Pure l’elvetica Edelweiss diminuisce l’offerta. L’Agenzia internazionale dell’energia: «In Europa ci sono scorte solo per 6 settimane». Per l’aumento dei costi EasyJet perde oltre 500 milioni di sterline in un semestre. Si preannuncia un’estate di fuoco per i voli. Cresce l’incertezza legata alle prospettive nebulose del conflitto iraniano. Mentre dal presidente degli Stati Uniti arrivano messaggi che sembrano improntati a un cauto ottimismo, alcuni dei settori più esposti cominciano a fare i conti con un quadro in cui alcuni prodotti energetici potrebbero vedere drasticamente ridotta la loro disponibilità. Il caso più eclatante è quello del trasporto aereo. Continua a leggere
Via tubo o via mare, superata anche la Cina. Ma da questo mese partono le limitazioni agli acquisti. Import record del Gnl Usa. L’Unione europea fa il record di importazioni di Gnl russo mentre inizia il divieto di import. Da una parte vieta l’acquisto di gas dalla Russia a partire dai prossimi giorni, dall’altra a marzo fa il record di importazioni di Gnl dalla stessa. Continua a leggere
Il Papa fa chiaro riferimento alle uscite del leader degli States: «Non si trascina ciò che è santo in ciò che è sporco e tenebroso». C’è una polvere rossa che copre i piedi dei profughi e dei combattenti nelle regioni anglofone del Camerun, una terra dove la bellezza della vegetazione lussureggiante contrasta dolorosamente con il sangue versato in anni di conflitto civile. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 17 aprile con Carlo Cambi Continua a leggere
Oggi il vertice convocato da Macron con i Paesi interessati al piano di sminamento dello Stretto strategico. Berlino, però, chiede il mandato delle Nazioni Unite. L’America studia il programma assicurativo sulle navi. L’annuncio di Trump: «Stop all’arricchimento dell’uranio in Iran». Poi torna sul Papa: «Deve capire che non possono avere l’atomica». Spunta l’ipotesi di nuove sanzioni secondarie. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
Dallo scoppio della guerra nel 2022 i Paesi della Ue sono i principali compratori mondiali di gas russo, più ancora degli asiatici. Intanto Bruxelles impone i suoi balzelli green anche agli ucraini, che con l’altra mano riempie di quattrini. Un atteggiamento suicida. Come si dice suicidio in danese? Secondo l’Intelligenza artificiale, che mi aiuta nella ricerca, la traduzione è selvmord. E nella lingua di Hans Christian Andersen come si scrive ipocrita? Sia per le donne che per gli uomini si usa hikler. State pensando che mi voglia trasferire a Copenhagen? Tranquilli, non correte a festeggiare: non ho nessuna intenzione di traslocare. Mi sono interessato alla trasposizione dei due termini dopo aver letto l’intervista rilasciata alla Stampa dal commissario europeo all’Energia, il danese Dan Jorgensen. Continua a leggere
Nel suo libro, Thomas Fazi elenca dettagliatamente come vengono spesi i proventi delle nostre tasse. Una montagna di denaro finisce nelle tasche di Ong, editori, università e media compiacenti. In cambio? Predicare a senso unico quanto è bella l’Unione. Si parla tanto di Europa. Anzi, non c’è giorno che non si dibatta del suo presente e del suo passato, che non se ne rilanci l’azione o se ne individuino le debolezze strutturali. Insomma, tutte cose che da queste parti ben conosciamo essendo tra coloro che, dell’Unione europea, vediamo le ombre e le insufficienze croniche e le raccontiamo quanto meno per bilanciare la retorica europeista che abbonda nel dibattito politico e mediatico. Continua a leggere
Dalla Brexit in poi è palese il distacco dalla retorica unionista e del «bene comune». La crisi attuale svela la realtà: ci sono interessi specifici, spesso divergenti. Quali regole sarà meglio adottare nell’affrontare le tensioni e liti internazionali in cui il mondo si trova? Cambiare strada non è semplice in tempi come i nostri, tra potentissimi portatori di aspetti e progetti anche molto singolari, e posseggono e si scambiano come niente energia atomica in tempi ormai piuttosto innervositi. Ma il lato debole per la lite non è l’unico problema. Continua a leggere
