I progressisti hanno trovato una nuova iconcina: il sindaco di Genova, tra feste da ballo e accessori chic. Ora viene celebrata in ogni luogo, tanto che rischia perfino di bruciarsi. Continua a leggere
Un dossier dell’intelligence rivela il sistema finanziario che sostiene Hezbollah: fondi iraniani, società di comodo e circuiti informali come l’hawala. Una rete globale che aggira le sanzioni e alimenta operazioni militari e consenso sociale in Libano. Mentre il conflitto tra Israele e Hezbollah continua a infiammare il Libano, dietro la linea del fronte si muove un sistema finanziario sofisticato e transnazionale che consente alla milizia sciita di resistere e rilanciare la propria capacità militare. Continua a leggere
Massimiliano Lacota, presidente dell’Unione degli istriani, critica le celebrazioni del 25 aprile definite «monopolizzate e ipocrite». Per gli esuli giuliano-dalmati la ricorrenza non rappresenta una festa condivisa, tra memoria delle Foibe ed esodo dall’Adriatico orientale. Continua a leggere
Enzo Rebucci, negli anni successivi alla guerra, ha raccolto quanto successo a Cavezzo, vicino a Modena, tra il 1943 e il 1945. Suo figlio venne ucciso nell’«eccidio di Vercelli» e il suo corpo non venne più ritrovato. Per anni, Enzo Rebucci ha scritto per sé. Dopo la guerra, passava le sue giornate negli ospedali di Mirandola e di San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, dove faceva il primario del reparto oculistico. La grande città gli era stata proibita. Era un epurato. Ma questo a lui non importava. Passava ore e ore tra quei pazienti che non aveva abbandonato neppure durante la guerra. Poi, la sera, tornava a casa e si metteva davanti alla macchina da scrivere. Continua a leggere
L’ex pm Antonio Rinaudo: «Gli attentati alle linee ferroviarie erano già un segnale. Ora l’ambiente sta costruendo un mito sui due antagonisti morti mentre confezionavano una bomba: un modo per indurre i soggetti più deboli all’emulazione». Nella narrazione dell’area antagonista i due anarchici saltati in aria a Roma mentre stavano preparando un ordigno artigianale in un casolare di campagna abbandonato sono già diventati icone. Continua a leggere
Il primo cittadino di Modena, Massimo Mezzetti, si smarca dalla linea seguita dal collega Matteo Lepore a Bologna: «Bandierina ideologica». La notizia è che anche nei pressi del Pd talvolta si manifesta un pizzico di buonsenso. In questo caso tale manifestazione è decisamente facilitata dalla assurdità dell’argomento in discussione, ovvero il temibile progetto «Città Trenta» sostenuto oltre ogni logica dal sindaco dem di Bologna Matteo Lepore. Continua a leggere
Fondi agli avvocati che accompagnano i rientri. Finora pagavamo per fare il contrario. Pagare gli avvocati fior di quattrini per difendere i migranti nei processi civili e penali va bene, anzi è un gesto applaudito come grande conquista del diritto e della civiltà. Ma se si propone di offrire un incentivo agli avvocati medesimi per convincere i propri clienti a ritornare al Paese di origine, apriti cielo: a sinistra diventano matti. Succede che con il decreto sicurezza è passato al Senato anche un emendamento che prevede la collaborazione del Viminale con il Consiglio nazionale forense per la gestione dei rimpatri volontari assistiti degli stranieri. Continua a leggere
Dopo lo scontro a distanza, Trump corregge il tiro sul papa per non incrinare il rapporto con l’elettorato cattolico in vista delle Midterm. Leone respinge le letture politiche del suo discorso e prende le distanze dalle polemiche. Continua a leggere
Lo storico Franco Cardini: «Trump rischia di alienarsi il mondo cattolico. Ma attenzione all’avanzata di un uso “militare” della fede soprattutto da parte di ambienti ricchissimi e influenti». Continua a leggere
