Rassegna Stampa Quotidiani
La Verità
Un solo numero detta le mosse di Trump
32 minuti fa | Mar 24 Mar 2026 13:00

Il presidente inizia a trattare quando gli interessi sul debito americano, giunto a 39 trilioni di dollari, arrivano al 4,5%. È successo un anno fa sui dazi. A farne le spese pure i nostri Btp, cresciuti oltre il 4% prima delle aperture all’Iran, con lo spread in zona 100. Quattro virgola cinquanta per cento. Questa percentuale è quella chiave per capire le mosse di Donald Trump e quindi dei mercati. Questa famoso 4,5% è l’interesse pagato dal Tesoro americano sulla montagna di debito su cui siedono gli Stati Uniti. Sopra questa soglia, il mercato giudica insostenibile la gestione del rosso federale. Continua a leggere

Zitti e Boni | La sinistra e l'egemonia della casta
2 ore fa | Mar 24 Mar 2026 11:30

Antonio Gramsci aveva capito tutto: per cambiare il mondo bisogna occupare i posti di potere. Ma ora che l'occupazione è avvenuta, nelle scuole e università, nella magistratura e nei media, secondo Boni Castellane, della rivoluzione non è rimasta traccia. È rimasto solo il dominio. Continua a leggere

Schlein apre alle primarie, con l’incubo Conte
2 ore fa | Mar 24 Mar 2026 11:00

La leader dem salva la testa, ma ora deve guardarsi pure da Landini, che convoca la piazza il 28 marzo. Quando la vittoria del No diventa certa e assume proporzioni imprevedibili alla vigilia, a Napoli, nella sede dell’Associazione nazionale magistrati, si inizia a cantare Bella ciao. Nei comitati per il Sì si gorgheggia invece Lacreme napulitane: in provincia di Napoli il No è andato ogni previsione. È finita 71,5% per il No contro il 28,5% per il Sì. Una scoppola clamorosa, che non potrà non portare a delle doverose riflessioni nel centrodestra nazionale sulla classe dirigente partenopea e campana in generale, già protagonista della rovinosa sconfitta alle regionali, soprattutto in vista delle prossime politiche. Continua a leggere

Per rialzarsi dopo la prima batosta al centrodestra resta la Manovra
3 ore fa | Mar 24 Mar 2026 10:00

La sberla fa male alla coalizione, che ora dovrà accantonare i sogni di premierato. Muovendosi con tatto anche sulla legge elettorale. Se però non vuol perdere nel 2027, adesso serve una risposta economica audace. Lo schiaffo fa male, la gastrite provoca fitte e c’è voglia di chiudersi nella stanza buia. Nessuna parte del corpo del centrodestra è immune dal dolore che percorre il sistema nervoso dalla testa ai piedi. Quella del No al referendum è la prima vera sberla dal settembre 2022 e non basta consolarsi con «ha vinto l’Italia manettara» (vero) o con «il partito dei magistrati esiste, si chiama Anm, e ha qualche milione di elettori» (verissimo). Continua a leggere

Anm, festa da partito tra «Chi non salta la Meloni è», bollicine e «Bella ciao»
4 ore fa | Mar 24 Mar 2026 09:00

Da Napoli a Milano, le toghe si levano la maschera e intonano cori contro il premier. Imparato, collega per il Sì, presa di mira. Per tutta la durata della campagna referendaria hanno continuato a ripetere che l’Associazione nazionale magistrati era un soggetto indipendente. Ma già alla diffusione dei primi dati, con il No che avanzava inesorabile, sono scattati i festeggiamenti in stile quartier generale elettorale per le elezioni politiche. Due le sezioni più accese: Napoli e Milano. Continua a leggere

Lucio Malan: «La guerra non ci ha favoriti»
5 ore fa | Mar 24 Mar 2026 08:00

Il presidente dei senatori di Fdi: «Il popolo ha deciso. Alla sinistra non basterà per vincere le elezioni. La necessità di riforme rimane, a partire dalla legge elettorale». Lucio Malan, da presidente dei senatori di Fdi si aspettava un risultato del genere? «Speravo in un risultato diverso ma ne prendiamo atto. Il popolo italiano ha deciso». Continua a leggere

Edicola verità | la rassegna stampa del 24 marzo
6 ore fa | Mar 24 Mar 2026 07:14

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 24 marzo con Francesco Borgonovo Continua a leggere

