Premio del 9% sull’ultima quotazione. Nascerebbe un gruppo da 27 miliardi di ricavi. Alcuni numeri per intenderci: circa 27 miliardi di ricavi annui, 4,8 miliardi di margini lordi, oltre 150.000 dipendenti. Queste cifre sono quelle sciorinate da Poste Italiane per descrivere il gruppo che potrebbe nascere nel caso l’Offerta pubblica di acquisto e scambio, Opas, su Telecom Italia andasse in porto. Sì, avete letto bene: all’ora di cena di una domenica sera elettorale, le Poste guidate da Matteo Del Fante e dal direttore generale Giuseppe Lasco puntano al controllo della totalità di Tim. Continua a leggere
Dalla Confraternita del raviolo al cioccolato. Poi tutti in bici tra le colline, i borghi e i vigneti della terra dei Campionissimi. Tutto cominciò con una fetta di salame. Perché proprio a 14 anni un giovanissimo garzone di nome Fausto trovò lavoro come addetto alle consegne in una salumeria di Novi Ligure. Fu così che cominciò a pedalare. Sempre in bicicletta, mattina e sera. E poi il ritorno a casa e quella interminabile salita da Villalvernia a Castellania. Continua a leggere
Le sue riflessioni poggiano sul presupposto heideggeriano di ineluttabilità della Tecnica e su un’idea del progresso come portato cristiano. Il pur discutibile accelerazionismo, mutuato da Nick Land, nasce dal timore che un potere globale schiacci l’innovazione. Finito il breve momento di critica preventiva alle Conferenze sull’Anticristo che Peter Thiel ha tenuto a Roma, si possono ora leggere i resoconti - ottimo quello di Stefano Graziosi - di chi alle conferenze c’è andato davvero, e si può constatare come il giornalismo delle maestrine che corrono a chiudere le orecchie ai bambini che non devono sentire quello che dice un «fascista» [sic] non colga altro risultato se non quello di ribadire la grande ignoranza di chi pensa di parlare di filosofia e teologia ma, in realtà, sta solo obbedendo all’imperativo della sua vita: ribadire di essere un benpensante. Continua a leggere
Cronista rigoroso e intelligente, non si è mai pentito della militanza in Lotta Continua. Polemico e tagliente, primo della classe, è da sempre un mago nel sapersi riposizionare tra televisione e giornali, cantandosela e suonandosela con invidiabile aplomb. Cognome e nome: Lerner Gad. Beirut, 7 dicembre 1954. «Sono un ebreo fortunato. Ero un bambino che divorava libri, un po’ rachitico e molto emotivo», e fin qui... «Un italiano che ha vissuto da apolide per metà della sua vita», e fin qui... Continua a leggere
I due sovversivi morti stavano confezionando una bomba difficilmente trasportabile in un casolare al parco degli Acquedotti. A un solo chilometro c’è un centro della Polizia di Stato, forse il target da colpire. I compagni: «La vendetta sarà terribile». Potrebbero arrivare dalla natura dell’ordigno che stavano costruendo le prime risposte sul tipo di azione che gli anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, morti a Roma nella notte tra giovedì e venerdì nel crollo del Casale Sellaretto, all’interno del parco degli Acquedotti, intendevano mettere in atto. Continua a leggere
Per cogliere i vantaggi della rivoluzione digitale è necessario passare da un welfare redistributivo a un sistema di formazione cognitiva. Servono più investimenti privati. La Commissione europea ha raccomandato all’Italia di aumentare del 5% la percentuale di produzione manifatturiera - con tendenza declinante come in altre nazioni europee - nel mix di settori che generano ricchezza nazionale. In uno studio simile che ho condotto due anni fa su richiesta di attori finanziari privati emerse un numero simile (7%), ma in un modello sistemico che valutava l’impatto sia selettivo sia propulsivo della rivoluzione tecnologica in atto nei tre settori dell’economia: agricoltura (primario), industriale (secondario) e dei servizi (terziario). Continua a leggere
In Inghilterra i laburisti perdono in un collegio «blindato» dove vincevano da decenni. Sprofondo anche in Germania alle Regionali. Manca un progetto radicato nel presente. Le elezioni, seppur parziali, tenutesi qualche settimana fa in due importanti Paesi come l’Inghilterra e la Germania hanno inviato un messaggio univoco. Nel Regno Unito il Partito laburista ha perso nel collegio di Gorton e Denton, alla periferia di Manchester, nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, dove vinceva da decenni. Continua a leggere
Centinaia di militanti e le principali cariche istituzionali a Pontida per i funerali di Umberto Bossi. Tra applausi, cori identitari e qualche tensione, il popolo leghista ha reso omaggio al fondatore nella storica abbazia simbolo del movimento. Applausi per Meloni, Zaia e Fontana, contestazioni a Salvini. Continua a leggere
