Dieci indagati dalla Finanza nel Padovano: estorcevano contratti o finanziamenti con il porta a porta. Raggirate soprattutto donne. Dopo quattro visite in tre anni di un venditore porta a porta, una pensionata è stata costretta ad acquistare prodotti per 22.000 euro, con 3.000 euro di interessi e un finanziamento dilazionato fino al 2030. Vincolata a vita. Una storia, ha scoperto la Guardia di finanza di Padova, simile a quella di altre 1.200 pensionate sparse per 54 province del Nord e del Centro Italia. La truffa porta a porta era diventata un metodo. I dieci indagati, hanno ricostruito gli investigatori, si presentavano a casa di persone anziane, avrebbero estorto loro contratti con l’inganno e imposto finanziamenti con ricarichi fino all’800% su prodotti di scarso valore. Un copione ripetuto, pieno di parole rassicuranti e un’escalation di pressioni. Continua a leggere
Un cancelliere partecipa alla perquisizione di una giornalista senza titolo. Cantone vuole archiviare, il collega Sottani non ci sta. La temibile Triade magistrati-investigatori-giornalisti, cotta a puntino nei libri-denuncia sul Sistema di Luca Palamara e Alessandro Sallusti, pare avere avuto un ruolo nelle indagini («parallele» rispetto a quelle di Firenze) della Procura di Perugia sull’ex procuratore aggiunto del capoluogo umbro Antonella Duchini e sull’ex luogotenente del Ros Orazio Gisabella. Entrambi sono stati indagati e poi imputati a Firenze, insieme con numerosi imprenditori, accusati, a vario titolo, di corruzione, rivelazione di segreto e abuso di ufficio, e usciti indenni dal processo, nel settembre 2025, grazie ad assoluzioni e prescrizioni. Continua a leggere
Migliaia di trattori hanno assediato l’Europarlamento. Che si appresta a votare il trattato. E il «sì» non è scontato. Lontano da Bruxelles, il presidente della Commissione europea le spara grosse: c’è l’ha con Donald Trump e dice che risponderà all’errore dei dazi americani con un’azione inflessibile. Nel bunker di Davos si sente protetta, non sa, anzi, fa finta di non sapere che per le strade di Strasburgo ci sono 10.000 agricoltori che, con almeno 4.000 trattori, stringono d’assedio l’Eurocamera, paralizzano per ore la città inalberando cartelli inequivoci: «Von der Leyen go home», Ursula vattene. Per ora a Donald Trump non è accaduto altrettanto. Anche Emmanuel Macron, protetto dai Ray-Ban d’ordinanza, fa il galletto e torna a chiedere il «bazooka» contro il «tracotante americano». Anche lui fa finta di non sapere che una gran parte di quegli agricoltori sono francesi, che ce l’hanno con lui tanto quanto con la «baronessa» e che la tanto invocata unità d’azione europea sta naufragando nelle strade di Strasburgo come naufragherà stamattina nell’aula dell’Europarlamento. Continua a leggere
Lo ha dichiarato l'europarlamentare della Lega durante un'intervista a margine della sessione Plenaria di Strasburgo. Continua a leggere
Il padre di Eleventy Marco Baldassari: «Questa collezione è un ritorno alla natura e sfoggia una nuova palette, più scura». Nel dibattito sul lusso contemporaneo si parla spesso di crescita, numeri e visibilità. Molto meno di misura, responsabilità e tempo. Eppure è proprio su questi elementi che si gioca la tenuta di un brand. Eleventy, marchio fondato da Marco Baldassari, ha costruito il proprio percorso lontano dalle scorciatoie del marketing e dalle mode effimere, scegliendo una strada più lenta e, proprio per questo, più esigente. In occasione della presentazione della nuova collezione invernale, abbiamo incontrato Baldassari per discutere di come si difende un’idea di lusso in una fase economica complessa, di cosa significa creare valore reale nel sistema moda e di come un’azienda italiana possa continuare a crescere senza rinunciare alla propria identità. Continua a leggere
Miniserie in sei episodi, Steal – La Rapina racconta l’assalto a una società di gestione dei fondi pensione e le conseguenze sui protagonisti. Tra indagine, fragilità personali e ambiguità morale, la serie riflette sul confine tra crimine e presunta giustizia sociale. Il tono è quello, sensazionalistico e pirotecnico, di ogni film che racconti una rapina. Non condannandola, ma perdendosi nel limbo sottile che separa l'oggettività dalla particolarità dei casi singoli, le regole dalle loro eccezioni. Steal - La Rapina, miniserie televisiva al debutto su Amazon Prime Video mercoledì 21 gennaio, è il prodotto perfetto del genere «heist»: sei episodi capaci di raccontare l'irruenza di un gruppo di ladri per aprire, poi, alle sfumature di una violenza che, quasi, sembra avere a che fare con la ricerca e l'affermazione di una giustizia sociale. Continua a leggere