Netanyahu (per ora) si accoda a Trump: «La pace tutelerà i nostri interessi»
6 ore fa | Mar 24 Mar 2026 07:00

Tel Aviv sconta i buchi nelle difese. Netanyahu sente anche Vance sui negoziati e avverte: «Intanto andiamo avanti a bombardare». Il suo scopo è trasformare il Paese in hub energetico. L’Egitto già gli fa concorrenza. Non si sa ancora se la pace sia a portata di mano o se sia un bluff di Donald Trump «per manipolare i mercati», come sostiene il suo presunto interlocutore, Esmaeil Baqaei, presidente del Parlamento iraniano. La testata israeliana Ynet news, ieri, affermava che Washington si darebbe 21 giorni per ulteriori incursioni militari e per negoziare con il nemico: la guerra dovrebbe finire il 9 aprile. Continua a leggere

Trump: «Accordo vicino, l’Iran non avrà l’atomica». Ma il regime lo smentisce
7 ore fa | Mar 24 Mar 2026 06:30

Il tycoon: «Tregua di 5 giorni, intesa in 15 punti». Teheran: «Manipola i mercati». I funzionari però confermano: colloqui in corso. Obiettivo fine guerra il 9 aprile. Raid Idf contro il comando centrale dei pasdaran. Ancora esplosioni in Barhein. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere

La Repubblica dei giudici
7 ore fa | Mar 24 Mar 2026 06:00

La sinistra si intesta una vittoria che è invece solo delle toghe: con la sconfitta della politica sancita ieri, avranno sempre più potere e presenteranno il conto anche agli «alleati». La scossa auspicata dal consigliere di Mattarella è arrivata: ci aspetta un anno difficile. Continua a leggere

Il fronte del No insiste nel raccontare balle
7 ore fa | Mar 24 Mar 2026 05:59

A sentire Landini, che fa il sindacalista a tempo perso, i cittadini si sarebbero espressi contro le politiche economiche e sociali del governo e a favore della pace nel mondo. A ruota sono arrivate le altre mistificazioni dei vari Bachelet, Merlo e compagni. Evviva, evviva, evviva.Il Bene ha trionfato sul Male.La Costituzione è salva. E ovviamente da oggi sarà tre volte Natale, e festa tutto l’anno. Il tono è irridente? Certo. Ma non nei confronti degli elettori che sono andati ai seggi e hanno votato No alla riforma della giustizia, surclassando il Sì. Continua a leggere

«Tim resterà autonoma anche dentro Poste»
7 ore fa | Mar 24 Mar 2026 05:58

Dopo aver lanciato l’Opas, l’ad Del Fante rassicura: il marchio iconico sarà protetto. L’obiettivo è creare un gruppo integrato tra logistica, pagamenti, digitale e tlc con sinergie da 700 milioni. La società di Labriola sale in Borsa, il mercato vede un rilancio. C’era una volta Tim. Presto, non ci sarà più. Almeno non come la conosciamo. Resterà autonoma ma il perimetro delle attività sarà profondamente modificato. Continua a leggere

Comunali francesi: bene i socialisti. Rn tiene, i macroniani sprofondano
7 ore fa | Mar 24 Mar 2026 05:55

Soddisfatta anche la destra moderata dei Républicains, che vince in 1.219 città. I lepenisti conquistano (in coalizione) Nizza e altri centri minori. In Germania la Cdu spodesta l’Spd in Renania-Palatinato. Le elezioni comunali francesi si sono concluse con molte incognite e una sola certezza: la Francia è più divisa che mai. La mappa variopinta del Paese pare un caleidoscopio di nuance politiche. Continua a leggere

Fondi per gli immigrati: prefetto indagato
7 ore fa | Mar 24 Mar 2026 05:45

Accusa di turbativa d’asta per Pinuccia Niglio, attualmente in servizio a Rieti. Secondo gli investigatori, i bandi per assegnare denari alle cooperative d’accoglienza erano irregolari. Parte delle somme sarebbe stata spesa in vacanze e beni di lusso. Cooperative, appalti e accoglienza dei migranti. Sono i classici elementi di un copione che troppo spesso ritorna nelle indagini delle Procure di tutta Italia. E che da settimane sta scuotendo la Prefettura di Rieti finita al centro di un’inchiesta della guardia di finanza coordinata dalla Eppo, la Procura europea di Roma che si occupa dei reati che danneggiano gli interessi finanziari dell’Ue. Continua a leggere