Dopo le precisazioni del Pontefice, il vicepresidente tende la mano: «Lui predica il Vangelo, noi cerchiamo di applicarlo». Washington e Vaticano cercano di ricucire i pezzi di una rottura che non fa bene a nessuno. Lo sa papa Leone XIV che per primo ha cercato di stemperare le parole del presidente Usa Donald Trump chiarendo di non volerci dibattere. Una reazione molto gradita al vicepresidente americano e cattolico JD Vance: «Sono grato a papa Leone per aver detto questo. Continua a leggere
Il generale Paolo Capitini: «La guerra ha indebolito l’opposizione agli ayatollah Netanyahu non voleva il cambio di regime, ma smembrare l’Iran». «Trump voleva assicurarsi che l’Iran non possedesse la bomba atomica, ma in realtà la Repubblica islamica la possiede già: si chiama Hormuz». Paolo Capitini è un generale dell’esercito italiano che ha partecipato a missioni in varie guerre, dalla Somalia alla Bosnia fino al Kosovo. Continua a leggere
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 20 aprile con Flaminia Camilletti Continua a leggere
Trump alza la voce con l’Iran: «È un accordo equo, firmino o abbatterò ogni ponte del Paese. Basta fare il bravo ragazzo». Secondo round a Islamabad in bilico: gli ayatollah fanno sapere che non parteciperanno se il blocco di Hormuz prosegue. Israele: «Useremo la piena forza». Tregua in Libano appesa a un filo. Hezbollah nega responsabilità nell’uccisione del soldato francese e chiede un’inchiesta. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
Fu la pubblicità di un’automobile a far scegliere il regista, I cattivi erano i cubani e la moto una Honda. Ecco la vera storia dell’iconico film d’aviazione che compie 40 anni. Continua a leggere
Trump sarà anche un barbaro maleducato, ma l’uranio arricchito in mano ai pasdaran, potenziale preludio all’arma atomica, non rende insicuro soltanto Israele ma anche l’Europa e il mondo. È fondamentale unire su questo anche i sunniti. La guerra in Iran è una guerra sporca, ibrida, asimmetrica. Forse è una guerra «in ritardo», che poteva scoppiare nel 1979, quando la Persia, grazie all’imbecillità dei comunisti e alla cecità vigliacca dei Paesi occidentali, è diventata l’asse del male. Continua a leggere
La Liberazione è stata monopolizzata dagli ex comunisti, ma a cacciare i nazisti furono gli Usa. Per sanare le tensioni con Trump, Meloni & C. se ne intestino il (vero) ricordo. Tra pochi giorni sarà la festa del 25 aprile, data che dal 1946 celebra la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Tra tutte le festività è la più divisiva, perché da subito il Pci e poi le varie sinistre che si sono succedute nel tempo se ne sono appropriate piegando la storia a loro uso e consumo. Continua a leggere
Gli exit poll danno nettamente in testa il presidente che si era dimesso a inizio anno, critico verso Zelensky e sostenitore della necessità di trattare con Mosca. L’ex presidente Rumen Radev torna alla guida della Bulgaria. Crollo dei conservatori di Gerb nella coalizione Gerb-Sdf che risultano al secondo posto, terza forza sarebbe il partito liberale Continuiamo il cambiamento (Pp) mentre i socialisti con il partito Bsp, nonostante le previsioni, sarebbero riusciti a superare lo sbarramento al 4%. Continua a leggere
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha dichiarato che, se il prezzo del gas dovesse superare i 70 euro al megawattora, potrebbe rendersi necessario riattivare le centrali a carbone. L’intervento è arrivato a margine dell’incontro Il Santo Graal dell'Energia, in corso a Milano. «È una cifra alta — ha spiegato — oggi siamo intorno ai 40 euro, mentre le stime iniziali erano tra i 28 e i 30 euro. Ma quello è il punto di caduta». Il ministro ha però precisato che si tratterebbe di una misura straordinaria: «Parliamo di uno scenario emergenziale, non della normalità». Pichetto ha ribadito che il carbone resta una soluzione residuale, ma ha sottolineato la necessità di essere pronti in caso di crisi energetica o forti tensioni sui prezzi. Continua a leggere
