Rassegna Stampa Quotidiani
La Verità
Rogoredo, la Schlein sfrutta l’agente fermato per provare a disarmarli tutti
2 minuti fa | Mar 24 Feb 2026 06:29

Sparatoria di Rogoredo, Carmelo Cinturrino è accusato di omicidio volontario. E la leader dem ne approfitta: «Meloni e Salvini si scusino». Il premier: «Implacabili con chi sbaglia, non esiste alcuno scudo penale». Decisive le testimonianze provenienti dall’inferno dei tossici. Un amico di Mansouri: «Era al telefono con me, disarmato». Il consulente della difesa rinuncia all’incarico. Continua a leggere

Sono una toga progressista e vi spiego perché voterò Sì
31 minuti fa | Mar 24 Feb 2026 06:00

L’articolo di Massimo Russo: «Ero nella corrente fondata da Giovanni Falcone e mi dispiace che da sinistra i colleghi attacchino la legge Nordio, che completa il percorso avviato dai riformisti. E ci rende più autorevoli». Continua a leggere

Melillo stronca la riforma della giustizia dopo una scalata sotto l’ombrello del Pd
32 minuti fa | Mar 24 Feb 2026 05:59

Il procuratore antimafia, che lavorò per Andrea Orlando, è uno spot del «sistema Palamara». Il «Fatto Quotidiano» ha pubblicato ieri un lungo articolo, a firma di Liana Milella, che dà conto della posizione del procuratore Giovanni Melillo sul referendum confermativo della riforma della giustizia approvata dal Parlamento. Melillo non è un magistrato qualsiasi: dopo una lunga e, come si dice in questi casi, «onorata carriera», dal 2022 è a capo della Procura nazionale antimafia, cuore e motore di tutta l’azione investigativa che riguarda mafia e terrorismo. Continua a leggere

Il nuovo sport è compiacere Mattarella
33 minuti fa | Mar 24 Feb 2026 05:58

Il «Corriere» attribuisce il merito dei successi a Milano-Cortina non agli atleti, bensì all’«ala istituzionale» del Capo dello Stato. Dalle medaglie dei Giochi alla frana di Niscemi, la narrazione mediatica intende trasformare il Colle in una divinità taumaturgica. Continua a leggere

Ossessionati dal mocio. Quando il gusto del pulito si trasforma in malattia
10 ore fa | Lun 23 Feb 2026 20:00

Si chiamano «rupofobici» e sono i Sisifo del disinfettante: condannati a detergere continuamente sé stessi o la casa, anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Si va dalla «semplice» ansia al disturbo vero e proprio. Normalmente, lo sporco è il polo negativo e il pulito è quello positivo. «Ora sì che sei bello pulito, Fido!» dice la proprietaria del cane al cane quando va a prenderlo dal servizio lavaggio cani, mentre prima di portarcelo non gli diceva: «Ah, come sei bello lercio e puzzolente, Fido, devo cambiarti nome in Fetore!». Si pensi anche al film intitolato Brutti, sporchi e cattivi del regista Ettore Scola, ambientato in una baraccopoli capitolina: i protagonisti non sono solo brutti, non sono solo cattivi, sono anche sporchi. Indicativo è pure il fatto che l’attributo dell’essere sporco è spesso affiancato a un altro attributo negativo. Continua a leggere