Il sindaco, che scade tra un anno, punta a candidarsi al Parlamento via Pd malgrado la distanza con la Schlein. Se le Politiche venissero anticipate alla primavera ’27 dovrebbe dimettersi lasciando la città a un commissario. Nei giorni decisivi del referendum di oggi e domani sulla giustizia, nel centrosinistra il punto non è solo il risultato delle urne. Il punto è anche ciò che quel voto dirà sui rapporti di forza nel Pd, sulla tenuta della leadership di Elly Schlein e sulla futura battaglia per le candidature. Proprio in questo quadro prende forma uno dei dossier politici più delicati dei prossimi mesi: la volontà di Beppe Sala di candidarsi alle elezioni politiche del 2027. Continua a leggere
L’intervento del premier al podcast del rapper ha generato milioni di visualizzazioni. I canali social del presidente del Consiglio e del programma hanno aumentato i follower. Dopo le inutili polemiche sulla partecipazione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Pulp, il podcast di Fedez e Mr. Marra, è tempo di numeri. Ovviamente si tratta di dati parziali, visto che per sua stessa natura il podcast continuerà e generare visualizzazioni. Però esistono. E parlano chiaro. Continua a leggere
I nostri bond tornano a ballare, ma i fondamentali non c’entrano: dipende da conflitto nel Golfo e giochi degli investitori. Il debito americano sfora i 39 triliardi, il 124% del Pil. C’è stato un tempo non troppo lontano in cui i Btp erano diventati quasi noiosi. Il titolo di Stato italiano non faceva più paura: roba buona per tranquilli cassettisti. Poi è arrivata la guerra e il mercato ha ricordato a tutti che la memoria è corta ma il rischio no. Continua a leggere
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Il pittore Giovanni Gasparro finito sotto accusa per il suo «Martirio di San Simonino da Trento»: «Il pm chiedeva la reclusione ma sono stato assolto perché il fatto non sussiste. In questo tempo ho subito danni negli affetti e sul lavoro». Continua a leggere
Potremmo quasi definirla una ricetta di base da arricchire a piacimento. Noi l’abbiamo preparata così perché aspettiamo amici non carnivori a cena e dunque ci serviva di proporre un piatto d’intermezzo che fosse compatibile con le loro preferenze alimentari. Ma voi potete arricchire con salsiccia, pancetta, speck o magari inserendo altro formaggio a cubetti. La ricetta è semplice e di sicuro effetto. Si può gustare sia tiepida che fredda, evitate però di servirla appena sfornata. Continua a leggere
Da Paolo Auriemma a Michele Prestipino: le chat dello stratega delle nomine mostrano chi usufruito dei suoi aiutini. A danno dei colleghi. Tutti lo cercavano. Tutti gli scrivevano. Tutti chiedevano incontri o sostegni. E tutti hanno fatto carriera. Le chat del caso Palamara raccontano gli intrecci senza filtri. Con frasi di questo tipo quando ci si affidava al capocorrente di Unicost: «La mia carriera è nelle tue mani». Come fece Gaetano Sgroia, attuale presidente di sezione al tribunale di Salerno. Continua a leggere
Marco Tamburrino, giudice per le Indagini preliminari e giudice dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Trento: «Hanno creato un ulteriore potere, quello politico, che la magistratura non deve avere. Calamandrei 80 anni fa aveva capito il rischio di questa deriva. L’Alta Corte garantirà imparzialità e autorevolezza». Continua a leggere
Bruno Castagnoli, ex presidente del Tribunale di Fermo: «Per tutto il dibattito abbiamo sentito dire che i sostenitori del Sì sono dei delinquenti. E che il Fronte del No è l’unico difensore della Costituzione. Un vero e proprio «furto» da parte di chi arriva a descrivere una riforma come un attentato». Continua a leggere
Domanda asiatica in calo. Teheran colpisce infrastrutture energetiche. Shipping globale nel caos. La guerra aiuta la Russia. Shock energetico prolungato? I sauditi temono petrolio a 180$. Continua a leggere
La «tesi» di Gratteri sbugiardata da Piercamillo Davigo: l’ex procuratore ha preso un anno e 3 mesi in Cassazione ed è in prima fila contro la legge Nordio. Ma finalmente abbiamo la possibilità di smontare le loro bugie con un Sì. È finita e finalmente si vota. Una campagna referendaria tra le più brutte e menzognere della storia. Dove invece che del merito, ovvero della riforma della giustizia, si è discusso di tutt’altro, con un processo alle intenzioni più che alle decisioni, e soprattutto con la volontà di colpire il governo più che migliorare l’efficienza di Procure e tribunali. A simboleggiare la conclusione dello scontro, il dibattito a Milano fra due ex magistrati: Piercamillo Davigo e Antonio Rinaudo, il primo a favore del No alla legge voluta dal governo, il secondo sostenitore del Sì. Continua a leggere
