Rassegna Stampa Quotidiani
La Verità
Caro Calenda, ora le è rimasto solo uno da insultare: sé stesso
1 ora fa | Lun 27 Apr 2026 11:00

Caro Calenda, le scrivo questa cartolina perché la vedo dappertutto e non potevo accettare che non fosse anche qui. Da sempre prezzemolino acido della politica, negli ultimi tempi ha accentuato ancor di più il suo frenetico attivismo: stasera, per dire, è in scena a Napoli (con Gentiloni), domani a Bologna (con Prodi), mercoledì a Genova (con Silvia Salis). Quasi una campagna elettorale anticipata, seppur mascherata dietro la presentazione del libro. Che s’intitola: Difendere la libertà, ma si traduce: Difendere il seggio. Far politica, si sa, è un impegno molto duro. Ma è pur sempre meglio che lavorare. Continua a leggere

Andrea Presti: «Ai ragazzi dico di non fare come me»
2 ore fa | Lun 27 Apr 2026 10:00

Parla l’atleta che sta preparando il suo quarto Mister Olympia: «Mangio ogni due-tre ore: circa 6.500 calorie al giorno. La genetica è decisiva. Il doping? Sì, ai miei livelli è praticato. Ma ci sono gare in cui si può evitare». Andrea Presti prende il telefonino e pubblica su Instagram un video in cui si pesa: 134 chili, decreta la bilancia. «Il Mister Olympia si terrà a settembre», sorride lui, 38 anni di vigore «orgogliosamente camuno» su una struttura di circa 1 metro e ottanta. Continua a leggere

Progetti arenati e pochi soldi. Nel deserto saudita tramonta l’utopia della città «green»
3 ore fa | Lun 27 Apr 2026 09:00

La guerra nel Golfo potrebbe dare il colpo di grazia alla costruzione di Neom. Ma per la futuristica metropoli senza auto e a zero emissioni i problemi erano iniziati da tempo. Era uno dei cardini del piano del principe bin Salman per ridurre la dipendenza del Regno dal petrolio. Però solo un terzo della nuova energia pulita è stato prenotato. Così il maxi impianto previsto sarà ridimensionato. Lo speciale contiene due articoli Continua a leggere

Enrico Costa: «Ora va accentuata la linea liberale»
4 ore fa | Lun 27 Apr 2026 08:00

Il neo capogruppo di Fi alla Camera: «Partito e coalizione restano coesi anche dopo il referendum. I moderati sceglieranno noi, il campo largo è sbilanciato a sinistra. Il vertice con Tajani a Mediaset? Il luogo conta poco». Se l’aspettava? «No, ovviamente. Venivamo da una campagna referendaria molto faticosa, di cui siamo stati i più convinti sostenitori. Per mesi mi sono concentrato sulla riforma della giustizia». Continua a leggere

Luigi Campiglio: «Questa crisi ci condizionerà per anni»
5 ore fa | Lun 27 Apr 2026 07:00

L’economista: «Difficile uno scostamento di bilancio, ma il governo fa bene a ricordare all’Ue che la politica economica non consiste nel rispettare alla lettera parametri e regole che hanno ricadute sulle imprese». «Il mondo politico ha una responsabilità centrale, che è quella di guardare su orizzonti lontani di medio e lungo periodo». Luigi Campiglio, economista di lungo corso e già docente all’Università Cattolica di Milano, di crisi economiche ne ha viste tante. Continua a leggere

Edicola Verità | la rassegna stampa del 27 aprile
5 ore fa | Lun 27 Apr 2026 06:35

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 27 aprile con Carlo Cambi Continua a leggere

