Il premier visita i militari con i nuovi mezzi a Termini: «Altro che depotenziare la missione». La sinistra polemizza ancora sull’Ice alle Olimpiadi. In ansia persino l’Onu. Ma Matteo Salvini chiarisce: «Solo tecnici in sala operativa». Antonio Tajani: «Protestano per tre persone». Quelli di Avs dicono che, «con le ricette di Matteo Salvini in tema di sicurezza, l’Ice sarebbe già in Italia». Per il momento ci sono i militari di «Strade sicure». Il giorno dopo l’annuncio del potenziamento del presidio di Termini e del Colosseo, con l’impiego di altri tre blindati e 12 uomini, Giorgia Meloni è andata alla stazione di Roma «a ringraziare i nostri militari impegnati a difesa della sicurezza dei cittadini». «Altro che depotenziamento di “Strade sicure”», ha scritto su Instagram, dove ha pubblicato una sua foto con i soldati, accanto ai Puma dell’esercito. Il suo intervento pone fine alla querelle sorta nel centrodestra sui fondi del riarmo: il vicepremier leghista e Guido Crosetto avevano bisticciato a proposito del rifinanziamento della missione di pattugliamento delle città. Il leader del Carroccio chiedeva di stanziare più soldi per quella che per gli arsenali; e il ministro della Difesa parlava di «polemica inutile», poiché i soldi c’erano già. Continua a leggere
Il centro sociale respinge la mediazione del prefetto. Perquisite le case di due attivisti. Nessuna mediazione. Gli attivisti del centro sociale Askatasuna hanno respinto le richieste del prefetto di Torino di sfilare in un unico corteo indetto contro lo sgombero avvenuto il 18 dicembre scorso. «Avreste dovuto pensarci prima», hanno replicato, confermando i tre cortei che marceranno sotto lo slogan «Ci riprenderemo la città». Partiranno dalle stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa e a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, confluiranno in piazza Vittorio Veneto, in centro città, per poi ripartire in un unico serpentone. E proprio per l’occupazione di Palazzo Novo, ieri, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha avuto un colloquio telefonico con la rettrice dell’Università, Cristina Prandi, alla quale ha espresso forte preoccupazione per le condizioni di sicurezza degli ambienti coinvolti, assicurando alla rettrice il pieno supporto del Ministero per affrontare una situazione definita inaccettabile: «L’università non è e non diventerà mai un centro sociale, è uno spazio di libertà e dialogo non di violenza». Continua a leggere
Il neonato movimento del generale potrebbe raccogliere le simpatie degli scontenti del centrodestra. Occhio però a non farsi strumentalizzare dalla sinistra, sempre in cerca di argomenti contro l’esecutivo. Piaccia o meno ma l’intenzione del generale Roberto Vannacci di dar vita a un movimento politico, Futuro Nazionale, va incontro a un reale e diffuso sentire popolare che alberga tra la Lega, Fratelli d’Italia e l’area del non voto. Vannacci in fondo rappresenta con una certa efficacia quei temi e quei valori che oggi una fetta cospicua di cittadini ed elettori avverte come traditi e delusi dal governo in carica. Certo, non tutti i delusi e gli scontenti del governo in carica la pensano come Vannacci, si identificano in lui e si sentirebbero rappresentati da lui; ma una sua discesa in campo, in un momento di stallo politico, è come un sasso gettato nello stagno della politica, e dunque può avere un effetto e cerchi sempre più larghi. Continua a leggere
Non si placa la polemica sul questionario di Azione studentesca Sull’iniziativa analoga dei collettivi, invece, nessuno ha da ridire. Basterebbe memorizzare il format e confinarlo lì dove dovrebbe stare, in mezzo alla spazzatura mediatica. E invece per l’ennesima volta, riguardo l’ennesima polemica montata sul nulla cosmico, sono state riempite intere pagine di giornale e dedicate puntate di talk show che hanno avvelenato il dibattito. Tutto nasce da un’iniziativa di Azione studentesca, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia che, in un sondaggio dedicato alla scuola, tra le varie domande sottoposte a chi ha deciso di rispondere al questionario («Quali sono le condizioni dal punto di vista strutturale della tua scuola?», «Quali sono le principali problematiche?», «La tua classe andrà in gita quest’anno? Se no, per quale motivo?» e via dicendo) ne ha inserita una in cui è stato chiesto «Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?». Continua a leggere
