Nel Vicentino lasciato a piedi uno studente di 15 anni che non trovava l’abbonamento. Prima o poi toccherà fare un decreto Sicurezza anche per proteggere i ragazzini dai guidatori dell’autobus. Per carità, nessuno ha ancora picchiato nessuno, ma a dieci giorni dall’incredibile vicenda dell’undicenne fatto scendere e costretto a camminare per sei chilometri nella neve, arriva un nuovo saggio di inutile rigore austroungarico. A Vicenza, un ragazzo disabile di 15 anni è stato lasciato per strada perché temeva di non avere il biglietto con sé. In realtà, era addirittura abbonato. «Le regole si applicano, ma senza umiliare e senza abbandonare: mai lasciare solo un disabile», ha commentato il governatore Veneto Luca Zaia. L’episodio non sarebbe comunque meno grave se non ci fosse di mezzo una disabilità. Continua a leggere
Nonostante l’assoluzione di quasi tutti gli imputati, i giudici del processo «Angeli e demoni» scagionano i familiari dei piccoli: «Nessun riscontro oggettivo degli abusi che hanno portato all’allontanamento, ma il fine dei servizi sociali non era ingannare». I giudici che hanno assolto Bibbiano fissano, nella loro sentenza da 1.650 pagine, un dato: nei casi esaminati (che riguardano 12 minorenni), gli abusi attribuiti alle famiglie di origine non sono stati dimostrati. Le ipotesi che avevano portato all’allontanamento dei minori non trovano, valutano i giudici del tribunale di Reggio Emilia, riscontri oggettivi che avrebbero potuto reggere in un processo penale. I bambini, in sostanza, sono stati tolti alle loro famiglie non dopo fatti accertati, ma sulla base di valutazioni che il processo non conferma. Tutto ruotava attorno a una sfilza di accuse di falso, contenute nelle relazioni dei servizi sociali, che avrebbero avuto, secondo la Procura, la finalità di trarre in errore i giudici del tribunale per i minorenni. Continua a leggere
Ecco #DimmiLaVerità dell'11 febbraio 2026. Il deputato della Lega Paolo Formentini commenta il voto di fiducia di oggi sull'Ucraina e i rapporti col partito di Vannacci. Continua a leggere
Intellò, radical chic e progressisti si ribellano contro il termine «maranza» ed esortano a usare «immigrati di seconda generazione» o «risorse». Continua a leggere
Il Carnevale italiano affonda le sue radici in antichi riti pagani, dai lupercalia romani ai riti dionisiaci e saturnali, intrecciando tradizioni di fertilità, maschere e trasgressione. La festa, legata al ciclo morte-resurrezione e alla purificazione pre-quaresimale, conserva tracce di celebrazioni mediterranee e orientali, influenzando il teatro, le maschere e i carri allegorici odierni. Da Venezia, con le sue maschere storiche e il clou sul Canal Grande, a Viareggio e i suoi maestosi carri allegorici, fino a Fano, Cento, Putignano, Mamoiada, Oristano, Ivrea e Acireale: l’Italia offre un panorama di feste in maschera e sfilate unico, tra tradizione, satira e spettacolo popolare, con appuntamenti imperdibili in ogni regione. A Carnevale in Italia si celebra la dolcezza fritta: dai cenci toscani alle frappe, dalle frittelle di mele ai dolci regionali come castagnole, struffoli, cartellate e graffe napoletane. A completare la festa, i passiti e vini dolci da ogni regione, selezionati per accompagnare i dessert tipici e rendere omaggio alla tradizione enogastronomica italiana. Lo speciale contiene tre articoli. Continua a leggere
Il presidente di Coldiretti: «L'intera filiera vale 707 miliardi e dà lavoro a 4 milioni di persone. Raggiunto il record storico di esportazioni per 73 miliardi nel 2025». 5 milioni le presenze previste negli agriturismi di montagna. Continua a leggere