«Cure gratis agli ustionati di Crans»
6 ore fa | Lun 27 Apr 2026 06:00

Il Servizio sanitario italiano non copre i trattamenti alle vittime di gravi bruciature. Pronta una risoluzione per colmare la lacuna. Giorgio Mulè: «Tutela piena e immediata». La burocrazia schiaccia ogni senso di umanità, nella tragedia di Crans-Montana ridotta oggi a triste vicenda contabile. La Svizzera continua a sbatterci in faccia le fatture da pagare per le cure mediche prestate a quattro italiani rimasti ustionati nel rogo del Constellation: 108.000 euro, per qualche ora di ricovero. Una cifra destinata a salire vertiginosamente, quando arriverà il grosso delle fatture svizzere riguardanti gli altri ricoveri, fatture delle quali nessuno conosce l’importo. Ma si parla già di cifre monstre, su cui gli elvetici batteranno cassa, senza sconti. Una pretesa giudicata «ignobile» dal premier Giorgia Meloni, e «abominevole» dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. L’Italia non sgancerà un euro alla Svizzera, dice in sostanza l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado. Che respinge al mittente anche le frasi pronunciate sulla tv elvetica dal direttore dell’Ufficio federale assicurazioni sociali, Doris Bianchi. La quale, con la freddezza di un ragioniere, ha invitato l’Italia a presentare l’estratto conto dei pazienti svizzeri curati sul nostro territorio, come hanno fatto loro con noi. Per capire le grandezze, ci siamo fatti aiutare dal professor Baruffaldi Preis, direttore di quella perla d’eccellenza che è il centro ustioni del Niguarda: «Credo che quei soldi si possano dare alla Svizzera», ci dice, «solo dopo che la Svizzera ci avrà rimborsato 1 milione e 800.000 euro per le spese relative ai due pazienti elvetici curati in Italia». In attesa di uscire dal pantano diplomatico, le famiglie colpite dal dramma di Crans devono superare un altro scoglio, stavolta tutto italiano. Superata la fase acuta del ricovero, infatti, c’è il problema delle cure post-degenza, che non sono coperte dal Servizio sanitario nazionale. Parliamo di cure complesse e prolungate: presidi per il controllo delle cicatrici, dispositivi, guaine compressive, tutori articolari, e poi la riabilitazione e il sostegno psicologico. Problemi che nei casi più gravi devono essere gestiti per tutta la vita. E il rischio, stavolta, è che siano le stesse famiglie dei ragazzi ustionati a dover metter mano al portafoglio per potersi curare. La lacuna normativa non è nuova, ne ha lungamente parlato l’onorevole Lucia Annibali, e lo choc di Crans-Montana riporta la questione in primo piano. La malattia da ustione, infatti, non rientra nell’elenco dei livelli essenziali di assistenza, e dunque non sono previste esenzioni uniformi a livello nazionale per il trattamento post-ospedaliero. Secondo Maria Tridico, in prima linea nell’Associazione bambini ustionati, «le creme che usiamo sono considerate “estetiche”, e quindi a totale carico del cittadino. E le terapie sono considerate alla stregua di una smagliatura da eliminare o una ruga da appianare». Il tema è stato sollevato qualche giorno fa anche da Eleonora Palmieri, la veterinaria di 23 anni riminese sopravvissuta al rogo: «Devo stare attenta a non prendere il sole sulla guancia, perché le ustioni non sono riconosciute come malattia grave. Le creme in particolare sono a carico nostro e la fisioterapia non basta mai. Tutto ciò grava sulle spalle di chi è stato ferito». Per correre ai ripari ed evitare che si perpetui l’assurdo, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, insieme al presidente della commissione Affari sociali Ugo Cappellacci, ha depositato una risoluzione che impegna il governo a garantire la «gratuità totale» delle spese connesse alle ustioni per i sopravvissuti di Crans-Montana. «Sono cifre importanti per le famiglie colpite, che possono arrivare a 2.000 euro al mese», dice Mulè alla Verità, «vogliamo assicurare uno “status eccezionale” alle vittime, che comporti una tutela piena e immediata, in considerazione dell’eccezionalità dell’evento. Inoltre, occorre riconoscere la malattia da ustione come patologia cronica e rara, per ottenere l’esenzione dalle spese in tutta Italia. Entro un mese si può concludere l’approvazione». «Servono regole uniformi su tutto il territorio», aggiunge Cappellacci, «le cure di questo tipo non possono dipendere dal codice di avviamento postale». Continua a leggere