Zuppi fa l’imparziale ma ridacchia: «L’equilibrio dei poteri è al sicuro»
7 ore fa | Mar 24 Mar 2026 05:43

Il capo Cei: «Noi liberi dalla politica». Però celebra il No come eredità dei costituenti. E poi dicono che le preghiere non vengono esaudite. Soprattutto se vestono la porpora e vengono dal «capo» lassù qualcuno le ama. Giovannino Guareschi, creatore di Peppone e Don Camillo, nella famosa disfida del 1948 aveva inventato il manifesto pro Dc. «In cabina Dio ti vede, Stalin no». Anche stavolta più o meno è andata così. Continua a leggere

Petrolio, rinnovabili, missili e droni: la guerra è un grande regalo alla Cina
13 ore fa | Mar 24 Mar 2026 00:00

Il conflitto era iniziato anche per ostacolare le forniture di Xi Jinping, ma le petroliere verso Pechino sono tra le poche a transitare. I gruppi green (Catl, Byd) guadagnano e le terre rare asiatiche per la difesa diventano essenziali. I reali motivi che hanno spinto Netanyahu e Trump ad attaccare l’Iran probabilmente non li conosceremo mai, meno mistero c’è invece intorno agli obiettivi geopolitci dell’Operation Epic Fury, l’operazione Furia Epica scatenata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio scorso. Continua a leggere

Il prosciutto spagnolo non è tutto uguale. Alla scoperta del vero Pata Negra tra marketing e realtà
17 ore fa | Lun 23 Mar 2026 20:00

Lo importiamo e mangiamo da un bel po’, ma è salito alla ribalta popolare quando Briatore ne ha fatto un ingrediente delle sue pizze. Quello originale proviene da un maiale che, a parte la caratteristica zampa nera (da cui prende il nome), è al 100% iberico, vive allo stato brado e ha un’alimentazione a base di ghiande, erba e radici. Il suo sapore intenso sopraffino è determinato dal grasso e intensificato dalla stagionatura. Si taglia al coltello, quindi la fetta è abbastanza spessa e in alcuni punti quasi callosa. Ma in bocca si scioglie... Continua a leggere

VOTAntonio | Referendum: il fronte del Sì affonda
18 ore fa | Lun 23 Mar 2026 19:30

Non una sconfitta, ma una "rovinosa disfatta". I numeri del referendum sulla separazione delle carriere consegnano una vittoria schiacciante al fronte del "No", certificando una distanza abissale tra gli schieramenti nonostante il pressing finale del centrodestra. Continua a leggere

Pietruccio Montalbetti: «Ho vissuto con gli indios e scalato le Ande a 70 anni»
18 ore fa | Lun 23 Mar 2026 19:00

