Il presidente Usa tenta di salvarsi la faccia e rispolvera i suoi accordi per normalizzare il Medio Oriente: «Dopo i nostri sforzi, tutti devono entrare. Se arriva l’intesa, anche Teheran potrebbe». I pasdaran: «Falsa la notizia sul trasferimento dell’uranio in Cina». Donald Trump si è mostrato ottimista su un possibile accordo con l’Iran. E ha collegato l’eventuale successo del processo diplomatico al rilancio degli Accordi di Abramo. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 26 maggio con Carlo Cambi Continua a leggere
Il Cremlino annuncia nuove bombe come rappresaglia per il blitz ucraino sullo studentato. Che, per i giornali, pare non esistere. Non accenna ad attenuarsi l’escalation tra Russia e Ucraina, con gli attacchi reciproci che proseguono martellanti. Eppure, nonostante il raid ucraino sul dormitorio studentesco a Starobilsk abbia provocato 21 vittime, di cui anche alcuni bambini, per i media italiani pare che siano soltanto i russi a uccidere. Continua a leggere
Per l’avvocato che ha sollevato il caso: «Le captazioni irregolari sono molte più di quelle denunciate all’inizio». La Procura generale di Perugia prova a metterci una pezza. Dopo il caso, denunciato dalla Verità, delle intercettazioni illegittime effettuate nel carcere di Perugia, l’Unione delle camere penali ha proclamato cinque giorni di astensione dal lavoro degli avvocati penalisti. Un piccolo terremoto, a cui, ieri, ha risposto la Procura generale del capoluogo umbro, guidata da Sergio Sottani. Il magistrato ha provato a metterci una pezza, ma il risultato è stato poco convincente. Continua a leggere
In Laguna il centrodestra vince al primo turno con Simone Venturini ribaltando i sondaggi e annegando i sogni di rimonta di Elly Schlein, che perde, dopo 12 anni, anche Reggio Calabria. E non può gioire nemmeno per il successo di Vincenzo De Luca (suo avversario) a Salerno. Come è triste Venezia per il Pd. Nelle scorse settimane la sinistra ha inseguito il sogno di una remuntada in Laguna, una vittoria che dopo il No alla riforma della Giustizia spianasse la strada a una marcia trionfale verso le prossime elezioni politiche. Il voto nel capoluogo veneto era il tassello indispensabile a sostenere la narrazione di un vento che non gonfia più le vele di Giorgia Meloni. Continua a leggere
Come scolari bocciati dal maestro, gli attuali leader, a cominciare da Elly Schlein, ringraziano il capo della Chiesa. L’unico che ricorda ai potenti, amici delle multinazionali, la portata devastante di questi nuovi strumenti. Con l’Intelligenza artificiale è in gioco l’umanità dell’uomo. Dopo tante pubblicazioni a cavallo tra la banalità, il conformismo e l’ovvietà ci voleva Leone XIV per individuare con la lucidità di chi conosce le profondità dell’umano (mai dimenticare che è un agostiniano), ma conosce anche le potenzialità costruttrici e distruttrici della scienza e soprattutto delle sue applicazioni tecnico-informatiche (non dimenticare mai che questo Papa, prima che teologo, è laureato in matematica). Continua a leggere
Nella «Magnifica humanitas» Robert Francis Prevost ci indica che siamo a un bivio: difendere l’uomo o farci travolgere da una tecnica totalizzante come quella del racconto biblico. O Babele o Neemia. Il Papa matematico cita Gandalf, ma non padre Benanti. È «pontefice», ma indica la necessità di ricostruire prima di tutto le mura della città distrutta «per rialzare ciò che è crollato e proteggere ciò che è esposto». Robert Prevost firma la sua prima enciclica, l’annunciata Magnifica humanitas, di cui rivendica il peso politico nel 135° anniversario della Rerum novarum: «Quando alcuni obiettavano che la Chiesa non doveva sprecare energie in questioni mondane, egli (Leone XIII, ndr) rispondeva con realismo e sapienza che l’annuncio del Vangelo non può dimenticare la vita concreta dei popoli». Continua a leggere
Piazza Affari raggiunge il massimo storico dal 2000 a quota 50.220 punti. Nel 2022 la sinistra vaticinava un Paese in declino. Segnatevi questa data: 25 maggio 2026. La Borsa tocca a 50.220 punti. Nuovo record. Superati i 50.109 punti che l’indice di Piazza Affari registrò nel marzo 2000. Sì, avete letto bene: duemila. Ci sono voluti 26 anni e due mesi per andare oltre quei livelli. E il massimo storico viene raggiunto con un governo di centrodestra, che punta pure al record di durata (a settembre). Continua a leggere