Gli assistenti sociali si scordano dei nonni
11 ore fa | Lun 23 Feb 2026 19:00

Aiutare un nucleo in difficoltà non significa necessariamente rinchiudere un bambino in una casa famiglia. A volte può anche essere necessario toglierlo ai genitori, ma in quei casi bisognerebbe farlo vivere con i parenti più anziani. La legge lo consente. Nella specie umana, la menopausa rappresenta un fenomeno biologico peculiare, caratterizzato dalla cessazione della fertilità femminile in età relativamente precoce rispetto alla durata complessiva della vita. Questo evento, unico tra i primati, suggerisce un vantaggio legato alla cosiddetta «ipotesi della nonna» (grandmother hypothesis). Secondo tale teoria, la perdita della capacità riproduttiva consentirebbe alle donne anziane di investire risorse, tempo ed energie nella sopravvivenza e nel benessere della prole e dei nipoti, incrementando così il benessere complessivo del gruppo familiare. I nonni, liberati dagli oneri della genitorialità diretta, svolgono un ruolo essenziale nel lungo periodo di dipendenza tipico dell’essere umano, contribuendo alla cura, alla trasmissione culturale e alla coesione sociale. In situazioni di difficoltà, possono sostituire i genitori, garantendo continuità affettiva e supporto educativo, elementi cruciali per la sopravvivenza e lo sviluppo equilibrato della specie. Continua a leggere

Le emozioni oltre le medaglie. Milano-Cortina 2026 è già storia
11 ore fa | Lun 23 Feb 2026 18:52

Dagli ori di Federica Brignone e della «mamma volante» Francesca Lollobrigida ai gesti di fairplay nel biathlon, dai trionfi storici alle lacrime dei delusi, passando per dediche a chi non c'è più, sprint improvvisati per l'ultimo posto e persino un cane lupo in pista. L'Olimpiade diffusa è stata un mix di momenti indimenticabili. Continua a leggere

Erdogan guarda all'Etiopia
12 ore fa | Lun 23 Feb 2026 18:00

La Turchia continua a guardare al Corno d’Africa. La settimana scorsa, Recep Tayyip Erdogan si è recato in Etiopia: era dal 2015 che il presidente turco non visitava il Paese. Nell’occasione, il presidente turco ha incontrato il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, celebrando il centenario dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra Ankara e Addis Abeba. Secondo l’agenzia di stampa turca Anadolu, “i leader hanno discusso dell'ampliamento delle relazioni commerciali e i funzionari etiopi hanno affermato che entrambe le parti vogliono aumentare gli scambi commerciali fino ad almeno un miliardo di dollari”. Non solo. Le due parti hanno anche rafforzato i legami sul fronte energetico. Inoltre, un aspetto significativo risiede nel fatto che Ahmed abbia chiesto a Erdogan sostegno diplomatico per far sì che l’Etiopia possa conseguire un accesso sul mare. Continua a leggere

Dimmi La Verità | Paolo Formentini (Lega): «Smontiamo tutte le falsità sul Board of Peace»
12 ore fa | Lun 23 Feb 2026 17:55

Ecco #DimmiLaVerità del 23 febbraio 2026. Il deputato della Lega Paolo Formentini smonta tutte le falsità sul Board of Peace organizzato da Donald Trump e sulla partecipazione dell'Italia. Continua a leggere

Vino, Lollobrigida: «Italia prima nazione per produzione e seconda per export, per noi è benessere»
13 ore fa | Lun 23 Feb 2026 17:30

Lo ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare durante un punto stampa a margine del consiglio Agrifish a Bruxelles. Continua a leggere

Tivù Verità | Famiglia nel bosco, il super esperto: «Perizia compromessa»
13 ore fa | Lun 23 Feb 2026 17:30

Lo psichiatra Tonino Cantelmi commenta la scoperta dei post pubblicati dalla psicologa incaricata della perizia sulla famiglia nel bosco: contenuti critici che, secondo lui, mettono in dubbio l’imparzialità dell’intero percorso peritale. Il punto, ribadisce, resta uno solo: fermare errori e rigidità, fare un passo indietro e restituire i bambini ai loro genitori, nel loro reale interesse. Continua a leggere

