Decaro reclama dai medici di base i compensi integrativi versati negli ultimi dieci anni, per circa 70.000 euro a testa. Ancora non ha prestato giuramento e già si trova tra le mani una vera patata bollente, Antonio Decaro, neoeletto governatore della Puglia. Da un lato il tacito patto di mutuo soccorso con l’amica Emilia-Romagna, difficile da rompere; dall’altro, la necessità di non perdere la faccia sui 350 milioni di fondi Pnrr che la «sua» Regione si è aggiudicata per tentare di ricostruire un sistema sanitario a pezzi. La vicenda è quella dei 23 milioni di euro di compensi, versati negli ultimi dieci anni sulla base di un Accordo collettivo nazionale tuttora in essere, e ora chiesti indietro ai medici di base della Puglia dalla Regione, guidata fino allo scorso novembre da Michele Emiliano. Continua a leggere
La Corte costituzionale ribadisce l’esistenza di un diritto al suicidio medicalmente assistito con il coinvolgimento dell’Ssn. Allo stesso tempo, però, dichiara nulla la normativa con cui la Regione Toscana aveva cercato di darvi attuazione. *Presidente di sezione emerito della Corte di Cassazione Con la sentenza n. 204/2025, depositata il 30 dicembre 2025, la Corte Costituzionale, pronunciandosi sul ricorso proposto dalla presidenza del consiglio dei ministri avverso la legge regionale toscana n. 16/2025 in materia di fine vita, ha, tra l’altro, confermato un principio già espresso nella precedente sentenza n. 132/2025: quello, cioè, secondo cui la persona che si trovi nelle condizioni stabilite dalla stessa Corte Costituzionale nella fondamentale sentenza n. 242/2019 (e alla quale possa, quindi, essere prestato aiuto al suicidio senza che chi lo presta incorra nel reato di cui all’articolo 580 del codice penale) avrebbe il «diritto di essere accompagnata dal Servizio sanitario nazionale nella procedura di suicidio medicalmente assistito, diritto che, secondo i principi che regolano il servizio, include il reperimento dei dispositivi idonei, laddove esistenti, e l’ausilio nel relativo impiego». Continua a leggere
La docuserie Netflix Io sono notizia ripercorre, attraverso la figura di Fabrizio Corona, un passaggio cruciale della storia recente italiana: dagli anni Novanta all’affermazione di un sistema mediatico in cui gossip, potere e vita privata hanno progressivamente cancellato ogni confine. Continua a leggere
L’attore Rob Schneider denuncia il «marciume» del mondo dello spettacolo progressista: «Chi ha idee conservatrici viene boicottato. Quando ho detto come la pensavo è stata la fine della mia carriera». Small circle. Il circolino a Hollywood con vista su Rodeo Drive, faccenda antica. È piccolo nella definizione ma grande chilometri quadrati nell’espansione ipocrita, che parte dal socialismo liberal delle ville con piscina descritte da Sydney Pollack e Frank Perry nel geniale Un uomo a nudo (1968) e arriva al woke conclamato di questi anni, con il decalogo dei parametri inclusivi per concorrere all’Oscar. Fra i quali non dev’essere compreso il termine «conservatore», equiparato a una bestemmia perché sinonimo di suprematismo bianco. La più recente fotografia della realtà è stata scattata dal comico, attore e regista Rob Schneider, che due giorni fa in un podcast della Fox ha denunciato l’esistenza di «una lista nera delle celebrità conservatrici», ha specificato che «parlare pubblicamente delle convinzioni politiche di destra equivale a non lavorare» e ha concluso che tutto ciò definisce «il marciume dell’anima di Hollywood». Continua a leggere
