Presentato il cartellone 2026/27: quindici titoli, nove nuovi allestimenti, tre appuntamenti dedicati alla danza e il gioiello barocco di Vivaldi Juditha triumphans. Un’ambiziosa tetralogia verista per l’inaugurazione e il gran finale russo con Evgenij Onegin di Ciajkovskij e la regia di Robert Carsen. Continua a leggere
Il bilancio di Tedros: 3 vittime, 5 casi confermati («Ma aumenteranno»). Rispuntano Bassetti, Burioni & C. Il capitano della MV Hondius dopo la morte del primo paziente: «Nave sicura». Hostess ricoverata in Olanda. Mamma mia, here we go again. Ci risiamo davvero? L’epidemia di Hantavirus non è nemmeno un’epidemia, ma i giornali hanno subito ritrovato il gusto dell’apocalisse sanitaria. E sono ricomparse le virostar. Al solito, con tutto e il suo contrario: Matteo Bassetti è preoccupato per la letalità della malattia e per la dispersione dei potenziali untori; Fabrizio Pregliasco esorta a evitare «inutili allarmismi»; Roberto Burioni rispolvera l’arte della spocchia e deride i «milioni di esperti» passati da Hormuz a Garlasco al virus. Come nel 2020, solo lui capisce tutto. Il Corriere della Sera dissotterra una formula capace di evocare vivide memorie: la «paura del contagio». Anche se Tedros Adhanom Ghebreyesus, capo dell’Oms, rassicura: questo non è il nuovo Covid, conosciamo il patogeno e per infettarsi occorrono contatti prolungati. Ma se è vero che, su otto casi sospetti e cinque confermati, ci sono tre morti, Sars-Cov-2 al confronto era un raffreddore. In assenza di terapie specifiche e di vaccini da vendere a miliardi di fiale, l’agenzia Onu ci rifila una dose di moralismo: occorre «solidarietà», ha detto ieri il funzionario etiope, perché «i virus non si curano dei nostri confini». Calma, però: «Non è l’inizio di una pandemia». Almeno, stavolta non ci tocca prendere per oro colato i bollettini cinesi. Nel dubbio, a differenza di sei anni fa, le autorità si stanno muovendo in anticipo. Ieri, l’Ue ha organizzato una «riunione di follow-up del Comitato per la sicurezza sanitaria». Vi hanno partecipato gli Stati membri dell’Unione e dello Spazio economico europeo, i cui cittadini si trovavano a bordo della nave dalla quale sarebbe partito il focolaio. «La valutazione preliminare», ha comunque garantito la portavoce di Bruxelles, «indica un basso rischio per la popolazione generale». Il mantra è questo: la trasmissione da uomo a uomo è rara. Eppure, il ceppo andino, sceso dalla crociera sudamericana, è riuscito a prendere l’aereo. Ieri, ad Amsterdam, dov’è ricoverata, è stata sottoposta ai test un’assistente di volo della Klm, che si era incrociata con la moglie del passeggero olandese di 70 anni, morto l’11 aprile sull’imbarcazione. Costei, colta da disturbi intestinali, era approdata insieme alla salma del marito sull’isola di Sant’Elena; poi si era spostata a Johannesburg, dove, lo scorso 25 aprile, aveva provato a prendere un volo per i Paesi Bassi; a causa delle sue condizioni, però, le era stato impedito di salire sul jet. Il giorno dopo, è morta. L’Olanda, intanto, ha confermato la positività di uno dei pazienti evacuati dalla crociera e atterrati nella capitale. In Italia, si è messo in allerta lo Spallanzani. E le opposizioni hanno fatto ripartire il disco: «Il governo riferisca in Aula». Non è il nuovo Covid. Lo dimostra la cautela dei politici, disciplinati dal prezzo che hanno dovuto pagare per le restrizioni pandemiche. Ieri, ad esempio, il ministro della Sanità di Madrid, Mónica García Gómez, si è appellata «al buon senso dei passeggeri e dei loro familiari», affinché chi arriva alle Canarie rispetti la quarantena. García ha ricordato che i 14 connazionali sul natante dovrebbero firmare un «consenso informato» per essere messi in isolamento, benché abbia poi velatamente