Austerità, business sulla pelle dei malati, promesse non mantenute: un libro racconta come siamo arrivati a consentire solo ai ricchi la possibilità di curarsi. Nel silenzio di chi loda la Costituzione più bella del mondo. Cara Natasha, quando ho scritto il mio primo libro, ormai tanti anni fa, chiesi al mio editore: «A chi facciamo fare la prefazione?». Lui mi rispose: «A nessuno». Da allora mi sono convinto che le prefazioni siano proprio inutili, un esercizio narcisistico di qualche trombone, un riempitivo di pagine che è bene saltare a piè pari per andare subito laddove c’è il succo. Per questo mi ero ripromesso di non scriverne più. Per non passare per trombone, e per non fare esercizi di narcisismo: di quelli ne faccio già fin troppi, sarebbe meglio fare qualche esercizio per gli addominali, piuttosto. Però quando tu e Lorenzo Bertocchi, che ha voluto questo libro, mi avete chiesto una Prefazione, non ho saputo dire di no. Un po’ per la stima che ho per voi. Un po’ perché i «ladri di salute» li sento miei, dal momento che quel titolo è nato e cresciuto dentro Fuori dal Coro. E mi sarebbe sembrato di tradire un po’ noi stessi se avessi negato queste poche righe, pur continuando a pensare che siano del tutto inutili. Continua a leggere
Presentato un odg per fermare i documenti che permettevano ai migranti di evitare i centri di permanenza per il rimpatrio, come nel caso dei medici indagati a Ravenna. Un ordine del giorno per mettere un freno al rischio di certificati potenzialmente falsi, che, come nel caso che ha portato all’inchiesta di Ravenna su 8 medici del reparto delle Malattie Infettive dell’ospedale locale, fermavano l’accesso ai Cpr degli stranieri visitati prima del trasferimento, impedendo di fatto di eseguire i provvedimenti di espulsione. Continua a leggere
Il sostituto procuratore per il Sì alla riforma Annalisa Imparato: «La storia ci insegna che spesso le decisioni vengono prese in base all’appartenenza alle correnti. Negli ultimi mesi abbiamo notato un aumento di interesse nei cittadini: hanno colto la necessità di un cambiamento». Continua a leggere
Nel corso degli ultimi mesi i finanzieri di Udine hanno intensificato l’attività di monitoraggio dei trasporti di prodotti petroliferi. Accertata evasione di accise per 1.130.104 euro e di Iva per 509.882 euro. Continua a leggere
Alcuni giudici preferiscono non esporsi pubblicamente. Timore comprensibile in un sistema dominato dalle correnti. Mancano pochissimi giorni al voto. E una cosa va detta subito: non è un referendum sul governo. Il Pd e il fronte del No hanno tentato di trasformarlo in un giudizio sull’esecutivo, ma qualunque sia il risultato, Giorgia Meloni resterà alla guida del governo fino alla scadenza naturale della legislatura. Continua a leggere
Il capo della Lega è morto a 84 anni. Ha cambiato la politica e oggi viene raccontato un po' diversamente da come era in realtà. Ricordi di chi lo ha conosciuto bene. Continua a leggere
Passa il documento Lgbt che orienterà linguaggio e politiche. Ira di Pro Vita e Famiglia. L’Italia affossa la definizione biologica di genere. Non è bastata la petizione organizzata online per ottenere il risultato sperato da Pro Vita & Famiglia. Anche il nostro Paese ha votato sì all’Onu sull’ideologia gender e ora Antonio Brandi, presidente dell’associazione, chiede che il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva la diretta responsabilità di indicare le linee guida alla delegazione italiana in Commissione, chiarisca il perché di quel voto. Continua a leggere
Le mosse del presidente americano paiono confuse e stanno indisponendo anche il mondo Maga. Chi gestisce davvero il conflitto è Netanyahu, e Trump insegue Continua a leggere
L’intervista all’ex presidente scuote la politica. Fdi: «Ha rivelato che certe toghe sono sovversive». Gasparri: «Costituzione da svecchiare». Calenda: «Non è voto sulla Meloni». Continua a leggere