Il fondatore dei Dik Dik: «Viaggio da solo e continuo a fare concerti. Nel Natale del 1965 incontrai Battisti a Milano: non aveva nessuno, mia madre lo invitò a pranzare da noi». «Cielo grigio su / foglie gialle giù. / Cerco un po’ di blu / dove il blu non c’è». Mondo duro e difficile quello della canzone, fatto di sogni e fatica, frenesie e malinconia. Pietruccio Montalbetti, classe 1941, il leggendario fondatore dei Dik Dik - quelli di Sognando la California e di L’Isola di Wight - ha raccontato in un libro, Storia di due amici e dei Dik Dik (ed. Minerva), gli anni ormai lontani della nascita della band e la storia dell’amicizia, durata tutta la vita, con una figura altrettanto leggendaria, Lucio Battisti, stella della musica italiana che si spense nel 1998. Torna la Milano degli anni Sessanta, laboratorio dove, nei quartieri e nelle stanze in affitto, i giovani provavano a vivere di musica. Come nacquero i Dik Dik? «Abitavo in un quartiere di Milano, in via Stendhal. I miei amici d’infanzia erano Cochi Ponzoni - mio compagno di classe in terza elementare - Moni Ovadia, Lallo (Giancarlo Sbriziolo, cantante dei Dik Dik, ndr). Avevo imparato a suonare la chitarra da ragazzo da un musicista tornato dal campo di concentramento, famiglia sterminata. Abitava al primo piano di casa mia. Mia mamma lo aiutava. Facemmo un gruppo, “The Dreamers”. Vedevo Lallo e Pepe (Erminio Salvaderi, mancato nel 2020 causa Covid., ndr) che suonavano insieme ai giardini pubblici di piazza Napoli e facemmo questo complesso. Ci contattò Ermanno Palazzini e ci hanno chiamato “Gli squali”. “Ci mancano due elementi”. Ci portò Sergio Panno e Mario Totaro, batteria e tastiere. Lallo faceva l’odontotecnico, un altro lavorava in banca come ragioniere, Pepe e gli altri due erano universitari, ma benestanti. Io il più licenziato in assoluto di Milano, ho fatto il muratore, il facchino… Compare il desiderio di fare un disco». Per suonare andavate in una sala della parrocchia… «Andavamo nella Chiesa del Rosario, la parrocchia dove abitavamo, e la sera io andavo alla Ricordi, al negozio. Scopro due cose importanti. Il viceparroco, don Angelo, che ci dava la saletta per suonare, aveva fatto il seminario insieme al segretario di monsignor Giovanni Battista Montini, poi diventato Papa. E seppi che la Ricordi procurava gli organi da chiesa a tutta la Curia. Sono riuscito a farmi fare una lettera per la Ricordi firmata da monsignor Montini: “Raccomando questi ragazzi che sono dei bravi parrocchiani”. Andai alla Ricordi, di sopra c’era Iller Pattacini, direttore artistico. “Facciamo un provino”. La Ricordi aveva noleggiato un cinema parrocchiale in via dei Cinquecento, lì facemmo i provini. Mi chiamò Pattacini. “Il provino piace, facciamone un altro”. Arrivai con una 500 prima degli altri. Nella penombra ho sentito il suono di un pianoforte». Chi lo suonava? «Sono entrato e ho visto subito un ragazzo con cui si creò un’empatia immediata. “Sei un tecnico?”. “No, faccio parte di un complesso. E tu?”. “Mi chiamo Lucio Battisti, suono in un’orchestra, sono qua per il provino”. Disse che era venuto lì in tram da piazza del Duomo, viveva in una pensione. A un certo punto mi chiese se volevo sentire le sue canzoni. Gli diedi una chitarra, una Ibanez che ho ancora. Si era creata una simpatia, chi s’immaginava questa amicizia? Dopo il suo provino l’accompagnai in piazza del Duomo, novembre 1965. Era il chitarrista dei Campioni. Mi disse “abbiamo un tour in Nord Europa”. Ci salutiamo. Raccontai a mia mamma di questo incontro». Poi che successe? «Pataccini mi chiamò, decisero di fare un contratto con noi. “Trovate un nome giusto”. Stavo leggendo un libro, Kon-Tiki di Thor Heyerdal, un esploratore norvegese, si parlava del vulcano Krakatoa, volevo mettere consonanti che non si usano nella nostra lingua, poi lessi dik-dik sul dizionario - piccole antilopi, in Tanzania, nella savana ne ho viste due e gli ho detto: “Grazie ragazze!” -. Dissi “ragazzi ho trovato il nome”. Preparai un cartellone. Lo presentai alla Ricordi, c’erano tutti. È ancora il logo attuale dei Dik Dik. Rimasero allibiti, tranne una segretaria che disse: “Avrà successo”». E per tornare a Battisti? «Il 24 dicembre del 1965, con un contratto già in mano, sto attraversando piazza del Duomo, “a’ Pietro’, so io, Lucio, te ricordi?”. Gli chiesi: “Com’è andata?”. “Sono qui, al freddo”. Prendemmo un caffè. Tornai a casa e lo dissi a mia madre. “Ma ti pare che un ragazzo della sua età possa passare il giorno di Natale da solo?”