Quel minuto di troppo prima del decollo
13 ore fa | Lun 23 Feb 2026 17:00

Nebbia e temporali come filo rosso di tragedie lontane nel tempo ma identiche nella dinamica. In Come se nulla fosse? Gianni Guiducci racconta gli errori che precedono gli incidenti di volo e invita a ripensare la sicurezza come cultura quotidiana. La nebbia, quando è fitta davvero, non si limita a nascondere le cose: le cancella. Trasforma l’orizzonte in un’ipotesi, il paesaggio in un’astrazione. Nel febbraio del 2025, mentre l’elicottero di Lorenzo Rovagnati si sollevava lentamente dal suolo, quella nebbia aveva proprio questa qualità: non lasciava spiragli, non suggeriva vie di fuga. Era un ambiente chiuso, saturo, ostile. Uno di quei contesti in cui l’aviazione, anche la più moderna, torna improvvisamente primitiva. Il decollo non fu un gesto automatico, ma un atto di fiducia. Una fiducia che durò pochi minuti. Quando, pochi mesi fa, la relazione tecnica ha messo nero su bianco le cause dell’incidente, le parole sono state quelle consuete del linguaggio aeronautico: errore di pilotaggio, condizioni meteorologiche proibitive, perdita di riferimento. Termini corretti, necessari, ma incapaci di restituire il senso profondo di ciò che era accaduto. Perché dietro quei termini si nasconde sempre una scelta iniziale, spesso silenziosa: decidere di partire anche quando tutto, dall’ambiente al buon senso, suggerirebbe di aspettare. Questa dinamica non è un’eccezione. È, piuttosto, una costante che attraversa la storia del volo. Il 6 luglio 1986, Giorgio Aiazzone, imprenditore torinese di primo piano, salì a bordo del suo aereo per quello che avrebbe dovuto essere un trasferimento rapido, quasi banale. Il velivolo era efficiente, l’equipaggio esperto. Ma il cielo, quella sera, aveva un altro programma. Subito dopo il decollo, l’aereo entrò in un temporale violentissimo: celle convettive, forti correnti ascendenti e discendenti, pioggia intensa che saturava gli strumenti. In pochi istanti, l’assetto divenne instabile. Il tempo di reagire si ridusse a una manciata di secondi. L’aereo perse quota e si schiantò. Nessun sopravvissuto. Anche allora, le conclusioni ufficiali parlarono di condizioni meteo incompatibili con il volo e di scelte operative azzardate. Ancora più indietro, il 10 dicembre 1979, la tragedia colpì Serafino Ferruzzi, uno dei più grandi protagonisti dell’industria italiana del Novecento. Il suo aereo stava rientrando verso l’aeroporto di destinazione quando una nebbia densissima avvolse la zona. L’avvicinamento strumentale diventò una sequenza di tentativi, correzioni, attese. I piloti cercavano un riferimento visivo che non arrivava mai. La pista era lì, ma invisibile. In quelle condizioni, ogni secondo aumentava la tensione, ogni decisione diventava più difficile. L’impatto avvenne a bassa quota, in un ambiente quasi irreale, dove il mondo sembrava ovattato, sospeso. Anche qui, l’elemento dominante fu l’assenza di visibilità e la difficoltà di interrompere una manovra quando ormai si è psicologicamente impegnati a portarla a termine. Tre incidenti lontani nel tempo, tre contesti diversi, tre tipologie di volo differenti. Eppure, lo schema si ripete con una precisione inquietante: condizioni meteorologiche avverse, una pressione – esplicita o implicita – a proseguire, una fiducia eccessiva nelle proprie capacità o nei mezzi tecnici, regole interpretate come ostacoli più che come alleate. È come se l’aviazione, pur fondata su una cultura della sicurezza senza eguali, continuasse talvolta a comportarsi come se l’esperienza accumulata non fosse mai sufficiente. È