Come ha ricordato l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Guardiani della rivoluzione islamica, ha ricordato che nello Stretto di Hormuz "non passano solo petrolio e gas". "Se per qualsiasi motivo, che si tratti di disastri naturali, ancoraggio di navi, incidenti marittimi o azioni deliberate, diversi cavi principali nello Stretto di Hormuz venissero tagliati contemporaneamente, una catastrofe digitale si abbatterebbe sugli Stati arabi del Golfo, con gravi interruzioni o disservizi diffusi della loro rete Internet. Certo, ne risentirebbe anche l’Iran ma è molto meno vulnerabile perché meno dipendente dai cavi piazzati in quei fondali". Un'ipotesi o una minaccia? Difficile dirlo. Il Times of Indian opta per la seconda opzione. In un’editoriale dà l'allarme con dati, storia, resoconti. Secondo loro per l’Iran classificare come "infrastrutture tecnologiche nemiche" i cavi sottomarini in fibra ottica "non sembra una ipotesi azzardata". Tra l'altro i cavi in fibra ottica che corrono sui fondali marini (ovunque siano) sono vulnerabili, a protezione limitata e poco controllati. Nello Stretto di Hormuz, oggi, lo sono più che in ogni altro luogo al mondo. Il fondo dello Stretto potrebbe quindi essere usato da Teheran come un campo di battaglia, come sottolinea il Corriere della Sera. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47408972]] In uno scenario simile le conseguenze sarebbero devastanti. Soprattutto per il blackout della Rete nei Paesi del Golfo che, tra l’altro, stanno investendo miliardi nello sviluppo dei servizi e data center digitali e dell’intelligenza artificiale. Quei cavi infatti trasporterebbero oltre il 15% del traffico globale di dati. E sono ossigeno digitale per Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Arabia Saudita, Iraq... Danneggiarli non vorrebbe dire soltanto interrompere i social media o avere una connessione lenta nella regione. Il fronte più grave sarebbe quello economico. Tradotto: verrebbero meno ogni giorno milioni di transazioni bancarie e dei mercati finanziari. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47411540]]
Spesso lo consideriamo una perdita di tempo. Sognare ad occhi aperti, distrarsi, allontanarsi per qualche istante dalla realtà e vagare con la mente, è una di quelle abitudini che molti cercano di eliminare, magari inserendola tra i buoni propositi per essere più produttivi. Eppure la scienza sta iniziando a raccontare una storia diversa: questa “distrazione” potrebbe avere effetti positivi sul cervello. A suggerirlo è una ricerca pubblicata sulla rivista Nature, condotta da un team guidato dal neuroscienziato Nghia Nguyen della Harvard University. Lo studio non parla direttamente di “daydreaming”, un termine poco tecnico, ma analizza un fenomeno molto simile: la tendenza del cervello a rivivere esperienze passate mentre siamo svegli. Quando la mente vaga, non è inattiva. Al contrario, è impegnata in un’attività molto precisa: rielaborare ricordi, immagini ed esperienze. È quello che accade, ad esempio, quando ripensiamo a una conversazione, immaginiamo scenari futuri o riviviamo momenti già vissuti. I ricercatori hanno osservato questo processo nei topi, analizzando la loro attività cerebrale. Durante gli esperimenti, gli animali venivano esposti a immagini visive. Successivamente, anche in assenza degli stimoli, il loro cervello mostrava schemi di attività neuronale molto simili a quelli registrati durante l’esperienza iniziale. In altre parole, il cervello “riproduceva” ciò che aveva già visto. Un meccanismo sorprendentemente simile a ciò che negli esseri umani possiamo associare al sognare ad occhi aperti. Questa riattivazione delle esperienze non è casuale. Secondo gli scienziati, potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nell’apprendimento e nella memoria. Ripercorrere mentalmente ciò che abbiamo vissuto aiuta il cervello a rafforzare le connessioni tra i neuroni, un processo noto come plasticità cerebrale. È proprio grazie alla plasticità cerebrale che impariamo nuove informazioni, sviluppiamo competenze e adattiamo il nostro comportamento. In questo senso, il “vagare con la mente” potrebbe essere uno strumento naturale del cervello per consolidare ciò che ha appreso. Non è la prima volta che il sognare ad occhi aperti viene rivalutato. Alcuni studi precedenti avevano già ipotizzato un legame tra queste pause mentali e la creatività, suggerendo che lasciare spazio alla mente favorisca nuove connessioni di idee. Altri ricercatori hanno invece collegato il fenomeno a livelli più elevati di intelligenza o a una maggiore capacità di pianificazione. Anche se queste ipotesi sono ancora oggetto di studio, la nuova ricerca rafforza l’idea che il cervello, quando sembra “distratto”, stia in realtà lavorando in modo diverso, ma non meno utile. Questi risultati invitano a riconsiderare il valore dei momenti in cui la nostra attenzione si allontana dal presente. Sognare ad occhi aperti non significa necessariamente essere improduttivi: può essere parte di un processo più ampio di elaborazione mentale. Naturalmente, come per ogni cosa, conta l’equilibrio. Una distrazione continua può interferire con le attività quotidiane, ma concedersi momenti di pausa mentale potrebbe aiutare il cervello a funzionare meglio. La ricerca guidata da Harvard suggerisce che il sognare ad occhi aperti non è solo una fuga dalla realtà, ma una funzione utile del cervello. Attraverso la rielaborazione delle esperienze, questa attività contribuisce a memoria, apprendimento e, forse, anche alla creatività. La prossima volta che la mente inizia a vagare, quindi, potrebbe non essere il caso di fermarla subito: potrebbe essere il cervello che sta semplicemente facendo il suo lavoro.