Il governatore rinuncia al terzo mandato dopo l’esplosione delle inchieste sulle frodi ai programmi sociali. I democratici cercano un nuovo leader in uno Stato chiave, mentre i repubblicani puntano tutto sul caso che ha messo in crisi l’amministrazione. Il governatore del Minnesota Tim Walz ha annunciato il ritiro dalla corsa per un terzo mandato, travolto da un vasto scandalo legato a frodi nei programmi di assistenza sociale. Una caduta politica significativa per un dirigente che solo nel 2024 era approdato sulla scena nazionale come candidato democratico alla vicepresidenza degli Stati Uniti.La decisione apre immediatamente la partita per la successione. Tra i nomi più accreditati figura quello della senatrice Amy Klobuchar, veterana della politica statale e già candidata democratica alle presidenziali del 2020. Continua a leggere
Il tribunale di Parigi pone fine ai pettegolezzi sul passato della première dame: «C’era la volontà di nuocere e insultare». Dieci persone sono state condannate per aver pubblicato o diffuso sui social network e contenuti insultanti o che insinuavano dubbi sull’identità sessuale della première dame, Brigitte Macron. È stata sanzionata anche la pubblicazione e la condivisione su internet di rumor sulla differenza di età tra la moglie di Macron e il presidente transalpino (Emmanuel Macron è nato il 21 dicembre 1977, sua moglie il 13 aprile 1953). Le condanne emesse dal tribunale di Parigi sono comprese tra i quattro e gli otto mesi di carcere con la condizionale. Un condannato ha invece riportato una pena carceraria di sei mesi, senza misure alternative. Previsto anche il pagamento dei danni e degli interessi. Come indicato dal presidente del tribunale, Thierry Donnard, i prevenuti avevano la «volontà di nuocere la querelante» usando «termini malevoli, degradanti e insultanti» sulla «presunta pedocriminalità» della signora Macron. I giudici hanno anche ritenuto che gli insulti e le affermazioni dirette via internet alla moglie del leader transalpino «hanno avuto l’effetto di degradare le condizioni di vita di Brigitte Macron» e che «l’alterazione della sua salute fisica e mentale era effettiva». Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità del 6 gennaio 2026. Il deputato della Lega Giampiero Zinzi commenta la falsa partenza di Fico in Campania tra incompatibilità e conflitti di interesse. Continua a leggere
In questa puntata di Segreti si ricostruisce il delitto di Aurora a Milano: un omicidio brutale, preceduto da aggressioni, segnali ignorati e una lunga scia di precedenti. Un’analisi che mette al centro il profilo dell’assassino, le falle del sistema e una domanda che resta aperta: come è stato possibile che un soggetto così pericoloso fosse ancora libero di colpire? Continua a leggere
Nella piccola exclave in Svizzera, in crisi dopo il fallimento del casinò, i dipendenti passeranno da 15 a 21. E la spesa aumenterà di 2 milioni. Opposizione all’attacco: «Nella polizia locale presi anche marito e moglie». Nel 2024 la vicenda degli stipendi d’oro al Comune di Campione d’Italia, exclave italiana in territorio svizzero, aveva sollevato perfino l’interesse del Quirinale. Che, dopo l’appello di Simone Verda e Gianluca Marchesini, consiglieri comunali di minoranza per Campione 2.0, aveva chiesto approfondimenti al Viminale. L’attenzione del Colle, a quanto pare, non ha sortito nessun effetto, visto che nel piccolo Comune, non solo le retribuzioni non sono scese, ma l’ente, all’interno del quale opera dal 2018 un Organo straordinario di liquidazione (Osl), nominato dal ministero dell’Interno per la gestione del dissesto, inizia l’anno all’insegna delle nuove assunzioni. Sei nuove risorse, che faranno passare l’organico da 15 a 21 funzionari, e crescere la spesa per il personale da 2,7 milioni di euro l’anno fino a 4,7 milioni. Continua a leggere
Oggi la chiusura dell’ultima Porta Santa. Alfredo Mantovano: «Il nostro “metodo” funziona». Il Giubileo si conclude ufficialmente oggi, giorno dell’Epifania. Alle 9.30 papa Leone XIV chiuderà la Porta Santa della basilica di San Pietro in Vaticano poi, dopo la messa, alle 12 si affaccerà dalla Loggia centrale della basilica vaticana per la recita dell’Angelus. All’appuntamento sarà presente anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Continua a leggere
