessibile il precedente". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47683205]] Tuttavia, la rogatoria negli Stati Uniti non ha avuto successo. Ad ogni modo, come già emerso, attraverso le analisi delle ricerche web sui telefoni e di agende, quaderni e appunti, gli investigatori hanno tracciato il profilo di Sempio, come di una persona ossessionata dalla violenza e dal sesso "non consenziente". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47683250]]
Quando si parla di colesterolo, il rischio è sempre lo stesso: semplificare troppo. In realtà non si tratta di una sola sostanza, ma di un sistema complesso che circola nel sangue e che, a seconda dell’equilibrio tra le sue componenti, può proteggere oppure danneggiare il sistema cardiovascolare. In Italia, le malattie cardiovascolari restano ancora la prima causa di morte, responsabili di circa il 30% dei decessi, e il ruolo del colesterolo è centrale nella loro prevenzione. Per chiarire questi aspetti, abbiamo intervistato la dottoressa Cristina Baronio, medico di medicina generale esperta in omotossicologia e medicina dei sistemi. «Quando si misura il colesterolo totale, spiega la dottoressa Baronio , si valuta la somma complessiva del colesterolo nel sangue, trasportato dalle lipoproteine HDL, LDL e altre frazioni minori. Ognuna svolge funzioni diverse e ciò che conta davvero è il loro equilibrio». Le HDL, spesso definite “colesterolo buono”, hanno un ruolo protettivo: «Aiutano a rimuovere il colesterolo in eccesso dalle arterie, riportandolo al fegato per l’eliminazione». Le LDL, invece, svolgono una funzione diversa: «Trasportano il colesterolo verso i tessuti, ma una parte di esse, soprattutto quelle ossidate, può depositarsi nelle pareti dei vasi, innescando microinfiammazione e contribuendo alla formazione di placche aterosclerotiche». Un processo che, nel tempo, può diventare pericoloso: «Per questo non basta guardare il valore totale, ma bisogna valutare il rapporto tra HDL e LDL». Il problema principale del colesterolo elevato è la sua lentezza. Non dà sintomi immediati, ma agisce nel tempo. «Quando il colesterolo LDL resta elevato per anni , spiega Baronio , può favorire l’aterosclerosi, un processo progressivo e spesso silenzioso. Le arterie diventano più rigide e il loro lume si restringe, aumentando il rischio di infarto, ictus e malattie vascolari periferiche». Il rischio è proprio l’assenza di segnali precoci: «Molto spesso non ci sono sintomi fino a eventi acuti improvvisi, come infarto miocardico o ictus cerebrale». Sul fronte della prevenzione, lo stile di vita resta fondamentale. «Sono la base di qualsiasi terapia, sottolinea la dottoressa. Una dieta corretta può ridurre significativamente il colesterolo LDL». Tra gli alimenti consigliati ci sono fibre, legumi, verdure, cereali integrali, olio d’oliva, pesce e frutta secca. Da limitare invece grassi saturi e trans, tipici di prodotti industriali, fritti e carni lavorate. Anche il movimento ha un ruolo importante: «L’attività fisica regolare migliora il profilo lipidico complessivo». E non va sottovalutato il fumo: «È infiammazione. E l’infiammazione altera le LDL, favorendone il deposito nelle arterie». «I farmaci entrano in gioco quando dieta e attività fisica non sono sufficienti o quando il rischio cardiovascolare è già elevato», spiega Baronio. Le statine restano il trattamento più utilizzato: «Riducono efficacemente il colesterolo LDL e il rischio di eventi cardiovascolari come infarto e ictus». I benefici sono solidi, ma la terapia va sempre personalizzata: «Gli effetti collaterali esistono ma sono generalmente rari e controllabili». In alcuni casi si possono associare altri farmaci o integratori: «Negli ultimi anni sono disponibili terapie in combinazione che aiutano a raggiungere obiettivi più rigorosi, soprattutto nei pazienti ad alto rischio». Tra le novità abbiamo l'acido bempedoico, associato o meno all'ezetimibe, gli inibitori della PCSK9, e gli anticorpi monoclonali che vengono utilizzati in casi di estrema gravità. Non tutti i casi, però, dipendono dallo stile di vita infatti «In alcune persone il colesterolo alto ha una base genetica, come nell’ipercolesterolemia familiare», chiarisce la dottoressa. In questi casi i valori possono essere elevati fin dalla giovane età e il rischio cardiovascolare più precoce. «È fondamentale una buona anamnesi familiare e screening mirati. Ma anche in presenza di predisposizione genetica, uno stile di vita sano e terapie adeguate permettono di ridurre in modo significativo i rischi». In sintesi, il colesterolo non è un nemico assoluto, ma una sostanza da comprendere e tenere in equilibrio. La differenza tra salute e rischio cardiovascolare, oggi più che mai, passa da qui.