I grandi campioni sono così: super competitivi. Lo è Jannik Sinner, ma pure la stella del Real Madrid, Jude Bellingham, che proprio dal 24enne di Sesto Pusteria, nella giornata di giovedì, si è fatto insegnare i colpi più invidiabili del mestiere che ha reso grande l’attuale numero uno azzurro del ranking Atp. Jannik lo ha fatto alla vigilia del suo esordio al Masters 1000 di Madrid contro il francese Bonzi: il numero uno azzurro ha preso parte a un evento spettacolare proprio all’interno dello stadio del Real Madrid. Per l’occasione è stato allestito un campo da tennis sul prato del Bernabeu, trasformato per qualche ora in un palcoscenico unico. Sinner ha giocato un doppio inedito insieme a Bellingham, dall’altra parte della rete c’erano invece il portiere Thibaut Courtois e una leggenda del tennis mondiale come Rafa Nadal, grande tifoso del Real e numero uno sulla terra rossa. Tra sorrisi e scambi divertiti, è stato proprio Sinner a guidare il giovane inglese nei colpi, improvvisandosi coach per un giorno e regalando momenti di spettacolo e leggerezza. A rendere ancora più suggestiva la scena, la presenza del presidente del Real Madrid Florentino Perez, che ha vestito i panni del giudice di sedia. Prima del match, Perez ha anche consegnato a Sinner una maglia ufficiale del club, poi immortalata nella foto di gruppo finale. A chiudere l’evento, l’arrivo della tennista polacca Iga Swiatek, mentre Nadal ha celebrato il momento sui social parlando di “una vista unica” e di un’esperienza speciale. Jannik Sinner chatting with Jude Bellingham! ⚽ pic.twitter.com/AELHBRrFz1 April 23, 2026
Donald Trump? No, meglio Giorgia Meloni. Questo è in sintesi il pensiero del saggista e politologo Thibault Muzergues, intervistato da Rémy Monti su Le Figaro. Secondo l'esperto, la sconfitta di Viktor Orban alle ultime elezioni ungheresi dimostra che il movimento creato dal presidente degli Stati Uniti sta arrivando al capolinea. Muzergues spiega come inizialmente Trump abbia avuto un ruolo positivo, anche a livello elettorale. Ma ora i partiti europei che lo hanno appoggiato stanno avendo non poca difficoltà. Discorso diverso per Meloni. La leader di Fratelli d'Italia si è dissociata pubblicamente dal presidente degli Stati Uniti, subendo poi la sua frustrazione. Secondo Muzergues, la politica estera italiana si articola attorno a tre priorità principali: l’Europa, il Mediterraneo e le relazioni transatlantiche. Per Giorgia Meloni, l’essenziale era preservare questo legame con gli Stati Uniti. E infatti andava molto d'accordo anche con Joe Biden, un presidente democratico. Come sottolinea il Secolo d'Italia, l'allontanamento tra Meloni e Trump era già iniziato nel 2024, in relazione alla questione ucraina. Per la leader di FdI, le posizioni filo-Putin del tycoon rappresentavano un problema. La crisi si è acuita con la guerra in Iran. Meloni non ha gradito che Washington la costringesse a utilizzare basi navali e aeree per attacchi sul territorio iraniano. Alla luce di questa prospettiva, Jordan Bardella sembra volersi allineare a Meloni ed ha dichiarato di “non aver mai sostenuto Trump”, dopo aver definito gli obiettivi del presidente americano “totalmente sbagliati”.
