I dem hanno sempre appiccicato l’etichetta di «fascista» al grande scrittore di fantasy solo perché caro ai conservatori. Ora, invece, lo considerano un «ostaggio» da liberare. Pasolini no, perché era un fior di comunista. Ma anche Tolkien no, perché lo dice Chiara Valerio. Ma insomma, si può sapere un cristiano di destra che cosa dovrebbe avere l’autorizzazione di poter leggere senza sentir borbottare i vigili urbani del pensiero? Continua a leggere
Nel 2025, quota 1.456 atti giuridici: è il massimo da 15 anni. Persino un ex commissario denuncia le insidie di questa eurocrazia. Che replica: «Adesso stiamo semplificando». La burocrazia europea è più asfissiante che mai. Solo nel 2025 la Commissione ha emanato 1.456 atti giuridici, il numero più alto degli ultimi 15 anni, malgrado le promesse del presidente Ursula von der Leyen di semplificare la burocrazia. Nella stampa tedesca gli esperti lanciano l’allarme: per le aziende è praticamente impossibile ottemperare a tutte le norme. E parte dell’operato di Bruxelles resta fuori dai controlli democratici. Continua a leggere
L’associazione Nazione Futura denuncia l’imitazione del simbolo da parte del nuovo movimento politico. Ricorso all’Ufficio brevetti. L’europarlamentare: «Ha creato il caso per aumentare il numero di iscritti». Iniziano già i primi sgambetti a Roberto Vannacci. L’associazione Nazione Futura si oppone presso l’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo), alla domanda di registrazione (ancora in fase di esame) del marchio «Futuro Nazionale», presentata dall’ex generale il 24 gennaio scorso. «Elevato rischio di confusione e di somiglianza», dice il presidente, Francesco Giubilei, il quale sostiene che il suo simbolo sia uguale a quello partorito da Vannacci. Continua a leggere
Gli immigrati sono parte fondamentale del progetto della sinistra mondiale che vuole sostituire etnicamente il bacino di elettori dell’Emisfero occidentale. Il caso più eclatante è quello britannico, dove gli immigrati hanno cessato di essere minoranza e sono arrivati ai vertici della politica. Continua a leggere
Trump apre ai negoziati ma con la pistola poggiata sul tavolo. Il Cremlino si offre di custodire l’uranio: no secco del regime. Donald Trump è pronto a trattare con l’Iran. Ma con la pistola poggiata sul tavolo. Secondo Axios, Washington avrebbe dato disponibilità a Teheran di avviare dei negoziati per raggiungere finalmente un accordo. In tal senso, Egitto, Qatar e Turchia si stanno adoperando per organizzare un vertice, da tenersi probabilmente venerdì a Istanbul, tra l’inviato statunitense per il Medio Oriente, Steve Witkoff, il genero dello stesso Trump, Jared Kushner, e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Continua a leggere
Chi ha il compito di tutelarci finisce negli agguati, ma deve stare attento ad «agire a scopo difensivo» e con «proporzionalità». «I reparti li volete mobili o immobili?». La domanda dei sindacati di polizia mette il dito nella piaga dopo la follia criminale di sabato a Torino, dove 108 militari sono stati feriti mentre tentavano di garantire l’ordine pubblico sconvolto dagli assalti violenti dei teppisti di Askatasuna e dei loro complici. Ma il quesito è facilmente esteso all’ultimo episodio di cronaca nera in quella Gotham City che è diventata Milano: il carabiniere che ha sparato allo spacciatore nel boschetto-cloaca di Rogoredo è stato immediatamente indagato per omicidio volontario. Anche se il malvivente gli puntava contro una pistola che nessuno avrebbe potuto presumere a salve. Continua a leggere
Beccato uno dei presunti partecianti dell’assalto a Calista: è il grossetano Simionato, 22 anni, incensurato. Il ferito: «Al mio collega devo la vita». Ma per «Il Manifesto» le botte se le è cercate lui. E il sindaco pro centri sociali di Torino conta i danni: 164.000 euro. All’apertura degli ombrelli scatenate l’inferno. E così è stato. Quasi fosse un segnale. Il dettaglio, emerso dai video del corteo di sabato per Askatasuna, convocato dopo lo sgombero della sede di corso Regina Margherita 47, ha colpito gli investigatori che stavano visionando le immagini per identificare gli incappucciati in tuta nera. Proprio un attimo prima degli scontri si vede un gruppetto di attivisti (circa una ventina) muoversi attorno a due ombrelli neri, gli unici aperti in un mucchio da centinaia di persone. La prima area mappata dalla Digos è quella. E si inserirebbe in una formazione di circa 500 attivisti appartenenti alla galassia autonoma (della quale Askatasuna è un pezzo importante) e a quella anarchica. Con innesti provenienti dall’estero, soprattutto dalla Francia. Continua a leggere