La banca del Vaticano ha lanciato due indici che selezionano i titoli in base ai principi cattolici. Nel paniere anche Meta, Amazon, Asml e Deutsche Telekom. Intanto il Parlamento Ue approva gli emendamenti che spingono l’euro digitale voluto dalla Lagarde. Le buone azioni del Papa: non per l’eternità dell’anima ma quelle quotate Borsa. C’è qualcosa di vagamente surreale, e quindi irresistibilmente moderno, nell’idea che il Vaticano lanci indici azionari. Non una benedizione ai mercati, non un richiamo morale a trader tarantolati, ma due panieri veri che girano su piattaforme globali. Altro che incenso: qui profuma di Silicon Valley, Wall Street e Piazza Affari. Il tutto, ovviamente, in conformità con la Dottrina sociale della Chiesa. Amen. Continua a leggere
Nella prima storica partecipazione a un Mondiale T20, la Nazionale italiana ha esordito all’Eden Gardens di Calcutta affrontando la Scozia. Nonostante la sconfitta per 208-134, gli azzurri hanno lasciato il segno, emozionando tifosi italiani e indiani e preparando la prossima sfida di domani contro il Nepal a Mumbai. Continua a leggere
Per la Germania la proposta dell’Eliseo distrae dai veri problemi Intesa con la Meloni: no allo scontro con Trump voluto da Parigi. «Piacere di rivederti, Giorgia». «Anche per me, Friedrich». L’asse Meloni-Merz si rinsalda. Il vertice di due settimane fa a Villa Pamphili, tra baci, sorrisoni e abbracci, che decretò il piano d’azione fra Italia e Germania, sta dando i suoi frutti. Continua a leggere
La Borsa sta giudicando la transizione industriale europea: i casi Ferrari e Stellantis mostrano quanto il percorso sia diventato rischioso. Intanto dall’India arriva una nuova domanda di auto che può offrire ossigeno a produzione e competenze italiane. Continua a leggere
Il leader di Futuro Nazionale: «Nell’Ue vedrò dove stare, il mio supporto per AfD rimane». «Né Vannacci né Futuro Nazionale sono pro Putin. Io sono pro italiano e pro europeo ed è per questo che ritengo che prolungare questa guerra tra Ucraina e Russia sia deleterio per l’Europa, per l’Italia e anche per l’Ucraina. E quindi è ora di arrivare alla fine di questo conflitto. La fine di questo conflitto ci costerà sicuramente, ma ci costerà meno di quanto non ci costerebbe se raggiungessimo la fine domani, dopodomani o fra una settimana». Lo ha detto l’eurodeputato e leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, parlando alla stampa a Strasburgo. «Sto pensando a tante cose sul mio posizionamento europeo» – ha aggiunto. «Il mio supporto ad Alternative für Deutschland rimane. È un partito sovranista europeo. Peraltro, il partito che oggi, secondo i sondaggi, sembrerebbe essere il primo partito in Germania, è al 29%, quasi al 30% di consenso». Continua a leggere
Gli argomenti di chi si oppone alla riforma sono faziosi: non c’è alcuno «sfregio» alla Carta e l’autonomia è garantita. Continua a leggere
Monsignor Giovanni D’Ercole legge il nostro tempo come un’epoca di emergenze permanenti: paura, crisi continue, identità smarrite. Nell’intervista parla di manipolazione culturale, fede indebolita, ideologie sostitutive e del bisogno urgente di riscoprire verità, radici e coraggio. Continua a leggere
In commissione Antimafia il procuratore De Luca smonta la ricostruzione del pentito Lo Cicero avvalorata da due suoi colleghi: «Nulla di serio». L’amico che fece piangere il giudice eroe? «Per noi non era Lo Porto». È stata una giornata singolare quella di ieri. Quasi straniante. Un procuratore della Repubblica ha parlato per due ore per smentire il contenuto di una trasmissione televisiva. Detta così potrebbe sembrare un’iniziativa da Corea del Nord. Ma in realtà il capo degli inquirenti di Caltanissetta, Salvo De Luca, in commissione Antimafia, è parso «parlare a nuora perché suocera intenda». E la suocera, in questo caso, sarebbero i colleghi e investigatori intervistati da Report: «Probabilmente anche noi magistrati a volte ci facciamo suggestionare dalla dalle telecamere. È una debolezza umana…», ha commentato l’audito. Continua a leggere
