Si decide tutto al secondo turno delle elezioni comunali. Emmanuel Macron distrutto dal voto. La destra del Rn vola a Marsiglia. I risultati del primo turno delle elezioni comunali francesi, svoltesi domenica, hanno riservato sorprese, più o meno buone, praticamente per tutti i partiti transalpini. Ma c’è una formazione che è uscita con le ossa rotte: quella macronista insieme ai suoi alleati. In effetti il partito fondato dal presidente Emmanuel Macron ha brillato per il suo scarso radicamento locale. Continua a leggere
A «Fuori dal coro», la storia di Luisa Battisti: si unisce a un egiziano «normale», che si radicalizza dopo il matrimonio. Quando lei rifiuta di convertirsi, lui va in patria e torna con un’altra moglie e dei bimbi che entrano nello stato di famiglia di lei. E scatta il benefit... Luisa Battisti ha 60 anni, fa l’infermiera a Roma. Ha raccontato a Fuori dal Coro come, senza saperlo, si è ritrovata in un matrimonio poligamo. Ma non solo: racconta anche come si sia trovata sola davanti a un processo di radicalizzazione avvenuto in Italia. «Pensavo che da due culture diverse potesse nascere un arricchimento», dice oggi. Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità del 17 marzo 2026. Il nostro Fabio Amendolara spiega come alcuni medici e magistrati ostacolano la lotta alla immigrazione clandestina. Continua a leggere
Il sistema elettorale attuale all’estero, basato sulla corrispondenza, è storicamente oggetto di truffe: dai voti intestati a persone defunte alla compravendita di plichi elettorali. Nonostante le proposte per passare al voto in presenza nei consolati o al voto telematico, il sistema resta invariato tra polemiche e rischi di manipolazione. Continua a leggere
L’Emilia-Romagna ha ridotto i «punti» che davano ai residenti di lunga data più diritti per ottenere una casa popolare. Fdi insorge: prevedere clausole che garantiscano una quota fissa per gli italiani. Anni di residenza e di attesa per un alloggio popolare? Poco importa. Il migrante del Bangladesh in Italia da qualche anno con moglie e figli a carico ha la precedenza. E a Bologna, dove già un alloggio su quattro è assegnato a stranieri, per i cittadini italiani le case popolari potranno diventare un vero e proprio miraggio. Continua a leggere
Nell’ordinanza di sospensione degli otto medici pro clandestini di Ravenna emergono diagnosi smentite a scopo ideologico. E gli extracomunitari tornavano a delinquere. Nell’ordinanza di sospensione per tre degli otto medici del reparto di Malattie infettive del Santa Maria delle Croci di Ravenna c’è un passaggio che mette a fuoco l’ipotesi che abbiano agito per ideologia più che per deontologia: il ribaltamento delle diagnosi formulate dagli psichiatri. È uno degli elementi che risultano dall’analisi del giudice per le indagini preliminari, Federica Lipovscek, di una trentina di certificati utilizzati per dichiarare alcuni stranieri irregolari non idonei al trasferimento nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). Continua a leggere
Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri a margine del Consiglio Affari esteri di Bruxelles. Continua a leggere
Roberto Scarpinato, ex toga oggi M5s, ha chiesto al Csm le carte sulla mia carriera dopo che mi sono esposta sulla politicizzazione della magistratura. Pure Andrea Delmastro è sotto attacco. All’inizio del mese di dicembre, rompendo il riserbo che in questi anni ha caratterizzato la mia attività di magistrato, ho deciso di raccontare la mia storia sulla Verità. Ho scelto di parlare a cuore aperto con i lettori e i cittadini italiani. Nella mia vicenda avevo incrociato uno dei più accesi sostenitori del No al referendum, il senatore dei 5 stelle Roberto Scarpinato, che quando ero pm a Termini Imerese ricopriva il ruolo di procuratore generale di Palermo. Avevo raccontato di come nel corso di una lunga e faticosa indagine che coinvolgeva politici di partiti diversi, mi fosse stato indicato di dare priorità temporale ad alcuni indagati piuttosto che ad altri, per spiegare ai cittadini quanto potere abbiano i pubblici ministeri e quanto possano incidere sulla vita politica. Questo per dire che come contraltare di tale potere - dovere è essenziale spezzare, con il sorteggio, ogni legame reale o anche solo «casuale» tra ideologia politica e magistratura. Continua a leggere
«Veruska D'Angelo? Io non vedo un’assistente sociale. Lei ne ha vista una in giro?». Sono le parole di Marco Femminella, uno dei due avvocati della famiglia del bosco, riferendosi alla professionista con cui da tempo c’è un clima di forte tensione. Il culmine si è registrato dieci giorni fa con l’allontanamento di Catherine Trevallion dalla casa famiglia in cui sono ospitati i suoi tre figli. «Tutta questa sovraesposizione mediatica è diventata un problema, non è più sostenibile – ha aggiunto il legale lasciando il suo studio di Chieti –. Quei poveretti sono assediati, già stanno messi come stanno». Parlando dell’arrivo degli ispettori del Ministero della Giustizia al Tribunale per i minorenni dell'Aquila, Femminella ha sottolineato: «È un argomento che riguarda il ministero e il tribunale. Se ci sono problemi lo sanno loro. Chi ha delle responsabilità se le assume. L’importante è che su questa vicenda torni l’equilibrio». Continua a leggere
