Rassegna Stampa Quotidiani
La Verità
«La donna Eleventy: autentica e sicura di sé»
47 minuti fa | Sab 28 Feb 2026 19:02

Il cofondatore del brand: «Noi siamo no-logo: vendiamo un prodotto, non un simbolo. Vogliamo che le nostre clienti si avvicinino per la qualità dei materiali e della costruzione. La giacca nuvola è realizzata con una macchina unica al mondo situata a Brescia» Continua a leggere

«Donne si nasce»: le femministe insorgono
1 ora fa | Sab 28 Feb 2026 18:48

A Bologna viene annullata, dopo le rimostranze delle attiviste, la presentazione del libro di Adriana Cavarero e Olivia Guaraldo. Il collettivo Non una di meno: «Il nostro è legittimo conflitto politico». Invece il ministro Roccella, su Tivù Verità, la chiama censura. Continua a leggere

Ursula sputa sulla democrazia e applica subito il Mercosur
1 ora fa | Sab 28 Feb 2026 18:22

Blitz della Commissione: applicherà «provvisoriamente» l’intesa commerciale con i Paesi sudamericani. La Von der Leyen blatera di «indipendenza» ma è sotto scacco del Consiglio Ue. Cioè delle singole nazioni. Chissà se è anche questo un esempio di «resilienza democratica»: la Commissione Ue ha deciso di applicare «provvisoriamente» il Mercosur, il contestato trattato di libero scambio con i Paesi del Sudamerica. Contestato non solo da contadini col trattore, ma pure dalla Francia - ieri, Emmanuel Macron ha parlato di «brutta sorpresa» - e dall’Eurocamera, che si era rivolta alla Corte di giustizia europea. Continua a leggere

Sanremo 2026, la scaletta della finale: l’ordine di uscita dei 30 Big e gli ospiti dell’ultima serata
2 ore fa | Sab 28 Feb 2026 17:35

All’Ariston l’atto conclusivo della 76ª edizione del Festival di Sanremo: tutti i Campioni tornano in gara prima del verdetto finale. Ospiti Andrea Bocelli, i Pooh al Suzuki Stage e collegamento con Max Pezzali dalla nave Costa Toscana. Stasera si chiude il sipario sulla 76ª edizione del Festival. L’ultima serata, quella che consegna il Leone d’oro e il biglietto per l’Europa, si apre alle 20.40 su Raiuno con la sigla dell’Eurovisione e con i padroni di casa: Carlo Conti e Laura Pausini, affiancati per la finalissima da Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica. Clicca qui per scaricare e consultare la scaletta della finale. Finale Sanremo 2026 - La scaletta.pdf Continua a leggere

Teheran, l’errore di calcolo su Trump: quando la diplomazia rituale diventa provocazione
2 ore fa | Sab 28 Feb 2026 17:05

L’Iran ha affrontato il negoziato con Donald Trump come se fosse l’ennesimo capitolo di una lunga partita tattica con Washington. Ma questa volta l’interlocutore non era un presidente disposto a diluire il confronto nel tempo. Le riunioni senza esito e la strategia dell’attesa si sono trasformate in un boomerang geopolitico. Continua a leggere

Tajani: «Nessun italiano coinvolto negli attacchi in Iran e nel Golfo»
3 ore fa | Sab 28 Feb 2026 16:10

«Non sarà una guerra lampo», ha dichiarato il ministro degli Esteri informando la stampa sugli sviluppi dell’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran. Continua a leggere

Il Sanremo di Conti va di traverso a chi pretendeva il carrozzone woke
4 ore fa | Sab 28 Feb 2026 15:00

La kermesse ha una chiara vena sociale: sul palco si sono susseguiti temi cari alle famiglie tradizionali, senza comizi e lustrini Lgbt. Per qualcuno è un difetto, in realtà (lo dice anche l’Auditel) questo festival piace. Un Festival di Sanremo più sociale e meno social. Più nazionalpopolare e meno mainstream. Più comunitario e meno community. Sembrano sfumature: non lo sono. Intanto. Alla terza serata, più movimentata e vivace e con ospiti di qualità, da Mogol a Ubaldo Pantani, da Eros Ramazzotti a Alicia Keys, anche gli ascolti sono risaliti. Continua a leggere