A Salamanca Mattarella invita l’Europa a opporsi alla fine del multilateralismo. E se la prende con i sovranismi, dimenticando come è nato il diritto internazionale. Non poteva dirlo, ma Sergio Mattarella deve averlo pensato. Ah, se a Roma ci fosse Pedro Sánchez invece che Giorgia Meloni! In un passaggio della sua lectio magistralis per il conferimento della laurea ad honorem in filologia ieri, all’università di Salamanca, ha scandito: «Senza Spagna e Italia non si può comprendere l’Europa». Continua a leggere
La Bce lascia il costo del denaro invariato, ma è pronta ad alzarlo entro fine anno se l’inflazione aumenta. Decisione presa dopo un confronto con un esperto militare. La presidente poi esonda: «Imperativo ridurre l’uso dei combustibili fossili». Christine Lagarde ha fatto la cosa che le riesce meglio: niente. I tassi restano al 2%, esattamente dove erano prima. La Bce ha parlato lasciando sullo sfondo il dubbio che preoccupa i mercati e contribuisce ad affondare le quotazioni. Continua a leggere
Al Consiglio europeo Meloni spinge, insieme ad altri nove Paesi, per mitigare l’impatto dell’Ets sui prezzi energetici. Merz però per adesso non si espone. Confindustria: «Stop al meccanismo, è problema serio». Buttarsi a capofitto sulle rinnovabili rimane una strategia da kamikaze. Il panico da guerra ignora i limiti delle fonti green e la rischiosa dipendenza dalla Cina. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
Da Tucker Carlson a deputati del Gop, cresce la fronda contro la guerra di Trump, considerata un tradimento dell’America first e della «working class» bianca celebrata da Vance. Ne valeva la pena? È sempre più complicato riuscire a capire perché l’America si ritrovi ancora una volta con la mimetica indosso a sparare in Medio Oriente. E, ormai, vale poco l’impegno solenne che Donald Trump prese coi suoi elettori: «Con me le guerre finiscono o non cominciano nemmeno». Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 20 marzo con Flaminia Camilletti. Continua a leggere
Roma, Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam e Tokyo danno la disponibilità, ma solo dopo un cessate il fuoco. Divergenze tra Tel Aviv e Washington: Netanyahu vuole indebolire il regime, Trump pensa al modello Venezuela. La partita energetica si fa sempre più serrata nella crisi iraniana. Ieri, Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone hanno criticato la chiusura dello Stretto di Hormuz, condannando anche gli attacchi sferrati dall’Iran contro i Paesi del Golfo. Continua a leggere
Le minacce del regime a Kiev, gli effetti sulle materie prime, la disponibilità non illimitata di armi: tanti elementi lo indicano. I soldi, come sempre, aiutano a capire le vere dinamiche di potere, anche e soprattutto in guerra. Ieri la Bce, spiegando la sua decisione di lasciare invariati i tassi d’interesse, ha osservato che «il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici». Continua a leggere
Dopo gli attacchi iraniani a Ras Laffan, Roma rischia di perdere il 40% del Gnl per cinque anni. Insieme a Belgio, Corea e Cina. L’esecutivo studia nuove mosse. Si va verso un cdm straordinario. Opposizioni patetiche: prima chiedono misure e poi le definiscono «elettorali». Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
Il 15% del nostro metano è a rischio in seguito agli attacchi. I prezzi volano, compresi quelli dell’elettricità. Dopo il taglio delle accise, tocca intervenire sulle bollette. A Bruxelles, invece di aprire il portafogli, difendono le tasse green. E la Lagarde medita di alzare i tassi. L’altra mattina, su Canale 5, mi è capitato di discutere con un giornalista ucraino della situazione creata dal blocco dello Stretto di Hormuz e delle ricadute che potrebbe avere sulla guerra in Ucraina. Come i lettori sanno, dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele penso che sia meglio rivedere lo stop all’importazione di gas e petrolio da Mosca. Se lo scopo dell’Europa è non avvantaggiare Vladimir Putin, confermare le sanzioni sulle forniture russe rischia non solo di essere inutile, ma anche di trasformarsi in un boomerang, perché gli stessi Paesi Ue stanno pagando a caro prezzo la crisi energetica. Continua a leggere