Secondo Emanuel Pietrobon, analista di Masirax, anche il dossier sul magnate pedofilo potrebbe aver indotto Trump a iniziare una guerra contro gli ayatollah. Continua a leggere
Pisapia, Ceccanti, Parisi, Calenda, Minniti... Nel Partito democratico, e non solo, fingono di non vedere che tra i loro big c’è chi dice: «Non si vota sul governo Meloni ma su un tema che condividiamo». Nel gruppo pure Pina Picierno e Roberto Giachetti. In risposta a chi dice che voteranno Sì solo massoni deviati e imputati, aumentano gli esponenti di sinistra favorevoli alla riforma Nordio. L’esercito dei riformisti avanza spedito. L’ultimo in ordine di tempo a schierarsi dalla parte del Sì è, Arturo Parisi, promotore dell’Ulivo e delle riforme istituzionali negli anni Novanta, ex ministro della Difesa con Prodi: «Voto Sì per far avanzare una giustizia garantista. Voterò Sì guidato dalla domanda che sta al centro della riforma della separazione delle carriere dei magistrati: la necessità della terzietà del giudice tra chi accusa e chi difende». Continua a leggere
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara interviene sul referendum sulla giustizia, denunciando un clima di totalitarismo strisciante e attacchi personali rivolti a chi sostiene le ragioni del Sì. Continua a leggere
«La notizia la confermo ora: vedrò i genitori degli sfortunati bambini della vicenda del bosco mercoledì prossimo, con buona pace delle polemiche inutili». Lo ha detto Ignazio La Russa, presidente del Senato, in un video diffuso dopo le polemiche sull’incontro con la famiglia. Ha poi aggiunto: «Mi sono divertito molto a leggere una polemica su una non notizia. Diversi esponenti della sinistra hanno ritenuto di polemizzare sulla base di una notizia del quotidiano Il Centro che dava con una certa rilevanza l’informazione che avrei incontrato un mercoledì, senza precisare la data». La Russa ha quindi chiarito: «È esattamente vero che ho espresso alla famiglia la mia solidarietà ed è vero che su questo tema sono stato sempre molto moderato. È esattamente vero che li vedrò, ma non questo mercoledì, perché non c’è aula e non sarò a Roma. L’incontro è previsto per il 25 marzo, cioè dopo il referendum». Continua a leggere
L’ex presidente del Tribunale dei minori di Venezia, Maria Teresa Rossi, aveva riferito di un procedimento per maltrattamenti (inesistente) verso i genitori, che l’avevano denunciata. Caso archiviato, Csm immobile. Continua a leggere
Il vicepresidente della Federazione delle industrie del settore Ettore Fortuna: «Entro un mese sbalzi di 4 centesimi a bottiglia. I fornitori dicono: “Così o non consegniamo”». Continua a leggere
Israele avanza in Libano per ampliare la sua zona cuscinetto Canada, Parigi, Berlino, Roma e Londra invocano negoziati. La chiusura di Bab el-Mandeb interdirebbe il Mediterraneo a 8,8 milioni di barili al dì. Tajani blinda le missioni Ue: «Si possono rafforzare, non estendere al Golfo Persico». Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
Il presidente Usa minaccia la teocrazia: «Finora ho risparmiato gli impianti petroliferi». Poi fa un bilancio: «Armi del nemico decimate». E sui presunti aiuti di Putin: «Difficile recriminare, noi lo abbiamo fatto con Kiev». Witkoff apre un canale con il ministro iraniano. Silenzio di Mosca su Khamenei jr. Da giorni, voci lo danno in Russia per ricevere cure. Teheran: «Non vogliamo tregue». Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
La Commissione annuncia flessibilità sugli aiuti di Stato e una revisione della tassazione sul carbonio. Resta il no all’energia di Mosca. Il premier belga insiste: «In privato molti leader chiedono di riprendere i rapporti». Ci volevano le bombe sull’Iran per svegliare Ursula von der Leyen. Il presidente della Commissione europea, ieri, da Bruxelles ha lanciato segnali di una svolta sulle politiche (suicide) della Ue relative all’energia. Dichiarazioni, quelle della Von der Leyen, contenute in una lettera inviata ai leader degli Stati membri in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo: «I Paesi Ue», scrive la Von der Leyen, «possono concedere un’immediata riduzione del prezzo dell’elettricità alle industrie ad alta intensità energetica più colpite attraverso il quadro vigente in materia di aiuti di Stato. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 17 marzo con Flaminia Camilletti Continua a leggere