«Puniva o cacciava gli arbitri ribelli». Altre accuse contro il sistema Rocchi
6 ore fa | Lun 27 Apr 2026 06:00

L’inchiesta milanese ruota attorno a una faida tra fischietti che nel 2023 ha visto prevalere, grazie all’asse con l’ex presidente Figc Gabriele Gravina, il «partito» del designatore ora indagato. La denuncia dell’assistente Pasquale De Meo. Per capire l’inchiesta della Procura di Milano su Gianluca Rocchi bisogna fare un passo indietro di almeno 3 anni, nel 2023, quando prima di Domenico Rocca un altro assistente arbitrale presentò un esposto in Figc. Si chiamava Pasquale De Meo. E anche in quel caso il procuratore federale Giuseppe Chinè decise di archiviare. Eppure, le accuse erano le stesse sui cui si sta sviluppando l’indagine di oggi. Continua a leggere

K.I.S.S. | Manovre cosmiche
7 ore fa | Lun 27 Apr 2026 05:30

Oggi che aspettiamo di tornare sulla Luna è bene ricordare anche le missioni che consentirono all’umanità di arrivarci nel 1969 ma senza suscitare clamore. Insomma, non quelle ampiamente celebrate da Hollywood, seppur fondamentali. Continua a leggere

La Fenice incenerisce Beatrice Venezi: «Stop collaborazioni, offese all’orchestra»
7 ore fa | Lun 27 Apr 2026 05:30

Il direttore aveva rinfacciato ai musicisti di «passarsi i posti di padre in figlio». Il ministro Alessandro Giuli prende atto della decisione. Beatrice Venezi non è più direttore d’orchestra del teatro La Fenice. A renderlo noto, nel pomeriggio di ieri, è stata la stessa Fondazione Teatro La Fenice, attraverso il sovrintendente Nicola Colabianchi, che in una nota ha fatto presente di aver stabilito di «annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi». Una decisione grave, prosegue il comunicato, «maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua orchestra». Continua a leggere

Il piano Meloni contro gli avvoltoi
7 ore fa | Lun 27 Apr 2026 05:00

Il premier vuol sforare le regole Ue per aiutare imprese e famiglie. In settimana Piano casa e decreto Lavoro, poi possibile voto sulla clausola nazionale. Intanto i tifosi dell’inciucio (pure Giavazzi e Bini Smaghi) gufano. La richiesta del premier Giorgia Meloni a Bruxelles di sospendere il Patto di stabilità, ha rimesso in moto la grancassa degli avvoltoi che vorrebbero questo governo già al capolinea solo perché non è riuscito a centrare il traguardo del 3% del Pil. E questo nonostante la difficile congiuntura internazionale culminata con il conflitto che ha fatto decollare la bolletta energetica e imposto il taglio delle accise. Una situazione eccezionale che il governo finora ha gestito come poteva e che rischia però, prolungandosi, di stritolare il Paese e mandarlo in recessione. Continua a leggere

Occhio agli inciuci: gli italiani li puniscono
7 ore fa | Lun 27 Apr 2026 04:59

Non conosco Andrea Ninzoli, segretario lombardo dei ragazzi di Forza Italia, tuttavia mi ha colpito una sua intervista in occasione delle manifestazioni del 25 aprile. Conversando con il cronista dell’Huffington Post, il capo dei giovani azzurri non ha escluso l’appoggio del suo partito a un governo di sinistra nel caso in cui il risultato delle prossime elezioni politiche fosse incerto e il Pd, pur avendo la maggioranza, non avesse i numeri per governare. L’apertura a una collaborazione con il partito di Schlein, per quanto proveniente da un giovane dirigente regionale, ha indotto Marcello Sorgi, cronista esperto di cose parlamentari, a scrivere che Forza Italia volge lo sguardo a sinistra. Continua a leggere