Fermati dai militari dell’Arma dopo che la notte dello scorso capodanno avevano lanciato una bomba molotov contro la stazione dei carabinieri di Vaprio D’Adda. Questo quanto accaduto a cinque minorenni che nella notte del 31 dicembre 2025 avevano scatenato il panico nel piccolo centro della Città Metropolitana di Milano. Quella sera un gruppo formato da otto ragazzi, evidentemente non sapendo come festeggiare l’ultimo dell’anno, si erano avvicinati ad un distributore di benzina per poi confezionare alcune bombe molotov con tanto di inneschi. Dopo di che i giovani, tutti minorenni, avevano deciso di recarsi presso la locale stazione dei carabinieri per bersagliarne il portone con gli ordigni incendiari. Ma non solo. I ragazzi non contenti avevano poi sperimentato le molotov contro un’auto dandola alle fiamme. Un gesto folle nato forse dalla noia in una serata nella quale tutti i coetanei di questi adolescenti incendiari festeggiavano e si divertivano in modi decisamente meno pericolosi. I danni non erano stati particolarmente gravi grazie all’immediato intervento dei militari in servizio che, precipitatisi fuori dalla caserma con degli estintori, avevano prontamente spento l’incendio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47372329]] Naturalmente però erano subito partite le indagini dei carabinieri per capire chi ci potesse essere dietro quel gesto così assurdo. Un’indagine investigativa definita dagli inquirenti “complessa e articolata” svolta dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Pioltello e della stazione di Vaprio D’Adda, supportati dai comandi territorialmente competenti delle province di Bergamo e Lecco. Secondo quanto emerso gli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, si sono avvalsi di metodologie d'indagine sia tecniche che tradizionali. Fondamentali si sono rivelate sia le perquisizioni che le informazioni acquisite tra la gente del posto. Svolti inoltre molteplici servizi di osservazione, pedinamento e controllo. I militari hanno poi esaminato accuratamente i sistemi di videosorveglianza del territorio, incrociandoli con i dati di geolocalizzazione GPS contenuti nei dispositivi sequestrati agli giovani. Indagini che a mesi di stanza hanno dato finalmente un volto ai piromani. Ieri infatti i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Milano nei confronti di cinque minori italiani. Ed è così che cinque minorenni italiani (di un gruppo di otto) sono stati arrestati per i reati di fabbricazione e porto di ordigni incendiari e danneggiamento seguito da incendio. I Carabinieri hanno inoltro fatto sapere di avere raccolto prove a carico di un ulteriore minore (non destinatario di misura) ritenuto responsabile di aver colpito con diversi fendenti di arma bianca un cittadino straniero, causandogli lesioni. «Quell’incendio poteva provocare conseguenze gravi per i militari all’interno della caserma» spiega Riccardo De Corato, ex vice Sindaco di Milano «tolleranza zero per i giovani che credono di potere arrecare danno all’altrui incolumità senza pagarne il prezzo». Preoccupato anche Paolo Magrone, segretario provinciale SAP di Milano. «Questo episodio lancia un segnale profondamente allarmante, perché porta alla luce un fenomeno sempre più diffuso e preoccupante: quello della delinquenza giovanile» spiega il sindacalista. «Alla base di tutto questo non vi è soltanto il venir meno del rispetto delle regole, ma anche un crescente senso di impunità che si sta radicando tra molti giovani, alimentato da una carenza sempre più evidente di educazione alla legalità». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47382942]]
Non bastavano le parole del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ora arriva anche la prova. La colpa del deficit sopra il 3 per cento? Il Superbonus. Lo dicono le carte del ministero dell'Economia e delle Finanze per cui, senza l’impatto dei bonus edilizi, il disavanzo si sarebbe fermato al 2,7 per cento consentendo l’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo. A certificarlo sono i tecnici nel Documento di finanza pubblica, visionato da Franco Bechis per Open. Qui si segnala l’emersione "in gran parte inattesa" di nuovi crediti legati al Superbonus. Una sorpresa arrivata solo a marzo 2026, dovuta a una coda di lavori già avviati negli anni precedenti ma comunicati in ritardo all’Agenzia delle Entrate, rende nota la testata online. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47400761]] "Per quanto riguarda il deficit, la differenza è spiegata dall’emersione in gran parte inattesa di nuovi crediti edilizi legittimati dalla legislazione previgente sul Superbonus - scrive Bechis -. Nello specifico, si tratta prevalentemente dell’emersione tardiva di una coda di operazioni effettuate nell’anno 2025 e comunicate all’Agenzia delle entrate entro il 16 marzo 2026, per le quali si è fruito dello sconto in fattura/cessione del credito sulla base delle clausole di salvaguardia e che, sulla base della normativa sul Superbonus, includono interventi che, alla data del 15 ottobre 2024, risultavano già formalmente avviati". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47263802]] Per far fronte a tutto questo, l’Agenzia delle Entrate ha inviato circa 12mila comunicazioni ai contribuenti, selezionati in base al rapporto tra bonus ricevuti e valore catastale degli immobili. E dai controlli sono emersi immobili regolarizzati, casi senza obblighi dichiarativi e altri che richiedono ulteriori verifiche.