Salvini attacca il pm del caso Rogoredo. Dall’interrogatorio emerge il racconto lineare del poliziotto, che conosceva bene la zona, dove aveva già arrestato quaranta criminali. Basta leggere il resoconto dell’interrogatorio per capire che l’agente che ha sparato a Rogoredo racconta una storia lineare, coerente, del tutto incompatibile con l’idea - oggi formalmente contestata - di un omicidio volontario. Le sue dichiarazioni, raccolte nell’immediatezza dei fatti davanti al pm Giovanni Tarzia, restituiscono la fotografia di un intervento maturato in pochi secondi, in uno dei contesti più violenti e degradati della città, di certo non il ritratto di un poliziotto uscito in servizio con l’intenzione di uccidere. Continua a leggere
C’è il quarto indagato per la strage di Capodanno: Christophe Balet, alla guida del servizio di sicurezza pubblica del Comune. Dimessa dall’ospedale Eleonora Palmieri, la ventinovenne di Rimini: «Ora fisioterapia, medicazioni e lavoro psicologico». Il Comune di Crans Montana è marcato sempre più stretto. Anche l’attuale capo del dipartimento di sicurezza pubblica entra nella lista degli indagati con la lente della Procura della Repubblica vallesana che stringe sulle responsabilità penali dell’amministrazione. Continua a leggere
A Palazzo dei Diamanti di Ferrara (sino all’8 febbraio 2026) una mostra-evento dedicata a Marc Chagall, fra i più noti e amati artisti del Novecento. In un’alternanza di opere pittoriche, disegni, incisioni e sale immersive, esposti oltre 200 capolavori, alcuni dei quali presentati per la prima volta in Italia. Continua a leggere
Oltre ai soliti beni rifugio corrono i metalli strategici. La spinta, qui, non è solo finanziaria ma anche materiale: transizione e intelligenza artificiale richiedono grandi input. Lo stesso vale per alluminio, litio e palladio. Mentre oro e argento dominano le cronache con i record, sotto la superficie dei listini sta correndo un’onda altrettanto decisiva: i metalli industriali e «strategici». La spinta non è solo finanziaria: è materiale. Transizione energetica e intelligenza artificiale richiedono reti elettriche, data center, componenti e riciclo: quantità crescenti di rame, platino e affini. Continua a leggere
Il documento finale del consiglio permanente della Cei chiede che nelle parrocchie sia presente una figura che possa aiutare le coppie omosex e chi ha fatto la transizione. Don Camillo è sconsolato. Davanti a lui c’è don Francesco, detto don Chichì, il prete arrivato a rivoluzionare la parrocchia. Sono gli anni del Concilio Vaticano II e l’obiettivo è quello di «demistificare». Via il grande Crocifisso dell’altare maggiore, quindi. E via pure l’altare, al suo posto la «tavola calda». La Chiesa, però, a furia di novità, è sempre più vuota. Continua a leggere
Confrontando gli articoli originali con le proposte di modifica si scopre la campagna di disinformazione messa in atto a sinistra. I due più importanti privilegi della nostra esistenza sono vivere e poter scegliere. Una delle prossime scelte da fare è quella al referendum. Chi su esso ci mente, ci inibisce il secondo degli importanti privilegi detti. Permettetemi un suggerimento. Anziché farvi confondere dai logorroici dibattiti televisivi o dai commenti partigiani sulla carta stampata, leggete direttamente la riforma: è appena una pagina e mezza della Gazzetta ufficiale. Confrontate poi gli articoli originali e con quelli modificati. Infine, leggete le motivazioni del Comitato per il No: vi accorgerete da soli che sono menzognere, col che stanno inibendo la vostra libertà di scegliere, che si ha solo se vi vien detta la verità. Continua a leggere
Cade l’ipotesi di un rinvio che avrebbe favorito il rinnovo del Csm con le vecchie norme. Il posticipo era un tentativo per guadagnare tempo e salvare il correntismo delle toghe. Sul binario Tar è in partenza il treno per la riforma delle giustizia, o meglio per il referendum. Permettetemi la battuta, non foss’altro per disintossicarmi dalla campagna per il No che giganteggia nelle principali stazioni ferroviarie dove megaschermi ci raccontano, con tesi spericolate, la versione di chi si oppone alla riforma della giustizia. Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità del 29 gennaio 2026. Il grande esperto di geopolitica Daniele Ruvinetti rivela un dettaglio inedito della escalation Usa-Iran. Continua a leggere