Inizierà il 23 gennaio l’indagine della psichiatra incaricata dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila che dovrà vivisezionare i genitori della «famiglia nel bosco» per valutare se sono idonei a crescere i figli. Ma il parere dell’esperta potrebbe arrivare solo a maggio. Non solo a Natale, ma nemmeno per Pasqua potranno tornare a casa i bambini della cosiddetta famiglia del bosco. Considerati i tempi della giustizia italiana, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, in verità, non sanno proprio quando potranno ricongiungersi con i tre figli. È stato fissato il giorno, il prossimo 23 gennaio, di avvio indagine sui genitori da parte della psichiatra Simona Ceccoli, consulente tecnico d’ufficio (Ctu) nominata dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila e prima di 120 giorni difficilmente l’esperta consegnerà la perizia. Continua a leggere
Secondo Bloomberg, Roma ha ricevuto garanzie sul bilancio e a difesa degli agricoltori e sarebbe pronta a firmare. Domani vertice dei ministri competenti a Bruxelles. Si riapre la partita del Mercosur con l’obiettivo di arrivare alla firma il 12 gennaio. A rilanciare la questione, o almeno il tira e molla collegato, è un’indiscrezione dell’agenzia Bloomberg secondo cui l’Italia sarebbe pronta a sostenere l’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Mercosur nel voto degli ambasciatori della Ue previsto per il 9 gennaio. Continua a leggere
Lascia Vasyl Malyuk, che aveva provato a smantellare gli organi anti-corruzione ucraini. Il rimpasto post scandalo continua: altri incontri per il premier. Oggi vertice dei «volenterosi» con Steve Witkoff e Jared Kushner. A un ritmo incessante, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky prosegue il rimpasto tra le figure apicali di Kiev nel tentativo di riconquistare un margine di credibilità dopo lo scandalo sulla corruzione. E ieri il leader di Kiev, dopo varie pressioni, ha ottenuto le dimissioni del capo dei Servizi di sicurezza dell’Ucraina (Sbu), Vasyl Malyuk, che guidava l’agenzia dal luglio del 2022. Malyuk continuerà a lavorare nello Sbu senza però ricoprire un ruolo di vertice. Continua a leggere
A Roma Anpi, Cgil e decine di associazioni chiedono l’intervento dell’Onu. Landini attacca la Meloni. C’erano probabilmente più sigle che presenti ieri a Roma a Piazza Barberini, alla manifestazione organizzata a sostegno dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro. Immancabili Anpi e Cgil, presenti Pd e Avs, in piazza si sono radunate molte sigle della sinistra radicale: Rete Numeri Pari, Rete Italiana Pace e Disarmo, Rete No Bavaglio, Sbilanciamoci, Stop Rearm Europe Italia, Sinistra Civica Ecologista Roma, Sinistra Anticapitalista Roma, Rifondazione Comunista Roma, Centro Riforma dello Stato, Medicina Democratica, Sportelli Solidali 9, Coordinamento genitori democratici-cgd onlus, Disability Pride, Genazzano In Comune Una Nuova Storia Tivoli, Alternativa per Anzio, Ladispoli Attiva, Genzano In Comune, Frosinone Provincia in Comune, Rieti Città Futura, Controvento Rieti, Sce Colleferro, Forum per il Diritto alla Salute, Wilpf Italia Aps, Casetta Rossa, Psi, Casa Internazionale delle Donne, Giovani Democratici Roma, Auser Lazio, Disarma-Il Coraggio della Pace, Associazione donne Brasiliane in Italia, Latina Bene Comune, Cinecittà Bene Comune, Unione Donne in Italia, Associazione Italiana Tecnici di Ripresa, Un Ponte Per, Sparwasser Aps. Continua a leggere