«State intossicando i pozzi», «Io le sto spiegando come funziona la legge, la conosco un po’ meglio di lei». «Ma perché questo fango? La Salis che non sa fare la O con il bicchiere?». Si scalda velocemente la discussione su Ilaria Salis a Quarta repubblica, su Rete 4. Ospite di Nicola Porro sono Angelo D’Orsi, il “professore rosso”, e Andrea Ruggieri, ex deputato di Forza Italia. Sullo sfondo, l’inchiesta tedesca sulla famigerata “Hammerbande”, il gruppo di estrema sinistra accusato di aggressioni contro militanti di destra tra Germania e Ungheria. A Budapest, nel 2023, la Salis, oggi eurodeputata di Avs, era stata arrestata proprio perché considerata coinvolta in un pestaggio nel Giorno dell’Onore. L’attivista antifascista italiana non è indagata, ma dalle carte tedesche «viene inquadrata come membro estero di questo gruppo», spiega la giornalista Lodovica Bulian. «Sono dame di San Vincenzo e sono persone facinorose, sicuramente criminali, che si attribuiscono ridicolmente il diritto di processare e condannare per presunto fascismo chiunque non la pensi come loro, dunque di picchiarlo- incalza a quel punto Ruggieri -. Qui siamo al solito discorso dai, sono contento che per una figlia di papà che non ha nulla da dare alla politica nazionale e internazionale, salvo i suoi deliri, si scomodi finalmente lo stato di diritto». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47368927]] «Dopo che per 30 anni ho sentito, ma non penso solo io, penso tante persone a casa, definire l’immunità come la fuga dal processo, il sottrarsi alla giustizia, la difesa dell’impunità, non il garantismo. Ho sentito queste stupidaggini per 30 anni – prosegue l’ex forzista, oggi giornalista e commentatore - e adesso, siccome c’è di mezzo una ragazzotta che abbiamo eletto al Parlamento europeo, poi ci lamentiamo perché l’Europa non combina niente. Grazie, se ci mandiamo gente che non sa fare neanche la O con il bicchiere è ovvio che avremo sempre un problema». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47337902]] Per D’Orsi, invece, la perquisizione della Salis di qualche settimana fa a Roma è stata “illegale”: «Una stanza d’albergo giuridicamente vale come una casa privata e la polizia può accedere solo con un mandato e per un parlamentare serve anche l’autorizzazione del Parlamento, una serie di atti illegali e illegittimi». Come si suol dire: soccorso rosso.
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Il Napoli ha sconfitto la Cremonese nell'anticipo della 34esima giornata di Serie A, imponendosi per 4 a 0 al Maradona. A decidere il match la rete di McTominay al 3', all'autogol di Terracciano al 45', e i gol di De Bruyne al 48' e di Alisson Santos al 52'. Con questa vittoria la squadra di Conte arriva a 69 punti, portandosi dunque a +3 dal Milan terzo e a -9 dall'Inter. Rimandata così la festa scudetto nerazzurro. Rimane invece a quota 28, terzultima a pari merito con il Lecce, la Cremonese di Giampaolo.