minacciato di imporglielo. La nave MV Hondius, infatti, ha ricevuto l’autorizzazione a dirigersi a Tenerife. Tra le polemiche. Il morale a bordo è migliorato, ha assicurato Tedros, fornendo il bilancio dei contagiati: dei tre evacuati l’altro ieri, due sono nei Paesi Bassi in ospedale e uno in isolamento in Germania. Migliora l’uomo che era stato ricoverato in terapia intensiva in Sudafrica, mentre uno finito in corsia a Zurigo è stabile. In Gran Bretagna, gli asintomatici confinati in casa sono due; ed è stazionario un cinquantaseienne ammalato. Resta grave il medico di bordo, colui che avrebbe giudicato «non contagioso» il paziente zero: ieri è spuntato un video in cui si vede il capitano della crociera, il 12 aprile, informare i passeggeri che la nave, visto ii parere del dottore, poteva considerarsi «sicura». Non è il nuovo Covid. Ma la disavventura ricorda l’odissea della Diamond Princess, la nave inglese che, dal 4 febbraio 2020, finì in quarantena per oltre un mese a Yokohama. L’Oms e l’operatore dello scafo olandese hanno comunicato che i passeggeri con sintomi sono stati tutti trasferiti; mentre il ministero degli Esteri dei Paesi Bassi ha ribadito che, dopo la morte del primo paziente a bordo, circa in 40 erano scesi a Sant’Elena, nell’Atlantico meridionale. Compresa, appunto, la moglie della vittima. È incerta l’origine di quello che Ghebreyesus ha definito «incidente grave». Si ipotizza che la coppia olandese deceduta abbia contratto il patogeno durante un’escursione per osservare uccelli in una discarica di Ushuaia, nella Terra del Fuoco. Solo che, in quella provincia, non erano stati mai registrati casi. Perciò, si sta ricostruendo il percorso dei coniugi prima dell’imbarco, dal Cile (che esclude coinvolgimenti) alla Patagonia. È acclarato che la variante delle Ande è quella che si diffonde più facilmente tra esseri umani e che, in Argentina, le infezioni stanno aumentando: l’innalzamento delle temperature consente ai topi vettori di prosperare. Fatale, difatti, è l’esposizione a escrementi, urina o saliva dei roditori. Il virus ha un’incubazione che varia tra una e otto settimane e può evolvere in varie forme, dalla febbre emorragica con sindrome renale, alla nefropatia, alla sindrome polmonare, la più frequente nel continente americano. Proprio l’intervallo tra infezione e manifestazione dei sintomi ha indotto l’Oms a precisare che potrebbero emergere nuovi casi. La MV Hondius era salpata da Ushuaia il primo aprile, con circa 150 persone. Il 6, lo sfortunato settantenne olandese ha iniziato a sentirsi male. Ma nessuno, nemmeno il dottore, aveva pensato al morbo respiratorio. Così, fino agli esiti delle analisi sulla donna morta il 26 aprile, la crociera ha proseguito il suo tragitto, lasciando scendere decine di persone. A segnalare il cluster all’Oms è stato il Regno Unito; era il 2 maggio, giorno in cui è spirata la terza vittima tedesca. A quel punto, la MV Hondius è stata bloccata a Capo Verde. Da lì, è ripartita alla volta delle Canarie, in un clima tipo Demeter, il mercantile del romanzo di Bram Stoker infestato da Dracula e trasformato in veicolo di pestilenza. E allora? Ci risiamo? Non è il nuovo Covid, no. Ma chi era in astinenza da salotti tv se lo farà bastare. Continua a leggere
La segretaria del Pd sondata dal colosso finanziario a Roma. E oggi vola in Canada. Nella settimana tra il 20 e il 25 aprile scorso una delegazione di Bank of America-Merrill Lynch, una delle maggiori istituzioni finanziarie mondiali, ha avuto alcuni incontri con personalità politiche italiane tra cui il segretario del Partito democratico, Elly Schlein, e l’ex premier ed ex Commissario Ue, Paolo Gentiloni. Non risultano alla Verità incontri con protagonisti dello stesso livello appartenenti alla maggioranza o al governo italiano, salvo contatti con un parlamentare di Fratelli d’Italia con cui non è stato possibile organizzare un faccia a faccia per via di una contemporanea missione all’estero di quest’ultimo. Continua a leggere