Dopo la sconfitta al referendum e gli screzi nella coalizione, gli ex premier Monti, Prodi e Conte smaniano sui giornali per tornare in pista col campo largo: in ballo le elezioni e il Quirinale. La maggioranza è avvisata. Credo che la lettura dei giornali di ieri sia sufficiente a far comprendere quale rischio corrano gli italiani nel caso in cui a Palazzo Chigi tornasse il centrosinistra. Sfogliando i quotidiani di domenica, infatti, mi sono imbattuto in rapida successione in un articolo di Mario Monti sul Corriere della Sera, in un’intervista a Giuseppe Conte sulla medesima testata e in un’intervista a Romano Prodi sulla Stampa. Continua a leggere
Caro Michele Emiliano, caro ex governatore della Puglia, nonché pezzo grosso del Pd, le scrivo questa cartolina perché sono sinceramente preoccupato per lei. E soprattutto per il suo stipendio. Chi glielo pagherà nei prossimi mesi? Altro che campo largo, politica internazionale e questioni energetiche: il vero problema della sinistra è trovare qualcuno che le faccia il bonifico a fine mese. Continua a leggere
Tappa d’obbligo e fulcro della romanità, è il rione più iconico e pittoresco della Capitale. Da girare senza meta, in libertà. Il cuore del cuore di Roma. Colorato e centrale, famoso e battuto, Trastevere sta vivendo il suo momento di gloria, tra tappa di rito a livello turistico e boom immobiliare, con la domanda che supera l’offerta e le quotazioni che volano alle stelle. Continua a leggere
L’obiettivo non è l’integrazione, ma utilizzare gli stranieri come «serbatoio» per le strutture progressiste in sofferenza. Grave errore sottovalutare la follia e l’idiozia, soprattutto nei contesti sociali, politici e ideologici. La follia e l’idiozia non arrivano a manifestarsi se sono effettivamente tali, si disperdono prima, svaniscono nel loro caos entropico, si chiudono negli angoli dai quali il pensiero reso meccanismo malfunzionante non riesce a uscire. Continua a leggere
Firma del «Corriere», non disdegna il grande schermo, soprattutto quando ne va del suo portafoglio. Molto docile se intervista il suo editore, amabile con Fazio e la Cucciari che lo invitano, ma feroce coi suoi «nemici» come Berlinguer e, soprattutto, Ricci Continua a leggere
Una delle sigle delle vetture pubbliche milanesi ha integrato i servizi sulla piattaforma utilizzata dall’app americana. Risultato: risse e scambi di accuse fra i conducenti. A Milano le auto bianche sono sempre più «nere». Di rabbia. Ci riferiamo ai taxi in perenne conflitto con Uber, la multinazionale americana che offre via app il noleggio con conducente (Ncc) alternativo al taxi e simboleggiato da un veicolo nero, per l’appunto: berlina o van a portata di tutti, ovunque, non più solo un lusso per facoltosi passeggeri come alle origini. Continua a leggere
Un’inchiesta dell’«Economist» rivela: le liste d’attesa infinite derivano dagli strascichi della pandemia. E non è un fenomeno italiano, è lo stesso in 18 Paesi. Avendo trascurato gli altri malati, ora ne paghiamo le conseguenze. Anche con morti evitabili. I numerosi esponenti di sinistra che continuano a insistere sulle condizioni difficili della sanità italiana e che in colpano il governo per le liste di attesa smisurate e tutti i problemi che affliggono i nostri ospedali - problemi che di sicuro esistono e di cui troppi fanno le spese - prima di berciare inutilmente dovrebbero dare una scorsa alla robusta inchiesta pubblicata dall’Economist sull’ultimo numero ora in edicola. Continua a leggere