Rimpatrio volontario dei minori? Per i dem devono restare per forza
7 ore fa | Lun 27 Apr 2026 04:58

Toghe contro i prefetti: «Farebbero pressioni sui migranti». Sandra Zampa difende la sua legge. Ogni volta che si pronuncia la parola rimpatri, un progressista da qualche parte nel mondo ha un mancamento. Proprio non ce la fanno: l’idea di far rientrare in patria qualcuno che viene da fuori non riescono a digerirla. Anche se il rimpatrio viene effettuato in modo assolutamente rispettoso, dignitoso e umano. L’unica cosa che conta è che gli stranieri restino qui, a prescindere da tutto. Ecco perché, dopo il dl Sicurezza, il nuovo obiettivo della sinistra è il ddl Immigrazione, approvato l’11 febbraio e in procinto di affrontare l’aula del Senato. La norma prevede due modifiche rilevanti che riguardano in particolare i minorenni. Attualmente, a disciplinare l’accoglienza dei minori è la cosiddetta legge Zampa del 2017, che prende il nome da Sandra Zampa del Pd. Prevede che i minorenni vadano accolti in ogni caso, senza particolari approfondimenti, talvolta in base a una autocertificazione sull’età. Non solo: gli stranieri al di sotto dei 18 anni non si possono rimpatriare, a meno che non siano loro stessi a scegliere il percorso di rientro volontario. Questo ovviamente pone una serie di problemi. Il primo, noto, è il fatto che sono abbastanza numerosi i casi di migranti che mentono sull’età. Nel corso degli anni, anche di recente, sono state scoperte varie truffe di questo genere. Poi ci sono i ragazzini che semplicemente scompaiono. Una inchiesta recente, riportata anche dal quotidiano Domani, ha mostrato che «almeno 50 al giorno se ne vanno dai centri di accoglienza europei per minori e fanno perdere le tracce. In 51.439 dal 2021 al 2023». In Italia, in quel periodo, ci sono stati 22.899 allontanamenti, di cui 10.100 solo nel 2023. Con tutta evidenza, parecchi minori (ammesso che siano realmente tali) non sono poi così bisognosi di assistenza e non sono molto interessati ai percorsi di inclusione. La nuova legge del centrodestra, tenendo conto di questi fatti, prevede dunque alcune modifiche all’attuale sistema difettoso. La prima è la limitazione dei cosiddetti percorsi di integrazione: potranno riguardare stranieri fino ai 19 anni di età (ora la soglia è 21 anni). Poi cambierà la competenza sui rimpatri: a decidere saranno i prefetti e non i giudici. E infatti l’Associazione magistrati per i minori ha subito alzato la voce. Il presidente Claudio Cottatellucci spiega a Repubblica che non è ammissibile levare ai suoi colleghi il potere decisionale sui rimpatri. «È vero che si tratta di procedure avviate in seguito alla richiesta del minore», dice. «Ma la valutazione della volontarietà e delle condizioni del contesto in cui il minore andrebbe a reinserirsi è delicatissima e deve essere giurisdizionale. Un migrante in generale, e un minore non accompagnato, possono essere facile oggetto di pressioni che hanno per obiettivo l’aumento di questi rimpatri». Insomma, pare di capire che i magistrati ritengano che i prefetti potrebbero esercitare pressioni sui minori per farli ritornare in patria: grande fiducia, non c’è che dire. La reazione più scomposta, però, è quella di Sandra Zampa. «Sono scelte crudeli e stupide, senza alcuna ragione, che tolgono delle tutele sacrosante e buttano a mare anni di lavoro, risorse e un percorso di integrazione che per questi ragazzi è l’unica chance», dice l’esponente Pd sempre a Repubblica. A suo dire, trasferire ai prefetti la competenza sui rimpatri è addirittura «una follia, immotivata, se non per far vedere agli italiani quanto sono cattivi. Stanno manomettendo una legge che, questa sì, in Europa è considerata un modello». In buona sostanza, bisogna impedire che i minorenni scelgano il rimpatrio volontario, bisogna mantenerli fino ai 21 anni e fare finta che non esistano problemi con le false dichiarazioni e l’accoglienza indiscriminata. Bisogna continuare ad alimentare un sistema che, negli anni, ha pure condotto le organizzazioni criminali a mandare in Italia ragazzini soli sapendo che sarebbero stati accolti senza problemi, alimentando un business disumano. Per mettere in difficoltà il governo, questo e altro. Continua a leggere