Andrea Sempio, indagato per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco, da un po' di tempo non si vedrebbe più nel negozio di telefonia mobile in cui lavora. Secondo i bene informati, come si legge su Repubblica, il 38enne, amico del fratello della vittima, avrebbe lavorato al banco del negozio di cellulari fino a pochi giorni prima della convocazione dei pm, la mattinata degli interrogatori simultanei insieme a Marco Poggi. Sulla vetrina del negozio però ci sarebbe un cartello per la ricerca di personale. "Magari sbaglio ma credo che Sempio non lo rivedremo per un bel po'… ammesso che torni", ha detto la barista del locale di fronte allo store. Mentre una sua collega ha detto che "è in ferie". Al momento non si sa nemmeno dove viva Sempio. Fino a febbraio 2025 sarebbe stato a Voghera, in un bilocale in affitto. Poi, dopo le perquisizioni di maggio e le ricerche della possibile arma del delitto nei fiumi, ci sarebbe stato il trasloco, con delle scatole portate via. Dai dipendenti del bar davanti al negozio, inoltre, sarebbe arrivato anche un aneddoto di pura banalità. "Uno degli ultimi giorni che l'abbiamo visto ci ha chiesto un coltello. Gli serviva per tagliare una cosa… Ci siamo guardati un attimo tra colleghi", avrebbe raccontato uno di loro, stando a quanto si legge su Repubblica. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47690839]] Intercettato dal Messaggero a Roma, invece, Sempio ha ribadito: "Sono innocente, ogni cosa a suo tempo". E ancora: "Non riesco quasi più a lavorare". "Sembra già costretto ai domiciliari — ha aggiunto il suo legale, Angela Taccia — con la difficoltà di uscire di casa anche solo per andare a fare la spesa". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47689355]]
Jannik Sinner prova a vivere la popolarità con la stessa serenità con la quale affronta le partite più importanti. Al Foro Italico, dove ogni suo allenamento richiama migliaia di persone, il numero uno del mondo sa di essere ormai uno degli sportivi più riconoscibili del Paese. Eppure continua a gestire tutto con il suo stile, fatto di semplicità e di battute dette con naturalezza. Durante la conferenza stampa, alla vigilia degli ottavi di finale degli Internazionali d’Italia, a un giornalista che gli chiedeva se avesse trovato qualche stratagemma per non farsi riconoscere dai tifosi, Sinner ha risposto sorridendo: "No, non ancora". Poi ha aggiunto, tra le risate dei presenti: "Se avete qualche idea, ditemela". Una risposta breve, spontanea, che ha alleggerito l’atmosfera e mostrato ancora una volta il lato più genuino del campione azzurro. D’altronde, in questi giorni a Roma per lui è praticamente impossibile passare inosservato. Il Centrale si riempie a ogni sua apparizione e anche i campi di allenamento vengono presi d’assalto da appassionati e curiosi. Un affetto enorme che Sinner accoglie sempre con gratitudine, senza mai perdere la sua abituale calma. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47683270]] Oggi pomeriggio, intanto, Jannik tornerà in campo per inseguire un posto nei quarti di finale. Dall’altra parte della rete ci sarà Andrea Pellegrino, protagonista di un torneo straordinario iniziato dalle qualificazioni e proseguito con le vittorie su Nardi, Fils e Tiafoe. Il derby italiano è in programma sul Centrale non prima delle ore 15. Un passaggio importante nella corsa verso il titolo degli Internazionali, per un derby tutto italiano contro il tennista di Bisceglie che ha sconfitto Frances Tiafoe ai sedicesimi di finale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47681706]]
Come è successo che la Carta fondante la nostra Repubblica, frutto di compromessi tra culture diverse, puntigliosa nell’indicare diritti, ma anche doveri, è diventata “proprietà” della sinistra, Bibbia laica- e perciò intoccabile, su cui fonda la propria identità? È la domanda che si fa Antonio Polito, come sempre spietatamente onesto, nel saggio La Costituzione non è di sinistra. Contro l’uso politico della Carta, per la collana “Libera” della Silvio Berlusconi Editore, in cui ripercorre la storia della Costituzione italiana, mettendo in discussione una serie di dogmi: dal fatto che la Costituzione sia testo fondante di una parte politica al fatto che modificarla sia tradirla. Perché questo è successo, dice Polito. La Costituzione, oggi, è «il campo del dibattito pubblico