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"Che problema ha questa destra-destra con la canzone Bella Ciao e il 25 aprile?". Lilli Gruber si rivolge a Gad Lerner, ospite di Otto e Mezzo nella puntata in onda venerdì 24 aprile su La7. Il giornalista prende di mira la destra italiana e non solo, perché "sono cresciuti cantando all'incontrario la prima strofa di Bella Ciao... Per loro l'invasore è il migrante. Quanti decreti sicurezza ha già fatto questo governo? Pensate davvero che la maggioranza degli italiani creda che il loro problema maggiore sia la sicurezza legata ai migranti? La verità è che coprono con imbarazzo il fatto che il fascismo è tornato di attualità". E ancora: "Credo che la risposta che hanno avuto dal referendum è arrivata perché la gente ora ha paura" dei loro modelli. Il riferimento è a Donald Trump. "Oggi li nascondono, prima se ne vantavano", rincara la dose Lerner. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46095659]] Non è la prima volta che Lerner prende di mira Meloni e il suo governo. Giorni fa, a In Altre Parole, il giornalista ha sostenuto che l'obiettivo del premier fosse quello di affermarsi come leader forte e dominante. "Credo che lei avesse il problema di riconfermarsi come la donna forte, il capo del governo che ha in pugno la situazione. Invece si è rimpicciolita". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46929247]]
L’europarlamentare leghista Isabella Tovaglieri torna all’attacco della collega Ilaria Salis (Avs). Lo fa dopo la messa in onda dell’inchiesta di Quarta Repubblica, su Rete 4, in cui si parla delle indagini in corso in Germania sulla cosiddetta “banda del martello”. Secondo il servizio Ilaria Salis sarebbe citata 27 volte nelle carte degli inquirenti. La “banda del martello” è la stessa che nel 2023 è stata accusata in Ungheria di aver aggredito a martellate alcuni attivisti di destra. In quell’occasione Ilaria Salis venne arrestata in qualità di complice e incarcerata. E poi “salvata” una prima volta da Avs che la candidò al Parlamento europeo dove venne eletta nel 2024. E una seconda dal medesimo Parlamento che lo scorso 7 ottobre votò per concedere l’immunità all’attivista brianzola. L’inchiesta tedesca, però, rischia di mescolare ancora le carte. Per questo Isabella Tovaglieri ha deciso di depositare un’interrogazione alla Commissione europea: “Apprendiamo da fonti giornalistiche che nei fascicoli delle indagini della magistratura tedesca sulla “banda del martello”, responsabile di numerose aggressioni e tentati omicidi nei confronti di militanti di destra o presunti tali, compare 27 volte il nome di Ilaria Salis come “membro estero” del gruppo. Per questo chiediamo a Bruxelles di valutare la revisione del sistema di concessione dell’immunità parlamentare, che ha permesso all’eurodeputata di AVS, per un solo voto, di non dover rispondere di fatti gravissimi, evitando il processo a suo carico in Ungheria”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47365462]] Nell’interrogazione Tovaglieri va anche oltre, invitando l’esecutivo UE a considerare i gruppi 'Antifa' tra le organizzazioni terroristiche, così come hanno fatto gli Stati Uniti. E così come vuole fare la Lega in Italia con il deposito in parlamento di una legge ad hoc. “Alla Commissione - conclude Tovaglieri - chiediamo infine quali iniziative intenda adottare per contrastare l’estremismo di sinistra, un fenomeno ormai sempre più violento, che sta crescendo in modo allarmante in tutta Europa”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47367314]]
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Giorgia Meloni risponde alla Svizzera. Nelle ore in cui la mutua elvetica ha fatto sapere che presenterà il conto all'Italia delle spese sanitarie sostenute per alcuni feriti nel rogo di Crans-Montana, il presidente del Consiglio lancia un chiaro messaggio. E lo fa sui social: "Apprendo da notizie di stampa che le autorità svizzere hanno intenzione di chiedere all’Italia il pagamento delle esose spese mediche che l’ospedale di Sion avrebbe sostenuto per i ricoveri, anche di poche ore, di alcuni ragazzi rimasti feriti nell’incendio di Crans-Montana. Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l’Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata". Poco prima una replica dello stesso tenore è arrivata dall'ambasciatore italiano in Svizzera. Gian Lorenzo Cornado ha precisato che l'Italia non ha intenzione di pagare i conti inviati dall'ospedale di Sion per un importo totale di più di 100.000 franchi "per un solo giorno di ricovero, il primo gennaio". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47366484]] Lo riporta il Corriere del Ticino, che ha raggiunto il capo della missione diplomatica dopo l'incontro avuto con il presidente del Consiglio di Stato vallesano, Mathias Reynard. L'ambasciatore ha poi ricordato, sempre secondo quanto riferisce il giornale svizzero, che all'ospedale Niguarda di Milano "sono stati elitrasportati e curati per mesi, non per un giorno solo, due cittadini svizzeri con costi di gran lunga superiori, ma che ciò nonostante nessun rimborso verrà richiesto né a loro, né alla LAMal né ai loro Cantoni". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47421972]]
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