Donald non molla: «Voglio l’uranio». Ma ora Teheran scarica i pakistani
7 ore fa | Lun 27 Apr 2026 04:57

Araghchi parla con Arabia Saudita, Qatar e Francia. Poi, dopo una tappa in Oman, torna a Islamabad. L’Iran però rinfaccia ai mediatori di fare troppo gli interessi degli Usa. Il tycoon ai nemici: «Se vogliono, ci chiamino». La crisi nello Stretto di Hormuz resta il baricentro dello scontro tra pressione militare e diplomazia, mentre i tentativi di mediazione si moltiplicano senza produrre, almeno per ora, una svolta concreta. Nelle ultime ore si sono susseguiti contatti politici, missioni diplomatiche e operazioni navali che delineano un quadro sempre più complesso e instabile, segnato da un evidente iper attivismo diplomatico da parte di Teheran. Continua a leggere

Trump ancora sotto tiro. Sventato un attentato alla cena coi giornalisti
7 ore fa | Lun 27 Apr 2026 04:56

Un uomo armato cerca di raggiungere i membri dell’amministrazione, ma viene neutralizzato. Di sé scriveva: «Sono un assassino amichevole». Quella che doveva essere la prima partecipazione di Donald Trump alla cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca si è interrotta già all’antipasto. Diversi spari, sentiti all’esterno della sala dell’Hotel Hilton a Washington, hanno scatenato il panico tra i 2.600 giornalisti presenti, mentre i vertici dell’amministrazione americana venivano messi al sicuro. È l’ennesimo tentato attentato ai danni del tycoon, con il presunto aggressore finito in manette, ma c’è perfino qualcuno, come lo scrittore Don Winslow, che pensa sia stata tutta una messa in scena. Il 20 aprile aveva infatti scritto su X: «Questa settimana prevedo alcune stronzate serie dall’amministrazione Trump per distrarre dai fallimenti in quasi ogni singolo dipartimento di cui sono a capo. Aspettatevi che l’Fbi venga coinvolta in qualche modo». Qualche ora dopo il tentato attacco, Winslow ha ricondiviso il post, aggiungendo: «Guardate il mio tweet di sei giorni fa». Riavvolgendo il nastro, poco dopo le 20.30 di sabato, il mentalista Oz Pearlman stava intrattenendo Trump e la first lady Melania mentre erano seduti al tavolo sul palco, quando si sono sentiti alcuni colpi di arma da fuoco provenienti dal piano sopra alla sala. I video mostrano i servizi segreti che portano in salvo prima il vicepresidente americano, JD Vance, mentre Trump, prima di essere portato via, è circondato dalla scorta del Secret service. Nella sala i giornalisti, in smoking e abiti da sera, appaiono confusi: c’è chi si nasconde sotto i tavoli e le sedie, chi riprende la scena con i cellulari e chi continua a mangiare, mentre altri agenti armati fanno il loro ingresso nella stanza. Quando il presunto attentatore è stato bloccato, a seguito di una sparatoria che avrebbe ferito un agente, è stato lo stesso presidente americano a comunicarlo su Truth, per poi fornire ulteriori dettagli ai giornalisti dalla sala stampa della Casa Bianca. All’hotel Hilton, infatti, una volta ristabilita la calma, la corrispondente per la Casa Bianca della Cbs, Weijia Jiang, ha annunciato ai reporter: «Il presidente avrà una conferenza stampa alla Casa Bianca tra 30 minuti». Interrotta dalle risate, ha aggiunto: «Non è uno scherzo». Il tycoon, ancora in smoking, ha poi dichiarato che il presunto attentatore è «un lupo solitario» che «voleva uccidere». Poco dopo è stata resa nota la sua identità: si tratterebbe di Cole