«Alla Pop Bari oltre 1 miliardo pagato dagli azionisti col sangue»
5 ore fa | Sab 28 Feb 2026 14:00

Dura requisitoria del procuratore sulla banca fallita: «Bilanci costantemente falsificati». È ripreso ieri - con l’inizio della requisitoria del procuratore capo della Repubblica del tribunale del capoluogo pugliese Roberto Rossi - davanti al tribunale di Bari il processo a carico di Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, rispettivamente ex presidente ed ex vicedirettore generale della Banca popolare di Bari, imputati per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza. Entrambi furono sottoposti agli arresti domiciliari il 31 gennaio del 2020. In un’intercettazione agli atti dell’inchiesta, ricordata ieri in aula dal procuratore, Marco Jacobini aveva detto al figlio Gianluca: «La banca sei tu». Continua a leggere

Agli operai Stellantis premi azzerati. A Elkann 2,45 milioni
6 ore fa | Sab 28 Feb 2026 13:00

Nonostante 22 miliardi di perdite Jaki prende più di incentivi che di parte fissa. Nel 2025, 12 milioni all’ex ad Carlos Tavares. Maurizio Landini si è opposto all’intesa sui rider e ai rinnovi di infermieri e medici Pa: 3,5 miliardi per 730.000 lavoratori. La scusa è che si deve ottenere di più, così non si firma nulla. Lo speciale contiene due articoli Continua a leggere

Bruxelles promuove il modello Albania: «Protocollo in linea con le regole Ue»
8 ore fa | Sab 28 Feb 2026 11:00

Un portavoce della Commissione smentisce i progressisti. Forza Italia in visita: «Centri ordinati e assolutamente civili». Il protocollo Italia Albania è in linea con le regole comunitarie. A dirlo è la Commissione europea, in barba a tutte le sentenze che in questi lunghi mesi hanno provato a fermare l’azione del governo. Il portavoce dell’esecutivo Ue, Markus Lammert, durante un briefing con la stampa a Bruxelles ha infatti spiegato che «in linea di principio, il modo in cui il protocollo Italia-Albania viene attuato è in linea con il diritto Ue». Continua a leggere

Non Sparate sul Pianista | Targa: «I figli del Ring di Wagner da Star Wars a Tolkien»
8 ore fa | Sab 28 Feb 2026 11:00

Alla vigilia del ritorno del Ring di Wagner al Teatro alla Scala, Marco Targa, presidente dell’Associazione Wagneriana Milano, ci introduce nel mondo di uno dei compositori che più hanno influenzato la cultura dei nostri giorni, dal cinema alla letteratura Continua a leggere

Forteto, mai puniti pure i sodali dell’Epstein italiano
9 ore fa | Sab 28 Feb 2026 10:00

La dinamica presenta notevoli somiglianze: l’ideatore del Forteto, Rodolfo Fiesoli, dopo una prima condanna nel 1985 per abusi sui minori, continuò ad agire indisturbato e a molestare fino al 2010. E come il miliardario americano, era coperto da una vasta rete di potenti. Se si osserva con attenzione, si nota che il mostruoso caso di Jeffrey Epstein presenta notevoli somiglianze con una storia italiana altrettanto e forse per certi versi persino più spaventosa. È la vicenda del Forteto, la comunità di Vicchio, in provincia di Firenze, in cui venivano inviati minorenni tolti alle famiglie o problematici che invece di essere seguiti e curati venivano vessati e abusati. Tre sentenze in momenti diversi hanno dimostrato che il Forteto non era una comunità e nemmeno una struttura protetta, non lo era per la verità nemmeno formalmente. Continua a leggere