da questa contraddizione che prende forma Come se nulla fosse? Chiacchierate sulla sicurezza aeronautica. Suggerimenti per revisioni, aggiornamenti e implementazioni, il libro di Gianni Guiducci, pubblicato da LoGisma. Il titolo, già di per sé, contiene una critica sottile ma implacabile: l’atteggiamento di chi continua ad agire come se gli incidenti fossero eventi isolati, anomalie statistiche, e non messaggi ripetuti. Guiducci parla con l’autorevolezza di chi ha volato per quarant’anni, ma soprattutto con l’onestà di chi conosce i limiti del fattore umano. «Non esiste il pilota infallibile», racconta , «esiste solo un sistema più o meno capace di intercettare l’errore prima che diventi irreversibile». È una frase che ribalta una retorica ancora diffusa, quella dell’eroismo individuale, e riporta la sicurezza alla sua dimensione corretta: collettiva, procedurale, culturale. Nel libro, Guiducci insiste più volte su un punto chiave: la prevenzione non nasce dai grandi disastri, ma dall’analisi delle piccole deviazioni quotidiane. «Ogni volta che una procedura viene aggirata senza conseguenze», osserva, «si costruisce l’illusione che quella procedura non fosse poi così necessaria». È un meccanismo subdolo, che agisce lentamente, ma che alla lunga erode la disciplina operativa. Uno degli aspetti più interessanti del volume è la scelta di valorizzare gli episodi che non finiscono nelle cronache. Avvicinamenti instabili corretti all’ultimo momento, decolli interrotti per una sensazione “che non tornava”, anomalie risolte grazie all’intuito più che al manuale. «Queste storie», spiega Guiducci, «sono il vero patrimonio della sicurezza, perché mostrano dove il sistema ha rischiato di fallire senza farlo». Eppure, proprio perché non si concludono con un incidente, tendono a scomparire, a restare confinate nella memoria individuale. Il libro denuncia con chiarezza questa dispersione di conoscenza. «Lasciamo che esperienze preziose si perdano», afferma l’autore, «perché non abbiamo canali adeguati per raccoglierle e condividerle». Da qui la proposta di un cambiamento culturale: creare spazi strutturati per il racconto degli “incidenti mancati”, incoraggiare testimonianze anonime, integrare queste esperienze nella formazione continua. Non come eccezioni, ma come parte integrante dell’addestramento. Guiducci non risparmia una riflessione critica anche sul rapporto con la tecnologia. «Più i sistemi diventano sofisticati», ricorda, «più cresce il rischio che l’uomo si senta spettatore invece che attore». È una delega pericolosa, perché nei momenti critici è sempre l’essere umano a dover intervenire. E se non è allenato a farlo, se non ha interiorizzato le procedure, la tecnologia diventa improvvisamente fragile. Nel finale, il libro torna idealmente ai cieli chiusi dalla nebbia, ai temporali improvvisi, alle condizioni “non ideali” che fanno parte del volo tanto quanto le giornate limpide. «La sicurezza», conclude Guiducci, «non è una checklist da spuntare, ma un modo di guardare il cielo, anche quando sembra innocuo». È una frase semplice, ma racchiude l’essenza di tutto il discorso. Rileggendo gli incidenti di Rovagnati, Aiazzone e Ferruzzi alla luce di queste pagine, emerge un filo comune ancora più evidente: non la fatalità, non il destino avverso, ma una catena di decisioni prese in contesti difficili. Decisioni umane. Ed è proprio lì, suggerisce Guiducci, che si gioca la vera partita della sicurezza: nel riconoscere quando fermarsi, quando rinunciare, quando accettare che il cielo, quel giorno, non vuole concedere nulla. Continua a leggere