L’ex leader alla sbarra con la moglie a New York. Dal Venezuela la Rodriguez chiede agli Usa di «lavorare insieme». Però gli uomini forti del regime restano al loro posto. Comprendere cosa stia realmente accadendo in Venezuela in queste ore è un esercizio tutt’altro che semplice, reso ancora più opaco dal susseguirsi di ricostruzioni divergenti fornite da coloro che, su mandato di Washington, sono stati incaricati di accompagnare il Paese nella fase successiva all’arresto di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores. Quest’ultima è chiamata a rispondere anche dell’accusa «di aver incassato centinaia di migliaia di dollari in tangenti per facilitare, nel 2007, un incontro tra un importante trafficante di droga e il direttore dell’Ufficio nazionale antidroga del Venezuela». I coniugi, difesi dall’avvocato Barry J. Pollack, già legale di Julian Assange, sono comparsi ieri per l’udienza preliminare davanti alla corte federale di Lower Manhattan, presieduta dal giudice novantaduenne Alvin Hellerstein, che ha fissato la prossima udienza del caso il 17 marzo 2026. Continua a leggere
Il punto debole di Pechino è la forte dipendenza dall’estero per gas e petrolio. Ecco perché, dopo il Paese sudamericano, gli States potrebbero intervenire in Iran. Il Dragone dovrà aumentare gli acquisti da Mosca. Dopo la fulminea operazione che ha portato Nicolás Maduro dal palazzo presidenziale di Caracas all’aula di un tribunale di New York, ci si interroga sulle conseguenze economiche e politiche della destituzione. Continua a leggere
Il leader americano rilancia le sue mire sull’isola, cruciale per la geopolitica dell’Artico. Uno schiaffo alla Via della seta. La Casa Bianca era stata chiara. Nella strategia di sicurezza nazionale, pubblicata il mese scorso, l’amministrazione Trump aveva sottolineato di volere che «l’emisfero occidentale rimanesse libero da incursioni straniere ostili»: un monito rivolto, neanche troppo implicitamente, alla Cina, oltreché, sebbene in forma minore, a Russia e Iran. È quindi in quest’ottica che va principalmente letta l’operazione statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro. Ed è sempre in questa cornice che vanno inserite le nuove pressioni statunitensi su Cuba, nonché le rinnovate tensioni esplose tra Washington e il Vecchio continente sul destino politico della Groenlandia. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 6 gennaio con Carlo Cambi Continua a leggere
Alla Centrale di Milano un manifesto per deviare i cittadini. Di Pietro: «Chi ha in mano il nostro destino trucca le carte». Pronti a tutto, anche a mentire, pur di arrivare al risultato. L’obiettivo del Comitato del No è convincere gli elettori a recarsi al referendum per votare contro la riforma della giustizia approvata in Parlamento. Disinnescare le tesi del Sì portando gli argomenti di chi è contro. Almeno dovrebbe essere così, eppure sorprendono i mezzi utilizzati dal Comitato del No. «Vorresti giudici che dipendono dalla politica? Al referendum vota no», si legge a caratteri cubitali su un manifesto appeso in stazione Centrale a Milano. Una menzogna che può far presa su chi di giustizia sa poco o nulla. Continua a leggere
L’arresto di Maduro svela gli obiettivi del tycoon: limitare l’influenza del Dragone sul mondo e accaparrarsi le materie prime. Davanti al braccio di ferro tra Usa e Cina, l’Ue sta a guardare. Mentre si suicida con il green. Dimenticate gli ideali dell’Occidente. Democrazia, libertà, diritto internazionale non sono mai stati al centro di Absolute resolve, nome in codice con cui gli Stati Uniti hanno chiamato la loro operazione speciale in Venezuela. L’arresto di Maduro ha come unico motivo ispiratore gli affari e il controllo geopolitico delle materie prime che consentono all’America di mantenere il predominio economico sul mondo. Trump ha deciso di intervenire in Sud America e minaccia di prendersi, con le buone o le cattive, la Groenlandia perché vuole limitare l’attivismo della Cina a livello globale. In discussione c’è la cosiddetta Via della seta, che non è un’autostrada ma una strategia commerciale e politica per estendere l’influenza di Pechino sul resto del mondo, a partire dall’Africa e dall’Europa per finire appunto alla parte meridionale del continente americano. Continua a leggere