Tomas Allen, un trentunenne originario di Torrance in California che, pochi minuti prima di agire, ha inviato un manifesto anti Trump ai membri della sua famiglia definendosi un «amichevole assassino federale». «Porgere l’altra guancia quando qualcun altro è oppresso non è un comportamento cristiano, è complicità nei crimini dell’oppressore», si legge nel testo del messaggio. Avrebbe avuto con sé un fucile a canna liscia, una pistola e alcuni coltelli. Con le falle della sicurezza che tornano al centro del dibattito, sembrerebbe che l’uomo avesse prenotato una camera proprio nell’hotel dell’evento, riuscendo così a eludere i primi controlli. Stando al suo profilo di LinkedIn sarebbe un insegnante, un «ingegnere meccanico e informatico per titoli di studio» e «sviluppatore di videogiochi indipendente per esperienza». Sui suoi canali social sarebbe stata pubblicata «una retorica anti Trump e anti cristiana». E alcune note trovate nella sua camera d’albergo confermerebbero quanto era già trapelato: i bersagli sarebbero stati i funzionari dell’amministrazione americana. L’uomo, stando a quanto riferito dal vicedirettore del Secret Service, Matthew Quinn, voleva «generare una tragedia nazionale». Oggi lo attende la Corte distrettuale federale. Secondo la procuratrice del Distretto di Columbia, Jeanine Pirro, sarà incriminato per aver per aver utilizzato un’arma da fuoco durante un crimine violento e per aver aggredito un agente federale. Ma non si escludono ulteriori accuse. Tornando alla conferenza stampa, per il tycoon, apparso sereno, quanto accaduto è incredibilmente stato l’occasione per confermare l’importanza della futura sala da ballo della Casa Bianca: «Questo episodio non si sarebbe mai verificato con la sala da ballo, classificata come “top secret militare”, attualmente in costruzione». Eppure, ha difeso strenuamente l’operato dei Secret service all’Hotel, pur ammettendo che non erano a conoscenza «di eventuali minacce». Uno dei testimoni forse più diretti dell’attentato è il giornalista della Cnn Wolf Blitzer. Ha spiegato quanto ha visto all’emittente americana: era appena uscito dal bagno, situato al piano superiore alla sala, quando si è trovato a pochi passi da Cole Tomas Allen che aveva «un'arma molto, molto seria». «All'improvviso ho sentito questi fortissimi colpi di arma da fuoco proprio vicino a me. Un attimo dopo, un agente di polizia mi ha buttato a terra e mi è saltato addosso». Ha poi precisato: «Ho visto l'uomo armato a terra dopo che aveva iniziato a sparare. Gli agenti di polizia lo hanno gettato a terra, ma lui continuava a sparare. E sentivo gli spari. Mi sono chiesto se avrebbe sparato anche a me. È stato un momento terribile, davvero spaventoso per me». Gli agenti hanno poi portato Blitzer nel bagno degli uomini, dove avevano trovato riparo altri 15 uomini. Parole di solidarietà verso il presidente americano sono arrivate da diversi leader mondiali, tra cui il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «Desidero esprimere la mia piena solidarietà e più sincera vicinanza al presidente Trump, alla First Lady Melania, al vicepresidente Vance e a tutti i presenti. Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie». Dello stesso tenore sono state le parole del presidente francese, Emmanuel Macron, del premier britannico, Keir Starmer, della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Continua a leggere