nel quale (la sinistra, ndr) esercita con maggiore successo la sua egemonia». Tutto inizia, riflette Polito, quando la sinistra si trova senza le ideologie che l’avevano ispirata. È allora che la Costituzione diventa un «manifesto politico». Ma questo accade «forzandone la storia e ignorandone le origini». Da allora, sempre di più, «attentato alla Costituzione» diventa «il mantra con cui ci si oppone a qualsiasi novità legislativa sgradita». Tanto che, ormai, la sinistra dispone «di un vero e proprio potere di veto sui cambiamenti della Carta, un potere esercitato dalla sinistra dei diritti, versione più moderna di quella di classe del Dopoguerra e di quella riformista-socialdemocratica dei primi anni Duemila». La bandiera del «patriottismo costituzionale» viene sventolata nelle piazze sempre meno rosse. Ma, si chiede Polito, è vero patriottismo o, piuttosto, «feticismo» della Costituzione? Fatto sta che nei cinque referendum costituzionali che si sono tenuti nella Seconda Repubblica, corrispondenti ad altrettanti tentativi di cambiare la Carta, «nessun cambiamento è mai passato contro il volere della sinistra». Le uniche due volte in cui si è riusciti a cambiare la Carta sono state quando la sinistra ha dato il suo placet, quindi, nel 2001, con la riforma del Titolo V, e nel 2020, con quella che ridusse il numero dei parlamentari. Eppure, come Polito ricorda tornando alle discussioni dell’Assemblea costituente, la Costituzione è nata come l’esito di un compromesso tra visioni differenti, spesso con soluzioni considerate provvisorie dagli stessi padri Costituenti. Fa poi svariati esempi di come tanti “principi” declinati in legge, sono stati poi adattati ai tempi, dall’adulterio al concetto di “buon costume”, dall’obbligo di “difendere la patria”- e quindi la leva obbligatoria, poi sospesa - al reato di “incitamento alle pratiche concezionali”. Altro che Carta intoccabile, come ancora si è detto nella recente campagna referendaria che ha portato a bocciare la riforma che sperava le carriere tra pm e giudici, tradendo, come spiega Polito, le volontà degli stessi padri costituenti soprattutto di sinistra che quella separazione avevano auspicato. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47672789]] Il saggio si divide in tre parti. Nella prima si racconta come e perché la Costituzione è stata «rapita» dalla sinistra. Nella seconda si indaga la nuova «sinistra dei diritti» e come essa abbia cambiato radicalmente i principi e i valori di riferimento rispetto a quella tradizionale. Nell’ultima parte, con un lavoro preziosissimo che restituisce il dibattito all’interno dell’Assemblea Costituente, si analizzano gli articoli della Carta che sono stati interpretati in maniera diversa da come erano stati concepiti. Il tutto con il puntiglio di chi, tra ideologia e realtà, preferisce sempre la seconda. Atteggiamento prezioso e raro. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47672967]]
Niente orologi da polso davanti a Vladimir Putin. Né digitali né meccanici. È la nuova disposizione entrata in vigore nelle riunioni riservate con il presidente russo. La misura – si legge su Repubblica - sarebbe stata adottata dal Servizio federale di protezione russo, l’Fso, e riguarderebbe ministri, funzionari, consiglieri, governatori e dirigenti che partecipano agli incontri con il capo del Cremlino. Secondo quanto riferito da fonti citate dalla stampa russa, il divieto sarebbe operativo da metà aprile. Gli orologi si aggiungono così alla lista degli oggetti già vietati durante gli incontri con Putin, dove da tempo cellulari, tablet e dispositivi elettronici non sono ammessi. La decisione nasce da motivi di sicurezza. Le autorità russe temono che anche un normale orologio possa essere utilizzato per raccogliere informazioni sensibili oppure trasformato in uno strumento per colpire il presidente. Le preoccupazioni riguardano sia eventuali attentati sia la possibilità di monitorare gli spostamenti e gli orari delle riunioni dell’inquilino del Cremlino. Nelle ultime apparizioni pubbliche accanto a Putin, diversi governatori e dirigenti abitualmente fotografati con l’orologio al polso si sono presentati senza. Tra i nomi citati ci sono il governatore della regione di Tambov Yevgeny Pervyshov, quello della Mordovia Artyom Zdunov e il manager industriale Sergei Kogogin. Il provvedimento, secondo quanto si apprende sulla stampa russa, non riguarderebbe però tutti gli uomini del cerchio ristretto del Cremlino. Alcuni fedelissimi continuerebbero infatti a partecipare agli incontri senza restrizioni particolari. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47656687]] Dietro il nuovo protocollo di sicurezza c’è anche il timore di fughe di informazioni sugli orari reali delle riunioni presidenziali. Un dettaglio che, secondo gli apparati di sicurezza russi, potrebbe essere ricostruito anche attraverso foto o video in cui compaiono orologi visibili al polso dei partecipanti. La paranoia di Putin non è fantasiosa né cinematografica alla James Bond, ma viene dalla realtà e dagli attentati fatti con i cercapersone dei leader di Hezbollah in Libano e in Siria nel Settembre 2024. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47670537]]
Avvocati, pm, consulenti, giornalisti: su Garlasco è sempre l’ora della rissa, soprattutto se televisiva. La svolta nell’inchiesta su Andrea Sempio con il suo carico di intercettazioni, ricostruzioni, pizzini e sospetti dall'impatto tellurico, è stata festeggiata nei talk con ore e ore di dibattiti avvelenati. Su Rete 4 a Quarto Grado, che fin dall’apertura del secondo fascicolo a inizio 2025 ha seguito con grande attenzione il caso, si scatena la bagarre tra Carmelo Abbate e Angela Taccia, amica di gioventù di Sempio e di Marco Poggi, fratello minore di Chiara, e oggi nello staff dei difensori del 38enne. «Le telefonate, i suoi soliloqui io penso che siano confessione a tutti gli effetti, Gianluigi - sottolinea il giornalista di Panorama ospite di Nuzzi -. Quando lui viene qui e dice a me e a te che le telefonate del 7 e dell’8 erano per cercare Marco e per sapere quando Marco sarebbe tornato, oggi leggo che tra gli amici sentiti non ce ne fosse uno che non aveva chiaro che Marco stava partendo per la montagna e che sarebbe tornato in un giorno prestabilito». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47684586]] «È l’ennesima dimostrazione di quanto si voglia mostrificare Andrea Sempio», replica la Taccia. «Quando io e il collega Cataliotti eravamo mercoledì all'interrogatorio, ancora dentro, le prime indiscrezioni, ovviamente le peggiori, erano già uscite. E questo non finisce mai di farmi rimanere basita, amareggiata». A Ore 14 Sera, su Rai 2, va invece in scena la rissa tra il giornalista Umberto Brindani e l’ex generale dei carabinieri Luciano Garofano, ex consulente della difesa di Sempio. «Te lo ricordi Fonzie? - domanda il direttore di Gente a Milo Infante - Non riusciva mai a dire “Ho sbagliato”. Diceva, “ho sb... Ho sb...”: da questa sera chiamerò il generale, il generale Fonzie". «Guardi- sbotta Garofano-, lei è un maleducato, questo livello di bassezza la qualifica per quello che è, signor Brindani. Lei non deve essere nemmeno chiamato dottor Brindani, perché è talmente viscido e stupido che non merita nessuna risposta. Fonzie lo dirà ai suoi parenti e ai suoi amici». «Sono arrivato a 100 errori, glielo comunico», lo punzecchia ancora Brindani. «Conti ancora, conti, conti - lo gela Garofano -. Vedrà che farà magari li gioca al lotto, chilo sa». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47684589]]
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"Quel video... io ce l'ho... dentro la penna...". E' una delle frasi pronunciate da Andrea Sempio il pomeriggio del 14 aprile 2025 e intercettata dai carabinieri. L'audio, contenuto negli atti della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco in cui il 38enne è indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, è stato pubblicato da la Repubblica sul suo sito online e rilanciato anche da Paolo Del Debbio a 4 di Sera. Per gli investigatori Sempio parla del video intimo girato dalla vittima con il fidanzato Alberto Stasi, al momento unico indagato per il delitto. Le, pronunciata a voce bassissima e con forti rumori di sottofondo che ne rendono difficile la comprensione, sarebbe decisiva per gli inquirenti, secondo cui Sempio menziona una circostanza fino a quel momento sconosciuta agli stessi inquirenti, ovvero la presenza del video su una chiavetta. Subito dopo il soliloquio, Sempio accosta - si sente il rumore della freccia e di una portiera che si apre - per far salire una amica. "Sono abbastanza sicuro che qua ascoltano...", le dice. Nel frattempo, la