Il comando americano: «Abbiamo deteriorato le capacità nemiche nello Stretto». Si allarga la coalizione per una futura missione, il Giappone già tratta con l’Iran un passaggio. I pasdaran minacciano il Mar Rosso. «Axios»: «Washington studia un negoziato». Somigliano a uno sforzo di riconciliazione le ultime mosse degli Stati Uniti e dei loro alleati per sbloccare lo Stretto di Hormuz. Ieri, l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Centcom, il Comando centrale Usa, ha dichiarato che i raid americani su infrastrutture sotterranee, razzi antinave e sistemi radar e d’intelligence nemici hanno «degradato» le capacità degli iraniani di ostacolare il traffico commerciale in quelle acque: «La loro Marina non è operativa, i caccia tattici non volano e hanno perso la facoltà di lanciare missili e droni ai ritmi osservati all’inizio del conflitto». Una comunicazione a suo modo incoraggiante, nelle ore in cui si è appreso che un regime che dovrebbe essere alle corde ha scagliato due testate balistiche a 4.000 chilometri di distanza, verso la base di Diego Garcia. Chissà se è stato quell’annuncio - usando l’espressione di Donald Trump - a «svegliare» i partner, dentro e fuori la Nato. Continua a leggere
Il ministro degli Esteri di Damasco, Asaad al-Shaibani: «Stiamo ricostruendo lo Stato, Israele si fermi». Nel complesso scacchiere mediorientale la Siria sembra sempre più vicina ad essere coinvolta negli scontri. Israele ha attaccato alcuni obiettivi militari nella Siria meridionale, precisamente nel governatorato di Suwayda, con il dichiarato intento di difendere la minoranza drusa. Continua a leggere
Dalla baby-sitter brasiliana «al centro di una richiesta di sesso a tre» alle offese a una psicoterapeuta: l’affaire Fresa si allarga. Gli audio choc del sostituto procuratore generale della Cassazione, Mario Fresa, pubblicati ieri dalla Verità, hanno scosso anche i timpani dei consiglieri del Csm che appena tre mesi fa avevano votato contro il trasferimento del magistrato dal Palazzaccio per incompatibilità ambientale. Continua a leggere
Indagini in corso sul caccia statunitense danneggiato da Teheran. Se il vettore che ha raggiunto il jet fosse uno ad alta velocità, si tratterebbe di un’arma fornita dallo zar. Anche ai migliori può succedere di trovarsi in situazioni dalle quali è difficile uscire indenni, anche se «invisibili». È capitato il 19 marzo al pilota di un F-35 statunitense danneggiato dal fuoco delle difese iraniane durante una missione della quale il Pentagono non ha voluto confermare né luogo, né l’obbiettivo. Nessun aeroplano è tanto superiore ai sistemi di difesa attuali da esserne immune, men che meno l’F-35 di questa vicenda, risalente al 2006, ma il fatto fa notizia perché fino a oggi nessun aereo di questo tipo è mai stato abbattuto in combattimento, anche se una dozzina di esemplari sono andati persi per incidenti attribuiti a guasti ed errori umani. Continua a leggere
Intercettati i due missili contro la base Diego Garcia. L’Idf mette in allerta le capitali europee. Bersagliata Dimona. Israele nega di aver attaccato il sito atomico, ma annuncia almeno altre due settimane di guerra. A distanza di tre settimane dall’inizio del conflitto, il regime iraniano ha svelato un asso nella manica: tentando di colpire l’isola di Diego Garcia, nel mezzo dell’Oceano indiano, ha mostrato che le sue armi hanno una gittata maggiore di quanto dichiarato. Continua a leggere
Bruxelles ci ha sempre esortato ad aumentare le scorte per ridurre i costi, ma adesso consiglia il contrario: meno stoccaggi. E invita imprese e famiglie a limitare i consumi: un buon modo per avere più disoccupazione. L’Europa se n’è inventata un’altra. Seguite il ragionamento perché è talmente sottile, arguto e fino da rasentare pericolosamente il nulla assoluto. Poiché con la guerra ci può essere un problema di approvvigionamento del gas (ma va’?, ci era sfuggito), e ora già costa troppo (menomale che ce l’hanno detto, sennò avremmo pensato che qualcuno ci stesse rubando i soldi nel portafoglio), mettetene da parte un po’ meno e, soprattutto, consumatene di meno perché se aumenta troppo il numero di coloro che ne comprano tanto (la domanda) poi aumenta il prezzo e cresce l’inflazione. Continua a leggere