L’Europa attende a giugno il portavoce degli estremisti islamici per parlare di migrazione degli afghani. Tema caro a Berlino, che vorrebbe rimpatriarli. Nel frattempo Mario Draghi propina all’Ue la solita predica: «Qualcosa non ha funzionato, ora siamo soli». Sette ore dopo l’inizio dello storico incontro bilaterale tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese, con il primo che dichiarava che «Cina e Usa sono partner, non rivali» e l’altro che confermava l’alto patronato della cortesia replicando che la relazione bilaterale tra Pechino e Washington «è la più importante al mondo», la voce dell’Europa si è fatta sentire. Continua a leggere
Ecco il risultato del lavoro della Repubblica dei Giudici: Alberto Stasi è in prigione da 16 anni per un delitto che potrebbe non aver commesso e gli indizi ora vedrebbero come colpevole Andrea Sempio. Prove ignorate, perizie ribaltate e l’anomalia della Cassazione. Il sospetto di un errore giudiziario si fa sempre più pesante. Continua a leggere
Donald Trump annuncia: «Pechino comprerà 200 aerei Boeing». E i listini brindano alla schiarita, mentre il petrolio smette di volare. Accordo in vista sulle terre rare. Ieri Piazza Affari ha guardato lo scorrere dei prezzi con la stessa emozione con cui si osserva un jukebox che torna improvvisamente a funzionare. Il Ftse Mib ha superato quota 50.000 punti, chiudendo a 50.050. Un numero che sa di archeologia finanziaria, perché riporta Milano vicinissima al record assoluto del marzo 2000, ai tempi della new economy, quando si pensava che Internet avrebbe abolito le recessioni e che ogni ragazzo con un modem fosse destinato a diventare milionario. Continua a leggere
Pietra tombale sull’inchiesta del «Fatto» che ha messo in discussione la clemenza verso l’ex consigliera. La procuratrice Nanni: «Infondati» i racconti della massaggiatrice sui party con le escort in Uruguay. La sindrome uruguagia non fa danni, nessuna tempesta in arrivo dal golfo del Maldonado e la grazia a Nicole Minetti rimane in cassaforte. «Non serve sentire la testimone, non c’è nessun riscontro alle sue parole». La Procura generale di Milano fa trapelare una posizione chiara: non intende formulare una rogatoria internazionale per interrogare l’ex collaboratrice del ranch «Gin tonic» di Giuseppe Cipriani a Punta de l’Este. Continua a leggere
Donald Trump incontra Xi Jinping a Pechino in un clima apparentemente sereno. I due convergono sull’Iran, ma restano distanti su Taiwan. «Gestire male Taipei porta al conflitto», avverte la Cina. Che a breve riceverà Vladimir Putin. È cominciato un clima di distensione tra Stati Uniti e Cina? Forse sì, ma non è detto. Ieri, Donald Trump e Xi Jinping si sono incontrati a Pechino, dove hanno avuto dei colloqui per poi partecipare a una cena di Stato. Il tono generale ha segnato un rasserenamento dei rapporti e, in particolare, si è registrata una (non scontata) convergenza sul dossier iraniano. Al contempo, Taiwan resta però fonte di attrito tra le due potenze rivali. Continua a leggere
Gli americani: «Distrutte 161 navi». Antonio Tajani: «La Repubblica islamica ora tratti». Mentre a livello diplomatico gli Stati Uniti e la Cina cercano di trovare la quadra sullo Stretto di Hormuz, sul campo il regime iraniano continua a tenere in pugno il canale marittimo. Mentre sei Paesi arabi (Bahrein, Kuwait, Arabia Saudita, Emirati, Qatar e Giordania) chiedono un risarcimento all’Iran, l’ultima a pagare a caro prezzo le tensioni è stata una nave, sequestrata al largo della costa degli Emirati Arabi Uniti: due fonti hanno riferito a Reuters che si tratterebbe dell’imbarcazione Hui Chuan, battente bandiera dell’Honduras. Continua a leggere
