La Relazione annuale sulla sicurezza descrive uno scenario internazionale sempre più instabile. Il terrorismo jihadista, le strategie ibride della Russia, l’influenza dell’Iran in Medio Oriente e l’uso crescente delle tecnologie digitali ridisegnano le minacce per l’Italia e per l’Europa. Clicca qui sotto per scaricare e consultare la Relazione annuale sulla sicurezza. Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza.pdf Continua a leggere
Il 6 novembre 2023 Italia e Albania firmano un protocollo per la costruzione di due centri per migranti in territorio albanese, gestiti e finanziati dall'Italia. Obiettivo dichiarato: esternalizzare parte della gestione delle richieste d'asilo per alleggerire il sistema italiano. Il progetto, primo del genere in Europa, prevede centri a Shengjin (hotspot portuale) e Gjader (centro trattenimento ed espulsioni) con capacità iniziale 3.000 persone all'anno. Dal novembre 2023 all'operatività dei primi trasferimenti nell'ottobre 2024, tra costruzione accelerata, costi crescenti (1 miliardo di euro stimato in 5 anni), sentenze della magistratura che bloccano i trattenimenti, polemiche politiche e attenzione internazionale: questa è la cronistoria completa dell'accordo Italia-Albania sui migranti, dalle origini alle prospettive future. Continua a leggere
L’attacco israelo-americano contro l’Iran ha innescato la reazione piccata della Corea del Nord. Ma, al di là della retorica, qual è la vera posizione di Pyongyang su questo dossier? A prima vista, la condanna del regime di Kim Jong-un sembrerebbe inappellabile. Il governo nordcoreano ha detto che l’offensiva israelo-americana contro Teheran “costituisce un atto di aggressione del tutto illegale e la forma più vile di violazione della sovranità nella sua natura”. Non bisogna del resto trascurare che, nel 2024, Pyongyang inviò in Iran una propria delegazione: il che fece sospettare che, al di là della volontà di diminuire l’isolamento internazionale, Kim Jong-un puntasse a una cooperazione in materia di energia nucleare. Continua a leggere
Il 9 marzo 1976 una cabina si schiantò per la rottura della fune portante causando 42 vittime ed una sola superstite. L'incidente fu causato da negligenza e imperizia degli addetti. È ancora oggi il disastro funiviario più grave del mondo. Continua a leggere
Maurizio Belpietro interviene a proposito dell'allarmante vicenda dei Trevallion: «È un sequestro di minori ad opera di uno Stato etico che agisce con la complicità di giustizia minorile e assistenti sociali». Continua a leggere
«Si deve votare Sì per dare più diritti ai cittadini e più libertà ai magistrati dai vincoli delle correnti. Con il sorteggio si andrà avanti per merito e non per appartenenza correntizia. Questa è una riforma attesa da 30 anni». Lo dichiara il professor Nicolò Zanon, presidente del «Comitato Sì Riforma», nel corso del forum Ansa. «Il 99% delle richieste di intercettazioni viene accettato dal GIP, così come la richiesta di proroga delle indagini: c’è un sostanziale appiattimento e il giudice finisce per condividere una cultura di scopo». È quanto afferma, sempre nel corso del forum Ansa Francesco Petrelli, presidente del «Comitato Camere Penali per il Sì». Continua a leggere
Si arricchisce grazie a PayPal, che inventa insieme a Musk. Ma la sua ambizione è dotare il potere dell’arma più efficace: l’analisi dei dati. È quello che fa dal 2003 con Palantir, gigante che oggi vale 300 miliardi di dollari. Per lui l’uguaglianza politica è incompatibile con la libertà e con l’innovazione. La mediazione produce soluzioni inefficaci. Dalle comunità «galleggianti» in acque internazionali al patto tra cittadini online. Obiettivo: superare lo Stato. Lo speciale contiene tre articoli. Continua a leggere
L’economista: «Per la Ue tassare i servizi Usa è un’opzione, ma è meglio non fare la voce grossa: si rischia l’inflazione. La linea dialogante della Meloni può pagare, Macron si differenzia solo per ragioni di visibilità». Più di un americano su due, secondo dei recenti sondaggi, pensa che Trump con l’avanzare dell’età sia diventato imprevedibile. E le sue ultime decisioni in politica estera e interna lo dimostrano. «Come anche il suo discorso di puro trumpismo al Congresso di un’ora e 48 minuti della scorsa settimana» aggiunge Marco Fortis, economista e direttore della Fondazione Edison, che per definire il presidente Usa utilizza un aggettivo che ci colpisce, ovvero «Trump è bizzoso». Continua a leggere
Decreto cautelare del Consiglio di Stato: stop provvisorio al subentro di F2i SGR nella concessione del Porto di Lavagna. Accolta l’istanza dell’Associazione Marina d’Europa presieduta da Roberto Formigoni. Decisione collegiale attesa il 12 marzo. Continua a leggere
Catello Maresca magistrato, ex sostituto procuratore a Napoli: «Sarebbe un peccato perdere questa opportunità per calcoli di partito, condannando la giustizia ad altri decenni di agonia». Continua a leggere
Lo ha detto all’Ansa Shervin Haravi, avvocata e attivista iraniana, parlando anche delle giocatrici della nazionale femminile di calcio dell’Iran che si sono rifiutate di cantare l’inno della Repubblica islamica. «Questo rifiuto e questa presa di posizione dimostrano una delle più importanti forme di disobbedienza civile portate avanti dalle donne iraniane che vivono delle preoccupazioni continue e sono tristi per tutto quello che sta accadendo nel loro Paese, perché non è possibile pensare che qualcuno sia felice della guerra.Nessuno è felice della guerra, anche se una parte degli iraniani sta accettando anche l’intervento militare, ma perché ha quel minimo di speranza che il regime possa cadere. Si deve cercare di porre fine a questo conflitto il prima possibile e procedere con una via che porti alla fine di questo regime e l’inizio di un processo di democratizzazione dell’Iran. Il coraggio è la forma di disobbedienza più forte delle iraniane». Continua a leggere