Il dl Sicurezza manda in tilt la sinistra, che si preoccupa dei pusher che potranno finire in carcere. A Padova intanto 40 antagonisti del Pedro attaccano i militari. È proprio vero. La sinistra non ha ancora fatto pace con il cervello. È la stessa storia successa con Donald Trump. Dopo aver passato un anno a dire che il premier, Giorgia Meloni, doveva prendere le distanze dal presidente Usa, adesso che lo ha fatto, la incolpano di voler interrompere i rapporti con l’America. Continua a leggere
Il «colpo di Siena» messo a segno da Luigi Lovaglio è un segnale per il mercato, che scommette su altri movimenti. Delfin protagonista per le scelte lungimiranti di Leonardo Maria Del Vecchio che valgono 10 miliardi di plusvalenze. Comincia un’altra mano del risiko bancario. Ad aprire i giochi il sorprendente finale dell’assemblea di Mps che ha rimesso in sella Luigi Lovaglio. Un fatto senza precedenti. Non si era mai visto un amministratore delegato sfiduciato dal consiglio tornare in pista e vincere. Una vendetta consumata con il vassoio ancora bollente davanti a commensali che si contendono i piatti migliori cercando di non rovesciare il vino. I numeri, come sempre, fanno da colonna sonora. Continua a leggere
Benjamin Netanyahu respinto al telefono dal suo omologo, poi l’accordo. Roma osserva con l’Unifil. A distanza di due giorni dai primi colloqui diretti tra i funzionari israeliani e libanesi a Washington, è stato raggiunto il cessate il fuoco tra Israele e il Libano. Ad annunciarlo è stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth: «Ho appena avuto delle conversazioni eccellenti con il presidente del Libano, Joseph Aoun, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Continua a leggere
Il riconoscimento per aver unito strategia a sostenibilità economica e ambientale. Federico Vecchioni, presidente esecutivo di Bonifiche Ferraresi, il più importante gruppo agroindustriale italiano quotato in Borsa, ha ricevuto ieri il dottorato di ricerca honoris causa in Mediterranean Studies. Continua a leggere
Mentre lo choc petrolifero e l’inflazione frenano le immatricolazioni in Europa (+1,7%), il Dragone passa da acquirente a concorrente. Il tracollo elettrico spaventa Volkswagen (-80% negli Usa). Male Porsche (-15%). Il mercato dell’auto in Europa, nel primo trimestre 2026, è il resoconto di una crisi d’identità sistemica che coinvolge domanda, politica industriale e capitale. Continua a leggere
Introdotti nuovi reati e misure più severe contro il commercio di prodotti contraffatti Lollobrigida: «Era nel cassetto da oltre 10 anni». Esulta anche Coldiretti: «Una svolta». Più tutela della filiera agroalimentare e riorganizzazione del sistema sanzionatorio a difesa delle eccellenze italiane. Nel giornata del made in Italy, è stato approvato il disegno di legge «Tutela agroalimentare», che nasce da un lavoro in sinergia tra i ministri Francesco Lollobrigida e Carlo Nordio. Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità del 16 aprile 2026. La deputata della Lega Rebecca Frassini illustra i contenuti della manifestazione di sabato 18 a Milano. Continua a leggere
Con il Presidente degli Stati Uniti andare allo scontro frontale non ha mai portato risultati a nessuno. Nemmeno ai leader europei tanto incensati dalla sinistra. Giorgia Meloni ha fatto bene a mettere alcuni punti fermi senza andare alla rottura. Continua a leggere
Iolanda Apostolico disapplicò il decreto Cutro e manifestò in piazza contro Salvini. Il Consiglio superiore della magistratura durante il plenum di ieri ha promosso Iolanda Apostolico: settima valutazione di professionalità. Venti favorevoli, sei contrari, cinque astenuti. Continua a leggere
Per il giudice Valeria Tomassini, l’emergenza pandemica giustificava l’inoculazione dei vaccini senza prescrizione e la sperimentazione di massa. Respinto il ricorso della madre di un 24enne deceduto dopo una dose. Per il gip Valeria Tomassini, un’emergenza sanitaria giustifica l’utilizzo a tappeto di «una cura sperimentale» come il vaccino anti Sars-Cov-2 e con simili premesse dovremmo rassegnarci a essere cavie in prossime, future pandemie. Continua a leggere