La decisione di un tribunale britannico mette fine a un incubo per sette infermiere. «La dignità delle ricorrenti è stata violata, creando un ambiente ostile, umiliante e degradante». Più che parole sono pietre, quelle di un tribunale britannico che ha definito «illegale» la presenza di uomini trans negli spogliatoi delle infermiere di un ospedale. Per capire meglio come si è giunti a tale sentenza - da alcuni già definita «storica» -, occorre riavvolgere il nastro degli eventi, riepilogandoli dal principio. La vicenda risale al 2023, quando alcune infermiere del Darlington Memorial Hospital hanno iniziato a manifestare disagio poché il loro spogliatoio era utilizzato anche da Rose Henderson, un uomo transgender. Decine di dipendenti hanno sollevato lamentele, segnalando come Henderson - per sua stessa ammissione - avesse una fidanzata e come, con lei, progettasse di concepire un figlio, a riprova del fatto che si tratta di «un maschio biologico sessualmente attivo». Continua a leggere
Nel nuovo episodio di Segreti torniamo sul delitto di Garlasco e sul presunto movente legato ai file p*rnografici del PC di Alberto Stasi. Le ricostruzioni della parte civile vengono messe a confronto con i dati tecnici: cosa ha davvero visto Chiara Poggi, per quanto tempo e con quale contesto? Continua a leggere
Enoch Burke prosegue la sua «crociata» per difendere la libertà di espressione contro la dittatura delle parole dei gruppi Lgbt. I giudici lo avevano già condannato a 560 giorni di carcere, ufficialmente per oltraggio alla Corte. In realtà per provare a piegarlo. Si chiama Enoch Burke, è un insegnante irlandese di storia e lingua tedesca, ed è un evangelico. Ma soprattutto Burke è per tantissimi il «crociato» contro l’ideologia transgender e ieri, per l’ennesima volta, si è ritrovato in stato di arresto per le vecchie questioni che egli ha aperto. Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità del 20 gennaio 2026. Il generale Giuseppe Santomartino traccia un quadro della situazione internazionale alla luce delle ultime mosse di Donald Trump. Continua a leggere
L’amministrazione Usa ha imposto un taglio ai costi dei medicinali salvavita. Così Bourla, capo del colosso, si è messo alla guida della cordata intenzionata a rifarsi aumentando le tariffe in Europa. Che stavolta tace... L’ex direttore generale dell’Agenzia delle dogane nega violazioni sull’import di mascherine nel 2020. Ma in Aula narra di aver dovuto bloccare gli scali: gli «amici» ci fregavano i dispositivi. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
L’ipotesi arriva dal presidente del colosso dell’aerospazio, Stefano Pontecorvo, che si è rivolto a un manager dell’azienda navale: «Spero che un giorno sia pensabile che noi due ci fondiamo». Il settore è in grande fermento: nascerebbe un gruppo da 40 miliardi. Non è stata una dichiarazione. Solo una frase lasciata cadere quasi per caso anche se in certi contesti, le parole pesano più dei documenti. Aula della Bocconi, accademia e industria che si parlano. Stefano Pontecorvo, presidente di Leonardo, guarda tra i presenti Claudio Cisilino, Executive Vice President Operations di Fincantieri, e dice: «Spero che un giorno sia pensabile che noi due ci fondiamo». Perché «questo è il secolo delle grandi potenze e per essere una grande potenza bisogna investire in Difesa. La deterrenza è il modo più economico per mantenere l’indipendenza e il modo più efficace per mantenere un posto nel mondo». Continua a leggere
All’Eurocamera mozione per chiedere l’intervento della Corte di giustizia contro il trattato. Riunione Ursula von der Leyen - Ppe. Lo grideranno migliaia di agricoltori stamane a Strasburgo «assaltando» la sede dell’Eurocamera sostenuti dalla voce dei trattori: «Von der Leyen vattene». Un’anteprima c’è stata ieri in tutta Italia – con particolari concentramenti nel veronese, a Roma e nel Lazio, lungo l’Adriatico – con i blocchi organizzati dal Cra (agricoltori traditi) e dal Co.api (coordinamento agricoltori e pescatori italiani). La baronessa può anche minacciare i controdazi per 90 miliardi di euro a Donald Trump, può anche mostrare i muscoli per difendere la Groenlandia, che fino a ieri per Bruxelles era «l’isola che non c’è», ma ha un problema: rischia di interpretare un’Europa che davvero non c’è. Il presidente americano, come del resto Xi Jinping e Vladimir Putin, lo sa. Torna stamani in auge un’antica attualissima battuta di Henry Kissinger: «Se devo telefonare all’Europa che numero faccio?». Continua a leggere