Donzelli (Fdi): «Il messaggio degli elettori è arrivato: avanti così». E i 5 stelle ammettono: «Luci e ombre». Nonostante l’attenzione mediatica tutta negativa delle ultime settimane, Venezia conferma la guida al centrodestra. Vince Simone Venturini al primo turno, un trionfo che si tramuta in un innesto di fiducia che ci voleva dopo il risultato del referendum. Dieci anni da assessore e braccio destro dell’uscente Luigi Brugnaro. Continua a leggere
Il capo della Bce blinda il Patto di stabilità, chiude allo scostamento e minaccia sui tassi. Christine Lagarde entra nel salotto di Fabio Fazio come una maestra severa che arriva in classe col registro e la penna rossa. Solo che la classe, stavolta, è l’Italia. Il messaggio è sempre quello: fare i compiti, rispettare le regole e soprattutto non chiedere soldi. La presidente della Bce, che dovrebbe occuparsi di moneta, inflazione e stabilità dell’euro, finisce invece per trasformarsi nella sacerdotessa dell’Europa immaginaria. Continua a leggere
L’appello del pontefice: «Sento voci inquietanti su sistemi di guerra autonomi e gravi pericoli per l’occupazione e la sanità». Christopher Olah, cofondatore di Anthropic: «La vigilanza è necessaria». A suo modo è stata una presentazione unica. Ieri, nell’Aula del Sinodo, c’erano sei relatori per presentare Magnifica humanitas, la prima enciclica di papa Leone XIV, tra cui il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin e i cardinali Victor Manuel Fernández e Michael Czerny, prefetto del Dicastero per la dottrina della fede e prefetto del Dicastero per lo sviluppo umano integrale. Continua a leggere
Le nostre giornate sono piene di impegni e spesso non abbiamo tempo per fermarci a riflettere. Per questo fissare i propri pensieri su un’agenda può essere terapeutico. Viviamo in un’epoca in cui la carta e la penna hanno perduto la loro centralità, per la massa: banalmente, prima esistevano solo penne e matite per scrivere su carta, ora alla carta si è affiancata la «carta digitale» degli schermi touch sui quali interagiamo col dito, come se fosse una penna non solo cliccando, ma anche - alcuni - scrivendo e disegnando, anche con le penne per tablet e smartphone, chiamate appunto penne o matite digitali. Continua a leggere
Negli spazi espositivi del Mudec di Milano (sino al 28 giugno 2026 ) una mostra di 100 immagini racconta due secoli di storia attraverso l’obiettivo dei più grandi fotografi di sempre. Al Museo delle culture di Milano la fotografia non si espone solo per essere ammirata. È antropologia visiva, reperto, testimonianza, storia. E la mostra attualmente in corso nei suoi spazi ne è la conferma già a partire dal titolo: 100 anni di fotografia per ereditare il Mondo. Continua a leggere
Ha fatto scalpore il video degli attivisti della Flotilla insultati dal ministro israeliano Ben-Gvir. Ma l’Occidente non si è mai mobilitato per l’agonia riservata da Hamas alla soldatessa Noa Marciano, catturata il 7 ottobre. La cui storia orribile qui nessuno conosce. Sarebbe il caso di abolire il ministero della Cultura. Potremmo liberarci di una serie di ministri che alternano mediocrità sempre presente a saltuarie storie pruriginose. Potremmo risparmiare i soldi spesi a sovvenzionare film inguardabili e difatti non guardati. Potremmo evitare di profanare Venezia e la sua irraggiungibile bellezza con quella infame boiata che è la Biennale, dove lo zuzzurellone di turno - questa volta è una tizia finlandese - viene a esporre degli escrementi. Potremmo finalmente abolire Festival della letteratura di Mantova e Salone del libro di Torino, oramai capisaldi della sottocultura di sinistra, parco giochi di chi crede che ascoltare Saviano o vedere la Littizzetto in persona sia cultura. Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità del 25 maggio 2026. Con la nostra Flaminia Camilletti commentiamo i risultati elettorali e le ultime dichiarazioni di Vannacci. Continua a leggere
Dall’intelligenza artificiale ai microchip, fino alle restrizioni sui capitali americani: Pechino accelera verso l’autonomia tecnologica e risponde a Washington blindando startup e asset strategici. Continua a leggere
Ieri gli specialisti dell’Esercito hanno fatto brillare tre ordigni a Orbetello, Eboli e Livorno. Le operazioni e la storia dei bombardamenti sulle tre località durante la Campagna d'Italia. Continua a leggere