L’analista Gianandrea Gaiani: «È un conflitto per l’energia: Trump pensa ai suoi interessi, facciamolo pure noi. Basta con la sudditanza agli Usa. E con il Golfo in fiamme ci serve l’energia russa». Continua a leggere
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L’ambasciatore Ettore Sequi: «Netanyahu vuol far cadere il regime. I Paesi arabi temono sia una Teheran più aggressiva, sia l’ implosione». Continua a leggere
Trump ricorda agli ayatollah che gli Stati Uniti «stanno vincendo» e che il loro futuro capo deve avere l’ok della Casa Bianca: «Altrimenti tra cinque anni rifaremo lo stesso...». Oggi Macron a Cipro. Starmer apre al tycoon sull’uso delle basi britanniche. A dettare l’agenda della guerra è Donald Trump con i leader europei che paiono comparse sbiadite e che cercano in qualche modo di apparire (Emmanuel Macron è maestro in questo) mentre Israele, a cui è demandato il lavoro sporco, s’incarica d’inverare le posizioni del presidente americano che vuole chiudere in fretta la pratica Iran. Continua a leggere
L’Assemblea religiosa avrebbe «investito» Mojtaba, il secondogenito del leader eliminato da Washington. Si allontana l’ipotesi di una tregua: Trump lo considera una figura «inaccettabile» e organica ai pasdaran. Nel Golfo attacchi e ritorsioni anche contro i siti di desalinizzazione che assicurano le forniture potabili. Scenario «apocalittico» dopo i raid sulle raffinerie di Teheran. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 9 marzo con Carlo Cambi Continua a leggere
Meloni intervistata da Mario Giordano su Rete 4: «Non entreremo in guerra ma rischiamo di essere toccati dalle sue conseguenze su economia e sicurezza interna. Siamo mobilitatissimi contro eventuali minacce terroristiche. Il referendum? Occasione unica». Continua a leggere
Una medaglia mai data per scadenza dei termini, un atto eroico in quella che viene definita la Guerra dimenticata. Ecco la storia di Royce Williams. Continua a leggere
Annuncio di Meloni a «Fuori dal coro»: «Nordio li sta per inviare». Salvini sfida i giudici: «Pronto ad andare in Abruzzo, ci sono persone senza anima che fanno soffrire mamme e bimbi. Vedrò il Garante dell’infanzia». A questo punto, l’ultima speranza a cui aggrapparsi rimane la politica. Il Tribunale dei minori dell’Aquila, con tutta evidenza, non ha alcuna intenzione di dialogare con la famiglia nel bosco e così tutte le istituzioni coinvolte in questa assurda vicenda. L’ultimo provvedimento con cui il giudice ha decretato l’allontanamento dei bambini dei Trevallion da mamma Catherine è il segno evidente e indelebile di una chiusura totale. Continua a leggere
Caro Mister Prezzi, le scrivo questa cartolina perché, improvvisamente, mi sono ricordato della sua esistenza. Che strano eh? Ogni volta che c’è un aumento sconsiderato dei prezzi, salta fuori che in Italia abbiamo Mister Prezzi, cioè lei, un funzionario del ministero incaricato proprio di controllare gli aumenti sconsiderati dei prezzi. Continua a leggere
«Che barba, che noia; che barba, che noia». A sentire certe argomentazioni del Pd viene proprio in mente il celebre siparietto fra Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, con lei a scalciare sotto le coperte e lui a leggere il giornale mentre sono a letto. Non passa giorno senza che qualche esponente del Partito democratico si alzi e reclami un chiarimento da parte del presidente del Consiglio. Continua a leggere
Il presidente Usa: «Poi i prezzi scenderanno velocemente». Allarme gas per l’Europa. Ieri l’Us Oil, un cosiddetto “contratto per Differenza” (Cfd) che replica l’andamento del prezzo del petrolio Wti americano, era scambiato in rialzo del 22% rispetto a venerdì a 112 dollari al barile. Il valore dell’Us Oil segue solitamente il prezzo dei futures sul greggio statunitense, per questo è tenuto d’occhio durante i weekend - quando gli scambi tradizionali sono chiusi - così da dare una idea agli investitori su come si muoverà il prezzo vero del petrolio. Continua a leggere
Quattro giovani in fuga dai carabinieri ammazzano con un’auto una donna di 89 anni In questo caso, però, i minori restano affidati alle madri dentro alle roulotte: perché? Continua a leggere
«Negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime settimane, attorno a questo referendum si è creato un clima di forte confusione, polemiche, semplificazioni, slogan e talvolta informazioni parziali o peggio completamente distorte. Perché se un magistrato sbaglia, se è negligente, nella maggior parte dei casi non succede nulla», lo dice il premier Giorgia Meloni nel video postato sui social sul referendum. «Sono storture che negli 80 anni di storia della Repubblica Italiana non siamo mai riusciti a correggere. Abbiamo fatto riforme in tantissimi ambiti, ma sulla giustizia mai in maniera sostanziale, perché a ogni tentativo la reazione è stata sproporzionata. La sinistra si oppone a qualsiasi forma di modernizzazione di questa nazione», ha aggiunto. Continua a leggere