Per il giudice Valeria Tomassini, l’emergenza pandemica giustificava l’inoculazione dei vaccini senza prescrizione e la sperimentazione di massa. Respinto il ricorso della madre di un 24enne deceduto dopo una dose. Per il gip Valeria Tomassini, un’emergenza sanitaria giustifica l’utilizzo a tappeto di «una cura sperimentale» come il vaccino anti Sars-Cov-2 e con simili premesse dovremmo rassegnarci a essere cavie in prossime, future pandemie. È davvero sconcertante quanto dichiara il giudice del Tribunale di Roma, nel rigettare l’opposizione all’istanza di archiviazione del procedimento contro Nicola Magrini, ex direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), presentata dalla mamma di un ventiquattrenne morto nell’ottobre del 2021, dieci giorni dopo la prima dose di Comirnaty. La signora, attraverso il suo avvocato, voleva che la Procura di Roma proseguisse nelle indagini nei confronti di Magrini, dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza, del già presidente del Consiglio superiore della Sanità Franco Locatelli, del presidente dei medici italiani Filippo Anelli e di altre figure di spicco nella gestione della pandemia Covid, per reati quali «commercio o somministrazione di medicinali imperfetti, o in modo pericoloso per la salute pubblica», falso ideologico, rifiuto di atti di ufficio. Alla mamma del ventiquattrenne studente di Trento è stata data risposta solo in merito al fascicolo aperto dalla Procura di Roma a carico di Nicola Magrini e per il quale la pm Rosalia Affinito aveva chiesto l’archiviazione. La signora si è opposta ma il gip il 3 aprile ha dato ragione alla Procura e disposto l’archiviazione ritenuta «approfondita e motivata». Le motivazioni del rigetto sono contenute in poche, sorprendenti righe. Il giudice scrive che «la situazione pandemica, del tutto eccezionale, ha giustificato la decisione di accelerare tutti i procedimenti di sperimentazione, studio e autorizzazione dei vaccini al fine di immunizzare, nel più breve tempo possibile, il più elevato numero di persone». Ancora questa narrazione del vaccino Covid che immunizza, quando invece pure i vaccinati si infettavano, contagiavano e finivano in ospedale. Ma poi, perché un gip entra nel merito di scelte che furono politiche, improvvisando spiegazioni scientifiche? Parla di procedimenti di sperimentazione accelerati, evita di fare riferimento a quelli omessi come gli studi di farmacocinetica (qual è il destino del farmaco una volta iniettato?) o l’eliminazione del gruppo «placebo» nella sperimentazione Pfizer post-autorizzazione. Soprattutto, finge di ignorare che la vaccinazione di massa contro il Covid 19 aveva fallito in termini di efficacia per il contrasto della pandemia, in quanto l’assunzione del farmaco non era in grado di perseguire lo scopo normativo della «prevenzione dell’infezione da Sars-CoV-2» in funzione della quale i cittadini vennero obbligati a sottoporsi a vaccinazione. La dottoressa Tomassini però è inarrestabile e aggiunge: «Il raggiungimento di tali obiettivi e la situazione di pericolo per la salute pubblica, ha giustificato la somministrazione massiccia di una cura sperimentale a tutti i cittadini, anche fragili e senza prescrizione medica». Un magistrato riconosce che si trattava di «cura sperimentale», che il vaccino venne dato a tutti senza sicurezza e appropriatezza terapeutica, ma non trova nulla da eccepire. Già, perché era stata una decisione politica, non dettata dall’evidenza scientifica, e figuriamoci se un giudice lo ammette. Così, in scenari futuri, dobbiamo aspettarci che pure i tribunali ritengano appropriata la distribuzione massiccia di trattamenti sperimentali, di cui non si conoscono gli effetti a medio e lungo termine, i cui componenti sono coperti da segreto militare. Farmaci «imperfetti», se non nocivi nell’utilizzo di massa, per i quali però si non si riterrà opportuno rafforzare la farmacovigilanza, così come è accaduto durante la pandemia malgrado avessero ricevuto un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata. Decisioni contrarie al principio di precauzione, che per il gip di Roma forse è irrilevante. Mentre il legale della mamma del giovane deceduto voleva che fosse riconosciuta la responsabilità penale dell’allora direttore generale di Aifa, in concorso con funzionari dell’agenzia e del ministro della Salute, per il reato di falso ideologico «avendo omesso o alterato dati e comunicazioni, così rappresentando falsamente