L’Eurocamera approva le modifiche alle norme sulle procedure d’asilo. Nell’elenco pure Bangladesh, Marocco e Tunisia. Piantedosi: «Successo del nostro governo». Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia: sono i sette Stati che l’Unione europea ha designato come «Paesi d’origine sicuri», secondo la relazione dell’eurodeputato di Fdi, Alessandro Ciriani per la creazione di un elenco Ue. Lista approvata ieri, insieme agli hub per migranti, dal Parlamento Ue con 408 voti a favore, 184 contrari e 60 astensioni. Chi proviene da questi Paesi e chiede asilo in uno Stato membro vedrà la propria domanda esaminata secondo una procedura accelerata, potrà essere detenuto in appositi centri di trattenimento ed espulso con più facilità e rapidità. Continua a leggere
Una storia surreale che conferma le dinamiche farraginose della macchina processuale. L’altro giorno sono passato in libreria e mi sono ritrovato un po’ di pamphlet che riguardavano il referendum sulla giustizia, anzi a essere più precisi le ragioni del No. Il libro di Alessandro Sallusti e di Luca Palamara non era degno di visibilità (avete capito di quale catena sto parlando e quindi sembrava Calimero in mezzo a tante belle firme che illuminavano il senso di giustizia. Continua a leggere
Mentre fioccano fascicoli contro il caporalato, il sistema giudiziario si avvale di profili altamente specializzati, ma mal retribuiti. Infatti, malgrado l’intervento della Consulta, oggi un consulente informatico guadagna 7,34 euro lordi all’ora. Poco più di un rider... Negli ultimi mesi la Procura di Milano ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema di salari sempre più insufficienti e di nuove forme di sfruttamento: dalle inchieste sui rider e sul caporalato digitale a quelle sulla filiera della moda, sui subappalti e sulle catene produttive opache. Un fronte giudiziario che ha acceso i riflettori su realtà spesso invisibili. Ma dentro questa meritevole attenzione c’è una contraddizione che resta sullo sfondo: mentre la giustizia indaga su questi fenomeni, continua a reggersi, al proprio interno, su un sistema che riconosce compensi inadeguati alle competenze richieste. Continua a leggere
Altri blog sovversivi rivendicano l’attentato alle linee Av, minacciando le aziende che sostengono i Giochi. La Lega: «Paghino il ripristino dei danni fatti». Beppe Sala contro Giorgia Meloni: «Strumentalizza gli scontri». È un’onda di rabbia e violenza che non si vuole fermare quella generata dagli scontri di Torino. Che ora ha un nuovo obiettivo: le Olimpiadi. Basta cambiare città, cambiare simbolo, sostituire all’edificio di Askatasuna il villaggio olimpico e la lotta «kontro» continua. Contro Leonardo, Eni, Gruppo Fs, partner ufficiali dei giochi e colpevoli di «speculare su guerre e devastazione della terra in nome del feroce progresso capitalista». Tripudio di asterischi «per tutt* i lavorator* che si ribellano allo sfruttamento dei padroni» in un tam tam tra blog sovversivi. Che esprimono soddisfazione per il sabotaggio delle linee ferroviarie Pesaro-Bologna che sabato ha mandato in tilt l’Italia, dopo il piazzamento di due ordigni incendiari rudimentali accanto ai binari. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast dell'11 febbraio con Carlo Cambi Continua a leggere