Gronchi (Confesercenti) denuncia: «Miliardi di danni per il ciclone Harry non coperti dalle assicurazioni obbligatorie. Le diverse scadenze per le imprese creano sperequazioni». Governo in pressing sulle compagnie per una soluzione. E c’è il nodo dei balneari. L’ombrello delle polizze catastrofali, che avrebbe dovuto riparare le aziende dai rovesci metereologici, fa acqua da tutte le parti. Il maltempo continua a imperversare nel Sud Italia e si cominciano a fare i conti dei danni e di quanto il governo dovrà stanziare. Un ennesimo salasso, anche con il rischio che chi è assicurato non riceva nulla, perché la normativa contiene numerose lacune. «A cominciare dal fatto che le mareggiate non rientrano nelle coperture previste. Continua a leggere
Lo ha dichiarato Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia a seguito dell'evento «Come sbloccare il potenziale della difesa europea» al Parlamento europeo di Bruxelles. Continua a leggere
Con l’accordo di libero scambio, l’Unione cerca di perpetuare quel modello fallimentare che ci ha condannato al declino: invece di constatare la fine della globalizzazione e puntare sui consumi interni, come suggerisce perfino Draghi, cerca mercati di sbocco. La specialità della casa dell’Unione europea, in qualsiasi campo, è il rifiuto della realtà. O, elemento complementare, il prevalere ottuso dell’ideologia. Difficile trovare altre parole di fronte a una burocrazia che, nonostante i numerosi e inequivocabili segnali sulla fine della terza globalizzazione, insiste con anacronistici (e suicidi) accordi di libero scambio. Continua a leggere
Friedrich Merz evoca la fine del regime. L’Ue però glissa sull’idea di definire terroristi i pasdaran. A Bruxelles l’Unione europea continua a muoversi con passo esitante di fronte a una scelta che da mesi divide i 27: inserire o meno i pasdaran, le Guardie della Rivoluzione iraniane, nella lista delle organizzazioni terroristiche. Una proposta rilanciata con forza dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e che oggi, dopo molte resistenze, registra aperture significative da parte di Francia e Spagna, ma resta ostaggio dei veti incrociati e della tradizionale prudenza europea. Continua a leggere
La siderurgia calabrese, attiva dal XVIII secolo, fu alla base dello sviluppo di una moderna fabbrica di armi i cui fucili equipaggiarono l'esercito borbonico negli ultimi anni di vita del Regno delle Due Sicilie. Fu abbandonata nel 1864 per una scelta del governo postunitario. Continua a leggere
Furbata dei tedeschi: siccome hanno dato più fondi alla resistenza, pretendono che un’ampia quota dei 90 miliardi per l’Ucraina sia usata per comprare loro armi. Marco Rubio: «Progressi nelle trattative». Volodymyr Zelensky pronto a vedere lo zar. I russi: «Venga a Mosca». Dopo che i leader europei hanno approvato il prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina, la Germania cerca di mettere sotto scacco i Paesi dell’Ue, facendo uno sgambetto soprattutto all’Italia e alla Francia. Continua a leggere
In questa puntata di «Tutta la Verità» il direttore Maurizio Belpietro commenta l'episodio accaduto a Milano al Boschetto di Rogoredo, in cui un agente ha ucciso un irregolare armato di pistola che lo stava aggredendo durante un'operazione, e confronta quello che accade in Italia con i tumulti a Minneapolis. Continua a leggere
«Voglio ringraziare anche i Vigili del fuoco, il lavoro fatto come sempre è straordinario e preziosissimo. A loro dobbiamo dire grazie perché sono sempre la prima fila del pericolo, siete sempre a supporto della Nazione e questo fa la differenza». Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo alla riunione sull’emergenza maltempo a Catania dopo il sorvolo in elicottero, un sopralluogo nelle zone colpite dal maltempo in Sicilia. «Voglio ringraziare Fabio Ciciliano e tutta la Protezione Civile per un lavoro che è stato fatto oggettivamente straordinario, intanto di prevenzione perché i piani di prevenzione hanno funzionato bene e questa è la ragione per cui noi oggi parliamo di ricostruire e non piangiamo delle vittime», ha concluso in un video diffuso da Palazzo Chigi. Continua a leggere