l’efficacia e la sicurezza dei vaccini anti Covid». E ipotizzava anche il reato di somministrazione di medicinali «guasti o imperfetti» ovvero «in specie, qualità o quantità non corrispondente alle ordinazioni mediche oppure diversa da quella dichiarata o pattuita», il giudice ha ritenuto il comportamento di Magrini «non rilevabile penalmente». Dichiara che rientra «nella piena discrezionalità dell’Aifa decidere di acquistare, a fronte di autorizzazione e dello stanziamento di fondi per contrastare il virus SarsCoV-2, vaccini contro la malattia da esso cagionato» e che tale decisione «ha consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati dalla campagna vaccinale». Né c’era «una preordinata volontà di sottacere dati rilevanti». Messaggio chiarissimo, inaccettabile. Continua a leggere
Péter Magyar, osannato dalla sinistra anti Orbán, minaccia da neo premier ungherese la sospensione dell’informazione statale: «Fabbrica di menzogne». E sfiducia pure il presidente della Repubblica: «Lo rimuoveremo insieme a tutti gli altri burattini». È stato adottato da tutte le cancellerie europee: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accolto la vittoria di Péter Magyar alle elezioni politiche del 12 aprile dichiarando che l’Ungheria «è tornata al cuore stesso dell’Europa», lunedì il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha salutato il risultato come «una delle migliori notizie di ieri», il primo ministro polacco Donald Tusk ha parlato di «portata storica», dichiarandosi «felice quando in politica moralità, decenza, onestà e verità vincono contro il male, la violenza e le bugie». Continua a leggere
Nell'aprile di 50 anni fa l'Enel presentò per l'ultima volta gli ambiziosi programmi nucleari italiani come rimedio alla crisi energetica. Dal padiglione della Fiera Campionaria di Milano alla tragedia di Chernobyl fino al referendum del 1987. Tutto è svanito in un decennio. Continua a leggere
Clandestino muore a Ravenna dopo una rissa con un maliano. Era tra i beneficiari dei certificati contestati dalla Procura. Prima di terminare la sua vita sulla pista ciclabile della Darsena di Ravenna, area urbana marginale tutta capannoni dismessi ed ex strutture industriali, Moussa Cisse, il senegalese di 29 anni trovato con la gola tagliata, era passato per il reparto di Malattie infettive del Santa Maria delle Croci. Continua a leggere
I pm di Caltanissetta danno credito a chi sostiene che la toga fosse «a disposizione» di imprenditori malavitosi Avrebbe pure affondato il dossier «Mafia e appalti» isolando Falcone e Borsellino. Eppure i media sorvolano. Per anni i magistrati della Procura di Roma, che oggi indagano sui rapporti economici tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Carroccia, ristoratore e presunto prestanome del clan Senese, sono stati guidati da un procuratore che gli inquirenti di Caltanissetta accusano di avere favorito la mafia e aver contribuito a quel clima di isolamento che ha portato all’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Continua a leggere
Continua il viaggio in Africa del Papa. Nessuna polemica, ma un messaggio chiaro. «Una pace che sia disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di risolvere i conflitti, di aprire i cuori e di generare fiducia, empatia e speranza. La pace non può essere ridotta a slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale, che ripudi ogni forma di violenza. Per questo ribadisco con forza: “Il mondo ha sete di pace […]. Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esuli!”». Continua a leggere
Lo scontro Trump-Prevost ha radici profonde: come mostra Voegelin, nel puritanesimo americano c’è una radice che tende a ridurre la salvezza a progetto politico. Per questo riconoscere un principio morale superiore per Vance & C. è più difficile. Se si vuole capire qualcosa in più riguardo alle ragioni profonde dello scontro fra Donald Trump e papa Leone e soprattutto all’impatto politico-culturale che può avere in particolare sugli americani, si può sfogliare Il mito del mondo nuovo. Saggio sui movimenti rivoluzionari del nostro tempo, un breve ma fondamentale testo di Eric Voegelin appena ripubblicato in Italia dal coraggioso editore Settimo Sigillo. Continua a leggere