Individuata un’organizzazione con base nel quartiere di Arghillà: auto rubate, smontate in poche ore o restituite con il «cavallo di ritorno». Sequestrate anche armi e molti pezzi di ricambio grazie al successo dell'operazione «Car-cash». Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, assieme al personale di supporto del 14° Battaglione Carabinieri «Calabria» di Vibo Valentia e della Stazione di Senago (MI) hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria con la quale è stata disposta l’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di 7 indagati e degli arresti domiciliari nei confronti di altri 10 per reati di furto aggravato, ricettazione, estorsione aggravata, detenzione e porto abusivo di armi. Continua a leggere
Direttiva ai prefetti: «Vigilate anche sul rispetto delle regole per i fuochi artificiali». La tragedia di Crans-Montana spinge il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a a emanare una direttiva per intensificare i controlli di sicurezza dei pubblici esercizi e delle attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo. Il documento, inviato ai prefetti e per conoscenza al capo della polizia e ai capi dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, ricorda come «la tragedia di Crans-Montana ha riproposto all’attenzione il tema della sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali di pubblico spettacolo. Continua a leggere
«So che l’Anm si è rifiutata di avere un confronto one to one con me in televisione, con la motivazione che non vuole avere interlocuzione politica per non dare a questo confronto un significato politico. Questo mi fa credere che rifiutino qualsiasi altro confronto con esponenti politici o vuol dire altrimenti che hanno paura di confrontarsi con me». «L' Anm ha chiesto di essere ascoltata a Bruxelles? Io credo che stia un po’ annaspando in questi giorni. Per fortuna ha rinunciato a qualsiasi forma di manifestazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, a differenza di quello che ha fatto l’anno scorso. Cerca interlocutori a destra e a sinistra, che va bene, è loro diritto, ma mi dispiace che non lo facciano con me». Ha dichiarato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine del convegno «Una giustizia giusta» alla Sala della Regina a Roma. Continua a leggere
L’ultima indagine in Ucraina rivela che, in caso di elezioni, il leader di Kiev sarebbe nettamente svantaggiato rispetto a Valery Zaluzhny e Kyrylo Budanov, figure di spicco dell’esercito. Che cosa farà Volodymyr Zelensky quando finirà la guerra con la Russia e ci saranno libere elezioni in Ucraina? Niente. Probabilmente tornerà a vestire abiti civili e basta. È questo l’epilogo che suggerisce il risultato di un sondaggio ucraino reso noto ieri, dove il presidente in mimetica, nella fiducia popolare, viaggia intorno al 62%, sopravanzato da Valery Zaluzhny (72%) e Kyrylo Budanov (70%). Continua a leggere
L’incontro alla Casa Bianca tra Trump e Maria Corina Machado riaccende i riflettori sul Venezuela: apprezzamenti e simboli, ma poche risposte concrete. Tra accuse al regime, dubbi dell’opposizione e la difesa bolivariana di Delcy Rodríguez, il futuro resta incerto. Continua a leggere
L’editoriale del direttore di ieri prendeva le mosse da una provocazione: meglio farci annettere dall’America che morire di Ue. Addio euro, col dollaro non chiederemmo il permesso a nessuno. Così cambierebbe la vita. Governo tedesco disunito nella risposta alle nuove tasse minacciate dalla Casa Bianca. Lo speciale contiene due articoli A un certo punto la realtà si mescola con la fantasia rendendo possibile qualsiasi ipotesi. Anche la più ardita. Anche la più impensabile. Anche quella che, fino a ieri, si sarebbe liquidata con un’alzata di sopracciglio e un «ma per favore». Ecco, quel momento per l’Italia è adesso. E l’ipotesi è semplice, lineare, quasi banale nella sua audacia: uscire dall’Unione europea e diventare la stella numero 51 della bandiera americana. Quella in alto: la più luminosa. Calma. Nessuna invasione, nessuna portaerei al largo di Civitavecchia con gli F-35 che scaldano i motori. Nessun cowboy che porta il cavallo a bere nelle fontane di San Pietro (come un tempo avrebbero potuto fare i cosacchi). Solo una domanda, maliziosa quanto basta: ma siamo proprio sicuri che sarebbe una cattiva idea? Continua a leggere