Brigata ebraica, il figlio della Segre pronto a stracciare la tessera Anpi
7 ore fa | Lun 27 Apr 2026 04:55

I «partigiani» accusati di antisemitismo: «Quereliamo il rabbino di Milano». Non si placano le polemiche sul 25 aprile che sabato, a Milano e Roma, più che una Festa della Liberazione è stata una mobilitazione ideologica tesa a creare uno scontro tra gli estremisti di sinistra e «gli altri». Come ha sottolineato ieri il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nessun partigiano che ha fatto la Resistenza «avrebbe mancato di rispetto alla storia della Brigata ebraica che era stata al loro fianco a combattere e chi lo ha fatto ha sputato sui valori della Resistenza». Proprio l’allontanamento della Brigata dal corteo di Milano continua a far discutere, con un durissimo botta e risposta tra la Comunità ebraica milanese e l’Anpi. Continua a leggere

Israele bombarda di nuovo il Libano
7 ore fa | Lun 27 Apr 2026 04:55

Tel Aviv accusa Hezbollah di aver violato la tregua e riprende i raid nel Sud. Ucciso un soldato Idf. Herzog non intende graziare Bibi ma preme per un’intesa con la Procura. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato una serie di attacchi energici per colpire con vigore gli obiettivi di Hezbollah in Libano, mettendo in discussione la tregua, prolungata di tre settimane. La mossa di Tel Aviv è arrivata dopo una serie di lanci di razzi e droni da parte della milizia sciita verso il Nord di Israele e le truppe israeliane stanziate nel Sud del Libano. Continua a leggere

Gli abortisti vogliono impedirci di pregare
12 ore fa | Lun 27 Apr 2026 00:00

A Bari una decina di persone si riunisce davanti a una clinica per recitare il rosario. Un giornale scrive che l’iniziativa ha spaventato le donne, che adesso temono «future» aggressioni. È un modo per suggerire l’arresto dei pro life, come già avviene in altri Paesi. Continua a leggere

L’Irlanda del Nord non è soltanto Belfast. C’è una strada che porta all’incanto
16 ore fa | Dom 26 Apr 2026 20:00

Il cielo limpido accompagna l’itinerario dalla capitale lungo la suggestiva route costiera tra natura, storia, miti e leggende. Belfast e la Causeway coastal route sono tappe essenziali per capire la destinazione Irlanda del Nord e la sua storia. La capitale è incantevole e contraddittoria, con gli imponenti edifici edoardiani e vittoriani, le architetture industriali e rinascimentali, i quartieri degli studenti e quelli di mattoni rossi degli operai. Continua a leggere

De Luca, il politico sceriffo che fa invidia ai teatranti
17 ore fa | Dom 26 Apr 2026 19:00

L’ex governatore campano, che da oltre 30 anni amministra il potere tra Salerno, Parlamento e Regione, è pronto a tornare sindaco. Temperamento vulcanico e tempi comici da professionista, iniziò la sua carriera nel Pci, per poi sposare il dogma ordine e disciplina. Cognome e nome: De Luca Vincenzo. Nato a Ruvo - «Ruve» per gli autoctoni lucani - del Monte, in quel di Potenza, nel 1949. Energico ed esuberante politico che si ricarica quando sta in carica (suonando la carica: è bersagliere onorario dal 19 maggio 2013). Un Duracell del potere locale, decentrato ma comunque «di peso», visto che la Campania - di cui VDL è stato governatore fino all’anno scorso - ha un Pil di oltre 111 miliardi di euro (anno 2024), un terzo del Pil di tutto il Sud. Continua a leggere