Schlein chiede alla Meloni un appello all’unità e il premier risponde: «Le opposizioni votino con noi una risoluzione unitaria». E allora cominciano i distinguo: Conte tira in ballo temi a casaccio, i dem si appellano alla Carta, Bonelli fa il suo solito show. Dopo i disordini di Torino l’esecutivo accelera il passo. Ieri il vertice di maggioranza convocato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni per definire gli ultimi dettagli del decreto sicurezza che dovrebbe essere licenziato in settimana. Alla riunione hanno partecipato i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e il capo della Polizia Vittorio Pisani, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo e il comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro. Continua a leggere
Arriva anche il fermo provvisorio prima delle manifestazioni. La sinistra (e, pare, Mattarella) dice che è incostituzionale. Ma dimenticano il Daspo. E quanto è stato fatto durante il Covid: ricordate Puzzer? Finalmente il governo pare intenzionato a fornire uno scudo penale alle forze dell’ordine e un provvedimento di fermo provvisorio preventivo dei teppisti politici. Dico finalmente perché si tratta di misure lungamente attese e su cui purtroppo si è, dal mio punto di vista, eccessivamente temporeggiato. Lo scudo, ossia una legge che impedisca l’iscrizione automatica nel registro degli indagati di poliziotti e carabinieri protagonisti di una sparatoria, avrebbe dovuto essere varato da tempo, ma alla decisione si sono contrapposte le obiezioni della sinistra e – ahinoi – sembra anche del Quirinale. L’una e l’altro avrebbero manifestato dubbi costituzionali, temendo una sorta di licenza di uccidere concessa alle forze dell’ordine. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 3 febbraio con Carlo Cambi Continua a leggere
Choc a Napoli: carabiniere azzannato al petto da un africano irregolare che stava molestando i passanti Arezzo, nigeriano spezza la caviglia a un uomo dell’Arma in borghese. Roma, vigili assaliti da camerunese. Milano, i fari della Procura sulla pattuglia che ha ferito un rapinatore cinese armato. Città blindata in vista dei Giochi, ma le forze dell’ordine temono i calvari giudiziari. Lo speciale contiene due articoli Forze dell’ordine sotto assedio da Nord a Sud solo perché svolgono «il loro dovere». Dopo la violenza inaudita di Torino contro i poliziotti, quanto accaduto nella periferia di Napoli ha dell’incredibile: un cinquantenne ghanese è stato fermato mentre molestava i passanti e per tutta risposta ha morso al petto uno dei militari. È successo in via Roma, nei pressi di Scampia: al 112 sono giunte diverse segnalazioni di residenti allarmati per la presenza di un cittadino straniero che molestava le persone della zona. Continua a leggere
Giornalisti e politici alla ricerca di «infiltrati», smentiti persino da Askatasuna. Per farla breve: è colpa di tutti tranne che sei simpatici militanti del centro sociale. Nelle versioni fornite dalla sinistra italiana sui fatti di Torino dello scorso fine settimana ci sono ovviamente sfumature di diversa intensità, ma un comune denominatore: le forze oscure della reazione hanno tramato per trasformare un grande momento di festa democratica in un disastro con botte e martellate. Una tesi molto diffusa è quella degli infiltrati. Storia vecchia, che si sente ripetere già dai tempi del G8 di Genova e ritorna ogni volta che ci sono scontri di strada. La sostiene ad esempio Luca Bottura, il fine umorista involontario, il quale spiega che a Torino come a Genova hanno agito «i fascisti» ovvero i violenti che menano e spaccano, cioè i famigerati black block. I quali manco a dirlo sono infiltrati, cioè manovrati, dagli agenti o dai servizi segreti. Fa sorridere, questa posizione, anche solo per il fatto che uno dei capi di Askatasuna, Nicola Gastini, ci tiene a specificare sui suoi profili social che il blocco nero non esiste, e che è una invenzione del sistema per depotenziare le rivolte e la legittima violenza politica delle masse. Continua a leggere
