Il capogruppo di Forza Italia a Genova, Mario Mascia, in Consiglio confonde il cognome di un collega del Pd pronunciando quello dell’indagato per i finanziamenti ad Hamas. Ma per la dem pro Pal il lapsus è un’offesa voluta e invita tutti i suoi a uscire dall’Aula. In Consiglio comunale, a Genova, avevano provato a trasformare la Giornata della memoria in una giornata per Gaza con un ordine del giorno di Alleanza Verdi e Sinistra che chiedeva alla giunta di approvare aiuti per il popolo palestinese. Una prima fase di tensione aveva già visto come protagonista la consigliera della Lista Salis, Sara Tassara, che rivolgendosi al capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi aveva ripetuto la parola «assassini» per poi spiegare che era indirizzata al governo israeliano. Un attimo dopo, durante il suo intervento, il capogruppo di Forza Italia Mario Mascia, avvocato, ex assessore comunale e segretario genovese azzurro, prende la parola e, rivolgendosi al consigliere comunale del Partito democratico (nono per numero di preferenze) Si Mohamed Kaabour, nato in Marocco e cittadino italiano dal 2009, lo chiama «Hannoun». Passano pochi secondi e lo richiama «Hannoun». Silvia Salis, che partecipò alle manifestazioni di piazza pro Gaza, compresa quella in cui Mohammad Hannoun pronunciò il discorso finito al centro dell’inchiesta che lo ha privato della libertà con l’accusa di aver finanziato Hamas, lascia l’Aula. Continua a leggere
L’uomo, precipitato nel vuoto da un B&b, in patria era ritenuto un banchiere truffatore «inviso anche al governo». Sul corpo segni di violenza, la Procura indaga per omicidio. I soldi non dicono tutto, ma spiegano molto. Nel caso di Oleksandr - o Alexander - Adarich ci ricordano perché il suo nome non fosse ben visto da migliaia di persone e perché la sua morte, a Milano, venga oggi letta dagli inquirenti come un possibile omicidio con suicidio simulato. Circa 300 milioni di dollari, quasi 270 milioni di euro: è solo una stima dei flussi e delle perdite che, secondo ricostruzioni istituzionali ucraine, ruotano attorno al crac di Fidobank, banca di cui Adarich era stato proprietario e controllore e che guidò nelle operazioni decisive tra il 2012 e il 2013, prima della rivoluzione ucraina nel 2014. Continua a leggere
Gianluigi Paragone fa il punto su quello che succede in Minnesota e chiarisce: «Le forze dell'ordine italiane non sono così, ma da noi la sinistra tifa per gli spacciatori». Continua a leggere
Zelensky pretende un iter accelerato, ma ora Merz fa le veci di Orbán: «Vanno soddisfatti tutti i criteri». La Casa Bianca: «Putin eviterà bombardamenti per una settimana a causa delle rigide temperature». L’ultimatum lanciato dal leader di Kiev, Volodymyr Zelensky, sulla data entro cui l’Ucraina deve aderire all’Ue, ovvero il 2027, non ha incontrato il parere favorevole nemmeno dei suoi alleati più stretti. Lapidario è stato infatti il commento del cancelliere tedesco, Friedrich Merz: «L’adesione il 1° gennaio 2027 è fuori questione. Non è possibile». Anche perché ha ricordato che ci sono regole e iter da rispettare che richiedono diversi anni. L’unica apertura concessa da Merz è che si può «lentamente avvicinare l’Ucraina all’Unione europea lungo il percorso». Continua a leggere
Gli Usa alzano il pressing sull’Iran con dieci navi da guerra. I russi pronti a evacuare la centrale nucleare di Bushehr. Via libera per inserire i pasdaran tra le organizzazioni terroristiche. Kallas: «La repressione non sia impunita». Nuovo pacchetto di sanzioni da Bruxelles. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
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Fi: fondi del Ponte per il maltempo. Poi ritratta. Alt di Salvini. La sinistra a Musumeci: si dimetta. Si muove la Procura di Gela. «Io do soltanto un dato: in questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont»: le parole del capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ospite al programma Start di Sky Tg24, rendono l’idea delle gigantesche dimensioni della frana di Niscemi. Continua a leggere