Spesso l’accusa sceglie chi indagare mossa dall’ideologia e in base all’esposizione mediatica dei target. Ma questo non è lo Stato di diritto, semmai di polizia. Voterò Sì per una magistratura di nuovo credibile. La prima ragione per cui mi sono sentito in dovere di impegnarmi quotidianamente a girare per le città, le piazze, gli eventi e parlare ai cittadini è stata una frase di mia sorella Concettina, 91 anni. Continua a leggere
Nel piano 2030 previsti investimenti per 5 miliardi, un’extra cedola «di guerra» e il potenziamento delle operazioni di riacquisto di titoli propri fino a 4 miliardi. L’ad Descalzi: «Mai stati così forti, non abbiamo carichi bloccati per Hormuz». Più 3,75% in Borsa. Eni mette il turbo alla remunerazione degli azionisti partendo da conti 2025 solidi, ma soprattutto da un Capital Markets Day che cambia il perimetro della discussione: non più solo risultati annuali, ma capacità di generare più cassa e di restituirla in modo più importante al mercato. Continua a leggere
A Bologna niente «visita» in un istituto per l’effige di Maria del santuario di San Luca: per i genitori va contro la laicità. Però gli spazi per i musulmani a Firenze vanno bene. Si usa ripetere con feroce ostinazione che la scuola italiana sia laica e tale debba restare, al riparo da ogni ingerenza religiosa. Lo si afferma con una convinzione che talvolta tracima nel fanatismo, come accaduto qualche giorno fa a Bologna.Don Milko Ghelli, parroco della chiesa di San Girolamo dell’Arcoveggio, avrebbe voluto portare in processione la Madonna di San Luca alla scuola materna Grosso, zona Bolognina. Nelle intenzioni del sacerdote si sarebbe trattato di un piccolo omaggio, un evento raro e per questo prezioso. Non una invasione di campo, ma un momento di condivisione comunitaria. Però alcuni genitori si sono impuntati: la scuola è laica, niente Madonna. Anche se poi la statua sarebbe dovuta entrare nel cortile, niente di più. È finita che i genitori l’hanno avuta vinta, per altro dopo una mediazione condotta da un assessore comunale: la processione c’è stata ma la statua ha dovuto fermarsi fuori dal cancello della materna. La storia è emblematica e tutto sommato affatto inedita. Continua a leggere
La politica italiana perde uno dei grandi protagonisti degli ultimi decenni: Umberto Bossi è morto ieri a Varese. Fondatore nel 1984 della Lega Lombarda, con l’approdo tre anni dopo al Senato della Repubblica divenne per tutti il «Senatùr». Continua a leggere
La svolta pop del premier scuote la sinistra da salotto tv devota alla par condicio (oppressiva). Ma la comunicazione è cambiata. «Giorgia vuole diventare una Ferragni». La gastrite è ai massimi livelli e Stefano Patuanelli non si trattiene: «Invece che andare da Fedez poteva venire in Parlamento a parlare della guerra». Già fatto due volte in una settimana. L’uscita creativa stile Nicola Gratteri è il segnale di regressione comunicativa dei progressisti. Continua a leggere
È morto a Varese il fondatore della Lega Nord, un uomo che con la voce roca e un modo schietto ha saputo interpretare il malessere della parte più produttiva del Paese. È stato il primo politico postmoderno della storia d’Italia, grande picconatore della Casta e della Ue. Continua a leggere
Il gigante buono del sax inaugura oggi il Festival di Bergamo, di cui è direttore artistico: «Ho invitato chi “segna il passo” sulla scia di Davis e del creatore di “A love supreme”». Joe Lovano non spiega il jazz, lo racconta come se stesse sfogliando l’album di famiglia. «Davis e Coltrane hanno indicato la via a tutti noi. Prima di loro Parker e Gillespie avevano fatto lo stesso, ma nelle orecchie conservavano il ricordo di Armstrong e Duke Ellington…». Continua a leggere