L’ultima è Francesca Morvillo, uccisa a Capaci con Falcone. In passato l’Anm aveva evocato pure il padre costituente Calamandrei. Il quale però diceva, profeticamente: se il Csm sarà eletto, «i magistrati in attesa di promozione si conformeranno» ai suoi equilibri. La giunta ligure dell’Anm ha organizzato un convegno in ricordo della collega Francesca Morvillo, uccisa a Capaci con Falcone. Nel corso della manifestazione si è lanciata la campagna per il No (La Repubblica, 18 gennaio). È molto dubbio che Francesca Morvillo abbia formalmente autorizzato il suo accostamento al Fronte del No, ma forse l’Anm ligure ha ricevuto una delega post mortem che noi lazzari non conosciamo. D’altro canto, di questi tempi va di moda l’arruolamento dei morti. Prima l’intervista fake a Falcone, poi altre notizie fake su Borsellino (Open, 13 novembre 2025), ora la Morvillo testimonial del No: con la potenza sorda di un carro armato, il No continua ad arrogarsi il diritto di fare da esecutore testamentario di chi non può smentirlo. Continua a leggere
Il pacchetto domani in Consiglio dei ministri, ma si lavora per evitare trappole. Forza Italia frena sulla cauzione anticipata da parte degli organizzatori dei cortei. Il pacchetto sicurezza approderà domani in Consiglio dei ministri: dopo il vertice di ieri a Palazzo Chigi, si limano gli ultimi punti dei temi più delicati per far sì che le norme siano pienamente coerenti con la Carta costituzionale e con le leggi già vigenti. Il governo sta definendo quali norme faranno parte di un decreto legge, quindi immediatamente efficaci, e quali di un disegno di legge, che diventa effettivo solo dopo l’approvazione del Parlamento. A quanto apprende La Verità da autorevoli fonti, sono due le misure che occorre definire in maniera estremamente precisa: lo scudo penale per le forze dell’ordine e il cosiddetto fermo preventivo per impedire la partecipazione di personaggi potenzialmente pericolosi, in quanto già noti alle forze dell’ordine o con precedenti per reati specifici, alle manifestazioni di piazza. Continua a leggere
In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina, la Polizia di Stato ha rafforzato il dispositivo di sicurezza sul territorio con un’azione congiunta della polizia ferroviaria e della polizia di frontiera. L’obiettivo è garantire ordine pubblico, sicurezza e assistenza a cittadini, turisti e spettatori diretti verso le sedi delle competizioni. Alla stazione ferroviaria di Tirano, in provincia di Sondrio, è operativo un posto di polizia ferroviaria dedicato all’evento olimpico. La Polfer ha inoltre attivato due posti di polizia temporanei nelle stazioni di Tirano e Ponte nelle Alpi, dove gli agenti svolgono controlli sui viaggiatori, vigilanza degli scali e attività di prevenzione. La Polizia di Frontiera di Tirano sarà impegnata nel controllo dei principali valichi alpini con la Svizzera. I servizi sono stati ulteriormente intensificati nelle aree di confine e nei punti strategici di accesso. Continua a leggere
Il laureato honoris causa a Lovanio pontifica sui mali dell’ordine globale e dell’Ue (come se lui fosse stato un passante). La cura: fare del Continente una federazione. Ma la prova che ciò funzionerebbe è l’euro... Con l’Europa ragionano come con il comunismo e con il vaccino Covid: se non funziona, è perché ce ne vuole di più. È questo il senso dell’ennesima prolusione di Mario Draghi, stavolta ospite dell’Università di Lovanio, che ieri gli ha conferito la laurea honoris causa. Dal Belgio, l’ex presidente del Consiglio ha diagnosticato i mali dell’Unione e descritto la fine del «defunto» ordine internazionale, suggerendo poi la panacea. Continua a leggere
Il suo lavoro è stato fondamentale, anche per la tutela dell’infanzia dalle ideologie. Per Maria Rita Parsi, l’infanzia non era un tempo minore, ma il luogo decisivo in cui si misura la responsabilità degli adulti e la salute di una società. È un insegnamento prezioso, quello della celebre - e celebrata - psicoterapeuta. Soprattutto in un’epoca, la nostra, che talvolta usa i bambini come cavie per strampalati esperimenti di ingegneria sociale: basti pensare all’obbrobrio delle drag queen che raccontano favole gender agli alunni dell’asilo, o a chi propone corsi di educazione sessuale già alle elementari. Ecco perché la Parsi, scomparsa oggi all’età di 78 anni, ci mancherà. Continua a leggere