Il vicebrigadiere ha ricevuto l’ingiunzione di 137.000 euro. A chiedere soldi persino familiari che dicono d’aver visto il morto anche quando questo si trovava in cella. E i cinque figli che avevano deciso di allontanarsi da lui. Oggi è il giorno della consegna al vicebrigadiere Emanuele Marroccella dell’importo richiesto dal Tribunale di Roma per il pagamento della provvisionale e delle spese legali delle parti civili. Somma raccolta dalla Verità grazie alle vostre sottoscrizioni, che hanno superato di gran lunga la cifra necessaria arrivando a un totale di 450.000 euro. Le eccedenze faranno parte di un fondo vincolato da destinare a casi simili ritenuti meritevoli da questo giornale, sui quali informeremo al centesimo i lettori. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 30 gennaio con Carlo Cambi Continua a leggere
Mario Roggero perderà i beni già sequestrati. E rischia di fallire per i risarcimenti: 780.000 euro, più 88.000 di spese legali. Probabile il colpo di grazia in sede civile: oltre 3 milioni. Alessandro Modica, l’autista della banda, parzialmente invalido, pretende circa 250.000 euro. Tra le altre richieste spiccano quelle per la morte di chi ha dato l’assalto all’attività. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
Una vedova di un militare morto nell’attentato del 2003 in Iraq restò a bocca asciutta, in quanto «convivente non sposata». Per i congiunti dei delinquenti invece nessun problema: sono già 15 a essersi costituiti in massa. A breve Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per aver sparato a tre rapinatori, uccidendone due e ferendo il terzo, dovrà dire addio a ogni suo bene. La sua casa e i soldi guadagnati in una vita da lui e dalla sua famiglia serviranno a pagare i parenti dei rapinatori, i quali hanno chiesto un indennizzo del valore di 3,3 milioni e il tribunale ha già concesso loro una provvisionale esecutiva di 780.000 euro, cui si devono aggiungere decine di migliaia di euro di parcelle degli avvocati. Le famiglie dei banditi, del resto, si sono costituite in massa: madri, figli, sorelle, fratelli e conviventi. In totale 15 persone, tutte a rivendicare un risarcimento per la morte dei loro cari, che, impegnati in una rapina, sono stati inseguiti da Roggero. Continua a leggere
Il premier visita i militari con i nuovi mezzi a Termini: «Altro che depotenziare la missione». La sinistra polemizza ancora sull’Ice alle Olimpiadi. In ansia persino l’Onu. Ma Matteo Salvini chiarisce: «Solo tecnici in sala operativa». Antonio Tajani: «Protestano per tre persone». Quelli di Avs dicono che, «con le ricette di Matteo Salvini in tema di sicurezza, l’Ice sarebbe già in Italia». Per il momento ci sono i militari di «Strade sicure». Il giorno dopo l’annuncio del potenziamento del presidio di Termini e del Colosseo, con l’impiego di altri tre blindati e 12 uomini, Giorgia Meloni è andata alla stazione di Roma «a ringraziare i nostri militari impegnati a difesa della sicurezza dei cittadini». «Altro che depotenziamento di “Strade sicure”», ha scritto su Instagram, dove ha pubblicato una sua foto con i soldati, accanto ai Puma dell’esercito. Il suo intervento pone fine alla querelle sorta nel centrodestra sui fondi del riarmo: il vicepremier leghista e Guido Crosetto avevano bisticciato a proposito del rifinanziamento della missione di pattugliamento delle città. Il leader del Carroccio chiedeva di stanziare più soldi per quella che per gli arsenali; e il ministro della Difesa parlava di «polemica inutile», poiché i soldi c’erano già. Continua a leggere
Il centro sociale respinge la mediazione del prefetto. Perquisite le case di due attivisti. Nessuna mediazione. Gli attivisti del centro sociale Askatasuna hanno respinto le richieste del prefetto di Torino di sfilare in un unico corteo indetto contro lo sgombero avvenuto il 18 dicembre scorso. «Avreste dovuto pensarci prima», hanno replicato, confermando i tre cortei che marceranno sotto lo slogan «Ci riprenderemo la città». Partiranno dalle stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa e a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, confluiranno in piazza Vittorio Veneto, in centro città, per poi ripartire in un unico serpentone. E proprio per l’occupazione di Palazzo Novo, ieri, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha avuto un colloquio telefonico con la rettrice dell’Università, Cristina Prandi, alla quale ha espresso forte preoccupazione per le condizioni di sicurezza degli ambienti coinvolti, assicurando alla rettrice il pieno supporto del Ministero per affrontare una situazione definita inaccettabile: «L’università non è e non diventerà mai un centro sociale, è uno spazio di libertà e dialogo non di violenza». Continua a leggere