I Paesi del mondo con più anziani
10 ore fa | Sab 28 Feb 2026 09:30

Continua a leggere

Clinton più grottesco della moglie: «Epstein? Non sapevo fosse un orco»
10 ore fa | Sab 28 Feb 2026 09:00

Al contrario di Hillary, Bill non può provare a negare di aver conosciuto il pedofilo: allora la butta sulla «breve frequentazione» interrotta non appena appreso dei crimini (di cui non aveva visto nulla...). Tutto poco credibile. Teodorani voleva presentargli Pilar Fogliati. L’attrice, che era a Sanremo, compare nei messaggi tra il nipote di Agnelli e il magnate. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere

Israele e Stati Uniti attaccano L'Iran
12 ore fa | Sab 28 Feb 2026 07:33

A dare l'annuncio il ministro della Difesa dello Stato Ebraico, Israel Katz, dichiarando lo stato di emergenza immediato in tutto il Paese. La Farnesina ha istituita un'unità di crisi in contatto con le ambasciate a Teheran e Tel Aviv. Tajani: «La priorità è la sicurezza dei nostri connazionali». Continua a leggere

Ci sono altre morti sospette tra i piccoli: l’indagine sul sistema Monaldi s’allarga
12 ore fa | Sab 28 Feb 2026 07:00

Dopo un esposto, la Procura farà accertamenti su due decessi. Tra cui una bimba che attendeva il trapianto. Parla la mamma di Domenico: «Condizioni inadeguate, facevo io le pulizie». Il no del Bambino Gesù al trapianto: «Infezione attiva e incontrollata». Nella relazione della Regione emerge pure «comunicazione inefficace tra le équipe». Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere

Verità per Domenico
13 ore fa | Sab 28 Feb 2026 06:00

Una catena di errori ha ucciso il piccolo dal cuore malato e anche, per la seconda volta, il bimbo che gliene aveva donato uno nuovo, bruciato da adulti inadeguati. Ma i medici non sono i soli responsabili: anche la politica deve rispondere di tanta incuria. L’altra sera ero ospite di Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio. Si parlava della straziante morte del piccolo Domenico Caliendo. Erano ospiti anche la mamma, la signora Patrizia Mercolino, e l’avvocato Francesco Petruzzi. Non avevo occhi che per quella signora. Ma c’è stato un momento - confesso - in cui avrei davvero voluto abbracciarla; è stato quando il legale ha raccontato che il bambino sarebbe rimasto col torace aperto senza il cuore per almeno 14-15 minuti. «Il cuore malato di Domenico era già stato espiantato ed era poggiato su un piccolo telo verde del banco accanto al lettino». Continua a leggere

La riforma assicura il giusto processo. E la Carta è già stata modificata 46 volte
13 ore fa | Sab 28 Feb 2026 05:58