Il ministro attaccato dall’ex giudice Giancarlo Caselli perché vorrebbe che dopo due assoluzioni finisse il processo. Ma Md condivide lo sconcerto: «Oggi impugnazioni più limitate». Se ci fosse un indice di Borsa anche per la barbarie giuridica saremmo in piena bolla. Sarà l’effetto del referendum sulla giustizia, o il ritorno in tv dei grandi gialli irrisolti, ma ormai c’è anche una discreta gara alla forca. L’ultimo episodio ha per vittima Carlo Nordio, che mercoledì ha osato dire, da «semplice uomo di legge», che è sconcertato dalla vicenda processuale di Alberto Stasi e che forse sarebbe il caso, alla seconda assoluzione, di chiuderla lì con i processi. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 15 maggio con Carlo Cambi Continua a leggere
Il mistero dell’istanza per non mandare a processo il commesso, trovata al comando dei Carabinieri, apre nuovi interrogativi sul 2017. Resta un mistero perché la bozza dell’istanza di archiviazione di Andrea Sempio del 2017, di cui per primo ha parlato questo giornale, sia uscita dalla Procura di Pavia e sia finita nel «fascicolo permanente» di Sempio redatto dal Nucleo informativo del Comando provinciale dell’Arma. Continua a leggere
La Schlein si lamenta perché «6 milioni di cittadini non riescono a curarsi nella sanità pubblica». Invece di proporre soluzioni, specie nelle regioni a guida Pd, spinge per un presunto diritto non previsto nella Costituzione e che interessa qualche centinaio di persone. «Ci sono 6 milioni di italiani che non riescono a curarsi nella sanità pubblica». Lo ha detto Elly Schlein nell’intervista di ieri al Corriere della Sera. E dopo aver giurato che, quando nel 2027 sarà eletta presidente del Consiglio, penserà lei a risolvere il problema, la segretaria del Pd si dedica al suicidio assistito. Non so se il disegno di legge patrocinato dal Partito democratico faccia parte di una qualche strategia per ridurre le liste d’attesa, sta di fatto che di proposte concrete della sinistra, per consentire a 6 milioni di italiani di curarsi con la sanità pubblica, al momento non se ne vedono. Mentre si vede benissimo che l’opposizione vuole far approvare una legge che estenda la possibilità di togliersi la vita con l’aiuto dello Stato. Al momento, approfittando di una sentenza della Corte costituzionale che ha creato un vuoto normativo, alcune Regioni già consentono di ricevere assistenza per suicidarsi. Ma la sinistra vorrebbe che questa pratica divenisse legge nazionale e che dunque tutte, senza alcun distinguo sulle condizioni del paziente, fossero obbligate a somministrare quella che un po’ ipocritamente qualcuno chiama «la dolce morte». Continua a leggere
L’ex pm di Torino Antonio Rinaudo commenta l’atto amministrativo, voluto dall’assessore lombardo Guido Bertolaso, che coinvolge il servizio sanitario nella morte medicalmente assistita: «È stato aggirato il voto del Consiglio regionale». Clicca qui sotto per consultare per intero il protocollo «Bertolaso». Protocollo Bertolaso.pdf Continua a leggere
Aprendo alla legge sul fine vita, il partito creato da Berlusconi va contro ciò per cui il suo fondatore si è sempre battuto, come ha dimostrato nel 2009 con il caso Englaro. Sia detto con il rispetto dovuto a una persona che non è più fra noi, ma è lecito pensare che Silvio Berlusconi si giri nella tomba osservando il cambio di rotta del suo partito sul tema della difesa della vita. Il fondatore di Forza Italia, il 6 febbraio 2009, convocò un Consiglio dei ministri da lui stesso presieduto che approvò un decreto legge per salvare la giovane Eluana Englaro dalla morte per sospensione delle cure di sostegno vitale, alimentazione e idratazione. Sappiamo come andò a finire: l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, uomo di punta della sinistra, si rifiutò di firmare quel decreto «salvavita» ed Eluana morì in tre giorni, non più alimentata e idratata. Oggi, a distanza di meno di vent’anni da quel drammatico evento, il partito che porta nel suo logo il nome del fondatore, Berlusconi, fa una drastica inversione di marcia e sceglie di schierarsi al fianco di quelle forze della sinistra storica e radicale che da tempo e sempre sostengono norme contro la vita. Continua a leggere