Fbi e Cia, marines e generali ucraini tra i clienti Vip del suo software
14 ore fa | Lun 23 Feb 2026 16:30

La sua «macchina» permette di mettere ordine rapidamente nel caos dei dati. Un servizio usato nelle guerre, nella lotta al terrorismo, ma anche dal governo inglese durante la pandemia da Covid. Contestazioni e sentenze giudiziarie sottolineano il rischio di un’assenza totale di privacy (e quindi di libertà) per i cittadini. Lo speciale contiene due articoli Continua a leggere

Salvini: «Candidato sindaco per Milano? Ho incontrato diverse persone»
14 ore fa | Lun 23 Feb 2026 16:30

«Ci sono diverse persone che hanno voglia, idee ed energia per prendere per mano Milano, che è una città eccezionale, e queste Olimpiadi lo hanno dimostrato, che però rischia di diventare una città per ricchi». Ad affermarlo il vicepremier e ministro dei Trasporti, a margine di una visita al Villaggio olimpico di Milano, confermando che di incontri con possibili candidati alle prossime elezioni comunali ce ne sono stati «più di uno, con persone diverse», ed «è andata bene». Il ministro ha poi detto di aver «investito tanto» sulla trasformazione del Villaggio olimpico in uno studentato, «perché permettere a ragazzi che arrivano da altre regioni di studiare a Milano pagando 500 euro è qualcosa di importante. Il rischio della Milano dei prossimi anni è che diventi una grande via Montenapoleone allargata, dove se te lo puoi permettere ci vivi e ci lavori, altrimenti vieni allontanato ed espulso. Mi piacerebbe che Milano tornasse la città accogliente che era». Continua a leggere

Alex Karp. Il filosofo «prestato» alla Silicon Valley che teorizza l’alleanza tra Stato e industria
14 ore fa | Lun 23 Feb 2026 16:00