Il governo pone la questione di fiducia sul decreto che invia nuove armi all’Ucraina. I tre deputati su cui può contare il generale non hanno ancora detto come voteranno. Solo una cosa è certa: la sinistra si dividerà. Per accelerare l’ingresso di Kiev, Bruxelles valuta l’ipotesi dell’«allargamento inverso» e studia le mosse per superare l’opposizione ungherese. Sullo sfondo il ruolo di Washington e i contatti diplomatici tra Europa, Russia e Stati Uniti. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
Quello che emerge dai documenti desecretati è una tela di relazioni che legava il faccendiere ai potenti della terra: da politici come Clinton e Barak a ricconi come Gates e uomini di cultura come Allen e Chomsky. Gli Usa svelano chi inviò filmati osceni al faccendiere: l’emiratino Ahmed bin Sulayem Donald nel 2006 alla polizia di Palm Beach: «Indagatelo». I Labour sostengono Starmer. Lo speciale contiene due articoli Continua a leggere
L’ex presidente della Rai Marcello Foa: «Nei file ci sono riferimenti a pratiche inimmaginabili. Temo che i veri colpevoli rimangano impuniti». Una parte consistente dell’élite che ha creato l’ordine globale è coinvolta nella vicenda. Per il «Me too» ribaltarono tutto quanto. Un pedofilo vicino al potere non fa notizia. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
La polemica sulla telecronaca dell’inaugurazione olimpica condotta dal direttore di «RaiSport» è il pretesto per una resa dei conti politica dentro e fuori viale Mazzini. Il vero scandalo è l’intoccabilità di Mattarella. Non conosco Paolo Petrecca e non ho ascoltato la sua telecronaca dell’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali. Do però per acquisito che non sia stata brillantissima e che sia stata azzoppata da incertezze ed errori, perché su questo mi pare concordino un po’ tutti. Da giorni infatti non si parla d’altro: se ne lamenta l’opposizione, che chiede le dimissioni del collega, e sono sul piede di guerra pure i giornalisti della Rai, che per protesta hanno deciso di non firmare i servizi messi in onda. Di quest’ultima iniziativa immagino che gli italiani se ne siano fatta una ragione, mentre mi domando perché degli onorevoli di Pd, Avs e 5 stelle debbano intromettersi in una faccenda che, semmai, riguarda i vertici della televisione pubblica e non certo la sinistra, la quale farebbe bene a occuparsi degli scontri di piazza e degli attentati alle linee ferroviarie invece che delle dirette tv. Continua a leggere
Nel 2025 i viaggiatori arrivati dall’estero hanno speso nel nostro Paese 60 miliardi Trend in aumento, record di giovani e donne impiegati nel settore. Oggi via alla Bit. Il turismo si conferma una delle voci più importanti del bilancio del nostro Paese. Nel 2025 ha avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul Pil: numeri che le stime per i prossimi dieci anni danno ulteriormente in crescita, con previsioni per il 2035 a 282,6 miliardi di Pil e una ricaduta del 15,7% sull’occupazione. I dati sono dell’Enit, in occasione della Bit 2026, l’appuntamento internazionale di riferimento per l’industria turistica, che si aprirà oggi a Milano. Emerge che l’Italia, in questo comparto ha le statistiche migliori per lavoro giovanile e femminile rispetto al resto d’Europa. Continua a leggere
L’inchiesta su Glovo fa commuovere i progressisti. Ma è proprio l’immigrazione di massa, da loro celebrata, ad aver rimpolpato l’esercito di poveri da sottopagare e accelerato l’erosione dei diritti di tutti i lavoratori. Ora vi indignate? Davvero? Vi sentite in colpa per il sushi a domicilio? Per il chicken burger king mangiato sul divano guardando la tv? Vi pentite come dei Gramellini per aver chiamato Glovo? Per aver usato il rider? Vi pentite di non avergli dato nemmeno la mancia? Vi sorprende la sua paga da fame? Vi sorprendono i 2,5 euro a consegna? Il trattamento da schiavo? Davvero? Continua a leggere