Uno scheletro di Stegosauro è stato recentemente venduto per 44,6 milioni di dollari. Quella che pochi anni fa era un’attività per scavatori occasionali è oggi un mercato che coinvolge fondi di investimento e gallerie d’élite. Il paleontologo: «Un tempo la compravendita era selvaggia, ora molti Paesi stanno introducendo regole stringenti. Però negli Usa chi rinviene un reperto nel proprio terreno ne può ancora disporre liberamente». Lo speciale contiene due articoli Continua a leggere
Il generale: «Kiev sostituisce i droni agli uomini, ma non basterà. Merkel ha ideato la trappola di Minsk, non può trattare con Putin». Generale Fabio Mini, ex capo di Stato Maggiore del Comando Nato del Sud Europa, e già comandante della missione internazionale in Kosovo. Oggi molte cosa sono cambiate, nel momento in cui Trump annuncia il ritiro di 5.000 uomini dalla Germania. L’Europa deve fare da sola? Continua a leggere
L’ex ministro se la prende con la popolazione troppo attaccata a «casa e pensioni». Ma evita bene di criticare i veri potentati «conservatori» e tutelati, come gli Elkann. «Il conservatorismo sociale italiano che blocca crescita e investimenti». Questo era il titolo del commento firmato dalla professoressa Fornero, pubblicato ieri sulla Stampa. Un titolo che, confessiamo, ci aveva immediatamente fatto storcere il naso per quell’odore di snobismo che emanava. Però - ci siamo detti - mica possiamo essere proprio noi a cadere nell’errore di accoppiare titolo e articolo come fossero usciti dalla stessa mano, quindi ci siamo scrollati di dosso il pregiudizio e abbiamo cominciato la lettura del commento. Continua a leggere
Molte concessioni e il rinvio della questione cruciale: il nucleare. In Medio Oriente, il tycoon sconta uno smacco. La Cina se la ride, anche se conferma alcuni punti deboli. L’accordo Usa-Iran premia più la resistenza del regime che la campagna bellica di Donald Trump. Hormuz, intanto, resta chiuso fino alla firma del trattato. E nel frattempo Vladimir Putin compie una dura rappresaglia sulla capitale ucraina. Se non è una sconfitta, poco ci manca: l’accordo che si profila tra Usa e Iran conquisterebbe la pace, o comunque una lunga tregua, al prezzo di un sostanziale fallimento militare, politico e diplomatico. Con il rinvio alle calende greche della discussione sul nucleare, che è stato il casus belli, una profonda incertezza sul destino di Hormuz, il graduale sblocco di fondi congelati e il superamento delle sanzioni. Continua a leggere
I pasdaran smentiscono un’intesa sul materiale radioattivo, il numero uno di Teheran invece apre. Israele borbotta. L’accordo tra Stati Uniti e Iran per chiudere il conflitto nel Golfo persico restava ancora ieri sera sul filo del rasoio. Potrebbe essere firmato «nei prossimi giorni», secondo un funzionario americano citato dai media israeliani Channel 12 e Times of Israel. La base sarebbe la riapertura dello stretto di Hormuz, ma prevederebbe anche «lo smaltimento di tutto l’uranio iraniano» e l’impegno di Teheran a non arricchire uranio per un periodo da stabilire. Continua a leggere
Traffico di droga e di esseri umani, riciclaggio, mercato nero delle armi. L’evoluzione della criminalità organizzata in Argentina preoccupa il presidente. I cartelli brasiliani infiltrano il territorio e «fanno scuola». L’analista Lorenzo Cianti : «La “politica della motosega” funziona: ha abbattuto la povertà e spinto il Pil. Ora si punta a blindare le frontiere». Lo speciale contiene due articoli Continua a leggere
Volontario anti-borseggi colpito alla testa alla stazione Centrale: «Volevo avvisare la security». La destra attacca il sindaco: «Fallite le politiche sulla sicurezza». Magari i reati a Milano durassero appena una «week» come i tanti eventi mondani in cui si specchia il sindaco Sala, quello che «il problema della sicurezza» è frutto di «una campagna politico-mediatica» contro la metropoli, quindi non esiste, sbagliano i giornalisti a riportare gli episodi di microcriminalità che poi cambiano la «percezione» dei cittadini. Continua a leggere
Volontario anti-borseggi colpito alla testa alla stazione Centrale: «Volevo avvisare la security». La destra attacca il sindaco: «Fallite le politiche sulla sicurezza». Magari i reati a Milano durassero appena una «week» come i tanti eventi mondani in cui si specchia il sindaco Sala, quello che «il problema della sicurezza» è frutto di «una campagna politico-mediatica» contro la metropoli, quindi non esiste, sbagliano i giornalisti a riportare gli episodi di microcriminalità che poi cambiano la «percezione» dei cittadini. Continua a leggere