In un settore dominato da nerd e imprenditori orientati a soddisfare i consumi di massa, il numero uno di Palantir (che ha fondato con Peter Thiel) si colloca fuori dagli schemi tradizionali. La «neutralità» tecnologica è un’illusione: le imprese devono piuttosto collaborare con le istituzioni pubbliche per difendere la democrazia e l’Occidente nella sfida con le autocrazie. Focalizzandosi su difesa e intelligence. Alexander Karp è uno dei dirigenti tecnologici più singolari della sua generazione. Amministratore delegato e co-fondatore di Palantir Technologies, Karp si distingue dagli altri big della Silicon Valley per un percorso formativo e culturale interamente radicato nelle discipline umanistiche e giuridiche. La reductio ad silicium, in altre parole, è certamente ingenerosa nei confronti di un soggetto molto distante dagli stereotipi del nerd occhialuto e un po’ sfigato genio dei computer. Bill Gates, per fare un nome, ha mollato l’università di Harvard al terzo anno e non si è mai laureato, rapito da codici e personal computer. Karp invece, dopo la laurea all’Haverford College e il dottorato in giurisprudenza a Stanford (dove conosce Peter Thiel, futuro investitore e cofondatore di Palantir), sceglie di proseguire gli studi in Germania, attratto dal rigore della teoria sociale europea. Completa un dottorato di ricerca in filosofia a Francoforte, sede della celebre Scuola filosofica e della teoria critica. La sua tesi in teoria sociale, Aggression in der Lebenswelt (Aggressione nel mondo della vita), è una sorta di dialogo critico con le categorie di Jürgen Habermas, padre della teoria dell’agire comunicativo ed erede ancora vivente della Scuola di Francoforte. Sull’interesse per la teoria critica europea ha certo influito l’ambiente culturale di provenienza di Karp, figlio di un pediatra ebreo di Filadelfia e di una madre afroamericana artista, entrambi attivisti progressisti radicali. Certo non sfugge la contraddizione tra questa estrazione culturale di stampo liberal e la fondazione da parte di Karp di un’azienda, Palantir, diventata un pilastro tecnologico della difesa e dell’intelligence statunitense. Ma Karp rifiuta, per sé, la definizione di imprenditore, preferendo definirsi un «osservatore sociale», che utilizza la tecnologia come strumento per difendere i valori democratici. Karp, in più occasioni, ha manifestato una posizione di rottura rispetto alla cultura predominante dei colossi tecnologici californiani. Secondo il ceo di Palantir, la Silicon Valley soffre di una forma di elitarismo tecnocratico che la porta a disinteressarsi delle sorti delle democrazie occidentali, preferendo concentrarsi su mercati globali o su prodotti di consumo marginali. L’accusa alle aziende Big Tech è di aver creato una sorta di bolla morale, dove l’innovazione è fine a sé stessa e slegata dalle responsabilità civili e militari. Il suo ingresso nel settore tecnologico avviene nel 2003, quando partecipa alla fondazione di Palantir insieme a Peter Thiel e ad altri imprenditori provenienti dall’esperienza PayPal (quella che, con poco felice locuzione, viene chiamata in gergo PayPal Mafia, di cui fa parte anche Elon Musk). L’azienda nasce anche sull’onda emotiva degli attentati dell’11 settembre 2001, per dare al governo gli strumenti per distillare informazioni disperse ma disponibili. Fin dalla nascita, quindi, Palantir non si propone come azienda orientata al mercato di massa, tutt’altro. Il modello scelto è invece quello della collaborazione con governi e istituzioni pubbliche, attraverso piattaforme software destinate all’integrazione e all’analisi di enormi quantità di dati. Nei primi anni di attività, l’azienda ottiene contratti con agenzie governative statunitensi, tra cui strutture legate alla sicurezza e alla difesa. Questo orientamento segna una linea di demarcazione netta rispetto alla cultura dominante della Silicon Valley, tradizionalmente focalizzata su prodotti destinati al grande pubblico e su modelli di business fondati sulla pubblicità, sui social o sulle piattaforme. Karp ha più volte chiarito che questa scelta non nasce da un’opportunità contingente ma da una convinzione precisa. In vari interventi pubblici ha sostenuto che la neutralità tecnologica sia un’illusione e che le infrastrutture digitali siano inevitabilmente inserite in un contesto politico. Sembra difficile dargli torto, su questo punto. Secondo le sue dichiarazioni, le democrazie occidentali devono mantenere il controllo sulle tecnologie strategiche per non perdere terreno nella competizione globale. Il lessico utilizzato da Karp nei suoi interventi pubblici è quindi molto distante da quello consueto nel mondo delle start-up. Nei suoi discorsi compaiono riferimenti espliciti alla difesa dell’Occidente, al ruolo dello Stato moderno, alla responsabilità delle istituzioni democratiche. In più occasioni ha affermato che le imprese tecnologiche non possono sottrarsi alle implicazioni politiche delle proprie attività. Un discorso che alle Big Tech non piace moltissimo. Su questi argomenti il miliardario ha pure scritto un libro, The technological republic, pubblicato nel 2025 e scritto insieme al giornalista Nicholas W. Zamiska. Il testo sostiene che negli ultimi decenni si sia creata una frattura tra industria tecnologica e Stato, e che tale separazione abbia indebolito la capacità delle democrazie di affrontare sfide geopolitiche complesse. Karp dice in sostanza che la collaborazione tra settore tecnologico e apparati pubblici deve essere considerata una componente storica imprescindibile dello sviluppo occidentale. Nel libro e in recenti presentazioni pubbliche, Karp ha indicato la competizione con potenze autoritarie come elemento centrale del nuovo scenario internazionale. In questo contesto, la capacità di raccogliere e analizzare dati viene descritta come una risorsa strategica comparabile alle infrastrutture tradizionali di difesa. Una specie di ombrello nucleare digitale, insomma. Anche sul piano personale, Karp ha mantenuto un profilo diverso rispetto ai boss tecnologici più coccolati dai mass media. Dichiara di non identificarsi con la cultura libertaria che ha caratterizzato una parte della Silicon Valley a partire dagli anni Novanta, quella dell’Internet gratis e libero per tutti, in parole semplici. Nel corso del tempo, questa impostazione ha contribuito a fare di Karp, che conduce anche una vita privata piuttosto ritirata, un esponente di pensiero che concepisce l’impresa come attore inserito in un sistema istituzionale più ampio. La sua azienda viene presentata non come semplice fornitore di software, ma come una sorta di snodo tra tecnologia, sicurezza e potere pubblico. All’atto pratico, certo, si tratta in fondo di ricchi contratti con il governo. Ma non solo: la gestione e l’analisi di masse enormi di dati comporta in sé una responsabilità politica e su questo Karp ha certamente ragione. La figura di Alexander Karp si colloca dunque fuori dagli schemi tradizionali della Silicon Valley, anche se per questa serie di articoli ce lo abbiamo ricondotto. La sua formazione filosofica, l’influenza europea e quella dei genitori, il linguaggio politicamente esplicito e la scelta di lavorare con istituzioni statali ne fanno un caso atipico nel panorama dei grandi leader tecnologici contemporanei. In un settore dominato da nerd, ingegneri e imprenditori orientati al mercato di massa, Karp è un soggetto che si è collocato al centro del rapporto (sovra)strutturale tra tecnologia e Stato. Continua a leggere