La battaglia sulla data del referendum cela il tentativo del Csm di sfruttare i tempi tecnici dei decreti attuativi della riforma. E rinnovare l’organo di autogoverno con le regole vecchie, evitando i sorteggi ammazza-correnti. Sono passati più di due mesi dal giorno in cui il Parlamento ha approvato la riforma della giustizia, ma ancora non si conosce la data nella quale gli italiani saranno chiamati a confermare o meno nell’urna la sua validità, passaggio reso obbligatorio dal fatto che in Aula non si è raggiunta la maggioranza dei due terzi. Vi risparmio il perché e il percome di questo stallo: parliamo infatti di tecnicismi degni di Azzeccagarbugli, avvocato manzoniano delle cause perse più attento al proprio interesse che a quello del cliente, cioè - nel caso in questione - a quello dei magistrati rispetto a quello dei cittadini. La maggioranza vorrebbe indire il referendum il più presto possibile, magistrati e opposizione mai o, in subordine, il più tardi possibile. In mezzo ci sono il presidente Sergio Mattarella, al quale spetta l’ultima parola, e le tavole della legge che, come noto, in Italia non sono incise nella pietra bensì scritte con inchiostro simpatico, quello che scompare e riappare a seconda di chi legge. Continua a leggere
I giornali progressisti frignano per l’interventismo della Casa Bianca su Caracas e vanno in tilt: puntano il dito sull’uso della forza, pur sapendo che è stato rivolto verso un dittatore sanguinario. Con un paradosso: si ritrovano (proprio loro) a difendere la sovranità. Sono sempre tutti velocissimi e lestissimi a stigmatizzare il gangsterismo altrui. Lo fa, con i consueti toni moderati, Alan Friedman sulla Stampa, spiegando che Donald Trump è decisamente peggiore di tutti i precedenti inquilini della Casa Bianca a partire da Teddy Roosevelt, maestro di imperialismo e interventismo. The Donald, dice Friedman, ha trasformato gli Usa «da poliziotto occasionale a gangster globale». Gianni Riotta e Concita De Gregorio, su Repubblica, si muovono con passi appena più felpati sulla stessa linea. Il primo rimpiange «il saggio Harry Truman che guida alla democrazia Germania, Giappone e Italia» (sorvoliamo sulle bombe atomiche e i bombardamenti di Dresda che gli Stati Uniti utilizzarono per giungere alla splendida alba democratica). Continua a leggere
Da Bogotà Petro replica agli States: «Narcotrafficante? Falso, riprendiamo le armi». L’operazione Absolute resolve che ha portato alla cattura del presidente venezuelano, Nicolás Maduro, e della moglie, Cilia Flores, è soltanto la concretizzazione di una nuova fase della politica estera statunitense. Donald Trump lo ha chiaramente spiegato ripartendo dalla cosiddetta Dottrina Monroe, risalente al 1823 e che prende il nome dal presidente americano James Monroe. Questa teoria affermava che gli Stati Uniti dovevano avere una supremazia incontrastata sull’emisfero occidentale, cioè di fatto sulle Americhe. Continua a leggere
A Pisa un magrebino è accusato di violenze su una 14enne ubriaca, poi salvata dal padre. Il giudice però gli dà solo l’obbligo di dimora. A Bologna un albanese, durante una rapina con due complici, sequestra un ragazzino che si trovava in casa da solo. A Pisa passano due mesi e, davanti a un’indagine per violenza sessuale aggravata su una quattordicenne, la risposta è un obbligo di dimora. Solo un confine geografico da non superare. A Bologna, invece, passa più di un anno e, per una rapina in abitazione con un diciassettenne immobilizzato con delle fascette da elettricista, viene individuato e arrestato uno dei tre aggressori. Gli altri restano un’ombra. Continua a leggere
Le salme di cinque giovani vittime del rogo a Crans-Montana sono state portate a Milano e a Roma. I medici del Niguarda: «Ricoverati in gravi condizioni, è una battaglia». Giorgia Meloni: «Messa d’unità nazionale per loro». In un video del 2020 un barman invita i clienti a tenere lontane le candele dai soffitti. I titolari francesi del locale stavano per ampliare i posti a sedere eliminando un’uscita. Lo speciale contiene due articoli Continua a leggere