Quarto in Toscana, questa volta una donna col Parkinson. «Usata» dai soliti attivisti... Il suicidio assistito in Italia tocca quota 16. A tante ammontano ora le morti on demand, l’ultima delle quali è stata resa nota ieri dall’associazione Luca Coscioni. Per protagonista ha Mariasole, nome di fantasia di una signora di 63 anni deceduta a casa sua il 4 maggio. La donna - che è il quarto caso di suicidio assistito nella Toscana di Eugenio Giani, la cui legge in materia è stata dichiarata parzialmente illegittima dalla Consulta con la sentenza n. 204 del 29 dicembre scorso - dal 2015 soffriva d’una forma severa di Parkinson, che l’aveva nel giro di pochi anni portata in una condizione di totale dipendenza da terzi; inoltre era affetta da grave disfagia e stipsi cronica, il che le rendeva necessaria un’assistenza continua. Continua a leggere
«Repubblica» scrive che i medici sono preoccupati. Insomma, tira aria di vaccino. Che per lo scopritore cileno del ceppo Andes, «oggi non è né utile né necessario». Incredibilmente, la pensa uguale persino la virostar Andrea Crisanti: «Non ci sono le basi per farlo». Gli episodi registrati nel mondo restano undici. Il ministro Orazio Schillaci predica calma. Lo speciale contiene due articoli Continua a leggere
Morti 5 turisti italiani durante un’immersione in una grotta profonda 50 metri nell’atollo di Vaavu. Spedizione partita malgrado il meteo sfavorevole. Si indaga sull’ossigeno nelle bombole. Tra le vittime una professoressa dell’Università di Genova e la figlia. Un grande amore per il mare, ma stavolta il mare li ha traditi. Ecco come un paradiso terrestre può trasformarsi in un incubo. È stato così per cinque italiani, esperti subacquei, che ieri sono annegati alle Maldive. I cinque sono scesi in immersione dalla safari boat Duke of York, un’imbarcazione specializzata in crociere subacquee, in navigazione nei pressi di Alimathà, una delle isole disabitate dell’atollo di Vaavu e una delle mete più apprezzate per gli appassionati di immersioni, raggiungibile in circa un’ora di motoscafo da Malè. Continua a leggere
Nel 2008, a papa Benedetto XVI, che riteneva fede e ragione compatibili, fu negata dignità accademica. Il pontefice a professori e studenti dell’ateneo romano: «Chi cerca la verità, troverà Dio». In aula magna, il monito sulla corsa agli arsenali che «aumenta tensioni e insicurezza» e l’esortazione a non ridurre l’umanità agli algoritmi. «Dite “sì” alla vita innocente e giovane». Lo speciale contiene due articoli Continua a leggere
Jannik Sinner supera Rublev e punta dritto alla finale degli Internazionali d’Italia, dove presenzierà il presidente Sergio Mattarella. Dopo le polemiche del 2025 per una mancata visita del campione al Quirinale, i ruoli sembrano ribaltati. Continua a leggere
Ennesima giornata surreale: Lega serie A ricorre al Tar contro la decisione del prefetto di spostare a lunedì stracittadina e altri match Champions. I giudici rimpallano all’avvocatura di Stato. Risultato: domenica ore 12. Alla fine, dopo quattro giorni e 48 ore tra ordinanze, comunicati, ricorsi, veleni, minacce di diserzione e tavoli istituzionali, Roma-Lazio si giocherà domenica 17 maggio alle 12. Non lunedì sera. Non alle 12.30. Ma alle 12. E insieme al derby si disputeranno anche le altre quattro partite decisive per la corsa Champions: Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli. Tutte in contemporanea, come la Lega Serie A aveva di fatto pianificato fin dall’inizio, con il piccolo anticipo di mezz’ora preteso dalla Prefettura come ultimo segno di sovranità amministrativa. Continua a leggere