difesa di Sempio si sta attivando. Sono sei le consulenze per acclarare che l'amico di gioventù di Marco Poggi non ha ucciso Chiara. Secondo la Procura di Pavia è stato lui a uccidere la ragazza con "odio" e "crudeltà" per via di un rifiuto alle sue avances. Un'ipotesi, quella del procuratore aggiunto Stefano Civardi e delle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, che i legali del 38enne, finito nel tritacarne mediatico e già sotto processo in tv e sulle pagine di alcune testate, adesso che hanno in mano gli atti dell'inchiesta, intendono smontare. E per far questo si sono rivolti ad alcuni esperti e, per cominciare, hanno portato il loro assistito a Roma nel laboratorio di "Genomica", dove si terranno gli accertamenti tecnici a cui parteciperà anche la genetista Marina Baldi. Oggi Sempio, come ha spiegato Liborio Cataliotti, del pool di difensori, "si è incontrato con la nostra psicologa, psicoterapeuta e criminologa". Lo scopo "è tratteggiarne la personalità da contrapporre o eventualmente accompagnare" al profilo tracciato dal Racis, il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche a cui si è rivolta l'accusa e che ha lavorato anche sugli appunti manoscritti sequestrati l'anno scorso a casa del compagno di scuola di un tempo di Marco Poggi. Quella personologica, peraltro annunciata già la scorsa settimana, non è l'unica consulenza tecnica di parte a cui verrà sottoposto Sempio. Ce ne saranno "una medico-legale, per determinare le cause e il tempo del decesso, una antropometrica, per verificare se le impronte possono collimare con le dimensioni del piede di Andrea". Un'altra ancora servirà per "ripulire i poco comprensibili e difficilmente ascoltabili audio delle intercettazioni" ambientali che hanno registrato, attraverso una cimice piazzata in auto. Inoltre, spiega sempre la difesa, ci "sarà una replica alla Bpa", ovvero l'analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica del delitto. A chiudere il cerchio non mancherà "un supplemento di esame dattiloscopico sulla impronta 33", quella palmare trovata sulla parete delle scale in fondo alle quali è stato scoperto in corpo senza vita di Chiara e che per i pm pare sia stata lasciata dalla "mano bagnata" di Sempio mentre si appoggiava al muro. Tale traccia, che per la difesa non è sua, va anche incrociata "con l'impronta 45", riferibile a una piccola macchia di sangue che, secondo l'indagine pavese, sarebbe l'esito di una gocciolatura da un oggetto, forse l'arma del delitto che si trovava più in alto. Il lavoro, cominciato oggi, si dovrebbe chiudere in un paio di settimane, periodo in cui i legali di Sempio, come ha affermato sempre Cataliotti, saranno in silenzio stampa.
Il futuro della Federcalcio da questa sera è un po' meno nebuloso: Giovanni Malagò ha deciso e a quanto apprende l'agenzia Adnkronos avrebbe sciolto la sua riserva sulla candidatura alla presidenza della Figc. La Federazione Italiana Giuoco Calcio, infatti, è rimasta orfana del presidente dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, seguite all'ennesima mancata qualificazione della Nazionale dai Mondiali. Secondo quanto risulta all'Adnkronos, già domani mattina l'imprenditore romano, 77 anni, ex presidente del Coni, depositerà la sua candidatura. Ad appoggiare la candidatura dell'ex presidente la quasi totalità della Lega Serie A, l'Assocalciatori (Aic) e l'Assoallenatori (Aiac). La Lega Serie C invece non si è al momento pronunciate. La Lega Nazionale dilettanti appoggerà in larga parte l'altro candidato Giancarlo Abete. Importante invece, forse fondamentale, il riposizionamento della Lega di Serie B che ha comunicato "il completamento del percorso intrapreso nelle scorse settimane sul tema dell'Assemblea Elettiva Federale del prossimo 22 giugno, incentrato sul metodo e sui contenuti, concretizzatosi con la stesura di un documento programmatico. L'esito della consultazione che il Presidente Paolo Bedin ha svolto in questi giorni con le singole società, a valle dell'incontro tenutosi la scorsa settimana in Figc con i potenziali candidati, ha registrato un deciso orientamento sulla figura di Giovanni Malagò, sul quale quindi si intende convergere", spiega la Lega B. "Si entrerà ora, all'avvenuta formalizzazione della candidatura, nell'analisi del relativo programma elettorale".
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