Migrazione, Tajani: «Le scelte europee ci hanno dato ragione, l’Italia ora è modello di altri Paesi»
15 ore fa | Lun 23 Feb 2026 15:30

Lo ha dichiarato il ministro a margine del Consiglio Affari esteri tenutosi a Bruxelles. Continua a leggere

Domenico Vecchioni: «A Cuba il regime sta agonizzando»
15 ore fa | Lun 23 Feb 2026 15:00

L’ex ambasciatore a L’Avana: «Trump vuole una transizione graduale alla democrazia, che è l’unica via per evitare disastri. Se i dirigenti rifiutano il dialogo prevarrà la linea dell’intervento militare sostenuta da Rubio». Dal 2005 al 2009, Domenico Vecchioni è stato ambasciatore a Cuba. Quattro anni in cui ha potuto toccare con mano la dittatura castrista, dedicando anche un libro a Raúl Castro. Il rivoluzionario conservatore. Da tempo, circolano parecchie voci attorno a Cuba. C’è chi parla di un’opzione simile a quella che ha portato alla caduta di Nicolás Maduro e chi, invece, è convinto che il Paese cadrà sotto i colpi di un’economia che arranca sempre di più. Continua a leggere

Riforma della Giustizia, guida al voto referendario
16 ore fa | Lun 23 Feb 2026 14:30

Il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul referendum costituzionale confermativo relativo alla riforma della Giustizia, che interviene sull’ordinamento della magistratura. Riforma che introduce, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare. Si voterà domenica e lunedì, secondo quanto stabilito dal decreto elezioni. Continua a leggere

Samuel Furfari: «Da Clinton a Lula, i paladini del clima aumentano la CO2»
16 ore fa | Lun 23 Feb 2026 14:00

L’ingegnere chimico, ex funzionario Ue: «Dopo 30 anni di inutili Cop, le emissioni sono salite del 60%. Romano Prodi rimproverò il ministro Ronchi per gli impegni che aveva firmato». Ingegnere chimico, professore emerito alla Libera Università di Bruxelles, per 36 anni è stato un alto funzionario della Direzione generale dell’Energia della Commissione europea, e da 20 anni è professore di Geopolitica e politica energetica. Presidente della Società europea degli ingegneri e degli industriali, è Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica di Polonia. Per testimoniare come le Cop hanno trasformato la diplomazia in un circo itinerante (mentre le emissioni di CO2 crescono), Samuel Furfari ha appena pubblicato il saggio La vérité sur les Cop: trente ans d’illusions (ed. L’Artilleur), che contiene anche un breve scritto inedito di Carlo Ripa di Meana, nostro primo ministro dell’Ambiente. Continua a leggere

I Carabinieri ritrovano appunti originali di un incontro tra Mussolini e Hitler
17 ore fa | Lun 23 Feb 2026 13:22

I militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno rintracciato i preziosi documenti messi in vendita da un privato riguardanti l'incontro del 22 aprile 1944 al castello di Klessheim presso Salisburgo. Ritrovate anche lettere di Mussolini a D'Annunzio. L'articolo contiene una gallery fotografica. Continua a leggere

Nicola Bux: «La Chiesa? Né umana né democratica»
17 ore fa | Lun 23 Feb 2026 13:00