È uno dei crostacei più apprezzati in cucina. Protegge dal diabete, dall’obesità e da patologie cardiocircolatorie. Il guscio non cresce insieme a lei, perciò lo cambia: una lezione per l’uomo. Si tratta di uno degli alimenti più buoni e al contempo eleganti che possiamo mettere nel piatto, appartiene al genere di crostacei decapodi della famiglia delle Palinuridae e alla specie Elephas, dunque il suo nome zoologico è Palinurus elephas. Che, tradotto, diventa aragosta mediterranea, aragosta spinosa comune, aragosta spinosa europea o, più semplicemente, aragosta. Continua a leggere
Percorrere la Via Francigena oggi non è cercare un mito medievale, ma attraversare il Paese com’è davvero: borghi vivi e paesi che si svuotano, servizi essenziali, tappe semplici. Un cammino che alterna bellezza e normalità e racconta l’Italia senza filtri. Continua a leggere
La sinistra che censura una conferenza stampa sulla remigrazione, si schiera contro gli italiani e tifa per i clandestini e i violenti di Askatasuna non fa altro che contribuire alla nostra causa, suo malgrado. Continua a leggere
Oltre alla scarsa diffusione sul territorio e al «boicottaggio» di chi propugna eutanasia e suicidio assistito, la pratica deve fare i conti anche con la carenza di specializzandi: solo 64 posti su 165 coperti lo scorso anno. Tania Piccione, presidente della Cic-cp, acronimo che sta per Commissione italiana dei cittadini per le cure palliative: «A fine aprile presenteremo un documento ai politici con le richieste arrivate “dal basso” su queste tematiche». Riparte l’iter della legge sul fine vita. Testo al Senato il 17. Il nodo dei Centri di coordinamento nazionale dei comitati etici. Contrari Cappato & C. ma anche i pro life: «Irricevibile normare la morte on demand». Lo speciale contiene tre articoli. Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità del 2 febbraio 2026. Il senatore di Fdi Guido Castelli, commissario straordinario per il terremoto del Centro Italia 2016-17, ci spiega cosa si potrà fare per le famiglie di Niscemi. Continua a leggere
A che gioco gioca l’Arabia Saudita? Negli ultimi giorni, sono emersi degli elementi interessanti sulla linea di Riad in riferimento al dossier iraniano: elementi che potrebbero avere delle ripercussioni geopolitiche significative. Secondo Axios, durante un recente incontro a porte chiuse a Washington con dei think tank e delle organizzazioni ebraiche, il ministro della Difesa saudita, Khalid bin Salman, avrebbe detto che, qualora Washington non attaccasse l’Iran, ciò rafforzerebbe il regime degli ayatollah. «A questo punto, se ciò non accade, non farà altro che rafforzare il regime», avrebbe, in particolare, affermato. Eppure, a livello ufficiale, il regno ha costantemente auspicato una de-escalation nella crisi iraniana, arrivando a negare agli Stati Uniti di usare le loro basi e il loro spazio aereo per effettuare un eventuale atto militare contro la Repubblica islamica. Continua a leggere
Il reporter: «Il tycoon ha chiesto 100 e ottenuto 30 senza fare nulla. Gli Usa indietro nell’Artico rispetto a Russia e Cina, anche Biden si è mosso in tal senso. Gli Inuit non stanno coi danesi e sono usciti dall’Europa nel 1985». «Un giorno il sindaco di un paese della Norvegia artica mi disse: li vedi quei birdwatchers? Non saprebbero distinguere un gabbiano da una gazza. Sono tutte spie». «Nel 2007 una spedizione russa ha piantato una bandiera di titanio 4.000 sotto il pack del Polo Nord. Come dire: questa terra è nostra». Meglio fidarsi di chi i ghiacci li frequenta da 30 anni e ne ha sentito lo scricchiolio sotto le scarpe. E mentre improbabili troupe (anche italiane) inseguono funzionari danesi a Nuuk per farsi dire che «la Groenlandia preferisce l’Europa agli Stati Uniti», per cogliere il battito cardiaco del Grande Nord è più interessante rivolgersi a un Virgilio speciale, Marzio G. Mian, reporter e scrittore di lungo corso, uno dei primi giornalisti a intuire l’importanza strategica del mondo oltre la mitica Thule. La conferma in due libri: Artico, la battaglia del Grande Nord e La guerra bianca (Neri Pozza). Oggi rilanciati da un testimonial involontario d’eccezione, Donald Trump. Continua a leggere
Dal 2023 in Cina è in atto la decapitazione dello Stato maggiore di aeronautica, marina e forze di terra. L’ultimo graduato sparito è accusato addirittura di aver passato a Washington alcuni piani del programma nucleare. Il generale di Corpo d’armata Giorgio Battisti: «Il capo comunista è scettico sulla fedeltà dei quadri militari in vista del congresso del partito». Mentre azzera gli ufficiali, il gigante asiatico accelera nello Spazio grazie alle armi a fasci di particelle. Lo speciale contiene tre articoli. Continua a leggere