. La mamma di Lucio abitava a Roma. “Adesso vai al night e lo inviti a pranzo”. Aveva i calzoni neri con la riga e la giacca rossa. “Ti aspetto al n. 65 di via Stendhal”. A mezzogiorno era lì con un fiasco di vino. Al tempo si usavano i presepi. C’era mio fratello Cesare, che poi divenne il suo fotografo, mia mamma, mia zia. Da allora chiamò mia madre sempre “mamma”. Nel muro del corridoio c’era un telefono. Mia mamma telefonò alla sua: “Signora, stia tranquilla, suo figlio è qua e passa il Natale con noi”, sua mamma era emozionata, piangeva, e lui “mamma, non piangere, sto bene”, nevicava, passammo il Natale così. Da lì in poi le nostre vite si sono unite. Viveva in una casa popolare in via dei Tulipani 19, era solo, andavamo in giro con la mia 500, veniva spesso da noi a mangiare. Nel nostro primo disco 1-2-3 mettemmo anche la sua canzone, Se rimani con me, “di Lucio Battisti”. Quando la vide: “a’ Pietru’, fantastico”, mi abbracciò. Il secondo nostro disco era Sognando la California, misi Dolce di giorno, sempre con la firma di Lucio Battisti. E poi, la storia è tutta scritta in questo libro…». Sognando la California… «L’ho scoperta io, ho scritto un testo che non era la versione di quello in americano, la portai da Mogol e lui la mise a posto. Tutte le canzoni di Battisti sono di Battisti. Emozioni è sua…». Cinquanta milioni di dischi venduti… «Sì, ma avevamo percentuali irrisorie e guadagnavamo attraverso i concerti. Io non ho mai fumato, non mi sono mai drogato, mai superalcolici, sempre fatto attività fisica. E scrivo libri. Anche per raccontare i miei viaggi. A 70 anni ho fatto l’Aconcagua, 7.000 metri, senza ossigeno, poi attraversato la catena dell’Himalaya, ho vissuto con gli indios dell’Amazzonia… Quando finirò il nuovo libro voglio fare teatro, io alla chitarra, un altro chitarrista, una violinista e una voce fuori campo. Ho tante cose da raccontare dei miei viaggi, del mio pensiero e poi canto Battisti e lo racconto…». Viaggi solitari? «Sempre da solo. Quando arrivavo in certi luoghi magari mi avvalevo di una guida. Nell’Aconcagua avevo una guida, 35 gradi sotto zero. Ancora adesso faccio palestra, guardo poco la televisione, studio astronomia, astrofisica e filosofia». Hai trovato la libertà? «Certo, la solitudine ti fa sentire libero. Per il cibo non ho problemi. Mangio perché devo vivere, non vivo per mangiare, non ho problemi sessuali nel senso che non sono assatanato, continuo a fare concerti, l’anno scorso 70». Sei sposato? «Sono sposato con una bellissima donna, psicanalista, non abbiamo figli, ora siamo qui dal veterinario con il nostro cane...». La personalità di Battisti era tormentata? «Sua sorella, Alba Rita, mi raccontava che da bambino era grasso, diceva che era molto sofferente, si metteva davanti a un albero con le sue emozioni, era molto riservato. Quando prese una bella casa vicino a Lecco andavo a trovarlo. Da quando Lucio è morto tutti a dire “l’ho scoperto”, “ho fatto questo e quest’altro”, ma nessuno l’aveva capito, nemmeno io, l’unico che lo aveva capito fu Roby Matano (1934-2023, ndr), cantante nei Campioni, il primo gruppo dove suonava. Lui aveva un amore, ma lei puntava su qualcuno che avesse il denaro, poi si sposò ed ebbe un figlio, volle che mi conoscesse, gli disse “lui è stato quello che mi ha fatto avere il mio primo contratto”, ma non è vero, non mi vanto di niente, solo di aver avuto con lui un’empatia e una simpatia durata tutta la vita… Di lui non avevano capito niente. Quando abitava in via dei Tulipani, aveva un terrore, quello degli ospedali. Una volta ebbe un blocco intestinale, lo portai a casa mia, mia mamma gli fece un clistere alla vecchia maniera, aveva 40 di febbre, telefonai a un amico medico, dice “portamelo qui”, ma lui aveva paura. Svegliai il proprietario del bar Foppa, che mi abitava sopra, mi diede un sacchetto con del ghiaccio e passò tutta la notte con il ghiaccio sulla testa, al mattino arrivò il medico e la febbre era scesa. Una volta abbiamo affrontato il tema della morte. Mi chiese “tu non hai paura della morte?”. Risposi “no, e tu?”. “Io ho paura della sofferenza” mi disse. Quando fu portato all’ospedale, chi l’ha preso in cura era una compagna di quartiere poi diventata medico. “Lei, signor Battisti, ha un tumore così esteso che non possiamo fare la chemioterapia, che non sopporterebbe”. Ha firmato per non avere accanimento terapeutico. L’hanno sedato ed è morto come voleva lui, senza sofferenza». Che idea ti sei fatto dell’aldilà? «Io non ho il beneficio della fede, però ho inserito nella mia filosofia quello che dicono Socrate, Platone e persino Sant’Agostino, ossia il dubbio, che ti consente di cercare delle verità. Siamo materia universale. Penso che quando moriremo entreremo a far probabilmente parte della materia dell’universo. L’importante è avere una morale. Cerco di aiutare le persone, sono diventato benestante e quando mi chiedono di fare cose ad esempio per i bambini le faccio gratis, non giro in Ferrari ma con una Peugeot “del ’15-18”, io la chiamo la “Ferrarelle”…». Desideri aggiungere qualcosa a questo tuo interessante racconto? «Sì, che i proventi di questo libro li dono tutti a Emergency». Continua a leggere