Dietro gli attacchi Usa al pontefice c’è il messianismo dei protestanti
18 ore fa | Dom 26 Apr 2026 18:00

Un pezzo dell’amministrazione di Donald Trump considera un obbligo religioso sostenere Israele. I cattolici presenti nell’attuale amministrazione Usa, probabilmente quella con più cattolici della storia, si stanno trovando in singolare contrapposizione con gli esponenti del «protestantesimo sionista» e non certo per motivi squisitamente religiosi quanto per le implicazioni geopolitiche che le convinzioni basate sul dispensazionalismo generano. Continua a leggere

Il Papa va alla Sapienza che espulse Ratzinger
19 ore fa | Dom 26 Apr 2026 17:00

Giovedì 14 maggio Leone XIV parlerà nell’università che, 18 anni fa, sprangò le porte a Benedetto XVI. Oggi come allora, le autorità della Chiesa vanno bene quando rientrano nei confini del pensiero prevalente, come testimoniano Matteo Zuppi e Vincenzo Paglia. Chissà se questa sarà la volta buona. Il 14 maggio papa Leone XIV dovrebbe visitare l’Università La Sapienza di Roma, lo stesso ateneo che nel 2008 respinse con rabbia Benedetto XVI offrendo una clamorosa anticipazione della censura woke che sarebbe divenuta prassi circa un decennio dopo. Leone, fanno sapere dalla Sala stampa vaticana, dovrebbe cominciare la visita alle 10.20 dalla cappella universitaria «Divina Sapienza», dove ad accoglierlo ci saranno il cardinale vicario Baldo Reina, la rettrice dell’Università, Antonella Polimeni, e il cappellano don Gabriele Vecchione. Continua a leggere

Programmi scolastici rassegnati a un livellamento verso il basso
20 ore fa | Dom 26 Apr 2026 16:00

Una commissione ministeriale propone di spostare la lettura dei «Promessi sposi» di Alessandro Manzoni al quarto anno di liceo. Il motivo? Oggi gli studenti sono abituati alla comunicazione breve e faticano a comprendere i testi lunghi. «Questa riforma non s’ha da fare». Si potrebbe ricorrere alla parafrasi di una delle battute più celebri de I promessi sposi per sintetizzare l’attuale posizione del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, rispetto a una delle proposte di revisione dei programmi scolastici liceali avanzate nei giorni scorsi da una commissione ministeriale formata da docenti di scuola superiore e dell’università. Continua a leggere

La Cgil chiede di vendere Mirafiori
21 ore fa | Dom 26 Apr 2026 15:00

Il segretario piemontese Giorgio Airaudo, di fronte alla prospettiva di rinunciare a Cassino, rilancia: per Stellantis meglio cedere Torino, è mezza vuota. Il colmo per il sindacato. C’era un tempo in cui i sindacati incrociavano le braccia per evitare che si vendessero gli stabilimenti industriali. Oggi, invece, accade il contrario. La storia ha dell’incredibile. Come apparso già da qualche giorno sulla stampa, Stellantis sta valutando di cedere lo stabilimento di Cassino a un grande gruppo cinese (Dongfeng). Continua a leggere

Il nuovo affare dei Paperoni asiatici: investire per ridurre la denatalità
22 ore fa | Dom 26 Apr 2026 14:00

I miliardari di Cina, Hong Kong, Corea del Sud incentivano i cittadini ad avere più figli con donazioni, sussidi, orari flessibili e alloggi esentasse. Hanno capito che l’inverno demografico impoverisce tutti. E in Italia? Quando lo Stato non ce la fa più, entra in scena il capitale privato. È successo con le autostrade, con le telecomunicazioni, con qualche ospedale. Ora tocca perfino ai bambini. La denatalità, che per anni è stata affrontata da governi armati di bonus una tantum, depliant ministeriali e slogan sulla famiglia, passa di mano: ci pensano i miliardari. Continua a leggere