Il Belgio rompe il muro: aprire un dialogo con Putin. Senza idrocarburi da Mosca rischiamo la recessione. Il diesel sfiora i 2,1 euro al litro, il governo studia sconti selettivi. Ursula apre all’abolizione delle tasse sulle bollette, però a spese nostre. Intanto rincara l’acqua. Urge una decisione. Ormai è chiaro che i prezzi di gas e petrolio non torneranno presto alla normalità. Per quanto sia auspicabile il contrario, la guerra in Iran è destinata a durare mesi e di conseguenza anche l’instabilità politica dell’intera regione da essa generata. Per altro, comunque vada, ovvero sia che le bombe americane e israeliane vincano la resistenza di Pasdaran e ayatollah, sia che Trump e Netanyahu decidano di fermare il conflitto, lo stretto di Hormuz non sarà liberato in poche settimane. Migliaia di petroliere sono in fila in attesa di avere la certezza di non essere fatte colare a picco dagli iraniani e prima che questo collo di bottiglia sia liberato dall’intasamento ci vorrà tempo. Ma questo è proprio ciò che manca all’Occidente e in particolare all’Europa. L’industria non può assecondare i comodi della politica e nemmeno quelli della guerra. Dunque, oltre a mancare diverse materie prime, c’è il problema dei combustibili, il cui prezzo rischia di diventare insopportabile sia per il mercato sia per i consumi. Continua a leggere
L’ad Andrea Orcel annuncia un’offerta di scambio sulle azioni di Commerzbank (premio del 4%) per superare il 30% e aprire «un confronto costruttivo». Il cancelliere Merz: «Vogliamo mantenere l’indipendenza». Ma Bruxelles non la vede così: serve il consolidamento. Unicredit riprende l’offensiva su Commerzbank. Ieri mattina, prima dell’apertura dei mercati, l’amministratore delegato Andrea Orcel, ha annunciato un’Offerta pubblica volontaria di scambio sulla totalità delle azioni dell’istituto tedesco. Un’operazione in grande stile ma che però, non serve a prendere il controllo. Continua a leggere
Il Pd attacca: l’incontro con la famiglia del bosco è strumentale al referendum. Peccato che avverrà dopo. Forse i progressisti pretendono l’esclusiva sui minori (per educarli). Sono anni che il Partito democratico e la sinistra tutta sembrano ossessionati dalla educazione (o rieducazione) dei fanciulli. Non si perdono un fatto di cronaca nera per sostenere che sia necessario introdurre l’educazione sessuale nelle scuole, sono disponibili a finanziare ogni genere di progetti che puntino a instillare nei più giovani la visione del mondo progressista. Però, quando qualche politico di schieramento avverso compie mezzo gesto per occuparsi di vicende che riguardano i minori, apriti cielo: sdegno e indignazione piovono come grandine ardente. E a farne le spese, manco a dirlo, sono i minori in questione, nel caso specifico i tre bambini della famiglia nel bosco. Continua a leggere
Gian Luca Pelloni Bulzoni era il manager e segretario della cantante scomparsa nel 2021. Ora, dai faldoni di una causa contro la produzione di un musical, emerge che la showgirl ne era divenuta legalmente madre. Continua a leggere
Crescono i dubbi sulle accise mobili: gli effetti sarebbero modesti. Allo studio bonus per famiglie con Isee sotto i 15.000 euro e sgravi per le aziende più esposte. L’effetto della guerra sulle pompe di benzina si è visto subito (ieri il diesel ha toccato i massimi da 4 anni superando i 2 euro al litro), ma sulle bollette tutti si chiedono cosa succederà. Uno studio di Papernest.it spiega quanto di questi aumenti si rifletterà realmente nelle bollette dei consumatori. Secondo Arera metà delle famiglie italiane è esposta a variazioni dei prezzi del mercato nella parte più sensibile della bolletta perché ha sottoscritto contratti variabili, mentre l’altra metà non vedrà alcun cambiamento finché il contratto fisso non arriverà a scadenza (il contratto fisso ha la tariffa bloccata per la durata contrattuale che di solito dura dai 12 ai 24 mesi). In sostanza e oscillazioni giornaliere del mercato non si traducono subito in bollette più alte. Continua a leggere
Da oltre vent’anni, dentro il Csm decisioni, incarichi, carriere e trasferimenti sono fortemente condizionati dallo strapotere di gruppi organizzati con chiara postura da partito: destra, centro e sinistra giudiziaria. Parlo a voi come cittadino, come magistrato, come membro del Csm. Lo voglio fare con parole semplici. Su questo referendum si stanno dicendo da ogni parte - troppe cose, spesso in modo distorto o catastrofico. Io penso, invece, che l’unica via giusta e corretta sia guardare al testo della riforma, per ciò che è, senza paure e senza slogan. È semplicemente falso, allora, che questa riforma metta in pericolo l’indipendenza della magistratura. Nessuno del Fronte del No saprà indicarvi una sola norma in tal senso, salvo inondarvi di un fiume di chiacchiere, inversamente proporzionale alla sostanza. Le garanzie previste dalla Costituzione restano intatte: viene espressamente sancita l’indipendenza sia del giudice, finalmente terzo, che del pubblico ministero. Altro che controllo della politica! Continua a leggere