Quando i gioielli sono «suoi», il cancelliere si scopre sovranista: «Non è questo il modo di trattare Commerzbank». E schiera in difesa la «Cassa depositi e prestiti» tedesca. Intanto l’istituto italiano cede al pressing dell’Ue e vende le attività russe. Gli italiani in Germania possono fare gli operai, i manovali, i cuochi e negli ultimi anni perfino i ristoratori e i medici. Ma non possono fare i banchieri. Sulle banche non si passa. Unicredit ha lanciato un’offerta pubblica su Commerzbank, ma governo e sindacati non ne vogliono sentire parlare e per fermare gli italiani sta per entrare in campo anche la Cdp tedesca. Alla faccia delle regole Ue e del semaforo verde della Bce, oltre che della famosa reciprocità europea. Che evidentemente vale solo per l’Italia, dove Crédit Agricole e Bnp Paribas hanno fatto shopping e si muovono liberamente e i tedeschi, per dire, hanno in mano l’ex Alitalia. Continua a leggere
Le toghe scavalcano la politica sulla gestione dei migranti. La Consulta boccia il Friuli-Venezia Giulia sulle case popolari: «Vivere qui non conta». Mentre per la Corte di giustizia Ue il criterio dei 10 anni di residenza per il reddito di cittadinanza è «discriminante». Altro che remigrazione! Con il vento che tira dalle parti dei tribunali dall’Italia non solo non se ne andrà nessuno, ma avere la cittadinanza italiana conterà come il due di coppe quando è briscola bastoni. E a proposito di «bastoni» ecco due sentenze fresche fresche, una della Corte costituzionale, l’altra della Corte di giustizia Ue: entrambe sembrano appunto svuotare di priorità l’essere cittadini italiani ma anche essere stranieri da diverso tempo in Italia. Continua a leggere
Nel vertice della Meloni con il leader di Tripoli, Dbeibeh, gettate le basi per rafforzare gli approvvigionamenti di gas in Nord Africa. Poi cooperazione anti clandestini e scambio di prigionieri. A Roma dal premier anche Tusk e Magyar: sul tavolo bilancio Ue e difesa. Non sono fatti di sola cordialità gli incontri che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni tiene con gli altri capi di Stato e di governo nel mondo. Continua a leggere
Il segretario di Stato americano in missione per ricucire con la Santa Sede e trovare una convergenza anche sulla Cina. Gli Usa: «Relazioni solide, colloquio costruttivo». Ricucire con la Santa Sede e trovare una convergenza sul piano geopolitico. È stato questo l’obiettivo della visita effettuata ieri da Marco Rubio in Vaticano. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast dell'8 maggio con Carlo Cambi Continua a leggere
La nostra sede Unifil colpita da Hezbollah: non ci sono feriti. Teheran: «Nessuna decisione sulla proposta americana». Riad e Kuwait tolgono le restrizioni a Washington, che valuta la ripresa di «Project freedom». Il Medio Oriente continua a muoversi su un equilibrio estremamente fragile tra operazioni militari, trattative diplomatiche e tensioni marittime che coinvolgono direttamente Stati Uniti, Iran, Israele e le monarchie del Golfo. Continua a leggere
L’ex candidato ad lascia in dissenso per le scelte di governance. Le intercettazioni sono al vaglio delle giunte parlamentari. A Siena il potere non cambia mai davvero forma. Cambia salotto, cambia alleanze, cambia notaio. Ma resta la stessa liturgia fatta di consigli d’amministrazione trasformati in trincee o verbali usati come baionette. E infatti dentro Montepaschi non c’è più soltanto una dialettica societaria. Continua a leggere
