



Il tycoon prova ad arginare la furia militare dell’alleato israeliano e annuncia (ancora) un imminente accordo di pace con l’Iran: «Due o tre giorni e firmiamo». Anche Teheran ottimista. Ma l’abbattimento di un Apache americano a Hormuz riporta alla cautela. Continuano a registrarsi fibrillazioni tra l’amministrazione Trump e il governo israeliano. «Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa», ha dichiarato il presidente americano, riferendosi a Benjamin Netanyahu. «Tutto quello che ho detto a Netanyahu è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante», ha aggiunto, per poi negare che il premier israeliano lo avesse «sfidato». Continua a leggere
Al via il ventunesimo (e inutile) pacchetto di Bruxelles per provare a piegare Mosca. Il capo di Kiev propone un incontro tra i leader di Ucraina, Russia, Unione europea e Usa per raggiungere la tregua. «L’Ue continuerà a colpire le entrate russe per costringere Mosca a porre fine alla sua guerra, ma dobbiamo privare la Russia non solo del denaro, ma anche delle risorse di cui ha bisogno per finanziare questa guerra». È questo il messaggio, di fatto diretto al presidente russo Vladimir Putin, con cui l’Alto rappresentante per la politica estera Kaja Kallas ha commentato l’ennesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca (il ventunesimo dal 2022) presentato ieri dal presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Continua a leggere
L’ex premier tesse le lodi dell’offerta all’ex istituto «rosso», salvato dai miliardi dei contribuenti: «La dimensione è fondamentale, fare scala». Ma a questi livelli si è arrivati grazie a un lavoro che ha rimediato ai guai dei dem. Quando si tratta di Intesa Sanpaolo o di Benetton e Autostrade, il Pd non riesce mai a trattenersi. E così, dopo un ventennio di coscienza diversamente pulita sul Monte dei Paschi di Siena, la banca dei compagni per eccellenza, il giorno dopo la mossa di Carlo Messina arriva Enrico Letta e benedice urbi et orbi i piani di Intesa su Mps, Mediobanca e Generali. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 10 giugno con Carlo Cambi Continua a leggere
Se i due manager bancari, romani d’origine e abituati a trovarsi a cena, volessero pesare le loro quote nel Leone (oltre il 25%), ogni scalata ostile sarebbe stoppata. Il Ceo della Ca’ de Sass illustra la potenziale gestione patrimoniale in caso di successo dell’operazione: «L’unica offerta in campo è la nostra. Quella di Banco Bpm? Una lettera d’amore». Titoli in guadagno. Con le adesioni all’Ops sale al 37,68% e ben oltre la metà delle azioni con i derivati. Lo speciale contiene tre articoli. Continua a leggere
Nei tribunali la vita di un delinquente vale più di quella di una vittima: per i parenti di un tabaccaio ammazzato disposti 90.000 euro di risarcimento, mentre la famiglia dei ladri uccisi da Mario Roggero si becca ben 780.000 euro. Quanto vale la vita di un tabaccaio o anche di un semplice commerciante? A quanto pare meno di quella di un rapinatore. Lo so che verrò accusato di semplificare, ma non mi riesce di fare altro se non di andare al sodo. Continua a leggere
Tirato in ballo da quanto emerge in commissione Covid, Giuseppi ora minaccia. Il capogruppo di Fdi al Senato, Malan, tira dritto: «Muro di silenzio sulle maxi commesse ai suoi ex colleghi». Montaruli rincara: «Si faccia audire». Ma le opposizioni: «Lisei lasci». L’opposizione da sempre ha scelto la via dell’ostruzionismo in commissione Covid, e adesso che diventa davvero problematico, per l’ex premier Giuseppe Conte, non rispondere a precise domande sulla gestione della pandemia quando commissario per l’emergenza era Domenico Arcuri, si alzano barricate anche in Aula. Continua a leggere
Giorgio Parisi all’evento con Elly Schlein: «L’atomo è una distrazione rispetto ai veri problemi energetici». Intanto i giudici indagano tre soggetti nell’ambito dell’opera voluta da Matteo Salvini. Sono disposti a tutto: pure a fermare un Paese. Un’inchiesta della Procura di Roma scuote i pilastri, per ora solo disegnati nei progetti, del Ponte sullo Stretto di Messina. L’ufficio guidato da Francesco Lo Voi indaga per i reati di corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte. Continua a leggere
In Veneto rissa tra gruppi di nordafricani, in Toscana padre e figlio aggrediti e derubati. E a Sassari gruppi di rider stranieri se le danno per contendersi le zone di consegna. «If we import the third world, we become the third world». Se importi il terzo mondo, diventi il terzo mondo. La frase originale è di Donald Trump Jr. e risale al dicembre 2025. Continua a leggere
L’esercito di Tel Aviv bombarda Tiro, civili in fuga. Caso Flotilla, tensioni con l’Italia. Il fragile cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah sembra ormai compromesso. Nelle ultime ore il movimento sciita libanese sostenuto dall’Iran ha rivendicato 16 attacchi contro le Forze israeliane nel Libano meridionale. Continua a leggere
Il governo ribadisce la sua linea: o l’Unione cambia o è destinata a morire, l’attuale assetto non è al passo coi tempi. Confindustria pungola: «Così gli Ets ci uccidono». «Sono sfide complesse quelle che attendono l’Europa, troppo complesse per essere affrontate con vecchi schemi ideologici e con regole non più attuali, che vanno evidentemente ridiscusse per renderle maggiormente aderenti ai nostri tempi». È solo l’ultimo di una serie di appelli del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che spiega: «Non è tempo di esitare. Occorre un cambio di passo in Europa. Continua a leggere