Il teologo: «La crisi di oggi nasce dalla convinzione che la realtà ecclesiale non sia opera del Signore stesso. Prevost ha chiaro che l’immigrazione va gestita dalla politica. Ma è inutile fare i puritani sul Board of Peace». È la riedizione di un conflitto che aveva trovato una tregua solo durante il pontificato di Benedetto XVI. La Fraternità sacerdotale San Pio X è di nuovo ai ferri corti con la Santa Sede per la questione della nomina di sacerdoti e vescovi: quest’ultima rivendica l’ultima parola, i lefebvriani intendono procedere in autonomia. L’incontro del 12 febbraio in Vaticano non ha sbloccato l’impasse. Continua a leggere

Persino il Papa lancia l’allarme sull’insicurezza nelle stazioni
20 ore fa | Lun 23 Feb 2026 10:00

Prevost fa esplicito riferimento alla «violenza dilagante» a Termini in una omelia. Continua a leggere

Ryan Williams: «Usano l’accusa di estremismo solo per zittire i conservatori»
22 ore fa | Lun 23 Feb 2026 08:00

Il capo del Claremont Institute, serbatoio di collaboratori per Donald Trump: «La lotta al woke è appena iniziata, servono leggi. L’immigrazione senza limiti indebolisce la democrazia». La lotta per l'egemonia culturale è uno degli obiettivi principali della seconda amministrazione Trump. Il presidente americano è riuscito a spezzare il connubio tra la Silicon Valley e i movimenti woke, dichiarando anche guerra all’ultra-progressismo che si annida negli apparati governativi e nelle istituzioni universitarie. In questo quadro, l’inquilino della Casa Bianca si sta appoggiando soprattutto a un think tank: il Claremont Institute. Fondato nel 1979 da alcuni allievi del filosofo Harry Jaffa (a sua volta discepolo di Leo Strauss), questo pensatoio ha dato numerosi alti funzionari all’attuale amministrazione americana. Uno dei suoi obiettivi è del resto la rivalutazione della cultura occidentale in diretta antitesi con il progressismo woke e con le sue ricette politiche. Continua a leggere

Ryan Williams: «Usano l’accusa di estremismo solo per zittire i conservatori»
22 ore fa | Lun 23 Feb 2026 08:00

Il capo del Claremont Institute, serbatoio di collaboratori per Donald Trump: «La lotta al woke è appena iniziata, servono leggi. L’immigrazione senza limiti indebolisce la democrazia». La lotta per l'egemonia culturale è uno degli obiettivi principali della seconda amministrazione Trump. Il presidente americano è riuscito a spezzare il connubio tra la Silicon Valley e i movimenti woke, dichiarando anche guerra all’ultra-progressismo che si annida negli apparati governativi e nelle istituzioni universitarie. In questo quadro, l’inquilino della Casa Bianca si sta appoggiando soprattutto a un think tank: il Claremont Institute. Fondato nel 1979 da alcuni allievi del filosofo Harry Jaffa (a sua volta discepolo di Leo Strauss), questo pensatoio ha dato numerosi alti funzionari all’attuale amministrazione americana. Uno dei suoi obiettivi è del resto la rivalutazione della cultura occidentale in diretta antitesi con il progressismo woke e con le sue ricette politiche. Continua a leggere

Un «salva condomini» per riparare i nuovi danni del Superbonus
22 ore fa | Lun 23 Feb 2026 08:00

Altro «regalo» di Conte: gli inquilini degli edifici che non hanno finito i lavori rischiano il salasso. Il governo studia sconti del 90%. E io pago! Direbbe il principe Antonio De Curtis che si trova a fare i conti, come quasi tutti i contribuenti italiani, con l’eredità lasciata da Peppino, al secolo Giuseppe Conte. È curioso notare come la segretaria del Pd Elly Schlein se la pigli col governo che non provvede alle necessità dei meno abbienti. Continua a leggere