L’aumento della domanda, causa temperature, e le tensioni geopolitiche hanno determinato un rincaro del prezzo oltre il 20%. Con le forniture russe già in calo, l’Unione deve salvaguardare l’offerta degli States che oggi copre il 27% degli approvvigionamenti. Ci risiamo, il mercato del gas è di nuovo in subbuglio. Niente di paragonabile al disastro del 2022, sia chiaro, ma ancora un indice di fragilità estrema del contesto europeo che fa preoccupare. Le temperature, soprattutto nell’Europa del Nord, sono calate, è salita la domanda di riscaldamento e gli stoccaggi di gas, soprattutto in Germania, si stanno svuotando leggermente più in fretta del solito. Se a questo si aggiunge il disordine mondiale in corso, con Donald Trump che sta picconando l’ipocrita quieto vivere che copriva gli squilibri geopolitici, ecco gli ingredienti che hanno portato a un rialzo del prezzo del gas sul mercato TTF di oltre il 20% in cinque sedute la settimana scorsa. Continua a leggere
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Promosso il decisionismo sui dossier internazionali. Il tycoon zoppica sulle vicende economiche interne. Atteso al test del voto. Sembra passato un secolo. E invece è soltanto un anno. Il 20 gennaio 2025, Donald Trump si reinsediava alla Casa Bianca, ereditando un mondo in fiamme, segnato dalla crisi dell’ordine internazionale emerso dalla fine della Guerra fredda e, soprattutto, dal ritorno in auge della Machtpolitik. Trump è tornato infatti al potere quando gli Usa erano ormai diventati un egemone in crisi. Davanti alle mire revisioniste di Cina, Iran e Russia, il presidente americano ha quindi deciso di abbandonare i vincoli di un ordine internazionale declinante, nella ferma convinzione - non per forza moralmente condivisibile - che non si possa giocare a rugby seguendo le regole del calcio. E così, con non poca spregiudicatezza, ha combinato la durezza del principe di Bismarck con la «madman theory» di nixoniana memoria. Continua a leggere
«Repubblica» incolpa i giornali come il nostro della violenza tra i giovanissimi. La soluzione? «Disarmare le parole», ovvero censurare gli altri. Qualunque cosa, pur di non dire che il problema è l’immigrazione. Alla fine ci sono arrivati. Dopo giorni di elucubrazioni sono giunti ad affermare la grande verità che i progressisti italiani tengono nel cuore ma non avevano finora avuto il coraggio di esprimere pienamente. Se nelle nostre strade c’è una epidemia di violenza, è il succo, la colpa è della destra. Concita De Gregorio, su Repubblica, lo ha scritto meglio, con più infiorettature e ampi giri attorno all’argomento centrale, ma il risultato finale è il medesimo. Colpa della destra, che morettianamente parla male perché pensa male e di conseguenza agisce peggio. «Leggevo ieri i titoli dei giornali di destra, a proposito della violenza fra ragazzi», scrive Concita. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 20 gennaio con Flaminia Camilletti Continua a leggere
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: «Decreto pronto». Stretta sulle lame, basta ricongiungimenti facili e rimpatri più veloci. Salvini: «È un lavoro di mesi, non inseguiamo le cronache». È in programma per oggi, a margine del Consiglio dei ministri, la riunione sulla sicurezza annunciata nelle scorse ore dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. A quanto apprende La Verità, anche se il decreto non dovesse andare in cdm, la Meloni incontrerà il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per approfondire i temi che saranno al centro del decreto in fase di elaborazione. Un decreto che dovrebbe avere come pilastri una stretta sulle armi da taglio, con il divieto assoluto di porto di coltelli e strumenti atti a offendere per i minori, e l’inasprimento delle pene per il possesso ingiustificato in luoghi pubblici; nuove norme per il contrasto alle baby gang; una accelerazione delle procedure di espulsione per immigrati irregolari che abbiano commesso reati o siano considerati pericolosi per l’ordine pubblico e il rafforzamento delle tutele legali per le forze dell’ordine. Il Carroccio vuole anche uno stop ai ricongiungimenti facili, limitando il rilascio dei permessi di soggiorno ai parenti stretti di chi è in Italia. Continua a leggere