Ciò che davvero spaventa il fronte del No è il sorteggio del Csm: i nuovi membri non avrebbero «debiti» nei confronti delle correnti. Quella che si sta affrontando verrà ricordata come la campagna referendaria delle allusioni e delle suggestioni, dei sospetti e delle riserve mentali, dove il grande assente è il dibattito sul testo normativo e sulle sue reali implicazioni. Sembra esserci quasi una gara a chi delinea gli scenari più catastrofistici, evocando una sorta di Blade runner giudiziario. Anche voci autorevoli fondano la loro contrarietà alla riforma sulla asserita intangibilità e immodificabilità della Costituzione («La Costituzione non si tocca») e sul fatto che, in ogni caso, non lo si potrebbe fare a colpi di maggioranza. Senza voler scomodare il dato testuale dell’articolo 138, che non solo prevede la possibilità di revisione, ma anche la procedura rafforzata dal referendum confermativo in assenza del raggiungimento del quorum dei due terzi, è la storia recente e meno recente a smentire queste asserzioni. Dal 1948 ad oggi la nostra Carta è stata modificata 46 volte, con una media di circa un intervento ogni due anni. Di essi, venti sono state vere e proprie riforme della Costituzione, mentre le altre 26 hanno riguardato principalmente l’approvazione o la modifica degli statuti delle Regioni a statuto speciale. Ancora dal 2001 ad oggi tutte le leggi di revisione costituzionale sono state approvate a maggioranza assoluta, tanto è che quello del 22-23 marzo sarà il quinto referendum confermativo degli ultimi 25 anni. Nel 2001 furono sostituiti sette articoli (114, 116, 117, 118, 119, 120, 127), modificati due e abrogati sei (115, 124, 125 comma 1, 128, 129 e 130) e si intervenne, tra le altre cose, per ridefinire le materie rientranti nella potestà legislativa esclusiva e concorrente dello Stato e delle Regioni (compresa la materia sanitaria) e per introdurre il principio del federalismo fiscale. In sostanza si intervenne sul diritto alla salute dei cittadini senza che vi fosse una piena convergenza parlamentare. Giusto per la cronaca, a quel referendum votarono poco più di un terzo degli aventi diritto. Più di recente, nel 2016, la legge Renzi-Boschi aveva previsto la modifica di 47 articoli, con revisione dei Titoli I, II, III, V e VI della Parte II della Costituzione. Essa riguardava il superamento del bicameralismo perfetto, il Senato, le Province, il Cnel e i procedimenti legislativi. Ebbene, in quell’occasione nessun comitato del No fu istituito dall’Anm e non ci furono proclami oracolari di rischio democratico. Giusto per rimanere aderenti alla realtà e per sgombrare il campo da tesi capziose sullo stravolgimento della Carta fondamentale, nelle prossime settimane saremo chiamati a esprimerci sulla modifica sostanziale di soli due articoli (104 e 105), mentre gli altri cinque (87, 102, 106, 107 e 110) sono lambiti per mere ragioni di raccordo sistematico. Superate le pregiudiziali di distrazione di massa, la separazione delle carriere, piaccia o non piaccia, costituisce il naturale approdo e completamento della riforma Vassalli, dell’introduzione del giusto processo e in parte anche della legge Cartabia sui cambi di funzione. Rappresenta il pezzo di disciplina costituzionale mancante all’architettura del processo di parti disegnato dalla riforma dell’articolo 111, fondato sulla sottrazione della prova al pm e sul contraddittorio davanti al giudice chiamato a decidere secondo imparzialità. La separazione ordinamentale, in particolare, coniuga virtuosamente due esigenze fondamentali di uno Stato democratico: la attitudine del giudice ad assicurare l’equilibrio dei rapporti interni al contraddittorio processuale e l’indispensabile fiducia dei cittadini verso la funzione di garanzia della giurisdizione, che è e deve apparire, per definizione, il luogo di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali. Non c’è, testi e previsioni normative alla mano, al di là delle letture dietrologiche e complottiste, alcun pericolo di sottoposizione del pm all’esecutivo: il nuovo articolo 104 della Costituzione ribadisce che la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, prevedendo soltanto una diversificazione tra la carriera giudicante e quella requirente. Non vengono in alcun modo messi in discussione né il principio della sottoposizione dei giudici soltanto alla legge previsto dall’articolo 101, né quello della diversità dei magistrati solo per funzioni contemplato nell’articolo 107 e nemmeno la previsione dell’obbligatorietà dell’azione penale. Del tutto infondati appaiono, poi, i timori - ingenerati, va detto, da improvvide fughe in avanti - di una possibile sottrazione, con legge ordinaria, del controllo e della direzione della polizia giudiziaria da parte del pubblico ministero. L’articolo 109 della Costituzione, non toccato dalla riforma, prevede espressamente che «l’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria». Tale principio è stato di recente ribadito dalla sentenza 229 della Corte costituzionale del 6 dicembre 2018, che, nel dichiarare l’illegittimità del decreto legislativo che prevedeva una sorta di obbligo di informazione alla scala gerarchica delle indagini in corso di svolgimento, ha statuito che l’articolo 109 della Costituzione sancisce, in materia investigativa, una vera e propria dipendenza funzionale della pg all’autorità giudiziaria. Ma il vero elemento di rottura della riforma è il sorteggio. Non a caso l’Associazione nazionale magistrati e il suo comitato del No fingono di strapparsi le vesti per la separazione, ma in realtà sono terrorizzati dal perdere potere e rilevanza con il nuovo meccanismo di designazione. Invece è arrivato il momento di separare L’Anm e le sue correnti dal Csm. Per troppo tempo le scelte consiliari sono state pervase dalla logica della appartenenza piuttosto che dal merito. Non è un caso che sono esponenzialmente aumentate, negli ultimi anni, le pronunce di annullamento della giustizia amministrativa, la quale, a più riprese, ha stigmatizzato l’incapacità del medesimo Consiglio superiore di rispettare la normazione secondaria da esso stesso introdotta per disciplinare l’esercizio della propria discrezionalità. Si auspicava che dopo la vicenda Palamara, che aveva palesato una evidente crisi sistemica, la magistratura tutta, per preservare la propria autorevolezza e la propria immagine, avviasse un percorso di profonda autocritica e abbracciasse la via delle riforme. Invece si è preferito individuare cinque capri espiatori da offrire in pasto all’opinione pubblica e lucrare sul cambio di maggioranze consiliari determinato dalle dimissioni dei soggetti direttamente coinvolti. Costoro non erano il problema, ma il suo sintomo: quello di un patologico rapporto tra un’associazione privata e un’istituzione di rilievo costituzionale. Il sorteggio può essere una soluzione. Esso non è una tombola, come qualcuno afferma, ma il plastico riconoscimento della astratta idoneità di tutti i magistrati a ricoprire l’incarico di consigliere del Csm. A chi sostiene che esso svilirà il merito e umilierà le competenze rispondo che sbaglia premessa. Chi verrà designato per sorteggio non avrà obblighi, né debiti di riconoscenza con nessuna base elettorale, non dovrà rispondere alle indicazioni o ai desiderata di nessuna corrente. Potrà e dovrà valutare i colleghi esclusivamente sulla base del valore individuale, dei curriculum e delle capacità professionali. Ma poi, e credo con un’argomentazione tombale e definitiva, perché un magistrato, in regola con le sue valutazioni, senza carichi pendenti penali e disciplinari e con una discreta anzianità di servizio - credo che saranno queste alcune delle condizioni soggettive di «sorteggiabilità» - può gestire e decidere processi di mafia con decine di imputati ma non potrebbe individuare il miglior candidato possibile per una qualunque presidenza di Tribunale? Ai cittadini la risposta. Continua a leggere