Decenni di abusi sui bimbi non sono un caso
19 ore fa | Lun 23 Mar 2026 18:00

Dal Forteto ai «diavoli» della Bassa Modenese, da Bibbiano alla famiglia del bosco: i casi sono troppi per poter parlare di episodi isolati. Lo Stato è complice di un sistema che ha coniato anche un linguaggio tecnico «impermeabile» a ogni critica esterna. Chi inciampa due volte nello stesso sasso non merita compassione. Uno Stato che da decenni permette gli stessi abusi moltiplica la propria colpa. Dal Forteto alla Bassa Modenese, da Bibbiano ai mille casi silenziosi: una macchina di potere ha distrutto famiglie innocenti, usando i figli come strumenti per sovvenzionare una precisa ideologia e grandiose filiere che hanno bruciato il denaro dei contribuenti per creare dolore e suicidi. C’è una frase che Davide Tonelli Galliera, il «bambino zero» della Bassa Modenese, porta con sé come una cicatrice che non rimargina, né può rimarginare. È semplice, terribile e vera: «Sapevo che era tutto frutto di fantasia, che i miei genitori non avevano assolutamente fatto niente. Mentre cedevo a queste domande distruttive, sapevo anche che era tutto inventato.» Era un bambino di sette anni. Sapeva di mentire. Sapeva di distruggere sua madre. Non riusciva a smettere, perché gli adulti che lo circondavano, gli assistenti sociali, gli psicologi, i tutori del suo «superiore interesse» continuavano a chiedergli di farlo. E quando provava a resistere col silenzio, la psicologa «andava avanti, andava avanti», finché non arrivavano i mal di testa insopportabili, e poi la resa. Continua a leggere

Dimmi La Verità | Flaminia Camilletti: «La vittoria del No al referendum sulla giustizia è una batosta»
19 ore fa | Lun 23 Mar 2026 17:55

Ecco #DimmiLaVerità del 23 marzo 2026. Con la nostra Flaminia Camilletti commentiamo la vittoria del No al referendum sulla giustizia. Continua a leggere

Tivù Verità | Martin Sellner spiega la remigrazione
20 ore fa | Lun 23 Mar 2026 17:30

L’attivista Martin Sellner spiega cos’è la remigrazione, descrivendola come un progetto politico che non punta solo a espellere gli immigrati regolari, ma un insieme di misure legali, economiche e culturali per invertire l’immigrazione di massa, così da mantenere la continuità culturale delle nazioni europee. Sellner racconta di come, proprio per le sue idee, continui a subire pressioni e tentativi di censura, nonostante alcuni governi europei inizino a riconoscere i problemi legati all’immigrazione. Continua a leggere

Cuba sull’orlo del collasso, la rivolta cresce tra fame e blackout
20 ore fa | Lun 23 Mar 2026 17:00

Le proteste a Cuba si moltiplicano mentre mancano cibo, acqua e carburante. Il governo di Diaz-Canel tenta concessioni e liberazioni di prigionieri, ma la popolazione esasperata continua a scendere in piazza, mentre l’arrivo della petroliera russa Anatoly Kolodkin resta incerto. Continua a leggere

Meloni: «Rispettiamo la decisione degli italiani, andremo avanti»
20 ore fa | Lun 23 Mar 2026 16:38

Il premier in un videomessaggio sui social dopo la vittoria del «No» nel referendum sulla giustizia: «Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia». Continua a leggere

Referendum Giustizia, vince il No con il 53,8%
21 ore fa | Lun 23 Mar 2026 16:31

Al referendum confermativo sulla riforma della giustizia ha prevalso il No. Affluenza record vicina al 59%. Giorgia Meloni invita a rispettare il risultato e assicura: «Rammarico per occasione persa. Ma andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia». Continua a leggere