Il neonato movimento del generale potrebbe raccogliere le simpatie degli scontenti del centrodestra. Occhio però a non farsi strumentalizzare dalla sinistra, sempre in cerca di argomenti contro l’esecutivo. Piaccia o meno ma l’intenzione del generale Roberto Vannacci di dar vita a un movimento politico, Futuro Nazionale, va incontro a un reale e diffuso sentire popolare che alberga tra la Lega, Fratelli d’Italia e l’area del non voto. Vannacci in fondo rappresenta con una certa efficacia quei temi e quei valori che oggi una fetta cospicua di cittadini ed elettori avverte come traditi e delusi dal governo in carica. Certo, non tutti i delusi e gli scontenti del governo in carica la pensano come Vannacci, si identificano in lui e si sentirebbero rappresentati da lui; ma una sua discesa in campo, in un momento di stallo politico, è come un sasso gettato nello stagno della politica, e dunque può avere un effetto e cerchi sempre più larghi. Continua a leggere
Non si placa la polemica sul questionario di Azione studentesca Sull’iniziativa analoga dei collettivi, invece, nessuno ha da ridire. Basterebbe memorizzare il format e confinarlo lì dove dovrebbe stare, in mezzo alla spazzatura mediatica. E invece per l’ennesima volta, riguardo l’ennesima polemica montata sul nulla cosmico, sono state riempite intere pagine di giornale e dedicate puntate di talk show che hanno avvelenato il dibattito. Tutto nasce da un’iniziativa di Azione studentesca, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia che, in un sondaggio dedicato alla scuola, tra le varie domande sottoposte a chi ha deciso di rispondere al questionario («Quali sono le condizioni dal punto di vista strutturale della tua scuola?», «Quali sono le principali problematiche?», «La tua classe andrà in gita quest’anno? Se no, per quale motivo?» e via dicendo) ne ha inserita una in cui è stato chiesto «Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?». Continua a leggere
Salvini attacca il pm del caso Rogoredo. Dall’interrogatorio emerge il racconto lineare del poliziotto, che conosceva bene la zona, dove aveva già arrestato quaranta criminali. Basta leggere il resoconto dell’interrogatorio per capire che l’agente che ha sparato a Rogoredo racconta una storia lineare, coerente, del tutto incompatibile con l’idea - oggi formalmente contestata - di un omicidio volontario. Le sue dichiarazioni, raccolte nell’immediatezza dei fatti davanti al pm Giovanni Tarzia, restituiscono la fotografia di un intervento maturato in pochi secondi, in uno dei contesti più violenti e degradati della città, di certo non il ritratto di un poliziotto uscito in servizio con l’intenzione di uccidere. Continua a leggere
C’è il quarto indagato per la strage di Capodanno: Christophe Balet, alla guida del servizio di sicurezza pubblica del Comune. Dimessa dall’ospedale Eleonora Palmieri, la ventinovenne di Rimini: «Ora fisioterapia, medicazioni e lavoro psicologico». Il Comune di Crans Montana è marcato sempre più stretto. Anche l’attuale capo del dipartimento di sicurezza pubblica entra nella lista degli indagati con la lente della Procura della Repubblica vallesana che stringe sulle responsabilità penali dell’amministrazione. Continua a leggere
Annullata la riunione del 7 febbraio del Comitato direttivo, due magistrati accusano: è per non parlare del post del segretario Maruotti che accostava gli scontri di Minneapolis alla riforma Nordio. E il Csm si muove da casta e nomina un consulente per le pensioni. E monta la polemica anche per la decisione del Csm di assicurare a tutti i magistrati d’Italia un consulente pensionistico gratuito dopo un acceso dibattito e un voto combattutissimo. Il vicepresidente Fabio Pinelli, che con la sua preferenza ha sbloccato l’impasse, ha garantito che ciò sia avvenuto con la benedizione nientepopodimeno che del presidente Sergio Mattarella. Continua a leggere