Giudici forti col capo staff di Nordio. Il vero obiettivo è sfidare il governo
13 ore fa | Sab 28 Feb 2026 05:57

L’indagine sul caso Almasri a carico della Bartolozzi, che non gode dell’immunità, sembra una strategia per portare in aula anche il ministro della Giustizia e Piantedosi come testimoni. La memoria va a Enzo Carra. L’avviso di conclusione indagini, preludio di un processo, a carico di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Nordio, mi ha riportato alla memoria un episodio di tanti anni fa. Era il 4 marzo del 1993 quando il pool di Mani pulite dispose l’arresto di Enzo Carra, portavoce dell’allora segretario della Dc, Arnaldo Forlani. A San Vittore, carcere milanese dove stazionavano perennemente i cronisti, fu portato in manette e la foto del giornalista con gli schiavettoni (prima di diventare capo ufficio stampa della Democrazia cristiana era stato a lungo redattore ed editorialista del quotidiano romano Il Tempo) fece il giro delle redazioni. Continua a leggere

L’Ordine sospende solo per i vaccini
13 ore fa | Sab 28 Feb 2026 05:57

Incredibile lassismo nei confronti di un anestesista condannato per sette omicidi volontari e lasciato in servizio. Il provvedimento dell’Asst Lecco arriva dopo 12 anni. Ci ha pensato 12 anni l’Ordine dei medici per sospendere un medico anestesista rianimatore, colpevole di sette omicidi volontari. Nessuna lunga riflessione e radiazioni velocissime invece per i sanitari che durante la pandemia Covid, senza ammazzare nessuno, si sono rifiutati di sottoporsi alla vaccinazione anti coronavirus e così, oltre a essere bollati come medici «no vax», sono stati accusati di non rispettare «un dovere etico e deontologico». Continua a leggere