Chiusa la nuova inchiesta per il delitto di Chiara Poggi, si va verso il rinvio a giudizio dell’amico del fratello della vittima. Pm di Pavia in pressing per la revisione di Stasi. Il legale dell’ex fidanzato condannato: «Ha speranza crescente, tiene i piedi per terra». Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
Si smontano altri dubbi sull’adozione, sulle cure per il bambino e sulla vita in Uruguay dell’ex consigliere. E aumentano le domande sull’agitazione del Colle. Che non fu così solerte nel voler far luce sul caso Garofani. È possibile che Sergio Mattarella si sia pentito di aver concesso la grazia a Nicole Minetti. Cioè che si sia reso conto solo a cose fatte che il provvedimento di clemenza nei confronti dell’ex igienista dentale, a differenza di quelli in favore di assassini e delinquenti, non avrebbe fatto aumentare la sua popolarità. E dunque, ripensandoci, è probabile che il capo dello Stato fosse pronto a rimangiarsi il provvedimento con cui ha deciso di cancellare la pena di tre anni e undici mesi ai servizi sociali a carico dell’ex consigliera regionale. Continua a leggere
L’Interpol non ha segnalato precedenti su Giuseppe Cipriani e l’igienista dentale. Intanto emerge che l’avvocata morta non si oppose all’adozione del bambino. Mediaset: «Dispiacere per l’azione risarcitoria del ministro Nordio». Mentre in Uruguay si scopre che la madre biologica del bambino adottato da Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani aveva una condanna per omicidio durante una rapina, e mentre le carte dell’Inau (istituto per l’infanzia) ridimensionano il ruolo dell’avvocata morta nel 2024 - che non si oppose all’adozione piena l’anno precedente -, a Milano i primi riscontri arrivati dall’estero non hanno incrinato di un millimetro l’impianto su cui era stata concessa la grazia dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Continua a leggere
Tra i dem, Mario Calabresi e Pierfrancesco Majorino si trovano in pole position nella corsa per il capoluogo lombardo. Ma in Pd e Avs ci sono parecchi malumori. Manca poco più di un anno al voto per eleggere il nuovo sindaco di Milano. La data appare lontana, ma si intravvedono le prime agitazioni a sinistra, alimentate da una serie di sondaggi che assegnano un buon vantaggio al campo largo. Continua a leggere
Fatturato record per l’azienda guidata da Del Fante che nel trimestre ha consegnato 89 milioni di pacchi con tariffe in calo: profitti in crescita del 3%. L’operazione sul gruppo di tlc si chiuderà entro settembre. C’era una volta il vecchio ufficio postale. Quello delle raccomandate, dei bollettini premarcati, delle file allo sportello e dei portalettere con la borsa di cuoio consumata dalla pioggia. Adesso Poste Italiane vuole fare la compagnia telefonica, la banca di quartiere, il corriere dell’e-commerce, il venditore di energia e persino la piattaforma digitale nazionale. Continua a leggere
Stretta della Salis sulla sicurezza. In città compaiono sempre più scritte contro l’adunata degli «assassini». Don Farinella, sacerdote in prima linea per gli immigrati, sbatte la porta in faccia ai partecipanti del raduno. Finalmente è tutto pronto per l’adunata degli alpini che inizia oggi a Genova: Non una di meno ha pubblicato un form per segnalare ipotetiche molestie; i primi cocci di vetro sono già stati lanciati dalle finestre contro alcune penne nere; don Paolo Farinella ha chiuso la sua chiesa a causa dell’invasione non gradita (l’altra, quella di stranieri, va invece benissimo) degli alpini e, infine, le mura della città si sono, poco alla volta, riempite di scritte «Assassini». Continua a leggere
