Il predatore avvistato ripetutamente all’interno del parco. Il Comune: cani sempre al guinzaglio e niente cibo all’aperto
La scuola sarà demolita per far spazio al nuovo polo: festa d’addio per gli studenti degli ultimi 60 anni.
Si intitola Pietre traccianti la mostra che apre oggi alle 18 alla Galleria Rossini (via Rossini 36), con le sculture...
Ast e Torrette, ok all’aumento dei tetti di spesa. Calcinaro: "Così assunzioni e stabilizzazioni".
Se la proposta venisse accolta il Comune di Longiano accederebbe a finanziamenti regionali per il commercio.
Lungo la costa fermana è allarme sicurezza. A dirlo è il consigliere comunale Pd, Paolo Nicolai, che parla di Lido...
Tra i dubbi principali quello sul reale risparmio che secondo l’azienda sarebbe garantito dalla riorganizzazione
Si trova in porto da anni. L’operazione, particolarmente complessa, ha costi stimati di circa 9 milioni, due e mezzo dei quali coperti con un contributo del ministero delle Infrastrutture e trasporti.
La comunità di Galeata ha ricordato nei giorni scorsi il Venerabile Don Giulio Facibeni, "il genio della carità", con la...
Sull’onda emotiva, e non solo, di quanto accaduto a Crans-Montana a Capodanno e con l’obiettivo di prevenire situazioni di...
La Corte d’Appello di Bologna ha confermato integralmente la sentenza pronunciata nel settembre 2024 dal Tribunale di Rimini, che aveva...
Incontro chiarificatore che porta a ricompattare il centrodestra: Forza Italia vuole vedere prima del voto i primi provvedimenti su sport e Irpef
Dopo la tradizionale sfilata di tutti i carri allegorici il concerto ospitato da piazza Garibaldi.
Dal concerto del 2 agosto in piazza Maggiore all’attenzione per l’8 marzo. E la collaborazione con il progetto per i detenuti ’Uscire per motivi spettacolari’.
“Prima che per gli aspetti commerciali, l’accordo di libero scambio tra Europa e India è importante per il suo significato politico. E’ il segnale che si può vivere, temporaneamente, anche senza St... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti
La bella notizia è che quello tra Monticelli e la Piceno Aprutina si avvia verso il completamento, la brutta è che ancora una volta con lo stop in vallata i mezzi pesanti andranno sulla Salaria.
I servizi di controllo sul territorio di Tolentino saranno rafforzati contro i furti (nella foto, i ladri ripresi dalle telecamere)....
Procedono come da cronoprogramma i lavori, da oltre tre milioni di euro, che porteranno alla realizzazione di un ospedale di...
Domenica Valerio Ferri propone per tutti il laboratorio delle carni con degustazione: "Salviamo le nostre radici".
Evangelisti e Sassone sui lavori ‘intreccianti’ tra San Donnino e Passante "Occorre una variante. E i cantieri, con i fondi Pnrr, potevano già partire" .
Il 14 febbraio del 2027 si torna nella sede storica
Il pavimento musivo verrà staccato e portato in un magazzino. L’aspetta una nuova sede, che sarà decisa da Soprintendenza e Comune.
Nella colonna dei titoli di un quotidiano online ucraino ieri si leggevano in successione, casuale, queste due notizie: “La Russia attacca l’Ucraina con missili balistici e 146 droni nella notte, 22 località colpite”, e “Trump appende nella Casa Bianca la fotografia sua con Putin”. C’è del metodo. I titolari russi giocano con la carta geografica. La notte di martedì uno di loro, il capo o un sottocapo qualunque, aveva messo il dito su Odessa. Più di 50 droni, condominii sventrati, “almeno” tre morti, si scava ancora, decine di feriti, nel centro della città. I bersagli, ammesso che ce ne siano oltre il mucchio umano, sono quelli che si chiamano pomposamente “infrastrutture”, e sono diventate le cabine elettriche di vicinato, che distribuiscono l’energia a una porzione di quartiere. La notte di mercoledì il dito ha ballato qua e là, da Kyiv a Kryvy Rih, Dnipro, Zaporizhzhia, ancora il porto di Odessa, un ospedale di Kherson, e si è fermato meglio su un treno di passeggeri per Kharkiv, ne ha uccisi “almeno” 5. Intanto, il Center for Strategic and International Studies, in un rapporto aggiornato ripreso dal New York Times, calcola che il totale delle perdite – uccisi o feriti – tra i militari in Ucraina ammonti a circa 1,8 milioni, e che, all’andamento attuale, toccherà i 2 milioni entro la primavera. Le perdite russe sono il doppio di quelle ucraine: i soldati russi morti dal febbraio del 2022 sono 325 mila. 1,2 milioni fra morti, feriti o “dispersi”. I militari ucraini morti dall’inizio della guerra sono calcolati fra 100 e 140 mila. Nel solo 2025 i russi avrebbero perso quasi 35 mila soldati al mese. Un numero di morti incomparabilmente superiore a quello di qualunque altro conflitto dopo la Seconda Guerra: 17 volte di più che in Afghanistan negli anni Settanta, e 11 volte di più che nelle due guerre cecene. Le truppe russe o alleate (15 mila nordcoreani, che hanno avuto a loro volta “almeno” centinaia di morti...) sono tre volte più numerose di quelle ucraine. Un simile bilancio può essere ignorato o sbeffeggiato dai più fanatici o più corrotti amici del regime russo di Putin e nemici dell’Ucraina. E gli altri? Gli altri hanno sostenuto che la resistenza ucraina fosse destinata a priori alla sconfitta, e che la resa fosse la scelta più realistica, ragionevole, o addirittura la più morale. Dopo quattro anni – fra meno di un mese – l’esercito russo controlla il 20 per cento del territorio già ucraino; compresa la Crimea, occupata nel 2014. (Viene da ridere o da piangere a leggere, come ogni giorno da 18 mesi, che “si combatte a Pokrovsk”). Gli ucraini hanno combattuto per difendere la propria terra e la propria libertà; non avrebbero potuto metter fine alla guerra se non al costo di perdere terra e libertà. I russi hanno combattuto su una terra d’altri – che siano stati gli invasori non sanno negarlo nemmeno i loro più sfrenati corifei – e avrebbero potuto, potrebbero, metter fine alla guerra in qualunque momento, semplicemente e unilateralmente decidendolo, anche tenendosi il bottino. A lungo i loro fautori da noi (“in occidente”, stavo per scrivere, ma intanto l’occidente, come dice il nome, è tramontato) hanno sostenuto che fossero Zelensky e l’Ucraina a volere la prosecuzione della guerra: pretesa definitivamente ridicolizzata. Hanno anche deplorato, con uno slancio umanitario, lo sbaraglio cui Zelensky e i suoi mandavano la loro gente, al fronte e nelle case, e il sacrificio cui la condannavano in nome della loro esaltazione nazionalista – o “nazista”... La Russia di Putin ha mandato allo sbaraglio e al sacrificio un numero doppio di suoi cittadini, e continua a farlo al costo di “35 mila soldati al mese”. Chi non se ne accorge, può vantare la sua passione per Putin e il suo regime, ma non ama i russi in carne e ossa, né un’idea decente della Russia.
E’ ripartita la gara demagogica sulle pensioni. Una sfida a chi la spara più grossa iniziata in questo paese dopo l’introduzione della
Un accordo triennale fra Enel e Unipol Arena, tempio dell’intrattenimento che – basti pensare a ultimi concerti come il poker...