L’incontro a Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping vede un tycoon ammaccato dai conflitti e dal braccio di ferro sui dazi. Il rivale invece ha fatto incetta di risorse ed energia. Dal punto di vista finanziario i dubbi restano. L’incontro a Pechino fra Xi Jinping e Donald Trump racconta un brutale bagno di realismo. Trump torna nella Capitale cinese dopo quasi nove anni, ma non è più il «conquistatore» dei dazi. È un leader scottato dalla guerra con l’Iran, che ha incendiato i prezzi energetici, e dalle sentenze dei tribunali americani che hanno demolito parti centrali delle sue politiche tariffarie. Continua a leggere
Nel giorno della chiusura della fase diocesana per la causa di beatificazione, il saggista racconta il carisma del fondatore di CL: «Ho capito chi fosse quando ha regalato a mio fratello una copia del “Capitale”. Per lui le persone venivano prima di tutto il resto». «Questa idea di compagnia che don Luigi Giussani lanciò più di cinquant’anni fa è la cosa di cui oggi, anche nella Chiesa, abbiamo più bisogno». Lo dice Franco Nembrini, insegnante e saggista, educatore, cantore di Dante, bergamasco di ferro. Si sente particolarmente interpellato dalla chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio monsignor Luigi Giussani (1922-2005) che avviene oggi, alle 17, nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, con la recita dei Vespri presieduta dall’arcivescovo Mario Delpini. Perché Giussani ha cambiato la vita di Franco Nembrini, come ha fatto con quella di alcune generazioni di persone che attraverso il carisma di questo prete e, appunto, la «compagnia» che ha generato, hanno incontrato la «realtà di Cristo». Continua a leggere
Profili di donne che il potere di cambiare il mondo se lo sono conquistate con capacità, passione e dedizione. E che, proprio per questo, incarnano una delle forme più alte di merito. E di valore per la collettività. Continua a leggere
Affinché la civiltà non si decomponga dobbiamo proteggere la famiglia, presa a picconate soprattutto dal marxismo. Siamo una cultura di morte. È cominciata con il femminismo. Semplificando molto, veramente molto, possiamo affermare che il nostro cervello ha due emisferi, destro e sinistro, diversi e complementari, due modi di guardare il mondo, due verità che convivono senza mai fondersi davvero. Il sinistro è un ragioniere inflessibile: pretende che due più due faccia quattro, sempre e soltanto quattro. Non ama le distrazioni, procede in fila indiana. Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità del 13 maggio 2026. Con il nostro esperto di politica Usa Stefano Graziosi commentiamo la visita di Trump in Cina. Continua a leggere
Fornire una regolarizzazione significa normalizzare la possibilità di ammazzarsi. Purtroppo, in questi ultimi giorni, è ripartito l’assurdo treno della legalizzazione del suicidio attraverso assistenza medica, con la garanzia dello Stato. C’è da rimanere senza parole di fronte all’idea che si possa pensare di rendere legale - quindi, protetto dal diritto, da una legge ad hoc - un evento sempre tragico come il suicidio. Continua a leggere
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera firmata da Riccardo Tsan Nan Lin, direttore generale dell’Ufficio di rappresentanza di Taipei in Italia - Ufficio di Milano, in vista della 79ª Assemblea mondiale della sanità, che si terrà a Ginevra dal 18 maggio. Continua a leggere