L’autore e figlio d’arte: «Inventò il “non sense”, ma non fu solo genio. Aveva coraggio, come quando si esibì davanti ai tedeschi». Cesare Rascel, classe 1973, manager e artista, è l’unico figlio di Renato Rascel (1912-1991), straordinario attore di teatro e di cinema e protagonista in Rai di tante performance, ma anche autore e interprete di canzoni. Ne scrisse 480. Continua a leggere
Giovedì via alla kermesse iridata: guardando oltre ai soliti noti, è pieno di talenti accessibili o quasi Kendry Páez (Ecuador) è una perla, il colombiano Richard Rios farebbe comodo a molti, Ayyoub Bouaddi è un piccolo Adrien Rabiot. «Ho capìto che George Best era un fenomeno non guardandolo dribblare ma guardandolo negli occhi». Anni 60 del secolo scorso. Quelli di Matt Busby, leggendario mister del Manchester United, erano tempi da pionieri con la palla di cuoio marrone e i calzettoni senza piede. Continua a leggere
Al via Searah, joint venture che riunisce asset e competenze per creare la principale piattaforma energetica in Indonesia e Malesia Attesi investimenti per 20 miliardi, target di 500.000 barili al giorno entro tre anni. Descalzi fiero: «Business satellitare di qualità». Eni e Petronas hanno annunciato la costituzione ufficiale di Searah, nuova realtà indipendente partecipata al 50% dai due gruppi, che riunisce attività strategiche in Indonesia e Malesia. La società nasce a sette mesi dalla firma dell’accordo di investimento del 3 novembre 2025 e a 16 mesi dal protocollo d’intesa annunciato nel febbraio 2025. Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità del 9 giugno 2026. Il generale Giuseppe Santomartino, docente di intelligence, spiega perché in Medio Oriente la situazione è pericolosissima. Continua a leggere
Davanti al Parlamento spagnolo, Prevost è netto: «Se la vita cessa di essere un valore, che futuro ha la società?». E inneggia alla libertà: «Giusto limitare il potere pubblico». Forse abbiamo la Ratisbona di Prevost, e senza l’incidente di Manuele Paleologo. Primo Papa nella storia a parlare alle Cortes, cioè il Parlamento spagnolo (una tizia di Podemos ha lamentato un affronto alla laicità), Leone XIV ha scandito parole complesse da digerire per Pedro Sànchez, pure ricevuto il mese scorso a Roma (mentre la Guardia Civil perquisiva la sede del Psoe) e incontrato anche ieri privatamente per circa 20 minuti. Continua a leggere
Michielin & C. contro il consenso informato: a rischio i fondi per le coop di amichetti. Se non avessero un secondo fine, sarebbero quasi ammirevoli. E in effetti è esattamente così che vogliono apparire: idealisti coraggiosi che sfidano un potere ottuso e retrogrado. Continua a leggere
Opposizione all’assalto della scelta dell’esecutivo genovese di boicottare la legge sul consenso: «Eludono le norme». E il sindaco si rimangia i diktat sui giornalisti. La giunta di Silvia Salis è sull’orlo di una crisi di nervi, travolta com’è dalle critiche per la gestione della sicurezza cittadina e della comunicazione (blindata) con i media. Ma nelle ultime ore è esploso anche il caso della «resistenza» contro il ddl Valditara che, di fatto, boccia il progetto pilota sull’educazione sessuo-affettiva introdotto in quattro asili cittadini. Continua a leggere
Nonostante il fallimento del piano per tutelare le minoranze, i «bobby» aprono posizioni per la diversità. Il centro che si occupa di monitorare il presunto razzismo delle forze dell’ordine frigna: «Con la morte di Nowak rischia di saltare il nostro progetto». Pare che, dopo la morte di Henry Nowak, non sia cambiato nulla nel Regno Unito. Del resto, basta andare sul sito della polizia britannica per rendersene conto. Sezione nuove assunzioni, figure cercate: la prima si dovrebbe occupare di uguaglianza, diversità, inclusione e diritti umani. Continua a leggere
Un manager di Adaltis spiega il lavoro dietro la maxi prebenda a Luca Di Donna. Giuseppe Conte: «Non troverete mai mie attività illecite». La Cassazione bacchetta i giudici: un errore estendere l’imposizione a tutti i dipendenti delle strutture sanitarie. L’Ausl ora dovrà pagare all’amministrativo gli stipendi negati. Lo speciale contiene due articoli Continua a leggere
Il tycoon vuole un accordo con Teheran prima delle Midterm, Benjamin Netanyahu pressato in patria per colpire più forte Hezbollah. Si fa sempre più traballante l’asse tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Ieri mattina, Israele ha condotto degli attacchi contro obiettivi militari iraniani in risposta a un precedente attacco missilistico che Teheran aveva effettuato ai danni dello Stato ebraico. Continua a leggere
Stavolta, per abbattere il velivolo nel Paese il cui governo era caduto dopo un incidente simile, è servito un jet Nato. L’opposizione sbraita per Giorgia Meloni esclusa dai volenterosi. Berlino la zittisce: «Roma resta fondamentale». Mentre a Londra il vertice fra i Paesi E3, Gran Bretagna, Francia, Germania, e l’Ucraina terminava con richieste di negoziato a condizioni che la Russia giudica irricevibili, sulla frontiera orientale della Nato scattava un nuovo allarme droni che ha portato a un abbattimento nei cieli della Lettonia. Continua a leggere