L’Anm piazza i cartelloni in tribunale e «invade» persino i circoli della GdF
13 ore fa | Sab 28 Feb 2026 05:56

Buffet e dj set a 60 euro in una sede delle Fiamme gialle. Ma salta tutto causa proteste. Il fronte del No al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia sta usando ogni mezzo per provare a vincere la tenzone. Nel tribunale di Reggio Calabria sono stati collocati sei pannelli di grandi dimensioni che riassumono in modo strumentale le modifiche volute dal governo. Il locale Ordine degli avvocati ha subito espresso «la più ferma contrarietà verso l’iniziativa» e ha auspicato l’immediata rimozione del «materiale propagandistico», augurandosi che non si ripetano più «simili episodi». Continua a leggere

Ex Ilva, 11 cittadini licenziano 20.000 famiglie
13 ore fa | Sab 28 Feb 2026 05:55

I giudici hanno accolto l’istanza per i pericoli ambientali chiedendo la sospensione delle attività: l’azienda è a un passo dal crac. Sono attese le decisioni degli acquirenti (fondo Flacks). E Urso avverte: a rischio il prestito da 390 milioni che garantiva continuità. All’indomani della decisione dei giudici del tribunale di Milano che hanno disposto la sospensione dell’attività produttiva dell’ex Ilva, dal 24 agosto, se non adeguerà l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), la strada per uscire dall’impasse si fa sempre più in salita. Continua a leggere

Tram deraglia, due morti a Milano. Il conducente: «Ho avuto un malore»
14 ore fa | Sab 28 Feb 2026 05:30

Il mezzo è uscito dalle rotaie, rischiando anche di ribaltarsi, vicino a piazza Repubblica. Si è schiantato contro un palazzo, nulla da fare per un passante e un passeggero. Altre 39 persone sono rimaste ferite. Nel 2019 il Comune e Atm avevano bandito una gara pubblica internazionale per rinnovare la flotta tranviaria, un accordo quadro fino a 80 nuovi convogli. L’appalto, con un primo contratto da circa 190 milioni di euro, era stato aggiudicato al gruppo svizzero Stadler Rail, con produzione affidata allo stabilimento di Valencia, in Spagna: si era trattato del primo affidamento per i tram milanesi a un costruttore straniero. Continua a leggere

Allarme Meloni sull’Intelligenza artificiale
19 ore fa | Sab 28 Feb 2026 00:00

Per il premier «non sostituisce il lavoro fisico ma il cervello umano. Tante persone rischiano di diventare inutili, abbiamo una legge nazionale per garantire la trasparenza della tecnologia». A Bloomberg: «I dazi di Donald Trump? Un errore, la direzione giusta è l’opposta». L’Intelligenza artificiale come opportunità ma anche come rischio: l’intervento del premier Giorgia Meloni all’evento «Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze» è improntato al più sano realismo. «L’intelligenza artificiale», argomenta il presidente del Consiglio, «è la più dirompente rivoluzione che sta vivendo la nostra epoca. Eravamo abituati a un progresso che aveva come obiettivo quello di ottimizzare le capacità umane e che si concentrava essenzialmente sulla sostituzione del lavoro fisico, in un mondo nel quale l’uomo rimaneva al centro. Continua a leggere

Sanremo 2026, la notte delle cover accende l’Ariston tra duetti e sorprese
20 ore fa | Ven 27 Feb 2026 23:02

Pagelle della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026: duetti, scelte sorprendenti e omaggi alla musica italiana e internazionale. Da Caterina Caselli a Ditonellapiaga con Tony Pitony, passando per Tommaso Paradiso, Tredici Pietro e J-Ax, voti e giudizi alla serata più attesa. Continua a leggere