Il papà di «Striscia»: «I figli di Silvio Berlusconi in politica? Fossi in loro fuggirei a Saint Moritz. Con i paradossi di Elly Schlein abbiamo campato una stagione. Matteo Renzi è un virtuoso nel palleggio che poi in squadra fa danni». Striscia la notizia che non striscia è un esperimento riuscito? «È un esperimento riuscitissimo. Tra le trasmissioni di Canale 5 andate in onda contro Don Matteo è quella più vista degli ultimi cinque anni. Quindi chi ha deciso, nonostante la perplessità di molti, di piazzarci in questo giorno assolutamente non favorevole, l’ha comunque azzeccata». Continua a leggere
Dagli States a guida Joe Biden, fino alla mollezza dell’Ue: i disperati del Terzo mondo, soprattutto islamici, sono stati quasi invitati a recarsi qui. Perché la nostra società è ancora ingabbiata nei rimorsi del progresso. L’immigrazione selvaggia e le frontiere colabrodo sono stati i fattori che maggiormente hanno contribuito alla vittoria di Donald Trump nel 2024. Allo stesso modo, la politica di apertura delle frontiere perseguita dalle élite politiche europee sta consegnando un Paese dell’Unione dietro l’altro alle forze conservatrici, alle destre, come si diceva un tempo. Continua a leggere
Il sindaco: «Non cooperiamo sulle espulsioni». A rischio la tregua Casa Bianca-Walz. Resta alta la tensione a Minneapolis. Nonostante il compromesso raggiunto lunedì da Donald Trump e dal governatore del Minnesota Tim Walz, il presidente americano è venuto nuovamente ai ferri corti con il sindaco dem della città, Jacob Frey. «Sorprendentemente, il sindaco Jacob Frey ha appena dichiarato che “Minneapolis non applica e non applicherà le leggi federali sull’immigrazione”. Questo dopo aver avuto un’ottima conversazione con lui», ha affermato Trump ieri su Truth, per poi aggiungere: «Qualcuno nel suo entourage potrebbe spiegargli che questa affermazione è una gravissima violazione della legge e che sta giocando col fuoco!». «Il compito della nostra polizia è garantire la sicurezza delle persone, non far rispettare le leggi federali sull’immigrazione», ha replicato il primo cittadino, che, riferendosi all’ex sindaco della Grande Mela Rudy Giuliani, ha aggiunto: «È simile alla politica che aveva il tuo amico Rudy a New York». Continua a leggere
Nel mio nuovo romanzo fantapolitico le forze dell’ordine si piegano all’ingiustizia ma vengono salvate dai figli. Sono una scrittrice di libri bellissimi (tra i miei innumerevoli pregi c’è anche l’assoluta mancanza di falsa modestia; oltretutto uno scrittore deve credere in quello che scrive, altrimenti vuol dire che i suoi libri sono alberi inutilmente abbattuti). Anche come medico sono bravina ed è per questo che mi sono guadagnata una gloriosa radiazione. Fino a ora i miei generi letterari preferiti sono stati fantasy e romanzo storico. Ho deciso di cimentarmi nel romanzo distopico, fantapolitico. Il titolo è «La rivolta». È ambientato a Distopia, una Repubblica bellissima, il Paese più bello del mondo, che nasce su un territorio non solo magnifico, ma anche incredibilmente vario, essendo una lunga penisola. Il clima è mite. Le opere d’arte sono le più belle. La cucina è la migliore del pianeta. Nella Repubblica di Distopia, non solo i confini non son guardati ma addirittura, con il denaro dei dissanguati contribuenti, si importano migliaia e migliaia di stranieri di una religione diversa e molto aggressiva, che odiano gli abitanti di Distopia, che li aggrediscono, li rapinano, li deridono, li uccidono a colpi di machete, di coltello e di piccone. I crimini sessuali non si contano. Continua a leggere
Ilario Castello, segretario del Nuovo sindacato carabinieri: «Rivedere l’automatismo dell’iscrizione nel registro indagati. E un fondo per le spese legali». Rivedere l’automatismo dell’atto dovuto di iscrizione nel registro di reato, oltre a un Fondo nazionale per la tutela legale delle forze armate e dell’ordine, che nulla ha a che fare con lo scudo penale. Sono questi i punti forti della proposta di legge a carattere popolare che il Nuovo sindacato carabinieri (Nsc) intende portare in discussione alla Camera, una volta raccolte 50.000 firme. Frutto di nove mesi di lavoro, reso possibile grazie all’assistenza gratuita fornita da diversi avvocati «vicini agli operatori di pubblica sicurezza, di cui conoscono le problematiche», l’elaborato viene spiegato alla Verità dal segretario nazionale Nsc, Ilario Castello, uno degli otto carabinieri indagati nell’inchiesta sull’incidente in cui morì Ramy Elgaml. Continua a leggere