All’indomani del voto sulla giustizia, gli alfieri televisivi della sinistra hanno rotto gli argini per attaccare il governo Meloni a ogni trasmissione utile. Dentro il piccolo schermo, la campagna per le politiche è iniziata Addio freni inibitori. Autocontrollo, questo sconosciuto. Ora che la meta si avvicina e in fondo al rettilineo s’intravede lo striscione del traguardo, vale tutto. La meta è la vittoria del campo largo alle prossime elezioni. O, detto in altro modo, la detronizzazione di Giorgia Meloni; e non si sa per che cosa si goda maggiormente. Continua a leggere
Il Brasile ha spedito in Grecia, il giorno dopo l’entrata in vigore dell’intesa, tre tonnellate di carne avicola infettata dalla salmonella. Continua la protesta dei contadini italiani. Stavolta ci toccherà di dare ragione a Emmanuel Macron che si è schierato - insieme con Polonia, Austria, Irlanda e Ungheria - contro il Mercosur e in cambio ha anche ottenuto che l’autorità doganale europea, fondamentale per svolgere le analisi sulle merci importate, sia radicata a Lille, frustrando la richiesta italiana che la voleva a Roma. Continua a leggere
Svelato il siparietto a due mesi dall’elezione. Il pontefice minacciò di cambiare istituto. Chiunque si sia già confrontato con un addetto del servizio clienti, ritrovandosi impotente in un labirinto di dati e password, d’ora in avanti si sentirà meno solo. Un’esperienza simile, infatti, è capitata perfino al Vicario di Cristo in persona, papa Leone XIV. Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità del 7 maggio 2026. La deputata della Lega Tiziana Nisini ci parla della carenza di senologi in Italia, una emergenza nazionale Continua a leggere
Ultimi danni del sinodo: il gruppo di studio sulle questioni controverse (ribattezzate «emergenti») prova a legittimare le unioni gay, con «testimoni» che parlano di «matrimonio» e «marito». Benché la Santa Sede bocci le benedizioni impartite dai vescovi tedeschi. Dagli amici mi guardi Dio, ché dai nemici mi guardo io. Il proverbio si attaglia perfettamente alla condizione di papa Leone XIV, trascinato in una querelle con Donald Trump e, al contempo, impelagato con le fratture interne alla Chiesa: l’imminente strappo dei lefebvriani sulle nomine dei vescovi e le derive progressiste in tema di omosessualità. Continua a leggere
A Roma, al termine del Med9, il vicepremier Antonio Tajani annuncia la nascita di una coalizione tra Ue, Balcani, Golfo, Nord Africa e Lega Araba per garantire sicurezza alimentare e accesso ai fertilizzanti attraverso lo stretto di Hormuz dopo un cessate il fuoco stabile. Continua a leggere
La missione guidata da Laura Boldrini nei campi sahrawi si inserisce in un contesto altamente sensibile, tra accuse sul ruolo dell’Algeria nella destabilizzazione del Sahara e del Sahel e la controversa posizione del Fronte Polisario, che alimentano tensioni politiche e diplomatiche. Continua a leggere
Collettivi e centri sociali protestano per l’evento di destra nel centro di Bologna. La Prefettura decide così di cambiare location, dandola però vinta a chi minaccia. Cambia la location della manifestazione. Dopo le polemiche, è stata scelta la strada della prudenza e soprattutto della «prevenzione». Così, al termine di una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura è stato stabilito che il raduno della Remigrazione si svolgerà sabato 9 maggio in piazza della Pace a Bologna. Continua a leggere
Il sindaco di Genova scrive all’Associazione: «Vi accogliamo con onore». Ma dopo fa sgomberare le tende delle penne nere. A Genova esistono due sindaci. Entrambi vanno ai concerti indossando camicia di jeans e occhialoni. Entrambi hanno sempre la piega perfetta. Entrambi sono il punto di riferimento della sinistra che piace. Sono praticamente la stessa persona. Si fanno chiamare addirittura con lo stesso nome e cognome. Poi però, quando ci sono di mezzo gli alpini, sembrano due persone diverse. Diventano dottor Jekyll e Silvia Salis. Continua a leggere