A Palazzo dei Diamanti di Ferrara (sino all’8 febbraio 2026) una mostra-evento dedicata a Marc Chagall, fra i più noti e amati artisti del Novecento. In un’alternanza di opere pittoriche, disegni, incisioni e sale immersive, esposti oltre 200 capolavori, alcuni dei quali presentati per la prima volta in Italia. Continua a leggere
Oltre ai soliti beni rifugio corrono i metalli strategici. La spinta, qui, non è solo finanziaria ma anche materiale: transizione e intelligenza artificiale richiedono grandi input. Lo stesso vale per alluminio, litio e palladio. Mentre oro e argento dominano le cronache con i record, sotto la superficie dei listini sta correndo un’onda altrettanto decisiva: i metalli industriali e «strategici». La spinta non è solo finanziaria: è materiale. Transizione energetica e intelligenza artificiale richiedono reti elettriche, data center, componenti e riciclo: quantità crescenti di rame, platino e affini. Continua a leggere
Il documento finale del consiglio permanente della Cei chiede che nelle parrocchie sia presente una figura che possa aiutare le coppie omosex e chi ha fatto la transizione. Don Camillo è sconsolato. Davanti a lui c’è don Francesco, detto don Chichì, il prete arrivato a rivoluzionare la parrocchia. Sono gli anni del Concilio Vaticano II e l’obiettivo è quello di «demistificare». Via il grande Crocifisso dell’altare maggiore, quindi. E via pure l’altare, al suo posto la «tavola calda». La Chiesa, però, a furia di novità, è sempre più vuota. Continua a leggere
Confrontando gli articoli originali con le proposte di modifica si scopre la campagna di disinformazione messa in atto a sinistra. I due più importanti privilegi della nostra esistenza sono vivere e poter scegliere. Una delle prossime scelte da fare è quella al referendum. Chi su esso ci mente, ci inibisce il secondo degli importanti privilegi detti. Permettetemi un suggerimento. Anziché farvi confondere dai logorroici dibattiti televisivi o dai commenti partigiani sulla carta stampata, leggete direttamente la riforma: è appena una pagina e mezza della Gazzetta ufficiale. Confrontate poi gli articoli originali e con quelli modificati. Infine, leggete le motivazioni del Comitato per il No: vi accorgerete da soli che sono menzognere, col che stanno inibendo la vostra libertà di scegliere, che si ha solo se vi vien detta la verità. Continua a leggere
Cade l’ipotesi di un rinvio che avrebbe favorito il rinnovo del Csm con le vecchie norme. Il posticipo era un tentativo per guadagnare tempo e salvare il correntismo delle toghe. Sul binario Tar è in partenza il treno per la riforma delle giustizia, o meglio per il referendum. Permettetemi la battuta, non foss’altro per disintossicarmi dalla campagna per il No che giganteggia nelle principali stazioni ferroviarie dove megaschermi ci raccontano, con tesi spericolate, la versione di chi si oppone alla riforma della giustizia. Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità del 29 gennaio 2026. Il grande esperto di geopolitica Daniele Ruvinetti rivela un dettaglio inedito della escalation Usa-Iran. Continua a leggere
Gronchi (Confesercenti) denuncia: «Miliardi di danni per il ciclone Harry non coperti dalle assicurazioni obbligatorie. Le diverse scadenze per le imprese creano sperequazioni». Governo in pressing sulle compagnie per una soluzione. E c’è il nodo dei balneari. L’ombrello delle polizze catastrofali, che avrebbe dovuto riparare le aziende dai rovesci metereologici, fa acqua da tutte le parti. Il maltempo continua a imperversare nel Sud Italia e si cominciano a fare i conti dei danni e di quanto il governo dovrà stanziare. Un ennesimo salasso, anche con il rischio che chi è assicurato non riceva nulla, perché la normativa contiene numerose lacune. «A cominciare dal fatto che le mareggiate non rientrano nelle coperture previste. Continua a leggere